Fujifilm X-S10: test

La X-S10 è una delle ultime novità presentate da Fujifilm ed una delle fotocamere più interessanti degli ultimi tempi.
La fotocamera riprende molte delle caratteristiche della X-T4 come il sensore BSI-CMOS retroilluminato X-Trans IV da 26 Mpx, l’autofocus ibrido con 425 punti AF e lo stabilizzatore integrato sul sensore che però è diverso e più compatto, ma cambia totalmente l’estetica e lo schema dei comandi. Inoltre si pone in una fascia diversa di prezzo, più economica di quella della X-T4, ma superiore a quella della X-T30. Inaugura quindi una nuova serie di fotocamere Fujifilm che strizza l’occhio anche a clienti che fino ad oggi non si erano interessati alle fotocamere di questa marca per le loro particolarità.

La X-S10 quindi si differenzia da tutte le altre mirrorless Fujifilm con un’estetica ed una disposizione dei comandi che si avvicina a quelle della concorrenza, in particolare la Nikon Z50.
Dal punto di vista tecnico invece è una Fujifilm al 100 %. Il sensore infatti è il X-Trans BSI-CMOS di quarta generazione montato anche su X-T3 e X-T4 con la sua matrice di filtri colore aperiodica, divisa a gruppi di 6×6 che consente di eliminare i rischi di effetto moirè sulle trame ricorrenti e quindi di eliminare il filtro antialias migliorando la nitidezza. L’unica critica che gli si può fare è di essere ancora di formato APS mentre la tendenza di oggi è quella di andare verso sensori fullframe.

In sintesi le caratteristiche principali della X-S10 sono:

– sensore APS X-Trans CMOS IV da 26,1 Mpx
– processore X Processor 4
– innesto obiettivi Fujifilm X
– autofocus ibrido con 425 Punti AF a rilevamento di fase e di contrasto
– assistenza alla messa a fuoco manuale con evidenziazione dei contorni
– sensibilità ISO da 160 a 12800 ISO con estensioni a 80 e fino a 51200
– mirino elettronico con 2,36 Mpx, copertura 100 % e ingrandimento 0,62x
– schermo da 3″ con 1.040.000 pixel orientabile in tutte le direzioni
– otturatore a funzionamento meccanico con tempi da 30 secondi a 1/4000 e elettronico con tempi fino a 1/32000 di secondo
– stabilizzazione integrata sul sensore a “5 assi” con un massimo di 6 stop di guadagno
– comandi con manopola delle modalità di funzionamento e diaframmi sugli obiettivi
– flash integrato
– raffica fino a 20 fg/s e 30 fg/s con ritaglio 1,25x (16 Mpx)
– video Cine 4K a 4096×2160 pixel o 4K 3840×2160 pixel 30/25p/ 24p o Full HD 240/200/120/100/60/50/30/25/24p con audio stereo – ingresso microfono e uscita HDMI
– modalità di simulazione pellicola avanzata
– sistema di pulizia del sensore a vibrazione Ultra Sonica
– connessione wi-fi e Bluetooth
– batteria NP126S
– dimensioni 126x85x65 mm
– peso 465 grammi

La X-S10 costa 1.000 € solo corpo, circa 1.170 e con lo zoom 15-45/3,5-5,6, 1.470 € con il 18-55/2,8-4,0 e 1.570 € con il 16-80/4,0.

Descrizione

La X-S10 ha un’estetica molto lineare con un corpo piccolo, specialmente in altezza con il mirino elettronico sporgente al centro, anche se meno di altre realizzazioni, e un’impugnatura pronunciata sulla destra che consente di tenere la fotocamera anche con una sola mano se monta un obiettivo leggero.
La costruzione e la finitura sono ottime, sicuramente superiori a quelle della media delle fotocamere della categoria. Il corpo è in lega di magnesio con un rivestimento zigrinato che lo rende molto piacevole al tatto.

Confrontando la X-S10 con il modello più ad essa vicino per caratteristiche e prezzo si vede che sono molto simili sia esteticamente che come dimensioni.

Se la si confronta con l’unica concorrente di caratteristiche simili la Sony A6600, si vede che i corpi macchina sono delle stesse dimensioni e l’unica differenza è data dalla sporgenza del mirino sulla Fujifilm che ne aumenta leggermente le dimensioni.

Se la si confronta con la nuova X-E4 con lo stesso obiettivo “pancake” 27/2,8 WR si nota che le sporgenze di mirino e impugnatura sono in pratica le uniche differenze e che queste però possono essere un ostacolo alla tascabilità dell’insieme.

Inizio la descrizione dal frontale.

A sinistra dell’innesto obiettivi in basso c’è il pulsante di sblocco dell’obiettivo. In alto, sempre sulla sinistra, l’illuminatore ausiliario per l’autofocus che funziona anche da indicatore dell’autoscatto. Sull’impugnatura la ghiera di comando anteriore.

Sulla calotta superiore troviamo, da sinistra una ghiera multifunzione Fn personalizzabile che, per impostazione predefinita, comanda la scelta delle simulazioni film quando la manopola delle modalità è in tutte le posizioni tranne quella Filter nella quale comanda la scelta del filtro.

Coassiale a questa ghiera c’è un interruttore a levetta (visibile meglio nella vista posteriore) che serve ad aprire il flash integrato.

Sulla sporgenza del mirino elettronico c’è la slitta per flash o altri accessori.

Poi, proseguendo verso destra c’è la manopola delle modalità di funzionamento con le posizioni: Auto per il funzionamento totalmente automatico compresa la scelta delle scene, Program (prevede il program shift), A priorità dei diaframmi, S priorità dei tempi, M manuale, C1 C2 C3 C4 per memorizzare impostazioni utente, Video, Filter per l’applicazione di filtri ed effetti, SP scene.
A destra due pulsanti: ISO per l’impostazione della sensibilità che può essere anche automatica e Q per il richiamo del menu rapido che consente l’impostazione veloce di quasi tutti i parametri di funzionamento. Dietro c’è la ghiera di comando posteriore.

Sull’impugnatura il pulsante di scatto con coassiale l’interruttore di accensione nella posizione migliore e più rapida per l’azionamento. Appena dietro il pulsante per la ripresa video.

Nella parte posteriore i comandi sono tutti in alto e a destra.

In alto da sinistra c’è il pulsante Drive che serve per impostare le modalità di scatto: scatto singolo, raffica veloce e lenta, ISO Bracketing, WB Bracketing, altri tipi di Bracketing, funzione HDR, Panorama e esposizione multipla. In revisione questo pulsante serve anche per la cancellazione delle foto. Accanto c’è il pulsante per la loro revisione.

Al centro l’oculare del mirino con conchiglia in gomma con sotto il sensore per la commutazione automatica fra mirino e schermo, a sinistra la rotella per la correzione diottrica e a destra un pulsante funzione Fn che per impostazione predefinita serve per la regolazione del bilanciamento del bianco.

Andando verso destra c’è il pulsante AEL per bloccare l’esposizione e quello Af-ON per attivare la messa a fuoco indipendentemente dal pulsante di scatto. Tutti questi pulsanti, come quelli per ISO e video sulla calotta, possono essere personalizzati con l’assegnazione di funzioni diverse da un lungo elenco tramite menu.

Di fianco allo schermo c’è il joystick: questo serve per spostare il punto o l’area di messa a fuoco e, se premuto, per selezionarli; può servire anche per navigare nei menu in alternativa alle ghiere anteriore e posteriore. sotto c’è il pulsante per il richiamo dei menu e per la conferma delle scelte. Infine quello per la scelta delle informazioni da visualizzare nello schermo o nel mirino e per il ritorno indietro nei menu.

Sul lato destro non c’è nulla.

su quello sinistro ci sono le prese per microfono coperta da un tappino in gomma, HDMI e USB coperte da uno sportellino e in basso l’altoparlante.

sul fondello c’è l’attacco a vite per treppiedi allineato con l’obiettivo e, a sinistra l’alloggiamento per la batteria agli ioni di litio NP126S e quello per la scheda SD compatibile UHS I entrambi coperti da uno sportello in plastica.

Come accessori sono forniti:
– batteria ricaricabile NP-W126S
– tappo del corpo
– un cavo USB
– adattatore per cuffia
– cinghia a tracolla
– il manuale stampato

Il software per visualizzare le foto e quello per la conversione raw, Raw File Converter 3, deve essere scaricato dal sito Fujifilm. Inoltre è possibile scaricare gratuitamente dal sito di PhaseOne il software CaptureOne Express for Fujifilm che consente la conversione raw con funzionalità migliori e più efficaci di quello fornito da Fujifilm.

Come accessori opzionali si possono avere:

– batteria supplementare NP-W126S
– caricabatteria BC-W126S
– adattatore da rete AC-9V
– accoppiatore per computer CP-W126S
– telecomando a filo RR-100
– microfono stereo MIC-ST1
– tubi di estensione macro MCEX-11/16
– vari flash esterni dedicati
– anello adattatore per obiettivi con innesto Leica M
– connettore wireless per stampanti Instax SP-1/SP-2/SP-3

Modalità di funzionamento

Schermate

Menu rapido

Menu

Uso in pratica

La X-S10 che ho avuto a disposizione era dotata degli zoom XF 10-24 mm f/4,0 R OIS, 16-80 mm f/4,0 R OIS WR e dei focale fissa XF 23 mm f/1,4 R e 56 mm f/1,2 R.

Tutti gli obiettivi Fujinon della serie XF sono dotati di una ghiera dei diaframmi che consente di regolare il diaframma, verificandone l’impostazione direttamente oltre che nello schermo o nel mirino e che comprende anche la posizione A per l’impostazione automatica del diaframma.
Portare in giro la macchina con questa dotazione di obiettivi richiede una borsa adeguata anche se alla fine il peso complessivo non è elevato grazie al peso ridotto del corpo e degli obiettivi a focale fissa. In questo si può sentire una differenza rispetto ad una fotocamera fullframe in quanto i suoi obiettivi, a parità di focale equivalente e luminosità sarebbero stati più grandi e pesanti.

Corpo macchina

Come detto nell’introduzione è di dimensioni ridotte e abbastanza leggero. E’ ben costruito in lega di magnesio e con un’ottima finitura.
L’unica perplessità è nata quando ho montato la macchina con alcuni obiettivi su treppiedi: il 16-80 e il 56 hanno un diametro tale che li fa sporgere al di sotto del bordo inferiore del corpo macchina rendendo difficile il montaggio sulla piastra del treppiedi; sarebbe utile in questo caso una basetta o impugnatura supplementare come quelle disponibili per le serie X-T, X-Pro e X-E che ne rialzi il corpo in modo da evitare questa interferenza.

Comandi

I comandi sono semplici anche se un po’ ridotti. Per chi è abituato a tutte le altre Fujifilm possono presentare alcune perplessità e richiedono di cambiare abitudini; per chi proviene da tutte le altre fotocamere digitali invece abituarsi alla X-S10 è molto più facile.
L’impostazione delle modalità di funzionamento è facile con l’apposita manopola. I tempi o i diaframmi si regolano con la ghiera anteriore nelle rispettive priorità; in Program con quella frontale si attua il “program shift”. Con la ghiera posteriore si regola la compensazione dell’esposizione. In manuale con la ghiera posteriore si regolano i tempi, con quella anteriore i diaframmi che possono essere anche regolati direttamente dalla ghiera dell’obiettivo se questo ne è dotato.
Non c’è il pad a quattro vie per la navigazione nei menu e al suo posto si deve usare il joystick che non ne fa sentire la mancanza. Questo è ottimo per lo spostamento dei punti o aree AF cosa che può essere fatta anche con il tocco sullo schermo pure mentre si guarda nel mirino. Premendo il joystick si può selezionare il punto AF e ruotando la ghiera posteriore se ne può ampliare le dimensioni su 6 valori. Le aree AF invece possono essere scelte fra tre diverse dimensioni. Premendo il pulsante Disp/back si può riportare il punto o l’area AF al centro dell’inquadratura.
Per la messa a fuoco però si sente la mancanza dell’interruttore sul frontale, presente in tutte le Fujifilm, che consente di scegliere la modalità autofocus o quella manuale: qui si deve ricorrere al menu rapido, con un rallentamento operativo.
I pulsanti sull’impugnatura che consentono di regolare la sensibilità ISO, richiamare il menu rapido o avviare la ripresa video sono però poco distinguibili fra loro e alcune volte mi è capitato di premere quello video al posto di quello del menu rapido. E’ anche scomodo il pulsante dedicato al bilanciamento del bianco posizionato sul fianco della sporgenza dell’oculare, anche se in realtà questo è un comando di uso poco frequente operando in WB auto e salvando in raw.
Le modalità di scatto si selezionano rapidamente con l’apposito pulsante. Tutto quello che non è possibile regolare in modo diretto con i pulsanti disponibili può essere impostato tramite il menu rapido.
Tutti i pulsanti disponibili possono essere personalizzati per richiamare le funzioni preferite.
In conclusione i comandi sono pochi e semplici, ma sufficienti per permettere un uso facile e veloce della fotocamera tranne che per la scelta della modalità di messa a fuoco per la quale è difficile trovare un pulsante libero a cui assegnarla.
Segnalo però alcune particolarità riscontrate in tutte le Fujifilm che possono mettere in difficoltà chi non le conosce.
L’impostazione delle modalità di misurazione dell’esposizione per impostazione predefinita usa la misurazione multizona. Se si vuole cambiare il metodo di misurazione in media, media pesata al centro o spot è necessario che le impostazioni per la messa a fuoco con il rilevamento dei volti e degli occhi siano impostate in OFF, altrimenti la misurazione esposimetrica rimane impostata su multizona e non è possibile modificarla su un altro valore. Cosa c’entri la rilevazione dei volti/occhi con la misurazione esposimetrica lo sa solo Fujifilm (sarebbe utile invece averla associata al rilevamento degli occhi); questa è una cosa che mi ha fatto perdere tempo, avviene solo in queste fotocamere ed l’ho scoperto solo leggendo il manuale.
Infine quando si scatta in raffica, a qualunque velocità, se si vuole che la fotocamera regoli l’esposizione fotogramma per fotogramma invece che mantenerla fissa al primo scatto è necessario che nel menu IMPOSTAZIONI nel sottomenu IMP. PULSANTI/GHIERE sia impostato OTTURATORE AE in ON. Anche questa impostazione è strana, mi ha creato inizialmente difficoltà e si può scoprire solo leggendo attentamente il manuale.

Menu

Sono suddivisi nei sottomenu: Impostazione Qualità d’immagine, Impostazioni AF/MF, Impostazione Ripresa, Impostazione Flash, Impostazione Filmato e SET UP. Molto spazio, 3 pannelli, è dedicato alla messa a fuoco che si può impostare nei minimi particolari. Alcune opzioni però, come la formattazione delle schede di memoria sono nascoste, in questo caso fra le impostazioni utente. Altre impostazioni come quelle dell’otturatore meccanico ed elettronico o del salvataggio e numerazione delle foto richiedono un attento studio.

Mirino

Il mirino ha una risoluzione di 2,36 Mpx e un ingrandimento di 0,62x. La risoluzione ed il dettaglio sono buoni e l’ingrandimento adeguato per vedere bene l’immagine anche se inferiore a quello della X-T4. Nel mirino è possibile vedere tutto quello che si vede sullo schermo, compresi tutti i menu, quindi anche in questo caso operare tutte le regolazioni senza staccare l’occhio. Inoltre si ha una copertura del 100 % utile se si ha la necessità di inquadrare con estrema precisione, come in macro. Altro vantaggio di questo mirino, come di quasi tutti gli elettronici, è quello di poter vedere in anticipo l’esposizione e correggerla se del caso. Infine ha una caratteristica molto utile: quando si gira la fotocamera per un’inquadratura verticale le informazioni nel mirino si spostano rimanendo sempre sul lato in basso e in alto come per le inquadrature orizzontali.
Nel mirino come nello schermo è possibile visualizzare l’istogramma e una livella elettronica a tre dimensioni.
Non ho mai notato anche nelle inquadrature più scure segni di rumore.

Schermo

Lo schermo da 3″ con 1.040.000 pixel è sufficientemente nitido e abbastanza visibile anche in piena luce attivando in questo caso da menu la funzione di visualizzazione al sole. Può essere utile per inquadrare e utilizzare i menu o quando si usa la macchina su treppiede. E’ orientabile in tutte le direzioni e anche verso l’avanti.

E’ sensibile al tocco e questo consente oltre che mettere a fuoco e scattare toccandolo ed alcune altre funzioni interessanti. E’ possibile infatti, come detto, quando si è con l’occhio al mirino, spostare il punto o l’area di messa a fuoco selezionati toccando lo schermo e spostandoli con il dito. E’ anche possibile selezionare se per questa funzione si userà la metà destra o sinistra dello schermo. Inoltre è possibile attivare quattro tasti virtuali assegnati al movimento del dito dal centro dello schermo in quattro direzioni. Per impostazione predefinita si ha, dall’alto in senso orario: visualizzazione dell’istogramma, regolazione livello del microfono, visualizzazione della livella elettronica e anteprima profondità di campo. In modalità di ripresa video è poi possibile, attivandoli dal menu Impostazioni Filmato, visualizzare delle icone che consentono di modificare in modo silenzioso numerosi parametri di regolazione come tempi, diaframmi, compensazione dell’esposizione, sensibilità ISO, livello del microfono ed altri.

Otturatore

La X-S10 dispone di otturatore meccanico ed elettronico. L’otturatore meccanico prevede tempi da 900 secondi as 1/4000 più il tempo di sincronizzazione flash a 1/180 e le pose B e T. Quello elettronico con tempi da 30 secondi a 1/32000 è utile se si vuole scattare con diaframmi aperti per ridurre la profondità di campo in scene molto luminose, oppure per scattare in modo totalmente silenzioso o infine per ottenere la massima velocità di raffica.

Stabilizzazione

Le X-S10 è dotate di stabilizzazione integrata sul sensore a “5 assi” con un guadagno, secondo le specifiche Fujifilm, di 6,5 stop. Il sistema di stabilizzazione è diverso da quello in precedenza adottato sulla X-T4 ed ha dimensioni più ridotte.
Per le prestazioni vedere l’apposita pagina.

Autofocus

L’autofocus della X-S10 è ibrido, a rilevamento di fase, con 2,17 Mpx dedicati, e di contrasto, direttamente attuato dal sensore che è dotato di pixel mascherati. Dispone di 425 punti AF a rilevamento di fase, su una matrice di 25×17 e 425 punti a rilevamento di contrasto con una copertura quasi totale del formato. I punti possono essere scelti ed usati in modo singolo, a zone di 3×3, 5×5 e 7×7 punti, su tutta l’area allargata per un inseguimento ampio o con scelta automatica su quasi tutta l’area inquadrata. I singoli punti o le zone possono essere scelti con il joystick predisposto, oppure direttamente sullo schermo. Di base la X-S10 propone la scelta fra una matrice di 117 punti, ma volendo si possono attivare tutti i 425 punti. Le modalità di funzionamento possono essere: singola AF-S, continua AF-C o manuale, selezionabili da menu rapido. Via menu si può scegliere se dare la priorità alla messa a fuoco o allo scatto sia in AF-S che in AF-C. In AF-C (continuo) è possibile regolare alcuni parametri di funzionamento dell’autofocus: sensibilità dell’inseguimento, sensibilità alla velocità del soggetto inseguito e zona dell’inquadratura a cui dare la priorità. Sono disponibili cinque profili predefiniti per varie situazioni: base con impostazioni standard per soggetti in movimento, ignora ostacoli, soggetti in accelerazione/decelerazione, soggetti che appaiono all’improvviso, soggetti con movimenti irregolari più un’impostazione personalizzata. L’autofocus dispone inoltre della funzione per il rilevamento dei volti e degli occhi del soggetto. La sua sensibilità è elevata anche senza la luce ausiliaria, -4 EV a rilevamento di contrasto e -7 EV a rilevamento di fase con il 50 mm f/1,0.
Se si vuole mettere a fuoco manualmente apparirà nello schermo o nel mirino una scala delle distanze e, se si è attivata da menu la funzione Controllo fuoco, l’immagine sarà automaticamente ingrandita. In questo caso la messa a fuoco può essere assistita con l’evidenziazione dei contorni (focus Peaking) per la quale si può scegliere il colore.

Esposizione

La misurazione può essere a zone multiple (matrice), media, media con prevalenza centrale e spot. Ho già detto che per poter variare la zona di misurazione è necessario che la messa a fuoco con il riconoscimento dei volti e del viso deve essere disattivata.
L’esposizione è stata corretta in esterni con buona luce. Nelle situazioni di forte contrasto tende a sottoesporre per salvaguardare le luci. In questo caso usando il raw è però possibile un ottimo recupero delle ombre grazie alla buona gamma dinamica consentita dal sensore. In luce scarsa, esterni illuminati di notte ad esempio o interni bui, invece con la misurazione a matrice tende a sovraesporre di circa 2/3 di stop. E’ facile comunque correggere questa differenza con l’apposita la ghiera di regolazione, controllando direttamente nel mirino elettronico il risultato.

Sensibilità ISO

La sensibilità può essere regolata, automaticamente o manualmente, da 160 a 12800 ISO a passi di 1 stop o di 1/3 di stop e può essere estesa verso il basso fino a 80 e verso l’alto fino a 51200 ISO sia per le foto jpeg che raw.
La regolazione automatica della sensibilità ISO consente di impostare un valore limite fisso del tempo di scatto oltre il quale la sensibilità deve essere aumentata oppure di farlo scegliere automaticamente in funzione della lunghezza focale dell’obiettivo anche zoom. Sono disponibili tre profili di regolazione automatica per ciascuno dei quali è possibile definire le sensibilità minima e massima e il tempo di scatto limite, sia fisso che automatico.

Bilanciamento del bianco

Può essere automatico oppure selezionato su sette valori prefissati compreso uno per riprese subacquee. si può anche impostare una regolazione personalizzata basata su una misurazione (se ne possono memorizzare tre nella X-S10) oppure regolarlo in gradi Kelvin.
In esterni si è dimostrato sempre corretto, sia di giorno che di notte, mentre in interni con luce artificiale la regolazione automatica non è stata corretta, con toni un po’troppo caldi, ed ho dovuto correggere manualmente le foto raw.

Formato foto

Le foto possono essere salvate in formato 3:2, 16:9 e 1:1 e in varie dimensioni, L a 26 Mpx, M a 13 Mpx e S a 6,5 Mpx per il formato jpeg; in raw le dimensioni sono sempre 6240×4160 cioè 26 Mpx. Le foto possono essere salvate in Jpeg con qualità Fine o Normal, in raw (RAF) anche compresso senza perdite e in raw più jpeg.

Profili colore

La X-S10 dispone, come tutte le Fujifilm di numerosi profili colore che richiamano i colori delle più famose pellicole dia e negative Fuji: Provia (standard), Velvia (vivace), Astia (morbida), Classic Chrome (neutra), Pro Neg. Hi, Pro Neg Standard, consentono di ottenere foto jpeg con caratterizzazione colore diverse da usare secondo i soggetti ed i gusti del fotografo. Oltre a questi esistono i profili per bianconero, Acros (drammatico) anche con filtri giallo, rosso e verde e sepia. Infine ce ne sono alcuni dedicati alle riprese video: Eterna che simula le caratteristiche della pellicola cinematografica con colori tenui e toni intensi nelle ombre e con la possibilità di usare una gamma dinamica del 400 % equivalente circa a 12 stop per ottenere riprese adatte ad una facile postproduzione, Classic Neg e Eterna Bleach Bypass. Ultimo aggiunto il Monocromatic Color.
Questi profili possono anche essere applicati alle foto in formato raw tramite i software Raw File Converter 3 o CaptureOne for Fujifilm, scaricabili gratuitamente, e quindi è possibile cambiarli a posteriori per trovare quello più adatto a ciascuna foto.
Fra tutti quello che preferisco e che ha la migliore resa per i paesaggi è il Classic Chrome.

Nelle foto pubblicate si possono vedere i risultati dei diversi profili.

Flash

La X-S10 dispone di un flash integrato alloggiato sopra la sporgenza del mirino. Per azionarlo è necessario sollevarlo con il comando sul lato sinistro. Il flash ha una potenza ridotta adatta ad illuminare piccoli ambienti o gruppi oppure come luce di schiarita in esterni.

Raffica

Un’altra caratteristica di spicco di questa fotocamera è la raffica. Questa può arrivare, alla velocità più alta H e usando l’otturatore elettronico a 30 fg/s con un ritaglio di 1,25x (16 Mpx) o a 20 fp/s a formato pieno, in entrambi i casi con la disponibilità del live view, cioè la visualizzazione del soggetto in tempo reale nel mirino. Usando l’otturatore meccanico si arriva a 8 fg/s. Alla velocità più bassa L si hanno 5 fg/s.
L’autofocus può essere singolo, continuo o manuale, su un singolo punto, un’area o su tutta la zona di punti AF per l’inseguimento.
Per le prestazioni vedere la rispettiva pagina.

Video

La ripresa video consente di riprendere video Cine 4K a 4096×2160 pixel (rapporto 17:9) o 4K a 3840×2160 pixel 30/25/24p fino a 100 Mbps o Full HD a 2048×1080 o 1920×1080 pixel 60/50p o 30/25p con un bitrate fino a 100 Mbps in formato MOV con codec H.264 o MP4. E’ disponibile l’opzione per la gamma dinamica Long-GOP sia per la registrazione su scheda SD sia su un dispositivo esterno. La X-S10 è dotata di uscita HDMI per dispositivi esterni e di presa microfono. Per la cuffia non è prevista una presa e si deve usare un adattatore per quella USB-C.
Le regolazioni principali, diaframma, tempo di scatto e sensibilità possono essere attuate in modo silenzioso mediante lo schermo sensibile al tocco. La registrazione video può arrivare fino a 20 minuti per la ripresa 4K a 60p e 30 minuti per il 30p o tutte le velocità Full HD. La ripresa rallentata arriva a 3 minuti per il 240p e 6 minuti per il 120p.
Durante la ripresa la messa a fuoco può essere automatica, singola o continua, o manuale, ma non è attiva la funzione di inseguimento. Si possono regolare anche i diaframmi, il bilanciamento del bianco e l’esposizione, comprese le eventuali compensazioni. La ripresa si attiva ponendo l’apposita ghiera, sotto quella delle modalità, in posizione video e premendo il pulsante di scatto, ma può anche essere avviata in qualsiasi modalità di scatto premendo l’apposito pulsante rosso.
I video possono essere salvati in MOV (MPEG-4 AVC/H.264, Audio: Linear PCM) o MP4 (MPEG-4 AVC/H.264, Audio: AAC). Il video può usufruire dello stabilizzatore sul sensore.
Fujifilm inoltre rende disponibili due ottiche cinematografiche MXK con innesto X, MKX 18-55 T2.9 e MKX 50-135 T2.9 particolarmente adatte alle riprese video.

Connessione

Sono disponibili le connessioni wifi e Bluetooth. Con il wifi è possibile controllare la fotocamera da remoto tramite l’app Fujifilm Camera Remote e uno smartphone o tablet e di trasferire le foto scattate. Il Bluetooth consente di mantenere attiva una connessione con uno smartphone, tablet o computer per il trasferimento continuo delle foto.

Funzioni speciali

Modalità HDR

E’ possibile impostare da menu la modalità HDR che consente di compensare differenze di luminosità della scena ripresa che non sarebbero completamente registrabili dal sensore. La modalità HDR può funzionare in modo automatico oppure essere impostata come percentuale: 100 % (nessuna compensazione), 200 % e 400 %. Quando la si imposta al 200 o 400 % la sensibilità minima utilizzabile aumenta rispettivamente a 320 o 640 ISO. Questa modalità può essere usata sia per le foto che per i video.

Panorama

Si può scattare una foto panoramica in orizzontale o in verticale, con un angolo di copertura di 120°, 180° o 360° gradi. La macchina scatta automaticamente una serie di foto che poi collega per ottenere una foto panoramica.

Filtri avanzati

Sono disponibili una serie di filtri per modificare l’aspetto delle foto: Toy camera, Miniatura, Colore pop, High-key, Low-key, Toni dinamici, Soft focus e vari effetti di colore.

Batteria e caricamento

Le X-S10 è dotata di una batteria agli ioni di litio NP-W126S che consente, secondo Fujifilm, circa 460 scatti oppure la ripresa video per 45-75 minuti a secondo del formato e dell’attivazione del riconoscimento dei volti.
Il consiglio è comunque di munirsi di una seconda batteria e di ricaricarle spesso se si prevede di scattare molte foto o riprese video lunghe.
La batteria può essere caricata anche tramite la connessione USB.
A sfavore invece il fatto che la X-S10 è fornita solo di un alimentatore USB che richiede, per caricare la batteria, che questa sia montata sulla macchina collegata al cavo. Questo preclude l’uso della macchina mentre si carica la batteria. Fujifilm fornisce a parte un caricabatterie esterno, ma sarebbe opportuno che lo fornisse con la macchina come standard.

Obiettivi

Il corredo obiettivi Fujifilm X si va ampliando costantemente nel tempo. Ricordo che il fattore moltiplicativo per il sensore APS delle Fujifilm è 1,5x.
Attualmente sono disponibili 31 obiettivi di cui 28 della serie XF, di più alta qualità, 19 a focale fissa dal 14 mm f/2,8 (810 €) ai fantastici 50 mm f/1,0 (1.650 €) e 200 mm f/2,0 (4.000 €), oltre alla serie ultraluminosa 16 mm f/1,4 (820 €), 23 mm f/1,4 (760 €), 35 mm f/1,4 (530 €) e 56 mm f/1,2 in due versioni normale (860 €) e APD (1.200 €), 90 mm f/2,0 (820 €), due macro 60 mm f/2,4 (580 €) e 80 mm f/2,8 OIS (1.100 €), e una serie di obiettivi di dimensioni e peso ridotti 16/2,8 (370 €), 18/2,0 (500 €), 23/2,0 (440 €), 27/2,8 WR (350 €), 35/2,0 (410 €) e 50/2,0 (450 €).
Gli zoom sono 12 dal grandangolo 8-16 mm f/2,8 (1.800 €) al tele 100-400 mm f/4,5-5,6 (1.700 €) comprendendo anche i 10-24/4,0 OIS WR (1040 €), 16-55/2,8 mm (970 €), 16-80 mm f/4,0 OIS (740 €), 18-55 mm f/2,8-4,0 OIS (650 €), 18-135 mm f/3,5-5,6 OIS  (680 €), 50-140 mm f/2,8 OIS (1300 €), 55-200 mm f/3,5-4,8 OIS (630 €) e 70-300/4,0-5,6 OIS (830 €). Ci sono poi tre zoom più economici della serie XC il 15-45/3,5-5,6, il 16-50/3,5-5,6 ed il 50-230/4,5-6,7 OIS e un focale fissa XC 35 mm f/2,0. Inoltre sono disponibili obiettivi a focale fissa di Viltrox e Zeiss e alcuni Samyang non autofocus.
Tutti gli obiettivi della serie XF sono in metallo con una costruzione e finitura di alta qualità, ghiere morbide e fluide. e ghiera per la chiusura del diaframma; molti sono del tipo WR, cioè protetti da acqua e polvere.
Con questi obiettivi la scelta è abbastanza completa.
Fra tutti sono consigliati lo zoom 16-80/4,0 come obiettivo universale o il 18-55/2,8-4,0, obiettivo di qualità superiore a quella dei soliti 18-55 da kit, se si vuole un’ottica più leggera, lo zoom grandangolare 10-24/4,0, il tele zoom 70-300/4,0-5,6 abbastanza leggero e infine qualche obiettivo della serie luminosa compatta f/2,0 a secondo delle esigenze.
Su tutte le Fujifilm, come sulle altre mirrorless, è poi possibile montare obiettivi di reflex o di altre fotocamere con appositi anelli adattatori, grazie allo spessore ridotto del corpo. Naturalmente si perde l’autofocus e l’esposizione deve essere regolata in manuale o a priorità dei diaframmi.
Fujifilm fornisce un adattatore per obiettivi Leica M, ma sul mercato si trovano praticamente per tutte le fotocamere.

La X-S10 quindi è stata piacevole da usare in tutte le occasioni. Ci si adatta facilmente ai suoi comandi e la macchina è veloce e reattiva in ogni circostanza. Le sue dimensioni e peso contenuti grazie anche alle dimensioni degli obiettivi APS permettono di portare la macchina senza problemi. Quando si vuole passare inosservati è possibile farlo tenendo la macchina all’altezza vita e usando per inquadrare lo schermo, sfruttando la possibilità di scatto assolutamente silenzioso.

Per tutte le foto di prova ho usato il formato 3:2.
Le foto di prova sono suddivise in due gruppi: foto di test, scattate a tutte le sensibilità, da 80 a 51200 ISO, in luce naturale di giorno e di notte e in interni e foto di esempio a varie sensibilità a secondo delle situazioni, anche se di giorno sono stati usati possibilmente i 160 ISO. Tutte le foto sono state salvate sia nel formato jpeg come salvato dalla macchina, sia raw compresso senza perdite che ho convertito con CaptureOne Express for Fujifilm.

====>> Prestazioni e conclusione

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