Fujifilm GFX 100

Il 26 giugno è stata presentata da Fujifilm ad un pubblico di giornalisti e fotografi la nuova mirrorless medio formato GFX 100 annunciata lo scorso maggio.
Nella presentazione è stata messa in evidenza l’unicità della GFX 100 che unisce a caratteristiche di elevatissima qualità d’immagine la possibilità di poter essere portata fuori dagli studi fotografici per qualsiasi tipo di applicazioni.
Fujifilm che produce anche la linea di fotocamere mirrorless APS X-T, di elevata qualità, ha aggiunto a questa la linea delle medio formato GFX per chi necessita della massima qualità d’immagine possibile. Dopo la GFX-50S e la GFX-50R da 50 Mpx arriva questa GFX 100 che alza ancora di più l’asticella della qualità.

La presentazione è stata aperta da Adrian Clarke, di Fujifilm Europa, senior Vice President Elecronic Image

e da Guglielmo Allogisi di Fujifilm Italia, General Manager Electronic Imaging

che hanno sottolineato la novità e l’importanza della GFX 100.
La GFX 100, come è stato illustrato da Riccardo Scotti di Fujifilm Italia,

si avvale delle più avanzate tecnologie attualmente disponibili.
Innanzitutto un sensore con una diagonale di 55 mm, contro i 43 del cosiddetto “fullframe” che la fa definire, come dice Fujifilm, un fotocamera “large format”.

Il nuovo sensore, con 102 Mpx è retroilluminato (BSI-CMOS) e questo ne aumenta il rapporto segnale-rumore e la gamma dinamica grazie anche all’elaboratore d’immagine X-Processor 4. Inoltre è dotato di 3,76 Mpx adatti per l’autofocus a rilevamento di fase su circa il 100 % della superficie.

L’autofocus può funzionare in modalità singola o continua e su un singolo punto, una zona o su tutta l’area inquadrata per l’inseguimento del soggetto. Inoltre dispone della rilevazione dei visi e degli occhi.
La GFX 100 è poi dotata, per la prima volta in una fotocamera più grande del fullframe, di uno stabilizzatore sul sensore (IBIS) a “5 assi” che consente un guadagno fino a 5,5 stop stabilizzando i movimenti di beccheggio, imbardata, rollio, spostamento orizzontale e verticale.

Inoltre l’intera unità dell’otturatore è sospesa per ridurre al minimo le vibrazioni allo scatto.

In questo modo si ampliano notevolmente le situazioni in cui è possibile scattare a mano libera e si evita il micromosso anche con questa elevata risoluzione.
La fotocamera è in grado anche di registrare video 4K 30p a 10 bit 4:2:2 esternamente e 4:2:0 internamente.

Con il formato cinematografico 17:9 la GFX 100 registra video con un area del sensore di 43,8×23,19 mm (diagonale 49,56 mm) modificando quindi solo minimamente l’angolo di campo degli obiettivi e consentendo riprese con ridotta profondità di campo, ampia gamma tonale ed elevata sensibilità. Usa poi un sovra campionamento equivalente a 50,5 Mpx e supporta il codec H.265/HEVC, le curve F-Log, per un’elevata gamma dinamica, e HLG per la registrazione di filmati HDR, oltre a supportare la modalità di simulazione pellicola Eterna specifica per il video.
Il corpo è costruito in lega di magnesio con impugnatura verticale integrata e protezione da polvere ed acqua. Le sue dimensioni e peso sono simili a quelle di una reflex professionale, come si vede dalle foto.

Il corpo è costruito con due gusci esterni e una “core imaging unit” interna che comprende la flangia di innesto obiettivi, il meccanismo di stabilizzazione e il sensore il più possibile isolata dal corpo principale.

Questo garantisce il massimo della robustezza riducendo al minimo qualsiasi perdita di qualità dell’immagine causata da disturbi esterni al corpo.
Nel corpo possono essere alloggiate due batterie che consentono un’autonomia complessiva di circa 800 scatti. La memorizzazione delle foto prevede due alloggiamenti per schede SD UHS II.
Altra caratteristica notevole è il mirino: è un pannello OLED con 5,76 Mpx, la risoluzione più alta tra le mirrorless, copertura del 100 % e ingrandimento 0,86x. Il mirino poi può essere staccato dal corpo e con un apposito adattatore reso orientabile.
Lo schermo posteriore da 3,2″ invece ha 3,26 Mpx.
La GFX 100 dispone come tutte le Fujifilm delle simulazioni pellicola derivate dall’esperienza Fujifilm nella produzione di pellicole fotografiche.

La GFX 100 costa 11.185 € solo corpo

Questa fotocamera è, per le sue caratteristiche e prezzo, un prodotto professionale di nicchia, dedicato a chi ha la necessità della massima qualità d’immagine per foto con la più alta nitidezza e stampe di grandi dimensioni. E’ però molto innovativa rispetto a quanto fino ad ora disponibile allo stesso livello di risoluzione, esclusivamente modelli reflex, in quanto è progettata per essere usata non solo in studio, ma anche per essere portata fuori per i più diversi tipi di fotografia come paesaggi, eventi, cerimonie, ritratti, cronaca e anche sport. Inoltre il suo prezzo di circa un terzo o un quarto rispetto a quelli delle fotocamere con cui si confronta, insieme con la sua versatilità, la rende interessante per un investimento di acquisto.. A questi livelli infatti fino ad oggi molti professionisti si limitavano a noleggiare una fotocamera di questa risoluzione solo nelle occasioni in cui avevano bisogno della loro qualità d’immagine. Con la GFX 100 è invece possibile sfruttare la fotocamera in molte più occasioni e situazioni e quindi ammortizzarne più facilmente il costo che è in ogni caso molto più ridotto.

Dopo la presentazione ho avuto occasione di esaminare la fotocamera e di fare qualche scatto.

La GFX 100 colpisce per la sua compattezza se si hanno presenti le dimensioni delle fotocamere reflex medio formato attualmente disponibili. E’ leggermente più piccola delle reflex fullframe professionali, come le Canon 1Dx II e Nikon 5D, ed anche più leggera.
La macchina si impugna bene con i principali comandi a portata di dita e la forma con l’impugnatura verticale incorporata ed il doppio pulsante di scatto agevolano molto in questo tipo di foto.

I comandi, per chi è abituato alle Fujifilm, sono abbastanza familiari, così come i menu, anche se vi sono delle differenze. Non sono presenti ad esempio le classiche ghiere, per Fujifilm, con cui si impostano i tempi e la sensibilità che vanno regolate in modo più simile alla maggior parte delle fotocamere digitali. Queste ghiere però possono essere simulate virtualmente sullo schermo LCD sulla calotta consentendo così a chi predilige il sistema delle ghiere di impostare in questo modo la macchina ed avere una rapida visione delle impostazioni scelte.
Il mirino è notevole per grandezza e definizione, al massimo livello fra le fotocamere mirrorless e consente un’agevole inquadratura consentendo la valutazione preventiva dell’esposizione e del bilanciamento del bianco.
Il pulsante di scatto è morbido e lo scatto dell’otturatore anche usando quello meccanico è abbastanza silenzioso, nulla a che fare con lo “spatasciac” di una reflex medio formato. Se poi si vuole la massima silenziosità per ambienti che la richiedono si può usare l’otturatore elettronico.
La messa a fuoco mi è sembrata rapida e precisa per quanto ho potuto vedere con gli scatti effettuati, anche se sarà necessaria una valutazione più accurata. Anche la stabilizzazione mi è sembrata efficace consentendomi di scattare con il 110 mm f/2,0 (90 mm equivalente) anche a 1/60 senza notare micromosso.
Le foto producono file di dimensioni importanti, 30-40 Mb per le jpeg e 200 Mb per le raw, quindi è quasi indispensabile usare una scheda SD veloce di tipo UHS II 3.

Riporto alcune delle foto scattate in interni con la poca luce disponibile che ha portato ad usare una sensibilità fino a 4000 ISO e in esterni, più una serie di foto di ritratto scattate nel set di posa predisposto per l’occasione.

Quello che colpisce in tutte è l’elevatissima nitidezza ed in quelle scattate a tutta apertura con il 110 f/2,0 la ridotta profondità di campo. Anche la gamma dinamica e la latitudine di posa sono notevoli consentendo un’agevole correzione dell’esposizione, quando necessaria, nella conversione da raw a jpeg effettuata con l’ottimo CaptureOne for Fujifilm.

In conclusione una fotocamera fuori dal comune e dagli schemi sotto tutti gli aspetti che consente una qualità d’immagine impensabile fino ad oggi anche al di fuori degli studi di posa e che dimostra le capacità tecnologiche di Fujifilm.
Certamente è destinata a pochi, ma è giusto parlarne e descriverla. In fondo si fa lo stesso per le supercar anche se poi molto pochi le compreranno.

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