In giro con la EOS-M

DSC02364Ho già pubblicato la prova della Canon EOS-M lo scorso dicembre. In quell’occasione però ho avuto a disposizione la macchina solo per tre giorni, un periodo appena sufficiente per scattare le foto di test, ma troppo breve per familiarizzarsi bene con la macchina ed apprezzarne pregi e difetti nell’uso di tutti i giorni.
Mi si è ripresentata recentemente l’occasione di provare di nuovo una EOS-M per un periodo più lungo ed ho deciso di approfittarne. Infatti questa mirrorless mi aveva molto favorevolmente impressionato per la sua notevole qualità d’immagine. Sono poi riuscito ad averla corredata di un obiettivo molto interessante, il 22 mm f/2,0 STM fornito anche in kit, oltre che del 18-55 STM che avevo già provato. Il 22 mm, equivalente ad un 35 mm sul pieno formato, è un obiettivo molto interessante. E’ piccolo e leggero nonostante la sua notevole luminosità e con questo montato le dimensioni della macchina sono molto ridotte, poco più di una compatta. Solo il peso è un po’ superiore per la costruzione totalmente metallica.
A questo punto ho avuto l’idea di usare la EOS-M come una compatta ad ottica fissa con il 22 mm montato e di andarmene in giro così fotografando solo con questo obiettivo a focale fissa.
In questo periodo infatti sono state presentate alcune compatte con sensore di grandi dimensioni, generalmente APS, e con obiettivo a focale fissa. Questo perchè con un sensore di grandi dimensioni si superano i limiti di nitidezza, eccessiva profondità di campo e soprattutto cattivo rapporto segnale/rumore delle compatte con sensore piccolo. L’uso di obiettivi a focale fissa è invece una scelta dovuta alla necessità di contenere le dimensioni ed il peso di queste macchine dotandole di un obiettivo di qualità, spesso anche di alta luminosità.
Canon in realtà è stata una delle prime con la G1 X con sensore da 1,5″, ma questa macchina è dotata di uno zoom poco luminoso ed ha ingombro e peso un po’ eccessivi. C’è poi la Fujifilm X100s, la regina della categoria, con sensore APS, un ottimo obiettivo 23 mm f/2,0 equivalente ad un 35 mm e il mirino ibrido. Si sono aggiunte poi la Leica X2, con sensore APS da 16 Mpx e obiettivo 24 mm f/2,9 equivalente ad un 36 mm, la Nikon Coolpix A con sensore APS da 16 Mpx e obiettivo 18,5 mm f/2,8 equivalente ad un 28 mm, senza dimenticare le Sigma DP2 Merril e DP3 Merril con sensore Foveon APS da 15 Mpx (x3) una con un 30 mm f/2,8 equivalente ad un 45 mm e l’altra con un 50 mm f/2,8 equivalente ad un 75 mm.
Questo perchè fra i fotoamatori più evoluti, possessori in molti casi di reflex, si è manifestato da anni il desiderio di una macchina compatta che possa essere portata in giro facilmente in ogni occasione, ma che non faccia rimpiangere la qualità d’immagine delle reflex. Il problema di queste fotocamere è però che costano tutte abbastanza care, vicino ai 1000 € ed anche di più, esclusa la Canon G1 X che però non è strettamente comparabile alle altre. Scoraggiano perciò chi vorrebbe comprarne una come seconda macchina.
La Canon EOS-M invece si trova attualmente a poco più di 500 € con il 22 mm (con il 18-55 ancora meno, 450 €), cioè il prezzo di una compatta di fascia alta come ad esempio Canon G15, Fujifilm X-20, Nilon P7700, Panasonic LX-7, Sony RX100. Anche le sue dimensioni, col 22 mm, sono simili a queste macchine, tranne nel caso della Sony decisamente più piccola. L’idea perciò di considerare la EOS-M come una “supercompatta” con prezzi e dimensioni allineati a quelli delle compatte migliori, ma con una qualità d’immagine molto supriore, o come una compatta APS a prezzo ridotto si basa quindi su questi dati e queste considerazioni. In più la EOS-M ha il vantaggio di potere cambiare obiettivo se il 22 mm si rivelasse insufficiente. E’ vero che l’unica altra scelta per adesso è il 18-55, ma si deve considerare il fatto che per la EOS-M è disponibile un adattatore EF che consente di montare tutti gli obiettivi EF ed EF-S mantenendone tutte le funzionalità, compresa la messa a fuoco. Anche il suo prezzo, poco più di 100 €, non è eccessivo. Questa è un’ottima possibilità per tutti i possessori di reflex Canon di affiancarvi una fotocamera compatta con la possibilità di sfruttare gli obiettivi in proprio possesso.

Ho perciò incominciato ad andare in giro con la EOS-M e il 22 mm per fotografare in occasioni in cui non avrei portato la mia reflex. La EOS-M non è molto grande e può essere messa facilmente in una tasca di una giacca o giaccone. Adesso però con il caldo la cosa è improponibile e non è possibile nemmeno infilarla facilmente in una tasca di jeans o altri pantaloni, anche se con un po’ di pazienza si può fare. La soluzione migliore è quella di un piccolo marsupio. In questo modo ho potuto portarla anche durante le mie passeggiate in bici per Roma o al mare.
Fotografare con la EOS-M è molto piacevole, nonostante alcuni difetti. Per prima cosa non da nell’occhio, sembra una qualsiasi compattina in mano ad un turista sprovveduto. Non ha il mirino, vero, ma lo schermo si è rivelato inaspettatamente abbastanza visibile anche in pieno sole, soprattutto senza troppi riflessi, per cui non ho visto mai il mio viso riflesso sulla macchina. E’ poi molto maneggevole e consente riprese da angolazioni insolite.
Il difetto maggiore è purtroppo la lentezza dell’autofocus, per me inesplicabile visto che è del tipo ibrido e che l’obiettivo ha un motore STM. Purtroppo però è così e si deve avere pazienza, non è adatta per foto di soggetti in movimento veloce, ma non è questo che si richiede ad una compatta con un 35 mm. L’altro difetto è la mancanza del flash. Canon ne fornisce uno accessorio, di discreta potenza, da montare sull’apposita slitta, ma portarselo dietro aumenta l’ingombro e gli oggetti da portare per cui ho deciso quasi sempre di lasciarlo a casa fidando sulla luminosità dell’obiettivo e sulla ottima qualità delle foto alle alte sensibilità.
Fotografare con un obiettivo fisso è poi un’esperienza nuova per alcuni o da ricordare per altri come me, ma sicuramente piacevole. Ci si deve muovere di più per cercare l’inquadratura giusta, ma proprio per questo si cura di più la composizione dell’immagine. La luminosità dell’obiettivo poi è stata molto utile consentendomi di scattare anche in ambienti poco luminosi con sensibilità basse. Di notte poi la qualità delle foto alle alte sensibilità, fino a 6400 Iso, ha fatto il resto.

Pubblico una serie di foto fatte in un centro commerciale, in giro sulle piste ciclabili di Roma, durante la visita di Villa Torlonia durante la notte dei musei e in una esposizione floreale in una località di mare. Le foto sono state salvate in jpeg e raw, ma pubblico solo le raw convertite con Canon Digital Photo professional (DPP). Non ho applicato la riduzione di rumore ad esclusione di quelle scattate a 5000 e 6400 Iso alle quali ho applicato una riduzione ottimizzata inferiore a quella di default di DPP:
La qualità è sempre molto elevata, con una notevole nitidezza ed ottimi colori pur avendo usato il profilo standard. L’esposizione è risultata sempre corretta come il bilanciamento del bianco. La macchina si è dimostrata anche molto stabile e priva di vibrazioni, anche per la dolcezza del pulsante di scatto. Ho scattato spesso a 1/30 e qualche volta anche a 1/13 e solo poche foto mostrano segni di micromossso.

In conclusione è stata un’ottima esperienza con un’ottima fotocamera. Se Canon migliorasse la velocità di messa a fuoco e riuscisse ad inserire un flash la EOS-M sarebbe una fotocamera eccezionale, ma anche così è veramente interessante, considerando il prezzo.

Considerazioni analoghe potrebbero essere fatte anche per altre mirrorless come le Olympus, Panasonic e Sony, che con obiettivi “pancake” luminosi potrebbero essere usate in questo modo. L’unica cosa che manca loro è la possibilità di montare obiettivi di un sistema reflex mantenendone tutte le funzionalità.

Aggiungo un link ad un’immagine della EOS-M accanto alla Fujifilm X-100s ed alla Nikon Coolpix-A, oltre che alle Nikon  S1, Olympus E-PM2, Panasonic G1X , Sony NEX-6 e NEX-3N.
Solo la Nikon Coolpix-A + decisamente più piccola, ma monta un 28 mm f/2,8 e costa il doppio.

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8 pensieri riguardo “In giro con la EOS-M”

  1. Recentemente ho letto di un aggiornamento firmware per questa EOS M che dovrebbe raddoppiare la velocità dell’AF. Concordo con Francesco per quanto riguarda questo possibile utilizzo per questa macchina, tuttavia continuo a credere che sia un buco nell’acqua per Canon, per me una mirrorless deve essere e fare la mirrorless, vale a dire una seria alternativa ad una reflex con un sufficiente corredo obiettivi dedicati ed un insieme corpo+obiettivo di dimensioni più compatte, altrimenti tanto vale, restando in casa Canon, optare per la nuova EOS 700D

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    1. concordo, secondo me sia Canon che Nikon non sono riuscite, o non vogliono, entrare nel mondo mirrorless con un prodotto degno del loro nome. Forse non vogliono farsi concorrenza ai loro apparecchi reflex, però le mirrorless stanno conquistando sempre più fette di mercato e Sony e Samsung stanno diventando il riferimento per le fotocamere consumer anche di un certo livello. Chissà se un domani vedremo le reflex relegate al solo utilizzo professionale…

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      1. Non perché ne sia possessore, ma Nikon con la sua 1 ha fatto un prodotto che si differenzia molto dalle reflex e che ha scelto una sua strada, una strada fatta di un AF velocissimo e di una compattezza e portabilità eccezionali… Il fatto è che la continua e costante presentazione di nuove ottiche dimistra che Nikon alla sua serie 1 ci tiene, Canon invece non mi sembra si comporti ugualmente… Certo, EOS M offre una qualità fotografica ottima e superiore a quella offerta da 1, tuttavia, attualmente, l’unico utilizzo valido x questa macchina è quello citato da Francesco che è alla base dell’articolo; la 1 V invece può essere anche una valida alternativa quasi in toto ad una reflex, più pesante, ingombrante (specie portandosi appresso più ottiche…) e, a parità di fascia di prezzo, lenta… anche se, ovviamente, migliore come qualità fotografica. EOS M eguaglia questa qualità, è piccola piccola, ma manca di un mirino (neppure opzionale) e di ottiche dedicate, oltre ad esser lenta come una compatta o quasi… E ciò è un peccato, visto che, tutto sommato, la base parrebbe anche buona… ma a Canon ciò sembra non interessare più di tanto.

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        1. Diego,
          sono d’accordo con quello che dici sulla Nikon 1: la V2 è velocissima, piccola e leggera ed ha una buona qualità d’immagine. Mi è piaciuta veramente e presto ne pubblicherò il test. La EOS-M è molto diversa ed eccelle invece per la qualità d’immagine, mentre è lenta per l’AF e non ha ne il mirino ne il flash. Sarebbe bello potere mettere insieme le caratteristiche migliori di entrambe. In questo momento però le Nikon 1 hanno sul mercato molto più successo delle EOS-M e questo non è dovuto solo al marketing ed alla pubblicità di Nikon.
          Ciao, Francesco

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    1. Giuseppe,
      le prove e i confronti che posso fare dipendono dalla disponibilità a mandarmi le fotocamere da parte dei distributori. Sony è sempre disponibile e chiederò anche la NEX-6, ma prima gli ho dato come priorità la A99 che completerebbe la rassegna di fullframe visto che sono riuscito ad ottenere anche una Nikon D600 in prestito da un grande amico.
      La NEX-6 con il pancake 20/2,8 è sicuramente interessante, peccato che l’obiettivo non sia tanto luminoso e che l’adattatore per obiettivi Alpha costo molto caro. Inoltre la macchina è un po’ più grande della EOS-M.
      Ciao, Francesco

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      1. non so cosa vuoi dire con “l’adattatore per obbiettivi Alpha ……” . il pankake 20 2.8 è già originale passo nex e-Mount.
        è vero che la macchina è un poco più grande della eos-m, ma vuoi mettere la presenza di un mirino !!!!!!!!
        io personalmente non comprerò mai una macchina senza il mirino.
        saluti

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        1. Giuseppe,
          parlando dell’adattatore per obiettivi Alpha mi riferivo al fatto che con questo si potrebbero usare sulla NEX gli eventuali obiettivi per reflex Sony o Minolta che si possiedono. Questo può essere comodo per chi ha già una reflex di questa marca e così potrebbe usare anche gli obiettivi già in suo possesso anche sulla NEX. Purtroppo questo adattatore costa parecchio perchè deve incorporare il motore di messa a fuoco che non cìè in tutti gli obiettivi Alpha. Con la Canon invece è diverso in quanto tutti gli obiettivi hanno il motore e l’adattatore deve solo servire a montare l’obiettivo alla giusta distanza e a trasmettere i contatti elettrici. L’ho provato e funziona bene. Ovviamente quindi questo adattatore non serve per il pancake 20 mm.
          Anche a me non piacciono le macchine senza mirino, ma si riesce comunque ad usarle e, nel caso della EOS-M lo schermo ha una discreta visibilità anche in pieno giorno in esterni.
          Ciao, Francesco

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