Fujifilm si è sempre differenziata dagli altri produttori di fotocamere per l’originalità e la varietà delle sue proposte. Con queste riesce a soddisfare le esigenze di una vasta gamma di fotografi, dai più tradizionalisti a quelli che esigono dimensioni compatte e pesi ridotti a quelli che esigono la massima qualità. Innanzitutto non propone fullframe, ma la sua linea principale di prodotto è basata su sensori APS. Per chi volesse una qualità superiore propone inoltre le medio formato. La linea delle sue fotocamere APS si articola poi in diverse serie caratterizzate da diverse forme estetiche e schemi di comandi differenti. Ci sono le fotocamere della serie X-Hn e X-Sn= con schema tradizionale di comandi, le X-Tn con comandi a ghiere per tempi e sensibilità, le X-Tn0 sempre con schema di comandi a ghiere ma più compatte, le X-Mn senza mirino ed infine le X-En con comandi a ghiere e la forma di compatte tradizionali.
La X-E5, che succede al precedente modello X-E4, fa parte di quest’ultima serie che per la forma richiama le fotocamere a pellicola a telemetro di una volta. In realtà però le sue caratteristiche sono molto avanzate e simili alla X-T50 da cui differisce solo per la forma esterna ed alcuni comandi. Il sensore è lo stesso X-Trans BSI-CMOS 5 retroilluminato usato su altre mirrorless della casa, esclusivo Fujifilm, di formato APS con 40 Mpx e una disposizione dei pixel particolare che evita la creazione di falsi colori ed effetto moirè e consente di fare a meno del filtro antialias. Altre caratteristiche di spicco sono il mirino elettronico nell’angolo sinistro e le ghiere di comando per tempi e scelta del profilo pellicola. Tutti gli obiettivi Fujinon XF poi hanno la ghiera dei diaframmi che, insieme a quella dei tempi consente un’immediata regolazione dei parametri di ripresa. L’innesto obiettivi è il Fujifilm X. La X-E5 infine è dotata di messa a fuoco ibrida, a rilevamento di fase e di contrasto e di stabilizzazione sul sensore, che la X-E4 non aveva.
La X-E5 segna quindi un progresso notevole rispetto alla X-E4 per il sensore, l’elaboratore d’immagine, l’otturatore elettronico, la stabilizzazione e la ripresa video senza intaccarne i pregi e le piccole dimensioni.
In sintesi le caratteristiche principali della X-E5 sono:
– sensore APS (23,5×15,6 mm) X-Trans BSI-CMOS 5 da 40 Mpx
– processore X Processor Pro 5
– innesto obiettivi Fujifilm X
– autofocus ibrido a rilevamento di fase e di contrasto con 425 punti AF
– assistenza alla messa a fuoco manuale con evidenziazione dei contorni
– sensibilità ISO da 125 a 12800 ISO con estensioni a 64 e fino a 51200
– mirino elettronico con 2,36 Mpx, copertura 100 % e ingrandimento 0,62x
– schermo da 3″ con 1.040.000 pixel sensibile al tocco e orientabile in alto e in basso
– otturatore a funzionamento meccanico con tempi da 30 secondi a 1/4000 e a funzionamento elettronico con tempi fino a 1/180000 di secondo
– stabilizzazione integrata sul sensore a “5 assi” con un massimo di 7 stop di guadagno
– comandi con ghiere per tempi e profili pellicola
– raffica fino a 13 fg/s e 20 fg/s con ritaglio 1,29x (24 Mpx)
– video 6.2K 6240×3510 pixel 30/25/24p, C4K a 4096×2160 pixel e 4K 3840×2160 pixel 60/50/30/25/24p con audio stereo
– sistema di pulizia del sensore a vibrazione Ultra Sonica
– modalità di simulazione pellicola avanzata
– connessione wi-fi e Bluetooth
– dimensioni 125x73x39 mm
– peso 445 grammi
La X-E5 costa 1.479 € solo corpo e 1.799 € con l’XF 23 mm f/2,8.
Descrizione
La forma della X-E5 è quella di un parallelepipedo senza sporgenze orientata al minimalismo. Le dimensioni sono abbastanza compatte e con l’obiettivo in prova di tipo “pancake” l’XF 23 mm f/2,8 può quasi essere messa in tasca.
La costruzione e la finitura sono ottime, sicuramente superiori a quelle della media della maggior parte delle altre fotocamere della categoria. Il corpo è in lega di magnesio, ma non protetto da polvere ed acqua, con un’ottima finitura e un rivestimento zigrinato che lo rende molto piacevole al tatto. Le ghiere di comando superiori sono in metallo, i pulsanti esterni sono pochi, in particolare manca il “pad” a quattro vie, sostituito per alcune funzioni dal joystick, comunque quasi tutte le impostazioni possono essere fatte con l’occhio al mirino o con il menu rapido. Il mirino non è molto grande, ma luminoso, con un ingrandimento reale 0,62x.
A confronto con la X-T50 si vede che le dimensioni sono quasi equivalenti, ma la X-T50 ha in più la sporgenza del mirino e una forma più irregolare che, con un obiettivo “pancake” potrebbe dare un po’ fastidio se si volesse metterla in tasca.
Confrontandola con la OM System OM-5 II, M43 di simile fascia di prezzo, si vede ugualmente la sporgenza del mirino e anche un accenno di impugnatura, entrambi elementi che anche in questo caso ne aumentano un po’ la sagoma apparente rendendola meno tascabile.
Infine a confronto con la Sony A6700 si vede che questa è frontalmente più piccola, ma ha un’impugnatura piuttosto pronunciata che la rende più comoda da tenere in mano, ma la ostacola per il trasporto se si vuole metterla in tasca.
Con la sua forma squadrata, a parallelepipedo, quindi la X-E5 è quella più adatta per chi vuole una fotocamera tascabile, ovviamente con l’obiettivo adatto.
Inizio la descrizione dal frontale.
A sinistra del bocchettone d’innesto degli obiettivi in basso c’è il pulsante di sblocco.
Più in alto c’è un comando combinato costituito da un pulsante ed una levetta orientabile a destra e sinistra. La levetta consente, a sinistra, di cambiare lo zoom digitale e le “ricette” (o profili pellicola personalizzate; a destra variare la trasparenza nel mirino delle aree fuori dal ritaglio e di variare il formato di registrazione: 3.2,4.3, 16:9 e 1:1. Il pulsante Fn2 per impostazione predefinita consente di cambiare la modalità di visualizzazione nello schermo o nel mirino.
Sulla destra in alto c’è la luce di assistenza per l’autofocus che funge anche da segnalatore per il funzionamento dell’autoscatto.
Nella calotta superiore partire da sinistra si vede la finestrella che indica il profilo pellicola in uso. Questo può essere variato tramite l’apposita ghiera sulla sinistra del dorso.
Al centro si trova la slitta a contatto caldo per il flash.
Verso destra poi c’è la grande ghiera dei tempi con tempi da 1 secondo a 1/4000 più le pose B e T. I tempi più lunghi di 1 secondo, quelli più brevi di 1/4000 con l’otturatore elettronico, si impostano con una delle ghiere di comando, così come i tempi intermedi fra quelli previsti dalla ghiera. Inoltre ci sono le posizioni P (Program) per il funzionamento a programma, indipendentemente da quanto impostato sulla ghiera dei diaframmi e A per il funzionamento a priorità dei tempi o a programma a secondo dell’impostazione della ghiera dei diaframmi sull’obiettivo. Seguono il pulsante di scatto con coassiale l’interruttore di accensione nella posizione più comoda e che preferisco. Chiude la ghiera di compensazione dell’esposizione entro +/- 3 stop, con una posizione C che consente, tramite la ghiera di comando, di compensare l’esposizione fino a +/- 5 stop, e all’estrema destra in alto un pulsante Fn1 personalizzabile che come impostazione predefinita prevede l’attivazione/disattivazione del riconoscimento facciale ed occhi.
Nella parte posteriore troviamo a sinistra in alto il mirino elettronico, con a destra il sensore per la commutazione automatica fra questo e lo schermo, impostabile a scelta anche in modo manuale. Sopra questo sensore si vede la ghiera di comando per i profili pellicola.
Andando verso destra c’è il pulsante per la scelta delle modalità di scatto, singola, raffica, bracketing o video, che serve anche per la cancellazione delle foto in sede di revisione. Segue verso destra il pulsante per la revisione delle foto, e poi quello per il blocco dell’esposizione e della messa a fuoco.
Ancora verso destra c’è la ghiera di comando posteriore. All’estrema destra si vede il pulsante Q, tipico di Fujifilm, per il richiamo del menu rapido.
In basso, a fianco dello schermo, ci sono pochi comandi. In alto il joystick che serve sia per selezionare i punti o le zone di messa a fuoco, in alternativa all’uso dello schermo touch, sia per navigare tra i menu. sotto il pulsante per il richiamo dei menu e per la conferma delle scelte, poi quello per selezionare le informazioni visibili nel mirino o nello schermo che serve anche per tornare indietro nella navigazione fra i menu.
Sul lato destro non c’è nulla.
Sul lato sinistro ci sono, in alto, la ghiera per la regolazione diottrica del mirino e, in basso verso l’avanti, il tipico comando Fujifilm per il funzionamento dell’autofocus AFS, AFC e manuale.
Dietro uno sportello si trovano le prese USB, Mini HDMI e l’ingresso microfono/comando remoto.
Sul fondello c’è l’attacco a vite per il treppiede, purtroppo non allineato con l’obiettivo e lo sportello dell’alloggiamento della batteria agli ioni di litio e della scheda di memoria, in posizione piuttosto scomoda se la fotocamera si trova su treppiedi.
In dotazione, insieme alla macchina sono forniti:
– batteria ricaricabile NP-W126S
– il tappo di copertura del bocchettone di innesto ottiche
– la cinghia a tracolla
– un adattatore USB per la cuffia
– Il manuale base stampato
Il manuale completo, software per visualizzare le foto e quello per la conversione raw, Raw File Converter, devono essere scaricati dal sito Fujifilm.
Come accessori opzionali si possono avere:
– batteria ricaricabile supplementare NP-W126S
– caricabatteria con cavo BC-W126
– telecomando RR-100
– microfono stereo MIC-ST1
– tubi di estensione MCEX-11/16
– teleconveritori XF1.4x TCWR w XF2x TC WR
– anello adattatore per obiettivi Leica M
Menu
Menu rapidi
Schermate
Modalità di funzionamento
Uso in pratica
La X-E5 che ho avuto a disposizione era dotata dell’obiettivo XF 23 mm f/2,8 WR con cui è anche venduta in kit, l’XF 50/2,0 e lo zoom XF 16-50/2,8-4,8.
Corpo macchina
La X-E5 è abbastanza compatta. Il corpo in lega di magnesio, disponibile con finitura argento o nera, è ben costruito e rifinito con un efficace rivestimento antiscivolo. Portare in giro la macchina con il 23 “pancake” non è mai un problema, basta una piccola borsa e il peso non è elevato.
Comandi
La X-E5 è progettata con una concezione minimalista che si riflette nel numero dei comandi, pochi, ma ben studiati. Gli obiettivi XF sono dotati di una ghiera dei diaframmi che consente di regolare direttamente il diaframma verificandone l’impostazione sullo schermo o nel mirino e che comprende anche la posizione A per l’impostazione automatica del diaframma. Questo, insieme alla ghiera dei tempi che prevede ugualmente l’impostazione A, consente di scegliere in modo estremamente rapido se usare la macchina in Program (entrambe le impostazioni su A), o a priorità dei diaframmi (ghiera dei tempi su A e diaframma regolato sull’obiettivo), a priorità dei tempi (diaframma su A e tempo regolato con la ghiera) e infine in manuale con le due ghiere regolate dal fotografo con semplicità. Se a questo si aggiunge la ghiera esterna ed immediatamente a portata di mano per la regolazione della compensazione dell’esposizione ci si rende conto dell’estrema facilità e rapidità di tutte le impostazioni fotografiche della X-E5. L’unica regolazione non immediata è quella della sensibilità ISO, che se non si è scelta l’impostazione automatica, può essere fatta o dal menu rapido o assegnandone la funzione ad uno dei pulsanti Fn o alla pressione della ghiera anteriore. Manca il pad a quattro vie che si trova su tutte le fotocamere digitali, sostituito dal joystick e dallo schermo sensibile al tocco.
Per commutare la messa a fuoco da singola a continua o manuale l’interruttore sulla sinistra del corpo si rivela abbastanza comodo da azionare col pollice della mano sinistra ed è un progresso rispetto alla precedente X-E4 che lo aveva eliminato.
Menu
I menu, con l’impostazione classica Fujifilm, sono suddivisi in: Qualità d”immagine, AF/MF, Ripresa, Flash, Filmato e Impostazioni, queste a loro volta divise in Utente, Suoni, Schermo, Pulsantiere/Ghiere, Energia, Salvataggio dati e Connessione. Sono complessivamente abbastanza chiari e comprensibili, senza un eccessivo numero di pagine.
Mirino
Il mirino ha una risoluzione di 2,36 Mpx. La risoluzione ed il dettaglio sono sufficienti, ma a livello base e l’ingrandimento ridotto anche se sufficiente per vedere l’immagine anche se inferiore a quello della X-T5. Nel mirino è possibile vedere tutto quello che si vede sullo schermo, compresi tutti i menu, quindi anche in questo caso operare tutte le regolazioni senza staccare l’occhio. Inoltre si ha una copertura del 100 % utile se si ha la necessità di inquadrare con estrema precisione, come in macro. Altro vantaggio di questo mirino, come di quasi tutti gli elettronici, è quello di poter vedere in anticipo l’esposizione e correggerla se del caso. Infine ha una caratteristica molto utile: quando si gira la fotocamera per un’inquadratura verticale le informazioni nel mirino si spostano rimanendo sempre sul lato in basso e in alto come per le inquadrature orizzontali. Non ho mai notato anche nelle inquadrature più scure segni di rumore.
Schermo
Lo schermo da 3″ con 1.040.000 pixel è sufficientemente nitido e abbastanza visibile anche in piena luce attivando in questo caso da menu la funzione di visualizzazione al sole. Può essere utile per utilizzare i menu o quando si usa la macchina su treppiede. Lo schermo sensibile al tocco consente di selezionare i punti di messa a fuoco e eventualmente scattare; la selezione dei punti AF può essere fatta anche quando si guarda nel mirino. Inoltre consente effettuare delle “gestures”, in alto, in basso, a destra e a sinistra da assegnare a comandi specifici. Questo sostituisce in parte le funzionalità del pad.
Autofocus
L’autofocus della X-E5 è, come in tutte le ultime Fujifilm, ibrido, a rilevamento di fase e di contrasto, direttamente attuato dal sensore che è dotato di pixel adatti al rilevamento di fase. Dispone infatti di 425 punti AF a rilevamento di fase e 425 punti a rilevamento di contrasto. I punti possono essere scelti ed usati in modo singolo, a zone o su tutta l’area allargata per un inseguimento ampio. La scelta dei punti o delle zone AF può essere fatta efficacemente con il joystick, ma ancora meglio con lo schermo, anche quando si è con l’occhio al mirino. Questo inoltre può essere suddiviso per rendere efficace al tocco solo la metà destra o sinistra a secondo delle preferenze del fotografo. I singoli punti o le zone possono essere spostati con il joystick o con un azione sullo schermo. Di base la X-E5 propone la scelta fra una matrice di 91 (13×7) punti, ma volendo si possono attivare tutti i 425 punti(25×17). Le modalità di funzionamento possono essere: messa a fuoco singola AF-S, messa a fuoco continua AF-C o manuale, selezionabili con il piccolo interruttore sul lato sinistro. Via menu si può scegliere se dare la priorità alla messa a fuoco o allo scatto sia in AF-S che in AF-C.
E’ possibile regolare alcuni parametri di funzionamento dell’autofocus secondo cinque profili predefiniti per varie situazioni: base con impostazioni standard per soggetti in movimento, ignora ostacoli, soggetti in accelerazione/decelerazione, soggetti che appaiono all’improvviso, soggetti con movimenti irregolari; è disponibile anche una sesta modalità personalizzabile. L’autofocus dispone inoltre della funzione per il rilevamento dei volti e degli occhi del soggetto, oltre che di animali, uccelli, auto, moto, bici, aerei, treni, insetti e droni.
Se si vuole mettere a fuoco manualmente apparirà nello schermo o nel mirino una scala delle distanze e, se si è attivata da menu la funzione Focus Zoom, l’immagine sarà automaticamente ingrandita. In questo caso la messa a fuoco può essere assistita con l’evidenziazione dei contorni (focus peaking) per la quale si può scegliere il colore, oppure dalla funzione Digital Split Image che mostra il centro dell’inquadratura diviso in due parti che combaciano quando sono a fuoco, come nei telemetri ad immagine spezzata delle reflex a pellicola.
Otturatore
L’otturatore è sia meccanico con tempi da 30 secondi (non in Program) a 1/4000 sia elettronico con tempi da 30 secondi a 1/180000, più la posa B o T fino a 1 ora. Si può scegliere se usare solo l’otturatore meccanico, la prima tendina elettronica, solo quello elettronico o entrambi e in questo caso l’otturatore elettronico si attiverà solo per i tempi superiori a 1/4000. L’uso dell’otturatore elettronico può essere molto utile per eliminare le vibrazioni o azzerare completamente il rumore dello scatto in ambienti che richiedono silenzio, oppure per usare obiettivi di grande apertura come quelli f/1,2 o f/1,0 a piena apertura anche in pieno sole, ottenendo così un migliore controllo della profondità di campo, ma può essere soggetto a deformare i soggetti in movimento veloce.
Esposizione
Ho già spiegato che questa fotocamera non ha una ghiera delle modalità per impostare i vari funzionamenti a programma, a priorità o manuale. Se le ghiere dei tempi e diaframmi sono entrambe su A, oppure quella dei tempi in P indipendentemente da come è posizionata quella dei diaframmi, il funzionamento sarà Program. In questo caso la macchina sceglierà il tempo e diaframma più appropriati, ed anche la sensibilità ISO se è impostata su auto, e metterà a fuoco. Non resta che scattare. Naturalmente si può variare la coppia tempo/diaframma scelta, a parità di esposizione, con le due ghiere di comando, oppure variare l’esposizione con la ghiera all’estrema destra fino a + o – 3 EV. Il tutto controllabile nel mirino. Se si vuole impostare un tempo o un diaframma determinato basta farlo agendo sull’apposita ghiera e di conseguenza la macchina regolerà l’altro parametro, sempre tenendo conto dell’eventuale correzione. In priorità dei diaframmi (A) è possibile controllare la profondità di campo se si è assegnato a un pulsante Fn questa funzione. Se si vuole scattare in manuale basta regolare tempi e diaframmi come si vuole; nel mirino una scala graduata indicherà la differenza di esposizione fra quella impostata e quella misurata dall’esposimetro della macchina. Se si è scelta l’impostazione automatica della sensibilità ISO questa sarà regolata per ottenere un’esposizione corretta con il tempo e il diaframma impostato.
L’esposizione è stata sempre corretta in esterni con buona luce, anche se in situazioni di controluce estremo è consigliabile una piccola correzione per privilegiare le ombre o le luci a secondo di quello che si vuole ottenere. In luce scarsa, esterni illuminati di notte ad esempio o interni bui, invece la X-E5 con la misurazione a matrice tende a sovraesporre di circa 2/3 di stop. E’ facile comunque correggere questa differenza con l’apposita la ghiera di regolazione, controllando direttamente nel mirino elettronico il risultato.
Sensibilità ISO
La sensibilità ISO può essere impostata con la ghiera anteriore o con il pulsante Fn, se impostati per questo, o dal menu rapido; varia da 125 a 12800 ISO con la possibilità di estensione L a 64 ISO e H1 e H2 a 25600 e 51200 ISO. La sensibilità può anche essere regolata automaticamente. In questo caso si può definire la sensibilità minima, quella massima e il tempo più lungo di scatto oltre il quale la sensibilità incomincerà ad essere aumentata a partire dal valore minimo che può anche essere scelto automaticamente. E’ possibile memorizzare tre diversi profili e sceglierne uno per la sessione di scatto.
Bilanciamento del bianco
Prevede le classiche posizioni per luce diurna, ombra, nuvoloso, flash e innumerevoli posizioni per vari tipi di luci artificiali. Si può anche effettuare una misura e memorizzarla o tararlo in gradi Kelvin.
Una funzione utile è la possibilità di ridurre la dominante blu per le riprese subacquee.
Flash
La X-E5 non dispone di un flash integrato e Fujifilm non fornisce il piccolo flash esterno come avveniva per la precedente X-E3. E’ un peccato per una fotocamera destinata anche all’uso amatoriale per il quale un flash integrato o fornito a corredo potrebbe essere comodo.
Profili colore
La fotocamera dispone, come tutte le Fujifilm di numerosi profili colore che richiamano i colori delle più famose pellicole dia e negative Fujifilm: Provia (standard), Velvia (vivace), Astia (morbida), Classic Chrome (neutra), Reala Ace, Pro Neg. Hi, Pro Neg Standard, Classic Neg, Nostalgic Neg, Eterna Cinema, Eterna Bleach Bypass, Across (bianco e nero dettagliato) e Monocrome, entrambi anche con filtratura giallo, rosso e verde e infine Sepia.
Molti di questi profili possono essere scelti direttamente con l’apposita ghiera di comando sulla sinistra del dorso, gli altri possono essere selezionati dal Quick menu.
Tutti consentono di ottenere foto jpeg con caratterizzazione colore diverse da usare secondo i soggetti ed i gusti del fotografo. Questi profili possono anche essere applicati alle foto in formato raw tramite il software Raw File Converter, CaptureOne e altri e quindi è possibile cambiarli a posteriori per trovare quello più adatto a ciascuna foto.
Formato foto
Le foto possono essere salvate in formato 3:2, 16:9 e 1:1 e in varie dimensioni; per il formato 3:2 L a 40 Mpx, M a 20 Mpx e S a 10 Mpx in formato jpeg; in raw le dimensioni sono sempre 7728×5152 cioè 40 Mpx. Le foto possono essere salvate in Jpeg con qualità Fine o Normal, in Heif, in raw (RAF) anche con compressione senza perdita o compresse e in raw più jpeg.
Raffica
La raffica può arrivare, alla velocità più alta H, a 13 fg/s con l’otturatore elettronico e autofocus continuo o a 20 fg/s con un ritaglio di 1,29x (24 Mpx). Usando l’otturatore meccanico si arriva a 8 fg/s. Alla velocità più bassa L si hanno 5 fg/s. L’autofocus può essere singolo, continuo o manuale, su un singolo punto, un’area o su tutta la zona di punti AF per l’inseguimento.
Video
La ripresa video consente di riprendere video6.2K a 6240×3510 pixel 30/25/24p, Cine 4K 17:9 a 4096×2160 o 4k 16:9 a 3840×2160 pixel 60/50/30/25/24p, in entrambi i casi con un bitrate fino a 200 Mbps in formato 4:2:0 a 8 bit sulla scheda SD o 4:2:2 a 10 bit tramite l’uscita HDMI, in formato MOV con codec HEVC/H265 o MPEG-4 AVC/H264 o in formato MP4 MPEG-4 AVC/H264. In Full HD 16:9 a 1920×1080 pixel si può registrare ad alta velocità a 240/200/120/100p. E’ disponibile la compressione LongGOP.
Durante la ripresa la messa a fuoco può essere automatica, singola o continua, o manuale. Si possono regolare anche i diaframmi, il bilanciamento del bianco e l’esposizione, comprese le eventuali compensazioni, regolando tempi, diaframmi e sensibilità. Si possono anche usare u profili di simulazione pellicola. La ripresa si attiva premendo il pulsante dedicato alle modalità di scatto e selezionando video, poi premendo il pulsante di scatto. E’ disponibile un ingresso audio per un microfono esterno, ma non un’uscita cuffia per la quale viene fornito un adattatore per la presa USB.
Funzioni speciali
La X-E5 rende disponibili inoltre alcune funzioni speciali.
HDR
Consente di espandere la gamma dinamica. Può funzionare automaticamente oppure si può scegliere manualmente fra 200, 400 e 800 %. L’espansione della gamma dinamica comporta però un aumento della sensibilità minima usabile proporzionale all’espansione: per l’espansione a 800 % la sensibilità minima è 1000 ISO.
Panorama
Si può scattare una foto panoramica in orizzontale o in verticale, con un angolo di copertura di 120° o 180°gradi. La macchina scatta automaticamente una serie di foto che poi collega per ottenere una foto panoramica.
Filtri avanzati
Sono disponibili una serie di filtri per modificare l’aspetto delle foto: Toy camera, Miniatura, Colore pop, High-key, Low-key, Toni dinamici, Soft focus, colore parziale rosso, arancione, giallo, verde blu o porpora.
E’ possibile anche l’esposizione multipla dello stesso fotogramma.
Queste funzioni come lo scatto a raffica, il bracketing e l’autoscatto si attivano selezionandole tramite il pulsante dei modi di scatto.
Connessione
Sono disponibili le connessioni wifi e Bluetooth. Con il wifi è possibile controllare la fotocamera da remoto tramite l’app Fujifilm X e uno smartphone o tablet e di trasferire le foto scattate. Il Bluetooth consente di mantenere attiva una connessione con uno smartphone, tablet o computer per il trasferimento continuo delle foto.
Batteria e caricamento
Le X-S10 è dotata di una batteria agli ioni di litio NP-W126S che consente, secondo Fujifilm, circa 400 scatti oppure la ripresa video per 45-70 minuti a secondo del formato e dell’attivazione del riconoscimento dei volti.
Il consiglio è comunque di munirsi di una seconda batteria e di ricaricarle spesso se si prevede di scattare molte foto o riprese video lunghe.
La batteria può essere caricata anche tramite la connessione USB.
A sfavore invece il fatto che la X-E5 è fornita solo di un alimentatore USB che richiede, per caricare la batteria, che questa sia montata sulla macchina collegata al cavo. Questo preclude l’uso della macchina mentre si carica la batteria. Fujifilm fornisce a parte un caricabatterie esterno, ma sarebbe opportuno che lo fornisse con la macchina come standard.
Obiettivi
il corredo Fujifilm comprende attualmente 47 obiettivi.
La loro scelta dipende dal fatto che si voglia privilegiare la scelta di obiettivi piccoli e leggeri, adatti alle dimensioni ridotte della macchina, oppure che si voglia il massimo della luminosità, un po’ a scapito delle dimensioni, peso ed anche costo.. Ricordo che il fattore moltiplicativo per il sensore APS delle Fujifilm è 1,5x. In kit è fornita con il nuovo XF 23 mm f/2,8 WR.
L’elenco di tutti gli obiettivi Fujifilm XF è disponibile qui.
Tutti gli obiettivi della serie XF sono in metallo con una costruzione e finitura di alta qualità, ghiere morbide e fluide. e ghiera per la chiusura del diaframma; molti sono del tipo WR, cioè protetti da acqua e polvere.
Con questi obiettivi la scelta è abbastanza completa e composta da ottiche a focale fissa di alta qualità e luminosità, e da numerosi zoom.
Inoltre sono disponibili alcuni obiettivi di produttori terzi: Sigma, Samyang, Meike, Viltrox ed altri.
Infine ci sono numerosi obiettivi a fuoco manuale disponibili da Laowa, Samyang 7artisans, TTartisans e altri.
Su tutte le Fujifilm, come sulle altre mirrorless, è poi possibile montare obiettivi di reflex o di altre fotocamere con appositi anelli adattatori, grazie allo spessore ridotto del corpo. Naturalmente si perde l’autofocus e l’esposizione deve essere regolata in manuale o a priorità dei diaframmi.
Fujifilm fornisce un adattatore per obiettivi Leica M, ma sul mercato si trovano praticamente per tutte le fotocamere.
La X-E5 con il 23 mm è come detto una fotocamera piccola e compatta. La sua estetica che richiama le fotocamere a telemetro con obiettivo fisso degli anni 60-70 ha fatto si che, quando ero in giro a fotografare, spesso venisse scambiata per una di queste e qualcuno vedendomi mi ha chiesto se stavo scattando con una macchina a pellicola. La X-E5 è però una macchina completa con tutte le caratteristiche che si possono desiderare in una fotocamera attuale ed è stata piacevole da usare in tutte le occasioni. Durante il periodo di prova l’ho portata quasi sempre con me usandola per foto di strada, qualche foto di paesaggio e di famiglia, oltre che per le solite foto di prova.
La disposizione dei comandi, tipica della maggior parte delle Fujifilm, ne consente un uso facile e semplice, almeno per chi è abituato a questo schema d’uso. La fotocamera è comunque poco appariscente e inoltre lo schermo orientabile consente anche di scattare senza farsi notare.
Per qualsiasi altro genere fotografico poi si può montare qualunque altro obiettivo Fujifilm X-Mount, anche se molti di questi, grandi ed ingombranti non si adatteranno molto al corpo della X-E5,
Per tutte le foto di prova ho usato il formato 3:2.
Le foto di prova sono suddivise in due gruppi: foto di test, scattate a tutte le sensibilità, da 64 a 51200 ISO, in luce naturale di giorno e di notte e in interni ed a vari diaframmi per valutare l’obiettivo, e foto di esempio a varie sensibilità a secondo delle situazioni, anche se di giorno sono stati usati possibilmente i 125 ISO. Tutte le foto sono state salvate sia nel formato jpeg come salvato dalla macchina, sia compresso senza perdite raw che ho convertito con CaptureOne.
====>> Prestazioni&Conclusione



























































































































