Reflex o mirrorless? questo è il dilemma

Fino a poco tempo fa i fotografi che volevano acquistare una fotocamera di qualità per sostituire una compatta o una bridge di cui non erano più soddisfatti non avevano dubbi: la scelta non poteva essere che una reflex. Al massimo si poneva il problema se doveva essere un’APS o una fullframe, ma questo dubbio era sciolto facilmente in base a quanto si era disposti a spendere.
Oggi non è più così. Tutti i produttori hanno ormai in catalogo numerose mirrorless, alcuni solo quelle, e anche i più restii a passare a questo schema costruttivo, Canon e Nikon, ormai sono entrati in questo segmento di mercato con decisione, come dimostrano gli annunci di nuove fotocamere e gli investimenti per la presentazione di nuovi obiettivi.
E allora il dubbio assale molti fotoamatori e professionisti, vecchi e nuovi: continuare ad investire sulle reflex comprando nuove fotocamere di questo tipo, anche se da quasi due anni non viene presentata una novità significativa, e nuovi obiettivi per queste oppure affiancarvi una mirrorless o, per chi non possiede ancora fotocamere ad obiettivo intercambiabile, iniziare con una mirrorless.
Con questo articolo illustrerò i vantaggi e gli svantaggi dei due sistemi e cercherò di rispondere a questa domanda.

Le reflex dominano il mercato della fotografia professionale ed amatoriale da 60 anni dopo che, negli anni 60 del secolo scorso, hanno sostituito di fatto le fotocamere a telemetro, le reflex biottica e le folding. Lo schema reflex monobiettivo si è imposto infatti, per i suoi notevoli vantaggi (consistenti sopratutto nel poter vedere nel mirino esattamente ciò che era inquadrato indipendentemente dall’obiettivo montato) non solo nel formato 35 mm, ma anche nel medio formato. Ha anche superato indenne la transizione del mondo analogico a pellicola a quello digitale e la reflex è sempre stata la fotocamera usata dai professionisti, e di conseguenza per imitazione dai fotoamatori evoluti, per tutti i generi fotografici.
Il mercato di queste fotocamere è però diventato di fatto un duopolio, Canon e Nikon, dopo che anche per il passaggio all’autofocus e poi al digitale, che ha richiesto grossi investimenti, molti altri produttori come Fujifilm, Konica, Minolta e Olympus avevano abbandonato il settore e altri come Pentax si erano molto ridimensionati.
Una decina di anni fa però alcuni produttori di elettronica, Panasonic e Sony, affiancati anche da alcuni produttori fotografici tradizionali, Fujifilm ed Olympus estromessi di fatto dal settore reflex, iniziarono a proporre un nuovo schema costruttivo per cercare di entrare nel mercato delle fotocamere di qualità. Sony aveva anche tentato di entrare nel settore reflex, acquisendo la divisione fotografica di Konica-Minolta (nel frattempo fuse fra loro) con alcuni prodotti interessanti, ma di scarso successo, come le Alpha 850 e 900.
Per aprire una nuova via in questo mercato difficile fu proposta un nuovo schema, cioè quello di costruire fotocamere senza specchio, denominate genericamente mirrorless. La prima fu la Panasonic G1 del 2008 che inaugurò anche un nuovo formato con un sensore più piccolo dell’APS, il Micro 4/3, condiviso con Olympus.
Le prime mirrorless erano guardate con sufficienza dai fotografi più esperti, viste tuttalpiù come compatte di piccole dimensioni da affiancare ad una reflex per foto poco impegnate. Quella però che era la “vera” fotocamera era la reflex. Questo in buona parte era dovuto alle limitazioni tecniche delle prime realizzazioni mirrorless ed anche ad alcune scelte dei produttori come in molti casi l’assenza del mirino, che penalizzavano queste fotocamere.
Questa situazione cominciò a cambiare però nel 2013 quando Sony cambiò le carte in tavola. Il costruttore giapponese che dopo le reflex aveva tentato anche una strada ibrida, le fotocamere SLT con specchio fisso semitrasparente e mirino elettronico, decise di dare una scossa al mercato introducendo le prime mirrorless fullframe. Poiché nel frattempo alcune limitazioni tecniche delle prime mirrorless, in primo luogo la lentezza dell’autofocus, erano state tecnologicamente superate le nuove mirrorless fullframe della serie A7 si presentavano già in partenza con ottime caratteristiche. Sony le ha perfezionate continuamente negli ultimi 5 anni fino ad arrivare, nel 2018, ad avere in catalogo dei modelli che sono riusciti a dominare il mercato delle fullframe, mirrorless e reflex comprese.
Altri produttori come Fujifilm, Olympus e Panasonic hanno ugualmente introdotto una vasta gamma di mirrorless, tutte però con sensore più piccolo APS e Micro 4/3, ma con perfezionamenti successivi che le hanno rese concorrenziali con le reflex base e medie dotate di sensori APS.
Alla fine, nel 2018 c’è stato il punto di svolta, quando Canon e Nikon pressate da una concorrenza di Sony sempre più forte anche in ambito professionale, si sono decise a presentare all’ultima Photokina le loro mirrorless fullframe, con slogan simili e significativi “Capture the future” e “Capture tomorrow” e a svelare i loro piani di sviluppo per gli obiettivi di queste fotocamere. Anche Panasonic, impegnata fino a quel momento nel sistema Micro 4/3 ha anticipato che stava sviluppando delle mirrorless fullframe che poi ha presentato il 1° febbraio di quest’anno.

Ma perché questo successo? quali sono i vantaggi, e gli svantaggi, delle mirrorless?
Vediamo di illustrarli andando oltre il primo, e più evidente a prima vista, delle minori dimensioni e minor peso rispetto ad una reflex, che poi non è sempre valido come ad esempio per le nuove Panasonic e per molti obiettivi.
Nell’illustrare i vantaggi dello schema mirrorless si deve tenere conto di quelli per i fotografi e di quelli per i produttori.
I vantaggi principali di una mirrorless per i fotografi sono:

affidabilità superiore: la costruzione semplificata, con l’assenza di alcune parti mobili come lo specchio garantisce una superiore affidabilità.

assenza di vibrazioni: la mancanza dello specchio si traduce in un’assenza di vibrazioni dovute al suo ribaltamento al momento dello scatto. Se si aggiunge poi il fatto che la maggior parte delle mirrorless possono scattare con la prima tendina elettronica si ha che l’unico movimento meccanico di una mirrorless, la chiusura della seconda tendina per porre fine all’esposizione, avviene dopo lo scatto e quindi non genera vibrazioni che possano influire sulla nitidezza delle foto con del micromosso. Questo è tanto più importante quanto sono maggiori le dimensioni del sensore e di conseguenza di specchio ed otturatore e quanto più è alta la risoluzione del sensore, cioè il suo numero di pixel.

scatto totalmente silenzioso: le mirrorless possono scattare, a scelta del fotografo, con l’otturatore elettronico. Ciò consente di scattare in modo totalmente silenzioso, disabilitando contemporaneamente tutti i segnali sonori, quando non è opportuno disturbare durante le ripresa come per esempio durante conferenze, presentazioni, teatro, concerti di musica da camera e altro. In effetti lo “spataciac” delle reflex in queste situazioni può essere piuttosto fastidioso e questo aveva determinato, prima delle mirrorless, l’uso da parte di alcuni fotografi in queste circostanze delle Leica a telemetro decisamente più silenziose delle reflex. Con alcune reflex questo è possibile, solo alzando lo specchio e rinunciando così al mirino ed alla messa a fuoco rapida a rilevamento di fase.

precisione della messa a fuoco: l’autofocus delle reflex a rilevamento di fase è molto veloce però la sua precisione si basa sugli allineamenti meccanici fra il piano del sensore d’immagine, quello del sensore autofocus e quello di montaggio dell’obiettivo. Basta un minimo disallineamento fra questi, dovuto a imprecisioni di montaggio, starature, urti e deformazioni, o anche disallineamenti nell’obiettivo stesso, che la messa a fuoco non risulti più corretta con i noti fenomeni di “front” o “back focus”, cioè messa a fuco prima o dopo il piano di messa a fuoco scelto dal fotografo. Per questo le migliori reflex consentono una taratura fine e personalizzata per ciascun obiettivo usato.
Con le mirrorless tutto ciò non è più necessario: la messa a fuoco è determinata dallo stesso sensore d’immagine e quindi nessun disallineamento può verificarsi.

copertura dei punti AF: nelle mirrorless i punti AF, disposti sul sensore, possono arrivare a coprire tutta l’inquadratura o quasi. Nelle reflex invece coprono prevalentemente la parte centrale. Questo si verifica particolarmente nelle reflex fullframe anche perché i produttori usano su queste lo stesso modulo autofocus usato in quelle APS.

elevata velocità di raffica: nelle reflex la velocità di raffica è limitata dalla velocità con cui è possibile ribaltare lo specchio e poi farlo tornare in posizione, oltre che dalla capacità di elaborazione del segnale. Le migliori arrivano a 14 fg/s. Nelle mirrorless non c’è un limite meccanico ed è possibile, usando l’otturatore elettronico, spingersi a limiti molto più alti, 20 o 30 fg/s, o addirittura 60 fg/s con autofocus al primo scatto.

possibilità di vedere il risultato prima di scattare la foto: i mirini elettronici ad alta risoluzione delle mirrorless consentono di visualizzare gli effetti delle regolazioni di esposizione, bilanciamento del bianco, tono colore ed anche gli effetti speciali di alcune fotocamere prima dello scatto. Nelle reflex invece questo risultato si può vedere solo dopo lo scatto e solo nello schermo in modo meno preciso ed affidabile perché influenzato dalla luce esterna.

dimensioni del mirino indipendenti da quelle del sensore: nelle reflex le dimensioni del mirino sono proporzionali a quelle del sensore, infatti le APS hanno un mirino più piccolo delle fullframe. Nelle mirrorless invece queste dimensioni sono indipendenti e le dimensioni del mirino sono solo una scelta progettuale e di costi. In teoria infatti anche una compatta con sensore da 1/2,3″ (6,17×4,55 mm) potrebbe avere un mirino elettronico più grande di quello di una reflex fullframe. Attualmente la mirrorless col mirino più grande, ingrandimento 0,83x, è una M43, la Panasonic G9.

immagine nel mirino visibile anche in luce scarsissima: l’amplificazione dei mirini elettronici garantisce infatti la visione delle immagini anche quasi al buio e, come visto, il risultato dell’esposizione, mentre nei mirini ottici delle reflex in queste condizioni non si vede quasi nulla.

facilitazioni per la messa a fuoco manuale: le funzioni di ingrandimento della zona di messa a fuoco e l’evidenziazione dei contorni (“focus peaking”) agevolano moltissimo la messa a fuoco manuale che invece nei mirini delle attuali reflex digitali con gli schermi di messa a fuoco a campo chiaro, invece che smerigliati, è quasi impossibile.

possibilità di valutare la profondità di campo: le mirrorless possono chiudere il diaframma prima dell’esposizione mantenendo la corretta visualizzazione e luminosità dell’immagine e consentire così di valutare agevolmente la profondità di campo. Nelle reflex invece quando si chiude il diaframma il mirino diventa molto scuro e la valutazione della profondità di campo molto difficile.

il mirino elettronico può essere usato anche per le riprese video: invece nelle reflex quando si vuole riprendere un video lo specchio deve essere alzato e l’immagine è visibile solo nello schermo con le note difficoltà di visualizzazione quando si opera in esterni luminosi e col sole.

messa a fuoco video: nelle mirrorless opera per il video lo stesso sistema di messa a fuoco, attuato dal sensore, che opera per le foto, mantenendo la stessa velocità e precisione. Nelle reflex alzando lo specchio si rinuncia al sistema di messa a fuoco rapido a rilevamento di fase e si deve usare quello attuato dal sensore che solo in alcune Canon è a rilevamento di fase con la tecnologia Dual Pixel AF.

possibilità di adattare numerosi obiettivi per reflex: grazie allo spessore ridotto del corpo sulle mirrorless è possibile montare, con opportuni anelli adattatori, numerosi obiettivi per reflex, mantenendo in alcuni casi anche l’autofocus se gli obiettivi ne dispongono.

dimensioni e pesi ridotti: le mirrorless sono più piccole e leggere delle reflex di analoghe caratteristiche a causa dell’assenza dello specchio con la sua scatola e meccanismi, del sistema separato di messa a fuoco e del pentaprisma o pentaspecchio. Per gli obiettivi invece la riduzione di peso e dimensioni non è sempre verificata e dipende dalla loro progettazione. Se si tratta di obiettivi per reflex adattati per le mirrorless le dimensioni e il peso sono uguali o superiori.

Dal punto di vista dei produttori il vantaggio principale della soluzione mirrorless è quella dei costi ridotti e della semplicità di produzione e di montaggio perché non sono richiesti elementi meccanici di elevata precisione come quelli per il movimento dello specchio ne ottici costosi come lo schermo di messa a fuoco e il pentaprisma o pentaspecchio.
Le mirrorless però attualmete hanno gli stessi prezzi delle reflex, o in alcuni casi superiori, a causa degli investimenti necessari per il loro sviluppo e produzione. Si deve poi anche considerare che il prezzo di qualunque bene o oggetto tecnologico è anche determinato da quanto il cliente si aspetta ed è disposto a pagare, indipendentemente dal suo costo di produzione.

I vantaggi delle reflex sulle mirrorless per i fotografi sono:

immagine nel mirino ottico per alcuni più naturale, ma è solo questione di abitudine

autonomia operativa maggiore: le mirrorless consumano molta corrente per tenere sempre acceso il sensore ed il mirino, o lo schermo, per la visualizzazione. Questo determina un esaurimento molto più rapido della batteria la cui carica dura di solito meno della metà di quella di una reflex.

corredi ottici più ampi: questo è un vantaggio momentaneo destinato a perdersi nel tempo e per alcuni sistemi mirrorless del tutto insussistente anche oggi.

In conclusione: reflex o mirrorless?
Considerando, come già accennato, gli investimenti che tutti i produttori stanno facendo nei sistemi mirrorless non ci sono dubbi che il futuro sarà di queste fotocamere. Se si considera anche il fatto che nella loro costruzione potranno essere fatte ulteriori semplificazioni, eliminando definitivamente l’otturatore meccanico, quando quello elettronico sarà in grado di sincronizzare il lampo dei flash, rimangono ben pochi dubbi.
Ma per chi deve acquistare oggi una nuova fotocamera cosa scegliere? Valutando vantaggi e svantaggi e gli sviluppi futuri la risposta è definitivamente mirrorless.
Chi già possiede un corredo reflex, si tratta dei possessori di Canon e Nikon, può facilmente integrarlo con una mirrorless della casa. Gli obiettivi già in suo possesso, sia per fullframe che per APS, saranno pienamente utilizzabili anche con la nuova fotocamera. L’unico limite è il fatto che queste due case dispongono solo di fotocamere fullframe piuttosto costose. Qualcosa però sta cambiando anche in questo settore e le prime avvisaglie si vedono con la nuovissima Canon EOS RP, relativamente economica, il cui prezzo, in USA, è di 1.300 $ solo corpo, ben 1.000 $ in meno della EOS R.
Chi inizia con la prima fotocamera o con un nuovo sistema non ha questo problema e dispone di un’ampia scelta di mirrorless di vari formati, Micro 4/3, APS oltre che fullframe da parte di Fujifilm, Leica, Olympus, Panasonic e Sony, oltre che di Canon e Nikon, con un ampia gamma di prezzi dai 400 € in su.
Se poi si è particolarmente interessati al fullframe per le sue superiori qualità d’immagine si deve considerare che Sony mantiene in catalogo tutte le versioni delle sue mirrorless a partire dall’A7 che con un prezzo di circa 900 € obiettivo 28-70 compreso ha caratteristiche superiori a tutte le Micro 4/3 e APS per qualità d’immagine e buone caratteristiche complessive per autofocus e mirino. Salendo di prezzo a circa 1.400 la A7 II offre anche la stabilizzazione integrata sul sensore pur mantenendo un prezzo inferiore a tutte le altre fullframe, mirrorless e reflex. L’unico limite di queste due fotocamere è la ripresa video solo full HD, ma non si può avere tutto! Per il video 4K si deve arrivare alle versioni III da oltre 2.000.
Se invece si vogliono mantenere al minimo le dimensioni complessive del corredo la scelta migliore sono le Micro 4/3 che grazie agli obiettivi di piccole dimensioni e spesso di costo contenuto consentono di formarsi ampi corredi di peso e costo relativamente ridotto. Questo si può anche ottenere con le Fujifilm APS della serie X-T che dispongono di corpi di dimensioni ridotte e corredi con obiettivi appositamente studiati per contenere peso e ingombro.
Infine chi vuole il massimo può rivolgersi alle medio formato Fujifilm GFX o Hasselblad X, mirrorless anche queste, che con dimensioni contenute, costi però molto meno, offrono elevatissima risoluzione e qualità d’immagine.

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5 pensieri riguardo “Reflex o mirrorless? questo è il dilemma”

  1. Concordo sulla scelta delle mirrorless….ma che Sony sia superiore a tutte le Apsc, Fuji comprese, la vedo “dura”e le ottiche kit non sono ancora all’altezza di Fuji, sicuramente è un ottimo prodotto, sopratutto nel campo video, ma molta parte ha il marketing e la “percezione” qualitativa e di immagine che ha saputo far percepire ai potenziali clienti

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    1. Le ho provate tutte e ti assicuro che il formato fullframe garantisce alle Sony una superiorità sulle APS specialmente alle sensibilità più alte. Anche gli obiettivi sono buoni e su un sensore più grande la loro resa è migliore di quella degli ottimi Fujifilm su un sensore più piccolo.
      Ciao, Francesco

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  2. Io adoro le Sony. Ora ho la 6000 ma miro pure alla 6500 body ora che comincia a calare di prezzo. Tanto ho già un doppio obiettivo, il 16-50 di serie e lo zoom 18-200 con cui mi diverto un mondo. Con l’ottica più grande mi entra dentro un borsello a tracolla e faccio photo&travelling con pochissimo ingombro e una macchina eccellente. Cosa volere di più per chi ama viaggiare? 🙂

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