Come migliorare le proprie foto III parte: composizione

Questo articolo è la terza parte della serie dedicata al miglioramento del proprio modo di fotografare.
Il primo , pubblicato qualche settimana fa è “Come migliorare le proprie foto I parte: cos’è la fotografia”, il secondo è “Come migliorare le proprie foto II parte: luce e fotografia
La composizione di una foto riguarda luce, colore, struttura, inquadratura.
Ma cosa è la composizione?
La composizione è la base, la struttura di un’immagine che piace al livello subconscio della nostra mente. Questo è quello che attira la nostra attenzione. Si ottiene facendo in modo che  gli elementi più importanti siano disposti correttamente e mantenendo tutto il più semplice e diretto possibile. Più cose includiamo più l’immagine diventa debole. meno ne includiamo più diventa forte.

Quando si compone non si deve guardare ai dettagli, ci si deve astrarre in modo di vedere soltanto le forme di base e le figure e muoverle in modo da ottenere la migliore composizione possibile.
I fotografi però di solito non lo fanno.
La composizione è tutto ciò che riguarda l’organizzazione dei principali elementi nella scena. Non riguarda i dettagli. Una foto è bella indipendentemente dal soggetto. Ciò che ci attira in un’immagine sono le forme di base, la luce, il contrasto e i colori.
La composizione è la sistemazione in modo piacevole degli elementi dentro l’inquadratura che produce la maggiore capacità di attrarre gli occhi e di esplorare la foto il più a lungo possibile.
In pratica la composizione è struttura, semplificazione ed esclusione, e poi giusto bilanciamento di ciò che rimane.
Non è necessario pensare ed analizzare questo mentre si scatta. Si deve sentire questo processo inconsciamente e applicarlo automaticamente. Semplificare ed escludere e poi bilanciare quello che resta.
E’ necessario organizzare le cose in un’immagine in modo che abbia senso per chiunque la veda ma non era sul luogo al momento dello scatto. Per fare una buona foto la sua composizione deve rivolgersi al nostro subconscio. Non è un problema di dettagli, ma è quello che il nostro subconscio esprime senza pensare.
Quando componete ignorate i dettagli. Siate sicuri di escludere qualsiasi cosa che non attiene e non contribuisce direttamente all’immagine. Guardate solo alle più importanti e fondamentali linee e forme dell’immagine nel modo più completo e generale possibile.
Si può guardare il mirino o lo schermo un po’ da lontano per ignorare i dettagli e guardare l’aspetto complessivo della struttura dell’immagine più chiaramente. L’unica cosa che conta sono le grandi linee. Poiché è fotografia e non pittura i dettagli verranno da soli; le grandi linee no.

La composizione è molto difficile. E’ quella che fa o non fa un’immagine. La composizione è l’organizzazione degli elementi nella foto in relazione gli uni agli altri. L’unico modo per cambiare ed ottimizzare l’organizzazione degli elementi in un’immagine è cambiare il proprio punto di vista muovendosi in una posizione diversa.
La composizione richiede di spostare la posizione della fotocamera allo scopo di muovere gli elementi nell’immagine. Vogliamo una grossa roccia in primo piano? Avviciniamoci con un grandangolo. Vogliamo una grande montagna sullo sfondo? Andiamo indietro e zoomiamo in avanti o usiamo un tele. Vogliamo muovere due oggetti per ottenere una migliore sovrapposizione? Spostiamoci relativamente ad essi.
Vogliamo la migliore composizione? E’ necessario spostarsi, non semplicemente spostare la direzione verso cui punta la fotocamera o zoomare avanti ed indietro.
E’ necessario spostare la fotocamera in tre direzioni: a destra e a sinistra, avanti e indietro, in alto e in basso e essere sul luogo al momento giusto.
Come muovere una montagna in un paesaggio? Provate a girare la fotocamera oppure a camminare qualche passo a destra o a sinistra per muoverla relativamente all’albero nell’inquadratura.
Una volta raggiunta la migliore posizione nelle tre direzioni, solo allora ci si preoccupa dell’inquadratura che vuol dire semplicemente zoomare, o scegliere il giusto obiettivo, e puntare la macchina.
Non si deve infatti mai confondere l’inquadratura con la composizione. Per ottenere una bella foto è necessario salire o scendere, spostarsi, andare avanti e dietro alle cose. Puntare la fotocamera in diverse direzioni e con differenti focali è il modo migliore per fare brutte foto.
Con Photoshop o simili possiamo rendere le foto più chiare o più scure, più o meno nitide, eliminare oggetti, ma non possiamo tentare di muovere gli oggetti attraverso la foto. Si possono muovere gli oggetti estraendoli e mettendoli su un nuovo livello, ma non si possono cambiare le ombre e le sorgenti di luce a meno di non ridisegnare la foto pixel per pixel.
L’unico modo per ottenere una buona composizione è guardare nel mirino e ottenerla prima di scattare.
Ci si muove attorno per cambiare prospettiva, cosa che muove gli elementi nell’inquadratura. Si può cambiare la grandezza relativa degli elementi spostandosi e zoomando indietro per mantenere la stessa inquadratura. In questo modo gli elementi più vicini diventano più grandi, mentre quelli distanti diventano più piccoli. Questo è uno dei motivi per usare gli zoom: si ha il preciso controllo della dimensione relativa degli elementi per ottenere il miglior bilanciamento.
Le corrette relazioni ed organizzazione sono tutto nella composizione. Henry Cartier Bresson disse su come posizionare la fotocamera: “un millimetro fa differenza”.
La composizione è un po’ come arredare una casa. Qualcuno ha l’abilità, spesso le donne. Qualche persona ha un naturale talento per fare in modo che le cose appaiano giuste, molti altri no.
Come nella progettazione di interni mentre ognuno posiziona gli elementi in uno spazio l’architetto li organizza, così nella foto dobbiamo organizzare gli elementi nell’inquadratura.
Questo richiede studio e pratica. Alcuni hanno questa abilità, la maggior parte no e devono impararla esercitandovisi.
I pittori devono immaginare tutto questo nella loro mente: dipingere è pensare.
Per i fotografi è più facile: si possono muovere con la speranza di riconoscere ciò che appare valido nel loro mirino.
Se si scatta puntando la fotocamera e zoomando avanti e indietro, non si otterranno belle foto, indipendentemente da quanto costa la fotocamera.
Una foto è bella per chi la guarda solo quando si è effettuato il processo di organizzare e comporre tutto per ottenere la migliore forza espressiva e semplicità che si può. Una buona foto ha tutto organizzato perfettamente così che quando qualcuno la guarda per la prima volta  tutto è ovvio e non ci sono elementi di distrazione.
Quando componete dimenticate il soggetto. State usando ciascun oggetto nell’immagine come un elemento di composizione, esattamente come organizzate gli elementi di un collage per fare una composizione interessante.
Muovete la macchina avanti o indietro, o anche usate lo zoom, per far entrare gli elementi che volete. Muovetevi da sinistra a destra e specialmente usate la trascurata dimensione verticale, muovendovi in alto e in basso per risistemare gli elementi nella vostra inquadratura come li volete.
Solo quando ci sono queste basi il resto assume importanza.

La composizione fotografica insomma è un processo che prende in considerazione simultaneamente tutti i diversi aspetti della futura immagine (luce, colori, posizione del soggetto, proporzioni, rapporti dimensionali, prospettiva, movimento, inquadratura) perché essi sono indissolubilmente legati l’uno all’altro e un cambiamento di uno determina un cambiamento anche negli altri nell’immagine finale.

Il comportamento degli occhi

Per una buona composizione si deve anche tenere conto del comportamento degli occhi. I nostri occhi sono attratti in primo luogo dalla luminosità o dai contrasti o dalle parti più colorate di un’immagine. Dopo che abbiamo catturato l’occhio questo inizia a muoversi intorno e a cercare cosa altro c’è da vedere. Una volta che avete catturato gli occhi dell’osservatore, sarete sicuri che rimarrà sulla vostra immagine e non vagherà intorno. Mantenete i dettagli lontani dagli angoli e sarete sicuri che gli elementi importanti non saranno fuori del campo visivo. Mantenere gli angoli scuri e i dettagli lontani aiuta a fare in modo che gli occhi non vaghino e lascino la foto.
Guardate i quadri ed anche gli affreschi moderni. Si può vedere che gli artisti sanno tenere i dettagli lontani dai bordi.
Noi leggiamo normalmente da sinistra a destra, dall’alto in basso. Anche l’occhio legge, di solito, le immagini da sinistra a destra. Raramente gli occhi guardano le aree scure. Lo fanno solo se l’immagine è abbastanza buona da catturare i nostri occhi, poi ha abbastanza dettagli luminosi da farci guardare intorno per un po’ ed è sufficientemente buona da essere ancora curiosi di guardare cosa c’è nelle ombre.
Questa è una ragione per cui le immagini HDR non sono valide: eliminano luci ed ombre rendendo le immagini piatte e quindi senza struttura.
Preoccuparsi di fare molti scatti per una foto HDR non è quindi una buona soluzione; è meglio dedicare i minuti che questo richiede a cercare la posizione migliore da cui avere la migliore inquadratura. Anche dedicare tanto tempo per calcolare l’esposizione manualmente non va bene se non se ne dedica almeno il doppio per ricercare il migliore punto di vista e la migliore inquadratura.

Chiudere un occhio

La realtà è tridimensionale, non solo ma è composta anche da suoni, odori e molto altro. E’ molto difficile inserire le esperienze della realtà in una stampa rettangolare piatta.
Fotografare la natura, i paesaggi in mezzo agli alberi è bello, ma c’è un problema: il motivo per cui ciò ci piace è perché è in tre dimensioni, ma con una foto, piatta, con due dimensioni è difficile riprodurlo.
Quando scattate ricordatevi sempre di chiudere un occhio guardando una scena potenziale. Chiudendo un occhio e subito la scena vivace, con alberi, cespugli, rocce e natura collassa in una anonima massa di oggetti. Questo è come la foto sembrerà al meglio.
Non muovetevi mentre guardate con un solo occhio: se lo fate mentre camminate il vostro cervello ricostruirà la visione tridimensionale. Fermatevi, chiudete un occhio, formate un rettangolo con le mani e in questo modo potrete vedere come apparirà la foto…
…abbastanza piatta di solito! E’ per questo che molte foto di natura appaiono piatte. Quanto sembrava bello con una visione stereoscopica tridimensionale non viene composto in modo tale da condurre ad un’immagine interessante. Una volta rimosso l’effetto tridimensionale questa collassa in un insieme casuale di oggetti e forme.
Se vi ricorderete di guardare da fermo con un solo occhio vi potrete allenare a scegliere immagini che non saranno piatte in foto e a trovare soggetti che produrranno belle immagini. In questo modo sarà possibile incominciare ad ottenere una più alta percentuale di buone immagini.
Se la scena vista con un occhio solo sembrerà insignificante provate a modificarne la composizione per dire qualcosa. Si può ad esempio aggiungere un elemento in primo piano per dare profondità, oppure cambiare prospettiva.

I colori

Sui colori sono stati scritti libri, per cui accennò solo alle basi.
I colori caldi, rosso, arancione e giallo sembrano muoversi verso l’osservatore; i nostri occhi sono attratti per primi da loro. I colori freddi, verde, blu e viola sembrano allontanarsi dall’osservatore.
Un modo facile per ottenere immagini tridimensionali è avere un oggetto arancione con uno sfondo blu. Mettere un edificio rosso su uno sfondo blu lo fa sembrare venire verso di voi.
I colori devono essere in armonia. Ci sono milioni di modi per analizzare ciò, ma per un fotografo è facile: ciò che appare bello è bello. Per i pittori è più difficile perché loro devono pensare e sintetizzare i colori con la loro immaginazione.
I colori tendono ad essere armoniosi quando si hanno due colori bilanciati fra i lati opposti della ruota dei colori. Se si ha fantasia si possono avere due colori simili bilanciati con un altro opposto. Si può provare ad avere tre colori ugualmente spaziati nella ruota dei colori.
Una delle migliori combinazioni è un arancione brillante, come la luce al tramonto, vicino ad un blu scuro del cielo. I colori caldi sono eccitanti, quelli freddi sono calmanti.
Seguite i vostri occhi e leggete dei libri se volete un’analisi dettagliata.
Se scattate a colori è necessario prestarvi attenzione. Non ci si può aspettare di scattare e che questi vengano fuori da soli. E’ necessario cercarli. Spesso molte foto hanno per soggetto solo il colore.
Se i colori non aggiungono nulla alla foto può essere una buona idea scattare in bianconero. Non si deve scattare a colori solo perché la macchina fotografica riprende a colori, e se non li si va a cercare.

Di seguito alcuni esempi sul colore del pittore Gaspare D’Aguanno

e anche alcune foto.

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