Sony A7R: test

DSC05268La A7R di Sony è stata, insieme all’A7, la prima mirrorless fullframe presentata sul mercato. In realtà si tratta di una serie di fotocamere che si caratterizzano per i sensori fullframe e le dimensioni molto contenute del corpo pacchina. Oltre all’A7R con sensore da 36 Mpx privo di filtro antialias infatti sono disponibili la A7 con sensore da 24 Mpx e la A7S che arriva alla strabiliante sensibilità massima di 409.600 Iso. Ultimamente si è aggiunta la A7R II con un sensore BSI-CMOS (retroilluminato) da 42 Mpx che aggiunge alla A7R la stabilizzazione a “5 assi” sul sensore, oltre ad alcune modifiche estetiche e di posizionamento dei comandi sul corpo. Anche le altre A7 hanno guadagnato la stabilizzazione sul sensore ed altri miglioramenti.
Le A7 hanno suscitato grandi entusiasmi presso tutti coloro che sono interessati alla qualità d’immagine fornita dalle fullframe, ma che sono preoccupati per le dimensioni e peso di queste fotocamere. Le A7 in realtà hanno un corpo molto compatto e leggero, paragonabile come dimensioni a quello delle mirrorless APS o Micro 4/3.
E’ interessante verificare quindi quale sia la qualità d’immagine di queste fotocamere e se effettivamente ci sia un guadagno sensibile rispetto ai formati più piccoli tale da compensare l’aumento di costo e di dimensioni dovuto agli obiettivi.Le A7 hanno corpi di dimensioni ridotte, ma a ciò però non corrisponde la dimensione degli obiettivi che, dovendo coprire il formato fullframe, sono per forza di cose più grandi e pesanti, a parità di focale equivalente, di quelli delle fotocamere con sensore più piccolo. Per ora Sony ha in parte aggirato il problema rendendo disponibili per le A7 obiettivi con innesto E (quello delle mirrorless NEX e Axxx) solo obiettivi di non elevata luminosità, denominati FE, quindi dalle dimensioni relativamente contenute. Questo però fa perdere in parte il vantaggo qualitativo di un sensore fullframe rispetto ad un sensore APS, valutabile in circa uno stop per il rapporto segnale rumore, mentre resta il vantaggio dovuto alla migliore resa degli obiettivi sui formati più grandi dovuto alle minori frequenze spaziali registrate.
Le A7 comunque possono anche montare con appositi adattatori, piuttosto costosi, gli obiettivi con innesto A destianti alle reflex fullframe di Sony mantenendo l’autofocus.

Le A7 non si differenziano solo per il sensore come detto. Anche i sistemi autofocus e di stabilizzazione sono differenti nei vari modelli.
In particolare la A7R dispone di un autofocus a rilevamento di contrasto sul sensore con 25 punti AF. La A7R II aggiunge un autofocus ibido con 399 punti AF a rilevamento di fase, sempre sul sensore, oltre ai 25 a rilevamento di contrasto portandosi ad un livello più alto delle A7 e A7 II. La A7 e la A7 II invece hanno un autofocus ibrido, a rilevamento di fase e di contrasto, con 117 punti AF a rilevamento di fase più 25 a rilevamento di contrasto. La A7S ha solo l’autofocus a rilevamento di contrasto con 25 punti AF, mentre la A7S II lo ha ibrido con 169 punti AF a rilevamento di fase.
Per attuare l’autofocus a rilevamento di fase il sensore comprende un certo numero di pixel sdoppiati che consentono di realizzare la messa a fuoco a rilevamento di fase, tipica delle reflex e più veloce di quella a rilevamento di contrasto. In questo caso la messa a fuoco è però anche integrata con quella a rilevamento di contrasto, attuata su tutto il sensore, che consente anche un’elevata precisione.
La A7R non dispone invece di stabilizzazione integrata, come le A7 e A7S, che è invece stata introdotta nelle A7R II, A7 II e A7S II.

Le principali caratteristiche dell’A7R sono:

– sensore CMOS di formato fullframe (36×24 mm) con 36 Mpx e senza filtro antialias
– processore d’immagine Bionz X
– corpo totalmente in lega di magnesio protetto da polvere ed acqua
– innesto obiettivi Sony E (gli obiettivi fullframe sono però contraddistinti dalla sigla FE)
– mirino elettronico OLED con 2,359 Mpx, copertura del 100 % e ingrandimento reale 0,71x
– schermo da 3″ e 1.230.000 pixel
– autofocus con 25 punti AF a rilevamento di contrasto selezionabili automaticamente o manualmente
– modalità di esposizione completamente automatica, Program, a priorità, manuale e con scene predisposte
– sensibilità automatica o manuale da 50 a 25.600 Iso
– otturatore con tempi da 30 secondi ad 1/8000
– disponibilità di scene e funzione panorama
– slitta per flash esterno (la A7R non dispone di flesh integrato)
– ripresa video Full HD a 1920×1080 pixel 60/50p, 60/50i e 30/25p in formato AVCHD e a 1440×1080 pixel 30 o 25 fg/s in MP4 con audio stereo
– velocità di raffica fino a 4 fg/s
– connessione Wi-Fi e NFC
– sistema di pulizia del sensore a vibrazione ultra sonica
– usa schede SD/SDHC/SDXC
– batteria agli ioni di litio NP-FW50
– dimensioni 127x94x48 mm
– peso 465 grammi

La Sony A7R costa 1600 € solo corpo. Lo zoom Zeiss FE 24-70 mm f/4,0 costa 1.050 €.

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Descrizione & uso
Prestazioni
Galleria
Conclusioni
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6 pensieri su “Sony A7R: test”

  1. Mi pare la storia del pastore: certo si può (in alcuni casi si deve) montare un sensore grande su di un corpo piccolo, ma poi gli obiettivi devono seguire le leggi della fisica e dell’ottica. Questa provata è una macchina molto interessante, ma dovrebbe avere anche una ottica luminosa da 35mm in modo da essere assolutamente maneggevole e non assomigliare a quei frati di gesso cui si preme la testa e….

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    1. Capitano,
      ma Olympus al tempo delle OM faceva obiettivi per “fullframe” piccoli, leggeri e luminosi. Mi chiedo perchè non si possa fare adesso che la progettazione ottica al computer è molto migliorata.
      Ciao, Francesco

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  2. …un anno fa stavo quasi per prendere la A7, poi resistetti pensando di aspettare che il prezzo calasse ancora un po’ – ma prezzo è ancora li: chissà, magari se entro febbraio annunciano la 7III scende – ho visto però che la A7R si trova a meno di 1.200 euro e mi sta tentando l’alternativa.
    In realtà la userei solo con dei vecchi obiettivi manuali orfani di varie macchine che ho avuto: Summarit 50mm 1,5 a vite (la Leica di mio nonno, l’unica che non riesco a dar via), Summicron-R 50mm II serie, alcune ottiche FD fisse (50, 35, 24 mm – mitica F1n), e per finire un umile 50mm pentax 1.7. Magari in seguito aggiungerei un obiettivo nativo come il FE 35, ma ecco la motivazione principale per la full format sarebbe il piacere di utilizzare i miei vecchi obiettivi.
    Chissà che non basti già la A7? E le famose vibrazioni dell’otturatore rumoroso della 7R, davvero sono così tremende? Certo non giro molto col treppiede, però la macchina un po’ credo di saperla tenere, in mano.
    I miei soggetti preferiti sono i paesaggi e l’architettura..
    Insomma, a questo prezzo avrei quasi voglia di prendere la “R”..

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    1. Tank,
      la Sony A7R ha un otturatore più rumoroso perchè non dispone dell’aooturatore elettronico sulla prima tendina e quindi deve fisicamente chiudere questa tendina prima dell’esposizione, poi aprirla e poi chiudere la seconda. La A7 e la A7R II invece possono usare la prima tendina elettronica e quind hanno un solo movimento, dopo l’esposizione, che non influisce sulla qualità della foto.
      Nonostante questo con la A7R ed un obiettivo stabilizzato sono riuscito a scattare delle foto abbastanza nitide anche a 1/2 secondo e nitidissime a 1/30, quindi evidentemente quello dell’otturatore è più rumore ed impressione che altro e può dare fastidio solo se si scatta in una situazione in cui è richiesto il massimo silenzio come concerti classici, conferenze, teatro.
      Se i tuoi soggetti preferiti sono paesaggio ed architettura per i quali non serve un autofocus veloce, anzi direi che non serve proprio un autofocus, la A7R, con la qualità del suo sensore, potrebbe essere un’aottima scelta, anche se personalmente non l’ho vista a meno di 1.400 € che è comunque un buon prezzo.
      Ciao, Francesco

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