La nuova X-S20, presentata pochi giorni fa da Fujifilm presenta degli aspetti innovativi interessanti rispetto al precedente modello conservando contemporaneamente le precedenti caratteristiche e punti di forza.
Esteticamente X-S20 e X-S10 non si distinguono se non per la sigla sul corpo. Anche a livello di comandi non ci sono differenze se non qualche dettaglio nella forma di alcuni pulsanti. All’interno le differenze ci sono e dovrebbero farsi sentire.
In occasione della presentazione ci è stata data la possibilità di provare per una mezza giornata la nuova fotocamera con diversi obiettivi, compreso il nuovo supergrandangolo XF 8 mm f/3,5, ed è stata una buona occasione per verificare le qualità, ed eventuali punti deboli, della nuova nata.
X-S20 e X-S10 a confronto.
La X-S20 ha lo stesso sensore X-Trans BSI-CMOS IV retroilluminato di quarta generazione privo di filtro antialias montato su diverse fotocamere Fujifilm come la X-T4 e la stessa X-S10. Questo sensore si caratterizza per la disposizione aperiodica dei filtri colorati, rossi, verdi e blu davanti ai pixel che consentono di minimizzare gli effetti “moirè” riprendendo soggetti a trama fine come tessuti, ma anche persiane di edifici visti da lontano. A questo sensore però è accoppiato il nuovo elaboratore d’immagine X Processor 5 introdotto lo scorso anno sulle X-H2S, X-H2 e X-T5. Questo consente di utilizzare gli algoritmi autofocus dell’ultima generazione di fotocamere Fujifilm che, con l’ausilio anche dell’intelligenza artificiale, migliorano l’efficienza dell’autofocus nell’individuazione ed inseguimento dei soggetti, non solo persone, volti, occhi, ma anche veicoli come auto, moto, bici, treni, animali e uccelli.
Altro miglioramento della X-S20 è la batteria: adesso adotta la NP-W235, come i modelli superiori e questo consente un’autonomia di oltre 750 scatti, più del doppio della X-S10.
Anche la stabilizzazione con il nuovo elaboratore è migliorata ed ora arriva a 7 stop.
Altro settore in cui la X-S20 ha fatto grandi progressi è la ripresa video. Questa ora arriva al 6.2K/30 p 4:2:2 a 10 bit senza ritaglio, oltre che 4K/60p e FHD/240p ed è provvista di F-Log2 per una gamma dinamica estesa a 13 stop. Inoltre in unione ad un dispositivo esterno Atomos HDMI o Blackmagic Design Video Assist può registrare fino a 6.2K in formato raw. La X-S20 può anche usare la ventola aggiuntiva per raffreddare il sensore sviluppata per le X-H2 e X-H2S per riprese video .
Infine introduce una nuova interfaccia di comando Vlog, selezionabile tramite la ghiera delle modalità, che consente quando si fanno delle riprese self rivolti allo schermo di interagire facilmente con la fotocamera tramite touch sullo schermo per controllare le principali impostazioni e funzioni. Inoltre dorante questo tipo di riprese è stata introdotta una nuova funzione, attivabile sempre via schermo, che aggancia con l’autofocus un qualsiasi oggetto, anche piccolo, ripreso in primo piano e poi lo segue dovunque si sposti nell’inquadratura, cosa molto utile ad esempio per la presentazione e descrizione a video di prodotti.
Dal punto di vista operativo la X-S20 è uguale alla X-S10 come impostazione dei comandi e per quanto riguarda le dimensioni e altre caratteristiche come il mirino e la stabilizzazione sul sensore e anche la raffica che arriva a 20 fg/s con l’otturatore elettronico e a 30 con un ritaglio 1,25x equivalente a 16 Mpx.
Ho provato la X-S20 sia per le foto che per il video e, avendo un’ampia scelta, con diversi obiettivi, anche se il più interessante e su cui ho concentrato l’attenzione è stato il nuovo XF 8/3,5.
Alla prima impressione la X-S20 non presenta novità: è abbastanza piccola e leggera anche se ha una pronunciata impugnatura in controtendenza con la forma della X-T5 che invece ha un corpo quasi liscio. Ciò consente di tenerla facilmente anche con una sola mano, anche se può essere di ostacolo se la si vuole usare con un obiettivo piatto, di tipo “pancake”, come ad esempio il 27/2,8 per poterla infilare in una tasca di giacca o borsa.
La costruzione è di qualità, come tutte la Fujifilm, in lega di magnesio anche se non protetta da polvere ed acqua.
I comandi, come detto, sono uguali a quelli della X-S10 perciò non ci sono ghiere dei tempi e sensibilità, come in altri modelli Fujifilm e che tanto piacciono a molti fan del marchio, ma una manopola delle modalità di funzionamento e due ghiere di comando, anteriore e posteriore. Questo per me non è un problema, anzi è il sistema che preferisco, rapido e semplice che consente di comandare tempi, diaframmi e sensibilità con l’occhio al mirino. Con la ghiera dei tempi esterna invece ho sempre avuto qualche problema: infatti questa prevede una scala dei tempi da 1 secondo a 1/8000 che dimezza la durata ad ogni scatto, ma se si vogliono impostare tempi intermedi, ad esempio 1/320 o 1/400 si deve prima impostare 1/250 o 1/500 con la ghiera dei tempi e poi agire su una ghiera di comando per regolare il tempo. Si deve agire quindi su due comandi con perdita di tempo e confusione, tanto che io di solito disabilito la ghiera dei tempi impostandola fissa su T e agendo sempre sulla ghiera di comando anteriore.
Resta naturalmente la ghiera dei diaframmi su tutti gli obiettivi XF ma su questa si agisce solo quando si opera con priorità dei diaframmi o in manuale e prevede i valori intermedi quindi non ci sono complicazioni operative.
Tornando ai comandi quello che ho notato sfavorevolmente, come sulla X-S10, è che sono pochi e non consentono di gestire completamente e facilmente la fotocamera, specialmente se si vuole farlo con l’occhio al mirino.
Oltre alla manopola delle modalità sono disponibili sulla calotta da sinistra una ghiera che, per impostazione predefinita, comanda la scelta fra i numerosi profili pellicola proposti da Fujifilm. A destra oltre la manopola delle modalità di funzionamento ci sono due soli pulsanti: uno per l’impostazione della sensibilità ISO e l’altro per il richiamo del menu rapido. all’estrema destra c’è la ghiera di comando posteriore che per impostazione predefinita comanda in Program e priorità dei diaframmi e dei tempi la compensazione dell’esposizione. Questa ghiera è poco protetta e facilmente spostabile inavvertitamente e se si scatta senza prestare particolare attenzione alla scala che indica l’esposizione nel mirino o nello schermo può succedere che si scattino foto sotto o sovraesposte, come mi è capitato. Sarebbe preferibile che questa fosse incassata nel corpo, ma credo che l’ingombro della nuova batteri lo impedisca, o che almeno avesse una maggiore resistenza alla rotazione. Sull’impugnatura oltre al pulsante di scatto, circondato dall’interruttore di accensione, c’è solo il pulsante per attivare la ripresa video, in posizione indubbiamente comoda.
Sul dorso sono disponibili da sinistra in alto un pulsante che consente di impostare le modalità di scatto, singola, raffica, bracketing, ecc. o di cancellare le foto in revisione e un altro per rivedere le foto. A destra del mirino ci sono i pulsanti per il blocco dell’esposizione e per attivare la messa a fuoco. Sotto, sul lato destro c’è il joystick che consente di spostare il punto o l’area di messa a fuoco e di navigare nei menu e più sotto il pulsante per il richiamo dei menu e di conferma e quello per scegliere le informazioni visibili nello schermo e nel mirino.
Sul frontale purtroppo è sparito il comodo interruttore per commutare la messa a fuoco da singola a continua e manuale. Rimane la ghiera di comando frontale e la luce ausiliaria per la messa a fuoco che funziona anche come indicatore dell’autoscatto oltre al pulsante di sblocco dell’obiettivo.
Come si vede manca qualsiasi comando diretto per il bilanciamento del bianco e per la scelta della modalità di messa a fuoco e della relativa area. Questo è molto scomodo perché è necessario passare sempre per il menu rapido per queste impostazioni perdendo in tempo e rapidità operativa.
Il mirino è uguale a quello della X-S10, senza infamia e senza lode, con una risoluzione di 2,36 Mpx che ormai va considerata base, ma comunque svolge onestamente il suo lavoro. Lo schermo è orientabile e sensibile al tocco, cosa molto utile per le riprese video e per quelle da angolazioni particolari, dall’alto o dal basso. Va molto bene per i self e per le autoriprese video.
Dopo i primi scatti fatti con il XF 16-80/4,0 OIS, un po’ sovradimensionato per le dimensioni del corpo, ho iniziato a provare il nuovo XF 8 mm f/3,5.
E’ un obiettivo che impressiona sia per la ridotta lunghezza focale, equivalente ad un 12mm in fullframe, sia per le dimensioni molto ridotte ed il peso contenuto. Se si pensa che prima di questo obiettivo per avere una focale così sulle Fujifilm era disponibile solo lo zoom XF 8-16/2,8 del peso di oltre 800 grammi e di ingombro a questo proporzionato ci si rende ben conto della differenza che fa questo obiettivo. In pratica è un obiettivo che si può portare sempre con se adatto a panorami, strada, architettura ed anche ad altre riprese se la fantasia lo supporta. Il suo uso non è facile perché l’amplissimo angolo di campo, 121°, inquadra molto di più di quello che percepisce l’occhio umano con una deformazione prospettica rilevante. Se poi la fotocamera non è “in bolla”, ma inclinata si generano linee cadenti notevoli, come si può vedere in alcune delle foto pubblicate. Nella prova l’obiettivo ha fornito ottimi risultati anche come nitidezza e l’autofocus è riuscito a seguire rapidamente anche dei soggetti in movimento, come ciclisti, mettendoli correttamente a fuoco sul viso anche se nell’inquadratura avevano ridotte dimensioni.
Oltre che con questo obiettivo ho scattato con il XF 23/1,4 WR, 35/1,4 e 18-55/2,8-4,0 sempre con buoni risultati.
In alcune foto ho provato anche a giocare un po’ col colore (per una sfida proposta da Fujifilm) scattando col profilo Velvia (saturo) e aumentano al massimo la saturazione.
Una cosa che mi interessava verificare è stata la capacità di raffica e soprattutto di inseguimento del nuovo autofocus su soggetti in movimento. In passato nelle precedenti prove di Fujifilm avevo riscontrato che l’autofocus se impostato su tutta l’area era in grado di individuare un soggetto in movimento veloce o anche lento, come un ciclista, ma poi nel seguirlo mentre si avvicinava al fotografo qualche volta lo perdeva saltando con la messa a fuoco su elementi laterali statici come un auto o un muro. Per mantenerlo a fuoco era necessario usare la zona ridotta puntandola sul soggetto. Ho seguito quindi alcuni ciclisti con la raffica a 20 fg/. Con la messa a fuoco su tutta l’area, senza scegliere l’opzione ciclista ma con quella per viso ed occhi, la macchina individua il soggetto, inizia a seguirlo, ma poi lo perde mettendo a fuoco una parte statica dell’inquadratura. Se si attiva l’opzione “moto e bici” la messa a fuoco va subito sul ciclista, ma poi può cambiare: mi è capitato che lasciasse il soggetto per poi posizionarsi su un altro ciclista più indietro. Inoltre l’individuazione del ciclista funziona bene se ripreso lateralmente, ma ha molta più difficoltà se la ripresa è di tre quarti frontale ed ancora peggio se posteriore, situazione in cui non riesce a riconoscerlo.
Anche per la X-S20 quindi la conclusione è che per seguire i soggetti in movimento è necessario usare la zona di messa a fuoco da tenere puntata sul soggetto.
La raffica comunque ha scattato costantemente a 20 fg/s usando solo il formato jpeg, ma anche in jpeg più raw è possibile effettuare un certo numero di scatti, in dipendenza però dalla velocità di scrittura della scheda SD usata.
Per verificare la tenuta al rumore del sensore alle alte sensibilità ho poi effettuato una serie di scatti all’interno con una illuminazione piuttosto contrastata. Le foto raw sono state convertite con CaptureOne Express for Fujifilm (appena aggiornato per la X-S20) con la riduzione di rumore azzerata.
Nelle foto il rumore si vede da 1600 ISO, non molto fastidioso; a 3200 è ancora accettabile, mentre da 6400 in poi va ridotto. Le sensibilità estese di 25600 e 51200 ISO sono praticamente inutilizzabili. In complesso un comportamento analogo alle altre Fujifilm che montano questo sensore anche se per una verifica più precisa dovrò effettuare una prova completa con la misura del rumore.
Infine ho provato anche il video, soprattutto con la funzione Vlog. Per riprendere un video è necessario portare la manopola delle modalità in posizione video o Vlog. Con quest’ultima si può attivare sullo schermo un pannello con cui si possono impostare rapidamente alcune funzioni come la Product Priority mode per seguire un oggetto, la Background Defocus mode per sfuocare lo sfondo ed altre.
La ripresa in questo modo è facile, senza richiedere ulteriori impostazioni ed il video a mano libera abbastanza stabile. La messa a fuoco continua in queste condizioni è efficiente e non perde il fuoco.
In conclusione la X-S20 mi ha fatto complessivamente una buona impressione. I miglioramenti pur non cambiando il carattere della fotocamera, rispetto alla X.S10, sono utili e migliorano soprattutto le funzioni video. Per molti aspetti sembra più una macchina dedicata al video più che alle foto anche se ne può scattare di ottime. Quello che mi ha poco convinto è l’autofocus che in raffica con inseguimento non sempre riesce a tenere a fuoco il soggetto, a differenza della X-H2S, e i comandi che sono pochi non consentendo sempre di operare con comandi diretti; peccato soprattutto per la mancanza dell’interruttore sul frontale per commutare la modalità di messa a fuoco, comodissimo e presente in tutte le Fujifilm.
Rimangono le altre limitazioni della X-S10 come il singolo alloggiamento per scheda di memoria, cosa che, insieme alla mancanza di protezione, non può far considerare la X-S20 una fotocamera professionale e il suo accesso tramite l’apertura del vano batteria sul fondello molto scomodo nel caso in cui si debba sostituire la scheda con la fotocamera sul treppiede.
Comunque è una fotocamera molto comoda e pratica per chi vuole viaggiare leggero e portare a casa ottime foto ed ottimi video. E’ molto adatta anche per i vlogger.
Infine il prezzo: è sensibilmente aumentato rispetto alla X-S10 e pone ormai la X-S20 nella classe media, vicina alla X-T4 e anche a qualche fullframe come la Nikon Z5 e la Canon EOS R8. Ognuno valuterà se per le sua esigenze e per il prezzo questa sia la fotocamera più adatta.

























































ottimo articolo Francesco, molto ben fatto complimenti !
Antonio
la fujifilm è una delle migliori case produttrici di fotocamere.
Io ho la fujifilm X3 e devo dire che è molto buona come qualità fotografica!