Nikon D750: descrizione e uso

Descrizione

La D750 è una reflex di dimensioni abbastanza contenute per una fullframe. In effetti è di qualche millimetro più grande della D7200 e uguale alla D610. E’ decisamente più piccola e leggera della D810.  Tutto questo non vuol dire che la D750 sia piccola, anzi! Vuol dire che le reflex APS sono ormai troppo grandi, a fronte di sensori che hanno una superficie di poco più di 1/3 di quella dei fullframe.
Il corpo in metallo e protetto da polvere ed acqua, è molto ben costruito e rifinito e da un’impressione di solidità. Lo schermo da 3,2″ ha una risoluzione di 1.229.000 punti. I comandi sono completi e seguono l’impostazione tradizionale delle Nikon di fascia media, con qualche piccolo cambiamento. Con l’occhio al mirino o col menu di controllo rapido, attivabile premendo il comando Info, tutte le impostazioni sono facilmente raggiungibili e regolabili. L’obiettivo zoom con cui può essere acquistata in kit, AF-S 24-120 mm f/4,0 VR stabilizzato e dotato di motore ad ultrasuoni silenzioso è ben proporzionato in rapporto alle dimensioni del corpo.

Inizio la descrizione dal frontale:

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Sulla destra dell’innesto obiettivi si vede il pulsante di sblocco dell’obiettivo e a sinistra in alto il led segnalatore dell’autoscatto che funziona anche da luce ausiliaria per la messa a fuoco. Più in basso, a sinistra dell’innesto obiettivi c’è il pulsante per la chiusura del diaframma ed il controllo della profondità di campo che può funzionare da ulteriore pulsante Fn. Sull’impugnatura la ghiera di comando anteriore.

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Sulla calotta superiore c’è al centro, sul pentaprisma, la slitta portaaccessori. Davanti si vede il piccolo flash integrato ribaltabile; le Nikon fullframe sono le uniche ad avere un flash integrato. A sinistra la manopola di impostazione delle modalità di funzionamento, ora dotata al centro di pulsante di sblocco, con le seguenti posizioni: M (manuale, A (priorità dei diaframmi, S (priorità dei tempi, P (program), Auto (automatismo totale), NoFlash (automatismo con esclusione del flash), Scene e due posizioni per memorizzare impostazioni utente U1 e U2. Coassiale sotto c’è una seconda ghiera, con la relativa leva di sblocco (meglio visibile nella foto del dorso) che consente di impostare le modalità di scatto: singolo, raffica a bassa ed a alta velocità, autoscatto e scatto silenzioso (lo specchio ritorna solo rilasciando il pulsante di scatto) La ghiera dispone di un pulsante di sblocco, utile per evitare spostamenti accidentali, ma il tutto è un po’ scomodo da azionare. A destra del pentaprisma c’è l’ampio display a cristalli liquidi illuminabile che riporta tutte le indicazioni di funzionamento della macchina. Davanti a questo tre pulsanti che comandano  rispettivamente da sinistra a destra, le modalità di misurazione dell’esposizione, in unione alla ghiera posteriore, la ripresa video e la compensazione dell’esposizione, sempre con la ghiera posteriore.  Davanti c’è il pulsante di scatto con coassiale l’interruttore di accensione che comanda anche l’illuminazione del display.

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Nella parte posteriore i comandi seguono uno schema comune a quasi tutte le Nikon. La differenza evidente è lo schermo ribaltabile in alto e in basso che per la prima volta compare in una reflex fullframe. In alto a sinistra, sopra lo schermo ci sono il pulsante per la revisione delle foto e quello per la loro cancellazione. Sotto, alla sinistra dello schermo una fila di cinque pulsanti. Il primo è quello del richiamo dei menu. Gli altri hanno doppia funzione, a secondo se ci sitrova in modalità scatto o revisione, e attivano quando premuti un pannello sulloschermo che evidenzia la regolazione da effettuare. Se si premono con l’occhio al mirino questa funzione, che non sono riuscito a disattivare, da un po’ di fastidio. I pulsanti servono a  bilanciamento del bianco/protezione delle foto da cancellazione, qualità e dimensione immagine/ingrandimento, sensibilità Iso/riduzione e “i” che attiva un breve menù rapido per alcune impostazioni di base. Il pulsante Iso in questa posizione è piuttosto scomodo da azionare con l’occhio al mirino. Va bene che l’Iso Auto funziona bene, ma sarebbe l’ora che Nikon lo spostasse accanto al pulsante di scatto come altri produttori. Per ovviare al problema si può assegnare la funzione relativa all’impostazione degli Iso al pulsante rosso che attiva la ripresa video. Questo manterrà comunque la sua funzione quando la fotocamera è in modalità video. Al centro in alto, accanto al mirino la rotella di regolazione diottrica. Più a destra il pulsante di blocco esposizione e messa a fuoco. All’estrema destra la ghiera di comando posteriore. Più in basso il pulsante Info che visualizza sullo schermo tutte le impostazioni della fotocamera. Sotto il pad a quattro vie circondato dalla leva di blocco per la scelta manuale dei punti AF. Il pad serve solo per navigare nei menu ed ha al suo centro il pulsante Ok di conferma. Sotto infine il pulsante per attivare il live view circondato dalla levetta per scegliere fra live view e filmati.

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Sul lato destro c’è l’alloggiamento delle due schede di memoria SD protetto da uno sportellino Questa è una caratteristica importante per un uso professionale, ma anche amatoriale. Consente infatti a scelta o di usare le due schede una dopo l’altra per avere la massima capacità di memorizzazione, oppure replicare le foto su entrambe le schede per avere un backup in caso di danneggiamento o perdita di una delle due o infine di suddividere i file, jpeg su una scheda e raw sull’altra.

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Sul quello sinistro ci sono le prese per telecomando, cuffia, microfono, USB, HDMI ricoperte ciascuna da uno sportellino. A fianco dell’innesto obiettivi ci sono tre pulsanti e una levetta. Dall’alto: il pulsante per l’apertura del flas, quello per le impostazioni di bracketing e infine la levetta per la commutazione della messa a fuoco automatica o manuale. Al suo centro c’è un pulsante che se premuto in unione alla ghiera anteriore consente di scegliere fra la determinazione automatica dei punti AF, un singolo punto, una zona (9, 21 o 51 punti) e il tracking 3D, Con la ghiera posteriore consente di scegliere fra AF singolo, AF continuo e AF automatico.

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Nella parte inferiore troviamo l’inesto per il treppiedi coassiale con l’obiettivo e uno sportello che protegge l’alloggiamento della batteria ricaricabile agli ioni di litio.

Sull’obiettivo ci sono, verso la lente frontale la ghiera per lo zoom manuale, più indietro quella per la messa a fuoco, un interruttore per attivare la stabilizzazione ed un altro per commutare la messa a fuoco da automatica a manuale.

In dotazione, insieme alla macchina sono forniti:
– batteria ricaricabile EN-EL15
– caricabatteria MH-25 con cavo
– coprioculare DK-5
– un cavo USB
– tappo per il corpo e per coprire la slitta portaaccessori
– la cinghia a tracolla
– una cinghia da polso
– il manuale di istruzioni completo

– CD con il software in dotazione, per Windows e Mac, Nikon View NX2  per importare, visualizzare e converire le foto da raw.

Come accessori sono disponibili:
– oculari e lenti di correzione diottrica per il mirino
– oculare ingranditore DK-21M
– mirino angolare DR-6:
– impugnatura con batteria MB-D16
– borsa custodia semirigida
– vari flash esterni Nikon dedicati e comandabili senza cavi
– telecomando ML-L3
– telecomando wireless WR-T10 e WR-R10
– microfono esterno ME-1
– trasmettitore wireless WT-5
– Cavi per collegamento e sincronizzazione con flash esterni SC-28 e SC-29
– unità GPS GP-1A
– Nikon Capture NX-D per la conversione delle foto raw ed il loro ritocco con maggiori funzioni di View NX2, gratuito e scaricabile dal sito Nikon

Principali menu

Uso in pratica

Per la prova ho avuto a disposizione una D750 dotata dell’obiettivo AF-S 24-120 mm f/4,0 VR fornito normalmente in uno dei kit ed ho usato anche l’AF-S 70-300/4,0-5,6 VR.

La D750 è una reflex di dimensioni abbastanza contenute per una fullframe con dimensioni di poco superiori a quelle della D7100 e D7200, quasi esclusivamente per la maggiore sporgenza del pentaprisma. La D750 è comunque ben proporzionata e le sue dimensioni e peso, non esagerati, consentono di impugrnarla bene, accedendo facilmente a tutti i comandi, mentre il peso non stanca troppo nel portarse la in giro anche per lungo tempo.
La costruzione è ottima con il corpo in metallo, con il solito rivestimento zigrinato Nikon, che ne facilita l’impugnatura evitando che possa essere scivolosa.
Con l’obiettivo usato principalmente per la prova, AF-S 24-120 VR, l’insieme è equilibrato e facile da trasportare, anche se l’obiettivo ha un diametro un po’ maggiore di quello che ci si aspetterebbe. Naturalmente ci vuole una borsa pronto o fotografica. Il 24-120 è molto valido come zoom di uso universale per foto di viaggio, paesaggio, interni, ritratti, gruppi, eventi, mostre, fiere e cerimonie. Delle caratteristiche e qualità dell’obiettivo parlerò nell’apposita pagina. Se si volesse una maggiore escursione focale, o un tele più spinto la scelta migliore sarebbe quella di abbinarlo ad uno zoom AF-S 70-300/4,0-5,6 VR come nel mio caso, o al 70-200/4,0 VR. Naturalmente nel catalogo Nikon sono disponibilimolti altri tele e tele zoom di qualità.
E’ comunque una soddisfazione usare gli obiettivi per la loro focale effettiva senza dover sempre considerare i fattori moltiplicativi e tutte le complicazioni che comportano.

I comandi seguono il classico schema Nikon e sono posizionati sia sulla sninstra dell schermo che sulla calotta, con una disposizione che metterà subito a loro agio chi già è abituato alle reflex di questa casa, ma potrà richiedere un qualche periodo di apprendimento ad altri. In particolare è un po’ scomodo il pulsante per la selezione della sensibilità Iso, posizionato in basso a sinistra che richiede per il suo azionamento, da effettuare col pollice sinistro, di spostare la normale posizione della mano sinistra da sotto l’obiettivo, cosa che può rivelarsi molto scomoda con lunghi e pesanti tele. Sarebbe molto meglio posizionarlo sulla calotta accanto al pulsante di scatto, ma forse Nikon pensa che con il perfezionamento della funzione Auto Iso sarò usato solo saltuariamente. Oltretutto il pulsante va tenuto premuto per effettuare la regolazione impegnando così entrambe le mani. ome detto nella descrizione dei comandi per ovviare al problema si può assegnare la funzione relativa all’impostazione degli Iso al pulsante rosso che attiva la ripresa video. Questo manterrà comunque la sua funzione quando la fotocamera è in modalità video. Molto comoda invece la leva di accensione coassiale al pulsante di scatto che consente di accendere la macchina con un dito mentre la si porta all’occhio se la si trasporta come faccio io tenendola con la destra dall’impugnatura con la cinghia attorcigliata al polso mentre si va in giro per turismo. Così il peso non si sente ed è possibile portare la macchina all’ochhio in un attimo.

La scelta delle modalità autofocus e dei punti di messa a fuoco si effettua con un pulsante alla base sinistra dell’innesto obiettivi e con l’ausilio delle due ghiere: facile e rapido. La messa a fuoco manuale si imposta con una piccola leva coassiale al pulsante. Anche la compensazione dell’esposizione è facilmente effettuabile, nelle modalità P, A e S, premendo l’apposito pulsante accanto a quello di scatto e azionando direttamente la ghiera di controllo posteriore. Il program shift ugualmente si ottene con la ghiera di controllo posteriore che serve anche per la regolazione di tempi e diaframmi nelle relative priorità. In manuale la ghiera di controllo anteriore serve per i tempi e quella posteriore per i diaframmi. Sempre molto rapido e semplice. Ugualmente comoda è l’impostazione della modalità di misurazione esposimetrica con il pulsante vicino a quello di scatto. Tutte queste impostazioni si possono quindi effettuare con l’occhio al mirino. La modalità di raffica invece deve essere impostata ruotando l’apposita ghiera sotto quella delle modalità di funzionamento, che deve essere preventivamente sbloccata, ma questa impostazione non chiede la stessa rapidità delle altre e non è importante che possa essere effettuata tenendo d’occhio l’inquadratura. Tutte le regolazioni possono essere effettuate anche controllandole sul pannello LCD superiore o sullo schermo. Per tutte le altre regolazioni è molto comodo richiamare sllo schermo il menu di regolazione rapida e poi effettuarle con questo. Anche il live view si aziona immediatamente con l’apposito pulsante selezionando preventivamente se si vogliono effettuare riprese foto o video. La ripresa video sarà poi attivata dal pulsante rosso accanto a quello di scatto. Complessivamente l’ergonomia e l’usabilità dei comandi è buona anche se richiede un minimo di apprendistato per chi non è “nikonista” e in qualche punto potrebbe essere suscattibile di miglioramento.

Il mirino a pentaprisma con copertura del 100 % e ingrandimento reale di 0,70x con 50 mm è molto ampio e luminoso, come solo in una fullframe può essere. E’ un piacere inquadrare con questo mirino e ritrovare l’ampiezza e la luminosità di quelli delle reflex a pellicola. I punti AF sono visualizzati in rosso al momento della messa a fuoco. Alla sua base sono visualizzate tutte le impostazioni della fotocamera, tempi, diaframmi, sensibilità, compensazione dell’esposizione, WB, modalità di scatto, impostazione flash, blocco AE/AF e conferma messa a fuoco, quindi si può scattare senza distogliere l’occhio dal mirino.

Lo schermo ribaltabile da 3,2″ con 1.229.000 pixel ha una buona nitidezza ed è visibile abbastanza bene anche in esterni, purchè non sia direttamente illuminato dal sole. La possibilità di ribaltarlo in alto o in basso è molto utile e questo, unito alle discrete prestazioni dell’autofocus a rilevamento di contrasto usato il live view rende la D750 molto flessibile e comoda in diverse situazioni. L’autofocus in live view infatti, pur non essendo veloce come quello reflex a rilevamento di fase, non è lento come in alcuni precedenti modelli. Questo consenta di usare la D750 come se fosse una “mirrorless” usando per inquadrare lo schermo invece che il mirino. Ciò mi è stato molto utile in alcune riprese di una processione tradizionale e per inquadrare le auto sportive dal basso allo Sportauto Roma Show. In sostanza è un plus che fa la differenza rispetto ad altre fullframe con schermo fisso.

La D750 non è dotata di stabilizzatore integrato, ma si affida a quello degli obiettivi. Il 24-120 provato è dotato di stabilizzatore abbastanza efficace visto che anche con tempi relativamente lunghi non ho ottenuto foto mosse. Nella pagina delle prestazioni analizzerò meglio i risultati delle prove di stabilizzazione.

La messa a fuoco è, come in tutte le reflex, a rilevamento di fase con 51 punti di cui 15 a croce e 11 che supportano l’apertura di f/8,0. I punti AF coprono solo la parte centrale dell’inquadratura non estendendosi sufficientemente verso i lati per mettere a fuoco soggetti posizionati lateralente o per seguire un soggetto in movimento, anche se la copertura è maggiore di quella della D610 e uguale a quella della D810. La sensibilità dell’autofocus arriva a -2,5 EV ed è presente un illuminatore ausiliario a led. In live view o durante le riprese video la messa a fuoco è effettuata su tutto il sensore a rilevamento di contrasto. La velocità con l’obiettivo AF-S 24-120 o con l’AF-S 70-300 dotati di motore ad ultrasuoni è elevata e la messa a fuoco precisa come in tutte le reflex Nikon di categoria superiore. La messa a fuoco è quindi efficace anche per soggetti in rapido movimento e l’unico limite è quello della copertura dell’inquadratura da parte dei punti AF per il focus tracking o per soggetti posti lateralmente.
La messa a fuoco in live view e col video è  più lenta, ma usabile per soggetti statici o in lento movimento.

L’esposizione può essere totalmente automatica in Auto. In questo caso la fotocamera esegue tutto automaticamente compresa la selezione della scena e dello stile. In modalità scene invece si può scegliere la scena più appropriata alla foto da riprendere. In alternativa, e in modo più consono alla categoria della fotocamera, si possono usare il programma P con la possibilità di cambiare la coppia tempo/diaframma (program shift) con la ghiera di posteriore, le priorità ai tempi o diaframmi o l’esposizione manuale. In questo caso su un’apposita scala viene indicata la differenza fra l’esposizione impostata e quella misurata fino a +/- 3 EV. In tutte le modalità è molto facile regolare la macchina con le due ghiere. La sensibilità ugualmente si può regolare, se non si usa in Auto, premendo il pulsante dedicato e con la ghiera, visualizzando la regolazione nel mirino oppure con il pannello di controllo rapido. In modalità Iso Auto la macchina regola il tempo minimo di scatto in funzione della lunghezza focale impostata sull’obiettivo e, coadiuvata dallo stabilizzatore, se presente sull’obiettivo, consente di evitare foto mosse (per soggetti statici!). La lettura esposimetrica può essere valutativa, parziale o spot.
L’esposizione si è dimostrata sempre corretta sia con molta luce sia di notte anche in presenza di forti contrasti e solo in casi veramente al limite ho dovuto apportare delle correzioni, a differenza di precedenti reflex Nikon che in casi di forte contrasto tendevano a privilegiare troppo le ombre bruciando le luci. Tendenzialmente opera in modo equilibrato, cercando di salvare le luci; in qualche caso quindi le ombre possono risultare un po’ scure e si deve intervenire con la compensazione dell’esposizione o, meglio, con il D-Lighting attivo. Nelle foto notturne però è preferibile sottoesporre di 2/3 o 1 stop per conservare l’atmosfera in quanto la fotocamera, come quasi tutte, tende a sovraesporle.
Come in tutte le Nikon si possono scegliere vari stili per le foto definiti Picture Control: standard, ritratto, paesaggio, neutro, saturo, monocromatico. Ciascun Picture Control è personalizzabile riguardo a nitidezza, contrasto, saturazione e tonalità. Si possono inoltre creare nuovi Picture Control utente sia direttamente in macchina sia sul computer con l’apposita utility di Nikon e poi trasferirli in macchina. Questo vale per le foto salvate direttamente in jpeg. Se si usa il raw è possibile applicare i Picture Control a posteriori, durante la fase di conversione in jpeg usando Nikon Capture NX-D gratuito, ma da scaricare dal sito Nikon. E’ infine disponibile la funzione HDR che effettua due scatti, con esposizioni diverse e li combina in un’unica immagine jpeg (non è possibile usare questa funzione per le foto salvate in raw).

Una caratteristica importante delle fullframe è il maggiore controllo che consentono sulla profondità di campo. Infatti a parità di f/stop (cioè di numero di diaframma) una fullframe ha una profondità di campo inferiore ad una APS o a una Micro 4/3 rispettivamente di uno stop o di due stop. Usando quindi gli obiettivi alla massima apertura, in particolare con i focale fissa di grande luminosità, si può isolare il soggetto dallo sfondo con una profondità di campo ridottissima, cosa impossibile o quasi con i formati più piccoli. Se invece serve una profondità di campo elevata si può chiudere il diaframma, allungando il tempo di posa per i soggetti statici, oppure aumentando la sensibilità Iso, senza penalizzazioni per la qualità d’immagine.

La D750 ha la possibilità di funzionare sia con gli obiettivi FX che con i DX. In questo secondo caso si commuta automaticamente in modalità DX usando solo la parte centrale del sensore (circa 10 Mpx) per la ripresa. In entrambi i casi le foto possono essere salvate in diverse dimensioni, in FX grande a 24 Mpx, media a 17 Mpxe piccola a 6 Mpx, in DX grande a 10 Mpx, media a 6 Mpx e piccola a 2,5 Mpx e possono essere salvate in Jpeg con qualità Fine, Normal o Basic, in raw (NEF)  e in raw più jpeg con tutte le combinazioni.

La D750 dispone di flash integrato come tutte le Nikon fullframe trane la D4, a differenza delle alternative reflex o mirrorless. Questa è una caratteristica molto comoda che consente in molti casi di fare a meno di portarsi un flash esterno. Infatti il flash ha la potenza sufficiente per essere usato come luce di schiarita o per soggetti abbastanza vicini e può comandare senza fili flash esterni appartenenti al sistema CLS Nikon. Se si vuole usarle il flash intensivamente è invece bene utilizzarne uno esterno della gamma dei Nikon SB.
Il tempo di sincronizzazione flash massimo è di 1/250 di secondo.

La ripresa video consente di riprendere video Full HD a 1920×1080 pixel in modalità MPEG-4/H.264 con formato di registrazione MOV 60/50p, 30/25p  o 24p a 30 (29,97), 25 o 24 (23,976) fg/s. E’ disponibile anche una ripresa con formato HD a 1280×720 pixel 60p a 60 o 50 fg/s. Durante la ripresa la messa a fuoco può essere continua o manuale. La ripresa può essere effettuata con l’esposizione completamente automatica, oppure regolando manualmente la sensibilità, il diaframma, il tempo di otturazione e la messa a fuoco. L’audio è stereo e si può controllare il livello di registrazione visualizzato sullo schermo. . Si può registrare l’audio un microfono esterno e controllarlo con una cuffia. E’ disponibile la funzione “zebra pattern” per evidenziare le aree sovraesposte. E’ possibile marcare con un indice punti importanti della ripresa da ricercare durante l’editing. Infine è possibile registrare il flusso video non compresso su un dispositivo esterno tramite l’uscita HDMI e il cavo HC-E1.

La D750 dispone di 16 modalità scena selezionabili manualmente: ritratto, paesaggio, bambini, sportt, primo piano, ritratto notturno, paesaggio notturno, feste/interni, spiaggia/neve, tramonto, aurora/crepuscolo, ritratto animali domestici, lume di candela, fiori, colori autunnali e alimenti.
Ci sono poi alcuni effetti speciali utilizzabili anche per le riprese video: visione notturna, bozzetto a colori, effetto miniatura, selezione colore, silhoutte, high key e low key.

Infine la D750 è dotata della connessione Wi-Fi che consente, in collegamento ad un pc, tablet o smartphone il trasferimento di immagini. Con l’app WirelessMobileUtility di Nikon è poi possibile controllare la fotocamera da uno smartphone o da un tablet.

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Nell’uso la D750 si è dimostrata un’ottima fotocamera. Il suo peso ed ingombro non sono eccessivi e si porta facilmente tutto il giorno senza problemi. Se dotata di un obiettivo come il 24-120 si potranno affrontare molte situazioni fotografiche in viaggio, vacanze, eventi, mostre, ecc. senza dover cambiare obiettivo, ma naturalmente va corredata degli obiettivi adatti al tipo di riprese che si vogliono fare, scegliendo dall’enorme catalogo Nikon o da quello di altri produttori. Il mirino è eccellente e consente un’ottima visione. Lo schermo orientabile è, come già detto, veramente comodo ed è utile in molte occasioni. L’accensione è immediata. L’interruttore coassiale con il pulsante di scatto è molto comodo comodo se si tiene, come faccio io, la macchina con la mano destra sull’impugnatura durante il trasporto, per essere pronti a fotografare. I comandi sono pratici e completi, con qualche riserva per il posizionamento ed il funzionamento di quello per la selezione della sensibilità Iso, e consentono la maggior parte delle regolazioni con l’occhio al mirino. Molto pratico anche il menu di controllo rapido. L’autofocus molto veloce non mi ha fatto perdere nessuno scatto e l’esposizione ugualmente.
La qualità d’immagine è commentata nella pagina dedicata al sensore.

Le foto pubblicate sono suddivise in foto di test, scattate a tutte le sensibilità, da 100 a 25600 Iso, in luce naturale di giorno e di notte e in interni ed a vari diaframmi per valutare l’obiettivo, e foto di esempio, come turista, a varie sensibilità a secondo delle situazioni, anche se di giorno sono stati usati possibilmente i 100 Iso. Tutte le foto sono state salvate sia nel formato jpeg come salvato dalla macchina, sia nel jpeg convertito dal raw con il programma Nikon Capture NX-D.

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Prestazioni
Galleria
Conclusioni
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