Fujifilm X-E3: test

La X-E3 fa parte della serie di mirrorless Fujifilm che per la forma richiamano le fotocamere a telemetro. In realtà le sue caratteristiche sono uguali alla X-T20 e da questa differisce solo per la forma esterna ed i comandi. Il sensore è lo stess X-Trans CMOS usato su altre mirrorless della casa, esclusivo Fujifilm, di formato APS con 24 Mpx e una disposizione dei pixel particolare che evita la creazione di falsi colori ed effetto moirè e consente di fare a meno del filtro antialias. Altre caratteristiche di spicco sono il mirino elettronico e le ghiere di comando per tempi e compensazione dell’esposizione. Tutti gli obiettivi Fujinon XF poi hanno la ghiera dei diaframmi. L’innesto obiettivi è il Fujifilm X caratterizzato da un tiraggio molto ridotto che consente di montare, con anelli adattatori, moltissimi obiettivi, in primo luogo i Leica M. La X-E3 infine è dotata di messa a fuoco ibrida, a rilevamento di fase e di contrasto, particolarmente veloce.

L’estetica della X-E3 richiama quella di una telemetro con il mirino, in questo caso elettronico sul lato sinistro, e le sue dimensioni sono simili a quelle della X-T20.
Per questa serie di fotocamera Fuji ha sviluppato un sensore CMOS denominato X-Trans CMOS. La nuova matrice (CFA – Color Filter Array) non necessita di un filtro ottico passa-basso. Questo filtro infatti è indispensabile per la riduzione del moiré e dei falsi colori generati dai sensori convenzionali ma, nel contempo, degrada anche la risoluzione. Fuji ha sviluppato una nuova matrice CFA che si ispira alla casuale disposizione della grana nella pellicola, eliminando la necessità di un filtro ottico passa-basso per risolvere i problemi del moiré e dei falsi colori. Nella matrice i pixel RGB sono disposti in gruppi di 6×6 con alta aperiodicità (casualità). Aumentare il grado di casualità elimina la causa fondamentale del moiré e dei falsi colori, un problema che si verifica nelle matrici convenzionali durante le riprese di elementi a righe e altri schemi ripetitivi. La presenza di un pixel R, G e B in ogni serie di pixel orizzontali e verticali riduce al minimo la generazione di falsi colori e garantisce la superiore riproduzione dei colori stessi.
L’utilizzo di una matrice ispirata alla pellicola ha reso necessario un processore potente per elaborare i dati dell’immagine; per questo Fuji ha creato X Processor Pro2. Questo processore consente di ottimizzare le potenzialità del sensore X-Trans CMOS fornendo elevata velocità e alta precisione di elaborazione delle immagini.

La X-E3 può simulare la resa dei colori di alcune tra le più famose pellicole Fuji, fra cui Velvia, Astia e Provia e Classic Chrome che richiama i colori delle diapositive di una volta, ed altre.

In sintesi le caratteristiche principali della X-E3 sono:

– sensore APS (23,6×15,6 mm) CMOS da 24 Mpx X-Trans CMOS III
– processore X Processor Pro 2
– innesto obiettivi Fujifilm X
– autofocus ibrido con 91 punti AF a rilevamento di fase e 325 a rilevamento di contrasto e assistenza alla messa a fuoco manuale con evidenziazione dei contorni
– sensibilità ISO da 200 a 12800 Iso con estensioni a 100 e fino a 51200 solo in jpeg
– mirino elettronico con 2,36 Mpx, copertura 100 % e ingrandimento 0,62x
– schermo da 3″ con 1.040.000 pixel sensibile al tocco
– otturatore a funzionamento meccanico con tempi da 30 secondi a 1/4000 e a funzionamento elettronico con tempi fino a 1/32000 di secondo
– comandi con ghiere per tempi e compensazione esposizione
– raffica fino a 8 fg/s
– video 4K a 3840×2160 pixel e Full HD con audio stereo
– sistema di pulizia del sensore a vibrazione Ultra Sonica
– modalità di simulazione pellicola avanzata
– connessione wi-fi e Bluetooth
– dimensioni 121x74x43 mm
– peso 337 grammi

La X-E3 costa circa 800 € solo corpo, 1.070 € con lo zoom XF 18-55 mm f/2,8-4,0 OIS stabilizzato e 1.130 con il 23 mm f/2,0.

 

 

Descrizione

La forma della X-T3 è quella di un parallelepipedo senza sporgenze, se non un piccolo accenno di impugnatura sul lato destro, orientata al minimalismo. Le dimensioni sono abbastanza compatte e con un obiettivo di tipo “pancake” come l’XF 27 mm f/2,8 potrebbe essere messa in tasca. Con il 55/2,8-4,0 con cui l’ho provata invece serve una piccola borsa.
L’impugnatura è quasi inesistente senza però rivelarsi scomoda. La costruzione e la finitura sono ottime, sicuramente superiori a quelle della media della maggior parte delle altre fotocamere della categoria. Il corpo è in lega di magnesio, ma non protetto da polvere ed acqua, con un’ottima finitura e un rivestimento tipo pelle zigrinata che lo rendono molto piacevole al tatto. Le ghiere di comando superiori sono in metallo mentre quelle sul frontale e nella parte posteriore sono in plastica, i pulsanti esterni sono pochi, in particolare manca il “pad” a quattro vie, sostituito per alcune funzioni dal joystick, comunque quasi tutte le impostazioni possono essere fatte con l’occhio al mirino o con il menu rapido. Il mirino è abbastanza grande e luminoso, con un ingrandimento reale 0,62x.

Inizio la descrizione dal frontale.

A sinistra del bocchettone d’innesto degli obiettivi in basso c’è il pulsante di sblocco. Più in alto, sempre sulla sinistra, la luce di assistenza per l’autofocus che funge anche da segnalatore per il funzionamento dell’autoscatto con accanto la ghiera di comando anteriore che può anche agire come pulsante quando la si preme. A destra si vede un commutatore per il funzionamento dell’autofocus: S singolo, C continuo e M manuale.

Sulla calotta superiore ci sono due ghiere metalliche di cui una con una leva coassiale. A partire da sinistra si vede la slitta a contatto caldo per il flash.

Verso destra poi c’è la grande ghiera dei tempi con tempi da 1 secondo a 1/4000 più le pose B e T. I tempi più lunghi di 1 secondo, quelli più brevi di 1/4000 con l’otturatore elettronico, si impostano con una delle ghiere di comando, così come i tempi intermedi fra quelli previsti dalla ghiera. Coassiale a questa ghiera c’è una levetta che consente di impostare la modalità di funzionamento completamente automatica.

Seguono il pulsante di scatto con coassiale l’interruttore di accensione nella posizione più comoda e che preferisco. Chiude la ghiera di compensazione dell’esposizione entro +/- 3 stop, con una posizione C che consente, tramite una delle ghiere di comando, di compensare l’esposizione fino a +/- 5 stop, e all’estrema destra in alto un pulsante Fn personalizzabile che come impostazione standard prevede la scelta delle modalità di misura dell’esposizione, ma che consiglio di dedicare all’impostazione della sensibilità ISO.

Nella parte posteriore troviamo a sinistra in alto il mirino elettronico, con a destra il sensore per la commutazione automatica fra il questo e lo schermo, impostabile a scelta anche in modo manuale, alla sua sinistra la ghiera per la compensazione diottrica.

A destra c’è il pulsante per la commutazione tra mirino e monitor o per la sua commutazione automatica. Segue, andando verso destra, il pulsante per la scelta delle modalità di scatto, che serve anche per la cancellazione delle foto in sede di revisione, e poi quello per il blocco dell’esposizione e la ghiera di comando posteriore personalizzabile, che premuta come impostazione di base ingrandisce l’immagine inquadrata per la messa a fuoco manuale.

All’estrema destra, sulla piccola sporgenza che serve da appoggio per il pollice, c’è in alto il pulsante per il blocco della messa a fuoco e sotto quello per il richiamo del menu rapido.

In basso, a fianco dello schermo, ci sono pochi comandi. In alto il joystick che serve sia per selezionare i punti o le zone di messa a fuoco, in alternativa all’uso dello schermo, sia per navigare tra i menu. sotto il pulsante per il richiamo dei menu e per la conferma delle scelte, poi quello per selezionare le informazioni visibili nel mirino o nello schermo che serve anche per tornare indietro nella navigazione fra i menu e infine il pulsante per la revisione delle foto.
Lo schermo sensibile al tocco consente di selezionare i punti di messa a fuoco e eventualmente scattare; la selezione dei punti AF può essere fatta anche quando si guarda nel mirino. Inoltre consente effettuare delle “gestures”, in alto, in basso, a destra e a sinistra da assegnare a comandi specifici. Questo sostituisce in parte le funzionalità del pad.

Sul lato destro non c’è nulla.

Sul lato sinistro ci sono dietro uno sportello le prese USB, Mini HDMI e ingresso microfono.

Sul fondello c’è l’attacco a vite per il treppiede, purtroppo non allineato con l’obiettivo e lo sportello dell’alloggiamento della batteria agli ioni di litio e della scheda di memoria, in posizione piuttosto scomoda se la fotocamera si trova su treppiedi.

Sullo zoom 18-55 si vedono gli interruttori per attivare la stabilizzazione e la modalità di selezione automatica del diaframma.

In dotazione, insieme alla macchina sono forniti:
– batteria ricaricabile NP-W126S
– caricabatteria con cavo BC-W126
– il tappo di copertura del bocchettone di innesto ottiche
– la cinghia a tracolla
– un piccolo flash esterno
– Il manuale stampato

Il software per visualizzare le foto e quello per la conversione raw, Raw File Converter, devono essere scaricati dal sito Fujifilm.

Come accessori opzionali si possono avere:
– batteria ricaricabile supplementare NP-W126S
– caricabatteria con cavo BC-W126
– adattatore per alimentazione da rete AC-9V e cavo CP-W126
– telecomando a filo RR-90
– microfono stereo MIC-ST1
– vari flash esterni dedicati
– anello adattatore per obiettivi con innesto Leica M
– filtri di protezione per l’obiettivo con diametro di 39 e 52 mm
– borsa pronto in pelle BLC-XT10
– tubi di estensione macro MCEX-11/16
– connettore wireless pre stampanti Instax

Modalità di funzionamento

Schermate

Menu

Menu rapidi

Uso in pratica

La X-E3 che ho avuto a disposizione era dotata di due obiettivi, lo zoom XF 18-55/2,8-4,0 e il 50 mm f/2,0.
Lo zoom è un obiettivo tuttofare di buona luminosità e adatto a svariati usi, interni, esterni, paesaggio, viaggi, famiglia, ritratti e altro. E’ abbastanza compatto e stabilizzato. Il 50 f/2,0 è adatto al ritratto e con la sua apertura abbastanza grande consente di staccare bene il soggetto dallo sfondo. E’ anche utile per riprese in condizioni di luce scarsa come teatro o concerti.

Corpo macchina

La X-E3 è abbastanza compatta. Il corpo in lega di magnesio, disponibile solo con finitura argento, è ben costruito e rifinito con un efficace rivestimento antiscivolo. Portare in giro la macchina con i due obiettivi è semplice, basta una piccola borsa. Il peso del corpo non è elevato, nonostante la macchina sia costruita in metallo, e così quello dei due obiettivi.

Comandi

La X-E3 è progettata con una concezione minimalista che si riflette nel numero dei comandi, pochi, ma ben studiati. Gli obiettivi sono dotati di una ghiera dei diaframmi che consente di regolare direttamente il diaframma, verificandone l’impostazione nello schermo o nel mirino, che comprende anche la posizione A per l’impostazione automatica del diaframma. Questo, insieme alla ghiera dei tempi che prevede anche essa l’impostazione A, consente di scegliere im modo estremamente rapido se usare la macchina in Program (entrambe le impostazioni su A), o a priorità dei diaframmi (ghiera dei tempi su A e diaframma regolato sull’obiettivo), a priorità dei tempi (diaframma su A e tempo regolato con la ghiera) e infine in manuale con le due ghiere regolate dal fotografo con una semplicità, facilità e velocità sconosciute anche alle migliori reflex. Se a questo si aggiune la ghiera esterna ed immediatamente a portata di mano per la regolazione della compensazione dell’esposizione ci si rende conto dell’estrema facilità e rapidità di tutte le impostazioni fotografiche della X-E3. L’unica regolazione non immediata è quella della sensibilità Iso, che se non si è scelta l’impostazione automatica, può essere fatta o dal menu rapido o assegnandone la funzione ad uno dei pulsanti o alla pressione della ghiera anteriore. Manca il pad a quattro vie che si trova su tutte le fotocamere digitali, sostituito efficacemente dal joystick e dallo schermo sensibile al tocco.
Anche la messa a fuoco può essere commutata immediatamente da automatica a manuale, con la levetta sul frontale, e il suo sistema di assistenza, evidenziazione dei contorni (focus peaking) o telemetro a immagine spezzata, è efficacissimo. La scelta dei punti o delle zone AF può essere fatta efficacemente con il joystick, ma ancora meglio con lo schermo, anche quando si è con l’occhio al mirino. Questo inoltre può essere suddiviso per rendere efficace al tocco solo la metà destra o sinistra a secondo delle preferenze del fotografo.

Menu

I menu, con l’impostazione classica Fujifilm, sono suddivisi in: Qualità d”immagine, AF/MF, Ripresa, Flash, Filmato e Impostazioni, queste a loro volta divise in Utente, Suoni, Schermo, Pulsantiere/Ghiere, Energia, Salvataggio dati e Connessione. Sono complessivamente abbastanza chiari e comprensibili, senza un eccessivo numero di pagine.

Mirino

Il mirino ha una risoluzione di 2,36 Mpx. La risoluzione ed il dettaglio sono abbastanza elevati e l’ingrandimento adeguato per vedere bene l’immagine anche se un po’ inferiori a quello della X-T2. Nel mirino è possibile vedere tutto quello che si vede sullo schermo, compresi tutti i menu, quindi anche in questo caso operare tutte le regolazioni senza staccare l’occhio. Inoltre si ha una copertura del 100 % utile se si ha la necessità di inquadrare con estrema precisione, come in macro. Altro vantaggio di questo mirino, come di quasi tutti gli elettronici, è quello di poter vedere in anticipo l’esposizione e correggerla se del caso. Infine ha una caratteristica esclusiva e molto utile: quando si gira la fotocamera per un’inquadratura verticale le informazioni nel mirino si spostano rimanendo sempre sul lato in basso e in alto come per le inquadrature orizzontali. Non ho mai notato anche nelle inquadrature più scure segni di rumore.

Schermo

Lo schermo da 3″ con 1.040.000 pixel è sufficientemente nitido e abbastanza visibile anche in piena luce attivando in questo caso da menu la funzione di visualizzazione al sole. Può essere utile per utilizzare i menu o quando si usa la macchina su treppiede. Delle sue funzionalità al tocco ho già detto, ma confermo che la scelta dei punti AF attraverso lo schermo si rivela veramente comoda.

Autofocus

L’autofocus della X-E3 è, come in tutte le ultime Fujifilm, ibrido, a rilevamento di fase e di contrasto, direttamente attuato dal sensore che è dotato di pixel adatti al rilevamento di fase. Dispone infatti di 91 punti AF a rilevamento di fase, su una matrice di 13×7 e 325 punti a rilevamento di contrasto. I punti possono essere scelti ed usati in modo singolo, a zone o su tutta l’area allargata per un inseguimento ampio. I singoli punti o le zone possono essere spostati con il joystick o con un azione sullo schermo. Di base la X-E3 propone la scelta fra una matrice di 91 punti, ma volendo si possono attivare tutti i 325 punti. Le modalità di funzionamento possono essere: messa a fuoco singola AF-S, messa a fuoco continua AF-C o manuale, selezionabili con la piccola levetta sul frontale. Via menu si può scegliere se dare la priorità alla messa a fuoco o allo scatto sia in AF-S che in AF-C. E’ possibile regolare alcuni parametri di funzionamento dell’autofocus secondo cinque profili predefiniti per varie situazioni: base con impostazioni standard per soggetti in movimento, ignora ostacoli, soggetti in accelerazione/decelerazione, soggetti che appaiono all’improvviso, soggetti con movimenti irregolari, più una personalizzata.

L’autofocus dispone inoltre della funzione per il rilevamento dei volti e degli occhi del soggetto.
Nella pratica si è dimostrato sempre veloce e sensibile, anche in raffica fino a 8 fg/s, situazione in cui è riuscito a mettere quasi sempre a fuoco i soggetti in movimento veloce con solo qualche raro caso di fuori fuoco su centinaia di scatti. Nelle riprese video ha funzionato abbastanza bene, non mostrando  incertezze su soggetti in movimento. La sua sensibilità è elevata anche senza la luce ausiliaria, circa -3 EV con il 50 mm f/2,0.
Se si vuole mettere a fuoco manualmente si deve commutare la levetta anteriore su M; apparirà nello schermo o nel mirino una scala delle distanze e, se si è attivata da menu la funzione Focus Zoom, l’immagine sarà automaticamente ingrandita. In questo caso la messa a fuoco può essere assistita con l’evidenziazione dei contorni (focus peaking) per la quale si può scegliere il colore, oppure dalla funzione Digital Split Image che mostra il centro dell’inquadratura diviso in due parti che combaciano quando sono a fuoco, come nei telemetri ad immagine spezzata delle reflex a pellicola.

Otturatore

L’otturatore è sia meccanico con tempi da 30 secondi (non in Program) a 1/4000 sia elettronico con tempi da 30 secondi a 1/32000, più la posa B o T fino a 1 ora. Si può scegliere se usare solo l’otturatore meccanico, solo quello elettronico o entrambi e in questo caso l’otturatore elettronico si attiverà solo per i tempi superiori a 1/4000. L’uso dell’otturatore elettronico può essere molto utile per azzerare completamente il rumore dello scatto in ambienti che richiedono silenzio, oppure per usare obiettivi di grande apertura come quelli f/1,4 o f/1,2 a piena apertura anche in pieno sole, ottenendo così un migliore controllo della profondità di campo, ma può essere soggetto a deformare i soggetti in movimento veloce.

Esposizione

Nell’uso la X-E3 si è dimostrata molto rapida e veloce, anche se presenta un problema nell’impostazione automatica della sensibilità.
Ho già spiegato che questa fotocamera non ha una ghiera delle modalità per impostare i vari funzionamenti a programma, a priorità o manuale. Se le ghiere dei tempi e diaframmi sono entrambe su A il funzionamento sarà Program. In questo caso la macchina sceglierà il tempo e diaframma più appropriati, ed anche la sensibilità ISO se è impostata su auto, e metterà a fuoco. Non resta che scattare. Naturalmente si può variare la coppia tempo/diaframma scelta, a parità di esposizione, con le due ghiere di comando, oppure variare l’esposizione con la ghiera all’estrema destra fino a + o – 3 EV. Il tutto controllabile nel mirino. Se si vuole impostare un tempo o un diaframma determinato basta farlo agendo sull’apposita ghiera e di conseguenza la macchina regolerà l’altro parametro, sempre tenendo conto dell’eventuale correzione. In priorità dei diaframmi (A) è possibile controllare la profondità di campo se si è assegnato a un pulsante Fn questa funzione. Se si vuole scattare in manuale basta regolare tempi e diaframmi come si vuole; nel mirino una scala graduata indicherà la differenza di esposizione fra quella impostata e quella misurata dall’esposimetro della macchina. Se si è scelta l’impostazione automatica della sensibilità ISO questa sarà regolata per ottenere un’esposizione corretta con il tempo e il diaframma impostato.
La sensibilità ISO può essere impostata con la ghiera anteriore o con il pulsante Fn, se impostati per questo o dal menu rapido; varia da 200 a 12800 ISO con la possibilità di estensione L a 100 ISO e H1 e H2 a 25600 e 51200 ISO. In questo caso però le foto potranno essere salvate solamente in jpeg. La sensibilità può anche essere regolata automaticamente. In questo caso si può definire la sensibilità minima, quella massima e il tempo più lungo di scatto oltre il quale la sensibilità incomincerà ad essere aumentata a partire dal valore minimo. E’ possibile memorizzare tre diversi profili e sceglierne uno per la sessione di scatto. Purtroppo non è prevista la possibilità di adeguare la velocità di scatto più lenta dell’otturatore in funzione della focale dell’obiettivo usato, come avviene in quasi tutte le fotocamere di un certo livello. Questa invece è fissa e corrisponde a quella impostata nel profilo selezionato. La cosa è piuttosto scomoda per chi usa l’impostazione automatica ISO e cambia spesso obiettivi o usa uno zoom. Infatti, anche memorizzando i tre profili con tempi di scatto minimi adeguati alle focali in uso ci si deve ricordare di impostare quello giusto ogni volta che si cambia obiettivo, se questo è a focale fissa. Con gli zoom la cosa peggiora ancora perché il tempo di scatto impostato per la focale minima non va bene per quella massima, mentre quello per la massima è troppo breve per la minima e costringe ad aumentare inutilmente la sensibilità. In conclusione queste complicazioni possono scoraggiare l’uso dell’impostazione automatica della sensibilità e rendere preferibile l’uso di quella manuale. Anche questo però non è molto comodo perché è necessario premere la ghiera anteriore e poi ruotarla oppure ricorrere al menu rapido. Nei casi in cui si deve scattare rapidamente inoltre questo non si può fare e l’unica soluzione è usare la priorità dei tempi, regolando manualmente il tempo di scatto, cosa che si può fare oltre che con l’apposita ghiera sulla calotta, anche con una delle ghiere di comando, previa impostazione da menu.
Insomma una complicazione operativa ed un difetto che non mi aspettavo in una fotocamera di questo livello che può rallentare l’operatività in molte situazioni. Resta solo da sperare che Fujifilm rilasci un aggiornamento firmware che ovvii a questo difetto come ha già fatto per la X-T2.

L’esposizione però è stata sempre corretta in esterni con buona luce, anche se in situazioni di controluce estremo è consigliabile una piccola correzione per privilegiare le ombre o le luci a secondo di quello che si vuole ottenere. In luce scarsa, esterni illuminati di notte ad esempio o interni bui, invece la X-E3 con la misurazione a matrice tende a sovraesporre di circa 1 stop. E’ facile comunque correggere questa differenza con l’apposita la ghiera di regolazione, controllando direttamente nel mirino elettronico il risultato.

Bilanciamento del bianco

Prevede le classiche posizioni per luce diurna, ombra, nuvoloso, flash e innumerevoli posizioni per vari tipi di luci artificiali. Si può anche effettuare una misura e memorizzarla o tararlo in gradi Kelvin.
Una funzione utile è la possibilità di ridurre la dominante blu per le riprese subacquee.

Flash

La X-E3 non dispone di un flash integrato, ma ne viene fornito uno esterno, piccolo e adatto come luce di schiarita o ad illuminare scene scure in interni o in esterni fino a qualche metro.

Profili colore

La fotocamera dispone, come tutte le Fujifilm di numerosi profili colore che richiamano i colori delle più famose pellicole dia e negative Fuji: Provia (standard), Velvia (vivace), Astia (morbida), Classic Chrome (neutra), Pro Neg. Hi, Pro Neg Standard, Across (bianco e nero dettagliato), Monocromatico e Sepia consentono di ottenere foto jpeg con caratterizzazione colore diverse da usare secondo i soggetti ed i gusti del fotografo. Oltre a questi esistono i profili Acros e per bianconero, anche con filtri giallo, rosso e verde.

Questi profili possono anche essere applicati alle foto in formato raw tramite il software Raw File Converter, scaricabile gratuitamente dal sito Fujifilm, e quindi è possibile cambiarli a posteriori per trovare quello più adatto a ciascuna foto

Formato foto

Le foto possono essere salvate in formato 3:2, 16:9 e 1:1 e in varie dimensioni, L a 24 Mpx, M a 12 Mpx e S a 6 Mpx per il formato jpeg; in raw le dimensioni sono sempre 6000×4000 cioè 24 Mpx. Le foto possono essere salvate in Jpeg con qualità Fine o Normal, in raw (RAF) anche con compressione senza perdita e in raw più jpeg.

Raffica

La raffica può arrivare, alla velocità più alta H, a 14 fg/s con l’otturatore elettronico e autofocus continuo per 42 foto jpeg o 23 raw, ma senza live view. Usando l’otturatore meccanico si arriva a 8 fg/s. Alla velocità media M si hanno 5 fg/s con la disponibilità del live view, cioè la visualizzazione del soggetto in tempo reale nel mirino così come a quella bassa L a 3 fg/s. L’autofocus può essere singolo, continuo o manuale, su un singolo punto, un’area o su tutta la zona di punti AF per l’inseguimento.

Video

La ripresa video consente di riprendere video 4K a 3840×2160 pixel per una durata di circa 10 minuti, o Full HD a 1920×1080 pixel 60/50p o 30/25p, fino a 15 minuti, in formato MOV con codec H264. E’ disponibile anche una ripresa con formato HD a 1280×720 pixel. Durante la ripresa la messa a fuoco può essere automatica, singola o continua, o manuale. Si possono regolare anche i diaframmi, il bilanciamento del bianco e l’esposizione, comprese le eventuali compensazioni, regolando tempi, diaframmi e sensibilità. Si possono anche usare u profili di simulazione pellicola. La ripresa si attiva premendo il pulsante dedicato alle modalità di scatto e selezionando video, poi premendo il pulsante di scatto. E’ disponibile un ingresso audio per un microfono esterno.

Funzioni speciali

La X-E3 rende disponibili inoltre alcune funzioni speciali.

Panorama: si può scattare una foto panoramica in orizzontale o in verticale, con un angolo di copertura di 120° o 180°gradi. La macchina scatta automaticamente una serie di foto che poi collega per ottenere una foto panoramica.

Filtri avanzati: sono disponibili una serie di filtri per modificare l’aspetto delle foto: Toy camera, Miniatura, Colore pop, High-key, Low-key, Toni dinamici, Soft focus e vari effetti di colore.

E’ possibile anche l’esposizione multipla dello stesso fotogramma.

Queste funzioni come lo scatto a raffica, il bracketing e l’autoscatto si attivano selezionandole tramite il pulsante dei modi di scatto.

Connessione

Infine la X-E3 dispone di connessione wi-fi e Bluetooth che le consente di collegarsi ad uno smartphone o a un tablet. E’ possibile usare l’app Fuji Camera Remote per controllare la fotocamera, scattare foto e trasferirle sul dispositivo. Con PC Autosave invece è possibile salvare le foto e i video su un computer collegato.

Obiettivi

Il corredo obiettivi Fujifilm X si va ampliando costantemente nel tempo. Ricordo che il fattore moltiplicativo per il sensore APS delle Fujifilm è 1,5x.
Attualmente sono disponibili 25 obiettivi di cui 22 della serie XF, di più alta qualità, 14 a focale fissa dal 14 mm f/2,8 al 200 mm f/2,0 fra i quali la serie ultraluminosa 16 mm f/1,4, 23 mm f/1,4, 35 mm f/1,4 e 56 mm f/1,2 in due versioni, quella meno luminosa, ma più compatta e adatta alla X-E3, 23, 35 e 50 mm f/2,0 e un macro 60 mm f/2,4. Gli zoom vanno dal grandangolo 8-16/2,8 mm al tele 100-400 mm f/4,5-5,6 comprendendo anche due professionali 16-55 mm e 50-140 mm f/2,8. Ci sono poi due zoom più economici della serie XC il 16-50/3,5-5,6 ed il 50-230/4,5-6,7. Ci sono anche due moltiplicatori di focale 1,4 e 2x. Inoltre sono disponibili tre Zeiss Touit a focale fissa e alcuni Samyang non autofocus. Anche altri produttori stanno rendendo progressivamente disponibili obiettivi con innesto Fujifilm X.
Tutti gli obiettivi della serie XF sono in metallo con una costruzione e finitura di alta qualità, ghiere morbide e fluide.
Con questi obiettivi la scelta diventa abbastanza completa e composta soprattutto di ottiche a focale fissa di alta qualità e luminosità, come si addice alle caratteristiche ed al livello della macchina.
Su tutte le Fujifilm, come sulle altre mirrorless, è poi possibile montare obiettivi di reflex o di altre fotocamere con appositi anelli adattatori, grazie allo spessore ridotto del corpo. Naturalmente si perde l’autofocus e l’esposizione deve essere regolata in manuale o a priorità dei diaframmi.
Fujifilm fornisce un adattatore per obiettivi Leica M, ma sul mercato si trovano praticamente per tutte le fotocamere.

Per la X-E3 sono molto indicati, oltre al 18-55/2,8-4,0 OIS (27-82 mm eq.) provato, i piccoli e leggeri obiettivi a focale fissa 18 mm f/2,0 (27 mm eq.), 23 mm f/2,0 (35 mm eq.), 35 mm f/2,0 (52 mm eq.) e 50 mm f/2,0 (75 mm eq.) adatto al ritratto.

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La X-E3 è quindi una macchina molto completa con tutte le caratteristiche che si possono desiderare in una fotocamera di alto livello ed è stata piacevole da usare in tutte le occasioni. Se non servono alcune funzioni di personalizzazione dell’autofocus e il maggiore numero di punti AF a rilevamento di fase, un maggior numero di pulsanti per i comandi esterni e la protezione da polvere ed acqua non fa rimpiangere la X-T2.

Per tutte le foto di prova ho usato il formato 3:2.
Le foto di prova sono suddivise in due gruppi: foto di test, scattate a tutte le sensibilità, da 200 a 12800 Iso, in luce naturale di giorno e di notte e in interni ed a vari diaframmi per valutare l’obiettivo, e foto di esempio a varie sensibilità a secondo delle situazioni, anche se di giorno sono stati usati possibilmente i 200 Iso. Tutte le foto sono state salvate sia nel formato jpeg come salvato dalla macchina, sia compresso senza perdite raw che ho convertito con il programma fornito da Fujifilm Raw File Converter, una versione personalizzata di Silkypix Developer Studio 4.

===> segue Prestazioni e conclusione

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