Fujifilm X-T4: test

La X-T4 è la versione professionale della serie di fotocamere X-T di Fujifilm. Deriva dalla X-T3 ed ha un corpo molto simile esteticamente e nei comandi, ma con dimensioni leggermente maggiori. Le novità sono all’interno: la principale è l’introduzione della stabilizzazione a “5 assi” integrata nel sensore. Questo è un BSI-CMOS (retroilluminato) sempre con tecnologia X-Trans e con 26 Mpx come quello della X-T3, l’elaboratore d’immagine è l’X-processor 4 e l’autofocus ibrido ha 425 punti AF. La velocità di raffica arriva a 30 fg/s e la ripresa video è Cine 4K. Altra novità è lo schermo ora orientabile in tutte le direzioni e con risoluzione maggiore.

La X-T4 richiama per estetica una reflex analogica con il mirino, in questo caso elettronico, sporgente sopra la calotta e un’impugnatura in questo caso un po’ più accennata. Le dimensioni sono medie per una mirrorless così come il peso.
Il sensore X-Trans BSI-CMOS di quarta generazione con la sua matrice di filtri colore aperiodica, divisa a gruppi di 6×6 consente di eliminare i rischi di effetto moirè sulle trame ricorrenti e quindi di eliminare il filtro antialias migliorando la nitidezza. L’unica critica che gli si può fare è di essere ancora di formato APS mentre la tendenza di oggi, almeno per il mercato professionale, è quella di andare verso il fullframe.

In sintesi le caratteristiche principali della X-T4 sono:

– sensore APS BSI-CMOS da 26 Mpx X-Trans IV
– processore d’immagine X Processor 4
– innesto obiettivi Fujifilm X
– corpo in lega di magnesio protetto da polvere ed acqua
– autofocus ibrido a rilevamento di fase e di contrasto con 425 punti AF a rilevamento di fase e di contrasto e assistenza alla messa a fuoco manuale con evidenziazione dei contorni
– sensibilità da 160 a 12800 ISO con estensioni a 80 e 51200
– mirino elettronico con 3,69 Mpx, copertura 100 % e ingrandimento 0,75x
– schermo da 3″ con 1.620.000 pixel orientabile in tutte le direzioni
– otturatore a funzionamento meccanico con tempi da 30 secondi a 1/8000 e a funzionamento elettronico con tempi fino a 1/32000 di secondo
– comandi con ghiere per tempi e sensibilità ISO e con anello diaframma sugli obiettivi
– raffica fino a 30 fg/s con ritaglio 1,25x (16 Mpx) e 20 fg/s a pieno formato
– video Cine 4K a 4096×2160 pixel, 4K a 3840×2160 pixel e Full HD con audio stereo
– prese per microfono, HDMI e USB
– assenza di flash
– contatto sincro per flash esterni
– sistema di pulizia del sensore a vibrazione Ultra Sonica
– modalità di simulazione pellicola avanzata
– gamma di accessori dedicati compresa impugnatura con batteria supplementare
– connessioni wi-fi e Bluetooth
– dimensioni 135x93x84 mm
– peso 607 grammi

La X-T4 costa circa 1.610 € solo corpo, 2.020 € con lo zoom 18-55/2,8-4,0 e 2.140 con il 16-80/4,0 OIS.

Descrizione

L’ estetica delle due Fujifilm è ispirata a quella delle reflex Fujica a pellicola degli anni 70. La costruzione e la finitura sono ottime, sicuramente superiori a quelle della media delle fotocamere della categoria. Il corpo è in lega di magnesio con un rivestimento tipo pelle zigrinata che lo rende molto piacevole al tatto. Le ghiere di comando sono in metallo, i pulsanti esterni nella X-T4 numerosi e ben posizionati secondo la funzione assegnata. I comandi sono quasi tutti esterni e si può impostare quasi ogni funzione della macchina senza navigare nei menu, cosa molto positiva per la rapidità d’azione.
Se si confronta la X-T4 con una fotocamera fullframe di risoluzione e prestazioni analoghe, come la Sony A9 II, si vede che i corpi macchina sono delle stesse dimensioni, anzi la X-T4 ha qualche mm in più.

Se però si montano gli obiettivi la differenza appare subito evidente come in questo caso con la Fujifilm con lo zoom 16-55/2,8 e la Sony con il 24-70/2,8.

Se infine lo si confronta con una mirrorless APS di caratteristiche e livello comparabili, la Sony A6600, appena provata, si vede che questa ha dimensioni più ridotte, sia per il corpo che per gli obiettivi e complessivamente pesa di meno.

Inizio la descrizione dal frontale.

A sinistra del bocchettone d’innesto degli obiettivi in basso c’è il pulsante di sblocco. Più in alto un pulsante personalizzabile Fn (per impostazione predefinita attiva le modalità di scatto) e sopra la luce di assistenza per l’autofocus che funge anche da segnalatore per il funzionamento dell’autoscatto. Sulla piccola impugnatura la ghiera di comando anteriore. A destra in alto si vede l’attacco sincro per i flash esterni comandati con cavetto (caratteristica professionale) e sotto un commutatore per il funzionamento dell’autofocus: S singolo, C continuo e M manuale.

Sulla calotta superiore ci sono tre ghiere metalliche di cui due doppie.

A partire da sinistra si vede la ghiera di impostazione della sensibilità ISO, con al centro il pulsante di blocco/sblocco, che può essere A automatica o andare da 160 a 12800 ISO. C’è poi la posizione C che abilita la ghiera anteriore per scegliere fra le modalità auto ISO Auto1, Auto2, Auto3 o i valori di sensibilità tra 80 e 51200 ISO. Sotto questa ghiera ce n’è una coassiale , che si vede anche dalla vista posteriore, per impostare le modalità di scatto, singolo S, raffica a varie velocità CH veloce, CL lenta, esposizione multipla, ADV filtri avanzati, panorama e HDR.

Al centro, sopra la sporgenza del mirino, c’è la slitta a contatto caldo per il flash e sul fianco sinistro la rotella per la correzione diottrica e su quello destro il piccolo pulsante per commutare la visione dallo schermo al mirino o renderla automatica.

Verso destra poi c’è la grande ghiera dei tempi, sempre con al centro il pulsante di blocco, con tempi da 1 secondo a 1/8000 più le pose B e T e la posizione A. I tempi più lunghi di 1 secondo o quelli più brevi di 1/8000, con l’otturatore elettronico, si impostano con una delle ghiere di comando, così come i tempi intermedi fra quelli previsti dalla ghiera. Sotto coassiale e visibile anche nella vista posteriore c’è una seconda ghiera che serve a passare dalla ripresa foto a quella video.

Davanti il pulsante di scatto, con filettatura per scatto flessibile, con coassiale l’interruttore di accensione nella posizione più comoda e che preferisco. All’estrema destra la ghiera per la compensazione dell’esposizione entro +/- 3 stop regolabile, con anche la posizione C che consente di regolare la compensazione fino a +/- 5 stop tramite la ghiera di comando anteriore. Davanti a questa un pulsante personalizzabile Fn che per impostazione predefinita serve attivare il riconoscimento dei volti e degli occhi.

Nella parte posteriore i comandi sono tutti concentrati in alto e a destra.

Al centro troviamo  il mirino elettronico e sotto il sensore per la commutazione automatica fra il questo e lo schermo, impostabile a scelta anche in modo manuale.

A sinistra il pulsante per la revisione delle foto e quello per la loro cancellazione.

A destra del mirino in alto il pulsante per attivare la messa a fuoco indipendentemente dal pulsante di scatto, la ghiera di comando posteriore che cliccata ingrandisce l’immagine inquadrata per la messa a fuoco manuale e il pulsante di richiamo del menu rapido Quick menu (nello schermo o nel mirino) per consentire l’impostazione della maggior parte delle regolazioni. Sotto c’è il pulsante per il blocco dell’esposizione.

Più in basso si trova il joystick che consente di spostare il punto o la zona di messa a fuoco selezionata su tutta l’inquadratura. Premendolo si può riportare la messa a fuoco sul punto AF centrale, mentre dopo averlo premuto è possibile variare la sua grandezza o quella della zona tramite la ghiera posteriore. Segue verso il basso il pad a quattro vie con al centro il pulsante per il richiamo dei menu e di conferma. I quattro pulsanti del pad sono tutti personalizzabili. Si può da menu decidere se riservarli solo per scegliere e spostare i punti di messa a fuoco. Si possono in alternativa personalizzare con le funzioni desiderate, cosa più consigliabile visto che il punto o l’area di messa a fuoco si possono spostare con il Joystick. Per impostazione predefinita partendo dall’alto in senso orario attivano la scelta dell’area di misurazione esposimetrica, quella del bilanciamento del bianco, la modalità burst e la scelta della simulazione pellicola. Sotto infine il pulsante per scegliere le informazioni da mostrare nello schermo e nel mirino. La modalità burst consente di aumentare la velocità di rinnovo dell’immagine nel mirino, oltre quella dell’autofocus, ma richiede un consumo energetico maggiore.

Sul lato destro c’è il doppio alloggiamento per le due schede SD  UHS II coperto da uno sportellino.

Sul lato sinistro ci sono dietro uno sportello le prese USB, Mini HDMI e l’ingresso microfono. Manca l’ingresso per cuffia che può essere usata solo tramite un adattatore cuffia-USB.

Sul fondello c’è l’attacco a vite per il treppiedi allineato con l’obiettivo e lo sportello dell’alloggiamento della batteria agli ioni di litio di alta capacità.

Dall’altro lato, sotto una copertura in gomma i contatti per l’impugnatura supplementare VG-XT4.

In dotazione, insieme alla macchina sono forniti:

– batteria ricaricabile NP-W235
– adattatore per ricarica AC-5VJ con cavo
– il tappo di copertura del bocchettone di innesto ottiche
– la cinghia a tracolla
– il coperchio per la slitta accessori
– Il manuale stampato

Il software per visualizzare le foto e quello per la conversione raw, Raw File Converter 3, deve essere scaricato dal sito Fujifilm. Inoltre è possibile scaricare gratuitamente dal sito di PhaseOne il software CaptureOne Express for Fujifilm che consente la conversione raw con funzionalità migliori e più efficaci di quello fornito da Fujifilm.

Come accessori opzionali si possono avere:
– batteria supplementare NP-W235
– caricabatteria per due batterie BC-W235
– telecomando a filo RR-100
– impugnatura portabatterie VG-XT4
– microfono stereo MIC-ST1
– tubi di estensione macro MCEX-11/16
– vari flash esterni dedicati
– anello adattatore per obiettivi con innesto Leica M
– filtri di protezione per l’obiettivo con diametro di 39 e 52 mm
– connettore wireless per stampanti Instax SP-1/SP-2/SP-3

Modalità di funzionamento

Schermate

Menu rapido

Menu

Uso in pratica

La X-T4 che ho avuto a disposizione era dotata degli zoom XF 8-16 mm f/2,8, 16-55 mm f/2,8 e 50-140 mm f/2,8 OIS. Inoltre ho anche avuto occasione di usarla con i focale fissa 14 mm f/2,8, 23 mm f/2,0 e 50 mm f/2,0 in dotazione alla X-Pro3 provata in parallelo. Si tratta di una dotazione professionale corrispondente a 12-24, 24-82 e 75-210 per fullframe.

Tutti gli obiettivi Fujinon della serie XF sono dotati di una ghiera dei diaframmi che consente di regolare il diaframma, verificandone l’impostazione direttamente oltre che nello schermo o nel mirino e che comprende anche la posizione A per l’impostazione automatica del diaframma. Questo, insieme alla ghiera dei tempi che prevede anche essa l’impostazione A, consente di scegliere in modo estremamente rapido se usare la macchina in Program (entrambe le impostazioni su A), o a priorità dei diaframmi (ghiera dei tempi su A e diaframma regolato sull’obiettivo), a priorità dei tempi (diaframma su A e tempo regolato con la ghiera) e manuale con entrambe le ghiere regolate a scelta del fotografo con una semplicità, facilità e velocità sconosciute ad altre fotocamere. Se a questo si aggiungono le ghiere esterne ed immediatamente a portata di mano per la regolazione della sensibilità ISO ci si rende conto dell’estrema facilità e rapidità di tutte le impostazioni fotografiche della X-T4.
Portare in giro la macchina con questa dotazione di obiettivi richiede una borsa adeguata perché sono massicci e pesanti, specialmente l’8-16, quasi quanto quelli di una fullframe.
Inizio la descrizione delle mie impressioni da alcune considerazioni generali su questa fotocamera. La X-T4 è una macchina tecnologicamente avanzata, ma nell’uso è come una reflex a pellicola di tempo fa. Tutto quello che serve a fotografare si regola con ghiere visibili con uno sguardo sulla calotta e si può passare in un attimo, come detto, dall’automatismo completo alle priorità e al funzionamento manuale. Anche la messa a fuoco può essere commutata immediatamente da automatica a manuale, con la levetta sul frontale, e il suo sistema di assistenza, evidenziazione dei contorni (focus peaking), è efficacissimo. In alcuni casi paradossalmente tutte queste regolazioni manuali con ghiere mi hanno creato qualche difficoltà quando ad esempio cercavo il pulsante per l’impostazione della sensibilità ISO sulla X-T4, mentre non vedevo la ghiera che avevo sotto il naso, oppure cercavo quello per impostare la raffica o l’autoscatto che invece sono ugualmente comandati da una ghiera.

Corpo macchina

Come detto nell’introduzione è di dimensioni medie simile a quello di diverse mirrorless fullframe con le quali la differenza può essere fatta solo dagli obiettivi, particolarmente dai tele. A confronto con altre mirrorless APS però risulta più grande e pesante. E’ ben costruito in lega di magnesio, protetto da acqua e polvere e con un’ottima finitura. Ne esiste la versione nera, come quella provata e quella argento satinato.

Comandi

I comandi sono diversi da tutte le altre fotocamere digitali e richiedono di cambiare il proprio modo di operare se si proviene da fotocamere diverse. Abituarsi è però molto facile e se ne apprezza la praticità quando scattando ci si accorge che in un attimo si può cambiare la modalità di funzionamento e, se in manuale, impostare tempi, diaframmi e sensibilità. La disposizione di queste ghiere  però non consente di azionarle facilmente con l’occhio al mirino. Gli altri pulsanti sono disposti bene ed è facile raggiungerli. Le dimensioni del corpo poi consentono di trovarli facilmente, tranne forse quello del Quick menu. Comoda anche la leva per commutare la messa a fuoco sul frontale. La disponibilità dei pulsanti personalizzabili consente un’ottima personalizzazione per i comandi di uso più ricorrente. Per gli altri il Quick menu è molto rapido e veloce.
Ci si deve però abituare ad alcune particolarità. I tempi di scatto intermedi fra quelli riportati sulla relativa ghiera si devono impostare con la ghiera di comando posteriore il che significa dover alternare lea modalità di impostazione dei tempi fra ghiera e manopola e questo influisce sulla rapidità di impostazione.
L’impostazione delle modalità di misurazione dell’esposizione per impostazione predefinita usa la misurazione multizona. Se si vuole cambiare il metodo di misurazione in media, media pesata al centro o spot è necessario che le impostazioni per la messa a fuoco con il rilevamento dei volti e degli occhi siano impostate in OFF, altrimenti la misurazione esposimetrica rimane impostata su multizona e non è possibile modificarla su un altro valore. Cosa c’entri la rilevazione dei volti/occhi con la misurazione esposimetrica lo sa solo Fujifilm (sarebbe utile invece averla associata al rilevamento degli occhi), ma questa è una cosa che mi ha fatto perdere tempo, avviene solo in queste fotocamere ed l’ho scoperto solo leggendo il manuale.
Infine quando si scatta in raffica, a qualunque velocità, se si vuole che la fotocamera regoli l’esposizione fotogramma per fotogramma invece che mantenerla fissa al primo scatto è necessario che nel menu IMPOSTAZIONI nel sottomenu IMP. PULSANTI/GHIERE sia impostato OTTURATORE AE in ON. Anche questa impostazione è strana, mi ha creato inizialmente difficoltà e si può scoprire solo leggendo attentamente il manuale.

Menu

Sono suddivisi nei sottomenu: Impostazione Qualità d’immagine, Impostazioni AF/MF, Impostazione Ripresa, Impostazione Flash, Impostazione Filmato e SET UP. Molto spazio, 3 pannelli, è dedicato alla messa a fuoco che si può impostare nei minimi particolari. Alcune opzioni però, come la formattazione delle schede di memoria sono nascoste, in questo caso fra le impostazioni utente. Altre impostazioni come quelle dell’otturatore meccanico ed elettronico o del salvataggio e numerazione delle foto richiedono un attento studio.

Mirino

Il mirino, di tipo OLED, ha una risoluzione di 3,69 Mpx. La risoluzione ed il dettaglio sono elevati e l’ingrandimento adeguato per vedere bene l’immagine che è grande quanto o più di quella di un mirino di una reflex fullframe. Nel mirino è possibile vedere tutto quello che si vede sullo schermo, compresi tutti i menu, quindi anche in questo caso operare tutte le regolazioni senza staccare l’occhio. Inoltre si ha una copertura del 100 % utile se si ha la necessità di inquadrare con estrema precisione, come in macro. Altro vantaggio di questo mirino, come di quasi tutti gli elettronici, è quello di poter vedere in anticipo l’esposizione e correggerla se del caso. Infine ha una caratteristica esclusiva e molto utile: quando si gira la fotocamera per un’inquadratura verticale le informazioni nel mirino si spostano rimanendo sempre sul lato in basso e in alto come per le inquadrature orizzontali. Non ho mai notato anche nelle inquadrature più scure segni di rumore.

Schermo

Lo schermo da 3″ con 1.620.000 pixel è sufficientemente nitido e abbastanza visibile anche in piena luce attivando in questo caso da menu la funzione di visualizzazione al sole. Può essere utile per inquadrare e utilizzare i menu o quando si usa la macchina su treppiede. E’ orientabile in tutte le direzioni e anche verso l’avanti, a differenza della X-T3.

E’ sensibile al tocco e questo consente oltre che mettere a fuoco e scattare toccandolo ed alcune altre funzioni interessanti. E’ possibile infatti, quando si è con l’occhio al mirino, spostare il punto o l’area di messa a fuoco selezionati toccando lo schermo e spostandoli con il dito. E’ anche possibile selezionare se per questa funzione si userà la metà destra o sinistra dello schermo. Inoltre è possibile attivare quattro tasti virtuali assegnati al movimento del dito dal centro dello schermo in quattro direzioni. Per impostazione predefinita si ha, dall’alto in senso orario: visualizzazione dell’istogramma, regolazione livello del microfono, visualizzazione della livella elettronica e anteprima profondità di campo. In modalità di ripresa video è poi possibile, attivandoli dal menu Impostazioni Filmato, visualizzare delle icone che consentono di modificare in modo silenzioso numerosi parametri di regolazione come tempi, diaframmi, compensazione dell’esposizione, sensibilità ISO, livello del microfono ed altri.

Otturatore

La X-T4 dispone di otturatore meccanico ed elettronico. L’otturatore meccanico prevede tempi da 30 secondi a 1/8000 più le pose B e T; il tempo di sincronizzazione flash è di 1/250. Quello elettronico con tempi da 30 secondi a 1/32000 è utile se si vuole scattare con diaframmi aperti per ridurre la profondità di campo in scene molto luminose, oppure per scattare in modo totalmente silenzioso o infine per ottenere la massima velocità di raffica.

Stabilizzazione

Le X-T4 è dotate di stabilizzazione integrata sul sensore a “5 assi” con un guadagno, secondo le specifiche Fujifilm, di 6,5 stop. Il sistema di stabilizzazione è diverso da quello in precedenza adottato sulla X-H1 ed ha dimensioni più ridotte.
Per le prestazioni vedere l’apposita pagina.

Autofocus

L’autofocus della X-T4 è ibrido, a rilevamento di fase, con 2,17 Mpx dedicati, e di contrasto, direttamente attuato dal sensore che è dotato di pixel mascherati adatti al rilevamento di fase. Dispone di 425 punti AF a rilevamento di fase, su una matrice di 13×9 o di 25×17  e altrettanti a rilevamento di contrasto,  con una copertura quasi totale del formato. I punti possono essere scelti ed usati in modo singolo, a zone di 3×3, 5×5 e 7×7 punti, su tutta l’area allargata per un inseguimento ampio o con scelta automatica su quasi tutta l’area inquadrata.

I singoli punti o le zone possono essere scelti con il joystick predisposto, oppure direttamente sullo schermo. Di base la X-T4 propone la scelta fra una matrice di 117 punti, ma volendo si possono attivare tutti i 425 punti. Le modalità di funzionamento possono essere: singola AF-S, continua AF-C o manuale, selezionabili con la piccola levetta sul frontale. Via menu si può scegliere se dare la priorità alla messa a fuoco o allo scatto sia in AF-S che in AF-C. In AF-C (continuo) è possibile regolare alcuni parametri di funzionamento dell’autofocus: sensibilità dell’inseguimento, sensibilità alla velocità del soggetto inseguito e zona dell’inquadratura a cui dare la priorità. Sono disponibili cinque profili predefiniti per varie situazioni: base con impostazioni standard per soggetti in movimento, ignora ostacoli, soggetti in accelerazione/decelerazione, soggetti che appaiono all’improvviso, soggetti con movimenti irregolari più un’impostazione personalizzata. L’autofocus dispone inoltre della funzione per il rilevamento dei volti e degli occhi del soggetto. La sua sensibilità è elevata anche senza la luce ausiliaria, -3 EV a rilevamento di contrasto e -7 EV a rilevamento di fase con il 50 mm f/1,0.
Se si vuole mettere a fuoco manualmente si deve commutare la levetta anteriore su M; apparirà nello schermo o nel mirino una scala delle distanze e, se si è attivata da menu la funzione Controllo fuoco, l’immagine sarà automaticamente ingrandita (altrimenti si deve cliccare sulla ghiera posteriore per ingrandirla). In questo caso la messa a fuoco può essere assistita con l’evidenziazione dei contorni (focus Peaking) per la quale si può scegliere il colore.

Esposizione

Impostando tutte le ghiere su A (Tempi, diaframmi e ISO) la fotocamera funziona in modo totalmente automatico scegliendo i tre parametri di esposizione. Si può variare la coppia tempo/diaframma scelta, a parità di esposizione, con la ghiera posteriore (program shift). Si può anche variare l’esposizione regolandola con l’apposita ghiera entro +/- 3 EV o 5 EV, tramite la ghiera di comando posteriore, se la ghiera è posizionata su C . Spostando una delle ghiere da A ad un valore definito si ottiene la priorità su quel parametro tempo, diaframma o sensibilità, e la macchina regolerà gli altri due sempre con la possibilità di compensare l’esposizione. Spostando due ghiere da A la fotocamera regolerà il terzo parametro sempre per la migliore esposizione. Infine è possibile regolare manualmente tutti e tre i parametri di esposizione facendo eventualmente riferimento ad una scala graduata nello schermo o nel mirino.
La misurazione può essere a zone multiple (matrice), media, media con prevalenza centrale e spot. Ho già detto che per poter variare la zona di misurazione è necessario che la messa a fuoco con il riconoscimento dei volti e del viso deve essere disattivata.
L’esposizione è stata corretta in esterni con buona luce. Nelle situazioni di forte contrasto tende a sottoesporre per salvaguardare le luci. In questo caso usando il raw è però possibile un ottimo recupero delle ombre grazie alla buona gamma dinamica consentita dal sensore, mentre se si usa solo il jpeg si otterranno foto con ombre scure e poco leggibili. In luce scarsa, esterni illuminati di notte ad esempio o interni bui, invece con la misurazione a matrice tende a sovraesporre di circa 2/3 di stop. E’ facile comunque correggere questa differenza con l’apposita la ghiera di regolazione, controllando direttamente nel mirino elettronico il risultato.

Sensibilità ISO

La sensibilità può essere regolata, automaticamente o manualmente, da 160 a 12800 ISO a passi di 1 stop o di 1/3 di stop e può essere estesa verso il basso fino a 80 e verso l’alto fino a 51200 ISO sia per le foto jpeg che raw.
La regolazione automatica della sensibilità ISO consente di impostare un valore limite fisso del tempo di scatto oltre il quale la sensibilità deve essere aumentata oppure di farlo scegliere automaticamente in funzione della lunghezza focale dell’obiettivo anche zoom. Sono disponibili tre profili di regolazione automatica per ciascuno dei quali è possibile definire le sensibilità minima e massima e il tempo di scatto limite, sia fisso che automatico.

Bilanciamento del bianco

Può essere automatico oppure selezionato su sette valori prefissati compreso uno per riprese subacquee. Si può anche impostare una regolazione personalizzata basata su una misurazione (se ne possono memorizzare tre) oppure regolarlo in gradi K°.
In esterni si è dimostrato sempre corretto, sia di giorno che di notte, mentre in interni in una sessione di ritratto con luce artificiale la regolazione automatica non è stata corretta, con toni un po’troppo caldi, ed ho dovuto correggere manualmente le foto raw.

Formato foto

Le foto possono essere salvate in formato 3:2, 16:9 e 1:1 e in varie dimensioni, L a 26 Mpx, M a 13 Mpx e S a 6,5 Mpx per il formato jpeg; in raw le dimensioni sono sempre 6240×4160 cioè 26 Mpx. Le foto possono essere salvate in Jpeg con qualità Fine o Normal, in raw (RAF) anche compresso senza perdite e in raw più jpeg.

Profili colore

La X-T4 dispone, come tutte le Fujifilm di numerosi profili colore che richiamano i colori delle più famose pellicole dia e negative Fujifilm: Provia (standard), Velvia (vivace), Astia (morbida), Classic Chrome (neutra), Pro Neg. Hi, Pro Neg Standard, Classic Neg (novità), consentono di ottenere foto jpeg con caratterizzazione colore diverse da usare secondo i soggetti ed i gusti del fotografo. Oltre a questi esistono i profili per bianconero, Acros (drammatico) e B&W anche con filtri giallo, rosso e verde e sepia. In aggiunta sono disponibili anche i profili “Eterna”  e “Eterna Bleach Bypass” adatti alle riprese video; questi simulano le caratteristiche della pellicola cinematografica con colori tenui e toni intensi nelle ombre e con la possibilità di usare una gamma dinamica del 400 % equivalente circa a 12 stop per ottenere riprese adatte ad una facile postproduzione.
Questi profili possono anche essere applicati alle foto in formato raw tramite i software Raw File Converter 3 o CaptureOne for Fujifilm, scaricabili gratuitamente, e quindi è possibile cambiarli a posteriori per trovare quello più adatto a ciascuna foto.
Fra tutti quello che preferisco e che ha la migliore resa per i paesaggi è il Classic Chrome.
Nelle foto pubblicate si possono vedere i risultati dei diversi profili.
Nella prima serie le foto sono jpeg direttamente dalla fotocamera con i relativi profili applicati.

In questa seconda serie i profili sono stati applicati tramite CaptureOne ad un’unica foto a partire dal raw.

Flash

Come i precedenti modelli X-Tx la X-T4 non dispone di un flash integrato. Questo come sempre può costituire una limitazione in quanto non si ha disponibile un piccolo flash da usare in situazioni di emergenza o come luce di schiarita in esterni.

Raffica

Un’altra caratteristica di spicco di queste fotocamere è la raffica. Questa può arrivare, alla velocità più alta H e usando l’otturatore elettronico a 30 fg/s con un ritaglio di 1,25x (16 Mpx) o a 20 fp/s a formato pieno in entrambi i casi con la disponibilità del live view, cioè la visualizzazione del soggetto in tempo reale nel mirino. Usando l’otturatore meccanico si arriva a 15 fg/s. Alla velocità più bassa L si hanno 5 fg/s.
L’autofocus può essere singolo, continuo o manuale, su un singolo punto, un’area o su tutta la zona di punti AF per l’inseguimento.
Per le prestazioni vedere la rispettiva pagina.

Video

La ripresa video consente di riprendere video Cine 4K a 4096×2160 pixel (rapporto 17:9) o 4K a 3840×2160 pixel (rapporto 16:9) 60/50/30/25/24p fino a 400 Mbps o Full HD a 2048×1080 o 1920×1080 pixel 240/200/120/100p, 60/50p o 30/25p con un bitrate fino a 200 Mbps in formato MOV con codec HEVC/H.265 o H.264 o MP4. E’ disponibile l’opzione per la gamma dinamica All Intra/Long-GOP sia per la registrazione su scheda SD sia su un dispositivo esterno. La X-T4 è dotata di uscita HDMI per dispositivi esterni e di presa microfono.Per la cuffia non è prevista una presa e si deve usare un adattatore per quella USB-C.
Le regolazioni principali, diaframma, tempo di scatto e sensibilità possono essere attuate in modo silenzioso mediante lo schermo sensibile al tocco. La registrazione video può arrivare fino a 20 minuti per la ripresa 4K a 60p e 30 minuti per il 30p o tutte le velocità Full HD. La ripresa rallentata arriva a 3 minuti per il 240p e 6 minuti per il 120p.
Durante la ripresa la messa a fuoco può essere automatica, singola o continua, o manuale, ma non è attiva la funzione di inseguimento. Si possono regolare anche i diaframmi, il bilanciamento del bianco e l’esposizione, comprese le eventuali compensazioni. La ripresa si attiva ponendo l’apposita ghiera, sotto quella delle modalità, in posizione video e premendo il pulsante di scatto.
I video possono essere salvati in MOV (MPEG-4 AVC/H.264, HEVC/H.265 Audio: Linear PCM) o MP4 (MPEG-4 AVC/H.264, Audio: AAC) 4:2:0 10 bit o 8 bit internamente e 4:2:0 10 bit su un dispositivo esterno tramite HDMI. E’ possibile anche effettuare una registrazione doppia sulle due schede SD per backup.
Il video può usufruire dello stabilizzatore sul sensore e in più di una stabilizzazione elettronica.
Fujifilm inoltre rende disponibili due ottiche cinematografiche MXK con innesto X, MKX 16-55 T2.9 e MKX 50-135 T2.9 particolarmente adatte alle riprese video.

Connessione

Sono disponibili le connessioni wifi e Bluetooth. Con il wifi è possibile controllare la fotocamera da remoto tramite l’app Fujifilm Camera Remote e uno smartphone o tablet e di trasferire le foto scattate. Il Bluetooth consente di mantenere attiva una connessione con uno smartphone, tablet o computer per il trasferimento continuo delle foto.

Funzioni speciali

Modalità HDR: è possibile impostare da menu la modalità HDR che consente di compensare differenze di luminosità della scena ripresa che non sarebbero completamente registrabili dal sensore. La modalità HDR può funzionare in modo automatico oppure essere impostata come percentuale: 100 % (nessuna compensazione), 200 % e 400 %. Quando la si imposta al 200 o 400 % la sensibilità minima utilizzabile aumenta rispettivamente a 320 o 640 ISO. Questa modalità può essere usata sia per le foto che per i video.

Panorama: si può scattare una foto panoramica in orizzontale o in verticale, con un angolo di copertura di 120°, 180° o 360° gradi. La macchina scatta automaticamente una serie di foto che poi collega per ottenere una foto panoramica.

Filtri avanzati: sono disponibili una serie di filtri per modificare l’aspetto delle foto: Toy camera, Miniatura, Colore pop, High-key, Low-key, Toni dinamici, Soft focus e vari effetti di colore.

Queste funzioni come lo scatto a raffica e il bracketing si attivano con la ghiera sotto a quella delle sensibilità.

Batteria e caricamento

Le X-T4 è dotata di una batteria agli ioni di litio NP-W235 con una capacità maggiore di quella della X-T3 che consente, secondo Fujifilm, circa 600 scatti in modalità Economy e 500 in modalità normale oppure la ripresa video per 85-130 minuti a secondo del formato e dell’attivazione del riconoscimento dei volti.
Il consiglio è comunque di munirsi di una seconda batteria e di ricaricarle spesso se si prevede di scattare molte foto o riprese video lunghe.
La batteria può essere caricata anche tramite la connessione USB.
A sfavore invece il fatto che la X-T4 è fornita solo di un alimentatore USB che richiede, per caricare la batteria, che questa sia montata sulla macchina collegata al cavo. Questo preclude l’uso della macchina mentre si carica la batteria. Fujifilm fornisce a parte un caricabatterie esterno per due batterie, ma sarebbe opportuno che lo fornisse con la macchina come standard.

Obiettivi

Il corredo obiettivi Fujifilm X si va ampliando costantemente nel tempo. Ricordo che il fattore moltiplicativo per il sensore APS delle Fujifilm è 1,5x.
Attualmente sono disponibili 31 obiettivi di cui 28 della serie XF, di più alta qualità, 19 a focale fissa dal 14 mm f/2,8 (810 €) ai fantastici 50 mm f/1,0 (1.650 €) e 200 mm f/2,0 (4.000 €), oltre alla serie ultraluminosa 16 mm f/1,4 (820 €), 23 mm f/1,4 (760 €), 35 mm f/1,4 (530 €) e 56 mm f/1,2 in due versioni normale (860 €) e APD (1.200 €), 90 mm f/2,0 (820 €), due macro 60 mm f/2,4 (580 €) e 80 mm f/2,8 OIS (1.100 €), e una serie di obiettivi di dimensioni e peso ridotti 16/2,8 (370 €), 18/2,0 (500 €), 23/2,0 (440 €), 27/2,8 (350 €), 35/2,0 (410 €) e 50/2,0 (450 €).
Gli zoom sono 12 dal grandangolo 8-16 mm f/2,8 (1.650 €) al tele 100-400 mm f/4,5-5,6 (1.700 €) comprendendo anche i 10-24/4,0 OIS (810 €), 16-55 mm (970 €), 18-55 mm f/2,8-4,0 (650 €), 18-135 mm f/3,5-5,6 (680 €), 50-140 mm f/2,8 (1300 €) e 55-200 mm f/3,5-4,8 (630 €). Ci sono poi tre zoom più economici della serie XC il 15-45/3,5-5,6, il 16-50/3,5-5,6 ed il 50-230/4,5-6,7 e un focale fissa XC 35 mm f/2,0. Inoltre sono disponibili obiettivi a focale fissa di Viltrox e Zeiss Touit e alcuni Samyang non autofocus.
Tutti gli obiettivi della serie XF sono in metallo con una costruzione e finitura di alta qualità, ghiere morbide e fluide. e ghiera per la chiusura del diaframma; molti sono del tipo WR (Weather Resistent), cioè protetti da acqua e polvere.
Con questi obiettivi la scelta è abbastanza completa e composta soprattutto di ottiche a focale fissa di alta qualità e luminosità, come si addice alle caratteristiche ed al livello della macchina.
Fra tutti sono consigliati lo zoom 16-55/2,8 come obiettivo universale, o se si vuole un’ottica più leggera il 18-55/2,8-4,0, obiettivo di qualità superiore a quella dei soliti 18-55 da kit, o il 16-80/4,0 , eventualmente il tele zoom 50-140/2,8 abbastanza leggero e infine qualche obiettivo della serie ad alta luminosità f/1,4 a secondo delle esigenze. Gli obiettivi della serie f/2,0, 23, 35 e 50 mm piccoli e leggeri sono molto adatti alle piccole dimensioni di altri modelli come la X-T30, pur andando molto bene anche per la X-T4.
Su tutte le Fujifilm, come sulle altre mirrorless, è poi possibile montare obiettivi di reflex o di altre fotocamere con appositi anelli adattatori, grazie allo spessore ridotto del corpo. Naturalmente si perde l’autofocus e l’esposizione deve essere regolata in manuale o a priorità dei diaframmi.
Fujifilm fornisce un adattatore per obiettivi Leica M, ma sul mercato si trovano praticamente per tutte le fotocamere.

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La X-T4 è quindi una macchina molto completa con tutte le caratteristiche che si possono desiderare in una fotocamera professionale ed è stata piacevole da usare in tutte le occasioni. Ci si adatta facilmente ai suoi comandi e la macchina è veloce e reattiva in ogni circostanza. Le sue dimensioni sono abbastanza contenute (anche se in realtà il corpo macchina è più grande di quello delle Sony A7/A9), grazie sopratutto alle dimensioni degli obiettivi APS e permettono di portare la macchina senza problemi. Quando si vuole passare inosservati è possibile farlo tenendo la macchina all’altezza vita e usando per inquadrare lo schermo, sfruttando la possibilità di scatto assolutamente silenzioso.

Per tutte le foto di prova ho usato il formato 3:2.
Le foto di prova sono suddivise in due gruppi: foto di test, scattate a tutte le sensibilità, da 80 a 12800 ISO, in luce naturale di giorno e di notte e in interni ed a vari diaframmi per valutare l’obiettivo, e foto di esempio a varie sensibilità a secondo delle situazioni, anche se di giorno sono stati usati possibilmente i 160 ISO. Tutte le foto sono state salvate sia nel formato jpeg come salvato dalla macchina, sia raw compresso senza perdite che ho convertito con CaptureOne Express for Fujifilm.

====>  Prestazioni & conclusione

1 commento su “Fujifilm X-T4: test”

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