Fujifilm X-Pro2: test sprint

ottica-universitaria5dsc06762Inauguro questo primo test breve effettuato grazie alla collaborazione del noto negozio romano Ottica Universitaria che mi ha messo a disposizione per qualche giorno la nuova Fujifilm X-Pro2.
La X-Pro1 è stata la prima mirrorless di Fujifilm e la X-Pro2 è una sua evoluzione con notevoli miglioramenti. E’ una fotocamera di alta classe e qualità caratterizzata da un aspetto simile alle fotocamere a telemetro di qualche anno fa I suoi contenuti però sono molto aggiornati. La caratteristica principale è il suo nuovo sensore X-Trans CMOS III, esclusivo Fujifilm, di formato APS con 24 Mpx e una disposizione dei pixel particolare che evita la creazione di falsi colori ed effetto moirè e consente di fare a meno del filtro antialias. Altra caratteristica di spicco è il mirino ibrido, ottico ed elettronico a scelta. L’innesto obiettivi è il Fujifilm X per il quale ormai sono disponibili più di 20 obiettivi originali.
Per questa fotocamera Fuji ha sviluppato un nuovo sensore CMOS denominato X-Trans CMOS III da 24 Mpx, evoluzione del precedente da 16. La matrice di filtri di questo sensore (CFA  – Color Filter Array) si ispira alla casuale disposizione della grana nella pellicola con un disegno aperiodico, elimina la necessità di un filtro ottico passa-basso per risolvere i problemi del moiré e dei falsi colori. Nella matrice i pixel RGB sono disposti in gruppi di pixel 6×6 con alta aperiodicità (casualità). Aumentare il grado di casualità elimina la causa fondamentale del moiré e dei falsi colori, un problema che si verifica nelle matrici convenzionali durante le riprese di elementi a righe e altri pattern ripetuti. Questa matrice quindi non necessita di un filtro ottico passa-basso indispensabile per la riduzione del moiré e dei falsi colori generati dai sensori convenzionali ma, che nel contempo, degrada anche la risoluzione.

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Altra caratteristica esclusiva della X-Pro2 è il mirino ibrido con la capacità di cambiare all’istante fra mirino ottico e mirino elettronico.
L’utente potrà scegliere di utilizzare, a seconda delle proprie abitudini o necessità, la funzione mirino ottico per un’immagine più reale possibile o elettronico per avere tutte le informazioni in tempo reale. Il vantaggio del mirino ibrido sta nella possibilità di unire le due tecnologie per ottenere il massimo in termini di qualità visiva e di funzionalità, consentendo di effettuare la composizione delle immagini attraverso un luminoso mirino e offrendo la possibilità di sovrapporre le informazioni importanti per lo scatto della foto. Il passaggio da un mirino all’altro è semplice, grazie allo switch posto nella parte anteriore del corpo della X-Pro2.
Quando si monta un obiettivo Fujinon della serie XF sulla X-Pro2 l’ingrandimento nel mirino e le dimensioni della cornice luminosa cambiano automaticamente per supportarne la lunghezza focale. L’ingrandimento mirino, pari a 0,37x per l’obiettivo 18mm ed a 0,60x per quello da 35mm e 60mm. La X-Pro2 ha anche la possibilità di impostare manualmente la lunghezza focale e passare da un ingrandimento all’altro del mirino.

In sintesi le caratteristiche principali della X Pro2 sono:

– sensore APS X-Trans CMOS da 24 Mpx
– processore EXR Pro
– innesto obiettivi Fujifilm X
– autofocus ibrido con 273 Punti AF a rilevamento di contrasto e 77 a rilevamento di fase
– assistenza alla messa a fuoco manuale con evidenziazione dei contorni o telemetro elettronico
– sensibilità ISO da 200 a 12800 Iso con estensioni a 100 e fino a 51200 solo in jpeg
– mirino ibrido: elettronico con 2,36 Mpx, copertura 100 € e ingrandimento 0,62x o ottico
– schermo da 3″ con 1.620.000 pixel
– otturatore a funzionamento meccanico con tempi da 30 secondi a 1/8000 e elettronico con tempi fino a 1/32000 di secondo
– comandi con ghiere per tempi, sensibilità Iso, compensazione esposizione e diaframmi sugli obiettivi
– raffica fino a 8 fg/s
– video Full HD 1920×1080 pixel 60/50p, 30/25p e 24p con audio stereo e ingresso microfono
– modalità di simulazione pellicola avanzata
– sistema di pulizia del sensore a vibrazione Ultra Sonica
– connessione wi-fi
– corpo protetto da polvere ed acqua
– dimensioni 141x83x56 mm
– peso 495 grammi

La X-Pro2 costa, presso Ottica Universitaria, 1.599 € solo corpo; il 35 mm f/2,0 in prova costa 429 €.

Descrizione e comandi

La X-Pro2 è esteticamente molto simile per dimensioni e peso ad una fotocamera a telemetro dei tempi della pellicola. La costruzione e la finitura sono eccellenti, sicuramente superiori a quelle della media delle altre fotocamere. Il corpo è in lega di magnesio con un’ottima finitura e un rivestimento tipo pelle zigrinata che lo rendono molto piacevole al tatto. Le ghiere di comando sono in metallo, i pulsanti esterni numerosi e ben posizionati secondo la funzione assegnata. I comandi sono quasi tutti esterni e si può impostare quasi ogni funzione della macchina senza navigare nei menu, cosa molto positiva per la rapidità d’azione. Il mirino, spostato sulla sinistra, è grande e luminoso.

Inizio la descrizione dalla parte frontale.

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Nel frontale sulla destra dell’obiettivo c’è l’interruttore a levetta per commutare la messa a fuoco da AF-S (singola) a AF-C (continua) a M (manuale). La posizione è ottima, ma l’interruttore, un po’ piccolo, è difficile da azionare tenendo la macchina all’occhio. A sinistra accanto al bocchettone il pulsante di sblocco obiettivo. Più in alto la leva per commutare il funzionamento del mirino da ottico ad elettronico e viceversa spingendola verso destra e per attivare, sul mirino ottico, il telemetro elettronico spingendola sulla sinistra. Alla sua sinistra la ghiera di comando frontale. In alto l’illuminatore a led di ausilio per l’autofocus e di segnalazione del funzionamento dell’autoscatto All’estrema destra il grande mirino ottico.

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Sulla calotta superiore ci sono, a partire da destra, a fianco di quello di scatto coassiale con l’interruttore d’accensione, un pulsante Fn di solito assegnato all’impostazione della sensibilità Iso, ma che può essere assegnato a qualsiasi altra funzione. All’estrema destra la comoda ghiera di compensazione dell’esposizione. Verso il centro la manopola per impostare i tempi di scatto con al termine la posizione A (Auto) che imposta la scelta automatica del tempo e di conseguenza la priorità dei diaframmi o il funzionamento program, a secondo di come è impostata la ghiera dei diaframmi sull’obiettivo. Se anche questa è impostata su A (Auto) si otterrà il funzionamento Program, se invece si vuole la priorità dei tempi basterà impostare la ghiera dei tempi sul valore prescelto. Sollevando la corona della manopola si aziona invece l’impostazione della sensibilità Iso il cui valore si può vedere nella piccola finestrella fra A e la posa B, come era nelle fotocamere a pellicola. Al centro la slitta per un flash esterno.

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Nella parte posteriore troviamo sulla sinistra in alto il mirino ottico/elettronico e a destra il sensore per la commutazione automatica fra il questo e lo schermo, impostabile a scelta con il pulsante alla sua destra (View Mode). Verso destra in alto un pulsante per la scelta del metodo di misurazione esposimetrica: multipla, pesata al centro, spot e media. A seguire il pulsante per il blocco dell’esposizione. Poi troviamo la ghiera di comando posteriore. Sul piccolo accenno di impugnatura posteriore, all’estrema destra il pulsante per il blocco della messa a fuoco. Subito sotto il pulsante per richiamare, sullo schermo o nel mirino, il Quick Menu con il quale si possono impostare rutti i parametri di funzionamento della macchina usando il pad direzionale e le ghiere di comando anteriore e posteriore. Scendendo, vicino allo schermo il nuovo joistick di comando che consente di scegliere in modo comodissimo i punti AF nel caso di uso di un punto singolo, oltre che di navigare nei menu. Più in basso, sempre accanto allo schermo i pulsanti per la revisione delle foto, la loro cancellazione e la scelta delle informazioni sullo schermo, oltre che il ritorno nei menu. Alla loro destra il pad a quattro vie con il pulsante per il richiamo dei menu e di conferma al centro. I quattro pulsanti hanno la funzione, dall’alto in senso orario: impostazione delle modalità di scatto singola, raffica, autoscatto e bracketing; simulazione film; bilanciamento del bianco, modalità autofocus. Tranne quello in alto gli altri sono anche pulsanti Fn riassegnabili.

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Sul lato destro c’è dietro uno sportello l’alloggiamento per due schede SD.

Su quello sinistro, sempre dietro uno sportello le prese HDMI, USB e per un microfono esterno.

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Sul fondello c’è l’attacco a vite per il trepiede e lo sportello dell’alloggiamento della batteria agli ioni di litio di alta capacità.

In dotazione, insieme alla macchina sono forniti:
– batteria ricaricabile NP-W126
– caricabatteria con cavo
– il tappo di copertura del bocchettone di innesto ottiche
– la cinghia a tracolla
– Il manuale stampato

Uso in pratica

La X-Pro2 che ho avuto a disposizione era dotata del nuovo obiettivo a focale fissa XF 35 mm f/2,0 (equivalente ad un 52 mm) molto adatto, per le sue dimensioni ridotte, alla fotocamera, e del XF 27 mm f/2,8 “pancake” equivalente ad un 40 mm. Sono entrambi obiettivi di alta classe.
Usare una fotocamera con mirino galileiano o elettronico ed obiettivi a focale fissa però richiede un modo diverso di fotografare. Senza zoom ci si deve muovere per cercare la giusta inquadratura; a secondo delle foto che si vogliono fare e del luogo in cui si fanno. Il mirino ottico, se lo si usa in questa modalità, consente di controllare molto bene il soggetto, senza riflessi, ritardi o “congelamenti” dell’immagine, ma richiede anche di fare attenzione all’inquadratura controllando la cornice di delimitazione.

Le dimensioni della X-Pro2 sono un po’ più grandi di quelle di altre fotocamere con sensore delle stesse dimensioni e conviene trasportarla in una borsa adeguata. Il peso non è elevato, nonostante macchina ed obiettivi siano tutti costruiti in metallo e con un’elevata qualità.

Il mirino può funzionare in due modalità, ottica o elettronica, commutabili spingendo verso destra la leva di commutazione sulla parte frontale. In modalità ottica si vede direttamente la scena inquadrata senza nessuna mediazione. Per individuare la corretta inquadratura, visto che la visuale nel mirino è più ampia di quella che sarà registrata dal sensore, si utilizzano le cornicette bianche illuminate visibili al suo interno. Queste cambiano, insieme all’ingrandimento del mirino, a secondo dell’obiettivo montato ed è visibile solo quella corrispondente ad esso. Il tutto è ottneuto sia per via ottica (ingrandimento) che elettronica (cornicette) sfruttando le funzionalità di sovraimpressione di immagini proiettate elettronicamente su quella ottica caratteristiche di questo mirino ibrido. In questo modo anche quando il mirino è usato in modalità ottica è possibile vedere al suo interno tutte le impostazioni relative al funzionamento della fotocamera, compresi i punti AF. Si può quindi regolare la macchina e scattare senza mai staccare l’occhio dal mirino. Per la messa a fuoco manuale è possibile, spingendo verso sinistra la leva di commutazione del mirino, attivare il telemetro elettronico che apre a destra in basso una finestra con l’ingrandimento del dettaglio da mettere a fuoco, che si può scegliere spostandolo con il joistick.
In modalità elettronica invece il mirino ha una risoluzione di 2,36 Mpx. La risoluzione ed il dettaglio sono ottimi e l’ingrandimento adeguato per vedere bene l’immagine. Nel mirino in modalità elettronica è possibile vedere tutto quello che si vede sullo schermo, compresi tutti i menu, quindi anche in questo caso operare tutte le regolazioni senza staccare l’occhio. Inoltre si ha una copertura del 100 % utile se si ha la necessità di inquadrare con estrema precisione, come in macro. Infatti in questa modalità si può usare solo il mirino elettronico in quanto con quello ottico si avrebbero dei problemi di parallasse. Altro vantaggio del mirino elettronico è quello di poter vedere in anticipo l’esposizione e correggerla se del caso.
In linea di massima il mirino elettronico non ha nessuna controindicazione, è più vantaggioso e preferibile a quello ottico, ma per chi preferisce la visione diretta quello ottico offre un’usabilità senza limitazioni.
Lo schermo da 3″ con 1.620.000 pixel è molto nitido e abbastanza visibile anche in piena luce. Può essere utile per utilizzare i menu o quando si usa la macchina su treppiede.

Del sensore parlerò dopo nel commento delle prestazioni. Per adesso basta dire che è ai livelli più alti per risoluzione fra le fotocamere APS.

Nell’uso la X-Pro2 si è dimostrata molto rapida e veloce. Ho già spiegato che questa fotocamera non ha una ghiera delle modalità per impostare i vari funzionamenti a programma, a priorità o manuale. Se le ghiere dei tempi e diaframmi sono entrambe su A il funzionamento sarà Program. In questo caso la macchina sceglierà il tempo e diaframma più appropriati, ed anche la sensibilità Iso se è impostata su auto, e metterà a fuoco. Non resta che scattare. Naturalmente si può variare la coppia tempo/diaframma scelta, a parità di esposizione, con una delle ghiere di comando, oppure variare l’esposizione con la ghiera all’estrema destra fino a + o – 3 EV. Il tutto controllabile nel mirino anche in modalità ottica. Se si vuole impostare un tempo o un diaframma determinato basta farlo agendo sull’apposita ghiera e di conseguenza la macchina regolerà l’altro parametro, sempre tenendo conto dell’eventuale correzione. In priorità dei diaframmi (A) è possibile controllare la profondità di campo se si è assegnato al pulsante Fn vicino a quello di scatto questa funzione. Se si vuole scattare in manuale basta regolare tempi e diaframmi come si vuole; nel mirino, ottico o elettronico, una scala graduata indicherà la differenza di esposizione fra quella impostata e quella misurata dall’esposimetro della macchina. Tutto molto immediato, esattamente come si faceva con le macchine a pellicola.
La sensibilità Iso può essere impostata sollevando la corona esterna della ghiera dei tempi e ruotandola. Il valore impostato può essere controllato nella finestrella della ghiera stessa, oppure nello schermo o nel mirino. Se si sceglie l’impostazione automatica la macchina adegua la sensibilità in modo da non scendere sotto un tempo di sicurezza che garantisca foto nitide in funzione della focale dell’obiettivo; si possono scegliere e memorizzare tre diversi profili di comportamento con tempi minimi diversi, da scegliere in funzione dell’obiettivo montato o della situazione fotografica. Questo sistema però è un po’ scomodo e macchinoso, sarebbe preferibile però un automatismo che adegui il tempo alla focale dell’obiettivo montato.
Per la messa a fuoco si può scegliere fra quella completamente automatica, in cui la macchina sceglie le zone di messa a fuoco, di solito correttamente, su una zona centrale ridimensionabile e riposizionabile sullo schermo o nel mirino elettronico, o infine un singolo punto AF. Questa la cosa che mi è piaciuta di più nell’uso della X-Pro2. Infatti, scegliendo la messa a fuoco sul singolo punto, con il joistick è facilissimo e rapidissimo posizionarlo esattamente dove si vuole. E’ un modo molto comodo ed efficace per mettere a fuoco esattamente il soggetto, ma vale ovviamente solo per soggetti statici. Per i soggetti dinamici invece è necessario impostare l’autofocus su C (continuo) e scegliere la modalità ad inseguimento. In questo modo la X-Pro2 è in grado di mettere a fuoco soggetti anche in movimento molto veloce. Per le riprese video l’autofocus si è comportato ugualmente bene. La sensibilità dell’autofocus è molto elevata, riesce a mettere a fuoco quasi al buio.
La messa a fuoco manuale è assistita, usando il mirino elettronico, sia con la funzione Digital Split, simile al funzionamento dei vecchi telemetri, sia con l’evidenziazione dei contorni (peaking) in vari colori. Usando il mirino ottico si può invece usare la funzione di telemetro digitale in una finestrella sul lato del mirino in cui si vede ingrandito il dettaglio da mettere a fuoco.

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L’esposizione è corretta in esterni con buona luce, anche se in situazioni di controluce estremo è consigliabile una piccola correzione per privilegiare le ombre o le luci a secondo di quello che si vuole ottenere. In luce scarsa, esterni illuminati di notte ad esempio, invece la X-Pro2 tende a sovraesporre da 2/3 a 1 stop con la misurazione multipla a zone. E’ facile comunque correggere questa differenza con l’apposita la ghiera di regolazione, controllando direttamente nel mirino elettronico il risultato.
E’ possibile anche regolare la gamma dinamica dal 100 al 400 %.
La X-Pro2 può simulare la resa dei colori di alcune tra le più famose pellicole Fuji, fra cui Velvia, Astia, Classic Chrome e Provia.
Le foto possono essere salvate in formato 3:2, 16:9 e 1:1 e in varie dimensioni, L a 24 Mpx, M a 12 Mpx e S a 6 Mpx. Le foto possono essere salvate in Jpeg con qualità Fine o Standard, in raw (RAF) e in raw più jpeg.
La ripresa video consente di riprendere video Full HD a 1920×1080 pixel 60/50/25/24p in formato MOV. E’ disponibile anche una ripresa con formato HD a 1280×720 pixel. Durante la ripresa la messa a fuoco è automatica, ma si può variare la modalità di messa a fuoco. Si possono regolare anche i diaframmi, il tempo di scatto, la compensazione dell’esposizione e il bilanciamento del bianco. La ripresa si attiva con il pulsante Fn accanto a quello di scatto

La X-Pro2 rende disponibili inoltre alcuni filtri avanzati.

Nell’uso la X-Pro2 è stata molto piacevole ed efficace. Nonostante le sue dimensioni si è rivelata maneggevole e pratica. L’accensine è rapida, la messa a fuoco ugualmente e con l’uso del joistick è comodissimo effettuarla nel punto esattamente desiderato. Tutte le regolazioni con comandi diretti sono facili e naturali. La presenza del doppio alloggiamento per le schede di memoria è una caratteristica che la rende adatta anche agli usi professionali per i quali è indispensabile la sicurezza di non perdere gli scatti effettuati a causa di una scheda difettosa.
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Prestazioni e conclusioni   ==>

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4 pensieri su “Fujifilm X-Pro2: test sprint”

  1. Francesco, negli ultimi giorni Fuji ha rilasciato una nuova versione firmware per questa X-Pro 2 che dovrebbe migliorare ancora la performance dell’AF; nel corso della prova hai avuto modo di testare quest’ultima versione? Sarebbe interessante un bel confronto tra questa Fuji top APS-C, la Sony A7R e la Sigma DP Quattro per quanto concerne la resa del dettaglio, a me sembrano 3 prodotti eccellenti. Ciao.

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    1. Diego,
      so del nuovo firmware per la Fujifilm X-Pro2 e poichè me ne dovrebbe arrivare una direttamente da Fujifilm lo sperimenterò con questa. La confronterò anche con la Sony A6300 che ho ancora in prova, mentre per la A7R II potrò fare il confronto solo con le foto scattate in quanto ormai l’ho restituita. Per le Sigma devo ancora contattare il distributore, sperando che me le mandi.
      Ciao, Francesco

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