Sfida Fujifilm X-T1 – Olympus OM-D E-M1

X-T1_E-M1_frontLa Fujifilm X-T1 e l’Olympus OM-D E-M1 sono tra le più interessanti delle rcenti mirrorless presentate sul mercato. Fanno parte della nuova generazione di mirrorless che fa sempre più concorrenza alle tradizionali reflex. Infatti introducono significativi miglioramenti come l’autofocus a rilevamento di fase e mirni elettronici con forte ingrandimento ed alta risoluzione.
Durante l’ultimo Fujifilm day presso il negozio romano Ottica Universitaria ho avuto modo di provare brevemente la Fujifilm X-T1 e fare un confronto con la Olympus OM-D E-M1.

Queste due fotocamere sono simili per molti aspetti, mentre per altri si differenziano profondamente. Entrambe hanno un’estetica “simil reflex” con il mirino elettronico in alto al centro, anche se lo spessore del corpo è più ridotto per l’assenza dello specchio. Le dimensioni sono medie, ne troppo grandi ne troppo piccole per una buona trasportabilità e contemporaneamente per avere comandi ben distribuiti e di adeguate dimensioni, come si può vedere dalle foto riportate.

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Simile è anche il mirino, in entrambe ovviamente elettronico, con 2,36 Mpx e ingrandimento simile a quello di una reflex fullframe. Anche il sistema autofocus è simile, ibrido per entrambe, con rilevamento di fase e di contrasto per massimizzare la velocità e la precisione.
Entrambe sono protette da polvere ed acqua e dispongono di connessione Wi-Fi.
Per altri aspetti le due fotocamere sono molto diverse.
La differenza principale è data dal sensore. La X-T1 monta un sensore di formato APS (23,6×15,6 mm) X-Trans CMOS da 16 Mpx con tecnologia esclusiva Fujifilm per la distribuzione dei filtri colore e privo di filtro antialias. La E-M1 ha un sensore Live MOS da 16 Mpx più tradizionale, di formato Micro 4/3 (17,3×13 mm). Entrambi i sensori però dispongono di pixel sdoppiati per la messa a fuoco a rilevamento di fase.
Altra differenza importante è la stabilizzazione: la E-M1 ha un sistema di stabilizzazione integrato a “5 assi” (in realtà i 3 assi attorno cui può ruotare più i movimenti di traslazione in orizzontale ed in verticale sul piano del sensore) molto efficace, mentre la X-T1 non ha uno stabilizzazione e si affida invece agli obiettivi stabilizzati. Questo però vuol dire che mentre sulla Olympus la stabilizzazione è sempre in funzione, anche con gli obiettivi a focale fissa o con quelli montati con adattatori, con la Fujifilm ciò non è possibile.
Relativamente agli obiettivi la X-T1 ha l’innesto X di Fujifilm per il quale è ormai disponibile una buona gamma di obiettivi di alta qualità: sono disponibili 12 obiettivi di cui 7 a focale fissa fra i quali il 23 mm ed il 35 mm f/1,4 e il 56 mm f/1,2. Altri sono stati promessi nel corso dell’anno e saranno disponibili anche alcuni Zeiss.
La OM-D E-M1 ha invece l’innesto obiettivi Micro 4/3 per il quale sono disponibili oltre 40 obiettivi fra Olympus e Panasonic (tutti gli obiettivi Micro 4/3 sono perfettamente compatibili con tutti i corpi) con moltissime focali fisse anche di alta luminosità fra cui i Leica 25 mm f/1,4 e 42,5 mm f/1,2 e numerosi zoom anche f/2,8 professionali. Inoltre sono disponibili obiettivi di altri produttori fra i quali due ultraluminosi 17,5 e 25 mm f/0,95.

La Fujifilm X-T1 costa 1139 € solo corpo e 1435 e con lo zoom XF 18-55 OIS f/2,8-4,0.
La Olympus OM-D E-M1 costa 1679 € solo corpo e 2169 € con lo zoom M Zuiko ED Pro 12-40 f/2,8

Nell’utilizzo la differenza maggiore che si nota è nella “filosofia” con cui le due fotocamere sono state realizzate.
Fujifilm ha seguito una strada che potremmo definire “retrò” ed ha dotato la X-T1 di numerosi comandi esterni a ghiera di tipo classico. Sulla parte superiore così si trovano la ghiera dei tempi, quella delle sensibilità e quella per la compensazione dell’esposizione. Attorno agli obiettivi c’è la ghiera dei diaframmi. Con questi quattro controlli è possibile regolare la fotocamera in modo molto facile ed intuitivo come era una volta sulle fotocamere a pellicola. Posizionando la ghiera dei tempi e quella dei diaframmi su A si ottiene l’esposizione program, spostando una delle due la relativa priorità, spostandole tutte e due l’esposizione manuale. Le altre due ghiere, sensibilità e compensazione esposizione, consentono di effettuare tutte le regolazioni anche con l’occhio al mirino.
Olympus invece ha seguito la strada moderna: le regolazioni sono numerose e complete, con la classica manopola per le modalità di funzionamento, due ghiere di regolazione, anteriore e posteriore, che in abbinamento a pulsanti e menu rapidi consentono di effettuare tutte le rolazioni, anche in questo caso con l’occhio al mirino.
Per quanto riguarda il livello di costruzione e finitura e le sensazioni impugnando le fue fotocamere le differenze sono minime. Entrambe sono molto ben costruite e rifinite. Complessivamente l’Olympus mi sembra però leggermente migliore. La Fujifilm l’ho però avuta in mano solo per pochi minuti, il tempo di una prova al Fujifilm day, mentre la Olympus l’ho in prova da un po’ di tempo e forse anche questo può avere influito sulla mia sensazione. Spero comunque di avere molto presto in prova anche la Fujifilm.
Infine veniamo alle impressioni d’uso avute durante la prova scattando ritratti ad una bravissima, simpatica e paziente modella.
Pe la X-T1 ho scelto per la prova il nuovissimo tele da ritratto XF 56 mm f/1,2, equivalente ad un 84 mm, mentre la E-M1 che ho è equipaggiata con lo zoom professionale Zuiko 12-40 mm f/2,8, equivalente ad un 24-80 mm. Usato alla massima focale va bene per il ritratto.
Iniziando a inquadrare e scattare con la X-T1 mi ha lasciato subito perplesso il sistema AF: pur avendo selezionato il punto centrale per mettere a fuoco gli occhi della modella l’autofocus compiva sempre una escursione lungo tutto l’arco di messa a fuoco prima di agganciare il fuoco corretto. La cosa era piuttosto fastidiosa e toglieva un po’ di immediatezza allo scatto; inoltre in molti casi la fotocamera non è riuscita a mettere a fuoco. Non ho avuto la possibiltà, dati i tempi ristretti concessi per la prova, di sperimentare la funzione di riconoscimento dei volti, da impostare ricercandola nei menu, ne di verificare se erano precedentemente effettuate impostazioni “strane” sulla messa a fuoco. E’ quindi un aspetto da approfondire nel corso della mia futura prova.
Con la E-M1 invece non ci sono stati problemi: la funzione di riconoscimento dei volti ha lavorato a meraviglia, inquadrando e mettendo a fuoco il volto della modella anche quando era parzialmente voltata, sia nelle inquadrature di ritratto che in quelle a figura intera, molto rapidamente e con precisione tanto che solo pochissime foto, non più di 3-4 su 300 sono risultate fuori fuoco, ed è stato un piacere scattare.
Non so se questa differenza di comportamento sia dovuta anche alla diversa sensibilità dei due sistemi autofocus, quello dell’Olympus è particolarmente sensibile, data la luminosità non elevata dell’ambiente di posa.
I mirini di entrambe le fotocamere hanno un’ottima qualità con una visualizzazione con una buona risoluzione e molto brillante (leggermente meglio l’Olympus) senza fenomeni di ritardi e di scie.
Infine veniamo alla qualità d’immagine. Su questa la situazione è molto più equilibrata. Entrambe le fotocamere producono immagini di ottima qualità a partire dalla sensibilità minima per arrivare a quelle più alte.
Per procedere ad un confronto equilibrato ho salvato per entrambe le foto sia in jpeg che in raw. Per la conversione da raw ho usato Olympus Viewer 3 per la E-M1, mentre per la X-T1 ho avuto qualche problema. Infatti non è ancora disponibile sul sito internazionale Fujifilm la versione di Raw File Converter ( una versione di Silkypix 3 personalizzata per Fujifilm) che supporta la X-T1. L’unico software a supportarla è risultato Sylkypix Developer Studio Pro 6 che ho scaricato in versione prova. All’ultimo momento è stata rilasciata anche la versione di Lightroom 5.4 che supporta la X-T1, ma visti i risultati ottenuti con Lightroom ho preferito Silkypix.
Pe rendere confrontabili le foto ho corretto il bilanciamento del bianco in modo che fosse uguale per entrambe perchè la Fujifilm in automatismo aveva scelto una tonalità un po’ troppo calda, con un WB quasi corrispondente alla luce solare e non artificiale come quella in uso e le ho convertite con il profilo colore ritratto.
Le foto sono risultate tutte di elevata qualità e molto simili fra le due macchine, a parte la diversa proporzione 3:2 per la X-T1 e 4.3 per la E-M1. La risolvenza e la nitidezza sono molto elevate per entrambe. I colori sono naturali per entrambe, con una buona resa dell’incarnato, anche se quelle Olympus sono più piacevoli per il tono leggermente più caldo. Ciò può essere eventualmente corretto nella Fujifilm in fase di conversione, modificando il profilo colore o usandone uno diverso. Il comportamento all’aumentare della sensibilità è ottimo e impensabile fino a qualche anno fa per fotocamere con sensori di queste dimensioni. Le prime tracce di rumore si notano per entrambe a 1600 Iso sullo sfondo azzurro uniforme in forma comunque molto ridotta e da non disturbare. Salendo a 3200 Iso si nota solo qualche lievissima traccia di rumore colorato nei capelli della modella per la X-T1 mentre la E-M1 ha un rumore leggermente superiore nello sfondo, ma nessuna traccia di colore. A 6400 Iso nella Fujifilm il rumore, lieve, è visibile anche sul volto, oltre che sui capelli, ma si nota perchè è a puntini colorati; inoltre si ha una leggera perdita di nitidezza. Per l’Olympus si ha una perdita di nitidezza inferiore alla Fujifilm e sopratutto il rumore è poco e presente solo come puntini scuri che disturbano meno di quelli colorati. La X-T1 arriva al massimo a 6400 Iso mentre la E-M1 può arrivare fino a 25600. A 12800 e 25600 Iso il rumore aumenta in proporzione all’aumento della sensibilità, ma sempre in forma di puntini scuri, e la nitidezza diminuisce inversamente. Sono sensibilità da usare solo in caso di estrema necessità.

In conclusione queste due fotocamere, simili per alcuni aspetti e tanto diverse per altri, mostrano due caratteri diversi, la Fujifilm più orientata verso chi preferisce regolare con calma e manualmente la fotocamera e la Olympus più a chi preferisce la velocità ed immediatezza elettronica.
Per le prestazioni la E-M1 ha dimostrato di essere superiore per l’autofocus, anche se quello della X-T1 è da verificare, e complessivamente più “dinamica” e piacevole da usare. La qualità d’immagine è ottima per entrambe, con qualche punto di vantaggio per l’Olympus e questo è un eccellente risultato, visto che ha un sensore più piccolo, dovuto al suo eccellente obiettivo e all’altrettanto eccellente software Olympus Viewer 3 per la conversione raw che ottiene, per Olympus, risultati molto migliori degli altri software alternativi.
Se si aggiunge anche la stabilizzazione integrata e la più ampia gamma di obiettivi si vede che complessivamente la Olympus OM-D E-M1 è in vantaggio rispetto alla Fujifilm X-T1, prescindendo pure dal funzionamento dell’autofocus. Questo però si paga con un prezzo sensibilmente più elevato.

 

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12 pensieri su “Sfida Fujifilm X-T1 – Olympus OM-D E-M1”

  1. Incredibile Olympus!!! A sfavore della X-T1 va detto che è stato utilizzato un signor obiettivo a focale fissa specifico per il ritratto dal prezzo di oltre 1100€ e ne esce sconfitta, veramente più piacevoli da guardare le foto della OMD-E-M1 anche se a me alcune sembrano giusto un filino meno nitide, ma è stato usato il pur valido zoom “di serie”, con un focale fissa professionale come il Fujifilm credo che acquisterebbe qualche punto anche in questo settore e la sconfitta (perlomeno nel campo di questo confronto) potrebbe pure esser ancor più netta… Incredibile Olympus!!!

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    1. Diego,
      mi sarebbe piaciuto un confronto usando per la E-M1 il Leica 45 mm f/1,2 di Panasonic, ma purtroppo non l’avevo a disposizione. Vedrò se potrò farlo prossimamente.
      Ciao, Francesco

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  2. alcune domande/considerazioni
    1) per gli scatti fatti con la fuji ho notato che hai usato una chiusura pesante (5,6 e oltre) e non ho trovato scatti a 1,2: mi sono perso qualcosa?
    2) ok che la oly costa più della fuji, come corpo, ma gli stessi obiettivi costano in genere molto di più quelli di fuji! a distanza di un anno (dall’articolo) i prezzi sono scesi e la differenza è più contenuta: 1050€ per la fuji e 1250€ per la oly.
    3) gli obiettivi fuji sono anche più pesanti del m43: in base a questo peso, non proprio contenuto, non conviene quindi stare su di una reflex non mirrorless?
    4) la x-t1 l’ho provata giusto ieri e devo dire che ha un autofocus davvero rapido e non ho notato il problema di cui parlavi ma il test è durato troppo poco (durano sempre troppo poco…). ovviamente ero partito cercando una x-e1 o x-e2 ma non disponibili in negozio c’erano solo l’ammiraglia e la plasticosa x-m1
    5) ho abbandonato l’idea della oly stylus 1 perchè ha un sensore troppo piccolo e sto decidendo proprio fra m43 e fuji. con la prima mi farei un kit con e-m5 e tre lenti buone/ottime per 2000€ e circa 1,2kg; con la fuji x-e1/e2 sarei a 1,8kg e quasi 3000€: consigli?

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    1. Max,
      ti rispondo in ordine:
      1) si ti sei perso qualcosa. Gli scatti sono stati effettuati a tutte le sensibilità da 200 a 6400 Iso, quindi per la luminosità della scena alle sensibilità più alte in diaframma è più chiuso. Comunque i primi scatti ccon la X-T1 a 200 Iso sono a f/2,0 ed il N° 3 è a f/1,2. Per quelli Olympus purtroppo non si legge in nome del file, nel quale inserisco la sensibilità, ma per tutti Olympus Digital Camera. E’ un problema delle foto fatte con le Olympus che ancora non sono riuscito a risolvere.
      2) è vero, dalla pubblicazione dell’articolo i prezzi sono scesi, la X-T1 corpo costa 1.050 € e la OM-D E-M1 1.150. Per gli obiettivi quelli standard Olympus costano un po’ meno dei Fujnon, ma quelli Pro hanno prezzi analoghi.
      3) gli oniettivi Fujinon sono più pesanti dei M4/3 perchè devono coprire un sensore più grande e quindi hanno lenti di maggiore diametro a parità di luminosità (ma non di focale). La scelta di un sistema di fotocamere però non si fa solo in base al peso degli obiettivi, anche se questo ha la sua valenza.
      4) ho provato recentemente la Fujifilm X-T1 con il 18-55/2,8-4,0, il 23/1,4 e il 56/1,2. Sin dalla prima impressione ho riscontrato che mentre il 18-55 e il 23 erano velocissimi nella messa a fuoco il 56 era un po’ più lento e in alcuni casi mostrava un certo “hunting” prima di trovare il fuoco perfetto quando la luce era scarsa. Non so da cosa dipenda, ma sicuramente questo obiettivo è meno veloce degli altri, almeno in alcune condizioni. Con che obiettivo hai provato la X-T1? In che condizioni di luce?
      5) a me la Olympus E-M1 piace moltissimo come il suo 12-40/2,8 quindi prenderei quella, ma contemporaneamente mi sono piaciuti moltissimo anche gli obiettivi ad alta luminosità 23/1,4, 35/1,4 e 56/1,2 della Fujifilm, quindi avrei molti dubbi. Prendi quella che ti piace e ti convince di più, in ogni caso farai una buona scelta.
      Ciao, francesco

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      1. 3) certo il peso non può essere l’unico elemento di cui tenere conto, ma il genere mirrorless è nato proprio per contenere peso e misure a fronte di una qualità pari rispetto a una reflex standard di pari sensore. Per cui, se il peso non è poi così contenuto, perché una persona dovrebbe scegliere una mirrorless? Tanto varrebbe stare su Canon e Nikon dove c’è grande scelta di lenti (nuove e usate)!
        4) era il kit con il 18-135/f3,5-5,6 in un centro commerciale con solo luce artificiale al neon piuttosto bianca
        5) il parco lenti M43 lo preferisco perché più maturo e quindi più ampio (per esempio adoro il 12-50 Olympus con quel 24 wide e 100 di tele.. Mentre Fuji è più stretta su entrambi gli estremi, con f simili). Il mio dubbio più grande però è nella stabilizzazione: se le grandi case (Canon, Nikon in primis) hanno scelto di mettere la stabilizzazione nelle ottiche per poterla regolare al meglio (lente per lente), la scelta di Olympus e Sony di metterla in corpo sembra quasi una questione al risparmio: non possiamo permetterci una qualità e conoscenza del genere dobbiamo accontentarci della stabilizzazione in corpo”. Per quanto buona sia resta comunque piuttosto “generica” non credo sia all’altezza di quella nelle ottiche, soprattutto sui lunghi obiettivi: non credi?

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        1. Max,
          le mirrorless sono nate con l’obiettivo di marketing di ridurre dimensioni e pesi in confronto con le reflex, ma i veri motivi sono altri. Di fronte allo stapotere dei due colossi nel campo reflex, Canon e Nikon, dovuto alla tradizione, alla lunga esperienza e alla ampia gamma di obiettivi disponibili, gli altri attori come Fujifilm, in precedenza più nota per il materiale sensibile che per le fotocamere, Olympus che aveva abbandonato le reflex da quando erano divenute autofocus, e i nuovi Panasonic e Sony (anche se Sony ha acquisito la divisione fotografica di Konica/Minolta) si sono trovati nell’impossibilità di affermarsi con una concorrenza diretta con le reflex. Hanno perciò puntato su un nuovo tipo di fotocamera che puntasse su altri valori, primo fra tutte la riduzione di ingombri e pesi divenuti per la verità eccessivi per le reflex, su una base maggiormente elettronica e anche sulla maggiore redditività dovuta ad un minore costo di costruzione (i componenti ottici e meccanici come specchio e pentaprisma sono sostituiti da componenti elettronici meno costosi), a fronte della possibilità di venderle ad un prezzo più alto, giustificato dalla novità, e senza la necessità di confrontarsi direttamente con Canon e Nikon con cui difficilmente potevano competere. Solo Pentax ha resistito, ma è diventata marginale.
          I vantaggi delle mirrorless però non sono solo nelle ridotte dimensioni e pesi (seppure non trascurabili a parità di caratteristiche). Il mirino elettronico che visualizza le stesse immagini dello schermo consente una maggiore flessibilità e comodità d’uso potendo visualizzare, senza staccare l’occhio, tutti i menu e le opzioni di regolazione. Si ha inoltre un migliore funzionamento in live view, quando ad esempio si usa la macchina su treppiede, condizione nella quale le reflex devono alzare lo specchio perdendo il vantaggio della messa a fuoco a rilevamento di fase, mentre le mirrorless se ne sono dotate continuano ad usarla. Inoltre nel mirino elettronico possono essere visualizzati gli effetti della regolazione dell’esposizione, del bilanciamento del bianco dei profili colore e di tutto il resto prima dello scatto, cosa impossibile nel mirino ottico delle reflex. Ultimo vantaggio sono le minori vibrazioni dovute all’assenza del ribaltamento dello specchio e, in alcuni casi, alla prima tendina elettronica che consentono di scattare con tempi più lunghi evitando il mosso.
          Le dimensioni e i pesi degli obiettivi dipendono però dalle dimensioni del sensore a cui devono fornire copertura per cui sono analoghi per mirrorless e reflex, a parità di sensore. Si deve però anche considerare che molti degli obiettivi che si usano per le reflex APS, tutti escluso i grandangoli,sono in realtà obiettivi fullframe con dimensioni e pesi adeguati a questa categoria. I pochi progettati espressamente per APS sono più piccoli e leggeri. Le mirrorless hanno invece obiettivi progettati specificamente per il loro formato di sensore e quindi se sono M43 o APS più piccoli di quelli per fullframe. Questo è un po’ il problema della Sony A7 che a fronte di un corpo macchina delle dimensioni di una M43 ha obiettivi di dimensioni molto maggiori essendo una fullframe.
          Riguardo agli obiettivi Olympus concordo che il parco ottiche è più ampio di quello Fujifilm, considerando anche i Panasonic. Non sono però per niente entusiasta del 12-50, che a te piace tanto, per la sua scarsa luminosità e per la sua lunghezza eccessiva. Preferisco di gran lunga il 12-40/2,8 e il 40-150/2,8, la serie dei focale fissa F/1,8 o i Panasonic 12-35/2,8 e 35-100/2,8 veramente piccoli e leggeri, oltre che i Leica della gamma Panasonic.Fujifilm ha ugualmente delle ottiche di gran pregio, la serie degli ultra luminosi 16, 23,35 f/1,4 e 56 f71,2 oltre che i due zoom 16-55/2,8 e 50-140/2,8.
          Infine la stabilizzazione: Canon e Nikon hanno introdotto la stabilizzazione dai tempi delle reflex a pellicola che ovviamente non poteva essere stabilizzata, e quindi l’unica scelta era quella della stabilizzazione ottica sugli obiettivi. Con il digitale è stata possibile la stabilizzazione sul sensore e quindi chi non aveva una gamma di obiettivi stabilizzati, come Pentax o Konica/Minolta poi Sony, o chi doveva crearla ex novo come Olympus, ha scelto questa strada. Fujifilm e Panasonic invece hanno scelto quella della stabilizzazione sugli obiettivi. Si tratta di scelte diverse, ma quella sul sensore non significa incapacità o scarsa competenza e conoscenza. Ognuna ha vantaggi e svantaggi.
          La stabilizzazione sull’obiettivo ha il vantaggio di essere personalizzata per ciascuno e per i teleobiettivi è maggiormente efficace di quella sul sensore. Nelle reflex poi consente di stabilizzare anche la visione nel mirino, cosa invece indifferente per le mirrorless visto che per queste l’immagine deriva direttamente dal sensore e quindi è stabilizzata in entrambi i casi. Di contro la stabilizzazione ottica influisce sulla qualità degli obiettivi e per questo motivo Leica che produce i migliori obiettivi non l’ha adottata nemeno per la sua mirrorless T. Inoltre questa stabilizzazione aumenta, anche sensibilmente in alcuni casi, il costo degli obiettivi, il loro peso e le loro dimensioni.
          La stabilizzazione sul sensore invece consente di stabilizzare tutti gli obiettivi che si possono montare sulla fotocamera, compresi quelli a focale fissa ultra luminosi di solito non stabilizzati, con ulteriore vantaggio, e quelli di altre fotocamere montati con anelli adattatori. Gli obiettivi quindi sono più piccoli, leggeri, meno costosi e di migliore qualità. Questa stabilizzazione è però meno efficace con i lunghi tele e zoom.
          Come vedi non si tratta di una soluzione di ripiego, ma diversa. La scelta dipende dall’uso della fotocamera, da ciò che già si possiede e da gusti ed orientamenti personali.
          Ciao, Francesco

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          1. Beh, grazie per la lunga e dettagliata risposta: c’è sempre da imparare e quando si ottengono risposte del genere è anche un piacere farlo!
            Rimango però con i miei dubbi sulla scelta del mio nuovo sistema. Scegliere l’uno o l’altro è come per il matrimonio: certo, puoi cambiare moglie anche una volta all’anno ma io, che sono piuttosto tradizionalista, credo che debba essere per sempre e sbagliare ora potrebbe farmi pentire in futuro..
            E comunque, per risparmiare qualcosa sul corpo e investire sugli obiettivi sarei fra olympus EM-5 o Fuji X-E1

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    1. Luca,
      prendi quella che ti piace di più, sono buone entrambe. L’Olympus ha il vantaggio della leggerezza e delle dimensioni se usata con lo zoom in kit 14-42 EZ. La Fujifilm ha un’ottima scelta di obiettivi a focale fissa, ma piuttosto costosi.
      Ciao, Francesco

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      1. francesco ho toccato di persona omd e m5 prima versione ma non ho toccato omd e m1 non vorrei fosse troppo grande rispetto alla prima che va in una borsetta. poi vorrei sapere la qualità della m1 mi piace molto, nella m5 prima versione è identica?

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        1. Giuseppe,
          con quale obiettivo la Olympus OM-D E-M5 II va in una borsetta? Con il 12-50 EZ o con il 12-40/2,8 non credo. Guarda questa immagine: http://j.mp/1LQYWJu . Frontalmente c’è un po’ di differenza, ma non tanta: http://j.mp/1LQYV8k .
          Se vuoi una OM-D veramente piccola devi prendere la E-M10 II con lo zoom 14-42 mm EZ che è quasi tascabile. La E-M10 II non ha nulla da invidiare alla E-M5 II, ha lo stesso sensore, la stabilizzazione a “5 assi” e lo stesso autofocus a rilevamento di contrasto. La qualità d’immagine è la stessa. La possibilità di ripresa a 40 Mpx della E-M5 II è solo un giochetto abbastanza inutile.
          La E-M1 almeno ha l’autofocus a rilevamento di fase, più veloce ed adatto a soggetti in movimento e, pur avendo da specifiche, lo stesso sensore ha dimostrato una qualità d’immagine leggermente superiore.
          Ciao, Francesco

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  3. Ciao Francesco ero interessato all’acquisto di una fotocamera ma ero indeciso tra la fuji xt10 e la sony alpha6000 potresti darmi una mano vorrei un consiglio grazie.

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