Panasonic GX9: test

La gamma delle mirrorless Micro 4/3 Panasonic comprende due serie di modelli: quelle più compatte e quelle che assomigliano, nella forma, alle reflex. La GX9 fa parte della serie delle mirrorless a forma di compatta e ne rappresenta il modello più avanzato. Deriva dalle precedenti GX8 e GX80 di cui, in pratica, è una sintesi.
E’ dotata di un sensore CMOS Micro 4/3 da 20 Mpx, di un mirino di alta qualità orientabile, uno schermo orientabile in alto e in basso, di possibilità di ripresa video Full HD e 4K a varie velocità e formato AVCHD o MP4. La messa a fuoco a rilevamento di contrasto che usa la tecnologia DFD per renderla più veloce prevede anche la funzione Post Focus per scegliere la messa a fuoco dopo lo scatto. E’ dotata anche di stabilizzazione sul sensore. Si pone un gradino al di sotto delle due “ammiraglie” Panasonic GH% e G9 pur mantenendone molte buone caratteristiche.

La GX9 è la sintesi dei due modelli GX8 e GX80 precedentemente presentati da Panasonic. Della prima riprende il sensore e il mirino orientabile, della seconda le dimensioni più ridotte del corpo, la risoluzione del mirino più alta, l’otturatore, lo schermo orientabile solo in alto e in basso (anche se ha una risoluzione maggiore) e il flash integrato. Peccato che il corpo non sia protetto da acqua e polvere come la GX8.
La GX9 ha un corpo rettangolare, simile ad una compatta, di dimensioni e peso medi, con una piccola impugnatura appena accennata sulla destra. La costruzione e la finitura sono di ottimo livello e danno un’impressione di qualità. I comandi sono numerosi sulla calotta e sul dorso. Il mirino è disposto sulla sinistra ed è inclinabile verso l’alto fino a 90°.
La GX9 è progettata per avere buone prestazioni per la fotografia e per il video in modo da offrire un unico strumento per entrambi i mondi.

Le sue principali caratteristiche sono:

– sensore Micro 4/3 (17,3×13 mm) CMOS da 20 Mpx
– processore d’immagine Venus Engine
– innesto obiettivi Micro 4/3
– mirino elettronico con 2,760 Mpx, copertura del 100 % e ingrandimento reale 0,7x
– schermo da 3″ con 1.240.000 pixel orientabile in alto e in basso e sensibile al tocco
– autofocus a rilevamento di contrasto con 49 punti AF selezionabili automaticamente o manualmente e tecnologia DFD (Deep From Defocus)
– modalità di esposizione completamente automatica, Program, a priorità, manuale e con scene predisposte
– sensibilità automatica o manuale da 200 a 25600 ISO espandibile a 100 ISO
– otturatore meccanico con tempi da 60 secondi ad 1/4000 e elettronico fino a 1/16000
– disponibilità di filtri creativi
– ripresa video 4K a 3840×2160 pixel a 30/25/24p in formato MP4 con audio stereo o Full HD 60/50/30/25/24p anche in AVCHD, oltre a risoluzioni inferiori
– velocità di raffica fino a 9 fg/s e 6 fg/s con live view e messa a fuoco continua più 4K foto
– livella elettronica a due assi
– connettività Wi-Fi e Bluetooth
– dimensioni 124x72x47 mm
– peso 407 grammi

La GX9 costa 700 € solo corpo, 790 € con lo zoom 12-32, 900 € con il 12-60, 1.000 € con il 12-32 ed il 35-100 e 1.100 € con il 14-140.

Descrizione

L’aspetto della GX9 è piacevole ed equilibrato. Le dimensioni ed il peso sono medie per una mirrorless e anche gli obiettivi sono piuttosto compatti e leggeri, anche quelli professionali e ad alta luminosità. Il corpo è ben costruito in metallo, e rifinito in buona parte da gomma zigrinata antiscivolo. I comandi esterni sono ben distribuiti ed adatti ad effettuare tutte le regolazioni fondamentali.

Inizio la descrizione dal frontale:

Sulla destra dell’innesto obiettivi, guardando la fotocamera frontalmente, si vede il pulsante di sblocco e più in alto, dall’altro lato accanto alla piccola sporgenza che fa da impugnatura l’illuminatore a led di ausilio per l’autofocus che funziona anche come segnalatore dell’autoscatto.

Sulla calotta superiore vediamo, da sinistra, la sporgenza del mirino orientabile verso l’alto fino ad un’angolazione di 90°, poi la slitta porta accessori e il flash integrato che si apre verso l’alto.

 

Verso destra il pulsante di scatto, circondato dalla ghiera di comando anteriore e dietro il pulsante rosso per la ripresa video con coassiale l’interruttore di accensione.

All’estrema destra la manopola delle modalità di funzionamento: P (program), A (priorità dei diaframmi, S (priorità dei tempi), M (manuale), Video con impostazioni manuali, impostazione personalizzata C, panorama, filtri creativi e iA (totalmente automatico). Inferiormente e coassiale la ghiera per la compensazione dell’esposizione entro +/- 3 stop. coassiale l’interruttore di accensione.

Nella parte posteriore, dominata dal grande schermo ribaltabile i comandi sono concentrati tutti sulla destra e in alto.

All’estrema sinistra il mirino con sul lato destro il sensore per la commutazione automatica tra questo e lo schermo. Poi alla sua destra troviamo un pulsante personalizzabile Fn3 che per impostazione predefinita serve per la commutazione manuale della visione da schermo a mirino, che peṛò pụò essere anche automatica.

Proseguendo verso destra una piccola levetta che serve a commutare il funzionamento dell’autofocus da singolo a continuo ed a manuale. Segue il pulsante per aprire il flash e quello per bloccare la messa a fuoco e l’esposizione. All’estrema destra l’unica ghiera di comando.


A destra dello schermo, dall’alto verso il basso vediamo per primo il pulsante Fn1 personalizzabile che per impostazione predefinita attiva la funzione Post Focus. alla sua destra il pulsante per la revisione delle foto. Sotto il pad a quattro vie con al centro il pulsante per il richiamo dei menu e per la conferma delle scelte. I suoi pulsanti comandano, richiamando dei pannelli da scorrere con una delle ghiere o con i pulsanti destro e sinistro, dall’alto in senso orario: impostazione della sensibilità ISO, bilanciamento del bianco, modalità di scatto singolo, continuo e autoscatto, modalità di messa a fuoco con scelta del punto AF automatica o singolo oppure inseguimento o riconoscimento dei volti. Infine in basso ci sono il pulsante Fn2 che in ripresa serve per del menu rapido e in revisione per la cancellazione delle foto e il pulsante per scegliere le informazioni da visualizzare nello schermo o nel mirino.

Sul lato destro, dietro uno sportellino le prese HDMI e USB.

Su quello sinistro nulla da segnalare.

Nella parte inferiore troviamo l’innesto per il treppiedi, coassiale con l’obiettivo, e lo sportello che protegge il vano per l’alloggiamento della batteria e della scheda di memoria SD.

In dotazione, insieme alla macchina sono forniti:
– batteria ricaricabile
– caricabatteria con cavo
– il tappo di copertura del bocchettone di innesto ottiche per la versione solo corpo
– la cinghia a tracolla
– un piccolo e sintetico manuale plurilingue. Il manuale completo è scaricabile come pdf dal sito Panasonic, così come il software per la conversione delle foto raw Siilkypix Developer 4.

Come accessori sono disponibili:
– microfono esterno
– telecomando a filo
– vari flash esterni Panasonic dedicati
– adattatore per alimentazione da rete
– filtri di protezione per gli obiettivi

Schermate

Modalità di funzionamento

Menu rapido

Menu

Uso in pratica

La GX9 provata era dotata dello zoom Panasonic G Vario 12-60 mm (eq.24-120 mm) f/3,5-5,6 Power OIS con cui è anche venduta in kit. Lo zoom 12-60 è un obiettivo universale, di dimensioni ridotte per la focale, utile per molte occasioni che non appesantisce molto la fotocamera. Oltre a questo ho avuto in prova il Lumix G Fisheye 8mm f/3,5 (16 mm eq.), un fisheye a pieno formato e il Lumix G 4-200 mm f/4,0-5,6 (eq. 90-400 mm) Mega OIS, un tele zoom spinto per riprese di dettagli, sportive o naturalistiche, di dimensioni e peso limitati.

L’insieme della macchina e dei tre obiettivi è molto leggero e di piccole dimensioni. Portarla in giro con una borsa di dimensioni abbastanza ridotte è facile, senza sentirne assolutamente il peso, pur avendo a disposizione un’ampia gamma di focali, da 16 a 400 mm equivalente, che copre tutte le esigenze. L’unico limite di questo corredo è la luminosità ridotta, ma volendo come vedremo nel corredo Panasonic sono disponibili numerosi obiettivi più luminosi, sia a focale fissa che zoom.

Corpo macchina

E’ di dimensioni abbastanza ridotte, a forma di saponetta e con solo una piccola sporgenza sulla destra; con un’obiettivo “pancake” potrebbe essere infilato in tasca. La costruzione e la finitura sono buone, pur non essendo a prova di polvere e spruzzi come era il precedente modello GX8.

Comandi

I comandi sono tutti a portata di dita e comodi da memorizzare e da azionare. Le due ghiere di comando, anteriore e posteriore, che a secondo delle modalità di funzionamento comandano tempi, diaframmi o entrambi, sono molto comode e facilmente raggiungibili. La maggior parte delle impostazioni si pụò fare dal Quick menu, premendo l’apposito pulsante e poi spostandosi con la ghiera posteriore, con quella anteriore o con i tasti del pad, e regolando il valore desiderato, senza dovere entrare nei menu. Con un po’ di pratica tutte le regolazioni si possono effettuare velocemente anche con l’occhio al mirino, oltre che con lo schermo.

Menu

Sono suddivisi nei sottomenu relativi all’impostazione immagine, impostazioni video, impostazioni di funzionamento (esposizione, fuoco e scatto, funzionamento, Monitor/display, obiettivo e altro), impostazioni generali della fotocamera e revisione. Sono molto chiari e semplici, fra i migliori disponibili ed è facile trovare tutte le impostazioni di proprio interesse.

Mirino

La GX9 è dotata di mirino OLED con 2,76 Mpx, una copertura del 100 % e un ingrandimento reale di 0,77x. La nitidezza è buona, anche se attualmente anche in casa Panasonic sono disponibili mirini con maggiore risoluzione, e la resa dei colori ed il contrasto sono molto naturali consentendo una corretta visualizzazione della scena in tutte le condizioni di luce ed una valutazione dell’esposizione e del bilanciamento del bianco. Vi si possono visualizzare tutte le informazioni visibili nello schermo. Il passaggio dalla visualizzazione nello schermo a quella nel mirino pụò essere manuale, premendo l’apposito pulsante oppure meglio automatica, tramite un apposito sensore che rileva quando si avvicina l’occhio all’oculare. Su questo e anche sullo schermo è possibile visualizzare una griglia di guida, un riferimento per il centro dell’immagine ed una livella su due assi, molto comoda per evitare immagini storte e linee cadenti.

 

Il mirino è orientabile verso l’alto fino a 90° per consentire le inquadrature anche se ad esempio la fotocamera è montata su uno stativo, ma dato che anche lo schermo è orientabile ed è più comodo da vedere a meno che non ci si trovi in condizioni di forte illuminazione esterna in realtà questa possibilità non aggiunge molto all’usabilità della GX9.

Schermo

Lo schermo, da 3″ e sensibile al tocco, è abbastanza nitido e ben visibile. Soffre del del problema di tutti gli schermi quando ci si trova in esterni: in molti casi, specialmente nelle inquadrature di scene di grande luminosità e ad alto contrasto, come ad esempio in controluce, nello schermo non si riesce a vedere quasi nulla e si hanno difficoltà d’inquadratura.

La possibilità di orientarlo in alto e in basso è peṛò molto utile per riprese da angolazioni difficili, oltre che per le riprese video o per la foto di strada. Lo schermo sensibile al tocco consente di scegliere molte impostazioni direttamente da questo, in modo facilitato senza riferimenti tecnici ed anche scegliere le scene. Si pụò anche indicare direttamente il punto di messa a fuoco e poi scattare. Nella revisione delle foto queste si possono scorrere e ingrandire come su uno smartphone o tablet.

Otturatore

E’ di tipo meccanico, con tempi da 60 secondi a 1/4000 e elettronico con tempi da 1 secondo a 1/16000. E’ sempre molto silenzioso come in tutte le mirrorless, ma volendo la silenziosità assoluta, per scattare in ambienti che la richiedono come teatro, concerti da camera, conferenze, basta usare la modalità elettronica.

Stabilizzazione

La GX9 è dotata di stabilizzatore integrato sul sensore a “5 assi” denominata Dual I.S. Questa stabilizzazione funziona in collaborazione con gli obiettivi che sono dotati di stabilizzatore ottico per ottenere un migliore risultato. Per i risultati vedere la pagina delle prestazioni.

Autofocus

La messa a fuoco è a rilevamento di contrasto con 49 zone selezionabili manualmente o automaticamente. La GX9, come altri modelli Panasonic, usa la tecnologia, esclusiva DFD (Dept From Defocus) e una frequenza di rilevamento di 240 volte al secondo. Questa tecnologia consente di conoscere immediatamente, in base a due misurazioni successive, la direzione verso cui muovere l’obiettivo e la distanza dalla posizione di fuoco per il soggetto inquadrato in modo da arrivarvi direttamente senza quasi nessun aggiustamento, come per gli autofocus a rilevamento di fase, invece di compiere tante successive misurazioni ed aggiustamenti di fuoco come avviene nei tradizionali sistemi a rilevamento di contrasto.

La tecnologia DFD si basa sulla conoscenza delle caratteristiche ottiche dell’obiettivo, sulla variazione del suo sfocato o bokeh, contenute in un database all’interno della macchina e quindi funziona solo con gli obiettivi M43 Panasonic. Con gli obiettivi M43 di altri produttori funziona invece il normale rilevamento di contrasto. Panasonic inoltre garantisce l’aggiornamento di queste informazioni tramite il firmware degli obiettivi per i nuovi modelli.
I punti AF coprono quasi tutta la superficie del sensore per la messa a fuoco, superando le limitazioni di copertura dei punti AF di molte reflex. Si pụò anche scegliere una zona ristretta di messa a fuoco o un punto singolo ridimensionabile spostabile a piacere sullo schermo col tocco o con il pad; manca però un joystick che forse è l’opzione migliore per la selezione e lo spostamento dei punti AF. Le modalità di funzionamento sono quelle classiche, AF-S (singolo), AF-F (flessibile), AF-C (continuo) e manuale. La velocità dell’autofocus è molto buona, al livello almeno delle reflex base e adeguata per i soggetti in movimento in tutte le condizioni di luce. Per i soggetti in movimento veloce i risultati in inseguimento sono buoni e l’autofocus è sufficientemente veloce per veicoli in movimento anche con raffiche; solo in pochi casi ho avuto alcune foto sfuocate. La sensibilità è buona e l’autofocus funziona bene anche a bassi livelli di luminosità senza illuminatore: ho misurato un livello equivalente a 1/4 di sec a f/1,4 e 200 Iso. Nelle riprese video la messa a fuoco è continua. E’ abbastanza precisa, e dimostra poche incertezze con quasi nessuna variazione di fuoco avanti e indietro tipiche degli autofocus a rilevamento di contrasto.
Se si usa la messa a fuoco manuale la GX9 offre divesi aiuti: ingrandimento dell’area di messa a fuoco, rilocabile sull’inquadratura, e evidenziazione dei contorni (focus peaking) con scelta del colore e del livello, tutti visibili nel mirino o nello schermo.

Esposizione

L’esposizione puọ̀ essere totalmente automatica in iAuto, oppure si possono usare il programma P con la possibilità di cambiare la coppia tempo/diaframma (program shift), le priorità ai tempi o diaframmi o l’esposizione manuale. In questo caso su un’apposita scala viene indicata la differenza fra l’esposizione impostata e quella misurata fino a 3 EV. In tutte le modalità è facile e rapido regolare la macchina con le due ghiere disponibili e compensare l’esposizione entro +/- 3 stop con l’apposita ghiera coassiale a quella delle modalità di funzionamento. La sensibilità ugualmente si pụò regolare con facilità, se non si usa in Auto, premendo l’apposito pulsante in alto nel pad, e poi ruotando una delle due ghiere.
L’esposizione si è dimostrata sempre corretta anche in presenza di forti contrasti e solo in qualche caso ho dovuto apportare delle correzioni. Nelle scene notturne usando la misurazione multipla a zone è opportuno sottoesporre da 2/3 a 1 stop.

Bilanciamento del bianco

E’ automatico oppure si può selezionare fra cinque valori prefissati. Si può anche impostare una regolazione personalizzata basata su una misurazione oppure regolarlo in gradi K°. In modalità automatica è stato sempre corretto sia in esterni che di notte ed in luce artificiale.

Sensibilità ISO

La sensibilità varia da 200 a 25600 ISO con la possibilità di estensione a 100 ISO. Può essere impostata manualmente con intervalli di 1/3 di stop premendo l’apposito pulsante del pad e con una delle ghiere di regolazione (o anche con i pulsanti stessi) oppure automaticamente. In modalità ISO Auto la macchina regola il tempo minimo di scatto in funzione della lunghezza focale impostata sull’obiettivo e consente di evitare foto mosse.

Formato foto

Le foto possono essere salvate in formato 4:3, 3:2, 16:9 e 1:1 e in varie dimensioni: Large, Middle e Small. Per il formato 4:3 queste dimensioni corrispondono a: L 20 Mpx, m 10 Mpx e S 5 Mp. Le foto possono essere salvate in Jpeg con qualità Fine o Standard, in raw e in raw più jpeg.

Profili colore

Si puọ̀ scegliere per le foto il profilo colore preferito, standard, vivida, neutrale, bianconero, panorama e ritratto, più uno personalizzato, ed ognuno pụ essere personalizzato per saturazione, contrasto e nitidezza per adattarlo ai propri gusti ed esigenze.

Scene

La GX9 dispone di numerose modalità scena, selezionate automaticamente nella modalità di funzionamento iA o manualmente nella modalità Scene (SCN).

Ciascuna scena può essere personalizzata per luminosità, colore e saturazione

Effetti

Sono disponibili molti effetti creativi nella modalità Creative Control Mode, che consentono di modificare la foto con effetti speciali o creativi come Expressive, Retro, High e Low Key, Sepia, Toy, HDR, Panorama e Miniature.

Anche gli effetti prevedono numerose possibilità di personalizzazione.

Flash

La GX9 dispone di un piccolo flash integrato sollevabile con l’apposito pulsante sul dorso. Può funzionare automaticamente anche in modalità “slow sync” per esporre anche lo sfondo e sincronizzarsi sulla seconda tendina.

La sua potenza è adatta per interni non troppo grandi o per piccoli gruppi. E’ anche utile come luce di schiarita in esterni.

Raffica

La GX9 dispone di varie velocità di raffica indipendentemente dall’uso dell’otturatore meccanico o elettronico. Con la messa a fuoco singola AFS e senza live view si possono raggiungere in H ii 9 fg/s. se si vuole la messa a fuoco continua AFC e il live view la velocità raggiungibile in H o M è di 6 fg/s. C’è poi una velocità più bassa L a 2 fg/s. In alta velocità H l’esposizione è determinata dal primo fotogramma e rimane costante per tutte le altre foto; con la velocità media e bassa l’esposizione è determinata scatto per scatto. A tutte le velocità si possono scattare, secondo Panasonic, almeno 100 jpeg o 30 raw.
E’ disponibile inoltre la possibilità di registrare foto in formato 4K. In questa modalità la fotocamera registra foto da 8 Mpx a 30 fg/s come se fosse un filmato. Da questo è poi possibile selezionare le singole immagini che si vogliono salvare come foto direttamente in macchina. Si possono impostare e usare tre diverse modalità di scatto: tenere costantemente premuto il pulsante di scatto durante la raffica, avviare la raffica con una prima pressione e terminarla con una seconda, sfruttare la funzione prescatto che salva le immagini riprese da 1 secondo prima della pressione del pulsante di scatto ad un secondo dopo. La messa a fuoco dovrà essere AFF e si potranno usare tutte le modalità di funzionamento e l’impostazione automatica della sensibilità, ma i tempi di scatto saranno da 1/30 a 1/16000 e sarà usato l’otturatore elettronico.

Video

La ripresa video è uno dei punti di maggiore forza della GX9. La fotocamera è infatti stata progettata per offrire il meglio sia per le foto che per il video.
Pụ riprendere video 4K 3840×2160 pixel a 30/25/24 fg/s in formato MP4 con un bit rate di 100 Mbps. Inoltre registra Full HD Progressive a 1920×1080 pixel con codec H.264 e formato MP4 e AVCHD . Le velocità di registrazione possono essere 60p/50p, 60i/50i, 30p/25p e 24p.
La ripresa pụò essere effettuata in modo totalmente automatico oppure si possono usare tutte le modalità di esposizione disponibili, program, a priorità e manuale ed anche molte delle scene disponibili. Si pụò anche regolare il bilanciamento del bianco. La sensibilità ISO è impostata automaticamente. La messa a fuoco pụò essere automatica con le modalità disponibili AFS/AFF/AFC oppure manuale. In modalità automatica si pụò richiedere una nuova messa a fuoco premendo parzialmente il pulsante di scatto.
L’audio è registrato in stereo con volume regolabile. La durata della ripresa può arrivare a 35 minuti per il 4K e 45 per il full HD, ma dipende anche dalla carica della batteria e dalla capacità della scheda di memoria.
Durante la ripresa video possono anche essere scattate delle foto. Se si sceglie la priorità al video questo non sarà interrotto e le foto saranno jpeg, formato 16:9 e qualità S (2 Mpx). La registrazione video non sarà interrotta; si possono riprendere così fino a 40 foto. Se si sceglie la priorità alle foto queste saranno del formato specificato, ma la ripresa video e audio saranno interrotte e lo schermo si scurirà; si possono riprendere con questa modalità al massimo 10 foto.
Tutte le regolazioni per il video, compresa la messa a fuoco, possono essere fatte con lo schermo touch.

Connessione

Come tutte le ultime fotocamere anche la GX9 è dotata di connessione Wi-Fi e Bluetooth. Tramite l’App Panasonic Image, disponibile per Android e iOS, è possibile connettersi alla fotocamera per il trasferimento delle foto o per il suo controllo remoto, compreso lo scatto a distanza. E’ anche possibile connettere la fotocamera ad una smart-tv.
Con la connessione Bluetooth è possibile effettuare lo scatto a distanza e trasferire automaticamente le immagini allo smartphone.

Funzioni speciali

Panorama

E’ disponibile una funzione Panorama per riprese panoramiche in orizzontale o verticale con due diversi angoli di ripresa corrispondenti approssimativamente a 180° e 360° gradi.

Post Focus

La funzione Post Focus consente di scegliere la messa a fuoco del soggetto dopo lo scatto. La fotocamera la attua effettuando uno scatto a raffica con la stessa qualità dell’immagine di una registrazione foto 6K/4K spostando automaticamente la messa a fuoco su diverse aree. Dopo la registrazione, è possibile selezionare l’area desiderata sullo schermo e salvare un’immagine in cui l’area selezionata è a fuoco.
È anche possibile unire più immagini con aree di messa a fuoco diverse per ampliare il campo di messa a fuoco (Fuoco Composito o “Focus Stacking”).
Questa funzione è adatta per la registrazione di soggetti non in movimento.

Riprese intervallate

La GX9 è dotata della funzione “time lapse” per effettuare riprese intervallate. E’possibile definire il momento d’inizio della registrazione, l’intervallo di registrazione ed il numero dei fotogrammi. A fine registrazione è possibile creare un video 4K o Full HD.

Obiettivi

La GX9 è dotata di innesto obiettivi Micro 4/3. queto vuol dire che può montare tutti gli obiettivi per Micro 4/3 disponibili, indipendentemente dal produttore, mantenendo tutti gli automatismi previsti. Ricordo che il fattore moltiplicativo degli obiettivi 4/3 e Micro 4/3 è 2, quindi per conoscere la focale equivalente in termini di formato 35 mm o fullframe basta raddoppiare la focale reale.
Se però si vuole sfruttare la velocità dell’autofocus con la tecnologia DFD è necessario usare esclusivamente obiettivi Panasonic. La gamma obiettivi della casa comprende 30 ottiche fra Lumix G e Leica: 9 focali fisse dagli eccellenti Leica 12/1,4 al 200/2,8, alcuni Lumix G di alta luminosità e un paio di “pancake”, 2 macro, 1 fisheye, e 18 zoom dal 7-14 mm al 100-400 comprendente la serie professionale Leica ad alta luminosità f/2,8-4,0 8-18, 12-60 e 50-200.
Per la GX9 sono indicati gli obiettivi della serie Lumix, più economici dei Leica, ma sempre di alta qualità. Fra gli zoom con cui è venduta in kit il 12-32/3,5-5,6, con un peso si 70 g e una sporgenza di 24 mm, è praticamente un “pancake” indicato per chi vuole ridurre ai minimi termini dimensioni e peso. Il più adatto è il 12-60/3,5-5,6, buon compromesso fra escursione focale, dimensioni e costo. per chi vuole un’escursione focale maggiore c’è il 14-140/3,5-5,6 che guadagna molto verso la focale tele, ma fa perdere in grandangolo, senza però penalizzare troppo per dimensioni e peso. Come focali aggiuntive c’è poca disponibilità per i grandangoli: l’unico proponibile è il 7-14/4,0 però piuttosto costoso, 800 €. Più disponibilità fra i tele zoom con il 35-100/3,5-5,6 215 €, il 45-150/3,5-5,6 210 € e il 45-200/4,0-5,6 360 €; si può anche arrivare al 100-300/4,0-5,6 che costa 550 €. Per le focali fisse luminose sono interessanti il Leica 15/1,7 500 €, un po’ caro ma di qualità notevole, il 20/1,7 “pancake” 260 €, il 25/1,7 180 € e il 42,5/1,7 400 €. Come macro infine il 30/2,8 350 €.
Sulle M43 poi è possibile montare, con opportuni adattatori, praticamente tutti gli obiettivi disponibili per fotocamere reflex o a telemetro grazie al ridotto tiraggio della montatura, naturalmente con messa a fuoco manuale, ma con automatismo di esposizione a priorità dei diaframmi. Panasonic fornisce gli anelli per obiettivi Leica M ed R, ma ce ne sono molti altri disponibili da altri fornitori, compreso quello per Olympus OM.

Nell’uso la GX9 si è dimostrata un ottimo strumento multimediale.
Come fotocamera si è dimostrata valida, producendo buone foto con ottimi colori già con le impostazioni base in tutte le situazioni comprese quelle critiche in poca luce come. L’uso è intuitivo e i comandi ben disposti e facili da raggiungere ed azionare anche senza togliere l’occhio dal mirino.
Dal punto di vista video si è mostrata altrettanto valida consentendo riprese a fuoco e di ottima qualità. Durante le riprese è possibile usare il mirino elettronico, ma naturalmente è stato molto più comodo usare lo schermo anche per tenere la macchina in modo più stabile.

Per il dettaglio della qualità d’immagine e degli obiettivi fare riferimento alle apposite pagine.

Per tutte le foto di prova ho usato il formato 4:3.
Le foto sono suddivise in foto di test, scattate a tutte le sensibilità, da 100 a 25600 ISO, in luce naturale di giorno e di notte e in interni ed a vari diaframmi per valutare l’obiettivi, e foto di esempio a varie sensibilità a secondo delle situazioni, anche se di giorno sono stati usati possibilmente i 200 ISO. Tutte le foto sono state salvate sia nel formato jpeg come salvato dalla macchina, sia nel jpeg convertito dal raw con il programma fornito da Panasonic, Silkypix Developer 4.

====>  Prestazioni e conclusione

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