Panasonic FZ300: descrizione e uso

La FZ300 è una bridge di medie dimensioni. Il corpo ha la forma di una reflex con il mirino in alto al centro del dorso. L’obiettivo in posizione di riposo non sporge molto dal corpo macchina facilitandone il trasporto. Si allunga poi all’accensione portandosi alla minima focale con una sporgenza ridotta. Quano si porta a quella massima invece le dimensioni diventano notevoli.
E’ costruita internamente in metallo con il corpo esterno in policarbonato, ma la finitura è ottima. I comandi e le ghiere sono tutti precisi e consistenti nello scorrimento e nell’azionamento.

Descrizione e comandi

Inizio la descrizione dal frontale:

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Su questo non ci sono comandi. Sulla sinistra dell’obiettivo, in alto, si vede  l’illuminatore a led di ausilio per l’autofocus che funziona anche come segnalatore dell’autoscatto.

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Sulla calotta superiore si vedono verso il centro, sull’alloggiamento del mirino e del flash, i fori dei due microfoni per l’audio stereo. Più a destra la manopola delle modalità di funzionamento con coassiale l’interruttore di accensione: P (program), A (priorità dei diaframmi), S (priorità dei tempi),  M (manuale), C (richiama le impostazioni utente precedentemente registrate in memoria), Panorama, Scene che consente di selezionare una modalità scena fra 20 possibilità, compresa una ripresa 3D. Infine ci sono le posizioni Effetti, che consente di scegliere fra 15 diversi effetti, e iAuto automatismo intelligente che imposta automaticamente tutte le regolazioni. Sull’impugnatura il pulsante di scatto con coassiale la leva per il comando dello zoom. Dietro due pulsanti: quello di sinistra Fn1, personalizzabile, per default attiva la compensazione dell’esposizione, regolabile con la ghiera di comando, quello di destra rosso fa partire la ripresa video. Più indietro un secondo pulsante Fn2 personalizzabile che per default scambia le funzioni della ghiera di comando fra tempi e diaframmi quando si è in manuale. Accanto il led di segnalazione del funzionamento della connessione wi-fi. Infine all’estrema destra l’unica ghiera di comando.

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Nella parte posteriore, dominata dal grande schermo da 3″ orientabile e incernierato sul lato sinistro, quasi tutti i comandi sono concentrati sulla destra. A sinistra sopra lo schermo c’è solo un pulsante Fn4 personalizzabile che per default commuta la visione da schermo a mirino o imposta la commutazione automatica. Al centro c’è il mirino protetto da una grande guarnizione in gomma con sopra il sensore per la commutazione automatica quando percepisce la presenza dell’occhio del fotografo; di fianco (non visibile) c’è la rotella per la regolazione diottrica. Alla sua destra si trova un commutatore a tre posizioni per l’impostazione della modalità autofocus: AFS/AFF autofocus singolo e autofocus flessibile, in pratica si commuta automaticamente da singolo a continuo se il soggetto si muove, AFC autofocus continuo e MF messa a fuoco manuale da effettuare con una ghiera a lato dell’obiettivo. Al centro c’è il pulsante per il blocco della messa a fuoco, dell’esposizione o di entrambe a secondo delle impostazioni da menu. A destra dello schermo c’è in alto il pulsante verde per la revisione delle foto; sotto il pulsante per la scelta delle informazioni da visualizzare nello schermo o nel mirino. Più in basso il pad a quattro mie con al centro il pulsante di conferma e per il richiamo dei menu. Le sue funzioni sono, dall’alto e in senso orario: impostazione sensibilità Iso, bilanciamento del bianco, modalità di scatto (singolo, raffica, autoscatto, bracketing) e scelta dell’area di messa a fuoco. Sotto infine un altro pulsante personalizzabile Fn4 che per default richiama il Quick menu (menu rapido) e in revisione serve a cancellare le foto.

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Sul lato destro ci sono tre prese protette da uno sportellino in gomma: una mini USB, una mini HDMI e una per un comando remoto.

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Sul lato sinistro in alto c’è una presa per microfono protetta da uno sportellino. Sull’obiettivo ci sono, da destra: in alto la rotella per la messa a fuoco manuale, sotto un commutatore per impostare la messa a fuoco macro e a sinistra un cursore per la zoomata..

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Nella parte inferiore troviamo l’innesto per il treppiedi, purtroppo non in asse con l’obiettivo e uno sportello che protegge l’alloggiamento della batteria ricaricabile agli ioni di litio e della scheda SD.

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Nella parte supriore, sopra il mirino è inserito un piccolo flash ad apertura manuale.

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Lo schermo si può orientare in tutte le direzioni compreso in avanti.

Principali schermate e menu

In dotazione, insieme alla macchina sono forniti:

– batteria ricaricabile
– caricabatteria
– un cavo USB
– cinghia a tracolla
– un manuale sintetico, quello completo è scaricabile dal sito di Panasonic Italia o dal CD allegato
– un CD con il software in dotazione:Photo Fun Studio (un browser per importare e visualizzare le foto), manuali in varie lingue. Il software Silkypix Photo Studio per convertire le foto raw è scaricabile da sito del produttore Ichikawa Soft Laboratory.

Come accessori sono disponibili sul sito Panasonic Italia:

– convertitori per l’obiettivo grandangolo e tele DMW-LC55 e DMW-LT55 e adattatore DMW-LA7
– filtri: polarizzatore DMW-LPL52, grigio neutro 3x DMW-LND52 e di protezione DMW-LMC52
– vari flash esterni
– telecomando con cavo DMW-RSL1
– microfono esterno DMW-MS2
– batteria supplementare BCN13
– cavo audio video AVC1
– cavo USB USBC1
– schede SD da 16 a 128 Gb

Uso in pratica

La FZ300 è una bridge un po’ diversa dal solito. Ha un sensore di piccole dimensioni come molte altre bridge, ma il suo obiettivo zoom non ha un’escursione elevata come altre, limitandosi a 24x 25-600 mm equivalenti, e sopratutto ha un’apertura di diaframma costante ed abbastanza elevata f/2,8. Questo la fa somigliare ad alcune bridge “premium” comparse negli ultimi due anni che hanno fatto fare un salto qualitativo alla categoria. Rimangono i limiti intrinseci di un sensore da 1/2,3″, ma l’obiettivo luminoso anche alle focali più elevate e la sua migliore qualità garantiscono risultati superiori a quelli di altre bridge della stessa Panasonic o di altre marche. Altre caratteristiche di spicco sono la stabilizzazione a “5 assi”, l’autofocus con tecnologia DFD e la ripresa video 4K.

Il corpo macchina è abbastanza grande, anche se non eccessivo, e abbastanza bene costruito e finito. I comandi consentono di usarla con l’occhio al mirino per la maggior parte delle impostazioni.

Il mirino è di puona qualità con 1.440.000 pixel, una copertura del 100 % e un ingrandimento 0,7x, superiore coma qualità a quello delle bridge economiche e paragonabile a quello di alcune “premium”. Nel mirino si vedono le stesse informazioni visualizzate nello schermo, compresi i menu. E’ dotato di regolazione diottrica e di una guarnizione in gomma morbida come le migliori reflex o mirrorless.

Lo schermo da 3″ con 1.040.000 pixel è nitido ed ha una buona resa dei colori, ma come tutti gli schermi non consente una visione ottimale in condizioni di forte illuminazione, specialmente in controluce. Nello schermo possono essere visualizzate tutte le impostazioni della fotocamera, sovrapposte all’immagine inquadrata come di solito, con diverse modalità compresa una livella a due assi molto comoda. In alternativa si può visualizzare un pannello con le principali impostazioni della fotocamera.

I comandi sono organizzati in modo tale che non è quasi mai necessario entrare nei menu. Infatti con i pulsanti Fn, Quick menu, i comandi e la ghiera del pad  è possibile controllare quasi ogni dettaglio delle impostazioni. La ghiera  poi consente una regolazione facilissima dei parametri selezionati col pulsante del pad o Quick menu. .

La messa a fuoco è a rilevamento di contrasto, ma usa la tenologia esclusiva Panasonic DFD (Depth From Defocus). Questa tecnologia consente di calcolare rapidamente di quanto deve essere spostato l’obiettivo per raggiungere la messa a fuoco e di raggiungerla immediatamente con un solo spostamento invece di andare avanti e indietro per trovare il fuoco migliore come tutti gli autofocus a rilevamento di contrasto, come si vede in figura. In questo modo si può raggiungere un tempo di messa a fuoco di 0,07 sec. secondo quanto dichiara Panasonic.

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Nell’uso l’autofocus della FZ300 si è rivelato veloce e preciso e non ho mai avuto foto fuori fuoco. Anche la sua sensibilità è elevata e mette a fuoco in condizioni di luce scarsissima, quasi al buio, anche senza l’aiuto dell’illuminatore ausiliario. E’ efficace anche per soggetti in movimento, se non troppo veloce, ed è paragonabile all’autofocus delle reflex base, anche se non può competere con quello delle migliori reflex. Nelle riprese video mantiene abbastanza bene la messa a fuoco anche con lo zoom e quando la perde è rapido nel recuperarla.
Può funzionare in automatico, in cui la macchina sceglie la zona di messa a fuoco fra le 49 disponibili, in macro o in manuale. La scelta del punto di messa a fuoco può anche essere effettuata manualmente sia con i pulsanti del pad sia toccando direttamente lo schermo. Si può anche definire una zona con più punti AF di forma e dimensioni a piacere, sia con il pad sia tracciandola direttamente sullo schermo. In modalità Macro la FZ300 può arrivare a mettere a fuoco fino ad un centimetro dalla lente frontale.
La FZ300 dispone anche della funzione di rilevamento dei volti con anche la possibilità di memorizzarne alcuni.
La messa a fuoco manuale è attivabile con l’apposita leva sul dorso. In questo caso è possibile ingrandire la zona di messa a fuoco al centro dell’inquadratura o azionando la ghiera o direttamente sullo schermo come in uno smartphone e attivare la funzione di rilievo dei contorni (peaking) con due sensibilità e con la possibilità di scegliere il colore dell’evidenziazione.

L’esposizione può essere totalmente automatica in Auto intelligente. In questo caso la fotocamera esegue tutto automaticamente compresa la selezione della scena. Le scene disponibili sono numerose e coprono tutte le esigenze. L’elenco è visualizzato nella galleria dei menu.
In alternativa si può usare il programma P, eventualmente impostando la sensibilità Iso se non è su Auto, variare la coppia tempo/diaframma con la ghiera di comando e la compensazione dell’esposizione con l’apposito pulsante; nelle priorità ai tempi o diaframmi, regolandoli con la ghiera di comando, o l’esposizione manuale nella quale si regolano i tempi e i diaframmi con la ghiera posteriore facendo riferimento ad una indicazione di sovra o sottoesposizione sullo schermo. La sovra o sottoesposizione in tutte le modalità è indicata sullo schermo o mirino. In modalità Iso Auto la macchina regola il tempo minimo di scatto in funzione della lunghezza focale impostata sull’obiettivo fino a che ciò è possibile per evitare il mosso.
La lettura esposimetrica può essere valutativa, con prevalenza al centro o spot.
E’ possibile memorizzare un profilo utente per diverse situazioni di scatto richiamabile con la manopola delle modalità in posizione C.

L’esposizione si è dimostrata abbastanza corretta di giorno con buona luce, mentre di notte o in ambienti molto scuri ha dmostrato una sovraesposizione di 1 stop, come quasi sempre accade, facilmente correggibile con il comando di compensazione. Solo in qualche raro caso, in presenza di forti contrasti e controluce ho dovuto apportare qualche correzione, il cui effetto viene visualizzato nello schermo o meglio nel mirino.

Sono disponibili inoltre numerosi effetti immagine, utilizzabili solo salvando le foto in jpeg, ognuno con diverse varianti: espressivo, nostalgico, vecchi tempi, high key, sottoesposizione, sepia, monocromatica dinamica, opera d’arte, Alta dinamica, processo incrociato, effetto giocattolo, effetto miniature, messa a fuoco soft, filtro a stella, punto colore e bagliore.

Il bilanciamento del bianco può essere automatico e da quasi sempre buoni risultati, oppure su 4 diversi valori prefissati. E’ possibile anche effettuare e memorizzare una taratura personalizzata.

La sensibilità Iso può essere regolata automaticamente o manualmente, a passi di 1/3 EV, da 100 a 6400 Iso. La regolazione automatica, come detto, tiene conto della focale dell’obiettivo impostata sullo zoom.

Lo stabilizzatore è ottico a “5 assi”. La sua efficacia è ottima, come si può vedere nella pagina dedicata alle prestazioni

Le foto possono essere salvate in formato 3:2, 4:3, 16:9 e 1:1 e in varie dimensioni, a 12 Mpx, a 8 Mpx, a 5 Mpx e a 3 Mpx. Possono essere salvate in Jpeg con qualità Fine o Standard, in raw e in raw più jpeg.

Oltre a queste modalità di scatto c’è anche la possibilità di riprese panoramiche in orizzontale o verticale.

Il flash incorporato può scattare automaticamente nelle modalità Auto intelligente e nelle scene ritratto e macro, o essere impostato per l’uso forzato. Dispone della possibilità di un prelampo per evitare gli occhi rossi. La sua potenza è abbastanza buona e adatta ad illuminare anche un ambiente medio.

La FZ300 dispone di diverse velocità di raffica: SH (super alta) a 60 fg/s solo jpeg per 60 immagini, H (alta) a 12 fg/s, M (media) a 6 fg/s e L (bassa) a 2 fg/s. Per le velocità alta, media e bassa si possono registrare 19 immagini raw mentre le jpeg sono limitate solo dalla scheda di memoria. Alle velocità SH e H la messa a fuoco, l’esposizione ed il bilanciamento del bianco (se automatico) sono fissati sul primo scatto e non è disponibile il live view, si vedono solo le foto appena scattate. A quelle M e L invece messa a fuoco, esposizione e bilanciamento del bianco sono determinati essere scatto per scatto in AFF o AFC e il live view è attivo. Durante la raffica si possono usare tutte le modalità di funzionamento, Program, priorità e manuale, scegliere la sensibilità Iso e il bilanciamento del bianco.
E’ disponibile inoltre la possibilità di registrare foto in formato 4K. In questa modalità la fotocamera registra foto da 8 Mpx a 30 fg/s come se fosse un filmato. Da questo è poi possibile selezionare le singole immagini che si vogliono salvare come foto direttamente in macchina. Si possono impostare e usare tre diverse modalità di scatto: tenere costantemente premuto il pulsante di scatto durante la raffica, avviare la raffica con una prima pressione e terminarla con una seconda, sfruttare la funzione prescatto che salva le immagini riprese da 1 secondo prima della pressione del pulsante di scatto ad un secondo dopo. La messa a fuoco dovrà essere AFF e si potranno usare tutte le modalità di funzionamento e l’impostazione automatica della sensibilità, ma i tempi di scatto saranno da 1/30 a 1/16000 e sarà usato l’otturatore elettronico.
Infine è disponibile anche la ripresa intervallata (time lapse) fino a 9999 scatti entro 23 ore e 59 minuti con intervalli da 1 secondo a 99 minuti e 59 secondi.

La ripresa video consente di riprendere video 4K a 3840×2160 pixel 25/24p (100 Mb/s) in formato MP4, oppure Full HD a 1920×1080 pixel 50p, 50i 24p in formato AVCHD oppure 50/25p in MP4, con audio stereo. E’ disponibile anche un ingresso per un microfono esterno. L’autofocus può essere fissato all’inizio della registrazione, continuo o manuale. Si possono usare tutte le modalità di funzionamento, Program, a priorità e manuale e l’impostazione automatica o manuale della sensibilità.
Durante la ripresa video è possibile scattare foto in formato 16:9. Se si da priorità al video le foto saranno di 2 Mpx in jpeg, se si da priorità alle foto queste potranno essere di qualunque formato e qualità, ma lo schermo diventerà nero per un secondo e l’audio sarà silenziato.

La fotocamera dispone di connettività Wi-Fi con la quale è possibile, attraverso l’APP Panasonic “Image App”, di Panasonic collegarla ad uno smartphone o un tablet per controllarla o per trasferire le foto anche ad un pc.

La FZ300 è quindi una fotocamera dalle funzioni piuttosto complete. Le sue dimensioni ed il peso non sono eccessivi e si può portare in giro facilmente e senza troppo impegno. L’uso è piacevole, si accende rapidamente con la levetta posizionata abbastanza bene per accedervi con il pollice. L’accensione non è immediata perchè si deve attendere l’estensione, seppure ridotta, dello zoom, quindi se si vuole scattare con prontezza è bene tenerla accesa. Il mirino è ottimo e consente di vedere bene l’inquadratura anche in condizioni di pochissima luce. Lo zoom ha un’escursione appropriata, dal medi grandangolo per interni e panoramiche ad un tele piuttosto spinto, ma non esagerato, che consente anche riprese di soggetti e dettagli lontani. Inoltre la sua luminosità aiuta molto in condizioni di luce non ottimali.

Nella pagina delle prestazioni si potranno vedere i risultati delle misure e delle prove effettuate.

Per tutte le foto di prova ho usato il formato 4:3 nativo del sensore.
Le foto sono suddivise in foto di test, scattate a tutte le sensibilità, da 100 a 6400 Iso, in luce naturale di giorno e di notte e in interni ed a vari diaframmi per valutare l’obiettivo, e foto di esempio, come turista, a varie sensibilità a secondo delle situazioni, anche se di giorno sono stati usati possibilmente i 100 Iso.

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Prestazioni
Galleria
Conclusioni
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