Photokina 2018 – Leica

Lo stand Leica, accanto a quello Nikon era di proporzioni più ridotte, nulla a che fare con il magnifico stand con mostre fotografiche annesse di due edizioni fa.
C’era un grande spazio dedicato al Wetzlar Park la mitica sede di Leica in Germania dove attualmente vengono prodotte tutte le fotocamere ed obiettivi Leica, tranne le compatte e bridge di derivazione Panasonic.
C’era anche in evidenza la Leica Sofort, la fotocamera a sviluppo istantaneo di Leica che usa le pellicole Fujifilm. L’attenzione maggiore era però per le ultime novità, la Leica M10P e la S3, presentata in anteprima alla Photokina.
Nello stand si dava anche grande evidenza all’alleanza L-Mount.

Questa alleanza tra Leica, Panasonic e Sigma prevede l’utilizzo di un innesto unico, il L-Mount della Leica Sl, per la produzione di fotocamere mirrorless fullframe. Leica ha già in produzione la SL fullframe e le CL e TL APS compatibili con questo innesto, Panasonic ha già annunciato due fullframe compatibili ed alcuni obiettivi, Sigma ha annunciato che produrrà obiettivi compatibili con L-Mount e una mirrorless fullframe con quest’innesto.

Leica attualmente è presente in tutti i settori della fotografia. La sua produzione spazia dalle fotocamere Sofort a sviluppo immediato, alle compatte e bridge prodotte in collaborazione con Panasonic, alle compatte di classe anche impermeabili come la Q e la X, alle mirrorless APS come le TL e CL e fullframe come la SL alle reflex medio formato della serie S, ma mantiene sempre in produzione quello che è il suo pezzo forte e la sua tradizione, le fotocamere a telemetro della serie M.
Queste fotocamere, derivate dalla famosa M3 presentata negli anni 50 del secolo scorso, sono state sempre aggiornate, passando dalla pellicola al digitale, ma conservando le loro qualità: compattezza, leggerezza, robustezza, alta qualità d’immagine, mirino telemetro e prezzi al di sopra della mischia. Uno dei punti fondamentali per la qualità d’immagine di queste fotocamere sono i loro obiettivi considerati i migliori per il formato fullframe. Attualmente ne sono disponibili 27 dalla focale di 18 mm fino a 135 mm, limite massimo di focale per il telemetro, tutti a focale fissa tranne il Tri-Elmar 16-18-21 che può essere impostato su una di queste tre focali. Fra essi spicca la serie Summilux con luminosità f/1,4, la Summicron f/2,0 che garantisce la migliore qualità e la Summarit f/2,4 dal migliore rapporto qualità prezzo. Notevoli poi i due Noctilux 50 mm f/0,95, il più luminoso obiettivo disponibile, e 75 mm f/1,25.

Presso lo stand era disponibile per la prova la nuova M10P e solo per osservazione il prototipo della nuova S3.

M10P

La M10P è un’evoluzione della M10 da cui si distingue per alcune caratteristiche importanti.

Si tratta di una mirrorless dotata però di un mirino ottico e messa a fuoco manuale. Questa avviene con l’ausilio di un telemetro a collimazione ed è molto rapida e facile, prendendoci pratica. La base del telemetro consente una messa a fuoco precisa fino alla lunghezza focale massima di 135 mm e da questo deriva il fatto che gli obiettivi M sono disponibili al massimo con questa focale. Il mirino è dimensionato di base per un’inquadratura corrispondente ad un 28 mm, ma montando obiettivi di focale maggiore si attivano al suo interno delle cornici luminose che delimitano il campo inquadrato. Questo metodo di visione non va bene per soggetti a distanza ravvicinata a causa dell’errore di parallasse nell’inquadratura e quindi una volta con le Leica era impossibile fare macro. Per gli obiettivi di focale inferiore a 28 mm si devono usare dei mirini supplementari.
Con il digitale però le cose sono cambiate. Ora le Leica M dispongono di uno schermo e della funzione live view. Ciò consente di vedere esattamente quanto inquadrato dal sensore, come in tutte le altre mirrorless, e quindi di inquadrare senza problemi e con precisione anche soggetti ravvicinati. La M10P introduce inoltre per la prima volta sulla serie M lo schermo sensibile al tocco. Questo consente in modalità live view una messa a fuoco più facile indicando con il dito il punto su cui si vuole fuocheggiare che verrà di conseguenza ingrandito per facilitare la messa a fuoco. Inoltre sullo schermo è visualizzabile una livella per orientare correttamente le immagini ed evitare di intervenire in post produzione. In revisione lo schermo serve a sfogliare le foto.
Un altro miglioramento della M10P rispetto alla M10 è l’otturatore più silenzioso, migliore di tutte le Leica ma fino ad oggi prodotte. Questa era fino ad oggi una cosa importante per scattare nel modo più silenzioso possibile: in alcuni teatri una volta era ammesso fotografare solo con le M per non disturbare gli attori col rumore dello specchio delle reflex. Oggi la cosa ha meno importanza in quanto sono disponibili molte mirrorless con otturatore elettronico totalmente silenzioso.
Altra differenza con la M10 è l’assenza del bollino rosso con la scritta Leica sul frontale che caratterizza tutte le Leica. Questo serve per essere più anonimi, infatti alcuni professionisti coprivano il bollino con un nastro adesivo.

La M10P ha un sensore di tipo fullframe CMOS da 24 Mpx e un elaboratore d’immagine Leica Maestro II. L’innesto obiettivi è il Leica M e su di esso possono essere montati tutti gli obiettivi Leica prodotti per la serie M fin dal 1953. Del mirino e della messa a fuoco ho già detto. La fotocamera non riprende video, ma è dotata di wi-fi. Le sue dimensioni sono molto compatte ed il corpo dalla classica forma a saponetta non presenta nessuna sporgenza quindi sarebbe possibile infilarlo in una tasca capiente.

I comandi sono pochi e tutti concentrati sulla calotta e sul lato posteriore. Sulla calotta ci sono la classica ghiera dei tempi da 8 secondi a 1/4000 con la posizione A (Auto) per attivare la priorità dei diaframmi. Sulla sinistra c’è la ghiera delle sensibilità ISO anche questa con la posizione A per la sua scelta automatica. Tutti gli obiettivi poi dispongono della ghiera dei diaframmi così è possibile effettuare tutte le regolazioni e definire tutte le modalità di funzionamento. Sugli obiettivi c’è ovviamente la ghiera per la messa a fuoco con la scala delle distanze e le indicazioni della profondità di campo.
Sul retro ci sono pochi comandi: il tasto per il live view, quello per la revisione delle foto e quello per il richiamo dei menu sulla sinistra dello schermo, più a destra un pad a quattro vie per la navigazione nei menu e una ghiera di comando. Null’altro.
In realtà è molto semplice prendere confidenza con la macchina ed impostarla come si vuole.
Il mirino è chiaro e la visione ottica buona, almeno in buone condizioni di luce. Ci si deve abituare alle conici che delimitano l’inquadratura in funzione dell’obiettivo usato. Usare il telemetro non è immediato per chi è abituato ad un mirino reflex, anche a fuoco manuale, o ad uno elettronico. Si deve osservare l’immagine sdoppiata e farla collimare sul punto in cui si vuole mettere a fuoco. Con un po’ di pratica ci si riesce rapidamente. Questo è importante con gli obiettivi luminosi usati a grandi aperture data la loro ridottissima profondità di campo.
Lo schermo è nello standard, senza una risoluzione particolarmente elevata, ma adeguato a quello che serve.

La Leica M10P che ho provato era equipaggiata con un fantastico obiettivo Noctilux 50 mm f/0,95, il più luminoso disponibile in assoluto. Quest’obiettivo è progettato per dare il meglio in condizioni di luce scarsa a tutta apertura (non avrebbe senso usarlo se si scatta sempre a f/8,0) ed alla massima apertura la sua profondità di campo è ridottissima e quindi la messa a fuoco è critica. Dopo un paio di foto sbagliate (ci vuole pratica) sono riuscito ad effettuare una messa a fuoco corretta usando il telemetro.
La M10P però consente di montare, sulla slitta porta accessori, anche un mirino elettronico, Visoflex, che fra l’altro può risolvere i problemi di inquadratura con gli obiettivi di focale inferiore a 28 mm. Con questo è possibile effettuare la messa a fuoco in live view sfruttando la funzione di ingrandimento del soggetto. In questo caso si può anche indicare sul monitor il punto da ingrandire. Con il mirino elettronico la messa a fuoco è molto facile, specialmente usando un obiettivo con una ristretta profondità di campo come il f/0,95 a tutta apertura. Ho provato quindi anche il Visoflex riuscendo a mettere facilmente a fuoco.
Lo scatto si è dimostrato veramente silenzioso e la fotocamera è stabile come d’altra parte lo sono tutte le mirrorless e le foto, scattate in manuale a 1/125 e f/1 o 1,2 non presentano segni di mosso nonostante l’assenza di qualsiasi stabilizzazione.
Ho salvato le foto in jpeg e raw (DNG) e pubblico queste ultime convertite con Lightroom.

Le foto presentano una nitidezza elevata e dettagli finissimi dei volti. La ridotta profondità di campo non riesce però a rendere a fuoco entrambi gli occhi del soggetto se questo non ha il volto perfettamente rivolto verso la fotocamera.

In conclusione la Leica M10P è una fotocamera di elevatissima qualità e riesce ad unire due mondi: quello super tradizionale delle fotocamere a telemetro e quello moderno delle mirrorless elettroniche. Un suo punto di forza sono gli obiettivi di altissima qualità.
Punto critico è il prezzo: la M10P costa solo corpo 7.690 e, il Noctilux 50 mm f/0,95 10.665 €, ma anche un più modesto Summarit 50 mm f/2,4 costa 1.645 €.

S3

Le fotocamere della serie S sono delle reflex medio formato progettate per il digitale. La loro forma è quella tipica delle reflex e le dimensioni, per quanto abbondanti, non sono superiori ad alcune fullframe.

Il sensore medio formato ha le dimensioni di 45×30 mm.
La S3 è l’ultima versione della serie ed era presente in fiera in forma di prototipo quindi poteva essere provata, ma non si poteva usare la propria scheda per portar via le foto.
La fotocamera è dotata di un nuovo sensore da ben 64 Mpx con una sensibilità che arriva a 50000 ISO. Riprende video 4K, cosa notevole ed unica per una medio formato. Non sono al momento disponibili ulteriori informazioni in quanto la S3 sarà disponibile solo nella primavera del 2019.
Ho potuto osservarla e provarla un po.

La S3 si caratterizza, come tutte le S, per i comandi che non riportano nessuna scritta, tranne quello della ghiera dei tempi e l’interruttore di accensione. A fianco dello schermo posteriore ci sono quattro tasti, due per parte che in associazione coi simboli che compaiono su di esso e in unione anche alla ghiera di regolazione posteriore consentono di impostare tutte le funzioni e parametri.
Il mirino reflex è ampio, chiaro e luminoso. Lo scatto non è troppo rumoroso, nonostante il grande specchio, ma dopo avere usato una M10P si sente.
Per la S3 e tutte le S Leica dispone di un ampio corredo di obiettivi. sono disponibili 9 obiettivi a focale fissa dal grandangolo 24 mm (eq. 19 mm) al tele 180 mm (eq.144 mm) fra cui un 100 mm f/2,0 (eq. 80 mm) adatto per ritratto, e uno zoom 30-90 mm (eq.24-72 mm). Inoltre sono disponibili adattatori per gli obiettivi Contax 645, Hasselblad V, Hasselblad H, mamiya 645 e pentax 67.

La S3 è una fotocamera notevole per la qualità sia di costruzione sia d’immagine e date le sue dimensioni e la sua conformazione è adatta anche per usi in esterni oltre che in studio. L’unico suo inconveniente è il prezzo, non ancora definito, ma immaginabilmente altissimo. Infatti la precedente S, da 37,5 Mpx, costa 19.070 € solo corpo e l’obiettivo summarit-S 70 mm f/2,5 ASPH costa 4.105 €.

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