Canon EOS R6: test

La EOS R6 insieme alla R5 fa parte della seconda generazione delle mirrorless fullframe di Canon. La R5 è di taglio professionale, mentre la R6, pur avendo notevoli caratteristiche professionali, si rivolge anche ai fotoamatori esigenti.
Questa fotocamera è un progresso sensibile rispetto alla EOS R: Canon ha introdotto per la prima volta con queste fotocamere la stabilizzazione sul sensore. Questo, con 20 Mpx, è simile per risoluzione a quello della EOS 6D, ma è specifico per la R6 e usa la tecnologia Dual Pixel CMOS AF per l’autofocus a rilevamento di fase. L’innesto obiettivi è il Canon RF con baionetta di grande diametro e tiraggio ridotto. Lo schema generale ed il disegno del corpo è simile a quello della precedente EOS R, ma i comandi sono stati rivisti per una migliore praticità. Le prestazioni sono notevoli per l’autofocus e la raffica e ugualmente è stata migliorata la ripresa video.
E’ una fotocamera che si inserisce bene nel sistema Canon anche grazie agli adattatori che consentono di usare gli obiettivi EF per reflex conservando gli automatismi.

La EOS R6 ha un corpo di dimensioni medie, Canon non ha cercato in questa come in tutte le sue altre mirrorless fullframe, tranne che nella RP, il massimo della miniaturizzazione, preferendo un corpo che consenta ai suoi clienti abituati alle reflex di adattarsi più facilmente a queste nuove fotocamere e contemporaneamente di avere un corpo che possa essere abbastanza equilibrato anche montando obiettivi di grandi dimensioni.

Le caratteristiche principali della R6 sono:

– sensore fullframe CMOS da 20 Mpx
– processore Digic X
– innesto obiettivi Canon RF
– corpo in lega di magnesio
– autofocus ibrido a rilevamento di fase e di contrasto con 1053 punti AF e rilevamento volti ed occhi anche di animali
– sensibilità da 100 a 102400 ISO con estensione a 204800
– mirino elettronico con 3,69 Mpx, copertura 100 % e ingrandimento 0,76x
– schermo da 3″ con 1.620.000 pixel orientabile in tutte le direzioni
– otturatore a funzionamento meccanico e elettronico con tempi da 30 secondi a 1/8000
– raffica fino a 20 fg/s a pieno formato
– video 4K a 3840×2160 pixel e Full HD con audio stereo
– doppio alloggiamento per schede SD UHS II
– prese per microfono, cuffia, HDMI e USB
– assenza di flash
– sistema di pulizia del sensore a vibrazione ultra sonica
– connessioni wi-fi e Bluetooth
– dimensioni 138x98x88 mm
– peso 680 grammi

La EOS R6 costa 2.570 € solo corpo e 2.940 € con lo zoom 24-105/4,0-7,1 IS STM.

Descrizione

La EOS R6 è una mirrorless di medie dimensioni. Canon non ha seguito l’esempio di Sony che ha ridotto il più possibile le dimensioni delle sue mirrorless, ma invece ha disegnato una fotocamera che con dimensioni più ampie consente una buona distribuzione dei comandi, senza essere troppo ingombrante, si presta però ad essere usata anche da chi h amni grandi o preferisce comunque una fotocamera un po’ più consistente.
L’estetica della R6 con linee curve ed arrotondate nella parte superiore che alloggia il mirino è simile a quella delle reflex della marca e facilmente riconoscibile. Anche la disposizione dei comandi è per molti aspetti simile alle altre Canon con la presenza della terza ghiera posteriore.

Se la si confronta con la Sony A7 IV si vede quindi che questa è più piccola e compatta, anche se il peso è simile.

Inizio la descrizione dal frontale.

A destra del bocchettone d’innesto degli obiettivi c’è il pulsante di sblocco. A sinistra in alto si vede il led che funziona da illuminatore ausiliario per l’autofocus, e indicatore per l’autoscatto. In cima all’impugnatura il pulsante di scatto. In basso a sinistra c’è il pulsante per il controllo della profondità di campo, mentre sull’impugnatura si vede il sensore per il telecomando.

Sulla calotta superiore a sinistra c’è l’interruttore di accensione.

Al centro sopra la sporgenza del mirino c’è la slitta per il flash o altri accessori.

Proseguendo verso destra troviamo la manopola delle modalità di funzionamento: A* totalmente automatico con scelta automatica delle scene, Fv a priorità flessibile che consente di impostare tempo di scatto, diaframma, sensibilità più la compensazione dell’esposizione regolando automaticamente il parametro o i parametri non scelti, P esposizione programmata, Tv priorità dei tempi, Av priorità dei diaframmi, M manuale, B posa, C1 C2 C3 modalità di scatto personalizzate e Video. Poi c’è la ghiera di comando posteriore con vicino l’interruttore Lock per il blocco dei comandi che evita di modificarli inavvertitamente. Davanti a questa c’è il pulsante rosso per la ripresa video.

Sull’impugnatura c’è la ghiera di comando anteriore e un piccolo pulsante M-Fn che visualizza, nello schermo o nel mirino, un piccolo menu rapido per impostare sensibilità ISO, modalità di scatto, bilanciamento del bianco e compensazione esposizione per il flash e Il pulsante di scatto sulla punta dell’impugnatura.

Nella parte posteriore, dove i comandi sono tutti concentrati in alto e a destra, in alto a sinistra c’è il pulsante di richiamo dei menu e un pulsante “Rate” per la classificazione delle foto.

Poi al cento il mirino con sulla destra la rotella per la correzione diottrica e in basso il sensore per rilevare l’occhio del fotografo. A destra del mirino i forellini dell’altoparlante.

Sul lato desto in alto c’è il pulsante AF-ON per l’attivazione dell’autofocus indipendentemente dal pulsante di scatto. Poi all’estrema destra il pulsante * per il blocco dell’esposizione e messa a fuoco e a fianco quello per selezionare e poi spostare il punto o la zona AF con il joystick, le ghiere di comando o i tasti del pad. Scendendo in basso a fianco dello schermo c’è un pulsante per l’ingrandimento o la riduzione dell’immagine, sotto il pulsante INFO che consente di modificare le informazioni visualizzate nello schermo o nel mirino con a fianco quello per il richiamo del menu rapido.

Scendendo si trova la terza ghiera di comando, caratteristica delle Canon, che funziona anche come pad a quattro vie con al centro il pulsante per la conferma delle scelte e per richiamare il menu rapido. I tasti del pad servono solo per spostarsi nei menu, fra le opzioni del menu rapido e per spostarsi sull’ingrandimento di una foto visualizzata. Infine in basso ci sono i pulsanti per la revisione delle foto e per la loro cancellazione.

Sul lato destro c’è l’alloggiamento per le schede SD, anche UHS II, protetto da uno sportellino.

Sul lato sinistro ci sono dietro tre sportellini gommati in basso la presa per il telecomando, verso l’avanti quelle per microfono e cuffia e dietro quelle HDMI e USB.

Sul fondello c’è l’attacco a vite per il treppiede allineato con l’obiettivo e lo sportello dell’alloggiamento della batteria agli ioni di litio.

In dotazione, insieme alla macchina sono forniti:

– batteria ricaricabile LP-E6NH
– caricabatteria LC-E6E con cavo
– il tappo di copertura del bocchettone di innesto ottiche
– la cinghia a tracolla

Il software per visualizzare le foto e quello per la conversione raw, Digital Photo Professional, deve essere scaricato dal sito Canon.

Come accessori opzionali si possono avere:
– batteria supplementare LP-E6NH
– impugnatura BG-R10
– vari flash Canon
– microfono stereo direzionale DM-E1
– trasmettitore per flash esterni Speedlite ST-E3_RT

Modalità di funzionamento

Schermate

Menu rapido

Menu

Uso in pratica

La R6 che ho avuto a disposizione era dotata dello zoom RF 24-105 mm f/4,0 L IS. E’ uno degli obiettivi con cui è venduta in kit ed è anche quello di qualità più alta.
L’insieme di fotocamera ed obiettivo è molto equilibrato anche se le dimensioni ed il peso non sono indifferenti, ma questo è lo scotto da pagare per avere uno zoom con escursione 4x di buona qualità e luminosità almeno media e costante. In alternativa Canon ha in catalogo anche uno zoom meno luminoso e costoso, il RF 24-105 mm f/4,0-7,1 IS STM, ma è un obiettivo economico più adatto alla EOS R6 che ad una fotocamera con caratteristiche professionali come la R6.
ho avuto anche in prova il RF 50 mm F/1,2 L obiettivo di focale “normale”.

Corpo macchina

Ha un aspetto tipicamente Canon con le linee arrotondate nella parte superiore. E’ ben costruito in lega di magnesio, rifinito con cura, e da una sensazione di robustezza. La parte destra del corpo, dall’impugnatura fino al lato destro del dorso dove ci sono i principali comandi è rifinito con un trattamento zigrinato antiscivolo che ne facilita l’impugnatura. E’ dotato di protezioni per acqua e polvere ed anche gli portellini che ricoprono gli alloggiamenti delle schede, della batteria e le prese di connessione sono dotati di guarnizioni protettive. Si tratta quindi di una fotocamera adatta anche ad un uso intenso e professionale.

Comandi

I comandi riprendono lo schema di tutte le fotocamere Canon con alcune particolarità che costituiscono una scomodità e richiedono di abituarsi per poterle usare rapidamente.
La prima è la posizione dell’interruttore di accensione posizionato sul lato sinistro. Se si trasporta la fotocamera tenendola per l’impugnatura con la mano destra, girando per strada come faccio spesso, avere l’interruttore sulla sinistra rallenta l’accensione della fotocamera perché si deve intervenire anche con l’altra mano, mentre con un interruttore coassiale al pulsante di scatto l’accensione è immediata mentre la si porta all’occhio. Questo in certe situazioni di foto per strada può far perdere qualche scatto.
Le modalità di scatto si impostano con l’apposita manopola, come in quasi tutte le digitali, e i tempi, diaframmi o il “program shift” si possono regolare con le due ghiere di comando. Non ci sono però comandi diretti per sensibilità ISO, bilanciamento del bianco e compensazione dell’esposizione e non è possibile personalizzare per questo uso i pulsanti del pad a quattro vie che servono solo per navigare nei menu e per spostare i punti AF. Le uniche possibilità sono quella di usare il pulsante M-Fn per richiamare, nello schermo o nel mirino, un piccolo pannello menu che consente di regolare Sensibilità, bilanciamento del bianco, modalità di scatto e compensazione esposizione flash, oppure in alternativa premere il pulsante Q che attiva il menu rapido. In questo sono disponibili tutti i principali controlli. Per spostarsi da un controllo all’altro è necessario usare i tasti alto/basso del pad, mentre per regolare i singoli valori si devono usare i tasti destra/sinistra. E’ un modo di impostazione lento e macchinoso che in certe circostanze potrebbe far perdere qualche occasione fotografica. Lo stesso si deve fare per impostare la modalità di scatto, singola, a raffica o autoscatto o per la modalità autofocus, spot AF più piccolo di un punto, punto AF, punto AF espanso, Zona AF o rilevamento dei volti ed occhi. Per lo spostamento del punto di messa a fuoco invece si può usare l’apposito pulsante all’estrema destra del dorso che consente poi di spostare i punti AF con il joystick; anche qui però è necessari compiere una doppia azione.
I conclusione l’assenza di comandi diretti si fa sentire e le impostazioni della fotocamera risultano poco pratiche e macchinose.

Menu

I menu sono quelli classici Canon. Per le foto sono suddivisi in quelli relativi all’immagine 9 pagine, all’autofocus 9 pagine, alla visualizzazione ed elaborazione 5 pagine, alla connessione 2 pagine, alle impostazioni e personalizzazione della fotocamera 5 pagine e alla personalizzazione 5 pagine.
Per il video si hanno 8 pagine.
Infine è possibile definite un menu utente. I menu si navigano con le ghiere di comando, il joystick o i tasti del pad muovendosi orizzontalmente tra le pagine e verticalmente tra le singole opzioni.
Complessivamente sono abbastanza chiari e comprensibili, anche se mancano le opzioni per la personalizzazione di alcuni comandi.

Mirino

Il mirino, di tipo OLED, ha una risoluzione di 3,69 Mpx e un’estrazione pupillare di 23 mm con un ingrandimento 0,76x e copertura del 100 %. La correzione diottrica varia da -4 a +3 diottrie. La risoluzione è da considerare media ed è comune alla maggior parte delle mirrorless di questa categoria. Nel mirino è possibile vedere tutto quello che si vede sullo schermo, compresi tutti i menu, quindi anche in questo caso operare tutte le regolazioni senza staccare l’occhio. Altro vantaggio, come di quasi tutti gli elettronici, è quello di poter vedere in anticipo l’esposizione e la sua compensazione, il bilanciamento del bianco e gli eventuali profili colore applicati e correggerli se del caso. Infine ha una caratteristica molto utile: quando si gira la fotocamera per un’inquadratura verticale le informazioni nel mirino si spostano rimanendo sempre sul lato in basso e in alto come per le inquadrature orizzontali. Il mirino non presenta scie o rallentamenti anche nel caso di soggetti in movimento veloce ne rumore bell’inquadrare scene in poca luce. E’ possibile visualizzare anche una livella elettronica e l’istogramma sia nel mirino che nello schermo.

Schermo

Lo schermo da 3″ con 1,62 Mpx è sufficientemente nitido e abbastanza visibile anche in piena luce. Può essere utile per inquadrare e utilizzare i menu o quando si usa la macchina su treppiede. E’ orientabile in tutte le direzioni e anche verso l’avanti.
E’ sensibile al tocco e questo consente oltre che mettere a fuoco e scattare toccandolo ed alcune altre funzioni interessanti. E’ possibile infatti, quando si è con l’occhio al mirino, spostare il punto o l’area di messa a fuoco selezionati toccando lo schermo e spostandoli con il dito. E’ anche possibile selezionare se per questa funzione si userà la metà destra, sinistra, in alto o in basso dello schermo.

Otturatore

La R6 dispone di otturatore meccanico a controllo elettronico con tempi da 30 secondi a 1/8000 e di otturatore elettronico da 1/2 a 1/8000. Questo consente di far funzionare la fotocamera in modo completamente silenzioso e deve essere usato per la raffica alla velocità di 20 fg/s.
E’ possibile scattare solo con l’otturatore meccanico, con la prima tendina elettronica per ridurre le vibrazioni allo scatto e infine solo con l’otturatore elettronico. Questo però potrebbe provocare la deformazione di soggetti in movimento, come avverte Canon.

Stabilizzazione

Le R6 è dotate di stabilizzazione sul sensore che può collaborare con quella sugli obiettivi disponibile in molti obiettivi Canon. Il 24-105 provato è dotato di stabilizzazione ottica. Secondo Canon la stabilizzazione sul sensore in collaborazione con quella sugli obiettivi può garantire un guadagno fino a 8 stop sul tempo di sicurezza per lo scatto.
Per le prestazioni vedere l’apposita pagina.

Autofocus

L’autofocus della R6 è ibrido, a rilevamento di fase e contrasto che usa la tecnologia Canon Dual Pixel CMOS AF II. Dispone di 6072 punti AF che coprono orizzontalmente e verticalmente il 100 % dell’inquadratura raggruppati in 1053 aree per la selezione automatica. Sono selezionabili singolarmente in AF Spot, con la possibilità però di cambiare la dimensione del riquadro AF oppure con espansione ai 4 o 9 circostanti o di selezionare una zona AF ampia verticale o orizzontale. Lo spostamento dei punti o delle zone AF può essere fatto premendo l’apposito tasto all’estrema destra del dorso e poi con il joystick, oppure con i tasti del pad o infine con il tocco sullo schermo che alla fine si rivela l’opzione più rapida e comoda. Per riportare il punto AF al centro dell’inquadratura si può premere il joystick.
Le modalità di funzionamento possono essere AF One-Shot singola, AF Servo continua. La scelta può essere effettuata tramite il piccolo menu rapido che si attiva premendo il tasto MFn. L’autofocus dispone anche della rilevazione dei volti e degli occhi sia in modalità singola che continua ed è in grado di inseguire anche animali come cani, gatti e uccelli.
L’AF ad inseguimento può essere personalizzato da menu e prevede 4 scenari diversi preimpostati: multifunzione, continuare l’inseguimento del soggetto ignorando gli ostacoli, fuoco immediato sui soggetti che entrano nei punti AF e soggetti che accelerano o decelerano rapidamente. E’ anche possibile l’attivazione automatica dello scenario più adatto al soggetto; per ciascuno scenario è anche possibile regolare manualmente i parametri di sensibilità, accelerazione/decelerazione, mantenimento o cambio di soggetto e il punto iniziale per l’inseguimento.
La sensibilità dell’autofocus è elevata arrivando a -6,5 EV, praticamente al buio, e dispone anche di un illuminatore ausiliario.
La messa a fuoco manuale può essere attivata stranamente solo agendo sull’apposito interruttore sull’obiettivo. In questo caso è possibile ingrandire l’area di messa a fuoco con l’apposito pulsante e spostarla con il joystick ed è disponibile l’evidenziazione dei contorni (focus peaking).
Per le prestazioni vedere l’apposita pagina.

Esposizione

La EOS R6 può funzionare in totale automatismo di esposizione usandola in modalità A+. In alternativa ha i classici modi Program, priorità dei tempi o diaframmi e manuale. A questi si aggiunge la modalità Fv flexible. In questa modalità è possibile lasciare scegliere alla fotocamera i tre parametri di esposizione, tempi diaframmi e sensibilità e in questo modo il funzionamento sarà come in Program, oppure sceglierne uno, tempo diaframma o sensibilità e lasciare che la fotocamera imposti gli altri due, o sceglierne due e lasciare che la fotocamera decida il terzo o infine impostarli tutti e tre e in questo caso si lavora come in manuale. Non c’è molta differenza con quello che si può ottenere spostando l’apposita manopola su una delle varie modalità disponibili, con la modalità Fv l’unico vantaggio è che non si deve più spostare la manopola. Mi sembra un sistema che aggiunge poco alle funzionalità della macchina.
La misurazione può essere valutativa collegata ai punti AF, media con pesata al centro, parziale al centro (circa 5,5 %) e spot (2,7 % al centro).
L’esposizione è stata sempre corretta in quasi tutte le situazioni con foto ben esposte e equilibrate sia con molta luce che di notte. In questa situazione ha mostrato di sovraesporre poco le foto, usando la misurazione valutativa, con una correzione al massimo di 2/3 di stop. In situazioni di forte contrasto come i controluce privilegia le luci salvaguardando le ombre. Questo produce in alcuni casi dei jpeg con ombre poco leggibili, ma se si usa il raw è possibile recuperarle facilmente senza perdere dettagli sulle alte luci che con una esposizione che apra le ombre andrebbero irrimediabilmente persi.

Sensibilità ISO

La sensibilità può essere regolata da 100 a 102400 ISO con estensione fino a 204800.
La regolazione automatica della sensibilità ISO consente di impostare un valore limite fisso del tempo di scatto oltre il quale la sensibilità deve essere aumentata oppure di farlo scegliere automaticamente in funzione della lunghezza focale dell’obiettivo anche zoom. Quando si usa la modalità di funzionamento Fv o quella manuale e si imposta la sensibilità automatica questo consente di impostare manualmente tempi e diaframmi affidando alla fotocamera la regolazione dell’esposizione agendo sulla sensibilità.

Bilanciamento del bianco

Può essere automatico, con prevalenza ambiente o bianco, oppure selezionato su otto valori prefissati. Si può anche impostare una regolazione personalizzata basata su una misurazione memorizzabile oppure regolarlo in gradi K°.
Si è dimostrato sempre corretto, sia di giorno che di notte e non ho dovuto mai apportare correzioni alle foto raw.

Formato foto

Le foto possono essere salvate in formato 3:2, 4:3, 16:9 e 1:1 e in varie dimensioni. Per il 3:2 L a 5472×3648 20 Mpx, M a 3648×2432 8 Mpx, S1 a 2736×1824 5 Mpx e S2 a 2400×1600 3,8 Mpx. E’ possibile anche usare un formato ritagliato di dimensioni APS (1,6x) a 3408×2272 circa 8 Mpx o 2400×1600 3,8 Mpx.
Il formato delle foto salvate può essere Jpeg con qualità Fine o Normal, in raw CR3 a 14 bit con otturatore meccanico e prima tendina elettronica o raw a 12 bit con l’otturatore elettronico, raw più jpeg e HEIF a 10 bit.

Profili colore

La R6 dispone di alcuni profili colore che possono anche essere selezionati automaticamente: Standard, Ritratto, Paesaggio, Dettaglio fine, Neutro, Immagine fedele, Monocromatico più tre impostazioni definite dall’utente e memorizzabili.

Scene

Sano disponibili diverse scene selezionate automaticamente nella modalità di funzionamento A+ in funzione del soggetto e delle condizioni di illuminazione. Il tipo di scena rilevata è indicato in alto a sinistra sullo schermo.

Flash

La R6 non dispone di un flash integrato. Questo come sempre può costituire una limitazione in quanto non si ha disponibile un piccolo flash da usare in situazioni di emergenza o come luce di schiarita in esterni.

Raffica

La EOS R6 dispone di uno scatto continuo in raffica con otturatore meccanico con la velocità di H+ di12 fg/s per un numero di 1000+  jpeg o per un massimo di 240 raw. Sono disponibili anche la velocità H a 6 fg/s e S a 3 fg/s. Con l’otturatore elettronico invece la velocità raggiunge sempre i 20 fg/s sempre per 1000+ jpeg o 120 raw.
Per le prestazioni vedere la rispettiva pagina.

Video

La ripresa video consente di riprendere video 4K a 3840×2160 pixel 60/50/30/25/24p con un bit rate massimo di 230 Mbps; E’ poi disponibile una ripresa Full HD a 1920×1080 pixel 120/100/60/50/30/25. E’ possibile anche registrare video rallentati Full HD a 120/100p.
Il formato è MP4 con codec AVC/H264. La durata massima della registrazione è di 29 minuti e 59 secondi. I video possono essere salvati internamente su scheda a 8 bit 4:2:0 o a10 bit 4:2:2, mentre tramite l’uscita HDMI possono essere salvati su un dispositivo esterno a 8 o 10 bit in 4:2:2 non compresso. Per tutte le modalità sono disponibili le curve gamma Canon Log e Log3. Per i video è possibile registrare i time-code. Infine è possibile registrare dei video Tim-Lapse.
Nella registrazione l’esposizione può essere automatica o manuale e si può usare anche la funzione HDR. La messa a fuoco sfrutta il Dual Pixel AF ed è continua AF Servo con anche l’individuazione di volti ed occhi, oppure può essere manuale con l’ausilio dell’evidenziazione dei contorni. Sono disponibili le prese per microfono e cuffia.
La ripresa si attiva posizionando la manopola delle modalità nella posizione video e premendo il pulsante rosso, ma può essere attivata anche nelle altre modalità di scatto.

Connessione

Sono disponibili le connessioni wifi e Bluetooth. Con il wifi è possibile controllare la fotocamera da remoto tramite l’app Canon Camera Connect e uno smartphone o tablet e di trasferire le foto scattate sia con la connessione wi-fi che con quella Bluetooth. Il Bluetooth consente di mantenere attiva una connessione con uno smartphone, tablet o computer per il trasferimento continuo delle foto.

Batteria e caricamento

Le R6 è dotata di una batteria agli ioni di litio LP-E6NH con una capacità di circa 510 scatti usando lo schermo e 380 usando il mirino. Un’autonomia quindi non molto elevata.
Il consiglio è quindi di munirsi di una seconda batteria e di ricaricarle spesso se si prevede di scattare molte foto o riprese video lunghe. La ricarica può essere effettuata con il caricabatteria LC-E6E fornito in dotazione.
La batteria può essere caricata anche tramite la connessione USB.

Obiettivi

Il corredo obiettivi Canon con innesto RF comprende per adesso 23 obiettivi, ma va ampliandosi progressivamente con nuove ottiche. Attualmente sono disponibili 11 obiettivi a focale fissa e 11 zoom più un obiettivo speciale Dual Fish Eye.
Fra quelli a focale fissa ci sono obiettivi di alta qualità appartenenti alla serie L come il 50 mm f/1,2 L 2.430 € e 85 mm f/1,2 L in due versioni, normale 2.900 € e DS 3.600 €, più altri più “normali” anche se sempre di ottima qualità come il 16mm f/2,8 360 €, 35 mm f/1,8 IS 535 €, uno dei pochi grandangoli stabilizzati, il 50 mm f/1,8 230 € e l’85 mm f/2,0 IS Macro 720 €, oltre a due particolari tele il 600 mm f/11 IS 820 € e 800 mm f/11 IS 1.080 € caratterizzati da dimensioni e peso ridotto per la focale.
Anche fra gli zoom si può distinguere fra la serie L di alto pregio e qualità e gli altri obiettivi. Nella serie L ci sono il 15-35 mm f/2,8 L IS 2.490 €, il 24-70 mm f/2,8 L IS 2.470 €, il 28-70 mm f/2,0 L 3.160 € notevole per l’elevata luminosità, il 70-200 mm f/2,8 L IS 2.790 € particolarmente compatto e leggero in rapporto alla focale ed alla luminosità e il 100-500 mm f/4,5-7,1 L IS 3.250 €. Fra gli altri il 14-35 mm f/4,0 IS 1.860 €, 24-105 f/4,0 IS 1.190 € e il più economico 24-105 mm f/4,0-7,1 IS 520 €, infine lo zoom ad ampia escursione 24-240 mm f/4,0-6,3 IS 990 €.
Sono disponibili anche due moltiplicatori di focale RF 1,4x 630 € e 2x 790 €.
Sulla R6 come su tutte le altre mirrorless serie R è poi possibile montare tutti gli obiettivi per reflex Canon EF tramite un anello adattatore fornito da Canon, che mantiene tutti gli automatismi, in tre versioni: un modello semplice, uno con ghiera di comando analoga a quella disponibile su molti obiettivi RF ed uno con la possibilità di montare filtri.
Sulla R6 poi, come sulle tutte le altre mirrorless, è possibile montare obiettivi di reflex o di altre fotocamere con appositi anelli adattatori, grazie allo spessore ridotto del corpo. Naturalmente si perde l’autofocus e l’esposizione deve essere regolata in manuale o a priorità dei diaframmi.

Per tutte le foto di prova ho usato il formato 3:2.
Le foto di prova sono suddivise in due gruppi: foto di test, scattate a tutte le sensibilità, da 50 a 102400 ISO, in luce naturale di giorno e di notte e in interni ed a vari diaframmi per valutare l’obiettivo, e foto di esempio a varie sensibilità a secondo delle situazioni, anche se di giorno sono stati usati possibilmente i 100 ISO. Tutte le foto sono state salvate sia nel formato jpeg come salvato dalla macchina, sia raw compresso senza perdite che ho convertito sia con Digital Photo Professional fornito da Canon sia con adobe Lightroom.

====>>  Prestazioni & conclusione

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