Fujifilm X-T20: descrizione e uso

Descrizione

L’ estetica della X-T20 è simile a quella delle reflex, in particolare è ispirata a quella delle Fujica a pellicola. Le dimensioni però sono molto inferiori soprattutto per lo spessore del corpo. L’impugnatura è piccola e quasi inesistente senza però rivelarsi scomoda. La costruzione e la finitura sono ottime, sicuramente superiori a quelle della media della maggior parte delle altre fotocamere della categoria. Il corpo è in lega di magnesio, come la X-T2, ma non protetto da polvere ed acqua, con un’ottima finitura e un rivestimento tipo pelle zigrinata che lo rendono molto piacevole al tatto. Le ghiere di comando superiori sono in metallo mentre quelle sul frontale e nella parte posteriore sono in plastica, i pulsanti esterni ben posizionati secondo la funzione assegnata. I comandi sono quasi tutti esterni e si può impostare quasi ogni funzione della macchina senza navigare nei menu, cosa molto positiva per la rapidità d’azione. Il mirino è abbastanza grande e luminoso, con un ingrandimento reale 0,62x un po’ inferiore alla X-T2, e di ottima qualità per una buona inquadratura.

Inizio la descrizione dal frontale.

A sinistra del bocchettone d’innesto degli obiettivi in basso c’è il pulsante di sblocco.

Più in alto, sempre sulla sinistra, la luce di assistenza per l’autofocus che funge anche da segnalatore per il funzionamento dell’autoscatto con accanto la ghiera di comando anteriore che può anche agire come pulsante quando la si preme.

A destra si vede un commutatore per il funzionamento dell’autofocus: S singolo, C continuo e M manuale.

Sulla calotta superiore ci sono tre ghiere metalliche di cui due con una leva coassiale.

A partire da sinistra si vede la ghiera di impostazione delle modalità di scatto, singolo, raffica a varie velocità, CH veloce, CL lento, S singolo, esposizione multipla, ADV1 e ADV2 filtri avanzati, bracketing 1 e 2, panorama, autoscatto e ripresa video.
Al centro, sopra la sporgenza del mirino, c’è la slitta a contatto caldo per il flash circondata dal piccolo flash integrato sollevabile con la leva sulla sinistra coassiale alle modalità di scatto.

Verso destra poi c’è la grande ghiera dei tempi con tempi da 1 secondo a 1/4000 più le pose B e T. I tempi più lunghi di 1 secondo, quelli più brevi di 1/4000 con l’otturatore elettronico, si impostano con una delle ghiere di comando, così come i tempi intermedi fra quelli previsti dalla ghiera. Coassiale a questa ghiera c’è una levetta che consente di impostare la modalità di funzionamento completamente automatica. Seguono il pulsante di scatto con coassiale l’interruttore di accensione nella posizione più comoda e che preferisco. Chiude la ghiera di compensazione dell’esposizione entro +/- 3 stop, con una posizione C che consente, tramite una delle ghiere di comando, di compensare l’esposizione fino a +/- 5 stop, e all’estrema destra in alto un pulsante Fn personalizzabile che come impostazione standard prevede la scelta delle modalità di scatto.

Nella parte posteriore troviamo al centro in alto il mirino elettronico, sotto il sensore per la commutazione automatica fra il questo e lo schermo, impostabile a scelta anche in modo manuale, alla sua sinistra la ghiera per la compensazione diottrica e a destra il pulsante per la commutazione tra mirino e monitor o per la sua commutazione automatica.

A sinistra del dorso in alto il pulsante per la revisione delle foto e quello per la loro cancellazione.

A destra del mirino in alto il pulsante per il blocco dell’esposizione, la ghiera di comando posteriore personalizzabile, che premuta come impostazione di base ingrandisce l’immagine inquadrata per la messa a fuoco manuale e il pulsante per il blocco della messa a fuoco.

Sotto c’è il pulsante Q che attiva il Quick menu (sullo schermo o sul mirino) per consentire l’impostazione della maggior parte delle regolazioni. Segue verso il basso il pad a quattro vie con al centro il pulsante per il richiamo dei menu e di conferma. I quattro pulsanti del pad sono tutti personalizzabili. Si può da menu decidere se riservarli solo per scegliere e spostare i punti di messa a fuoco. Si possono in alternativa personalizzare con le funzioni desiderate: per default partendo dall’alto in senso orario attivano la scelta dell’area AF, quella del bilanciamento del bianco, la modalità di raffica e la scelta della simulazione pellicola. Sotto infine il pulsante per scegliere le informazioni da mostrare nello schermo e nel mirino e la commutazione automatica fra l’uno e l’altro.

Sul lato destro non c’è nulla.

Sul lato sinistro ci sono dietro uno sportello le prese USB, Mini HDMI e ingresso microfono.

Sul fondello c’è l’attacco a vite per il trepiede, purtroppo non allineato con l’obiettivo, allineato con l’obiettivo

e lo sportello dell’alloggiamento della batteria agli ioni di litio e della scheda di memoria, in posizione piuttosto scomoda se la fotocamera si trova su treppiedi.

In dotazione, insieme alla macchina sono forniti:
– batteria ricaricabile NP-W126S
– caricabatteria con cavo BC-W126
– il tappo di copertura del bocchettone di innesto ottiche
– la cinghia a tracolla
– Il manuale stampato

Il software per visualizzare le foto e quello per la conversione raw, Raw File Converter, deve essere scaricato dal sito Fujifilm.

Come accessori opzionali si possono avere:
– batteria ricaricabile supplementare NP-W126S
– caricabatteria con cavo BC-W126
– adattatore per alimentazione da rete AC-9V e cavo CP-W126
– telecomando a filo RR-90
– microfono stereo MIC-ST1
– vari flash esterni dedicati
– anello adattatore per obiettivi con innesto Leica M
– filtri di protezione per l’obiettivo con diametro di 39 e 52 mm
– impugnatura HG-XT10
– borsa pronto in pelle BLC-XT10
– tubi di estensione macro MCEX-11/16
– connettore wireless pre stampanti Instax

Menu

Schermate

Obiettivi

Il corredo obiettivi Fujifilm X si va ampliando costantemente nel tempo. Ricordo che il fattore moltiplicativo per il sensore APS delle Fujifilm è 1,5x.
Attualmente sono disponibili 22 obiettivi di cui 20 della serie XF, di più alta qualità, 13 a focale fissa dal 14 mm f/2,8 al 90 mm f/2,0 fra i quali la serie ultraluminosa 16 mm f/1,4, 23 mm f/1,4, 35 mm f/1,4 e 56 mm f/1,2 in due versioni e un macro 60 mm f/2,4, e 7 zoom dal grandangolo 10-24 mm al tele 100-400 mm f/4,5-5,6 comprendendo anche due professionali 16-55 mm e 50-140 mm f/2,8. Ci sono poi due zoom più economici della serie XC il 16-50/3,5-5,6 ed il50-230/4,5-6,7. Ci sono anche due moltiplicatori di focale 1,4 e 2x. Inoltre sono disponibili tre Zeiss Touit a focale fissa e alcuni Samyang non autofocus. Anche altri produttori stanno rendendo progressivamente disponibili obiettivi con innesto Fujifilm X.
Tutti gli obiettivi della serie XF sono in metallo con una costruzione e finitura di alta qualità, ghiere morbide e fluide.
Con questi obiettivi la scelta diventa abbastanza completa e composta soprattutto di ottiche a focale fissa di alta qualità e luminosità, come si addice alle caratteristiche ed al livello della macchina.
Su tutte le Fujifilm, come sulle altre mirrorless, è poi possibile montare obiettivi di reflex o di altre fotocamere con appositi anelli adattatori, grazie allo spessore ridotto del corpo. Naturalmente si perde l’autofocus e l’esposizione deve essere regolata in manuale o a priorità dei diaframmi.
Fujifilm fornisce un adattatore per obiettivi Leica M, ma sul mercato si trovano praticamente per tutte le fotocamere.

Uso in pratica

La X-T20 che ho avuto a disposizione era dotata di due obiettivi a focale fissa, il 23 mm f/2,0 (equivalente ad un 35 mm) e il nuovo 50 mm f/2,0 (equivalente ad un 75 mm). Sono due obiettivi piccoli e leggeri, di alta qualità e luminosità che consentono di affrontare molti generi fotografici e andare in giro senza grossi pesi. Sono dotati inoltre di una ghiera dei diaframmi che consente di regolare direttamente il diaframma verificandone l’impostazione sullo schermo o nel mirino che comprende anche la posizione A per l’impostazione automatica del diaframma. Questo, insieme alla ghiera dei tempi che prevede anche essa l’impostazione A, consente di scegliere in modo estremamente rapido se usare la macchina in Program (entrambe le impostazioni su A), o a priorità dei diaframmi (ghiera dei tempi su A e diaframma regolato sull’obiettivo), a priorità dei tempi (diaframma su A e tempo regolato con la ghiera) e infine in manuale con le due ghiere regolate dal fotografo con una semplicità, facilità e velocità sconosciute anche alle migliori reflex. Se a questo si aggiunge la ghiera esterna ed immediatamente a portata di mano per la regolazione della compensazione dell’esposizione ci si rende conto dell’estrema facilità e rapidità di tutte le impostazioni fotografiche della X-T20. L’unica regolazione non immediata è quella della sensibilità Iso, che se non si è scelta l’impostazione automatica, può essere fatta o dal menu rapido o assegnandone la funzione ad uno dei pulsanti o alla pressione della ghiera anteriore.

Portare in giro la macchina con i due obiettivi è semplice, basta una piccola borsa. Il peso del corpo non è elevato, nonostante la macchina sia costruita in metallo, e così quello dei due obiettivi.

Inizio la descrizione delle mie impressioni da alcune considerazioni generali su questa fotocamera. La X-T20 è una macchina tecnologicamente avanzata, ma nell’uso è come una reflex a pellicola di tempo fa. Quasi tutto quello che serve a fotografare si regola con ghiere visibili con uno sguardo sulla calotta e si può passare in un attimo dall’automatismo completo alle priorità e al funzionamento manuale. Anche la messa a fuoco può essere commutata immediatamente da automatica a manuale, con la levetta sul frontale, e il suo sistema di assistenza, evidenziazione dei contorni (focus peaking) o telemetro a immagine spezzata, è efficacissimo. In alcuni casi paradossalmente tutte queste regolazioni manuali con ghiere mi hanno creato qualche difficoltà quando ad esempio cercavo il pulsante per impostare la raffica o l’autoscatto, mentre non vedevo la ghiera che avevo sotto il naso. Forza dell’abitudine! Ma questo non è un difetto è un pregio.

Il mirino ha una risoluzione di 2,36 Mpx. La risoluzione ed il dettaglio sono abbastanza elevati e l’ingrandimento adeguato per vedere bene l’immagine anche se un po’ inferiori a quello della X-T2. Nel mirino è possibile vedere tutto quello che si vede sullo schermo, compresi tutti i menu, quindi anche in questo caso operare tutte le regolazioni senza staccare l’occhio. Inoltre si ha una copertura del 100 % utile se si ha la necessità di inquadrare con estrema precisione, come in macro. Altro vantaggio di questo mirino, come di quasi tutti gli elettronici, è quello di poter vedere in anticipo l’esposizione e correggerla se del caso. Infine ha una caratteristica esclusiva e molto utile: quando si gira la fotocamera per un’inquadratura verticale le informazioni nel mirino si spostano rimanendo sempre sul lato in basso e in alto come per le inquadrature orizzontali. Non ho mai notato anche nelle inquadrature più scure segni di rumore come in qualche altro caso.
Lo schermo da 3″ con 1.040.000 pixel è sufficientemente nitido e abbastanza visibile anche in piena luce attivando in questo caso da menu la funzione di visualizzazione al sole. Può essere utile per utilizzare i menu o quando si usa la macchina su treppiede. E’ orientabile in alto ed in basso, cosa molto utile per le inquadrature dall’alto, ad esempio sopra una folla, o dal basso.

Del sensore parlerò dopo nella pagina delle prestazioni. Per adesso basta dire che è ai livelli più alti per rapporto segnale/rumore fra le fotocamere APS.

Nell’uso la X-T20 si è dimostrata molto rapida e veloce, anche se presenta un problema nell’impostazione automatica della sensibilità.
Ho già spiegato che questa fotocamera non ha una ghiera delle modalità per impostare i vari funzionamenti a programma, a priorità o manuale. Se le ghiere dei tempi e diaframmi sono entrambe su A il funzionamento sarà Program. In questo caso la macchina sceglierà il tempo e diaframma più appropriati, ed anche la sensibilità Iso se è impostata su auto, e metterà a fuoco. Non resta che scattare. Naturalmente si può variare la coppia tempo/diaframma scelta, a parità di esposizione, con le due ghiere di comando, oppure variare l’esposizione con la ghiera all’estrema destra fino a + o – 3 EV. Il tutto controllabile nel mirino. Se si vuole impostare un tempo o un diaframma determinato basta farlo agendo sull’apposita ghiera e di conseguenza la macchina regolerà l’altro parametro, sempre tenendo conto dell’eventuale correzione. In priorità dei diaframmi (A) è possibile controllare la profondità di campo se si è assegnato a un pulsante Fn questa funzione. Se si vuole scattare in manuale basta regolare tempi e diaframmi come si vuole; nel mirino una scala graduata indicherà la differenza di esposizione fra quella impostata e quella misurata dall’esposimetro della macchina. Se si è scelta l’impostazione automatica della sensibiltà Iso questa sarà regolata per ottenere un’esposizione corretta con il tempo e il diaframma impostato.
La sensibilità Iso può essere impostata con la ghiera anteriore, se impostata per questo o dal menu rapido; varia da 200 a 12800 Iso con la possibilità di estensione L a 100 Iso e H1 e H2 a 25600 e 51200 Iso. In questo caso però le foto potranno essere salvate solamente in jpeg. La sensibilità può anche essere regolata automaticamente. In questo caso si può definire la sensibilità minima, quella massima e il tempo più lungo di scatto oltre il quale la sensibilità incomincerà ad essere aumentata a partire dal valore minimo. E’ possibile memorizzare tre diversi profili e sceglierne uno per la sessione di scatto. Purtroppo non è prevista la possibilità di adeguare la velocità di scatto più lenta dell’otturatore in funzione della focale dell’obiettivo usato, come avviene in quasi tutte le fotocamere di un certo livello. Questa invece è fissa e corrisponde a quella impostata nel profilo selezionato. La cosa è piuttosto scomoda per chi usa l’impostazione automatica Iso e cambia spesso obiettivi o usa uno zoom. Infatti, anche memorizzando i tre profili con tempi di scatto minimi adeguati alle focali in uso ci si deve ricordare di impostare quello giusto ogni volta che si cambia obiettivo, se questo è a focale fissa. Con gli zoom la cosa peggiora ancora perchè il tempo di scatto impostato per la focale minima non va bene per quella massima, mentre quello per la massima è troppo breve per la minima e costringe ad aumentare inutilmente la sensibilità. In conclusione queste complicazioni possono scoraggiare l’uso dell’impostazione automatica della sensibilità e rendere preferibile l’uso di quella manuale. Anche questo però non è molto comodo perche è necessario premere la ghiera anteriore e poi ruotarla oppure ricorrere al menu rapido. Nei casi in cui si deve scattare rapidamente inoltre questo non si può fare e l’unica soluzione è usare la priorità dei tempi, regolando manualmente il tempo di scatto, cosa che si può fare oltre che con l’apposita ghiera sulla calotta, anche con una delle ghiere di comando, previa impostazione da menu.
Insomma una complicazione operativa ed un difetto che non mi aspettavo in una fotocamera di questo livello che può rallentare l’operatività in molte situazioni. Resta solo da sperare che Fujifilm rilasci un aggiornamento firmware che ovvii a questo difetto come ha già fatto per la X-T2.

L’autofocus della X-T20 è molto sofisticato. E’ ibrido, a rilevamento di fase e di contrasto, direttamente attuato dal sensore che è dotato di pixel adatti al rilevamento di fase. Dispone infatti di 91 punti AF a rilevamento di fase, su una matrice di 13×7, contro i 49 della precedente X-T1, e 325 punti a rilevamento di contrasto. I punti possono essere scelti ed usati in modo singolo, a zone o su tutta l’area allargata per un inseguimento ampio. I singoli punti o le zone possono essere spostati con i quattro tasti del pad. Di base la X-T20 propone la scelta fra una matrice di 91 punti, ma volendo si possono attivare tutti i 325 punti. Le modalità di funzionamento possono essere: messa a fuoco singola AF-S, messa a fuoco continua AF-C o manuale, selezionabili con la piccola levetta sul frontale. Via menu si può scegliere se dare la priorità alla messa a fuoco o allo scatto sia in AF-S che in AF-C. E’ possibile regolare alcuni parametri di funzionamento dell’autofocus secondo cinque profili predefiniti per varie situazioni: base con impostazioni standard per soggetti in movimento, ignora ostacoli, soggetti in accelerazione/decelerazione, soggetti che appaiono all’improvviso, soggetti con movimenti irregolari. L’autofocus dispone inoltre della funzione per il rilevamento dei volti e degli occhi del soggetto.
E’ quindi un autofocus simile per funzionalità e possibilità di regolazione a quello delle migliori reflex per riprese sportive e naturalistiche.
Nella pratica si è dimostrato sempre veloce e sensibile, anche in raffica fino a 8 fg/s, situazione in cui è riuscito a mettere sempre a fuoco i soggetti in movimento veloce con solo qualche raro caso di fuori fuoco su centinaia di scatti. Nelle riprese video ha funzionato abbastanza bene, mostrando solo qualche incertezza su soggetti in movimento, prontamente recuperata. La sua sensibilità è elevata anche senza la luce ausiliaria, circa -3 EV con il 23 mm f/2,0.
Se si vuole mettere a fuoco manualmente si deve commutare la levetta anteriore su M; apparirà nello schermo o nel mirino una scala delle distanze e, se si è attivata da menu la funzione Focus Zoom, l’immagine sarà automaticamente ingrandita. In questo caso la messa a fuoco può essere assistita con l’evidenziazione dei contorni (focus peaking) per la quale si può scegliere il colore, oppure dalla funzione Digital Split Image che mostra il centro dell’inquadratura diviso in due parti che combaciano quando sono a fuoco, come nei telemetri ad immagine spezzata delle reflex a pellicola.

L’esposizione è stata sempre corretta in esterni con buona luce, anche se in situazioni di controluce estremo è consigliabile una piccola correzione per privilegiare le ombre o le luci a secondo di quello che si vuole ottenere. In luce scarsa, esterni illuminati di notte ad esempio o interni bui, invece la X-T20 con la misurazione a matrice tende a sovraesporre di circa 1 stop. E’ facile comunque correggere questa differenza con l’apposita la ghiera di regolazione, controllando direttamente nel mirino elettronico il risultato.

L’otturatore è sia meccanico con tempi da 30 secondi (non in Program) a 1/4000 sia elettronico con tempi da 30 secondi a 1/32000, più la posa B o T fino a 1 ora. Si può scegliere se usare solo l’otturatore meccanico, solo quello elettronico o entrambi e in questo caso l’otturatore elettronico si attiverà solo per i tempi superiori a 1/4000. L’uso dell’otturatore elettronico può essere molto utile per azzerare completamente il rumore dello scatto in ambienti che richiedono silenzio, oppure per usare obiettivi di grande apertura come quelli f/1,4 o f/1,2 a piena apertura anche in pieno sole, ottenendo così un migliore controllo della profondità di campo.

La X-T20 dispone di un flash integrato adatto come luce di schiarita o ad illuminare scene scure in interni o in esterni fino a qualche metro.

La X-T20 dispone, come tutte le Fujifilm di numerosi profili colore che richiamano i colori delle più famose pellicole dia e negative Fuji:

Provia (standard), Velvia (vivace), Astia (morbida), Classic Chrome (neutra), Across (bianco e nero dettagliato) Pro Neg. Hi, Pro Neg Standard, consentono di ottenere foto jpeg con caratterizzazione colore diverse da usare secondo i soggetti ed i gusti del fotografo. Oltre a questi esistono i profili per bianconero, anche con filtri giallo, rosso e verde e sepia. Questi profili possono anche essere applicati alle foto in formato raw tramite il software Raw File Converter, scaricabile gratuitamente dal sito Fujifilm, e quindi è possibile cambiarli a posteriori per trovare quello più adatto a ciascuna foto

Nelle foto pubblicate si possono vedere i risultati dei diversi profili. Fra tutti quello che preferisco e che ha la migliore resa per i paesaggi è il Classic Chrome.

Le foto possono essere salvate in formato 3:2, 16:9 e 1:1 e in varie dimensioni, L a 24 Mpx, M a 12 Mpx e S a 6 Mpx per il formato jpeg; in raw le dimensioni sono sempre 6000×4000 cioè 24 Mpx. Le foto possono essere salvate in Jpeg con qualità Fine o Normal, in raw (RAF) anche con compressione senza perdita e in raw più jpeg.

Un’altra caratteristica migliorata notevolmente rispetto alla X-T10 è la raffica. Questa può arrivare, alla velocità più alta H, a 14 fg/s con l’otturatore elettronico e autofocus continuo per 42 foto jpeg o 23 raw, ma senza live view. Usando l’otturatore meccanico si arriva a 8 fg/s. Alla velocità più bassa L si hanno 5 fg/s con la disponibilità del live view, cioè la visualizzazione del soggetto in tempo reale nel mirino. L’autofocus può essere singolo, continuo o manuale, su un singolo punto, un’area o su tutta la zona di punti AF per l’inseguimento.

La ripresa video consente di riprendere video 4K a 3840×2160 pixel per una durata di circa 10 minuti, o Full HD a 1920×1080 pixel 60/50p o 30/25p, fino a 15 minuti, in formato MOV con codec H264. E’ disponibile anche una ripresa con formato Full HD a 1920×1080 o HD a 1280×720 pixel. Durante la ripresa la messa a fuoco può essere automatica, singola o continua, o manuale. Si possono regolare anche i diaframmi, il bilanciamento del bianco e l’esposizione, comprese le eventuali compensazioni, regolando tempi, diaframmi e sensibilità. Si possono anche usare u profili di simulazione pellicola. La ripresa si attiva ponendo l’apposita ghiera in posizione video e premendo il pulsante di scatto. E’ disponibile un ingresso audio per un microfono esterno.

La X-T20 rende disponibili inoltre alcune funzioni speciali.

Panorama: si può scattare una foto panoramica in orizzontale o in verticale, con un angolo di copertura di 120° o 180°gradi. La macchina scatta automaticamente una serie di foto che poi collega per ottenere una foto panoramica.

Filtri avanzati: sono disponibili una serie di filtri per modificare l’aspetto delle foto: Toy camera, Miniatura, Colore pop, High-key, Low-key, Toni dinamici, Soft focus e vari effetti di colore.

Queste funzioni come lo scatto a raffica, il bracketing e l’autoscatto si attivano con la ghiera a sinistra del mirino.

Infine la X-T20 dispone naturalmente di connessione wi-fi che le consente di collegarsi ad uno smartphone o a un tablet. E’ possibile usare l’app Fuji Camera Remote per controllare la fotocamera, scattare foto e trasferirle sul dispositivo. Con PC Autosave invece è possibile salvare le foto e i video su un computer collegato.

La X-T20 è quindi una macchina molto completa con tutte le caratteristiche che si possono desiderare in una fotocamera di alto livello ed è stata piacevole da usare in tutte le occasioni. Se non servono alcune funzioni di personalizzazione dell’autofocus e il maggiore numero di punti AF a rilevamento di fase, un maggior numero di pulsanti per i comandi esterni e la protezione da polvere ed acqua non fa rimpiangere la X-T2.

Per tutte le foto di prova ho usato il formato 3:2.
Le foto di prova sono suddivise in due gruppi: foto di test, scattate a tutte le sensibilità, da 200 a 12800 Iso, in luce naturale di giorno e di notte e in interni ed a vari diaframmi per valutare l’obiettivo, e foto di esempio a varie sensibilità a secondo delle situazioni, anche se di giorno sono stati usati possibilmente i 200 Iso. Tutte le foto sono state salvate sia nel formato jpeg come salvato dalla macchina, sia compresso senza perdite raw che ho convertito con il programma fornito da Fujifilm Raw File Converter, una versione personalizzata di Silkypix Developer Studio 4.

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Prestazioni
Galleria
Conclusioni
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