Leica M e M-E

Leica ha presentato due nuovi modelli della sua celebre serie di fotocamere a telemetro, la Leica M e la Leica M-E. Tutte le nuove fotocamere a telemetro Leica da ora in poi si chiameranno semplicemente M. La M è una fullframe da 24 Mpx e per la prima volta offre la funzione Live View con la possibilità di ingrandimento per la messa a fuoco, consentendo quindi anche la compatibilità con gli obiettivi Leica R. E’ anche la prima M ad offrire la possibilità di ripresa video Full HD 1080p a 25 o 24 fg/s. Ha uno schermo da 920.000 pixel ed accetta il mirino elettronico della X2.
La M-E è una fotocamera meno costosa ed essenziale. Ha un sensore fullframe da 18 Mpx, come la M9, il mirino a telemetro e uno schermo da 230.000 pixel.
La M sarà disponibile all’inizio del 2013 con un prezzo in USA di 6.950 €, mentre la M-E sarà disponibile alla fine del mese ad un prezzo, sempre in USA, di 5.450 €.
Riporto I comunicati stampa Leica

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La nuova Leica M è la più innovativa e versatile fotocamera M mai creata nel moderno Sistema M. Fonde decenni di esperienza nella tecnologia del telemetro con le tecnologie digitali d’avanguardia: dispone di un sensore CMOS di pieno formato ad alta risoluzione totalmente nuovo che, insieme al processore ad alte prestazioni e ai leggendari obiettivi M, fornisce risultati di qualità strabiliante. Grazie al Live View, al video e ai nuovi metodi di messa a fuoco aggiuntivi, è anche la M per i fotografi che non vogliono rinunciare a niente di quanto offerto dalla moderna tecnologia digitale.

Sensore Leica MAX da 24 MP per la massima qualità d’immagine

La Leica M impiega un sensore CMOS di pieno formato 35 mm ad alta risoluzione con 24 megapixel, di nuova progettazione. La combinazione tra il processore immagine della fotocamera e il sensore Leica Max da 24 MP garantisce una qualità d’immagine sensazionale. La sua progettazione intelligente e l’architettura piatta dei pixel fa in modo che ciascun pixel raccolga una quantità di luce particolarmente elevata. Si ottengono così immagini caratterizzate da superiore nitidezza e massima risoluzione. La nuova M assicura un bassissimo rumore e immagini finemente dettagliate, anche alle più alte sensibilità fino a ISO 6400. Ora, grazie alla capacità della Leica M di registrare video Full HD a 1080 pixel, la fantastica qualità Leica è disponibile anche nei filmati.

Il nuovo sensore CMOS è progettato e realizzato per usare gli obiettivi Leica M e R sulla Leica M. Grazie al nuovo Adattatore Leica R per M, quasi tutti gli obiettivi Leica R si possono usare sulla Leica M. Questo espande le opzioni della Leica M nel mondo della fotografia Leica R.

Veloce processore immagine Leica Maestro

Insieme al nuovo sensore, il processore Leica Maestro consente alla Leica M di stabilire nuovi riferimenti in termini di velocità di elaborazione dell’immagine. Infatti i dati immagine in arrivo dal sensore sono elaborati e trasformati in immagini visibili a velocità da record. Può eseguire anche le elaborazioni più complesse a velocità elevatissime. Grazie all’efficienza energetica dell’elettronica di trattamento delle immagini nel processore e nel sensore, una sola carica della nuova batteria a ioni di litio da 1800 mAh assicura una lunghissima operatività.

Capacità universali con Live View e mirino elettronico

La nuova Leica M è la prima M in assoluto a disporre di Live View e Live View Focusing. Questo significa che ora, per la prima volta, le immagini si possono comporre usando l’immagine effettivamente prodotta dall’obiettivo – con il totale controllo di profondità di campo, esposizione, precisione dell’inquadratura e messa a fuoco. L’ampio monitor da 3″ ad alta risoluzione permette la precisa valutazione del soggetto visto attraverso il mirino. Questo schiude opportunità completamente nuove per i fotografi M, ben oltre i limiti della classica fotografia a telemetro, come le esposizioni macro e col teleobiettivo, oppure usando il monitor come mirino.

La funzione Live View si può usare con gli obiettivi M oppure R. Indirettamente, i proprietari di obiettivi R potranno usare il mirino elettronico opzionale Visoflex EVF2. La Leica M equipaggiata con Adattatore R, obiettivi R e mirino elettronico si può usare esattamente come una reflex, senza usare il monitor.

Corpo macchina a prova di spruzzi

Grazie ai molti anni di esperienza accumulata dai nostri progettisti nella costruzione dei corpi macchina, la nuova Leica M è costruita senza compromessi, per la massima stabilità e una sigillatura perfetta. La calotta superiore e il fondello sono ottenuti fresando sbozzi in ottone massiccio, mentre il corpo metallico monoblocco è realizzato in lega di magnesio ad alta resistenza. Speciali guarnizioni in gomma proteggono il corpo macchina dalla polvere e dagli spruzzi. La protezione trasparente del monitor ad alta risoluzione impiega un vetro particolarmente duro e antigraffio, denominato Corning® Gorilla®. Tutto questo rende la Leica M particolarmente resistente e le garantisce una lunga e affidabile vita operativa.
Tutte le nuove caratteristiche della Leica M in sintesi:

– Eccezionale qualità d’immagine grazie al nuovo sensore CMOS LEICA MAX
– Amplia i campi di applicazione grazie a Live View e mirino elettronico
– Semplice messa a fuoco di precisione grazie a Live View Focus e Focus Peaking
– Pieno formato digitale per obiettivi Leica R, con l’Adattatore Leica R per M
– Video con “look Leica” con acquisizione Full HD (1080p)
– Campo di sensibilità espanso fino a ISO 6400
– Display da 3″ con 920.000 pixel, protezione in vetro Corning® Gorilla®
– Veloce elaborazione delle immagini con processore immagine Leica Maestro
– Corpo macchina a tenuta di spruzzi
– Lunghissima autonomia della batteria
– Misurazione dell’esposizione multi-zonale e spot
– Ergonomia e comandi rivisitati

M-E

Dall’introduzione del sistema a telemetro nel 1954, le fotocamere a pellicola Leica M sono state considerate da molti fotografi strumenti perfetti per cogliere discretamente, silenziosamente e senza esitazione il fascino di un momento. Naturalmente con una qualità senza compromessi. Oggi è la Leica M-E che incarna la filosofia del Sistema M nella sua forma più pura. Si concentra esclusivamente sulle funzioni fotografiche essenziali, rimanendo semplice e intuitiva da usare. Al contempo, fa parte del più compatto sistema fotografico di pieno formato e permette l’accesso agli obiettivi riconosciuti come i migliori al mondo. – Una fotocamera creata affinché il mondo possa scoprire il fascino della fotografia M.

Silenziosa, discreta, compatta e concentrata sull’essenziale

Discrezione e riservatezza sono particolari punti di forza del Sistema M. Ad esempio, lo scatto dell’otturatore della Leica M-E è silenziosissimo. Al contempo, la combinazione di fotocamera e obiettivo è più compatta di qualsiasi altro sistema fotografico di pieno formato: un aspetto che aiuta i fotografi M a passare inosservati scomparendo nello sfondo.

Concentrarsi sull’essenziale fa parte della filosofia del Sistema M. Questo si applica anche alla Leica M-E: rifiuta consapevolmente di offrire tutto quello che è tecnicamente possibile, limitandosi all’essenziale per la fotografia. L’essenziale include la tipica messa a fuoco rapida manuale con mirino/telemetro e l’anello sull’obiettivo, ma anche la scelta fra tempi di posa selezionati automaticamente o impostati a mano.

Qualità d’immagine senza compromessi

La Leica M-E impiega un sensore CCD ad alta risoluzione da 18 megapixel di pieno formato 35 mm. Il sensore è perfettamente accordato al proprio ruolo nel compattissimo sistema M e alle superiori performance degli obiettivi M. La speciale disposizione delle microlenti lo rende tollerante dei raggi obliqui che incidono sulla sua superficie e garantisce uniformità di esposizione ed estrema nitidezza fino agli angoli dell’immagine. L’omissione del comune filtro passa-basso riduce la necessità di postproduzione digitale e assicura che le immagini mantengano in impatto visivo particolarmente naturale.

Classico design M

Linee nitide e funzionali conferiscono alla fotocamera una personalità assolutamente intramontabile. Dopo tutto, la quintessenza del Sistema M si esprime anche attraverso il design. La calotta e il fondello presentano una finitura laccata grigia antracite, riservata e discreta. Il design del corpo macchina è coerente e deciso, mentre il rivestimento in pelle offre una presa superiore. Il suono quasi impercettibile dello scatto meccanico è una riprova che anche questa M è un capolavoro di artigianato senza confronti.

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12 pensieri riguardo “Leica M e M-E”

    1. Leica è il top! Verità indiscutibile se consideriamo la qualità dei materiali e delle lavorazioni del corpo macchina e degli obiettivi. È indiscutibilmente il top se relazionata alla storia fatta dai fotografi equipaggiati dalle macchina Leica. Ed è proprio per questo che Leica è divenuta il mito: Oskar Barnack (ingegnere della proveniente dalla Zeiss) capì che, abbandonando vecchie pesanti fotocamere a lastre, a favore di un sua macchina con un formato ridotto (24mm x 36mm), poteva dare una svolta al mondo della fotografia. Diede l’accelerata fondamentale a quello che divenne il fotogiornalismo. Equipaggiando i fotoreporter di un mezzo semplice, affidabile, piccolo e, allo stesso tempo, di elevata qualità, essi poterono scattare foto che difficilmente avrebbero potuto scattare con ingombranti medio formato del tempo (non significa che prima di Leica non esistesse il fotogiornalismo, significa solo che grazie al “mezzo” esso poté progredire con maggiore velocità). In poche parole, grazie all’ingegnere Barnack, le caratteristiche comuni della progettazione degli apparecchi Leica erano (e sono): altissima qualità, ridotte dimensioni, semplicità e affidabilità. Col progredire della tecnica ogni casa fotografica ha dovuto assumersi la responsabilità anche sulla qualità della foto finale. Se prima Fujifilm o Kodak fornivano le pellicole (ad esempio), significa che era imputabile anche a terzi, e non solo alla macchina (come lo è oggi) se le foto avessero colori spenti piuttosto che vividi, se la grana sviluppata da pellicole molto sensibili era troppa o con poco dettaglio, ecc… In sostanza, adesso, sia che il sensore ed il processore li producano in casa, sia che li acquistino da aziende esterne, ogni azienda (Leica, Nikon, Pentax, Canon ecc..) è responsabile della qualità di questi. “Secondo me”, un punto fondamentale della qualità è la resa ad alti ISO. Per una fotocamera, rivolta ad un pubblico di professionisti o amatori evoluti, destinata ad un uso “street”, di reportage o di puro spirito fotogiornalistico, è quanto mai essenziale una buona resa a 3200 – 6400 ISO (non sto parlando di resa ottima, attenzione). Ecco il punto di domanda che pongo: perché Leica, nei modelli M9 e M8 (compatte digitali e S system li escudo perché dedicate a un target differente di utenti) non ha mai mostrato mai una grande qualità ad alti ISO? Non entro nel merito del prezzo dov’è facile fare della demagogia del tipo: “È improponibile che una fotocamera che costa 5500€ non scatta oltre i 2500 ISO, quando una fotocamera da poco più di 1100€ (vedi Nikon D7000 o Pentax K5, ad esempio) hanno una qualità che dai 400 ISO è nettamente superiore”. Mi chiedo solo come mai, una fotocamera, il cui marchio è sinonimo di eccellenza, abbia tralasciato lo sviluppo del sensore e del processore. E assieme a questo mi chiedo, come mai non hanno sviluppato la meccanica di scatto (loro sono il numero uno nella perfezione meccanica) che garantisse una velocità di scatto superiore ai 2fps. Me lo chiedo perché oltre ad essere sinonimo di eccellenza è sinonimo affidabilità, di efficienza operativa… è sinonimo di fotogiornalismo, e nel fotogiornalismo non si può giungere ad un compromesso: il “momento decisivo” non è solo quando c’è luce, può esserlo quando hai bisogno di 6400 ISO (di buona qualità) o quando hai bisogno di 4 o 5 fps. Non credo sia strettamente essenziale avere performance da Nikon D4 o Canon 1DX, però, coerentemente con quella che è la filosofia del marchio, e con quella che è la destinazione d’uso, credo che queste caratteristiche siano importanti.
      Detto questo, mi auguro che questa Leica M, possa imporsi nel mondo del fotogiornalismo.
      Buona luce a tutti,
      Marco
      (appassionato, ma non possessore, di Leica)

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      1. (*) “Me lo chiedo perché oltre ad essere sinonimo di eccellenza è sinonimo affidabilità, di efficienza operativa…” mi riferisco a Leica, ovviamente. Come se avessi scritto: “Me lo chiedo perché Leica, oltre ad essere sinonimo di eccellenza, è sinonimo affidabilità, di efficienza operativa…”.

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      2. Grazie ancora per queste informazioni fenomenali!!! Certo possedere una Leica sarebbe un sogno, visto la storia e i grandi fotografi che l’hanno utilizzata, ma per quanto mi riguarda…rimane solo un sogno…un bellissimo sogno!
        Antonio (appassionato, non possessore, di Leica)

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      3. “E assieme a questo mi chiedo, come mai non hanno sviluppato la meccanica di scatto (loro sono il numero uno nella perfezione meccanica) che garantisse una velocità di scatto superiore ai 2fps. ”

        Probabilmente perché dopo vari test si sono resi conto che velocità superiori si sarebbero rivelate inaffidabili per la resistenza a simili sollecitazioni.

        Saluti.Alberto.A.

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        1. Ciao Alberto. Leica è icona dell’ingegneria tedesca nel campo fotografico, ecco la mia perplessità a riguardo di una meccanica che consente al massimo 2fps. Se fosse così (mi auguro di no) non accetterei una spiegazione simile da parte di un progettista Leica. Penserei piuttosto ad un fallimento.
          È come se Ferrari, che ha fatto la storia dell’automobilismo, da qualche anno a questa parte producesse vetture che con prestazioni discrete che però vende in nome del proprio mito ingegneristico.
          L’unica cosa che posso azzardare è che Leica (confrontata con i competitor Canon, Nikon e compagnia bella) non abbia un potere economico tale da consentire cospicui investimenti in ricerca e ammodernamento delle linee di produzione.

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          1. Marco,
            rispondo qui ai commenti su Leica tuoi e degli altri.
            Leica è un piccolo costruttore a differenza dei concorrenti giapponesi, ma ricordiamoci che è stato l’unico marchio tedesco a sopravvivere e non a caso. C’è stato chi ha tentato di seguire i giapponesi sulla loro strada, come Rollei, con fabbriche a Singapore e prodotti di tutti i generi ed è fallito. Chi, come Zeiss si è ritirato a fabbricare solo obiettivi.
            Leica ha continuato invece quello che sapeva fare bene, cioè fotocamere a telemetro di alta classe ed obiettivi.
            E’ entrata nel digitale in punta di piedi con la M8, ma precedentemente aveva fatto un accordo con Panasonic che si sta rivelando molto proficuo. Inizialmente le digitali Leica M8 e M9 non hanno entusiasmato anche perchè basate su sensori di Kodak poco all’avanguardia e poco performanti.
            Ora però com la nuova M ha fatto una cosa per Leica rivoluzionaria (e credo anche per tanti suoi fans che forse non si sono ancora ripresi dallo choc): una Leica M che ha il live view, che riprende video Full HD, che può montare un mirino elettronico ed un adattatore per obiettivi R in modo da trasformarsi in una mirrorless.
            Il sensore da 24 Mpx è in questo caso all’avanguardia, con microlenti in grado di catturare tutta la luce che lo raggiunge. La sensibilità arriva a 6400 Iso, cosa che serve nel genere di foto per cui le Leica sono usate. La raffica arriva a 3 fg/s, ma a cosa servirebbero in una Leica i 10 fg/s, non è una macchina per foto sportive. La velocità di raffica poi non è determinata nelle moderne fotocamere solo dalla parte meccanica, come sembrano pensare alcuni (nelle Leica poi non c’è alcuno specchio da ribaltare), ma soprattutto dall’elettronica che deve essere in grado di elaborare il flusso di dati conseguente.
            Oltre alla M ha presentato una rinnovata S, una delle migliori fotocamere medio formato.
            Leica quindi sta sviluppando le sue fotocamere seguendo la sua strada che non è quella della velocità di raffica. La Ferrari corre in F1 e fa auto sportive, quindi deve perseguire la velocità. Leica fa fotocamere e deve perseguire la qualità d’immagine.
            Ciao, Francesco

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            1. Ciao Francesco, io concordo con te nel dire che la M8 e la M9 erano poco entusiasmanti. Mi auguro che la M sia al passo con l’attuale tendenza dei costruttori di fotocamere: le mirrorless di alta qualità (vedi Fujifilm X Pro 1, Sony RX1). Anche se la prima ha un sensore diverso (APS-C) dal FF, mi auguro che la M riesca a tenere il passo con queste concorrenti di elevata qualità.
              Per quanto riguarda la raffica, mi discosto un po’ dal tuo punto di vista. 10fps sono tanti, ma 5fps sono giusti ed adeguati. I 2fps della M9 sono pochi. Il paragone con Ferrari non è una questione di “velocità”, ma verte su un punto fondamentale: certi marchi (come Leica e Ferrari) rappresentano lo stato dell’arte e sono conosciuti per la loro storia, qualità, prestigio. Come tali ogni loro prodotto è curato nei particolari. Nella fattispecie una Leica a telemetro dovrebbe garantire tutta una serie di caratteristiche tali da garantirle sempre una posizione di prestigio. È come entrare in un Ferrari (il top dell’ingegneria automobilistica) e trovare degli interni poco curati.
              Discorso a parte merita la S, destinata ad una utenza diversa. Anch’io penso sia una MF eccezzionale, con corpo macchina e obiettivi dedicati eccellenti.
              Concludo dicendo che, con grossa probabilità, Leica e la sua M tornereranno (stavolta in epoca “digitale”) ad essere un riferimento per la fotografia.
              Cordiali saluti a tutti!

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