Fotocamere consigliate: reflex base

Queste sono le fotocamere che secondo me sono le più consigliabili da acquistare per il fotoamatore. Anche per le fotocamere di fascia base non è facile dare indicazioni senza sapere a quale genere di fotografia si vuole destinare la fotocamera, ma anche per queste è possibile valutare la convenienza delle offerte presentate dalle varie marche e suggerire quali possano essere i migliori corredi di obiettivi. In questa fascia poi le fotocamere offerte si differenziano abbastanza marginalmente e presentano uno standard costruttivo e delle caratteristiche adeguati ai clienti a cui si rivolgono ed a fare buone foto. Tutte quindi sono in grado di fornire una qualità di immagine migliore delle compatte e delle superzoom.
Devo poi precisare, per evitare equivoci, che il fatto che una fotocamera sia sconsigliata non significa che sia di cattiva qualità o che non produca buone fotografie. La valutazione è basata sulle caratteristiche e funzioni offerte in rapporto al prezzo ed alla concorrenza.
Le fotocamere non elencate invece vuol dire che non presentano particolari pregi o caratterisstiche di spicco rispetto alle altre offerte.
Tutti i prezzi indicati sono stati rilevati il 20/10/2010 su siti italiani o quando i prodotti non erano ancora disponibili da noi su siti tedeschi. Periodicamente cercherò di aggiornarli.

Fascia base – La scelta più conveniente

Le attuali reflex di questa categoria hanno ormai un costo contenuto, non troppo superiore a quello delle migliori compatte e bridge.
Le reflex di questa categoria consentono di affrontare qualunque genere fotografico senza particolari limitazioni. La differenza con le categorie superiori, professionali, semiprofessionali e medie è prevalentemente nelle caratteristiche costruttive. Queste hanno il corpo in plastica, mentre quelle di categoria superiore sono in metallo. Mancano anche le protezioni per polvere ed acqua. Queste però sono caratteristiche destinate ad un uso professionale, in cui si deve fotografare in tutte le condizioni senza preoccuparsi troppo per la cura delle attrezzature. Il fotoamatore però in genere sceglie le condizioni in cui fotografare e ha la massima cura delle proprie macchine. Anche l’intensità d’uso è diversa e quindi non ci saranno problemi per la loro durata nel tempo. Altre differenze sono il mirino che non ha la copertura del 100 %, la velocità di raffica più bassa (con qualche eccezione). Oltre al costo però anche il peso e l’ingombro sono inferiori. La qualità d’immagine è vicina o in alcuni casi uguale a quella dei modelli della categoria superiore.
Sono quindi la scelta migliore per chi vuole fare foto di qualità, in qualunque genere fotografico, senza limitazioni per la scelta di obiettivi e accessori, ma senza fare investimenti troppo impegnativi.
Tutte le reflex di questo gruppo, tranne la Olympus hanno un sensore di dimensioni APS.

Elenco quindi brevemente le più consigliate:

Nikon D3100

E’ una delle due nuove reflex presentate da Nikon all’ultima Photokina. Ricalca come linea, comandi e dimensioni del corpo la precedente D3000, ma con sensibili miglioramenti che la rendono anche più interessante della D5000.
Il sensore è un CMOS da 14,2 Mpx, la sensibilità è estesa fino a 12.800 Iso grazie anche al nuovo elaboratore d’immagine Expeed 2, e finalmente dispone del live view e della possibilità di riprendere video Full HD 1920×1080 pixel con messa a fuoco continua. Il mirino è un po’ piccolo, ma nella media per questa categoria, l’ingombro ed il peso ridotti. La costruzione e finitura impeccabili, come tradizione in casa Nikon, anche se il corpo è in policarbonato con telaio metallico. Anche il sistema autofocus, con 11 punti AF, e quello di esposizione sono di qualità elevata, come quelli della precedente D90.I comandi ed i menu sono ottimi, facili ed intuitivi. Non ha la stabilizzazione incorporata. ma il corredo di obiettivi Nikon offre numerosi obiettivi stabilizzati anche a basso costo.
La D3100 è offerta in kit con obiettivi stabilizzati in particolare col 18-55 VR (560 €), col 18-105 VR (660 €) il più consigliabile e con il doppio kit 18-55 VR e 55-300 VR (810 €) ma può essere anche acquistato il solo corpo a 530 €.
In conclusione la D3100 rappresenta un ottima scelta in quanto è una fotocamera molto valida e ben costruita e, grazie alla disponibilità di modelli di livello più alto e di obiettivi del sistema Nikon, rappresenta un buon investimento e una buona base di crescita.

Canon 550D

La 550D monta lo stesso sensore CMOS da 18 Mpx della 7D e questo dovrebbe bastare a definire il suo livello di qualità fotografica. Il corpo in linea con i precedenti modelli è piccolo e leggero, in policarbonato con telaio metallico. La costruzione ele finiture sono buone, i comandi anche qui facili ed i menu chiari e semplici. La sensibilità arriva a 12.800 Iso. Il sistema AF ha 9 punti e quello di esposizione 63 aree. Il mirino è piccolo ma nella media per queste reflex. Può riprendere video Full HD 1920×1080 pixel ma senza autofocus continuo. Una particolarità è lo schermo con 1.040.000 punti e proporzioni 3:2 invece dei soliti 4:3. Non ha la stabilizzazione incorporata. ma il corredo di obiettivi Canon offre numerosi obiettivi stabilizzati anche a basso costo.
Anche la 550D è offerta in kit con obiettivi stabilizzati, in particolare col 18-55 IS (690 €), il 18-135 IS (960 €) o il 18-200 IS (1090 €) ma può essere acquistata solo corpo a 690 €.
Anche la 550D rappresenta un ottima scelta in quanto ha un sensore di livello superiore e, grazie alla disponibilità di modelli di livello più alto e di obiettivi del sistema Canon, rappresenta un buon investimento e una buona base di crescita.

Pentax K.r

E’ l’ultima novità Pentax, presentata a ridosso della Photokina. Di fatto sostituisce la precedente K-x ovviando al suo unico difetto, la mancata visualizzazione nel mirino dei punti AF usati per la messa a fuoco. I suoi pregi maggiori sono la grande compattezza, la stabilizzazione nel corpo che rappresenta un grosso vantaggio e l’ottima qualità degli obiettivi economici Pentax per APS, una spanna sopra la concorrenza. L’autofocus è stato migliorato rispetto alla K-x ed ora ha 11 punti AF.Il corpo, anche qui in policarbonato con telaio metallico, è ben costruito e rifinito e da una sensazione di solidità. E’ disponibile inoltre in vari colori. Anche nella Pentax il mirino non brilla particolarmente per dimensioni. Notevole la velocità di raffica che arriva a 6 fg/s. Il video è invece rimasto solo HD 1280×720 pixel.
La K-r è offerta in kit con il 18-55 (765 €) oppure con il nuovo 18-135 WR (resistente a polvere ed acqua) (1280 €) o con il doppio kit 18-55 e 50-200 (870 €) ma può essere acquistata anche solo corpo a 710 €.
E’ quindi una ottima scelta per chi è meno interessato al video e vuole una macchina compatta e che faccia ottime foto, oltre che si distingua dalla maggioranza. Anche gli obiettivi Pentax sono piccoli e leggeri, e nel corredo sono presenti sia obiettivi economici, che di qualità professionale come alcuni zoom e quelli della serie “Limited” a focale fissa.”

Sony A450

La A450 fa da ponte tra le più evolute e nuove A560-A580 e le reflex più semplici ed essenziali della serie 200. Il sensore è un CMOS da 14,2 Mpx. Il corpo è anche qui in policarbonato con telaio metallico ed ha dimensioni un po’ più grandi delle concorrenti che qualcuno potrebbe preferire. La costruzione ele finiture ottimi, i comandi ed i menù altrettanto. L’autofocus ha 9 punti, la stabilizzazione è incorporata. Notevole la velocità di raffica di 7 fg/s. La sensibilità arriva a 12.800 Iso. Non c’è però la messa a fuoco veloce con il live-view, caratteristica di alcuni modelli Sony, per cui si comporta come tutti gli altri modelli, cioè la messa a fuoco in live view è lenta. Manca anche la possibilità di ripresa video.
Anche la A450 è offerta in kit con un 18-55 (480 €) o col doppio kit 18-55 e 55-200 (850 €), ma può essere acquistata solo corpo a circa 470 €.
La A450 è anche lei una fotocamera di buona qualità corredata da un vasto sistema di obiettivi comprendente anche alcune eccellenti ottiche Zeiss. Il suo prezzo è anche abbastanza basso. E’ consigliabile quindi a chi guarda particolarmente al budget e non è interessato al video.

Alternative:

Olympus E620

La E620 è la reflex medioeconomica di Olympus. presentata nel 2009 non ha subito fino ad ora evoluzioni o sostituzioni in quanto Olympus in questo momento è più focalizzata sulle PEN senza specchio. Ha un sensore Live-MOS da 12,3 Mpx di dimensioni del sistema 4/3 inferiori a quelle delle reflex APS e può scattare sia con le proporzioni 4:3 che con quelle 3:2. Il corpo è in policarbonato rinforzato con fibra di vetro. La costruzione è comunque buona e non lascia dubbi sulla sua solidità. L’autofocus ha 7 punti AF, il mirino un po’ più piccolo della media, come in tutte le 4/3. La sensibilità arriva a 3200 Iso. C’è la funzione live view, Olympus è stata la prima a svilupparla, ma non può effettuare riprese video. La stabilizzazione è incorporata nel corpo.
La E620 è offerta in kit con il 14-42 (650 €) o con il doppio kit 14-42 e 40-150 (790) oppure può essere acquistata solo corpo a 550 €.
E’ consigliabile per chi ha già un sistema Olympus e vuole migliorare il corpo macchina o cerca un secondo corpo.

157 pensieri riguardo “Fotocamere consigliate: reflex base”

  1. Ciao Francesco,
    l’anno scorso ho comperato una FZ100, su tuo consiglio, perchè volevo una bridge. Non è male, ma mi rendo conto che non è proprio il massimo, quindi ho deciso di passare a qualcosa di più serio.
    Leggendo tutti i tuoi consigli, mi pare interessante l’acquisto di una Nikon D5100 con un obiettivo Tamron 18-270 pzd.
    Faccio foto in esterno, anche di sera, ma anche molto in interni, case, musei, teatri, ecc.
    Pensi che sia una buona soluzione? Oppure hai altre idee?
    Leggo sempre attentamente le tue risposte e i tuoi articoli. Sei molto competente e anche estremamente paziente :))) e pedagogico. Capisco tutto quello che dici anche se non sono un’esperta!
    Quindi grazie per quello che fai.
    Ciao, Stefania

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    1. Ciao Stefania,
      io ho acquistato una D5100 e l’obiettivo Tamron 18-270 PZD. La messa a fuoco mi sembra abbastanza veloce e la stabilizzazione del Tamron efficace. Difetti dal mio punto di vista: il corpo è fin troppo piccolo e, benché la gomma sia molto gradevole e offra una buona presa, la profondità dello spazio per le dita della mano destra è un po’ ridotta, e le mie mani non sono grandi (provala, se puoi). L’ergonomia non è eccezionale, forse anche a causa dello schermo (che tuttavia è il motivo per cui si sceglie la D5100), ma non è nemmeno tragica. Il software in dotazione (ViewNX 2) non offre alcun metodo per la riduzione del rumore nell’elaborazione del RAW: utilizzo RawTherapee 3, che mi sembra migliore di quello offerto in dotazione, ed è uno dei pochi che importa già il formato RAW della D5100. Ho l’impressione che la stabilizzazione del Tamron durante i video divori le batterie.

      Per il resto mi piace molto: fino a ISO 1600 la qualità è buona (paragonabile credo ad una compatta/bridge a ISO 100) e a 3200 è accettabile. Questo significa poter fare buone foto e buoni video in una piazza mediamente illuminata di notte, o in casa o in un locale. Credo che per fare foto sportive o durante un concerto sarebbe opportuno utilizzare un obiettivo più luminoso.

      Le dimensioni sono poco superiori ad una bridge, tanto che entra nella stessa borsa che utilizzavo per la Finepix HS10, ma il peso con il Tamon 18-270 arriva a 1 Kg: è comunque un’obiettivo relativamente leggero con i suoi 450g.

      Il mio parere, in conclusione: qualche difettuccio, non grave, ma tanto divertimento.

      Simone

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      1. Chine, come ti trovi con la raffica a 4fps ? è “abbastanza” per situazioni non esasperate?
        lo trovi soffisfacente la velocità di autofocus?

        grazie

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  2. Ciao Simone,
    grazie mille per la tua risposta.
    Pensi quindi che sia la migliore soluzione, tenendo conto delle mie esigenze e a parità di prezzo?
    Ciao, Stefania

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    1. Ciao Stefania,
      sì, secondo me è la soluzione migliore. Per le foto in interni/teatri potresti pensare ad un obiettivo 50mm/f1.8 (un tele moderato) o 35mm/f1.8 (una focale normale) che hanno un costo contenuto e ti offrirebbero almeno due stop di guadagno.

      Simone

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  3. Ciao Simone,
    scusa ancora il disturbo.
    Sto guardando su Amazon in Francia (abito a Parigi) e la differenza fra la Nikon – D5100 – Kit reflex – 16,2 Mpix – Noir + Objectif 18-55VR e solo il corpo macchina è di soli 65 euro.
    http://www.amazon.fr/Nikon-D5100-reflex-Objectif-18-55VR/dp/B004U4UHTQ/ref=sr_1_1?ie=UTF8&qid=1313157143&sr=8-1
    Vale la pena di prenderlo? Può rimpiazzare l’obiettivo 50mm/f1.8 o il 35mm/f1.8 che tu mi suggerivi?
    Ancora grazie!
    Stefania

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    1. Stefania,
      la differenza fra la D5100 con il 18-55 Vr e ….cosa? Se me lo dici potrò darti un consiglio.
      Ciao, Francesco

      P.S: i commenti contenenti dei link devono essere preventivamente approvati da me per essere visibili.

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  4. Ciao Simone,
    ti disturbo di nuovo.
    Il Tamron è proprio questo?
    Tamron – Nikon B008 NII – 18-270mm F – 3.5-6.3 Di II VC PZD
    Vorrei essere proprio sicura.
    Stranamente il tutto costa meno in Francia che in Italia…….
    Ciao e ancora grazie
    Stefania

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    1. Sì, è proprio quello che hai indicato, caratterizzato dalla dicitura PZD (piezodrive, un motore di messa a fuoco più veloce del precedente) e dal codice B008.

      Il vecchio ha il codice B003 e non presenta la dicitura PZD.

      Simone

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  5. Ciao Francesco,
    scusa per il link, non lo sapevo che dovessero essere approvati. L’ho messo perché Simone (oppure tu) potesse capire meglio quello che volevo dire.
    Ho trovato una Nikon – D5100 – Kit reflex – 16,2 Mpix – Noir + Objectif 18-55VR a 649 euro, mentre quella con solo il corpo macchina costa 584 euro. Chiedevo se valeva la pena di prenderlo e se puo’ rimpiazzare l’obiettivo 50mm/f1.8 o il 35mm/f1.8 che mi consigliava Simone, per usarlo in interni/teatri/musei.
    Perché in ogni caso prendero’ il Tamron – Nikon B008 NII – 18-270mm F – 3.5-6.3 Di II VC PZD.
    Non so se sono stata molto chiara…….
    Ancora un enorme ringraziamento per il lavoro che fai (fate?).
    Buone vacanze
    Stefania

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    1. Ciao Stefania,
      il 18-55 in kit non può sostituire un 50 f1.8 o un 35 f1.8, invece è completamente contenuto nel Tamron, quindi sarebbe un doppione.

      Il tamron ha apertura massima f3.5 alla lunghezza focale di 18mm, e f6.3 a 270mm.

      L’apertura è importante perché indica il rapporto tra la quantità di luce che colpisce l’obiettivo e la quantità di luce che colpisce il sensore:

      – f1.000 significa che tutta la stessa quantità di luce che colpisce l’obiettivo colpisce il sensore
      – f1.414 significa che metà della luce arriva al sensore
      – f2.000 significa che 1/4 della luce arriva al sensore
      – f2.828 significa che 1/8 della luce arriva al sensore
      – f4.000 significa che 1/16 della luce arriva al sensore
      – f5.656 significa che 1/32 della luce arriva al sensore
      – e così via…

      Un’apertura f1.8 fa arrivare al sensore quattro volte (+2 stop) la luce rispetto a un f3.6. Questo significa che, se a parità di luce a f3.6 puoi fare una foto con esposizione di 1/20 di secondo a ISO 3200, a f1.8 puoi ottenere la stessa foto riducendo la sensibilità a ISO 800 (riducendo il rumore nella foto), oppure mantenendo lo stesso iso e riducendo i tempi a 1/80 di secondo (riducendo il mosso).

      Tutto chiaro?

      Simone

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    2. Stefania,
      non ti devi scusare per avere inserito il link, lo possono fare e lo fanno tutti e in molti casi è utile. E’ solo per motivi di sicurezza che mi è necessario controllarli prima di approvarli.
      Per quanto riguarda gli obiettivi, se hai intenzione di prendere la D5100 con il Tamron 18-270 PZD è perfettamente inutile, oltre che uno spreco di soldi, prendere anche il 18-55, le cui focali sono già comprese nel 18-270 e che ha una luminosità uguale f/3,5-5,6.
      Per fotografare in interni occorrono obiettivi di elevata luminosità e gli zoom non lo sono. La luminosità di un obiettivo è espressa da un rapporto fra la sua focale e il diametro della lente frontale. Ad esempio f/2,0 vuol dire che la focale dell’obiettivo è il doppio del diametro della lente frontale. più è basso questo numero più è luminoso l’obiettivo. I valori di apertura di un obiettivo sono espressi secondo una scala per la quale ogni valore successivo si ottiene moltiplicando il precedente per 1,4 (approssimando, in realtà è la radice quadrata di 2) ad ogni variazione nella scala corrisponde un raddoppio o un dimezzamento della luce che passa attraverso l’obiettivo a secondo se il valore diminuisce o aumenta, come ha illustrato Simone.
      Usando obiettivi più luminosi è possibile fotografare, a parità di luce, con un tempo più breve o una sensibilità inferiore.
      In conclusione per fotografare in interni meglio di come potresti fare con il 18-270 la scelta deve essere su un obiettivo a focale fissa di alta luminosità. Il più indicato per una reflex di formato APS come la D5100 è il Nikon 35/1,8 che ha un’angolo di visione simile a quello dell’occhio umano e quindi consente discrete foto anche in interni. Il Nikon 50/1,8 invece si comporta come un piccolo tele e quindi in interni è adatto solo per dettagli e particolari.
      Ciao, Francesco

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    3. PS: Stefania, il lavoro è di Francesco che ha creato questo blog ed ha inserito quasi tutti gli articoli (io ho contribuito soltanto con un paio di articoli degli oltre mille). Mi piace rispondere alle domande quando sono alla mia portata, come fanno altri, perché mi piace molto lo stile del blog.

      Simone

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  6. Ciao Francesco,
    Complimenti per il blog e per i consigli preziosi che ci fornisci.
    Sono intenzionato a comprare la mia prima Reflex a breve scegliendo tra le Nikon D3100 o D5100 preferendo acquistare il solo corpo per aggiungerci poi gli obiettivi che preferisco (Probabilmente Tamron 18-270 e Nikkor 35/1.8 ). Però con garanzia Nital vedo che vengono vendute solo in Kit..Che problemi o differenze di trattamento eventuale avrei nel caso la acquistassi con garanzia europa ed avessi poi bisogno di assistenza?
    Grazie, Gianni

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    1. Gianni,
      presso un buon negozio di fotografia dovrebbe essere possibile acquistare la D3100 o la D5100 solo corpo con garanzia Nital. Io ho acquistato la mia D7000 solo corpo presso Ottica Universitaria di Roma http://www.otticauniversitaria.it e loro si sono tenuti l’obiettivo in kit 18-105 che a me non interessava, vendendolo separatamente. Puoi interpellarli per chiedere la stessa cosa, magari citando il mio sito e dicendogli che ti ho consigliato io di rivolgerti a loro..
      Se invece acquisti una macchina senza garanzia Nital innanzitutto avrai come garanzia solo i due anni previsti dalla legge e non i tre offerti da Nital, poi dovrai rivolgerti per qualunque problema al venditore dela macchina e non alla Nital.
      Ciao, Francesco

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  7. Ciao Francesco,
    sono ancora un po’ indecisa tra la Nikon D5100 et la Canon EOS 600D.
    Che cosa mi consiglieresti? Quali sono i pregi e i difetti di ciascuna?
    Grazie per le tue risposte sempre illuminanti. Leggo anche quelle che non mi riguardano e imparo sempre qualcosa :)))
    Ciao, Stefania

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    1. Ciao Stefania,
      qui trovi un confronto fianco a fianco: http://www.digitalreview.ca/content/Canon-Rebel-T3i-EOS-600D-Compared-to-Nikon-D5100.shtml

      Nella Nikon D5100 trovo molto pratica la correzione automatica delle aberrazioni cromatiche e della correzione delle distorsioni, che la Canon 600D non ha. Nikon, come fa sempre notare Francesco, offre numerosi obiettivi economici con AF ultrasonico. La D5100 offre la messa a fuoco continua in LiveView per i video, che la 600D non ha. La D5100 ha un sensore migliore della 600D (ma soltanto se lo usi sempre a ISO 100-200, perché su tutte le altre sensibilità sono molto simili). Queste potrebbero essere quattro ragioni per scegliere la D5100 e ce ne sarebbero altre cento, ma se ne potrebbero elencare cento anche in favore della 600D (ad esempio le impostazioni disponibili per i video).

      D’altra parte faccio le seguenti considerazioni: non utilizzo mai la messa a fuoco continua nei video (la trovo inutile e troppo lenta); scatto sempre in RAW + JPEG e quindi della correzione automatica dell’aberrazione cromatica in Jpeg mi importa poco; infine ho acquistato un obiettivo Tamron 18-270 PZD, in barba alla splendida gamma di obiettivi Nikon.

      Quando dovevo scegliere tra le due mi ero promesso che le avrei provate entrambe ed avrei scelto a sensazione. Poi la 600D costava 150 euro di più quindi ho preso la D5100. Ora le trovi allo stesso prezzo: se hai un negozio ben fornito vicino a casa, prova a maneggiarle che scegli quella che ti offre la sensazione migliore.

      Simone

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    2. Stefania,
      a quello che ti ha già detto Simone ed al confronto sul link indicato c’è poco da aggiungere. Per me sono sullo stesso livello e la scelta dipende da gusti personali o dal fatto che si possieda già qualche obiettivo per l’una o per l’altra.
      La cosa migliore è andare in un negozio ben fornito, valutarle entrambe e scegliere quella che più ti piace e si adatta di più al tuo modo di usarla.
      Ciao, Francesco

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      1. La cosa per cui mi spingerebbe di più verso la nikon, è che la nikon ti da degli obiettivi (es. 18-55; 18-105; 18-200) che come grandangolo equivalgono tutti a 27 millimetri, contro i 29 mm della canon (questo a causa del sensore leggermente più piccolo di queste ultime).
        La canon, perchè anche lei faccia degli obiettivi con grandangolo iniziale equivalente al 27 mm come le nikon, sony, …. dovrebbe fare gli obiettivi che partano con il valore 17 e non 18, (tralasciando ovviamente il costoso 17-55mm 2.8), ma il 18 di partenza, sembra essere lo standard per tutti i produttori.

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        1. Si hai ragione, però purtroppo gli obiettivi hanno dei costi di scala, presumo che i 18-55 abbiano tutti la stessa tipologia di lenti o pressoché simili, siccome i produttori non costruiscono vetri ma li comprano, li trattano e poi assemblano i loro obiettivi, è chiaro che per avere un obiettivo base economico deve essere il più possibile standard.

          Spesso comunque il 27 equivalente tende a svignettare, se ami i grandangoli esiste il sigma 8-16 che su canon diventa un 12,8-25,6

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  8. Grazie mille per tutte le risposte che mi avete dato!
    Ho finalmente optato per la Nikon D5100.
    Come obiettivo ho preso il Nikon B008 NII – 18-270mm F – 3.5-6.3 Di II VC PZD .
    Francesco, in una precedente risposta scrivevi:
    “In conclusione per fotografare in interni meglio di come potresti fare con il 18-270 la scelta deve essere su un obiettivo a focale fissa di alta luminosità. Il più indicato per una reflex di formato APS come la D5100 è il Nikon 35/1,8 che ha un’angolo di visione simile a quello dell’occhio umano e quindi consente discrete foto anche in interni. Il Nikon 50/1,8 invece si comporta come un piccolo tele e quindi in interni è adatto solo per dettagli e particolari.”
    Il 35/1,8 è buono anche per i ritratti?
    E che cosa ne pensi del Nikon – AF 50mm f/1.4 D, a parte che costa molto di più del 50/1,8, che mi pare di aver capito che è solo manuale?
    Ancora un grandissimo grazie!
    Ciao, Stefania

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    1. Ciao stefi, nel ritratto si deve tener conto di non tenere il soggetto sotto pressione e che la figura del soggetto risulti tridimensionale e non piatta per questo si usano focali dal 50 al 100, in casa nikon credo che esistano il 50 e l’85 per fare ciò, in generale molti dicono: 50 per le figure intere, 85 per primi piani, magari Francesco ti dirà con più precisione.
      Per quanto riguarda la luce, tieni presente che le ottiche sono un investimento più del corpo, ma alla tecnologia di oggi i sensori non gestiscono bene la luce inferiore ad un’apertura 2,4, ossia scendendo fino a 1,4 si guadagna di sfuocato ma non completamente di luce (si perde fino alla metà). Tra il resto l’apertura ideale per i ritratti in studio è F5,6. Certo se ti servono scatti veloci per bimbi in movimento allora è altro discorso.
      Detto questo, ti lascio un altro pensiero ossia di non aver paura ad usare un obiettivo manuale, soprattutto poi se ti appassionerai a macro, foto a soggetti fermi, paesaggi, insomma in ogni occasione in cui un veloce autofocus in fondo non è necessario. Non conosco il sistema Nikon, so che in Pentax anche con un obiettivo manuale si vede il quadratino di messa a fuoco una volta girata la ghiera di messa a fuoco manualmente. Comunque tutto questo per dirti di guardare anche in casa samyang come fissi, sono tutti manuali ma economici (meglio sono gli umc) oppure nel mercato dell’usato

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    2. Stefania,
      credo che come obiettivo avrai preso il Tamron 18-270. Il Nikon di questa focale non esiste.
      Per fare ritratti si usano obiettivi tele moderati perchè questi consentono di riprendere il soggetto, a mezzobusto o solo il viso, da una certa distanza riempiendo il fotogramma. Con un obiettivo normale 50 mm, o peggio grandangolare per riempire il fotogramma si dovrebbe avvicinarsi molto al soggetto. Questo per motivi prospettici deformerebbe il viso del soggetto in primo piano ingrandendo innaturalmente il naso, il mento o le orecchie. In questo caso il soggetto visto il risultato afferra la macchina e la rompe sulla testa del fotografo.
      Al di la degli scherzi sono proprio ragioni di prospettiva quelle che consigliano di usare un tele moderato,
      Tradizionalmente per il formato 35 mm o fullframe il tele da ritratto è stato l’85 mm per il mezzobisto e il 135 mm per il volto. Considerando che a causa del sensore più piccolo del 35 mm le fotocamere APS abbracciano lo stesso angolo di campo con una focale più ridotta, o che viceversa per ottenere la focale per il fullframe equivalente ad una data focale APS si deve moltiplicare quest’ultima per 1,5 (1,6 per Canon) se ne deduce che l’equivalente di un 85 mm per l’APS è un 55 mm o anche un 50 mm, mentre l’equvalente del 135 mm è un 85 o 90 mm.
      La focle degli obiettivi però NON VARIA. E’ l’angolo di campo abbracciato che è più piccolo per l’APS perchè il sensore è più piccolo.
      Applicando questa regola si vede che un 35 mm in APS equivale ad un 52 mm in fullframe e quindi non è adatto ai ritratti perchè richiederebbe di avvicinarsi troppo al soggetto. Un 50 mm è equivalente ad un 75 mm e quindi è adatto ad un ritratto a mezzobusto o ambientato, Un 85 mm equivale ad un 127 mm e quindi è adatto a ritratti che prevedano solo il volto.
      Di solito nel ritratto si cerca di mettere a fuoco il primo piano e sfuocare lo sfondo quindi si usano obiettivi di grande apertura, f/1,4 e F/1,8 diaframmando al massimo a f/2,8 o F/4,0. Per mia esperienza non ci sono problemi anche ad usarli alla massima apertura, senza perdita di luminosità (dove hai letto questa storia di f/2,4 Christian?), semmai ci può essere un po’ di vignettatura di nessuna importanza nei ritratti, e in questi casi si può ottenere una profondità di campo ridottissima in cui l’occhio è a fuoco e l’orecchio no. Guarda le mie foto nella prova dello Zeiss 85/1,4 per Nikon https://francescophoto.wordpress.com/2011/06/01/zeiss-851-4/, in particolare questa foto fatta a f/1,4 https://francescophoto.files.wordpress.com/2011/05/d7000_zeiss-85_018_iso-200_f-1-4.jpg.
      Da notare che lo Zeiss ha messa a fuoco manuale ma non ho avuto difficoltà a focheggiare scegliendo il punto al centro dello schermo e seguendo le indicazioni dell’autofocus, come ti ha indicato anche Chrisian.
      Lo Zeiss in oggetto è molto caro, ma esistono obiettivi analoghi a buon prezzo come il Samyang 85/1,4 a fuoco manuale a poco più di 300 € .
      Il Nikon AF-D 50/1,4 è una vecchia versione autofocus senza motore incorporato. Può funzionare in AF con i corpi dotati di motore, D90 e superiori. Attualmente c’è il Nikon AF-S 50/1,4 dotato di motore AF. La differenza con il f/1,8 è essenzialmente i 2/3 di stop di luminosità in più. Qualitativamente è leggermente migliore nelle misure di laboratorio, ma nella pratica questo non si nota.
      Con il tuo 18-270comunque puoi fare ottimi ritratti cercando di scattare con il diaframma più aperto possibile.
      ciao, Francesco

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      1. http://www.luminous-landscape.com/essays/an_open_letter_to_the_major_camera_manufacturers.shtml

        in pratica per come sono costruiti al giorno d’oggi i pozzetti intorno ai pixel, sotto un diaframma 2,4 non si guadagna tutta la luce dichiarata, resta lo sfocato ma non la luminosità.

        tuttavia per far funzionare gli obiettivi alle focali dichiarate le fotocamere alzano gli iso senza mostrarlo, questo test è verificabile e stato verificato da altri su altro forum ( http://www.pentaxiani.it/forum/viewtopic.php?f=13&t=33189) tuttavia si può verificare in questo modo:

        serve un obiettivo con ghiera dei diaframmi, massima apertura gestita dalla fotocamera, si rilevano i parametri di esposizione, poi si passa in manuale ruotando la ghiera sull’obiettivo, tempo in camera e magari contatti sull’obiettivo isolati in modo che la fotocamera non riconosca il parametro impostato sulla ghiera, quindi si scatta e si nota una sottoesposizione nel secondo caso.

        Questo dovrebbe essere uno dei motivi per cui i fissi economici non hanno ghiera dei diaframmi, comunque resta il fatto che più luminoso è e maggiore è lo sfocato, forse in futuro i nuovi sensori recupereranno quel gap con la pellicola, ma quando questo succedererà si avranno talmente tanti iso nativi sul sensore che alzare di altri 2 stop gli iso non sarà un problema. In conclusione investire in un obiettivo con luce maggiore di 2,4 oggi non vuol dire investire in luce ma in sfocatura e che tale investimento non sarà neanche un rientro per il futuro visto che l’alzarsi di iso e gamma dinamica sposteranno sempre più in là il bisogno di luce.

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        1. Grazie Christian,
          conosco Luminous Landscape che mi sembra un sito abbastanza serio ma ogni tanto con opinioni un po’ originali. Cercherò di fare una prova, ma non sono del tutto convinto anche perchè i sensori non sono tutti uguali sia come gap fra i pixel sia come microlenti che in questo caso hanno un ruolo determinante. Ad esempio il miglioramento della Nikon D3s sulla D3 per il rapporto segnale/rumore è dovuto per gran parte alle microlenti.
          Ciao, Francesco

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          1. Ho letto l’articolo. Il comportamento dei sensori non è però uniforme e si può vedere come nei più moderni la perdita di luce alle aperture maggiori sia inferiore di quella dei meno recenti. Nei casi peggiori a f/1,2 per i sensori Canon da 18 Mpx si arriva ad uno stop, ma mediamente con f71,4 si è su 1/2 stop con i sensori Nikon più recenti posizionati meglio di quelli Canon e con le fullframe, con pixel più grandi in posizione migliore. Un altro argomento a favore delle fullframe. Un mezzo stop comunque vuol dire aumentare la sensibilità da 200 Iso a circa 300 ad esempio.
            In ogni caso, come prevedevo, il fenomeno dipende anche dalla progettazione del sensore, con quelli dellle Canon 550D e 7D da 18 Mpx migliori delle 500D e 450D da 15 e 12 Mpx e quelli delle Nikon D90, D300 e D300s migliori di quelli delle d80, D40x e D60, a conferma che la migliorata progettazione incide sul fenomeno.
            Quello che mi meraviglia però è che fotocamere che dichiarano di avere lo stesso sensore, ad esempio le Canon 550D e 7D abbiano valori di perdita di luminosità abbastanza diversi.
            Infine nella pratica con obiettivi f/1,4 e f/1,8 non ho avuto questa impressione, ma cercherò di fare una verifica. Non credo però, come invece dice l’autore, che con un obiettivo meno luminoso e un valore iso più alto si otterrebbero gli stessi risultati di un obiettivo luminoso e un valore Iso più basso e questo mi fa sorgere molti dubbi.
            Ciao, Francesco

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            1. Ciao Francesco,
              Canon dichiara di utilizzare lo stesso sensore per la 7D e la 550D, ma se non sbaglio all’uscita della 550D ha specificato di avere utilizzato microlenti migliorate per questo modello: è possibile che le nuove microlenti siano state applicate alle nuove 7D, ma che DxoMark abbia provato il modello meno recente.

              Simone

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        2. Ciao Christian,
          all’autore piace elaborare grandi quantità di dati numerici, ma non mi sembra che gli riesca molto bene. La prima critica, che la luminosità espressa in f-stop sia sensibilmente diversa dai t-stop reali, è smentita dalle misurazioni dello stesso sito DxoMark, che mostra quanto siano vicini gli f-stop dichiarati ai t-stop reali degli obiettivi fotografici. Per il cinema il problema dell’apertura è fondamentale perché la limitazione a 1/50 di secondo circa di esposizione, i problemi di messa a fuoco e le esigenze di processamento della pellicola impongono l’utilizzo di forti luci, filtri, apertura/chiusura millimetrica del diaframma, utilizzo di ISO anche abbastanza elevati con perdita di gamma dinamica. Alcuni di questi problemi vengono risolti dalle recenti cineprese digitali con sensori di dimensioni simili alle reflex.

          Anche tu però ti si perso un pezzo. Il mancato guadagno in luce si traduce anche in mancato guadagno in sfocatura: “The point regarding depth of field is that these rays are also responsible for a larger blur spot when out of focus”.

          Il grafico dice che non si guadagna tutta la luce dichiarata ma buona parte: per esempio a f2 si comporta come se fosse f2.1; a f1.4 come se fosse f1.6, con una perdita di quasi 1/2 stop, a f1.2 come un f1.4 con una perdita di uno stop. Questo problema si verifica soprattutto su sensori APSC, meno sulle full-frame, proprio perché la capacità dei pixels di catturare raggi obligui è in parte proporzionale alle loro dimensioni, in parte dipendente dai trattamenti menzionati da Francesco, come l’utilizzo di microlenti.

          Si potrebbe concludere che allo stato della tecnologia attuale (mancano però i modelli più recenti) non si ottiene un grande guadagno equipaggiando una fotocamera dotata di sensore APSC con un obiettivo più luminoso di un f1.4 (un f1.2, a fronte di un guadagno dichiarato di 1 stop, ne guadagna in realtà soltanto 1/2): la differenza di prezzo è grande, e il vantaggio in termini di profondità di campo e luminosità dimezzato. Si potrebbe anche concludere che non ha senso allo stato della tecnologia che i produttori mettano in commercio obiettivi con apertura superiore a f1.4 per uso esclusivo sul formato APSC: infatti non ce ne sono neppure con apertura superiore a f1.8 (dove la perdita è minima).

          Mi chiedo d’altra parte quanti utenti acquisterebbero un’obiettivo per FF con apertura massima f1.2, che costa quasi 2000 euro, per montarlo esclusivamente su una reflex APSC. Gli unici obiettivi abbordabili per utilizzo esclusivo su APSC (ma che sono progettati comunque per FF) sarebbero i due 50mm f1.4 di Canon e Nikon a circa 300 euro. Ma in questo caso, se il guadagno dichiarato rispetto ad un f1.8 è di quasi uno stop, quello reale secondo le misurazioni di DxoMark sarebbe di circa 0.7 stop, che secondo me giustifica ancora la differenza di prezzo con i 50mm f1.8. Gli obiettivi progettati esclusivamente per APSC attualmente non hanno apertura maggiore di f2.0.

          Per quanto riguarda la possibilità di avere “tanti ISO nativi sul sensore che alzare di altri 2 stop gli iso non sarà un problema”, a parte che non serve arrivare a tanto, è semplicemente impossibile a meno di arrivare ad una radicale rivoluzione tecnologica: in generale vale la regola che il rapporto segnale/rumore e la profondità di colore sono direttamente proporzionali alla superficie sensibile del sensore, e i miglioramenti sono molto lenti (un f-stop in cinque anni?).

          Mi chiedo infine l’effetto di un sensore f2.0 sul sensore microscopico di una compatta: se come evidenzia DxoMark c’è una differenza nella capacità di sfruttare tutta la luce tra sensori APSC e full-frame, allora cosa avviene nei sensori delle compatte?

          Simone

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          1. Ciao Simone, condivido quanto dici, sulla sfocatura è abbastanza difficile misurarlo (la perdita è verificabile solo confrontado con pellicola), del resto anche se hai un guadagno di sfocatura minimo il tuo occhio lo percepisce, sulla luce ho postato un altro forum dove sono state fatte prove e si è verificata effettivamente questa perdita sui sensori digitali da f1,2 fino a f2,4, tuttavia resta chiaro, come sopra ha scritto Francesco, che la questione viene parzialmente corretta dalle microlenti posizionate sul sensore, ma dato che la tecnologia viene concessa a gocce, può essere che quando arriveranno tali sensori avremo già cambiato matrice bayer. Oramai sopra i 24mega si incorre in problemi di diffrazione e di stoccaggio delle proprie foto, quindi probabilmente la quantità di pixel aumenterà ma per poi lavorare in binning e rimanere in dimensioni contenute (vedasi: http://www.fotografidigitali.it/news/sony-il-futuro-nei-sensori-super-reality-con-pixel-bianchi_38410.html – e vedasi – http://web.archive.org/web/20070720002510/http://johncompton.1000nerds.kodak.com/default.asp?item=624876) e quindi ci sarà un ulteriore aumento di resa ISO, gamma dinamica e riduzione rumore. Poi sui tempi mi trovi abbastanza d’accordo, 5 anni sicuramente, ma hanno già la conoscenza per mettere in produzione ora quello che ci daranno tra 5 anni solo che devono tenersi il mercato vivo e nel frattempo debbono studiare cosa proporre nei successivi 5.

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          2. Simone, Christian,
            ripensando a quanto detto nell’articolo di Luminous landscape la situazione presentata mi sembra sempre più strana.
            A pensarci bene la perdita di luminosità dovrebbe essere più accentuata per gli obiettivi meno luminosi e ai diaframmi più chiusi. Infatti in questi casi i raggi di luce arrivano solo dal centro o quasi, sicuramente da una superficie piccola e raggiungono obliquamente molti pixel. Nel caso di obiettivi molto luminosi e diaframmi aperti i raggi di luce arrivano da un cerchio molto più ampio e ce ne dovrebbero essere molti di più che arrivano dritti sui pixel.
            Cercherò di informarmi ulteriormente.
            Ciao, Francesco

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            1. Ciao Francesco,
              mi sembra di capire che l’inclinazione dei raggi di luce sia legata inversamente alla profondità di campo: maggiore è la profondità di campo e più i raggi arrivano diretti al sensore (i sensori più piccoli ad aperture inferiori e lunghezze focali inferiori ricevono i raggi in modo più diretto), minore è la profondità di campo e più i raggi arrivano obliqui (i sensori più grandi ad aperture più ampie e lunghezze focali maggiori ricevono i raggi più obliqui).

              E questo risponderebbe anche alla mia perplessità per le ottiche aperte con sensori piccoli: il problema non si pone.

              Simone

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  9. Salve,

    spero di non sbagliare posto per scrivere.

    Volevo sapere se tra tutti coloro che hanno discusso del 18/270vc pzd in associazione alla d 5100 ci sia qualcuno che poi l’ha usato; volevo dei commenti che non siano i soliti dei nikonisti che ritengono ciofeca tutto ciò che non sia f 1,8 che costi 1000 o 2000 euro.

    E’ un obiettivo valido in ogni circostanza?Cioè mi permette di scattare foto migliori di una compatta a tutte le focali?non mi interessa fare il fotografo professionista quindi posso scendere a compromessi, purchè validi.
    Leggo che l’autofocus del tamron sia inferiore del nikon 18/200 vr II( ma tanto lento che diventa fastidioso?), ma questo mi limita solo per soggetti in movimento?

    Sò che potrebbe essere un controsenso, ma potrebbe essere utile comprare un 18/270 vc pzd per viaggi ed evitare di cambiare obiettivo e un 18/105 nikon per usare come piccolo tuttofare da usare anche in interni ma con maggiore luminosità?

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    1. Guido,
      il Tamron 18-270 PZD è un buon obiettivo, leggermente inferiore alla versione VC, ma più compatto e leggero. Il Nikon 18-200 è leggermente migliore di entrambi ma la sua escursione focale è più limitata, Queste valutazioni sono basate su test oggettivi di DXOMark e del Centro Studi di progresso Fotografico e confortate dall’esperienza pratica di partecipanti al blog come Simone e di amici che lo usano quotidianamente, oltre che di mie prove personali.
      Qui non si fa il tifo e piuttosto che dire che se non si ha un super obiettivo da 2000 e rotti euro non si può far nulla di buono si preferisce dire che puoi avere anche una macchina ed un obiettivo da oltre 20.000 euro ma che se non sei capace di fare fotografie non farai comunque nulla di buono.
      Il 18-270 PZD è un obiettivo valido in quasi tutte le situazioni. L’unico suo limite può essere laluminosità non elevata quando si opera in luce scarsa.Non mi sembra utile però avere oltre al Tamron 18-270 anche un 18-105. La sua focale è completamente coperta dallo zoom più esteso e non si guadagna ne in luminosità ne in focale grandangolare. E’ preferibile affiancare allo zoom Tamron un Nikon 35/1,8 per le situazioni in cui serva un obiettivo molto lluminoso.
      Ciao, Francesco

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    2. Ciao Guido,
      concordo con Francesco sul 18-105: ha poco senso acquistare due obiettivi che si sovrappongono completamente.

      Ho la D5100 con Tamron 18-270 pzd. La messa a fuoco dovrebbe essere veloce pressapoco quanto quella del Nikon 18-200, e la stabilizzazione equivalente. Il 18-270 offre il vantaggio della leggerezza, compattezza, costo inferiore. Il Nikon 18-200 offre una migliore qualità generale, la possibilità di combinare messa a fuoco automatica e manuale, la garanzia di compatibilità con i futuri modelli Nikon, la possibilità di garanzia Nital.

      Per quanto riguarda il confronto con compatte/bridge, posso offrirti la mia esperienza per il passaggio dalla Fujifilm HS10 alla D5100 con Tamron 18-270: la reflex ha ingombro simile alla bridge, peso quasi raddoppiato ma dal mio punto di vista inifluente. La velocità operativa non è paragonabile: a fronte dei quattro secondi di attesa tra una foto e l’altra in RAW per la HS10, e della messa a fuoco lenta, riesco ad accendere la reflex, a puntarla su un gabbiano in volo, mettere a fuoco e scattare in automatico in un secondo circa.

      Nello scatto automatico di sera e notte la bridge si ferma a iso 800 con tempi lunghi, e la stabilizzazione sul sensore ha dei limiti che portano facilmente al mosso e all’esigenza del cavalletto, il rumore piuttosto alto spinge spesso a scattare in manuale a iso 100. I video diventano un poco bui quando la luce non è buona, e piuttosto grigi e piatti perché la profondità di colore colta dal sensore è limitata, soprattutto se l’iso è elevato.

      Nelle stesse condizioni la reflex si spinge a iso 3200 con tempi accettabili per buona parte delle foto e stabilizzazione molto efficace: raramente sento l’esigenza di impostare manualmente i parametri, a meno che le foto non fossero pianificate in partenza (esempio: fuochi d’artificio). Il video presenta ridotta profondità di campo, rumore contenuto, ottima resa dei colori e ottima stabilità anche a mano libera grazie alla stabilizzazione dell’ottica: mi guardo bene dall’eseguire uno zoom o dal cambiare la messa a fuoco, perché in questo l’accoppiata D5100 e 18-270 mostra i suoi limiti. La messa a fuoco automatica a contrasto (l’unica disponibile in liveview) con luce scarsa da vita a una lunga, penosa e rumorosa ricerca, mentre la messa a fuoco manuale è praticabile soltanto in determinate condizioni: benché lo schermo abbia 900 Kpixels, le dimensioni e la risoluzione, uniti alla breve corsa della ghiera di messa a fuoco del Tamron, non sono sufficienti per una messa a fuoco accurata. Tuttavia degli amici che utilizzano le reflex per il video professionale fin dall’uscita della Canon 5D MkII mi dicono che questo problema affligge tutte le reflex digitali e le uniche soluzioni sono: creare spezzoni di video con messa a fuoco fissa; oppure aggiungere costose attrezzature dedicate.

      In conclusione, la D5100 con il Tamron 19-270 pzd potrebbe essere soltanto di poco migliore di una compatta/bridge nelle foto di panorami ben illuminati, ma in generale offre una praticità e qualità consistente in una varietà molto ampia di situazioni, nelle quali i limiti delle compatte ti spingono a funambolismi e perdite di tempo.

      Simone

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  10. Ciao Francesco,

    grazie mille per le tue risposte.Leggo sempre delle leggere differenze tra tamron 18/270 vc e18/270 pzd, ma vedo sia in negozio che su pixmania della versione di dicembre 2010 che parla di tamron vc pzd, cioè le due sigle sono insieme.

    E’ un obiettivo differente?è migliore o peggiore o uguale rispetto al solo vc o solo pzd?

    Inoltre c’è differenza tra il nikon 18/200 vr e 18/200 vrII a livello qualitativo?

    Volevo inoltre chiedere un consiglio per gli acquisti, se è possibile:Comprare su internet sul motore di ricerca trova prezzi si riesce a trovare sempre dei prezzi migliori rispetto al negozio (anche 200 euro che farebbero comodo),c’è un motivo?la garanzia nital viene sempre data?
    Ritieni che possa convenire acquistare lì o in negozio la possibilità di recarsi fisicamente dal venditore conviene rispetto all’astrattezza di internet?

    Grazie

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    1. Manuele,
      le sigle ufficiali sul sito Tamron Italia sono:
      18-270mm PZD F/3.5-6.3 Di II VC PZD
      18-270mm VC F/3,5-6,3 Di II VC LD ASPHERICAL [IF] MACRO
      Per brevità anche loro le abbreviano in 18-270 PZD e 18-270 VC
      Quindi se vedi la sigla PZD o VC PZD si tratta del nuovo obiettivo più compatto e dotato del motore piezoelettrico, se vedi solo VC si tratta del precedente.
      A livello qualitativo il 18-270 VC è molto vicino otticamente al Nikon 18-200 VR, un po’ più lento nella messa a fuoco, il 18-270 PZD è leggermente inferiore otticamente, più compatto del VC e un po’ più veloce ma non quanto il Nikon.
      Fra i Nikon 18-200 VR e VR II la differenza è che la versione II ha il blocco dello zoom per evitare che si allunghi quando è orientato verso il basso. Otticamente sono uguali.
      Ho usato qualche volta il sito trova prezzi ma nulla garantisce che trovi veramente i prezzi più convenienti perchè ricerca solo fra i suoi associati. Spesso si riesce meglio con Google. Quando i prezzi sono molto bassi poi è perchè di solito la garanzia Nital (3 o 4 anni) non viene data.
      Acquistare in negozio di solito è un po’ più caro che in rete (non sempre però), ma si ha la sicurezza di esaminare il prodotto prima di pagarlo, non si corre il rischio di danni durante il trasporto, e se il venditore è di lunga tradizione ed affidabile si ha una maggiore sicurezza ed assistenza in caso di problemi. Ovviamente questo costa e qualcosa si deve pagare.
      Ciao, Francesco

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  11. Cia Francesco,

    grazie per le delucidazioni sugli obiettivi tamron e nikon, mi hai schiarito le idee leggendo le risposte date in precedenza.

    Ho escluso il nikon 18/200 vr da i i miei possibili acquisti perchè mi è stato detto che è fastidioso che lo zoom si allunga da solo e ciò fa perdere l’attimo per lo scatto( sarà vero?);
    il nikon vr II è un pò costoso anche se usato si trova allo stesso prezzo del tamron pzd nuovo, ma c’è chi dice che anche quì il bloccare e sbloccare di continuo non è il massimo per catturare l’attimo esatto( sarà vero?);

    sulla base di ciò e visto che mi interessebbe una focale intorno ai 14x( visto che mi piace zoommare) avrei pensato al tamron 18/270:Sulla base della risposta data a manuele secondo te quale è meglio il vc o pzd?Quando simone dice che il limite del pzd è la poca luminosità in ambienti bui si riferisce al chiuso? io di solito scatto di giorno con buone giornate o al massimo un pò nuvoloso( di rado anche al chiuso ma direi che non è la mia priorità) per cui non credo avrei problemi, o sbaglio?

    Immagino inoltre che parlando del nikon 18/200 come più veloce intendiamo 1 o 2 decimi di secondo (anche se faccio foto prevelentemente di soggetti statici), non un eternità tanto da infastidire l’andare in giro a fare foto

    Un ultimo suggerimento:La mia ragazza vorrebbe comprare una compatta( per cui direi tascabile e pronta all’uso in ogni situazione), intorno ai 200 euro, ti risulta che ce ne sia qualcuna migliore delle altre( magari con uno zoom da 10x)?

    Ciao e grazie.

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    1. Vincenzo,
      ma dove hai letto o chi ti ha detto certe cose’ Non ho mai perso uno scatto per l’allungamento del 18-200 VR in anni d’uso. L’obiettivo si allunga se non è alla minima focale e viene rivolto completamente verso il basso. Questo può essere noioso qualche volta durante il trasporto, anche se a me non è mai successo che si allungasse in quanto lo trasporto sempre ridotto alla focale e lunghezza minima. Il 18-200 VR II differisce solo per il blocco dello zoom, da applicare durante il trsporto quando è alla focale minima, ma se pensi di scattare da un momento all’altro non lo blocchi di certo.
      Il Nikon 18-200 è leggermente migliore dei due Tamron, a sua volta il 18-270 VC è leggermente migliore del PZD che compensa questo con la sua maggiore compattezza ed un peso più ridotto.
      La differenza di velocità di messa a fuoco, che non ho misurato con precisione, varia in funzione della macchina usata e del soggetto (potrebbe essere di diversi decimi di secondo), ma è importante per soggetti in rapido movimento, ininfluente per quelli statici.
      Questi zoom ad ampia escursione, Nikon Tamron, Sigma sono molto comodi in viaggio, per fotografare eventi, mostre e quasi tutto. Il loro limite è solo quello della luminosità, non molto elevata specialmente alla focale massima (5,6 o 6,3). Questo vale per tutti i casi di scarsa luce. Si può ovviare alzando la sensibilità Iso, con le attuali reflex si può arrivare senza problemi a 3200 o anche se necessario a 6400, oppure usando obiettivi di alta luminosità, come il 35(1,8, i 50/1,8 e 1,4, l’85/1,8 che però non sono zoom.
      Per la compatta la scelta è amplissima e non è possibile conoscere le caratteristiche di tutte. Ti do due nomi: Panasonic TZ18, con un 12x e Samsung WB700 con un 18x.
      Ciao, Francesco

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  12. Ciao francesco,
    ho iniziato da poco a fare qualche prova in RAW, la macchina mi fornisce il .nef e lo apro, photo shop mi apre il file con Camera Raw, io faccio la elaborazione (spettacolare il formato RAW!!!, ma le modifiche in esposizione/withe balance/contrasto ecc..non comportano nulla in perdita di qualità in raw??!)..a questo punto lo salvo in .jpg però anche in massimo formato mi crea un file di 1 Mbit…io ho la D90 e i file in jpeg che mi dà sono di 6 Mb..com’è?, dove sbaglio nel salvataggio?..
    ciao grazie mille per la tua gentilezza con tutti noi!!

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    1. Ciao Tommaso,
      non utilizzo Photoshop ma ti posso fornire le seguenti indicazioni: tra i programmi che elaborano il RAW, alcuni modificano il file originale, altri creano soltanto un file di istruzioni che vengono eseguite ad ogni apertura del file, senza quindi che ci sia perdita di informazioni nel RAW (Photoshop dovrebbe essere tra questi ultimi).
      In genere, oltre alle impostazioni riguardanti la risoluzione del file Jpeg di output, esistono impostazioni della qualità, la più importante delle quali è espressa in percentuale e indica la quantità di informazione da mantenere durante la conversione: in genere trovo che un valore tra 80% e 90% sia adeguato per risultati di buona qualità, e produca files abbastanza compatti. Al di sotto di questa soglia si rischia una significativa perdita di qualità dell’immagine, mentre al di sopra il file raggiunge dimensioni spropositate senza grandi guadagni. Poiché conservo il file RAW, benché al massimo dettaglio il file JPeg possa arrivare a 10 Mbytes, trovo che una dimensione tra 1 e 2 Mbytes sia sufficiente.

      Simone

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    2. Tommaso,
      prima di salvere il jpeg convertito devi entrare nelle impostazioni del jpeg e scegliere il livello di compressione che vuoi. Si può privilegiare le compressione, come mi sembra nel tuo caso, o la qualità. Di solito ad un velore più alto corrisponde una migliore qualità, ad uno più basso una maggiore compressione. Se per Camera Raw (che io non ho) è così potresti scegliere un valore di 80 %, come buon compromesso.
      Ciao, Francesco

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  13. ciao Francesco,

    c’è il rischio di comprare obiettivi non nikon(tamron, sigma ecc) e poi risultare non compatibili con le future reflex dei prossimi anni (diciamo da qui a 5anni)?

    Otticamente l’evolversi della tecnologia sugli obiettivi porta ad un migliorare anche la qualità o piu che altro si predilige l’elettronica?

    Quanto tempo pensi possa passare affinchè modelli quali nikon d 5100,d 7000 e canon 600 possano essere sotituiti?

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    1. Renzo,
      gli obiettivi di fornitori universali sono forniti di innesti secondo le specifiche del fabbricante originale e quindi non saranno incompatibili con i nuovi modelli se queste non cambieranno, almeno così è stato fino ad adesso. Se poi un produttore dovesse cambiare l’innesto l’incompatibilità varrebbe anche per i suoi obiettivi e questo non gli converrebbe perchè danneggerebbe le vendite future.
      I produttori più importanti stanno molto attenti a questa regola e infatti Sulle Nikon di oggi si possono montare anche gli obiettivi di 50 anni fa, sulle Canon gli obiettivi EF introdotti da quando, a metà degli anni ottanta, Canon ha adottato questo innesto per le sue autofocus, gli obiettivi Pentax da quando negli anni 70 Pentax ha adottato l’innesto K e gli obiettivi Minota AF dei primi anni 80 sulle attuali Sony che ne hanno adottato l’innesto. Per Nikon c’è solo l’avvertenza che gli obiettivi AF più vecchi, siglati AF-D e non dotati di motore, possono mantener e l’autofocus solo sui corpi di livello più elevato e non sulle reflex base.
      Gli obiettivi comunque si eveolvono, migliorando, molto più lentamente di quanto facciano le reflex digitali, perchè i prograssi ed i miglioramenti costruttivi nell’ottica sono molto più lenti che nell’elettronica, e quindi sono da considerare un buon investimento.
      Per la sostituzione della 600D e della D5100 puoi considerare che Canon sostituisce i modelli base ed intermedi mediamente ogni anno, mentre Nikon ogni due anni.
      Ciao, Francesco

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  14. ciao Francesco,

    scrivo quì perchè non ho trovato la pagina specifica della canon eos 60!

    Confrontando nikon d 5100 e canon 60 d quali sono le principali differenze (che credo siano a favore della canon)?
    La canon 60 d ha la correzione automatica delle aberrazioni?

    Il fatto che obiettivi canon economici non abbiano tecnologia ad ultrasuoni incide in che termini nell’uso quotidiano( cioè in sostanza che comportano) ed è tanto palese rispetto agli obiettivi nikon?

    Il tamron 18/270 vc pzd è ad ultrasuoni?non è compatibile con tale modello della canon?

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  15. ciao Francesco,

    posseggo una d 3100 con nikon 35mm e tamron 18/270 vc pzd.
    Volevo chiedere se posso acquistare degli obiettivi con focali più corte( ma sempre economici) per aumentare la luminosità e qualità delle foto.
    Sono soddisfatto di ciò che che ho però avendo subito acquistato il tuttofare ho la curiosità di vedere che foto escono con il nikon o tamron 70/300 piuttosto che 16/85 vr o 18/105!
    Il dubbio è : avrei fatto meglio ad acquistare la nikon con il 18/105 in kit e poi il nikon 55/300 vr o 70/300 vr per coprire le distanze che mi garantisce il tamron ?
    Come qualità il nikon 55/300 vr e 70/300vr e tamron 70/300 vc usd sono uguali?

    Leggo sempre che c’è differenza di luminosità tra focali spezzate e tuttofare, ha senso quindi acquistare altri obiettivi o spenderei solo soldi?

    grazie mille per i consigli.

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    1. Davide,
      è certamente possibile acquistare degli obiettivi grandangolari per la Nikon D3100. Purtroppo però questi obiettivi non sono molto economici. Non riesco a capire però perchè tu pensi di aumentare la luminosità (!?) e qualità delle foto con un obiettivo di focale più corta. I grandangoli servono per abbracciare un più ampio angolo di campo, in interni, per paesaggi o dove non si può arretrare per inquadrare l’intero soggetto o per speciali effetti prospettici. Puoi prendere in considerazione il Tokina 11-16/2,8 o i Sigma 10-20/3,5 o 10-20/4,5-5,6 tutti sui 600 € o poco più.
      Il tuo obiettivo è di buona qualità, gli altri zoom che elenchi sono allo stesso livello o anche un po’ migliori, ma le differenze si vedono facndo foto di test specifiche o misurandoli al banco ottico, nelle foto reali la differenza non si nota. La praticità di un obiettivo unico che copra le focali da 18 a 270 mm è impagabile per la foto di viaggio, di eventi,mostre, paesaggio e in tantissime altre occasioni. Poi ci sono situazioni specifiche in cui è più adatto un obiettivo diverso, un grandangolo per gli interni, un tele per le foto sportive ed in questo caso si sceglie l’obiettivo giusto e si tiene montato quello. Ma se si deve fotografare un po’ di tutto, specialmente in viaggio o in occasioni in cui si potrebbe passare dalla foto panoramica al ritratto a quella di un gruppo e così di seguito dover continuamente cambiare obiettivo è solo una perdita di tempo.
      La differenza di luminosità fra uno zoom ad ampia escursione come il Nikon 18-200 o il Tamron 18-270 e gli zoom con escursione più limitata esiste se si considerano gli obiettivi professionali come gli zoom Nikon 14-24/2,8, 17-55/2,8, 24-70/2,8 70-200/2,8, ma questi costano intorno ai 1800-2000 € ciascuno. Con gli obiettivi che hai indicato invece non esiste nessuna differenza di luminosità, sono tutti dei 3,5-5,6.
      Come qualità il Nikon 70-300 VR è superiore al 55-300 Vr e al Tamron 70-300 VC sia per qualità ottica che per velocità di messa a fuoco ed efficacia della stabilizzazione.
      Ciao, Francesco

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  16. ciao Francesco,

    volevo una delucidazione e un consiglio:Comprando una d 3100 e usandola con un 18/270 pzd tamron in cosa avrei una differenza notevole nei confronti di un d 5100 con un tamron 18/270 pzd.

    Cioè la vera differenza tra le due macchine in cosa la vedrei (se la vedrei)?
    Se la differenza sarebbe solo nei crop 100% direi che spendere 200 euro in più non sia un gran investimento, se invece avrei altre funzioni da usufruire allora sarbbe diverso.

    Decidendo di acquistare la d 3100 e risparmiando qualcosina rispetto alla d 5100 sarebbe meglio comprare nikon 18/200 vr o andrebbe bene tamron 18/270 pzd o vc?

    grazie.

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    1. Alberto,
      la D5100 ha in più rispetto alla D3100.
      – sensore da 16,2 Mpx invece che 14,2, entrambi CMOS. La differenza di risoluzione è però di circa il 7 % quindi non molto significativa. Il sensore della D5100 (uguale a quello della D7000) ha però un rapporto segnale/rumore leggermente migliore e una gamma dinamica più ampia alle basse sensibilità
      – sensibilità massima di 25.600 Iso contro 12.800
      – cinque impostazioni personali per il bilanciamento del bianco contro una
      – schermo da 3″ articolato, molto comodo per riprese da angolazioni perticolari (alto/basso) in live view e per i video con 921.000 pixel contro schermo da 3″ fisso con 230.000 pixel
      – funzione di bracketing per esposizione e bilanciamento del bianco
      – messa a fuoco in live view con rilevamento dei volti e funzione di inseguimento del soggetto (però molto lenta)
      – velocità di raffica di 4 fg/s invece che 3 fg/s
      – ripresa video Full HD (1920×1080 pixel) a 30/25/24 fg/s invece che solo a 24 fg/s
      – intervallometro per foto a tempo

      La differenza più visibile ed importante è lo schermo orientabile. Le differenze sulla resa del sensore si possono vedere solo sullo schermo al 100 % o con stampe di grandi dimensioni.
      La scelta quindi dipenda dal fatto che ti interessino o no le funzioni in più offerte, in particolare lo schermo orientabile ed il bracketing.
      Come obiettivi il Nikon è leggermente migliore del Tamron VC a sua volta un po’ migliore del PZD che però ha il vantaggio della compattezza. Comunque tutti e tre vanno bene sia per la D3100 che per la D5100.
      Ciao, Francesco

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  17. ciao Francesco,

    sono arrivato in questo sito per caso, alla ricerca di commenti per i “tuttofare” perchè non avendo usato mai una reflex non so se mi scoraggerebbe comprare due obiettivi e cambiarli!.
    In ogni recensione o forum sono stato scoraggiato all’acquisto dei vari tamron vc pzd o nikon 18/200 vr perchè bui come “fondi di bottiglia”, così si ammazza la fotografia ecc.
    Se si fa la domanda:che ne pensate o chi ha usato un tuttofare ti risponderanno:ma perchè non ti compri un 10/20 o un 17/50 o un 70/200 o un fisso!
    Ora mi chiedo: ma la gente sa leggere? se chiedo un opinione su una fiat punto perchè si risponde comprati una ferrari?Lo so che è meglio ma forse non mi interessa la ferrari perchè ci devo mettere il cane se vado a funghi o forse non ho i soldi per acquistarla!

    Ora nel tuo blog leggo tante risposte alla portata di tutti e ti faccio i complimenti.

    Volevo la tua opinione in proposito:Vorrei comprare una nikon d 3100 o al max d 5100 con uno zoom perchè mi piacerebbe avvicinarmi alla fotografia come tuttologo, cioè fare foto di ogni tipo per poi valurae quale tipo di foto amo scattare di più e poi comprare obiettivi migliori per quelle focali( ha un senso questo o meglio che rinuncio a fotografare?)
    Il tamron 18/ 270 vc come velocità di messa a fuoco è molto più lento del pzd:Cioè il pzd costa di più ma ne vale la pena spenderli( visto che otticamente è inferiore)?.
    E’tanto lento nella messa a fuoco il vc? sento dire che a 100mm si blocca , o che con scatti bui è lento e duro, è vero ciò?

    Ho provato in negozio il 18/105 ma credo sia corto per le mie esigenze, visto che sostanzialmente ha uno zoom di 5 cioè quanto la mia compatta; potrei associarlo ad un tamron 70/300 vc( è valido)!
    Puoi darmi un consiglio?

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    1. Michele,
      i forum sono frequentati spesso da cosiddetti “puristi” che sembra passino il loro tempo più che a fare fotografie alla misura della risoluzione e nitidezza degli obiettivi.
      La scelta dell’obiettivo va fatta in funzione delle foto che si vogliono fare. Per le foto sportive e di animali in libertà si usano i supertele, se in interni quelli di alta luminosità, per quelle di paesaggio i grandangoli, per il ritratto i mediotele luminosi, per quelle di cerimonie gli zoom medi di alta luminosità, ecc..
      Per le foto generiche in viaggio, vacanza, famiglia, amici, ma anche eventi, mostre, ecc. gli zoom ad ampia escursione sono l’ideale. Consentono di fotografare tutto o quasi portandosi dietro un solo obiettivo e senza mai perdere tempo per cambiarlo. L’80 % delle mie foto, e sono più di 10.000 all’anno, le faccio con lo zoom Nikon 18-200 VR e trovo impagabile la sua comodità e flessibilità. Non ho mai avuto problemi di qualità con questo obiettivo e le affermazioni tipo “fondi di bottiglia” lasciano il tempo che trovano. L’unico limite di questi obiettivi è la scarsa luminosità che si sente in condizioni di poca luce, anche se sono aiutati dalla stabilizzazione. In questi casi uso un focale fissa, il Nikon 35/1,8, e si potrebbe pensare a degli obiettivi zoom più luminosi e stabilizzati come il Sigma 17-50/2,8 o il Tamron equivalente.
      In conclusione un obiettivo di questo tipo è un ottimo acquisto che sicuramente non rimpiangerai. Fra i due Tamron il 18-270 VC è un po’ migliore del PZD, quasi al livello del Nikon 18-200. La sua velocità di messa a fuoco è adeguata all’uso e potrebbe essere considerata un po’ lenta solo per foto di soggetti in rapido movimento. Il PZD è un po’ più vreloce, non quanto il Nikon però, la sua resa è mediamente un po’ inferiore al VC ad alcune focali, specialmente dal lato tele, ma ha il vantaggio della maggiore compattezza. Costa anche di più. La scelta del VC quindi potrebbe essere la più indicata.
      Ciao, Francesco

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  18. Ciao Francesco,

    credo che la domanda che ti pongo sia un pò insolita: La mia nipotina mi ha fatto cadere (non so come abbia fatto ad arrampicarsi) la mia nikon d 5100 con 18/105 vr.Dopo tale caduta la reflex scatta foto( almeno credo) ma sostanzialmente non le vedo sul display.
    Cioè posso fare tutto sul menù( cambiare tempi di posa, diaframmi e tutto quanto è disponibile sul menu e tutto ciò mi appare sul display) ma il problema è che quando guardo nel mirino metto a fuoco( la messa a fuoco funziona) e scatto però sul display non appare niente, tutto nero, tranne la data di scatto in basso a destra.

    Cosa può essere successo?danno all’obiettivo o al corpo?
    Se dovesse essere l’obiettivo mi converrebbe mandarlo in assistenza o se non dovesse essere riconosciuta la garanzia mi troverei a pagare più di quanto costa l’obiettivo stesso?

    Non sò se hai esperienza in tal senso in ogni caso ti ringrazio lo stesso.

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    1. Giovanni,
      ma hai provato a scaricare e guardare le foto sul pc per vedere come vengono?
      Se sono corrette il danno potrebbe essere al display, o forse nemmeno a quello ed essersi semplicemente impostata un’opzione per non visualizzare le foto dopo lo scatto.
      ciao, Francesco

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  19. Cia Francesco,

    si, ho ptovato a scaricarle sul pc ma anche lì vengono visualizzate nere.Cambiando l’obiettivo il risultato è identico per cui qualche danno ala reflex.
    Ora la mando in assistenza e vediamo cosa dicono.Un fotografo che conosco ha detto che non c’ è niente di rotto( nel senso di nessun pezzo staccato all’interno e nessun rumorte strano) per cui magari passa anche in garanzia visto che circa 10 giorni di vita.

    Grazie comunque per la risposta.

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