Canon EOS R10: impressioni

In occasione della presentazione delle nuove Canon EOS R7 e R10 è stato possibile anche vederle e fare qualche scatto in varie situazioni appositamente predisposte.
Per prima ho deciso di provare la R10, anche se purtroppo per poco tempo dato il gran numero di giornalisti presenti e le poche macchine a disposizione.
La EOS R10 è una fotocamera abbastanza piccola, che si pone alla base dell’offerta Canon Mirrorless, escludendo le EOS M rimaste. La sua estetica richiama, con le dovute proporzioni, quella della R6 e R5. Ugualmente la disposizione dei comandi che per molti aspetti è simile alla R6, anche se non uguale.
quella che ho provato era dotata dello zoom 18-150/3,5-6,3 IS STMM che appare piuttosto piccolo considerata l’escursione focale ed altrettanto leggero adattandosi benissimo alle dimensioni del corpo .Con il 18-45/4,5-6,3 IS STM l’insieme sarebbe ancora più leggero, ma anche con lo zoom provato il peso e l’ingombro sono abbastanza ridotti e non creano assolutamente imbarazzo.

Le principali caratteristiche della R10 sono riassunte in questa slide di Canon.

La EOS R10 costa 1.029 € solo corpo, 1.149 e con lo zoom 18-45/4,0-6,3 IS e 1.439 € con il 18-150/3,5-6,3 IS.

La costruzione prevede un corpo esterno in materiale composito, per ridurne il peso (ed il costo), ma appare buona e l’insieme ben assemblato. Cercando di famigliarizzarmi con i comandi la prima cosa che ho notato è lo spostamento dell’interruttore di accensione dal lato sinistro (guardando la macchina dall’alto) dove è posizionato in tutte le Canon, tranne la M50) a quello destro, con una piccola levetta coassiale alla ghiera di comando posteriore. Questo è un progresso rispetto alla precedente collocazione per chi, come me, andando in giro per fotografare, porta la fotocamera impugnandola con la mano destra. Con questa collocazione l’accensione si può effettuare con la stessa mano con cui si impugna la macchina, senza l’intervento dell’altra mano che può direttamente portarsi sotto l’obiettivo per sostenerlo. Certo una collocazione coassiale al pulsante di scatto è preferibile e sarebbe ottimale, ma prima o poi anche Canon ci arriverà.
Gli altri comandi sono abbastanza semplificati, ma adeguati al tipo di fotocamera.

Alla destra del mirino si trova la manopola delle modalità con le classiche posizioni Auto, P, Tv (priorità dei tempi), Av (priorità dei diaframmi) e M più la posa B (bulb), due posizioni C1 e C2 per memorizzare impostazioni personalizzate, Cine, Effetti e Scene. Più a destra c’è la ghiera di comando superiore con coassiale la suddetta levetta per l’accensione. Davanti a questa il pulsante rosso per la ripresa video e un altro Lock che presumibilmente serve per bloccare alcune impostazioni (il manuale non è ancora disponibile). Sull’impugnatura ci sono la ghiera di comando anteriore con un posizionamento classico per Canon, un piccolo pulsante che serve ad attivare un mini menu per l’impostazione di sensibilità, bilanciamento del bianco, modalità di scatto e area di messa a fuoco ed il pulsante di scatto.

Nella parte posteriore c’è, a sinistra del mirino, il pulsante per il richiamo dei menu, alla sua destra il joystick e poi il pulsante AF-ON per attivare l’autofocus indipendentemente dal pulsante di scatto, scelta di caratteristiche professionali. All’estrema destra ci sono i due pulsanti, classici per Canon, per la scelta delle modalità di messa a fuoco e della relativa area. In basso si trovano un pulsante Info per scegliere le informazioni visibili nel mirino o nello schermo. Sotto il pad a quattro vie che, dall’alto e in direzione orario, comanda la scelta della sensibilità, le modalità di funzionamento del flash integrato o di un flash esterno, la cancellazione delle foto in revisione e le modalità di scatto, bracketing e autoscatto. Al centro si trova un pulsante per la conferma delle scelte e per il richiamo del menu rapido. In basso infine il pulsante per la revisione degli scatti.

Sul frontale c’è sulla destra dell’obiettivo il pulsante di sblocco. A sinistra in alto il led per la segnalazione del funzionamento dell’autoscatto che dovrebbe funzionare anche come illuminatore ausiliario per la messa a fuoco. In basso, purtroppo coperto dall’obiettivo, c’è un interruttore a levetta per commutare la messa a fuoco da automatica a manuale, una novità per Canon.

Il mirino ha una risoluzione di 2,36 Mpx, ormai da considerarsi base, e un ingrandimento di 0,63x in linea con altri modelli di questa categoria. Non è molto grande, ma tutto sommato consente una buona visione. Lo schermo è completamente articolato e può essere aperto ed orientato in tutte le direzioni compreso in avanti.

Verificate le principali regolazioni e soprattutto che fosse impostato il salvataggio raw oltre il jpeg ho inserito una scheda e cominciato a scattare.
Una premessa è doverosa prima di valutare gli scatti: le fotocamere provate erano tutte di preserie e quindi il firmware usato potrebbe non essere quello definitivo che sarà disponibile al momento delle prime consegne.

Inizialmente ho fatto alcuni scatti all’interno, in condizioni di poca luce, poi sono passato all’esterno, ci trovavamo nella zona di Milano dove si trova il bosco verticale e i nuovi grattacieli. Li c’era anche un gruppo di danzatori con i quali ho provato anche l’efficacia dell’autofocus e dello scatto in raffica, anche se non si trattava veramente di soggetti in movimento veloce.

La messa a fuoco è sempre stata rapida e precisa così come il rilevamento dei volti e degli occhi, anche in soggetti che portavano gli occhiali. Le foto con una sensibilità un po’ più elevata, fino a 1600 ISO, non presentano assolutamente rumore. In esterni la resa è buona e la risoluzione elevata, come si può vedere dalle foto del bosco e degli altri grattacieli. In controluce l’esposimetro tende a sottoesporre per salvaguardare le luci senza bruciarle e le ombre sono quindi piuttosto scure, vedi foto 11. Scattando in raw sarebbe possibile recuperarle senza problemi, ma purtroppo attualmente ACR, DNG Converter, CaptureOne ed anche Canon DPP non supportano ancora il formato raw della R10. Sono però riuscito comunque a convertire i raw della R10 con un software disponibile oltretutto gratuitamente e che sembra essere in grado di interpretare e convertire qualsiasi raw, cioè XNViewMP. Non consente molti interventi di post produzione, ma dispone di alcune funzioni interessanti come quella di modifica delle curve. In questo modo sono riuscito a correggere la foto con buoni risultati, vedi foto 12, anche se non ottimali.

Scattando in raffica, con l’otturatore meccanico e con una scheda SD UHS II da 300 mbit/s la R10 è riuscita a raggiungere 14 fg/s. Le foto sono tutte ben a fuoco, ma con una focale di 18 mm e f75,6 non poteva essere diversamente. scattando con una focale maggiore la R10 non ha avuto difficoltà a mantenere a fuoco il viso più vicino. Un ottimo risultato.

Complessivamente la EOS R10 mi ha fatto una buona impressione. Le sue caratteristiche migliori sono l’autofocus e la velocità di raffica, mentre necessitano di un leggero periodo di apprendimento i comandi e sarebbe stato preferibile disporre della stabilizzazione integrata sul sensore.
L’obiettivo provato RF 18-150/3,5-6,3 è molto piccolo e leggero considerando la sua ampia escursione focale ed ha dimostrato una buona resa anche in situazioni difficili come il controluce dove non si rilevano riflessi e flare.
Per entrambi una valutazione definitiva potrò darla dopo una prova approfondita.

Ugualmente mi ha favorevolmente impressionato lo zoom 18-150 provato. Le sue dimensioni sono molto contenute, a discapito un po’ della luminosità, ma la sua ampia escursione focale consente di spaziare senza problemi dal paesaggio alla foto di strada, al ritratto ed anche a qualche foto sportiva.
attualmente per le nuove mirrorless APS EOS R sono disponibili solo due obiettivi, ma nel corredo Canon RF ci sono diversi obiettivi piccoli e leggeri, oltre che di costo non elevato che possono essere adatti per questa piccola mirrorless.
In particolare sono interessanti i focale fissa RF 16/2,8, 25 mm equivalente, 359 €, RF 35/1,8, 56 mm equivalente, 535 e, RF 50/1,8, 80 mm equivalente, 229 €, lo zoom RF 100-400/5,6-8,0 IS, 160-640 mm equivalente, 749 € che può essere usato anche con i moltiplicatori 1,4x e 2x e i supertele RF 600/11, 960 mm equivalente, 869 € e RF 800/11, 1280 mm equivalente, 1.095 €, anche questi usabili con i moltiplicatori.

Fra le alternative si possono considerare:

Fujifilm X-T30 II

Dispone di un sensore APS X-Trans CMOS 4 retroilluminato da 26 Mpx e un elaboratore d’immagine X-processor 4. L’innesto obiettivi è il Fujifilm X con la disponibilità di 41 obiettivi originali più altri di Viltrox e Zeiss. L’autofocus è a rilevamento di fase con 425 punti AF, il mirino ha una risoluzione di 2,36 Mpx e un ingrandimento 062x. L’otturatore meccanico ha tempi fra 900 secondi e 1/4000 mentre quello elettronico arriva fino a 1/32000. La raffica arriva a 20 fg/s e con un ritaglio 1,25x (16 Mpx) a 30 fg/s con otturatore elettronico. Riprende video C4K 4096×2160 pixel e 4K 3840×2160 pixel 30p. Ha il flash incorporato e un solo alloggiamento per schede SD UHS I. Le dimensioni sono 118x83x47 mm con un peso di 383 grammi.
Costa 899 € solo corpo, 1.069 e con lo zoom 15-45//3,5-5,6 e 1.149 con il 18-55/2,8-4,0.

Nikon Z50

Dispone di un sensore APS CMOS da 21 Mpx e un elaboratore d’immagine Expeed 6. L’innesto obiettivi è il Nikon Z con la disponibilità di solo 3 obiettivi originali APS più altri 22 per fullframe e alcuni Viltrox. L’autofocus è a rilevamento di fase con 209 punti AF, il mirino ha una risoluzione di 2,36 Mpx e un ingrandimento 0,68x. L’otturatore meccanico ha tempi fra 30 secondi e 1/4000. La raffica arriva a 11 fg/s. Riprende video 4K 3840×2160 pixel 30p. Ha il flash incorporato e un solo alloggiamento per schede SD UHS I. Le dimensioni sono 127x94x60 mm con un peso di 450 grammi.
Costa 999 € solo corpo, 1.169 e con lo zoom 16-50//3,5-6,3 VR e 1.449 con il 16-50//3,5-6,3 VR e il 55-250/4,0-6,3 VR.

Sony A6400

Dispone di un sensore APS CMOS da 24 Mpx e un elaboratore d’immagine Bionz X. L’innesto obiettivi è il Sony E con la disponibilità di 22 obiettivi originali APS più altri 20 di altri fornitori come Sigma, Tamrono, Viltrox; inoltre sono disponibili 41 obiettivi FE per fulframe più un’altra cinquantina di altri fornitori. L’autofocus è a rilevamento di fase con 425 punti AF, il mirino ha una risoluzione di 2,36 Mpx e un ingrandimento 0,71x. L’otturatore meccanico ha tempi fra 30 secondi e 1/4000. La raffica arriva a 11 fg/s. Riprende video 4K 3840×2160 pixel 30p. Ha il flash incorporato e un solo alloggiamento per schede SD UHS I. Le dimensioni sono 120x67x60 mm con un peso di 403 grammi.
Costa 949 € solo corpo, 1.039 e con lo zoom 16-50//3,5-5,6 OSS e 1.230 con il 18-135//3,5-5,6 OSS.

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