La A9 III, ammiraglia di Sony per le riprese sportive e naturalistiche, è la prima fotocamera con “global shutter”.
Infatti è dotata di un sensore di immagine CMOS stacked fullframe con global shutter (otturatore globale) che rappresenta un primato a livello mondiale, con circa 24,6 megapixel effettivi e memoria integrata, associato al processore di immagine BIONZ XR. Il sistema consente di ottenere prestazioni di scatto continuo senza latenza con tracking AF/AE fino a circa 120 frame per secondo. La nuova A9 III è dotata di AF a rilevamento di fase e di contrasto con 759 punti AF. Un’unità di elaborazione specifica basata su IA utilizza l’AF con riconoscimento in tempo reale per rilevare un’ampia varietà di soggetti con elevata precisione. Associando le prestazioni ad alta velocità fino a 120 fg/s e l’alta precisione del riconoscimento dei soggetti, è possibile fotografare facilmente momenti decisivi impossibili da rilevare ad occhio nudo. L’unità di elaborazione basata su IA della A9 III consente un accurato riconoscimento di forme e movimenti del soggetto sia nelle fotografie che nei video, migliorando le prestazioni di riconoscimento dell’occhio umano grazie ad AF con riconoscimento in tempo reale e Real-time Tracking, per rilevare, tracciare e mettere a fuoco automaticamente gli occhi di uno specifico soggetto. La A9 III integra inoltre un sistema di stabilizzazione delle immagini a 5 assi confino a 8,0 stop di guadagno.
La velocità di otturazione raggiunge 1/80000 di secondo (1/16000 di secondo in fase di scatto continuo), consentendo elevata velocità di scatto senza distorsioni. In associazione a flash Sony compatibili, come HVL-F60RM2 e HVL-F46RM, è possibile sincronizzare il flash ed eseguire scatti con velocità fino a 1/80000 di secondo.
Inoltre, negli scatti e nei video girati con illuminazione LED, la funzione Hi Frequency Flicker è in grado di ridurre significativamente i problemi di sfarfallio ad alta frequenza, consentendo un aggiustamento ottimale della velocità dell’otturatore in base alla frequenza dello sfarfallio mentre si visualizza il soggetto sullo schermo.
La A9 III consente di registrare video in 4K con frame rate elevati fino a 120p senza ritaglio, mantenendo l’angolo di campo nativo. È inoltre possibile riprendere video ad alta risoluzione in 4K a 60p con sovracampionamento a 6K. Integra la funzione S-Cinetone™, mutuata dalla macchina da presa digitale VENICE per la produzione video in ambito cinematografico, che migliora la resa dell’incarnato e mette in risalto i soggetti, creando effetti di luminosità naturali.
La A9 III è un progresso notevole rispetto alla precedente A9 II ed anche rispetto alla stessa A1 II per quanto riguarda la raffica. L’unica osservazione che si può fare, non critica, è che come i precedenti modelli dalla serie ha solo 24 Mpx, adeguati per l’uso a cui è prevalentemente destinata, foto sportiva e naturalistica, ma inferiore ad alcune concorrenti ed alla stessa A1 II.
Le principali caratteristiche dell’A9 III sono:
– sensore BSI-CMOS stacked Exmor RS retroilluminato di formato fullframe (36×24 mm) con 25 Mpx
– processore d’immagine Bionz XR
– corpo totalmente in lega di magnesio protetto da polvere ed acqua
– innesto obiettivi Sony E (gli obiettivi fullframe sono però contraddistinti dalla sigla FE)
– mirino elettronico OLED con 9,44 Mpx, copertura del 100 % e ingrandimento reale 0,9x
– schermo da 3″ e 2.095.000 pixel orientabile in tutte le direzioni
– stabilizzazione sul sensore a “5 assi” per foto e video con 8 stop di guadagno
– autofocus ibrido con 759 punti AF a rilevamento di fase e contrasto selezionabili automaticamente o manualmente e sensibilità fino a -5 EV
– modalità di esposizione completamente automatica, Program, a priorità e manuale
– sensibilità automatica o manuale da 250 a 25600 ISO espandibile a 125 e 51200
– otturatore elettronico globale con tempi da 30 secondi ad 1/80000
– slitta per flash esterno
– ripresa video 4K QFHD a 3840×2160 pixel 120/100/60/50/30/25/24p in formato XAVC S MPEG-4 AVC/H.264 o XAVC HS MPEG-H HEVC/H.265 e audio stereo
– uscita video raw su HDMI
– ingresso per microfono esterno e cuffia
– velocità di raffica fino a 120 fg/s a pieno formato con live view in tutti i formati
– connessione Wi-Fi, Bluetooth, NFC ed Ethernet
– sistema di pulizia del sensore a vibrazione ultra sonica
– due alloggiamenti per schede CFExpress tipo A o SD/SDHC/SDXC UHS II
– batteria agli ioni di litio NP-FZ100 per 530/400 scatti o 150/145 minuti video
– impugnatura verticale supplementare VG-C5 portabatteria per raddoppiare l’autonomia
– dimensioni 136x83x73 mm
– peso 702 grammi
La Sony A9 III costa 6.949 € solo corpo.
Prima di tutto confronto la A9 III con il precedente modello e con alcune alternative.
A9 III-A9 II
LA A9 III è appena più grande, di pochi mm, rispetto al modello precedente A9 II ed ha una forma leggermente più arrotondata per una migliore impugnabilità. Il peso è quasi identico, 702 g contro 678; con il 70-200/2,8 si arriva a 1747 contro 1723.
A9 III-A1 II
LA A9 III e la A1 II hanno un corpo praticamente uguale così come lo schema dei comandi. Anche in questo caso il peso è quasi identico, 702 g contro 743; con il 70-200/2,8 si arriva a 1747 contro 1788.
La A9 III come detto è una fotocamera compatta per essere una fullframe. Confrontandola con le sue concorrenti d’elezione, le Canon R1 e Nikon Z9 si vede facilmente questa differenza. Ciò è dovuto al fatto che le Canon e Nikon incorporano l’impugnatura per gli scatti verticali e per le batterie supplementari, mentre per la Sony questa è disponibile separatamente ed agganciabile al corpo.
In questo modo la Sony ha il vantaggio di essere leggera quando non serve ne la massima autonomia ne usare pesanti tele, ma può, aggiungendo l’impugnatura, adeguarsi al livello delle altre due.
Sony A9 III – Canon R1
La R1 è enorme frontalmente in confronto alla A9 III e anche vista dall’alto si rivela più massiccia con un peso di 1115 g contro 702. Con lo zoom 70-200/2,8 montato su entrambe i pesi sono 1747 g contro 2330.
Sony A9 III Nikon Z9
La Z9 è ugualmente enorme frontalmente in confronto alla A9 III e anche vista dall’alto si rivela più massiccia con un peso di 1340 g quasi il doppio dei 702 della A9 III. Con lo zoom 70-200/2,8 montato su entrambe i pesi sono 1747 g contro 2338.
La confronto infine con la OM System OM-1 II, una mirrorless M43 di categoria di prezzo molto inferiore, ma che ha una velocità di raffica di 50 fg/s con AF continuo anche in raw e 120 fg/s con AF singolo, un autofocus adeguato ed un sensore staked da 20 Mpx.
Sony A9 III-OM System OM-1 II
Le dimensioni dei corpi macchina sono simili ed anche il peso non si discosta molto, 702 g per la A9 III contro 599 per la OM-1 II. La differenza però la fanno gli obiettivi: la OM-1 II con il 50-200/2,8 (equivalente ad un 100-400/2,8) pesa 1849 g contro la A9 III con il 100-400/4,5-5,6 (1,5-2 stop in meno) 2059 g,; la OM-1 II con 40-150/2,8 (equivalente ad un 80-300 mm) pesa non troppo di meno della A9 III con il 70-200/2,8, 1359 g contro 1747 con però una lunghezza focale equivalente maggiore di 100 mm, ma se si monta un obiettivo equivalente al 70-200/2,8 montato sulla Sony, il Leica 35-100/2,8 (equivalente ad un 70-200 mm) pesa quasi la metà, 959 g contro 1747.
Descrizione e Comandi
Il corpo dell’A9 III ha un’estetica piacevole con spigoli un po’ arrotondati rispetto al precedente modello nell’impugnatura. Il mirino sporge al centro sopra il corpo macchina e l’impugnatura abbastanza pronunciata consente di tenerla in mano con sicurezza. Il corpo è costruito totalmente in lega di magnesio, protetto da polvere ed acqua. L’impugnatura e la parte destra posteriore dove sono i comandi è rivestita di materiale morbido zigrinato antiscivolo. Lo schermo pur avendo una doppia possibilità di orientamento, in alto e in basso o in tutte le direzioni, non sporge quasi per niente dalla parte posteriore.
La A9 III è venduta solo corpo. La versione in prova era dotata di un Sony FE 24-50/2,8 G e di un FE 70-200/4,0 G Macro.
Inizio la descrizione dal frontale:
Come si vede nella foto il sensore può essere protetto durante il cambio obiettivo da un’apposita tendina, visto che non c’è un otturatore meccanico, che si può scegliere, opzionalmente, di far scendere ogni volta che si spegne la fotocamera per evitare che la polvere vada sul sensore durante il cambio dell’obiettivo.
Sulla sinistra dell’innesto obiettivi (guardando la fotocamera frontalmente) si vede il pulsante di sblocco dell’obiettivo.
Più in alto c’è un pulsante configurabile C5 e sopra l’illuminatore a led di ausilio per l’autofocus che funziona anche come segnalatore dell’autoscatto con accanto il ricevitore per il telecomando. Sull’impugnatura la ghiera di comando anteriore.

Sulla calotta superiore si vedono al centro la sporgenza del mirino con la slitta porta accessori per un flash esterno.
A sinistra una doppia ghiera, con pulsante di blocco al centro: quella superiore serve ad impostare le modalità di scatto: foto singola, velocità di raffica altissima H+, alta H, media M e bassa L, autoscatto e bracketing. Quella inferiore, visibile meglio nella foto del dorso serve per le modalità di messa a fuoco: autofocus singolo AF-S, continuo AF-C, autofocus con correzione manuale DMF e messa a fuoco manuale MF.
A destra la manopola delle modalità di funzionamento con pulsante di blocco al centro: P program, A priorità dei diaframmi, S priorità dei tempi, M manuale, 1,2 e 3 per il richiamo di impostazioni personalizzate e Auto.
Più a destra due pulsanti personalizzabili, C1 e C2 che per impostazione predefinita servono a impostare C1 i segnali sonori o il funzionamento silenzioso e C2 l’area di messa a fuoco, con dietro la ghiera di compensazione dell’esposizione. a fianco di questa si vede anche la ghiera di comando posteriore. Davanti sull’impugnatura il pulsante di scatto, con coassiale l’interruttore di accensione, nella posizione più pratica per la rapidità di funzionamento.
Nella parte posteriore tutti i comandi sono concentrati in alto e sulla destra.
In alto a sinistra c’è un pulsante C3 personalizzabile che per impostazione predefinita serve per scegliere il formato file: jpeg, raw o raw più jpeg. Alla sua destra c’è il pulsante per il richiamo dei menu.
Al centro si vede il grande oculare del mirino con sotto il sensore per la commutazione automatica fra schermo e mirino e di fianco la rotella per la regolazione diottrica.
Proseguendo verso destra c’è il pulsante rosso per attivare la ripresa video e quello AF-ON per attivare la messa a fuoco indipendentemente dal pulsante di scatto e poi quello per il blocco dell’esposizione AEL. Sopra questi si vede la ghiera di comando posteriore.
Scendendo verso il basso si vede il joystick che serve sia per spostare la zona o il punto AF, sia per navigare nei menu e nei pannelli di comando; premendolo si riportano il punto o l’area di messa a fuoco al centro.
Poi un pulsante Fn personalizzabile che per impostazione predefinita richiama il menu rapido. Segue una ghiera di comando personalizzabile, ma a cui normalmente non è assegnata alcuna funzione; consiglio di lasciarla così perché si può facilmente spostare involontariamente. Questa ghiera funziona anche come pad a quattro vie premendola in alto o in basso, a sinistra o a destra. Dall’alto in senso orario comanda, in collaborazione con il joystick o una delle ghiere, anteriore o posteriore, in alto le informazioni visibili nello schermo e nel mirino, a destra l’impostazione della sensibilità’ ISO, verso il basso e a sinistra nulla (ma sono posizioni personalizzabili); in basso ho infatti assegnato il bilanciamento del bianco e a sinistra la scelta fra otturatore meccanico, elettronico o a scelta automatica; infine quando si attiva una regolazione o si richiamano i menu consente la navigazione e la scelta dell’impostazione.
Sotto infine il pulsante per la revisione delle foto e quello per la loro cancellazione che in modalità scatto è anche un pulsante C4 personalizzabile che come impostazione predefinita serve ad attivare il funzionamento tattile dello schermo, ma a cui ho assegnato la scelta del profilo colore.
Sul lato destro si vede l’alloggiamento per le 2 due schede di memoria CFexpress tipo A o SD UHS II protetto da uno sportellino.
Sul lato sinistro ci sono le prese USB, mini HDMI, per cuffia e microfono ricoperte da due sportellini; sotto un terzo sportellino ci sono la presa Ethernet, HDMI full size e quella pei la sincronizzazione dei flash esterni.
Nella parte inferiore troviamo l’innesto per il treppiedi coassiale con l’obiettivo e uno sportello che protegge l’alloggiamento della batteria ricaricabile agli ioni di litio.
In dotazione, insieme alla macchina sono forniti:
– batteria ricaricabile FZ100
– caricabatterie esterno
– un cavo USB
– la cinghia a tracolla
– il coperchio per l’innesto obiettivi, e quello per la slitta accessori
– il manuale di istruzioni sintetico plurilingue
Come accessori sono disponibili:
– impugnatura verticale portabatteria VG-C5 per 2 batterie
– telecomandi e comandi via cavo
– numerosi flash Sony dedicati
– due adattatori per obiettivi Alpha LA-EA3 che mantiene l’autofocus solo con gli obiettivi SAM/SSM e LA-EA4 dotato di un autofocus interno e molto costoso che la mantiene l’autofocus con tutti gli obiettivi Alpha.
Modalità di funzionamento
Schermate
Menu rapidi
Menu
Uso in pratica
Corpo e obiettivo
Il corpo macchina è di dimensioni abbastanza contenute, simile a quello di alcune mirrorless APS e M43, e più piccolo di alcune altre fullframe. E’ realizzato in lega di magnesio e protetto da acqua e polvere. Con lo zoom 24-50 l’insieme macchina-obiettivo è proporzionato e non troppo pesante circa 1100 grammi, considerata la luminosità dell’obiettivo, e l’insieme si trasporta abbastanza agevolmente anche se è opportuno usare una borsa apposita.
Sia il corpo che l’obiettivo presentano un elevato livello di costruzione e finitura.
Comandi
I comandi sono ottimi, pratici e completi e tutto può essere regolato con l’occhio al mirino. Ci sono pulsanti e ghiere predefiniti o dedicabili per tutte le funzioni più importanti: sensibilità ISO, compensazione dell’esposizione, bilanciamento del bianco, tipo di autofocus e area di messa a fuoco, modalità di scatto, ma anche modalità di misurazione della luce, tipo file (jpeg, raw, raw+jpeg).
In tutte le modalità la ghiera posteriore comanda la compensazione dell’esposizione, in aggiunta all’apposita ghiera dedicate, mentre quella anteriore in Program comanda il program shift, in priorità comanda i tempi o i diaframmi. In manuale la ghiera anteriore comanda i tempi, quella posteriore i diaframmi. Il joystick consente di spostare i punti e le aree AF, oltre che di navigare nei menu e nei pannelli di comando. Molto pratiche le due ghiere sulla sinistra per le modalità di scatto e di autofocus. Le altre impostazioni possono essere regolate tramite il menu rapido anche da mirino.
Quello che non è previsto con i comandi diretti è possibile regolarlo con il menu rapido che è personalizzabile.
Complessivamente quindi tutti i comandi più importanti sono disponibili ed accessibili direttamente. L’unico appunto è che sono un po’ sparsi e non è facile memorizzarli senza una certa pratica. Sarebbe preferibile che Sony facesse uno sforzo per razionalizzarne la disposizione rendendo inoltre facilmente distinguibili i pulsanti l’uno dall’altro come hanno fatto altri produttori.
Menu
I menu sono estesi e un po’ dispersivi; in alcuni casi la traduzione in italiano è troppo abbreviata e poco chiara. Possono essere navigati con il joystick, con le ghiere di comando e con i tasti del pad. Consentono di personalizzare nei minimi dettagli ogni aspetto del funzionamento della fotocamera. Per fortuna dopo avere effettuato le impostazioni iniziali non e’ necessario entrarvi quasi mai.
Sono suddivisi in: Ripresa – Qualità imm./Reg. (3 pagine), Supporti (1 pagina), File (1 pagina), Modo ripresa (1 pagina), Modo avanzamento (2 pagine), Scatto silenz. (1 pagina), Stabilizz. Imm. (1 pagina) Zoom (1 pagina), Visualizz. ripresa (1 pagina), Visualizz. simbolo (1 pagina); Esposizione/Colore – Esposizione (1 pagina), Comp. esposiz.(1 pagina), Misurazione Esp. (1 pagina), Flash (2 pagine), Bilanc. bianco (1 pagina), Colore/Tonalità (1 pagina), Vis. mod. zebrato (1 pagina; Messa a fuoco – AF/MF (2 pagine), Area Mes. a fuoco (2 pagine), Ricon. soggetto (1 pagina), Assis. Mes. a fuoco (1 pagina), Visual. eff. cont. (1 pagina); Riproduzione – Dest. riproduz. (1 pagina), Ingrandimento (1 pagina), Selez./Promem. (1 pagina), Elimina (1 pagina), Modifica (1 pagina), Visualizzazione (1 pagina), Opzione ripr. (1 pagina); Rete – Coll/Ripr. rem (2 pagine), Creators’ cloud (1 pagina), Wi-Fi (1 pagina), Bluetooth (1 pagina), LAN via cavo (1 pagina); Impostazioni – Fuso orario/Data (1 pagina), Reim./Salva imp. (1 pagina), Funz. personaliz. (2 pagine), Personaliz. man. (1 pagina), Funzione tettile (1 pagina) Accessibilità (1 pagina), Mirino/Monitor (2 pagine); Mio menu.
Mirino
E’ ottimo, con una risoluzione molto elevata di 9,44 Mpx. La sua copertura è del 100 % con un ingrandimento reale di 0,9x. E’ luminoso (la luminosità è regolabile) e non presenta scie o perdite di nitidezza se si muove velocemente l’inquadratura.
Nella visualizzazione si può richiedere che siano applicate le regolazioni di esposizione, bilanciamento del bianco e profili colore. Consente inoltre un’ottima visualizzazione della profondità di campo e una facile messa a fuoco manuale. In conclusione è un piacere guardarvi dentro.
Schermo
Lo schermo da 3″ con 2.095.000 pixel ha una buona nitidezza. E’ orientabile in tutte le direzioni con un doppio movimento: ribaltabile verso l’alto o verso il basso, utile su treppiede o se si vuole fotografare senza farlo vedere, e orientabile lateralmente e verso l’avanti, utile per il video. E’ sensibile al tocco, con la possibilità di disattivare questa funzione rapidamente tramite il pulsante C4. Consente anche di spostare il punto di messa a fuoco, mettere a fuoco anche mentre si guarda nel mirino, scegliendo se usare tutta la superficie, oppure il lato destro o quello sinistro, oppure di scattare toccandolo. E’ abbastanza luminoso e brillante da essere visibile abbastanza bene anche al sole.
Otturatore
La A9 III è dotata solo di un otturatore elettronico del tipo “global shutter”. In pratica il sensore “stacked” è associato ad una memoria DRAM che è in grado di acquisire contemporaneamente tutti i suoi pixel. Questo elimina la necessità di un otturatore meccanico. La lettura contemporanea di tutti i pixel poi, e non riga per riga anche se velocemente come per altri sensori “stacked”, elimina qualsiasi problema di deformazione dei soggetti in movimento, il cosiddetto “rolling shutter”.

L’otturatore quindi dispone di tempi di scatto da 30 secondi a 1/80000. Consente inoltre sincronizzare il flash con tutti i tempi di scatto con i flash compatibili Sony (come HVL-F60RM2 o HVL-F46RM). Questo permette alla A9 III la sua fantastica velocità di raffica di 120 fg/s senza oscuramento del mirino sia in jpeg che in raw. Inoltre la raffica può essere completamente silenziosa, se si disattivano i suoni della fotocamera, in quanto l’otturatore non produce nessun rumore. Questa possibilità è estremamente utile quando si deve scattare in ambienti che richiedono il massimo silenzio, come conferenze, teatro, concerti di musica da camera ed altro. L’assenza di un otturatore meccanico e quindi di qualsiasi movimento fra l’altro elimina qualsiasi vibrazione durante lo scatto. Infine i rapidissimi tempi di scatto consentono di scattare a tutta apertura anche in pieno giorno per limitare la profondità di campo.
Stabilizzazione
La A9 III è dotata di stabilizzazione sul sensore a “5 assi” che può collaborare con quella eventualmente presente nell’obiettivo con un guadagno massimo dichiarato di 8 stop. Della sua efficacia scriverò nella pagina delle prestazioni.
Autofocus
L’autofocus è uno dei punti di forza della A9 III. E’ del tipo ibrido a rilevamento di fase con 759 punti sul sensore che coprono il 96,6 % dell’area inquadrata e a rilevamento di contrasto. Questo consente grazie alla elevata velocità di lettura del sensore stacked e all’elaborazione AI con un elaboratore dedicato una messa a fuoco veloce anche per soggetti in movimento ed un efficace inseguimento del soggetto (tracking). La A9 III utilizza i dati relativi alla forma del soggetto per rilevare con precisione i movimenti il che permette di controllare e seguire un soggetto anche se non è rivolto verso la fotocamera o ha il viso coperto. La funzione Riconoscimento AF+ in tempo reale offre un riconoscimento più stabile delle persone perfino in situazioni complesse come grandi folle o sport di squadra, un tracking preciso e affidabile e una messa a fuoco che segue il soggetto anche quando risulta temporaneamente oscurato. L’autofocus riconosce persone, animali, uccelli, insetti, auto/treni e aeroplani; nella categoria Auto/Treno, ora riconosce anche i caschi, come quelli indossati dai piloti di Formula 1. Il rilevamento degli animali riconosce anche gli occhi di alcuni animali da pascolo e di piccola taglia, oltre a occhi e corpi di cani, gatti e animali simili. Anche il riconoscimento degli uccelli è migliorato e ora individua più facilmente gli occhi e i corpi di varie specie. La nuova impostazione animale/uccello elimina la necessità di cambiare impostazione per ritrarre animali o uccelli. Il sistema Fast Hybrid AF che combina la velocità e le prestazioni di tracking dell’AF a rilevamento di fase con la precisione dell’AF a rilevamento di contrasto, per controllare e seguire soggetti che si muovono in modo rapido e/o irregolare.
Ugualmente l’autofocus è efficace per le riprese video sfruttando il sistema Fast Hybrid AF.

I punti AF sono selezionabili automaticamente se si sceglie l’area ampia. In alternativa si può scegliere la messa a fuoco a zona spostabile nell’inquadratura, solo sull’area centrale, oppure spot su un’area ristretta, spostabile con il joystick o con il tocco sullo schermo in qualunque parte dell’inquadratura, o un’area più espansa della precedente sempre spostabile e infine sempre un’area spot espansa agganciata al soggetto. La messa a fuoco può essere singola AF-S, continua, AF-C, AF-A con scelta automatica fra singolo e continuo, e manuale. E’ disponibile anche una modalità DMF che consente, dopo la messa a fuoco automatica, di intervenire manualmente in modo assistito. Nella messa a fuoco manuale una parte dell’inquadratura viene ingrandita per agevolarla e si attiva la funzione di evidenziazione dei contorni (focus peaking) a fuoco, con possibilità di scegliere il colore; si possono regolare l’ingrandimento e spostare l’area con il joystick. Veramente comodo. Quando c’è poca luce si attiva automaticamente l’illuminatore ausiliario.
Esposizione
L’esposizione può essere totalmente automatica in Auto. In questo caso la fotocamera esegue tutto automaticamente. Per una fotocamera di questa classe però è meglio usare il programma P, eventualmente impostando la sensibilità ISO se non è su Auto premendo e ruotando la ghiera di comando posteriore. La compensazione dell’esposizione può essere modificata con l’apposita ghiera dedicata; le impostazioni del programma possono essere modificate con le ghiere superiori anteriore o posteriore senza variare l’esposizione. Le priorità ai tempi o diaframmi si usano regolando il relativo parametro con la ghiera anteriore. Infine l’esposizione manuale nella quale si regolano i tempi e i diaframmi alternativamente con le due ghiere e gli ISO in manuale, facendo riferimento ad una scala graduata, sullo sullo schermo o nel mirino, che indica l’esposizione corretta e la sovra o sottoesposizione; in questo caso se la sensibilità ISO è su auto questa viene variata per ottenere l’esatta esposizione con il tempo e il diaframma scelto, funzionando come una priorità combinata tempi/diaframmi. La sovra o sottoesposizione in tutte le modalità è indicata sulla ghiera e da una scala graduata a 1/3 di EV fino a +/- 3 EV.
La lettura esposimetrica può essere valutativa, con prevalenza al centro o spot, in questo caso opzionalmente connessa al punto di messa a fuoco.
L’esposizione funziona in modo eccellente e si è dimostrata sempre corretta anche in situazioni difficili e in controluce fornendo sempre immagini ben esposte e bilanciate. Se si attiva anche la compensazione DRO per il recupero delle ombre si possono anche ottenere esposizioni corrette in condizioni estreme di forti contrasti senza dover ricorrere alla correzione del raw. Di notte e in ambienti piuttosto bui invece è preferibile sottoesporre di circe 1/3 o 2/3 di stop rispetto alla misurazione valutativa, come in quasi tutte le fotocamere, per non avere foto troppo chiare e che non rispecchiano l’atmosfera del soggetto.
Bilanciamento del bianco
Il bilanciamento del bianco può essere automatico che da quasi sempre buoni risultati, oppure su 10 diversi valori prefissati compreso uno per foto subacquee (si richiede una custodia impermeabile!). E’ possibile anche effettuare e memorizzare tre tarature personalizzate ed effettuare una regolazione in gradi Kelvin.
Una funzione utile è la possibilità di scegliere se preservare il bianco, oppure l’atmosfera o un giusto compromesso.
Sensibilità ISO
La sensibilità può essere regolata, automaticamente o manualmente da 250 a 25600 ISO a passi di 1 stop o di 1/3 di stop e può essere estesa a 125 e 51200 ISO. Può essere anche impostata in auto, in questo caso da 250 a 12800 ISO. In modalità ISO Auto la macchina regola il tempo minimo di scatto in funzione della lunghezza focale impostata sull’obiettivo con una scala che può essere personalizzata da menu e, coadiuvata dallo stabilizzatore sul sensore e sull’obiettivo, se presente, consente di evitare foto mosse (per soggetti statici!).
Formato foto
Le foto possono essere salvate in formato jpeg con vari rapporti di compressione Extra fine, Fine, Standard, Leggera, Heif 4:2:0 o 4:2:2 o raw (ARW) più jpeg o Heif; il formato raw è a 14 bit e può essere non compresso, compresso senza perdita o compresso. Le foto possono avere un rapporto dimensionale 3:2, 4:3, 16:9 o 1:1 e in varie dimensioni. Per il rapport 3:2 L a 24 Mpx, M a 10 Mpx, S a 6 Mpx. Si possono anche registrare le foto in formato APS: L a 10 Mpx, M a 6 Mpx e S a 2,6 Mpx.
Profili colore
Si possono scegliere vari stili per le foto con la funzione “Stile personale” con la quale si possono selezionare diversi profili: Standard, Ritratto, Neutro, Nitido, Nitido2, Cinema, Cinema2, Cinema3, Toni alti neutri, Bianco e nero, Seppia. Si possono regolare il contrasto, la saturazione e la nitidezza. Naturalmente tutte queste regolazioni valgono per le foto salvate in jpeg, quelle raw devono essere regolate durante la fase di conversione sul pc. Possono essere usati in tutte le modalità di funzionamento.
Flash
La A9 III non dispone di flash integrato, e non ne viene fornito uno esterno come per altre mirrorless. Sulla sporgenza del mirino è disponibile una staffa per flash esterno da scegliere fra quelli Sony o compatibili. Sul fianco sinistro c’è la presa di sincronizzazione per flash da studio.
Grazie all’otturatore globale (global shutter) consente la sincronizzazione con tutti i tempi, fino a 1/80000, con gli appositi flash Sony.
Raffica
Questa è la caratteristica principale e più notevole della A9 III. Come detto grazie al sensore “stacked” ed al velocissimo otturatore elettronico globale (global shutter) la A9 III è in grado di scattare fino a 120 fg/s, alla velocità H+, con live view senza oscuramento del mirino e autofocus continuo in tutti i formati di registrazione. Questa velocità può variare in AFC a secondo dell’obiettivo montato. In opzione si può attivare la funzione di pre-acquisizione per catturare temporaneamente gli scatti, fino a 120 fg/s, quando si preme a metà il pulsante di scatto fino a 1 secondo prima che il pulsante sia premuto completamente. Sono disponibili inoltre altre velocità di scatto inferiori: Hi a 30 fg/s, Mid a 15 fg/s e Lo a 5 fg/s. E’ però disponibile la funzione velocità di scatto potenziata che aumenta temporaneamente la velocità di scatto per riprendere il momento clou di un’azione.
Si possono riprendere a 120 fg/s 192 immagini jpeg, Heif o raw compresso o 96 se il raw non è compresso; a 30 fg/ si possono riprendere 390 immagini jpeg, Heif e raw compresso o 192 se il raw non è compresso.
Per i risultati delle prestazioni reali vedere l’apposita pagina.
Video
La ripresa video consente di riprendere video 4K a 3840×2160 pixel 120/100/60/50/30/25/24p senza ritagli, con lettura completa dei pixel, e sovracampionatura 6K, in formato XAVC HS o S 4:2:2 o 4:2:0 a 10 bit con un bit rate fino a 200 Mbps e compressione Long GOP oppure 60/50/30/25p XAVC SI 4:2:2 a 10 bit con un bit rate massimo di 600 Mbps e compressione Intra. In alternativa si può riprendere in Full HD a 1920×1080 pixel. I files sono salvati in formato MP4. Dispone del profilo immagine S-Cinetone per la migliore resa dei colori.
Durante la ripresa la messa a fuoco può essere automatica o manuale. La ripresa può essere effettuata in totale automatismo, oppure usando le impostazioni a priorità o manuali. E’ disponibile un’uscita audio per cuffia stereo e un ingresso microfono. E’ infine disponibile un’uscita HDMI per il segnale non compresso per la registrazione su un dispositivo esterno.
Connessione
La fotocamera dispone di connettività Wi-Fi, NFC e Bluetooth e può essere controllata remotamente da uno smartphone con l’applicazione Play Memories disponibile per iOs e Android. Inoltre dispone di una presa Ethernet per la connessione diretta ad una LAN e la trasmissione delle foto via FTP.
Schede di memoria
La A9 III dispone di un doppio alloggiamento per schede entrambi compatibili con CFExpress tipo A o SD UHS II, la versione più veloce delle schede SD.
Si può scegliere la modalità d’uso delle due schede: sequenziale, backup oppure un tipo di file su una e un altro su un’altra, es raw su 1 e jpeg su 2.
Obiettivi
La A9 III ha l’innesto obiettivi Sony E. Gli obiettivi Sony E sono divisi in due serie: quelli marcati E sono per le fotocamere con sensore APS, mentre quelli FE sono per le fullframe. Naturalmente le fullframe possono montare entrambi i tipi di obiettivi, come le APS, ma nel caso che si monti un obiettivo E su una fulframe l’immagine sarà ritagliata al corrispondente formato APS.
Attualmente il corredo è composto da 55 obiettivi fullframe più due moltiplicatori di focale 1,4x e 2x; oltre a questi ci sono 34 obiettivi E per APS. L’elenco degli obiettivi Sony è disponibile qui. Oltre a questi sono disponibili moltissimi obiettivi autofocus (circa 100) di produttori terzi come Laowa, Meike, Sigma, Samyang, Sirui, Tamron, Tokina, Viltrox, 7Artisans, TTartisans e Zeiss.
Oltre a questi sono ormai disponibili numerosi obiettivi a fuoco manuale di produttori terzi tutti a prezzi molto convenienti.
Il corredo è quindi ampio e adatto a tutte le esigenze. Sony fornisce anche, in opzione, un anello di raccordo per obiettivi Alpha per le sue reflex, LA-EA4, che mantiene tutti gli automatismi, compreso l’autofocus, ma che costa quasi 400 € in quanto è dotato di uno specchio semiriflettente e di un autofocus autonomo a rilevamento di fase. In questo modo è possibile usare sulla A9 III l’intera gamma di obiettivi Sony A più tutti quelli dei produttori di obiettivi universali. C’è anche un anello LA-EA3 senza motore e autofocus, meno costoso che però può essere usato solo con gli obiettivi SSM dotati di motore di messa a fuoco. Certamente però questi obiettivi saranno un po’ sproporzionati come dimensioni rispetto al corpo macchina della A9 III, ma la soluzione può essere interessante per chi già possiede un corredo Sony o Minolta e vuole riutilizzare i suoi obiettivi anche su questa macchina più compatta.
Per la A9 III sono consigliati gli obiettivi della migliore qualità cioè i GM, G e Zeiss, ma anche qualche obiettivo della serie più economica a focale fissa può essere all’altezza e lo stesso i migliori Sigma, Tamron e Tokina.
Nella pratica la A9 III si è dimostrata una fotocamera molto speciale. Con l’obiettivo in prova 24-50/2,8 è possibile portarla in una piccola borsa, non pesa molto e sicuramente molto meno di alcune alternative mirrorless fullframe.
I comandi sono comodi e tutti disponibili con pulsanti e ghiere esterne, anche se è necessario un minimo di apprendistato per usarli rapidamente, visto che sono sparsi un po’ dappertutto sul corpo e non identificati da sigle esplicite.
La qualità del mirino e la prontezza di messa a fuoco e di scatto la rendono molto piacevole da usare. Anche l’accensione, coassiale al pulsante di scatto, è immediata e questo consente di essere pronti immediatamente e di scattare al volo. Quando non ci si vuole fare notare è poi possibile usare lo schermo, inclinato verso l’alto, per inquadrare, anche se andando in giro con un insieme A9 III più 24-50/2,8 è difficile non farsi notare.
In ogni situazione la A9 III è stata all’altezza, esterni, paesaggi, ritratti, interni scuri, soggetti in movimento, ha sempre prodotto foto corrette, piacevoli e perfettamente a fuoco. Da questo punto di vista non ci sono sorprese: l’autofocus mi ha consentito di scattare sempre con la sicurezza di ottenere foto perfette.
La cosa più stupefacente e che da maggiori soddisfazioni però è lo scatto a raffica silenzioso. L’ho usato non solo per foto di soggetti in movimento veloce, auto, treni, aerei, cani e uccelli, ma anche nelle circostanze più diverse come in chiesa per riprendere i bambini che facevano la prima comunione (immaginate sparare una raffica con una reflex nelle stesse circostanze!), o al parco per riprenderne altri sui giochi. In alcuni casi ho usato una raffica breve anche per scatti di ritratto, usando l’autofocus continuo e la rilevazione degli occhi ed ho ottenuto foto sempre perfettamente a fuoco anche se la modella si muoveva.
Per tutte le foto di prova ho usato il formato 3:2 nativo del sensore.
Le foto sono suddivise in foto di test, scattate a tutte le sensibilità, da 125 a 51200 ISO, in luce naturale di giorno e di notte e in interni ed a vari diaframmi per valutare l’obiettivo, e foto di esempio a varie sensibilità a secondo delle situazioni, anche se di giorno sono stati usati possibilmente i 250 ISO. Tutte le foto sono state salvate sia nel formato jpeg come salvato dalla macchina, sia nel jpeg convertito dal raw con CaptureOne.
===> Prestazioni e Conclusione









































































































































































































