L’inganno dei megapixel

Da quando si è entrati nell’era digitale, una decina d’anni fa, i produttori hanno sempre presentato le caratteristiche delle loro prime fotocamere, le compatte, dando evidenza quasi esclusivamente al numero di pixel o megapixel del sensore. Non si parlava assolutamente di formati, dimensioni del sensore, numero di pixel per lato, ma solo di megapixel totali.
Così non si dava alcuna possibilità al fotografo di capire quale fosse realmente la dimensione del sensore che catturava la foto e di conseguenza le dimensioni reali del fotogramma e l’ingrandimento da questo subito nel visualizzarlo o nel stamparlo. Ciò perchè in realtà i sensori delle fotocamere digitali erano molto più piccoli delle dimensioni del fotogramma della pellicola alla quale il pubblico era abituato e ciò poteva apparire riduttivo e negativo per gli uomini di marketing.
Anche per le prime reflex digitali si è presentato il problema delle dimensioni del sensore. Per produrre fotocamere a costi ragionevoli i produttori hanno dovuto utilizzare sensori più piccoli del classico formato 24×36 della pellicola. La maggior parte di loro però, tranne Olympus, aveva già in produzione un completo corredo di obiettivi a cui non voleva rinunciare, per cui le nuove DSLR sono state progettate per poter utilizzare gli obiettivi preesistenti. Anche in questo caso si è data evidenza ai megapixel piùttosto che alle dimensioni del sensore e per spiegare perchè gli obiettivi inquadravano un campo visivo minore si è introdotto il cosiddetto “fattore moltiplicativo”.
In realtà quello che non viene mai detto e di cui pochi si rendono conto è che le dimensioni dei sensori della maggior parte delle fotocamere digitali sono molto molto inferiori a quelle del fotogramma della pellicola o dei sensori fullframe. infatti in genere questi formati sono rapportati con il fattore moltiplicativo per cui si pensa che una fotocamera fullframe o FX abbia un sensore più grande di 1,53 volte di una APS o DX, ma in realtà non è così. Quella che varia di 1,53 volte è la dimensione lineare di ciascun lato, ma la superficie del sensore è 1,53*1,53=2,34 volte più grande. Cioè la superficie di un sensore DX (o mezzo formato come molti cominciano a definirlo) è il 43 %, meno della metà, di quella di uno FX. Ma dire che un sensore ha una dimensione solo del 43 % di quello a cui i fotografi sono abituati, oppure che le sue dimensioni sono solo lo 0,67 di queste non suona bene dal punto di vista marketing, mentre dire che ha un fattore “moltiplicativo” cioè qualcosa in più, suona molto meglio.

Confronto formati sensori
Confronto formati sensori

In tabella sono riportate le dimensioni dei formati di sensore più diffusi in rapporto alle dimensioni del sensore fulframe o pellicola.

Sensore Larghezza Altezza Diagonale Fattore moltiplicativo Superficie Rapporto con FF
2.5 5,75 4,31 7,19 6,02 24,78 2,868%
1.8 7,18 5,32 8,94 4,84 38,20 4,421%
2/3 8,80 6,60 11,00 3,93 58,08 6,722%
4/3 18,00 13,50 22,50 1,92 243,00 28,125%
APS-C1 22,30 14,90 26,82 1,61 332,27 38,457%
DX 23,50 15,60 28,21 1,53 366,60 42,431%
APS-C2 28,70 18,70 34,25 1,26 536,69 62,117%
FX 36,00 24,00 43,27 1,00 864,00 100,000%

E’ chiaro che i produttori hanno preferito evitare di far sapere quanto piccoli fossero i sensori delle loro fotocamere digitali in rapporto al fotogramma della pellicola perchè la maggior parte dei fotografi ha sempre saputo che più grande è il fotogramma di partenza meno lo si deve ingrandire per stamparlo e migliore è la sua qualità. E’ vero che gli obiettivi, avendo un cerchio di copertura più piccolo possono avere una risoluzione maggiore, ma ciò non compensa le ridotte dimensioni del sensore e si vede! Inoltre non c’è assolutamente rapporto fra le dimensioni esterne della fotocamera e le dimensioni del sensore. Esistono fotocamere a pellicola che, tranne per lo spessore condizionato dal diametro del caricatore, hanno delle dimensioni uguali alle più piccole compatte digitali, con però un fotogramma “fullframe2 ed un’obiettivo capace di coprirlo.
Per le reflex APS o DX la situazione è ancora peggiore perchè in molti casi si usano per loro gli stessi obiettivi adatti per quelle fullframe, con il solo piccolo vantaggio di usare la parte centrale del cerchio di copertura dove la qualità è migliore. Non si ha quindi una maggiore risolvenza che compensi la diminuzione del formato e nemmeno un vantaggio nelle dimensioni e nel peso dei corpi che sono superiori o analoghi a quelli delle reflex a pellicola, anche per le Olympus che aveva promesso progettando il suo nuovo formato 4/3 che questo avrebbe consentito di costruire fotocamere sensibilmente più piccole e leggere rispetto a quelle a pieno formato.
Quindi è meglio parlare solo di megapixel e di fattori moltiplicativi che sono entrambi immagini positive, piuttosto che dire come stanno realmente le cose.
Oltretutto riferirsi ai megapixel ha un altro vantaggio: fa sembrare molto maggiori gli incrementi di risoluzione dei sensori di quanto in realtà non siano. Ad esempio un sensore da 10 Mpx a prima vista sembra avere una risoluzione quasi doppia rispetto ad un sensore da 6 Mpx. In realtà non è così perchè per valutare la risoluzione ci si deve riferire alle misure lineari. Il sensore da 10 Mpx ha 3872×2592 pixel mentre quello da 6 3008×2000. L’incremento di risoluzione orizzontale è quindi di 3872/3008= 1,287 cioè del 28,7 %, visibile ma non così grande come ci si potrebbe aspettare.
Infine la valutazione delle fotocamere solo in funzione del numero di megapixel è molto facile e utilizzata dalla maggior parte degli utenti che per confrontare due fotocamere diverse si limitano a visualizzare i fotogrammi sullo schermo del computer al 100 % non rendendosi conto che in questo modo si confronta la qualità dei singoli pixel e non dell’intero fotogramma e che per far ciò in modo corretto si dovrebbero visualizzare o stampare in una dimensione comune.

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25 pensieri su “L’inganno dei megapixel”

  1. mi congratulo per la chiarezza e la capacità di sintesi, esposizione piacevole e facile da seguire.vorrei pero’ chiedere una cosa … non sarà che tanta gente si inerpica su questi discorsi per crearsi un alibi??….mi spiego:Se non mi sento sufficientemente creativo cosa faccio,mi butto sulla tecnica e sulla carenza del mezzo da me usato sostituendo al fine,cioè l’evento creativo,il mezzo, cioé la macchina.
    confesso che non mi piacciono quelli di ” aahhh la plasticità e le tonalità leica sono uniche.”..poi vedi le loro foto e sorridi.
    se potessi avere la tavolozza i colori ed i pennelli di Michelangelo riuscirei a dipingere un’altra Cappella Sistina??????? io no di certo e Voi?????
    ancora complimenti per l’esposizionee ciao…giuliano.

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    1. Giuliano, innanzitutto grazie per seguire assiduamente il mio blog e per proporre quesiti ed interrogativi interessanti.
      Concordo in parte con quello che dici. Prima di tutto si deve pensare che moltissimi usano la fotocamera solo per fare foto ricordo di famiglia, di amici, di viaggio senza assolutamente pretese creative o artistiche. Anche per loro però è giusto e consigliabile informarsi su quali sono le fotocamere più adatte per i loro scopi e le loro caratteristiche per poter scegliere consapevolmente.
      Poi ci sono coloro che si fissno con la tecnica e la tecnologia spesso anche per mascherare la loro incapacità a fare foto. Infine ci sono i veri “fotografi”. E’ vero che questi possono fare una bella foto anche con una macchina semplicissima, ma la conoscenza delle caratteristiche tecniche delle fotocamere aiuta a scegliere lo strumento più adatto per il lavoro che si vuole fare (sfido chiunque a fare caccia fotografica o foto sportive con una compatta da 99 €). Anche Michelangelo, leonardo o Raffaello sicuramente oltre alle loro capacità creative avevano sicuramente una perfetta conoscenza delle metodologie e degli strumenti più adatti per ottenere il risultato che volevano raggiungere. Poi il risultato finale dipende dalle nostre capacità e da quanto ci applichiamo a fotografare. per parte mia non mi limto solo a discutere di tecnica (lo faccio quando non ho occasione di fotografare), ma scatto moltissimo sperando di ottenere qualcosa che possa piacere anche ad altri.
      Ciao, Francesco

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  2. Molto esaustivo tutto l’argomento trattato. Eseguo da anni fotografie industriali e di ricerca usando pellicola e anche con 35 mm di qualità..L’inganno dei megapixel è veramente una trovata commerciale in quanto il pubblico potenziale acquirente si basa esclusivamente su questo effimero fattore..Io stesso ho acquistato, dopo Nikon 4500 e Nikon L10, una performantissima Fuji 9600 ma alla resa dei conti(immagine finale stampata)si è dimostrata una autentica delusione e qui ritorna il discorso dei famigerati megapixel pigiati in un sensore minuscolo..Seguirò con interesse i prossimi interventi ma visti i miei interessi personali(Industriale,Macro vegetale,Ricerca,foto panoramiche estese)non sono ancora riuscito farmi una idea di acquisto abbastanza definitiva.Ciao.Grazie. Paolo.Ho scoperto solo oggi il blog!!!

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    1. Ciao Francesco,
      Sono un fotografo molto amatoriale. Devo ricevere in regalo una nuova fotocamera digitale a mia scelta.
      La mia idea era quella di prendere una compatta pratica da portare e utile a fare foto di “intuizione artistica quotidiana”, per la reflex e maggiori pretese di creatività rimando al futuro.
      Mi sono però trovato di fronte a un’offerta varia considerando che anch’io ho sempre pensato che l’aumento di megapixel fosse una trovata commerciale per spacciare come prodotti superiori macchine che fanno esattamente le stesse cose di quelle vecchie senza che ci fosse tutto questo bisogno di risoluzione per l’utente medio. Vengono spesso sottovalutati particolari secondo me più importanti come lo zoom ottico e lo stabilizzatore (per quanto possa aiutare relativamente nelle compatte…).

      In passato ho avuto una Fujifilm F650, me l’hanno rotta e mi manca molto. Un amico mi ha spiegato che macchine come quella erano migliori perché con meno megapixel adattavano meglio la risoluzione alle dimensioni del sensore (e non credo che le nuovissime compatte abbiano un sensore migliore).

      Considerando che il budget prospettato era di 100euro che poi, per generosità del mio mecenate potrebbe salire di un po’, ma contando anche che non vorrei far spendere di più per una macchina che non ha caratteristiche molto superiori di quelle meno costose, sapresti darmi un consiglio sulle offerte che elenco in basso, se hai tempo? Mi saresti di grande aiuto anche se non hai tempo di vedere le offerte ma puoi darmi un suggerimento breve.
      Grazie comunque,
      Mimmo

      1. Olympus SZ-14 (149euro) – http://www.testfreaks.it/fotocamere-digitali/olympus-sz-14/
      2. Olympus vr-340 (79euro) – http://www.testfreaks.it/fotocamere-digitali/olympus-vr-340/
      3. Olympus sp_620uz (169euro) – http://www.olympus.it/site/it/c/cameras/digital_cameras/traveller/sp_620uz/sp_620uz_specifications.html
      4. Nikon COOLPIX S9200 (179euro) – http://www.testfreaks.it/fotocamere-digitali/nikon-coolpix-s9200/
      5. Panasonic DMC-SZ 3 EG-K – http://www.panasonic.it/html/it_IT/Prodotti/Fotocamere+Lumix/Compatte+Eleganti/DMC-SZ3/Caratteristiche/11052331/index.html?trackInfo=true
      6. Fujifilm s2980 (99euro) – http://www.fujifilm.ca/products/digital_cameras/s/finepix_s2980/specifications/

      P.S.: Il tuo articolo calza proprio a pennello ed è molto utile per comprendere come scegliere una fotocamera, ma sarebbe ancora più chiaro un esempio su un sensore di determinate dimensioni e un modello di macchina.

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      1. Mimmo,
        innanzitutto vorrei chiarirti che non è vero che avere meno pixel sia meglio che averne di più: 10 anni fa le compatte avevano 2 o 3 Mpx, oggi dai 12 ai 20, ma le foto di quelle attuali sono migliori, hanno più risoluzione e dettagli ed anche meno rumore. Questo perchè hanno sensori migliori, a differenza di quello che tu pensi. Certamente il numero di pixel è stato sfruttato dal marketing come fattore di vendita, ma non si capisce perchè l’utente medio debba accontentarsi di macchine con bassa risoluzione quando ne può avere di migliori con risoluzione più alta. O si deve pensare anche che non ci veda bene? Ora l’accento del marketing, visto che l’aumento dei pixel non si può spingere oltre certi limiti per motivi ottici, si è spostato sull’escursione degli zoom. Le prime compatte superzoom e bridge arrivavano a 12x, oggi abbiamo compatte con 30x e bridge con 60x. Questo certamente è molto meno utile che avere più pixel perchè oltre un certo limite di focale equivalente questi obiettivi diventano difficili da usare e danno scarsi risultati. Ma i vari marketing continuano a fare a chi ce l’ha più lungo (lo zoom).
        La stabilizzazione ormai l’hanno quasi tutte le compatte salvo quelle più economiche sotto i 100 €, ed è utile per soggetti statici, inutile ovviamente per quelli in movimento.
        Il tuo elenco infine comprende una serie di compatte superzoom, più o meno recenti, salvo la Fujifilm S2980 che è una bridge e che non ti consiglio. Fra le altre non saprei quale consigliarti, sono tutte più o meno equivalenti come qualità e come risultati: discreti in buona luce e scarsi quando è poca come per tutte le compatte con sensore piccolo ed obiettivi poco luminosi.
        Vai a vederle in un negozio e prendi quella che ti piace e ti convince di più.
        Ciao, Francesco

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        1. Ti ringrazio soprattutto per la pazienza che hai avuto nel vedere tutte le macchine che ti ho presentato. Alla fine ho preso una Panasonic Lumix SZ3 e mi sta dando buone soddisfazioni.
          Alla fine ho capito che bisogna accettare che non si può avere molto da una compatta e la userò più che altro per esercitarmi.
          Le bridge mi convincevano già poco per il basso rapporto comodità/prestazioni.

          Ti saluto e continuerò a seguirti

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  3. Francesco, da qualche giorno ho scoperto il tuo blog e mi congratulo sinceramente per la quantità di nozioni che sei riuscito ad infilarci. Stavo rimuginando da tempo di tornare alla reflex (avevo ed ho una Canon AE1), abbandonata in un cantuccio e sostituita da una compatta Olympus 3Mp,8x e da una Panasonic FZ30 8Mp,12x. Facendo foto solo per passione e non intendendo assolutamente nè spendere una fortuna in obiettivi e nè caricarmi come un mulo opterei per la Nikon D90 con 18-200 o Sigma o Tamron o addirittura col 18-250 o 18-270 in modo da avere il tutto sempre pronto. Mi interessano le panoramiche ed i ritratti, quindi normalissime foto da famiglia. Un tuo parere mi farebbe molto molto piacere. Di nuovo complimenti e grazie per il tuo lavoro che porta a tutti nui la tua esperienza.
    Alfonso Zinelli

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    1. La Nikon D90 è un’ottima scelta es è una delle migliori reflex APS per qualità d’immagine e per rapporto qualità/prezzo. Come obiettivo ti consiglierei il Nikon 18-200 VR II che è ottimo nella sua categoria, oppure in alternativa il Sigma 18-250 OS o Tamron 18-270 VC, buoni entrambi e soprattutto stabilizzati. Lascerei perdere le versioni 18-200 più datate e non stabilizzate.
      Ciao,
      Francesco

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  4. Buongiorno
    prima di tutto e ovviamente grazie per essere in rete e a disposizione di chiunque raggiunga quest blog,
    vorrei poter ricambiare tanta competenza regalata e cerco di porgere una domanda che potrebbe arricchire in qualche modo l’articolo, pur nella sua piu’ che intuibile ingenuita’;
    secondo lei in questo momento quale o quali sono le macchine con il miglior rapporto risoluzione (megapixel) – dimensione del sensore?
    Quando e se trova l’attimo… in ogni caso di nuovo grazie per essere in rete.

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  5. Domandona, io avevo e ho tutt’ora una olympus compatta 3 megapixel e zoom 8 x mi pare, ma adoravo questa macchina perchè le foto erano nitidissime e con dei colori stupendi, una volta stampate i colori erano vivi, belle quasi perfette (ovvio per una compatta) successivamente ho provato altre macchine ma le foto mi sembrano sgranate povere di colore, boh forse sarà una fissa…io adoro la mia olympus ho acquistato però una panasonic lumix 14mp dmc-fs30 convinta dal doppio stabilizzatore (purtroppo x la olympus o avevi la mano fermissima o niente foto) e dai maggiori megapixel quindi speravo di fare foto quasi in formato poster e spendendo il giusto. Poi leggo questo articolo e mi dico cavolo bella fregatura, forse era meglio la mia olympus?? tra l’altro volendo sono ancora in tempo a rendere la panasonic. attendo consiglio

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    1. Ciao Laura,
      probabilmente la tua precedente macchina fotografica non aveva la possibilità di impostare valori ISO alti, mentre la FS30 ha questa possibilità. Gli ISO alti riducono i tempi di esposizione e vengono utilizzati come metodo di stabilizzazione (movimento della macchina), o per evitare il mosso (movimento dell’oggetto) nella registrazione di eventi sportivi o con illuminazione scarsa. D’altra parte, agli ISO alti il sensore è più rumoroso e rende meno bene i colori.

      Quindi, per avere la migliore qualità di immagine, l’unica soluzione è quella di impostare un ISO basso e tenere la macchina ferma (appoggiata, con autoscatto, oppure su un cavalletto). Questo però non risolve il problema del movimento del soggetto: se a ISO 100 devi esporre per mezzo secondo, difficilmente otterrai una foto ben definita di un gatto. La nuova fotocamera di offre più possibilità rispetto alla precedente, ma ha anche lei delle limitazioni.

      Ho dato un’occhiata veloce al manuale della FS30 e mi sembra che non esista la possibilità di impostare manualmente l’ISO. Però è possibile disattivare la doppia stabilizzazione, se non strettamente necessaria, e scegliere una modalità scena che sfrutta i bassi ISO.

      Spero di averti aiutato.

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    2. Laura,
      l’articolo che hai letto spiega perchè i produttori di fotocamere con l’inizio dell’era digitale hanno preferito dichiarare i megapixel delle macchine piuttosto che il formato del sensore. Era per non far capire al pubblico quanto i sensori fossero piccoli in confronto alla pellicola. Questo perchè la qualità di una foto, stampa, proiezione o visione su video, dipende dall’ingrandimento che subisce l’immagine originale proiettata dall’obiettivo sul sensore, digitale o pellicola che sia non importa. Più è piccolo il sensore più si deve ingrandire, perdendo in qualità a parità di risoluzione di obiettivo e sensore.
      Tornando al tuo problema devi considerare due cose:
      1) se guardi le foto sul video del pc una foto da 3 Mpx corrisponde, su un video medio, a una dimensione (se la vedessi tutta) di circa 50×37 cm, una di 14 Mpx invece a circa 120×80 con un ingrandimento ben maggiore a parità di dimensioni del sensore. Questo vuol dire una qualità apparentemente peggiore, alla stessa distanza di visione (quella da cui si guarda un monitor pc). Prova a ridimensionare le foto a 3 Mpx e vedrai che la qualità, vista sul pc, sarà molto migliore per la macchina da 14 Mpx.
      2) le fotocamere migliori normalmente cercano di rendere i colori il più naturali possibile, senza esaltarli arificiosamente. Questo, insieme al motivo del punto 1 può farti sembrare peggiore la qualità di una macchina da 14 mpx rispetto ad una da 3, ma certamente non è così.
      Per convincerti puoi fare una prova: fotografa lo stesso soggetto con le due macchine e poi stampa o fatti stampare la foto ad un formato almeno 30×45, avendo cura di ridimensionare la foto da 3 Mpx per ottenere una stampa con 250-300 dpi (punti x pollice). Per fare questo serve una foto di almeno 4500×3000 pixel, cioè 13,5 Mpx e a questo valore dovrà essere ingrandita la foto da 3 Mpx.
      Poi valuta su queste stampe la qualità.
      Ciao, Francesco

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  6. Sei veramente encomiabile, grazie. Ti ho scoperto solo da poco e avrei evitato un sacco di errori e risparmiato un sacco di soldi…grazie ancora, c’è bisogno di chiarezza in tutte le cose umane (IL MERCATO!!!) di questo mondo, un grande inganno dietro a quasi ogni cosa..

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  7. Uno dei dubbi che mi attanagliano da sempre è quello degli ISO: una volta, con la fotografia su pellicola, tutto era chiaro: a ISO maggiori corrispondeva una sensibilità maggiore della pellicola e una maggiore granulometria. Adesso, con le digitali, cosa succede? I pixel di un sensore sono quelli, come fanno a cambiare la sensibilità?
    Altra domanda che mi sono posto leggendo il tuo blog: maggiore è la dimensione del sensore, maggiore luce che arriva sul sensore, come fa, quindi, un sensore di una fotocamera compatta ad avere gli stessi ISO di un sensore CMOS a parità di pixel?
    Grazie in anticipo e complimenti per il blog.
    Sergio

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    1. Sergio,
      variare la sensibilità dei sensori digitali è molto semplice: si aumenta l’amplificazione del segnale analogico prima della sua conversione in digitale. Naturalmente amplificando il segnale si amplifica anche il rumore cosicchè il rapporto segnale/rumore peggiora.
      Se aumenta la dimensione di un sensore aumenta anche la sua superficie quindi la maggiore luce raccolta si distribuisce su un’area maggiore.
      Ciao, Francesco

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      1. Ciao Francesco e scusa se torno su questo argomento dopo tanto tempo, ma ancora non ho le idee tanto chiare. E’ pur vero quello che dici, ma é anche vero che le macchine fotografiche reflex hanno anche obiettivi con diametri delle lenti maggiori rispetto a quelli delle compact. Il tuo discorso, a mio modesto parere, avrebbe senso se si confrontassero i diversi sensori con obiettivi uguali.

        Non ho ancora una fotocamere reflex, ma sto valutando l’acquisto di una canon eos 1100d, cosa ne pensi?

        Saluti, Sergio

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  8. Vorrei farmi un regalo di compleanno, andando oltre la mia vecchia (ma efficiente) Panasonic DMC-FZ7. Sono attratto da tre macchine: Sony DSCHX400V (che mi pare la più completa), Nikon Coolpix p600 (che mi è stata consigliata) e infine Fujifilm finepix S1. Avrai capito che mi piace l’accessorio wifi, anche per scattare in modalità telecomando. I tuoi commenti però mi hanno fatto sentire un consumista inesperto… (probabile). Che cosa mi cinsigli? Grazie.

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  9. Caro francesco, mi chiamo Gianni ti seguo da molto e ti ho anche scritto una volta , ho 60 anni e presto andro’ in pensione dopo piu di 40 anni di viaggi , faccio il capo treno delle freccie alta velocita , sono sempre stato un amante della fotografia ,faccio foto di paesaggi ,ritratti ,la uso spesso in viaggi e mi piace fotografare con poca luce ,ho ancora la mia F3 con vari obiettivi ad ottica fissa 35/1.4 24/2,8 85/2 135/2 e duplicatore kenko, che pero non uso piu per svariati motivi tra cui il peso cosi sono passato alcuni anni fa al digitale prima con una piccola compatta panasonic poi ho acquistato una aps la nikon d 5200 con zoom nikon 28/200 f 3,5/5,6 e recentemente basandomi sui tuoi test una compatta di qualita da portarmi sempre con me , la sony rx100 pagata anche poco visto l ‘uscita di nuovi modelli , ora stavo pensando di sostituire la d5200 , con una full frame semiprofessionale e la scelta è tra nikon 610 , canon 6d e minorless sony a7 , so gia che con la nikon potrei utilizzare i vecchi obiettivi , ma ultimamente la politica commerciale di questa casa non mi ha soddisfatto molto vedi l’uscita frettolosa della d600 e la d5300. Insomma caro Francesco io sarei orientato sulla 6d canon propio perche è una delle migliori alle alte sensibilita ,ma confesso che per ingombro peso e qualita anche la sony a 7 con vario zeiss mi tenta . Vorrei un tuo parere in merito alle scelte da me fatte , se ne vale la pena ,dando indietro la 5200 e zoom dovrei pagare circa 900/1000 euro per una delle altre citate e zoom, inoltre (e qui un parere tuo è indispensabile) io di solito nel fare una foto mi concentro su soggetto inquadratura , luce etc, usando spesso la macchina in automatico e non usando programmi di ritocco come photoshop o altri. Dimmi cosa ne pensi un caro saluto.

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    1. Gianni,
      penso che nei tuoi numerosi viaggi tu abbia scattato tante belle foto di paesaggio. Ora però avrai ancora più tempo per farlo.
      L’idea di prendere una fullframe per foto di paesaggio, ritratto ed altro è ottima. La qualità d’immagine e la possibilità di controllo della profondità di campo di queste macchine è la migliore disponibile.
      Per la scelta fra Canon 6D, Nikon D610 e Sony A7 posso dirti che fra le prime due, Canon e Nikon, la D600 (e la D610) pur essendo buone fotocamere non mi hanno entusiasmato. La &d invece mi è piaciuta moltissimo per la sua qualità d’immagine, anche alle alte sensibilità, la velocità dell’autofocus, i comandi ed il mirino. La Sony A7 è pure ugualmente valida, con una buona qualità d’immagine, buoni comandi ed ottimo mirino, anche se l’AF pur veloce non è al livello della Canon e della Nikon. Sembra però molto interessante per le sue dimensioni ed il peso ridotti, ma si deve tenere conto di due limiti:
      1) gli obiettivi disponibili per questa fotocamera sono attualmente solo cinque, 28-70/3,5-5,6 70-200/4,0 Zeiss 24-70/4,0 Zeiss 35/2,8 zeiss 55/1,8. Non c’è un supergrandangolo e nemmeno dei tele a focale fissa, quindi la scelta è molto limitata
      2) mentre il corpo macchina della A7 è di dimensioni e peso limitati gli obiettivi non lo sono, avendo dmensioni uguali a quelli delle altre fullframe, visto che devono coprire lo stesso formato. QUindi il risparmio di peso è relativo.
      A questo punto secondo me la scelta migliore è la Canon EOS 6D che è una fotocamera di elevata qualità e con caratteristiche anche professionali. L’unico suo limite è il ridotto numero di punti AF che non la rendono molto adatta all’inseguimento di soggetti veloci in movimento (per questo c’è la 5D III). La qualità delle sue immagini è però eccellente, i comandi comodi e funzionali, l’esposimetro sempre preciso, l’autofocus velocissimo e la sensazione complessiva che si ha usandola e scattano è quella di un prodotto di elevata qualità. Il corredo di obiettivi amplissimo ed eccellente. Il 24-105/4,0 con cui può essere acquistata è ottimo ed adatto a moltissimi usi. Attualmente la sto nuovamente provando con un fantastico 16-35/4,0 L IS che è uno dei migliori grandangoli in assoluto, con un 35/2,0 IS stabilizzato e ottimo per le foto in poca luce e con un 70-300 L IS dalla nitidezza sorprendente. Manca uno zoom ad ampia escursione, ma se ne vuoi uno c’è il Tamron 28-300/3,6-6,3 Di VC PZD che ha una qualità adeguata.
      Ciao, Francesco

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