Pentax K-1: impressioni

DSC01822 C-onePentax è una marca di grande tradizione nelle reflex avendo realizzato negli anni 50 dello scorso secolo la prima reflex giapponese. Le sue reflex sono state sempre all’avanguardia dell’innovazione, a cominciare dalla famosa Spotmatic, quando ancora si chiamava Asahi Pentax, una delle prime reflex con esposimetro TTL, per arrivare alle LX, MX e ME con innesto a baionetta K, ancora oggi immutato tranne l’aggiunta dei contatti elettrici.
Nell’era digitale Pentax aveva perso un po’ lo smalto dei giorni migliori, pur producando ottime reflex APS, ma aveva perso molto terreno rispetto alla concorrenza dei colossi Canon e Nikon.
Dopo l’acquisizione da parte di Ricoh le cose sono cominciate a cambiare con la presentazione delle K-3,  K-3 II e K-S2 reflex APS innovative.
Ora finalmente Pentax ha presentato sul mercato la sua prima e molto attesa reflex fullframe, la K1.
Ricordo comunque che Pentax produce anche una delle poche reflex digitali medio formato disponibili, la 645Z.
La Pentax K-1, disponibile da questo mese, era presentata in anteprima al La Placa Fotovideoshow e quindi ho potuto osservarla e fare qualche scatto di prova.

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Le caratteristiche principali della K-1 sono:

– sensore fullframe (35,9×24 mm) CMOS da 36 Mpx senza filtro antialias
– simulatore di filtro antialias
– stabilizzazione a “5 assi” integrata sul sensore
– innesto obiettivi Pentax KAF2
– mirino pentaprisma con copertura del 100 % e ingrandimento reale 0,7x
– schermo da 3,2″ orientabile con 1.037.000 pixel
– autofocus a rilevamento di fase con 33 punti AF selezionabili automaticamente o manualmente
– modalità di esposizione completamente automatica, Program, a priorità anche della sensibilità e manuale
– sensibilità automatica o manuale da 100 a 204800 Iso
– otturatore meccanico con tempi da 30 secondi ad 1/8000
– ripresa video Full HD 60/50i, 30/25p, 24p in formato MP4 e H.264, oltre a risoluzioni inferiori, con audio stereo
– slitta a contatto caldo per flash esterno
– velocità di raffica fino a 4,4 fg/s
– disponibilità di filtri colore
– doppio alloggiamento per schede SD
– connettività Wi-Fi
– ricevitore GPS integrato
– dimensioni 137x110x86 mm
– peso 1010 grammi

La Pentax K-1 costa 1.980 € solo corpo.

La prima cosa che colpisce nella K-1 sono le dimensioni relativamente ridotte, mentre il peso è elevato. In realtà è più piccola delle reflex concorrenti di pari categoria e delle dimensioni più o meno simili a quelle di una reflex APS, come si vede dalle figure a confronto con Canon EOS 5DS e 7D II e Nikon D810 e D7200

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Pentax K-1 – Canon EOS 5Ds
K-1_7DII_front
Pentax K-! – Canon EOS 7D II
K-1_D810_front
Pentax K-! – Nikon D810
K-1_D7200_front
Pentax K-1 – Nikon D7200

Questo vale però principalmente per il corpo perché gli obiettivi hanno dimensioni che competono a quelle di un formato fullframe. Solo il 70-200 mm f/2,8 che ho provato è leggermente più piccolo di alcuni esemplari di altre marche. La costruzione appare molto buona ed il corpo è a prova di polvere ed acqua come tradizione Pentax. I comandi sono molti, prevalentemente concentrati sulla destra, con una manopola di comando per le modalità di funzionamento, due ghiere di comando ed una seconda manopola, a destra del pentaprisma, che consente di accedere direttamente a molte funzioni evitando i menu.
Lo schermo ha un’articolazione complessa che consente di orientarlo in alto e in basso ed anche obliquamente, ma mantenendosi in asse con l’obiettivo per facilitare le inquadrature.

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Il meccanismo sembra robusto, ma sarà da verificare nella pratica la sua comodità e la sua durata.
Il mirino è ottimo, ampio, chiaro e luminoso, e consente di inquadrare con facilità. Inizialmente la fotocamera mi ha lasciato un po’ perplesso per l’elevato numero dei comandi e per i menu che non seguono gli schemi standard diffusi sulla maggior parte delle macchine digitali.
Comunque alla fine sono riuscito ad impostarla sulla modalità TAv, cioè in pratica una modalità in cui si impostano manualmente i tempi ed i diaframmi e la fotocamera sceglie la sensibilità. Molte altre fotocamere funzionano in questo modo impostandole in manuale con la sensibilità su Auto e non si vede la necessità di questa ulteriore modalità sulla manopola del funzionamento che contribuisce solo ad aumentare la confusione.
Comunque riesco a scattare e inizio a provare la K-1 prima con il Pentax FA 15-30 mm f/2,8, poi con il 70-200 f/2,8 visto che il 24-70 f/2,8 non è disponibile. Il 15-30 è piuttosto grande, pesante e massiccio e fra il peso della K-1 e quello dell’obiettivo l’insieme è piuttosto impegnativo. L’angolo di campo inquadrato alla minima focale è veramente notevole e consente ottime riprese in interni, l’autofocus sembra funzionare bene, ma con questo obiettivo la profondità di campo è elevata quindi aspetto di provarlo sul 70-200.
Il 70-200 mi ha fatto una buona impressione perché sembra meno massiccio e pesante di analoghi di altre marche provati, o forse sarà la sua livrea nera a farlo sembrare meno grande. L’ho provato un po’ in esterni e poi mi sono trasferito in sala posa per scattare qualche ritratto, usandolo alla massima focale di 200 mm. Purtroppo in queste condizioni l’autofocus non mi ha fatto una grande impressione, molte foto sono risultate sfuocate, nonostante avessi sempre cercato di mettere a fuoco gli occhi della modella. Evidentemente questa è una prova estemporanea, in condizioni di funzionamento non ben controllate su una fotocamera di dimostrazione che è passata per diverse mani e sarà quindi necessaria una verifica più approfondita in occasione di una prova completa che spero di effettuare quanto prima. C’è da dire però che con altre fotocamere, reflex e mirrorless, nella stessa situazione ho ottenuto quasi tutte le foto perfettamente a fuoco.
Per il resto l’esposizione ed il bilanciamento del bianco si sono dimostrati abbastanza corretti, la risoluzione elevata e la resa dei colori buona.
In conclusione la K-1 è una fotocamera interessante, con un prezzo concorrenziale, che merita un approfondimento per verificare le sue reali qualità, sperando che Fowa, il distributore di Pentax in Italia, si decida a mandarmela come promesso.
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22 pensieri su “Pentax K-1: impressioni”

  1. Ebbene sì, l’ho fatto: visto che hai scattato la medesima foto (sia pure in condizioni di luce diverse) alla Harley con la Pen F e questa K1, ho ricampionato l’immagine di quest’ultima nelle stesse dimensioni di quella della Pen….. beh, a parte che i colori della Pen appaiono più profondi, la risoluzione intesa come capacità di leggere le più piccole scritte della moto e gli altri particolari non è paragonabile. Saranno gli obiettivi di qualità diversa (ma nemmeno il 17 della F1 è il massimo della vita), saranno diversi parametri di conversione dei raw ma non si può non rimanere perplessi.
    (osservandole poi senza ricampionamento nella pur sbagliata condizione del 100% la differenza è addirittura imbarazzante, ma qui sappiamo, in buona parte, il perchè).

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    1. Capitano,
      il confronto è interessante e, incuriosito, ho cercato di perfezionarlo.
      Ho perciò rielaborato le due foto partendo dalle rispettive versioni raw. Per la Pentax, con Lightroom, ho corretto l’esposizione di -0,60, ho incrementato la nitidezza a +60 (dal +25 di default), poi l’ho ritagliata in formato 4:3, mantenendo l’altezza e perdendo le fasce laterali esterne portandola a 6549×4912 pixel, per un più agevole confronto con la foto della PEN-F che è 4:3, e infine l’ho convertita con una dimensione finale 5184×3888 pixel, ccioè 20 Mpx, come quella della PEN-F.
      Per la foto PEN-F, con Olympus Viewer 3, ho corretto l’esposizione di +0,60 per cercare di rendere le tonalità il più simili possibile, ho incrementato la nitidezza di +1 e l’ho convertita.
      Questi sono i risultati:
      Olympus PEN-F
      Pentax K-1
      Effettivamente quella dell’Olympus sembra più nitida e il dettaglio è lo stesso. E’ chiaro che una sola prova così non è significativa, ma è comunque un po’ imbarazzante per Pentax e dimostra la qualità del nuovo sensore Olympus.
      Ciao, Francesco

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        1. Capitano,
          aggiungo la foto scattata con la Sony A7R II in condizioni di illuminazione simili a quelle dalla Pentax. In questo caso ho usato Capture One for Sony per convertire il raw, aumentando la nitidezza da 120 a 180, ritagliando la foto in formato 4:3 e ridimensionandola, durante la conversione, a 20 Mpx.
          Sony A7R II
          In questo caso una differenza, anche se non enorme, c’è.
          Ciao, Francesco

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  2. I prodotti di Olympus negli ultimi anni sono cresciuti ad un livello incredibile; già a partire dalla OMD E M5 il livello qualitativo delle fotografie si è elevato al di sopra di ciò che ci si poteva aspettare da un sensore sempre abbastanza piccolo, con la OMD E M1 Olympus non temeva più confronti neppure con le Full Frame neppure a 6400 ISO cedendo qualcosa solamente sul fronte risoluzione, differenza che con le ultime super FF che oltrepassano i 40 MPx rimane. Con simili livelli qualitativi e con l’aggiunta dell’ulteriore miglioramento con il nuovo sensore da 20 MPx spendere soldi su una reflex grande e su obiettivi grandi e costosi diventa sempre più una cosa ideale perlopiù per i professionisti o per chi ricerca il massimo controllo sulla profondità di campo o per chi cerca una iper risoluzione che però per essere ottenuta necessità di una spesa ben più cospicua rispetto al piccolo m4/3. Ora ad Olympus non resta che migliorare l’AF rendendolo un pò più adatto a soggetti in rapido movimento per pienamente tentare il deciso affondo sul settore APS-C e FF non professionale. Ciao.

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    1. Non è che gli obiettivi Olympus te li regalano, è una falsa credenza che siano più economici i prezzi più o meno sono allineati sia tra Mirrorless sia con le reflex . E a questo punto devo pensare che sia una falsa credenza anche che ci sia una oggettiva diversità di resa fra sensori 1″ m4/3 e apsc, FF, almeno a sentire i vostri commenti entusiastici. buon per noi, con un terzo della spesa si possono ottenere foto a livello delle top FF

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  3. c’è di bello che Olympus è tornata da tempo alla sua missione di sempre: macchine piccole, obiettivi di qualità, soddisfazioni allo scatto, spesa umana.

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    1. Completo infine con Nikon D810 e 24-70/2,8.
      Stesso trattamento, ritaglio, ridimensionamento, aumento esposizione +2/3 e nitidezza +60 con Capture NX-D.
      Francesco

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  4. Mah, a questo punto con un po di abilità e la giusta pp anche una foto fatta col telefonino può assomigliare a una ff e gli esempi su fb non mancano

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    1. Fulvio,
      non generalizziamo troppo a partire da un’unica foto estemporanea fatta in condizioni non controllate. La differenza fra fullframe e Micro 4/3 c’è e ancora di più fra fullframe e smartphone.
      Ciao, Francesco

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    2. su Fb le foto vengono pubblicate anche ad 1/20 del peso originario; impossibile in queste condizioni valutare differenze che non siano macroscopiche. Poi lo scopo di questo specifico “gioco” non è certo dimostrare che le FF non servano a niente, ma, credo, ragionare sul fatto che i margini di differenza si sono fatti abbastanza stretti.

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      1. Chiaro ma penso che anche le ff come i m 4/3 migliorino di anno in anno o il progresso vale solo per Olympus e non per gli altri? Cioè il Gap non potrebbe mai assottigliarsi perché come migliora Olympus migliorano anche gli altri come pentax ecc. Poi uno può fare tutti i confronti e i test per carità sono cmq sempre molto interessanti

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        1. personalmente non ho la preparazione tecnica per impancarmi in supposizioni in un campo così complesso. Faccio solo presente che qui abbiamo giocato con due sensori dell’ultima generazione, per cui si può rifare il giochino fra due anni con la prossima infornata, allora potremo sapere chi si è avvantaggiato su chi.
          Ma l’unico risultato che si può considerare onestamente dimostrato è che le differenze non sono quelle che vengono di solito sbandierate. Questa è la realtà.

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          1. Capitano,
            come ho già detto questa è una prova estemporanea fatta su foto scattate in condizioni non controllate. Le differenze fra fullframe e Micro 4/3 ci sono specialmente per la gamma dinamica, il rapporto segnale/rumore, la profondità di campo e anche la risoluzione , ma come dimostra questa prova non sempre si evidenziano. Presto dovrei ricevere la PEN-F e la K-1 così potrò fare e pubblicare delle prove complete e più scientifiche.
            Ciao, Francesco

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          2. Mi chiedo se nelle macchine che vendono ci sia davvero il sensore che dichiarano nelle specifiche perchè, in teoria , a parità di tecnologia anno di uscita uno si aspetta che le prestazioni di un FF o di un apsc siano notevolmente superiori ad un m4/3 o ad un 1″, poi vedi i test di comparazione e le cose non stanno proprio così. Allora ti chiedi se non sia meglio a questo punto una compatta superzoom. Voi mi direte beh già tra un sensore da 1,2/3 e uno da 1″ la differenza c’è, e io vi risponderei che non è detto, per lo stesso ragionamento che fate voi paragonando m4/3 a FF. Chi lo dice che l’anno prossimo coi progressi tecnici non esce una compatta con sensore 1,2/3 che compete con quelli più grandi? dopotutto già oggi un sensore da 1″ se la gioca con un m4/3, e un m4/3 se la gioca con il FF e con apsc, per la proprietà transitiva quindi potremmo dire che 1″ se la gioca con un FF.

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            1. Fulvio,
              nelle fotocamere ovviamente c’è il sensore che il fabbricante dichiara.
              La tecnologia però negli ultimi anni ha permesso di migliorare le prestazioni dei sensori per cui oggi sensori relativamente piccoli hanno prestazioni migliori di sensori grandi di 10 anni fa. La mia prima reflex APS aveva 6 Mpx e non certo le prestazioni, per risoluzione e rapporto segnale/rumore, del sensore da 1″ e 20 Mpx montato su alcue compatte e bridge. Però anche i sensori più grandi sono migliorati, basta guardare la differenza fra una fulframe di 7-8 anni fa con 12 Mpx con una di oggi con 36, 42 o 50 Mpx. Anche per gli altri formati il miglioramento c’è stato ed è notevole.
              Comunque non si può andare contro le leggi della fisica, in particolare dell’ottica, per cui un sensore da 1/2,3″ non potrà mai avere le prestazioni di un sensore fullframe o di medio formato. Poi la scelta dipende anche dall’uso che si fa delle foto.
              Ciao, Francesco

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  5. Da un lato mi fa piacere che le differenze, almeno a quanto leggo, fra formati diversi si assottigliano, ma dall’altro sono anche molto deluso e scoraggiato nell’acquisto, perchè se acquisto un prodotto mi aspetto che per quello che costa sia il top per quella categoria. Ma se acquistassi una FF che poi rende come un M4/3 dovrei citare il produttore per truffa e chiedere i soldi indietro?? A questo punto la confusione è totale, cosa scegliere?? reflex? mirrorless?FF? apsc? m4/3? 1″? 1,2/3??

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    1. Fulvio,
      ho già scritto che il confronto che abbiamo fatto con il Capitano è interessante e divertente, ma finisce qui. Non si può valutare la qualità di una fotocamera da un’unica foto scattata al volo. La nitidezza poi dipende da tanti fattori e principalmente dal fotografo.
      Ciao, Francesco

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