Photokina 2018 – Canon

Inizio questi articoli sulle novità presentate in Photokina in stretto ordine alfabetico, quindi la prima è Canon.
Il suo stand, come detto, è il primo che si incontra entrando ed è stato sempre uno dei più affollati. Lo stand era dominato dal motto “Capture the future” in riferimento alla grande novità della casa, la EOS R.


C’era un apposito spazio con un banco circolare su cui erano disposti molti esemplari della EOS R e al centro dei veli colorati svolazzanti attorno i quali in certi momenti danzava una brava ballerina giapponese.

Per entrare però ci si doveva mettere in fila e l’attesa era lunga. Arrivati ad avere in mano una EOS R poi si scopriva che l’alloggiamento per la scheda di memoria era sigillato con la scusa che altrimenti le persone spesso dimenticavano le schede e si creava confusione. Quindi si poteva vedere la macchina, ma in pratica non usarla. Anche da un colloquio-intervista con un rappresentante Canon mi si dice che non è possibile usare la propria scheda per scattare: strano perché la fotocamera è in vendita. Uscito da lì scopro però un bancone attorno al quale sono disposte le reflex della casa e una EOS R con 50 mm f/1,2 senza sigillo alla scheda di memoria. Infatti quella ho provato. Oltre alla EOS R ho fatto alcuni scatti con la EOS 6D II.
Oltre alle fotocamere si potevano anche provare gli obiettivi. Anche qui una lunga coda, ma per fortuna non avevo fotocamere Canon con me e quindi me la sono risparmiata.
Interessante invace la novità fra gli obiettivi, il supertele EF 400 mm f/2,8 IS II. Questo era a confronto con la versione precedente e prendendolo in mano se ne poteva apprezzare l’alleggerimento. Infatti la nuova versione pesa poco meno di 3 kg contro i quasi 4 della precedente.

EOS R

Ho potuto esaminare brevemente la nuova mirrorless di Canon e fare anche un po’ di scatti con l’obiettivo R 50 mm f/1,2.
La fotocamera fa un’ottima impressione. Il corpo in lega di magnesio, protetto da polvere ed acqua, ha un bel design con linee morbide anche se le sue dimensioni sono un po’ superiori a quelle della Sony A7 III, ma il peso di 660 g è analogo.

Il tutto però scompare quando è montato il RF 50 mm f/1,2 che pesa quasi 1 kg ed ha dimensioni veramente elevate, di molto superiori all’EF 50/1,2 per reflex. Viene da chiedersi il perchè. In totale infatti la EOS R con il 50/1,2 pesa come la EOS 5D IV con il 50/1,2 ed è anche più ingombrante.

I comandi sono un po’ diversi da quelli delle reflex della casa e sono tutti disposti sulla calotta e sul lato destro del dorso. Manca il joystick introdotto nella 5D IV, ma per fortuna sono presenti le due ghiere di regolazione e i comandi per l’autofocus sono simili. Inoltre c’è una barra sensibile al tocco e azionabile con il pollice che consente di regolare diversi parametri.
Il mirino è eccellente, chiaro e luminoso con una copertura ovviamente del 100 % e un ingrandimento 0,76x superiore a quello della 5D IV. La sua risoluzione è elevata, 3,69 Mpx, e si fa apprezzare più di un mirino reflex. Anche usando la messa a fuoco manuale si riesce molto facilmente a trovare il fuoco, almeno con il 50/1,2 vista la sua ristrettissima profondità di campo.
Lo schermo è totalmente orientabile e si può rivolgere anche in avanti
L’autofocus è un altro punto di forza della EOS R. Il sensore usa la tecnologia Canon Dual Pixel AF e tutti i suoi pixel sono sdoppiati e capaci sia di mettere a fuoco che di raccogliere l’immagine. Dispone così in totale di 5655 punti AF che coprono in pratica tutta l’immagine. Naturalmente si può impostare la selezione automatica dei punti AF, oppure scegliere una zona o un singolo punto. La sua velocità sembra elevata per quello che ho potuto provare e con la tecnologia mirrorless sono superati tutti i problemi di imprecisione (back e front focus) che affliggono le reflex, per cui non è necessaria la regolazione personalizzata per obiettivo.
L’elaboratore d’immagine Digic 8 gli assicura una velocità elevata come assicura un’elevata qualità d’immagine alle alte sensibilità.
La velocità di raffica è di 8 fg/s, ma è limitata a 5 con il live view attivo; questa è una prestazione inferiore alle Sony e un punto che Canon dovrà migliorare.
La ripresa video è 4K con la possibilità di output a 10 bit via l’uscita HDMI e con la possibilità di usare il profilo colore neutro Canon Log per una registrazione con una gamma dinamica di 12 stop. C’è anche la possibilità di stabilizzazione elettronica.
Altro punto da migliorare è l’alloggiamento per singola scheda, per fortuna SD. Una fotocamera professionale deve disporre di un doppio alloggiamento per poter effettuare una doppia registrazione e garantire la sicurezza delle foto scattate.

Obiettivi RF

Attualmente sono disponibili quattro obiettivi RF con innesto per EOS R: il RF 50 mm f/1,2 provato, il RF 24-105 mm f/4,0, il RF 28-70 mm f/2,0 luminosissimo per uno zoom, ma di dimensioni e peso elevati, e il RF 35 mm f/1,8 Macro. Per l’anno prossimo Canon ha promesso diversi nuovi obiettivi tra cui ci saranno un 24-70 mm e un 70-200 mm f/2,8, anche se ciò non è stato ufficialmente confermato.
Tramite un anello adattatore, fornito in tre tipi dversi, sarà poi montare tutti gli obiettivi EF mantenendone tutti gli automatismi e l’autofocus.

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Ho effettuato molti scatti con la EOS R, sempre con il 50 mm f/1,2. Alcuni effettuati sempre a f/1,2 per valutare la qualità complessiva d’immagine e la ridotta profondità di campo garantita da questo obiettivo, altri invece variando la sensibilità ISO per valutare il rumore anche alle alte sensibilità; quella massima è in questo caso 40000 ISO.
Ho scattato salvando in raw e jpeg, ma purtroppo non ho trovato ancora un convertitore raw disponibile per trattare i file CR3 della EOS R. Canon DPP anche nella sua ultima versione non li riconosce e così Adobe DNG Converter e CaptureOne. Sono quindi costretto a pubblicare le foto jpeg. Queste non sono a formato pieno del sensore (6720×4480 pixel) in quanto in una prima prova la macchina era impostata sul formato 4:3 (5592×4480) e in una seconda in quello 16:9 (6720×3776). Non me ne sono preoccupato, dato che non si può perdere molto tempo al bancone pressati da altri che vogliono provare la macchina, perché contavo sul raw che è sempre alla massima risoluzione. Comunque la cosa è poco importante e la qualità degli scatti può essere ugualmente valutata.

Scatti a f/1,2

Ho scattato a priorità dei diaframmi. I primi scatti sono stati effettuati con ISO auto, impostato fra 100 e 125, e tempi di scatto da 1/80 a 1/125 di secondo e presentano una bella nitidezza, segno di una elevata stabilità della macchina e dell’assenza di vibrazioni di una mirrorless. Poi ho aumentato manualmente la sensibilità a 400 e poi 800 ISO per scattare con tempi di scatto più veloci (da 1/160 a 1/1250) e garantirmi contro il mosso, correggendo in qualche caso l’esposizione. Le foto comunque sono molto simili a quelle precedenti e non si notano differenze di nitidezza e di rumore.

Complessivamente la qualità d’immagine garantita dalla EOS R con il 50/1,2 è molto elevata anche in situazioni di luce non ottimale come quella nello stand.

Scatti ad ISO variabile

Per valutare il rumore della EOS R alle alte sensibilità ho effettuato una serie di scatti a partire da 100 ISO fino a 25600 all’insieme floreale roteante al centro del bancone.

In questi scatti jpeg il rumore comincia ad essere visibile, lievissimo, a 12800 ISO e la nitidezza rimane ottima anche a 25600. Potrò valutare meglio queste prestazioni quando potrò convertire le foto raw.

In conclusione la EOS R mi ha fatto un’ottima impressione per costruzione, usabilità e qualità d’immagine. Spero presto di effettuarne una prova più approfondita.

EOS 6D II

La EOS 6D II è esternamente quasi identica alla precedente 6D.

Varia però il sensore e l’elettronica. Adesso la 6D II dispone di un sensore da 26 Mpx con tecnologia Dual Pixel AF per un autofocus ibrido e di elaboratore d’immagine Digic 7. Questo ha migliorato sia la qualità d’immagine che l’autofocus.
L’autofocus reflex, uno dei punti critici della precedente 6D, ora dispone di 45 punti AF, tutti a croce, ed in più l’autofocus attuato dal sensore consente ora una maggiore velocità in live view e nalla ripresa video che rimane purtroppo solo Full HD.
Un’altra differenza, che però non ha avuto alcun impatto sulla disposizione dei comandi, è lo schermo che nella 6D II è orientabile in tutte le direzioni. Infine aumenta la velocità di raffica da 4,5 a 6,5 fg/s.
Mirino e comandi sono uguali a quelli precedenti della 6D di cui si può leggere il test qui.

Ho scattato qualche foto con una EOS 6D II equipaggiata con lo zoom EF 24-105 mm f/3,5-5,6 IS in una postazione molto vicina a quella della EOS R, sia per verificarne la qualità in generale sia per valutare il rumore alle alte sensibilità. In questo caso non ho avuto problemi con i file raw e presento le foto convertite con Canon DPP senza riduzione di rumore.

Scatti con EF 24-105/3,5-5,6 IS

La qualità d’immagine è molto buona, ma manca un po’ la nitidezza o meglio dire il microcontrasto offerto dall’obiettivo 50/1,2 e dalla EOS R. Sicuramente con un obiettivo di migliore qualità i risultatii sarebbero stati superiori.

Scatti as ISO variabili

Il rumore compare a 6400 ISO, ma la nitidezza rimane buona fino a 25600.

La EOS 6D II è un miglioramento sensibile rispetto alla 6D precedente, non tanto per la qualità d’immagine sempre comunque ottima, ma più per l’autofocus ora finalmente all’altezza del resto e per l’usabilità consentita in alcuni casi dallo schermo orientabile.
Peccato solo che la ripresa video sia rimasta Full HD.

Nel prossimo articolo riporterò l’intervista fatta ad un responsabile Canon sulle loro future strategie.

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2 pensieri riguardo “Photokina 2018 – Canon”

  1. Grazie di cuore!
    Articolo esaustivo e molto coinvolgente, sia per le descrizioni che per le ottime foto.
    Pare quasi di….”girare” per la Photokina e di provarne le emozioni!
    Complimenti caro Francesco Calamida: Bravissimo come sempre!
    Ed …ora non vedo l’ora di continuare a “curiosare” nella Photokina con gli altri tuoi articoli!
    Grazie ancora.

    Piace a 1 persona

    1. Maria Chiara,
      grazie per i tuoi complimenti. Mi fanno piacere e mi incoraggiano a proseguire questa attività che ormai sta diventando un lavoro.
      Ciao, Francesco

      Mi piace

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