Fujifilm GFX 50S II: prestazioni & conclusione

Sensore

La GFX 50S II è dotata di un sensore CMOS di medio formato (44×33 mm), con 51 Mpx con rapporto dimensionale 4:3. La sua sensibilità varia da 100 a 12800 ISO a passi di 1/3 EV e può essere estesa da 50 a 102400 ISO.
Per valutare le caratteristiche e la qualità del sensore pubblico oltre alle foto di prova il grafico del rapporto segnale/rumore in funzione della sensibilità e quello della gamma dinamica massima registrabile in funzione sempre della sensibilità.

Rapporto segnale/rumore

In questo grafico è riportato l’andamento del rumore prodotto dal sensore in funzione della sensibilità.
Il rumore viene rilevato fotografando una superficie completamente bianca e convertendo le foto raw così ottenute direttamente in jpeg usando per tutte le fotocamere Adobe Lightroom. In questo modo si uniforma il trattamento di tutti i raw applicando per tutti la stessa compressione jpeg con fattore 100 %.
Per poter confrontare però foto ottenute da fotocamere con diverso numero di pixel tutte vengono ridimensionate alla grandezza di 10 Mpx, adatta per una stampa A4 (circa 21×30 cm).
La curva di rumore della Sony A7 III è il riferimento, inoltre riporto anche la curva della GFX 100S.

L’andamento della curva di rumore della GFX 50S II è migliore di quello della A7 III di uno stop fino a 3200 ISO. Poi questa differenza si riduce e a 12800 ISO le due curve si sovrappongono. La curva coincide poi perfettamente con quella della GFX100S, che ha il doppio dei pixel, dimostrando così per l’ennesima volta che il rumore, a parità di tecnologia, dipende dalle dimensioni del sensore e non dal numero di pixel.
E’ la prestazione che ci doveva aspettare da una medio formato; la sovrapposizione delle curve da 12800 ISO con quella della A7 III è presumibilmente dovuta al fatto che questa è la sensibilità limite del sensore della GFX 50S II e che le sensibilità superiori (non rilevate) sono estese.

Le foto di test notturne sono scattate a tutte le sensibilità da 100 a 12800 ISO e convertite con CaptureOne Express for Fujifilm.

Foto da raw senza riduzione di rumore

Nelle foto raw il rumore si inizia a vedere a 6400 ISO in forma fine, mentre la nitidezza fino a questa sensibilità è elevata. A 12800 ISO il rumore è visibile ed è necessaria una sua riduzione; la nitidezza è comunque ancora ottima. A 25600 ISO il rumore è più alto ed è indispensabile una sua riduzione per utilizzare le foto alla massima risoluzione; la nitidezza è comunque ancora ottima. Le foto a 51200 e 102400 ISO sono invece dominate dal rumore ed è quasi impossibile il loro completo recupero. Da notare che le sensibilità oltre 12800 ISO sono sensibilità estese, ciò significa che la sensibilità a cui è impostato il sensore è 12800 ISO e che le foto sono sovraesposte automaticamente in fase di conversione raw-jpeg dalla fotocamera o dal software di conversione; per questo motivo la loro qualità è inferiore.

Foto da raw con riduzione dei falsi colori

Con la riduzione dei falsi colori (rumore di crominanza), senza perdita di nitidezza, la foto a 3200 ISO risulta pulita, quella a 6400 presenta solo una leggerissima grana o puntinatura poco visibile e che non disturba anche alla massima risoluzione. In quelle a 12800 e 25600 appare il rumore di luminanza in forma di grani scuri, ma la nitidezza rimane ottima. A 51200 e 102400 ISO le foto presentano un forte rumore e una dominante verde.

Foto da raw con riduzione di rumore

Con una riduzione di rumore anche di luminanza (non applicata a 3200 ISO) le foto a 6400 e 12800 ISO sono ottimamente pulite, con solo una leggerissima perdita di nitidezza perdita di nitidezza. In quella a 25600 che appare ancora molto buona c’è una perdita di nitidezza che può essere ancora accettabile. Le foto a 51200 e 102400 ISO subiscono una perdita di nitidezza eccessiva oltre alla dominante verde già detta.

Foto da raw senza riduzione di rumore a 10 Mpx

La riduzione alla misura standard di 10 Mpx, adatta per stampe nel formato A4 (circa 30×20 cm) consente di guadagnare uno stop, le foto fino a 12800 ISO non presentano rumore con un’ottima nitidezza, in quella a 25600 il rumore è appena percepibile.

Foto da raw con riduzione dei falsi colori a 10 Mpx

Fino a 12800 ISO le foto sono prive di rumore ed hanno un’ottima nitidezza, a 25600 il rumore è appena percepibile.

Foto da raw con riduzione di rumore a 10 Mpx

Fino a 25600 ISO le foto sono prive di rumore e mantengono una buona nitidezza. Quella a 51200 sarebbe buona per il rumore e la nitidezza, ma subisce la dominante verde mentre quella a102400 non è accettabile.

Foto a 51200 e 102400 ISO con correzione dominante

Correggendo la dominante verde, oltre ad applicare la riduzione di rumore, la foto a 51200 ISO conserva solo una leggera grana insieme ad una discreta nitidezza; ridotta a 10 Mpx è pulita e nitida. Quella a 102400 ISO invece è irrecuperabile.

Foto jpeg originali

Il rumore si incomincia a vedere da 12800 ISO in forma di soli puntini scuri (grana); la nitidezza è sempre eccellente. Oltre si riscontra una variazione di tonalità ed una perdita di dettaglio significativa.

In conclusione un’eccellente prestazione. Con la GFX 50S II si può scattare fino a 12800 ISO in jpeg, o meglio in raw, senza, o con minima, riduzione di rumore. Oltre è necessario applicare una riduzione, ma le foto a 51200 ISO sono difficilmente recuperabili e la sensibilità di 102400 ISO è praticamente inusabile.

Gamma dinamica

La gamma dinamica misura la massima differenza di luminosità, fra ombre e luci, registrabile dal sensore prima di arrivare alla saturazione. Nel grafico sono riportate la massima differenza di luminosità in sottoesposizione e sovraesposizione, rispetto all’esposizione misurata dall’esposimetro della fotocamera, alle quali è ancora possibile distinguere dei dettagli nelle ombre e nelle luci, la loro somma che corrisponde alla gamma dinamica complessiva registrata dal sensore, e la gamma dinamica della A7 III come riferimento. La gamma dinamica è espressa in valori EV con un intervallo minimo di 1/3 EV.

La GFX 50S II ha una gamma dinamica variabile fra 13 e 1/3 EV fra 100 e 800 ISO, per scendere progressivamente fino a 11 e 2/3 EV a 12800 ISO, sempre superiore a quella della A7 III di 1 EV o più come ci si doveva aspettare. Oltre questa sensibilità la gamma dinamica scende rapidamente, ma si deve ricordare che queste sensibilità, come i 50 ISO sono sensibilità estese.

Per verificare anche in pratica la gamma dinamica ho scattato delle foto in esterni, tutte alla stessa sensibilità di 100 ISO, partendo da un valore corretto di esposizione e poi sottoesponendo o sovraesponendo fino a 5 stop. La conversione dei raw è stata effettuata con Lightroom perché è l’unico che arriva a +/- 5 stop di compensazione dell’esposizione, mentre CaptureOne si ferma a +/- 4. A sinistra sono le foto jpeg direttamente dalla fotocamera, a destra le foto da raw corrette.

In sottoesposizione si può compensare bene con un’ottima resa della gamma tonale fino a -5 stop; il rumore però è un po’ alto. A – 4 stop potrebbe essere anche accettabile mentre fino a -3 stop non si ha nessuna conseguenza sulla qualità dell’immagine.
In sovraesposizione invece si può recuperare fino a +2 stop, poi la perdita nelle alte luci è irrecuperabile con alterazione dei colori e foto grigiastre.
La GFX 50S II dispone anche, come tutte le Fujifilm, di una funzione automatica per incrementare la gamma dinamica. Questa può essere incrementata, dal 100 % valore standard, al 200 e 400 %, in modo manuale o automatico. Per aumentarla al 200 % la sensibilità ISO minima deve essere 200 e per il 400 % di 400 ISO.
In complesso un’eccellente prestazione per la gamma dinamica della GFX 50S II.

Invarianza ISO

Con questo termine si intende la capacità di alcuni sensori di accettare una sotto esposizione in ripresa e una correzione durante la conversione da raw senza che l’immagine mostri un rumore eccessivo. Ciò permette di recuperare il dettaglio nelle ombre e non bruciare le alte luci senza usare l’HDR e di correggere eventuali errori di esposizione.
Per la prova ho esposto una foto notturna per l’esposizione corretta a 12800 ISO e poi ho ridotto la sensibilità, mantenendo costante l’esposizione (f/2,0 1/160), fino a -5 stop, cioè 400 ISO, poi ho convertito l’immagine con Lightroom correggendo l’esposizione.

Le foto sottoesposte di uno stop (6400 ISO) e due stop (3200 ISO) presentano un rumore analogo a quella per l’esposizione corretta, già da -3 stop il rumore aumenta anche se in modo leggero e ancora tollerabile. Da -4 stop il rumore però aumenta ed è necessaria una sua riduzione a livello di crominanza.
In conclusione questo sensore dimostra una buona invarianza ISO.

Stabilizzazione

Per le prove ho usato il 110 mm f/2,0 non stabilizzato.
Ho scattato a mano libera, in esterni, partendo dal tempo di scatto di 1/85 di secondo, il reciproco circa della lunghezza focale equivalente di 88 mm e raddoppiandolo progressivamente. Fino a 1/10 (-3 stop) ho ottenuto foto nitide, mentre con tempi superiori, 1/5 0,4 0,8 e 1,5 secondi, si sono alternate foto nitide e foto mosse.

In conclusione il sistema di stabilizzazione della GFX 50S II si è rivelato discretamente efficace consentendo di guadagnare 3 stop, in alcuni casi anche 7, anche se oltre i 3 stop non c’è garanzia di ottenere foto nitide e conviene effettuare più scatti se possibile. Un risultato buono considerando anche l’alta risoluzione del sensore.

Autofocus

L’autofocus, ricordo che è solo a rilevamento di contrasto, si è dimostrato sempre preciso e abbastanza veloce per i soggetti statici, ma assolutamente insufficiente per i soggetti in movimento a differenza di quello della GFX 100S precedentemente provata. Il rilevamento dei volti e deli occhi funziona bene.
Nelle prove su veicoli ad alta velocità o del treno in accelerazione, effettuate con il 110 mm, non è riuscito a seguire i veicoli perdendo il fuoco man mano che si avvicinavano o si allontanavano.
Non ho potuto quindi nemmeno potuto effettuare la prova del ciclista in avvicinamento.
In conclusione una prestazione insufficiente anche se adeguata agli scopi per cui questa fotocamera di medio formato è stata pensata.

Obiettivi

Nota importante sulla risoluzione:

Il sensore da 101 Mpx della GFX 50S II in formato 4:3 produce foto che sul lato orizzontale hanno 11648 pixel. Questo significa che la risoluzione orizzontale massima teoricamente ottenibile è 8256:2= 4128 linee. Misure visibili in rete, effettuate con fotocamere come faccio io, con valori superiori non sono realistiche. Solo misurando la risoluzione dell’obiettivo indipendentemente dalla fotocamera si potrebbero ottenere dei valori superiori. I sensori con filtratura Bayer, come questo, però non riescono mai ad arrivare alla massima risoluzione teorica, anche senza filtro antialias, a causa dell’interpolazione necessaria per ricostituire l’immagine e si fermano mediamente al 70 % di tale valore, circa 2900 linee. In questo caso la risoluzione rilevata è superiore a questo valore ed arriva a circa l’80 % della massima teoricamente possibile.

Con la GFX 50S II ho avuto a disposizione per la prova i GF 45/2,8, 110/2,0 e 35-70/4,5-5,6.
Tutti questi obiettivi sono costruiti con un’elevatissima qualità e precisione ed hanno un’eccellente finitura. In tutti le ghiere, rivestite in gomma morbida rigata, hanno una perfetta scorrevolezza, morbida al punto giusto. Le ghiere di messa a fuoco agiscono per via elettronica e quindi non funzionano a fotocamera spenta. Consentono invece di intervenire anche in autofocus per correggere la messa a fuoco. Tutti sono del tipo WR (Weather Resistant) cioè protetti da polvere ed acqua
Sono obiettivi professionali di alta classe.

Fujinon GF 45 mm f/,8 R WR

E’ un grandangolo moderato equivalente ad un 36 mm adatto per paesaggi, ambiente urbano, interni, ritratti ambientati, consentendo anche una buona profondità di campo.
E’ caratterizzato da un’ampia e comoda ghiera per la messa a fuoco manuale. Vicino all’innesto c’è la ghiera dei diaframmi, da 2,8 a 32, con la posizione A per la scelta automatica dell’apertura, dotata di blocco, e la C per comandarla con la ghiera anteriore della fotocamera. Il diaframma è a 9 lamelle arrotondate. L’obiettivo può essere messo a fuoco manualmente anche quando la fotocamera è impostata su autofocus. E’ protetto con apposite guarnizioni da polvere ed acqua; le sue dimensioni e peso sono medie.
E’ composto da 11 elementi in 8 gruppi con una lente asferica e 2 ED. La minima distanza di messa a fuoco è di 45 cm con un ingrandimento di 0,14x. La messa a fuoco è interna e l’obiettivo non si estende. Le dimensioni sono 84 mm di diametro per 88 mm di lunghezza con un peso di 490 g.
Costa 1.830 €.

Risoluzione

La risoluzione è eccellente, al centro e ai bordi da tutta apertura a f/16, con il diaframma migliore f/8,0. A f/22 decade, ma è ancora molto ottima mentre a f/32 peggiora decisamente rimanendo però ancora molto buona.
La distorsione è ridotta, 2 % a barilotto e poco percepibile.

La vignettatura è 1 stop a f/2,8 e migliora chiudendo il diaframma, 0,7 stop a f/4,0 ma non scompare del tutto anche a f/8,0; è però corretta automaticamente dalla fotocamera o dal software di correzione raw se dispone del profilo dell’obiettivo.
In complesso un ottimo obiettivo.

Fujinon GF 110 mm f/2,0 LM WR

Questo è un obiettivo molto luminoso che equivale ad un 88 mm quindi un tele moderato adatto a moltissimi usi e che si rivela molto comodo per le foto di ritratto e in condizioni di poca luce.
E’ caratterizzato da una ghiera per la messa a fuoco piuttosto ampia e dalla ghiera dei diaframmi, da 2,0 a 22, con la posizione A, con blocco, per la scelta automatica dell’apertura e la C per comandarla con la ghiera anteriore della fotocamera. Il diaframma è a 9 lamelle arrotondate. L’obiettivo può essere messo a fuoco manualmente anche quando la fotocamera è impostata su autofocus. E’ protetto con apposite guarnizioni da polvere ed acqua. Le sue dimensioni sono tutto sommato contenute in relazione alla luminosità ed al formato del sensore.
E’ composto da 14 elementi in 9 gruppi con 4 lenti super ED. La minima distanza di messa a fuoco è di 90 cm con un ingrandimento di 0,16x. Le dimensioni sono 94 mm di diametro per 126 mm di lunghezza con un peso di 1010 g.
Costa 3.050 €.

Risoluzione

La risoluzione è eccellente, al centro e ai bordi, da tutta apertura fino a f/16, con i diaframmi da f/5,6 a f/8,0 i migliori. A f/22 la risoluzione è inferiore, ma ancora ottima al centro e ai bordi. In particolare si nota l’estrema uniformità fra centro e bordi con differenze minime.
La distorsione è praticamente assente.

La vignettatura è di 1,3 stop a f/2,0, 1 a f/2,8 e 0,7 a f/5,6, corretta automaticamente dalla fotocamera o dal software di correzione raw se dispone del profilo dell’obiettivo.
Si tratta quindi di un obiettivo eccellente, il migliore fra i Fujifilm GF provati.

Fujinon GF 35-70/4,5-5,6 WR

Questo è uno zoom molto compatto e leggero che offre alla focale minima un angolo di campo grandangolare pressappoco equivalente ad un 28 mm ed a quella massima è un normale equivalente ad un 56 mm. La luminosità non è molto elevata per contenerne le dimensioni ed il peso. E’ quindi uno zoom standard di uso abbastanza ampio per molti generi fotografici, corredo ideale per la GFX 50S II con cui è anche venduto in kit ad un prezzo molto conveniente, circa 500 € in più della versione solo corpo.
E’ caratterizzato da una ghiera vicina all’innesto per la zoomata. Più avanti c’è una ghiera, un po’ più stretta, ma sempre comoda, per la messa a fuoco manuale. Per contenere il peso ed il costo non è dotato di ghiera dei diaframmi, a differenza di tutti gli altri obiettivi GF; il diaframma quindi può essere regolato solo dalla ghiera di comando della fotocamera. Il diaframma è a 9 lamelle arrotondate. L’obiettivo può essere messo a fuoco manualmente anche quando la fotocamera è impostata su autofocus. Il corpo è protetto con apposite guarnizioni da polvere ed acqua.
E’ composto da 11 elementi in 9 gruppi inclusi 1 elemento asferico e 2 elemento a bassa dispersione ED. La minima distanza di messa a fuoco è di 35 cm con un ingrandimento di 0,28x. Le dimensioni sono 85 mm di diametro per 74 mm di lunghezza con un peso di 390 grammi.
Costa, acquistato separatamente dalla GFX 50S II, 1.020 €.

Risoluzione

La risoluzione al centro è eccellente a 35 mm da f/4,5 a f/16, mentre i bordi sono appena inferiori e comunque eccellenti da f/5,6 a f/11; ai diaframmi più chiusi si ha un calo della risoluzione che però anche a f/32è buona. A 44 mm centro ed ai bordi la risoluzione è eccellente fino a f/16 per poi diventare solo buona a f/32. Alla focale 70 mm, dove centro e bordi sono praticamente identici, il calo inizia a f/16, ancora fra eccellente e ottimo, per poi chiudere con buono a f/32. Sono notevoli l’uniformità fra il centro e i bordi, tranne che alla minima focale dove i bordi sono un po’ inferiori, ed il fatto che uno zoom per una medio formato relativamente economico, anche se con escursione limitata a 2x, raggiunga la risoluzione degli obiettivi a focale fissa.
La distorsione è 4 % a barilotto alla focale minima per poi diventare il 2 % a 44 mm, a cuscinetto e scomparire a quella massima.

La vignettatura a f/4,5 e 35 mm è di 2 stop per poi diminuire a 1,7 a f/5,6, 1,3 a f/8,0 ; a 70 mm f/5,6 è 1,7 stop e 1 stop a f/8,0; è però corretta automaticamente dalla fotocamera o dal software di correzione raw se dispone del profilo dell’obiettivo.
Una prestazione ottima per un obiettivo zoom per medio formato compatto, leggero ed anche relativamente economico.

La considerazione generale che vale per tutti questi obiettivi è che essi sono stati progettati per essere montati anche sulle fotocamere da 100 Mpx, come le GFX100 e 100S, e quindi hanno una risoluzione esuberante per questo sensore da 50 Mpx. Infatti la risoluzione rilevata è limitata dal sensore e non dagli obiettivi, particolarmente per quelli a focale fissa.

Raffica

Le possibilità di scatto a raffica della GFX 50S II sono descritte nella pagina precedente. La GFX 50S II non è però una fotocamera progettata per questo tipo di prestazione.

Per le prove ho usato una scheda UHS II a 300 Mb/s, il tempo di scatto a 1/1000 di secondo con la prima tendina elettronica e la messa a fuoco manuale.

Jpeg standard

Velocità H 3 fg/s

Ha scattato a 3 fg/s proseguendo fino al presumibile riempimento della scheda.

Raw non compresso a 16 bit

Velocità H 3 fg/s

Ha scattato a 3 fg/s proseguendo fino al presumibile riempimento della scheda.

Nelle riprese sul campo, scattando in priorità dei tempi a 1/1600, autofocus continuo sulla zona centrale o allargato a inseguimento, jpeg standard, usando il 110/2,0 mm e diaframma f/2,0, la GFX 50S II ha raggiunto i 3 fg/ per la velocità H ma non è stata in grado di seguire soggetti in movimento veloce che risultano quasi sempre fuori fuoco.

In conclusione la GFX 50S II fornisce prestazioni ridotte in raffica e nella ripresa di soggetti in movimento, penalizzata dalle dimensioni dei fotogrammi e dall’autofocus che non riesce a seguire i soggetti in movimento. In realtà è una fotocamera progettata per altre prestazioni, in cui eccelle, e non certo per le riprese sportive e di soggetti in movimento veloce.

Video

Le caratteristiche della ripresa video della GFX 50S II sono illustrate nella pagina precedente.
Consente di fare riprese solo Full HD. La ripresa è effettuata usando tutta la base del sensore così l’angolo di campo degli obiettivi rimane quasi identico a quello che si ha in foto.
Si può effettuare la ripresa con tutte le impostazioni disponibili, compresi i profili di simulazione pellicola, regolando quindi l’esposizione, il colore ed il bilanciamento del bianco. La messa a fuoco può essere automatica o manuale.
Le riprese sono di buona qualità con colori vivi e brillanti, usando il profilo Provia standard. Con quello Eterna, specifico per il video, i colori sono meno saturi, il contrasto ridotto in modo da produrre un video adatto per la postproduzione. L’esposizione è corretta, la messa a fuoco precisa ed adeguata per soggetti statici, ma non per quelli in movimento.
Anche questo dimostra che la GFX 50S II è pensata essenzialmente solo per foto.

Galleria

Le foto sono state scattate a Roma di giorno e di notte.
Prevalentemente ho usato la impostazione automatica della sensibilità che se la luce è sufficiente si imposta a 100 ISO, la minima, mentre per le foto in notturna è arrivata fino a una sensibilità di 8000 ISO. Ho quasi sempre usato il profilo colore Provia (Standard).
Le foto, scattate in raw e jpeg, sono state convertite con CaptureOne Express for Fujifilm, impostato senza riduzione di rumore tranne per le foto che superano i 3200 ISO in cui ho applicato la riduzione dei falsi colori che non influisce sulla nitidezza dell’immagine.

Le foto presentano tutte un’eccellente nitidezza, ottimi colori, una gamma dinamica alta e un’eccellente gamma tonale che gli conferisce un’alta tridimensionalità. La qualità d’immagine elevata e la nitidezza ed il dettaglio sono inarrivabili per le fotocamere di formato inferiore, anche fullframe. Osservare ingrandendo le foto come le scritte sui monumenti o su altri oggetti siano leggibili e la foto N° 44 perfettamente nitida anche se scattata a 1/5 di secondo.
Quello che fa pensare però è che queste foto, così nitide e dettagliate, sono in realtà la metà, come numero di pixel, delle foto che produce la GFX 100S con lo stesso corpo macchina e un sensore da 100 Mpx.

Conclusioni

Fujifilm ha due linee di fotocamere digitali la X con sensori APS e la GFX con sensori medio formato. Secondo Fujifilm le sua fotocamere APS sono in grado di soddisfare almeno il 90 % delle esigenze qualitative dei fotografi, professionisti e amatoriali.
Per coloro che hanno esigenze superiori di qualità per stampe di grande formato o per applicazioni in cui è richiesta la massima risoluzione, gamma dinamica e gradazione tonale Fujifilm propone le fotocamere GFX di medio formato, che definisce anche “super fullframe” piuttosto che le fullframe. questo perché un sensore più grande e con un elevato numero di pixel da, dal punto di vista delle qualità precedentemente elencate, risultati migliori di quelli di un sensore fullframe.
Le fotocamere digitali medio formato esistono da tempo, ma prima che Fujifilm (e Hasselblad) le proponessero in formato mirrorless erano tutte reflex. Si tratta di fotocamere grandi, pesanti e poco maneggevoli, tranne forse la Leica S, adatte ad essere usate in studio, ma difficili da portare fuori e comunque assolutamente inadatte a riprese dinamiche. Il loro problema fondamentale è poi il costo: i modelli da 100 Mpx hanno prezzi variabili da 30.000 a 50.000 €. Tutte naturalmente senza obiettivo. Si tratta quindi di fotocamere destinate solo al mercato professionale ed acquistabili, in numeri limitatissimi, solo da chi può ammortizzarne i costi; di solito vengono noleggiate.
Fujifilm invece è entrata in questo mercato, con l’intenzione di ampliarlo e renderlo più accessibile ai professionisti e magari anche a qualche amatore, inizialmente con due mirrorless da 50 Mpx e poi tre anni fa con la GFX 100 da 101 Mpx. Questa però pur avendo un prezzo, 11.000 €, decisamente inferiore alla concorrenza rimaneva ancora inaccessibile per molti e inoltre le sue dimensioni ed il suo peso la rendevano poco maneggevole in esterni, pur essendo adatta anche a questo impiego.
A questo punto la presentazione della GFX 100S ad inizio del 2021 ha cambiato le carte in tavola: con il suo sensore, le dimensioni analoghe ad una reflex o mirrorless fullframe ed un prezzo di poco più di 6.000 €, analogo a quello delle migliori mirrorless fullframe, ha offerto la possibilità di usare una medio formato ad una più amplia platea di pubblico. Con la GFX 50S II questa strategia è andata ancora più avanti proponendo una fotocamera con un corpo uguale alla 100S, quindi di dimensioni analoghe a quelle di una fullframe e il sensore da 50 Mpx dei precedenti modelli ad un prezzo, 4.000 €, analogo o inferiore a quello di molte fullframe. Questo però al prezzo di qualche compromesso, in particolare per l’autofocus ed il video.
La GFX 50S II riprende alcuni dei punti di forza della GFX 100S: ha lo stesso corpo con un buono schema dei comandi, lo stesso mirino e schermo, lo stesso elaboratore d’immagine e dispone dello stabilizzatore IBIS.
A questo punto la GFX 50S II si presenta come un’alternativa molto interessante a tutte le fullframe con elevato numero di pixel che non possono assolutamente eguagliarla per la qualità d’immagine
Il tutto è completato dal corredo di obiettivi, che si va ampliando nel tempo ed ha raggiunto già un livello di scelta interessante e che, come promesso da Fujifilm, è stato progettato per la risoluzione del sensore da 100 Mpx e riesce a sfruttarne al massimo le potenzialità. Rimane il fatto che gli obiettivi per il medio formato sono di solito un po’ più grandi e pesanti, oltre che meno luminosi, di quelli per le fullframe. Fujifilm comunque dimostra di stare lavorando anche a questo problema e infatti ha presentato ultimamente sia obiettivi luminosi come l’80/1,7 (etra poco il 55/1,7 promesso), sia obiettivi di dimensioni e peso limitato come il nuovo 35-70/4,5-5,6 da 390 g o il 50/3,5 da 335 g. Al contrario i produttori di fullframe stanno seguendo la strada opposta con nuovi obiettivi sempre più grandi e pesanti come i recenti 50 mm f/1,2 che raggiungono il kg. Riguardo alla luminosità c’è da dire che il sensore medio formato consente di usare una sensibilità ISO più alta a parità di qualità e questo può tradursi in un vantaggio di circa uno stop.
La GFX 50S II è quindi una fotocamera adatta per foto di paesaggi, natura, architettura, ritratti, cerimonie, macro, still life, studio e per tutte quelle riprese che richiedono il massimo della qualità anche per stampe di grande formato sia in interni che in esterni. In queste offre il massimo della qualità oggi ottenibile con una fotocamera digitale.

Riassumendo:

Costruzione e finitura

Eccellente: il corpo è costruito in lega di magnesio, protetto da polvere ed acqua. La finitura è ottima.

Ergonomia e comandi

Ottimo: sono comodi e pratici e con qualche personalizzazione si riesce a regolare tutto anche con l’occhio al mirino.

Mirino

Ottimo: ha una risoluzione media, è ampio e riporta tutte le informazioni necessarie sulle impostazioni della fotocamera.

Schermo

Ottimo: lo schermo è valido, con un’alta risoluzione e sensibile al tocco; la possibilità di orientarlo anche lateralmente è molto comoda.

Autofocus

Discreto: è preciso e abbastanza pronto per i soggetti statici, ma non riesce a seguire quelli in movimento.

Esposizione

Ottima: sempre corretta anche in condizioni difficili. Solo in casi estremi, come le foto notturne ho dovuto apportare qualche correzione.

Bilanciamento del bianco

Molto buono: in automatismo si è dimostrato quasi sempre corretto.

Qualità d’immagine

Eccellente: per risoluzione, definizione, colori, gamma dinamica e gradazione tonale, ottima per il contenimento del rumore.

Raffica

Scarso: dichiara 3 fg/s con la messa a fuoco continua e 1,8 con il live view attivo. La GFX 50S II ha confermato queste prestazioni.

Video

Scarso: riprende video solo Full HD usando però la qualità dell’intero sensore.

La sua caratteristica fondamentale è il sensore medio formato da 50 Mpx che consente una qualità elevata e un’alta risoluzione raggiungibile solo da poche fullframe. Questo ad un prezzo che, seppur alto non è superiore di quello delle migliori fullframe.
La qualità d’immagine è eccellente, come si vede nella galleria.
Dopo essersi abituati alla qualità delle foto da 50 Mpx della GFX 50S II è difficile tornare indietro ai miseri 24 Mpx di una fullframe media o ancora peggio ad un’APS o una MFT.

In conclusione la GFX 50S II si è dimostrata una fotocamera di classe elevata di caratteristiche altamente professionali per la sua qualità d’immagine e per il sistema di obiettivi e di accessori in cui si inserisce.
I suoi limiti, dovuti in buona parte allo stesso sensore che risale a qualche anno fa, sono l’autofocus e la raffica lenti e la ripresa video limitata.

Il prezzo è alto, ma proporzionato alla qualità e alle caratteristiche della macchina.

Pregi

– qualità d’immagine elevata
– eccellente costruzione e finitura
– alta risoluzione
– gamma dinamica molto ampia
– gamma tonale
– ottimo rapporto segnale/rumore
– stabilizzazione integrata
– ottimo mirino
– ottimo schermo
– possibilità di regolazione con l’occhio al mirino
– disponibilità di profili simulazione film per foto e video
– obiettivi di eccellente qualità
– software CaptureOne Express for Fujifilm fornito gratuitamente e di ottima qualità

Difetti

– autofocus non in grado di seguire soggetti in movimento
– raffica lenta
– ripresa video solo Full HD
– necessità di qualche personalizzazione nei comandi
– alcuni obiettivi grandi e pesanti
– gamma obiettivi non molto ampia

Alternative

Hasselblad X1D II 50C

E’ una mirrorless di forma compatta dimensioni e peso ridotti. Ha un sensore medio formato (44x33mm) CMOS da 50 Mpx, innesto obiettivi Hasselblad X con la disponibilità di 13 obiettivi, 12 a focale fissa (fattore moltiplicativo 0,8x) da 20 a 135 mm (16 106 mm eq.) e uno zoom 35-75 (28-60 mm eq.). Il mirino elettronico ha 3,69 Mpx, copertura 100 % e ingrandimento 0,87x, lo schermo con 2,36 Mpx è fisso. L’autofocus a rilevamento di contrasto ha 117 punti AF. La raffica arriva a 2,7 fg/s, la ripresa video è 2,7K 30p. Dispone di prese per microfono e cuffia e di uscita HDMI. Ha un doppio alloggiamento per schede di memoria SD. Le dimensioni sono 148x97x70 mm con un peso di 766 g.
Costa 6.040 € solo corpo.

Inoltre si possono prendere in considerazione alcune fullframe, Canon EOS R5, Nikon Z7 II, Panasonic Lumix S1R e Sony A7R IV, con risoluzioni fra 45 e 61 Mpx, tutte con autofocus più efficiente, ma con sensore più piccolo a prezzi simili.

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Foto digitale, classica, immagini

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