Classificazione e tipi di fotocamere – 2013

In molti casi mi arrivano richieste, tramite commenti o email, per chiedere quale il tipo di fotocamera più adatto per le proprie esigenze e per il tipo di fotografia che si vuole fare. Ho quindi sintetizzato in questo articolo quali sono le caratteristiche principali ed i pregi e difetti delle principali tipologie di macchine ed indicato a chi e per cosa sono adatte.
Prima di leggere gli articoli dedicati alle fotocamere consigliate è opportuno leggere questo articolo per capire meglio qual è la tipologia più adatta di fotocamera per le proprie esigenze e per il tipo di foto che si predilige.
Infatti l’offerta di fotocamere digitali si è ampliata enormemente negli ultimi anni, sono sorte nuove categorie di macchine, oltre le tradizionali compatte e reflex, come le bridge o le mirrorless e non è facile orientarsi.

Questo articolo è un aggiornamento di quello pubblicato lo scorso anno. Per chi è interessato a leggere i commenti annessi a quell’articolo includo qui il link.

Compatte

Sono fotocamere con obiettivo non intercambiabile. In genere è un obiettivo zoom, ma ci sono alcune eccezioni di compatte con obiettivi a focale fissa. Come suggerisce la loro stessa denominazione sono macchine di ingombro e peso ridotti, da portare facilmente con se, anche se in realtà le dimensioni possono essere abbastanza variabili e ce ne sono di piccolissime e altre che non sono assolutamente tascabili. Sono facili da usare e funzionano in automatismo completo, anche se alcune consentono le regolazioni manuali, compresa la messa a fuoco. Tutte ormai riprendono video Full HD a 1920×1080 pixel e molte offrono funzioni speciali come quella panorama o filtri particolari.
La maggior parte delle compatte monta sensori di piccole dimensioni. Il sensore più diffuso è di dimensioni 1/2,3″ corrispondenti a 6,17×4,55 mm. Questo consente di costruire macchine di dimensioni ridotte sia per il corpo che per gli obiettivi. L’aspetto negativo è che sensori così piccoli non consentono di ottenere un buon rapporto segnale/rumore, specialmente aumentando la sensibilità della fotocamera (che vuol dire amplificare il segnale in uscita dal sensore). Un altro aspetto negativo delle piccole dimensioni del sensore è che gli obiettivi non riescono spesso riprodurre con buona nitidezza i dettagli più fini.
Le compatte quindi consentono discreti risultati, a livello di qualità d’immagine, per foto in esterni in buona luce, ma non sono adatte a foto in situazioni di luce scarsa se non in interni usando il flash.
Un altro limite delle compatte è la loro scarsa velocità sia nello scatto, con ritardi che spesso fanno perdere l’attimo fuggente, sia nella messa a fuoco, sia nel salvataggio delle immagini sulla scheda. Infine l’assenza quasi universale del mirino (qualcuna lo mantiene, ma quasi mai di buona qualità) le rende difficili da usare in esterni con il sole o molta luce, quando spesso sullo schermo si vede riflessa la propria faccia invece dell’inquadratura.
Sono disponibili decine e decine di compatte di tante marche che spesso si limitano solo a questo settore ed i prezzi vanno da meno di 100 € a 200-300 per le migliori.
Un’altra tipologia di compatte è quella delle “superzoom”. Queste montano obiettivi zoom ad ampia escursione, fino a 20x, dal grandangolo 25 mm al supertele da 500 mm, in un corpo che rimane compatto. Viene però penalizzata la luminosità dell’obiettivo e il risultato è che si riesce ad utilizzarle alle focali più lunghe solo in presenza di luce abbondante. In questo caso consentono di avvicinare notevolmente il soggetto.
Sono adatte quindi per foto generiche in esterni, in viaggio, vacanza, oppure per eventi ed occasioni familiari, ma quando la luce è poca è necesario usare il flash o il trepiedi per soggetti statici. Costano dai 200 ai 300 €.
Ci sono poi alcune compatte, definite “premium” che montano sensori di dimensioni maggiori della media, 1/1,7″ corrispondente a 7,49×5,52 mm o 2/3″ corrispondente a 8,80×6,60 mm fino a 1″ corrispondente a 13,2×8,8 mm. Montano poi in genere obiettivi di elevata luminosità. Queste compatte consentono di ottenere migliori risultati in poca luce, anche se non arrivano alla qualità di reflex e mirrorless. Il loro costo è superiore e va dai 350 ai 500 €.
Nell’ultimo anno infine sono state presentate alcune compatte con sensore di grandi dimensioni, APS e addirittura fullframe, con obiettivi a focale fissa di qualità. Queste compatte consentono di ottenere una qualità d’immagine al livello delle migliori reflex, ma per le loro caratteristiche ed il loro prezzo elevato, superiore ai 1000 €, sono prodotti di nicchia destinati a fotografi in grado di apprezzarle e che possono permettersele

Bridge

Sono classificate in questo modo, forse impropriamente, delle fotocamere che presentano una forma esterna simile alle reflex, anche se spesso in dimensioni leggermente più contenute, e che montano degli obiettivi zoom ad ampia escursione, dai 25x in su. Offrono anche quasi sempre un mirino elettronico e la possibilità di funzionamento a priorità di tempi o diaframmi e manuale, oltre che a programma automatico. Anche quasi tutte le bridge riprendono video Full HD a 1920×1080 pixel e molte offrono funzioni speciali come quella panorama o filtri particolari.
In realtà queste fotocamere usano un’elettronica uguale a quella delle compatte e montano dei sensori uguali, di solito della dimensione più piccola da 1/2,3″. Solo in questo modo è possibile infatti costruire degli obiettivi che arrivano a delle escursioni focali fino a 50x senza che assumano dimensioni mostruose. La qualità d’immagine delle bridge quindi non è diversa da quella delle compatte, discreta in esterni con buona luce, scarsa quando c’è poca luce. L’uso di obiettii di così lunga focale è poi molto difficoltoso a causa della loro scarsa luminosità che spesso costringe a scattare con tempi troppo lunghi, ottenenso foto mosse, o aumentando molto la sensibilità e ottenendo foto con rumore elevato. Anche la velocità operativa non è diversa dalle compatte, quindi ritardo di scatto, autofocus non particolarmente veloce e sensibile, lentezza nel salvare le foto, difficoltà nel seguire il soggetto nel mirino per gli scatti a raffica. Il loro uso è ugualmente facile se usate in automatismo, ma è possibile usarle impostando diaframmi o tempi anche in modo manuale. Anche la messa a fuoco può essere manuale. La presenza, su quasi tutte, del mirino garantisce di poter inquadrare senza problemi anche in pieno sole. Quelle senza mirino sono assolutamente da scartare.
Per le bridge la scelta è molto più ristretta che per le compatte, ma comunque ogni marca ne ha almeno una in catalogo, con prezzi che vanno da 150 a circa 600 €
C’è anche qui qualche eccezione di fotocamere bridge che si elevano sopra la media, ma si contano sulle dita di una mano.
Queste fotocamere però attraggono molti proprio per il loro zoom spropositati che consentono di riprendere, quando ci si riesce, particolari distanti o di fotografare senza essere visti. Per foto sportive o di animali in libertà sono però assolutamente sconsigliabili.

Mirrorless

E’ la categoria venuta più recentemente alla ribalta ed in forte crescita come numero di modelli, interesse del pubblico e vendite. Anche questo nome è strano ed improprio: si riferisce al fatto che sono sprovviste di specchio, a differenza delle reflex. C’è anche chi le definisce CSC, Compact System Camera.
Sono fotocamere ad obiettivo intercambiabile con sensori di varia misura, ma sempre più grande di quella delle compatte, salvo una curiosa eccezione. I sensori vanno dalla dimensione di 1″ corrispondente a 13,2×8,8 mm al Micro 4/3, 18×13,5 mm all’APS 23,50×15,60 mm. Per adesso non c’è una mirrorless fullframe, ma alcune voci parlano di una sua imminente presentazione. La loro forma è di due tipologie diverse. Ci sono mirrorless che assomigliano alle comapatte, anche nelle dimensioni, spesso senza mirino, anche se molte lo possono avere in opzione, oppure con mirino elettronico o ibrido. Altre invece riprendono la forma delle reflex, con però dimensioni e pesi inferiori e sono dotate di mirino elettronico. Le loro prestazioni in termine di qualità d’immagine variano dal buono all’ottimo, in virtù dei sensori di dimensioni maggiori di compatte e bridge, che consentono un migliore rapporto segnale/rumore anche alle alte sensibilità, e degli obiettivi che più è grande il sensore meglio lavorano.
Nell’ambito della categoria si possono individuare alcune suddivisioni. Quella principale è costituita dalla famiglia delle mirrorless Micro 4/3. Queste corrispondono ad uno standard concordato da vari produttori, ma seguito in pratica solo da Olympus e Panasonic, che consente di scambiare senza alcun problema corpi di una marca con obiettivi dell’altra e viceversa. Il corredo di obiettivi Micro 4/3 è quindi molto ampio e consente di soddisfare tutte le esigenze. Le altre mirrorless seguono invece il loro sistema di obiettivi ed accessori e non c’è interscambiabilità fra una marca e l’altra ed i loro corredi sono molto meno ampi, anche se in via di espansione. Ci sono però obiettivi universali, prodotti da fabbricanti terzi, che possono essere forniti con innesto per differenti fotocamere. Sono disponibili numerosi obiettivi zoom, ma non se netrovano con escursione focale estrema come per le bridge: il massimo è 10-11x.
Le mirrorless, come tutte le fotocamere odierne, possono essere usate in completo automatismo, ma le loro numerose possibilità di regolazione e i funzionamenti a priorità e manuale le rendono adatte a qualsiasi uso.
La loro velocità operativa è alta per quanto riguarda il ritardo di scatto e la memorizzazione. L’autofocus è solitamente veloce, anche se leggermente meno che quello delle reflex migliori. I sui limiti sono la minore capacità di seguire i soggetti in movimento e la sensibilità in bassa luce dipendente dalla luminosità dell’obiettivo, a differenza delle reflex per le quali si mantiene costante indipendentemente dall’obiettivo usato. Il mirino, quando presente, è elettronico e molte ne montano uno, incluso o opzionale, di elevata qualità. Rispetto a quello delle reflex gli unici limiti sono la presenza di qualche scia quando si inquadrano scene in poca luce e, in alcuni casi, il “congelamento” momentaneo della scena quando si preme a metà il pulsante di scatto per la messa a fuoco, che in qualche caso non fa percepire ad esempio un cambiamento di espressione del soggetto o un suo spostamento. Tutte riprendono video Full HD a 1920×1080 pixel e molte offrono funzioni speciali e filtri creativi.
Una caratteristica interessante delle mirrorless è che, grazie al loro corpo sottile, possono montare, tramite appositi anelli di raccordo, quasi tutti gli obiettivi per fotocamere reflex o a telemetro compresi i famosi Leica. Con tutti questi obiettivi la messa a fuoco è manuale, salvo l’eccezione di alcuni anelli dedicati per gli obiettivi della stessa marca. L’esposizione si regola invece manualmente o in automatismo, chiudendo il diaframma alla effettiva apertura desiderata e lasciando che la macchina determini il tempo di scatto.
La scelta delle mirrorless è in costante aumento ed ormai tutte le marche hanno almeno un proprio modello. I prezzi variano da circa 300 € fino a 2000 per le più costose.
Sono in conclusione fotocamere adatte a tutti gli usi, in qualche caso anche professionali, e indicate quando si vuole una macchina di peso ed ingombro relativamente limitati, anche se difficilmente tascabile.

Reflex

Le reflex sono le regine della fotografia amatoriale di alto livello e professionale degli ultimi 50 anni. E’ cambiato il mezzo con cui si registrano le immagini, una volta la pellicola, ora il sensore elettronico, ma non è ambiata la reflex per tanti buoni motivi. La ragione principale per cui questa tipologia di fotocamere ha soppiantato, nel campo delle fotocamere portatili, quelle a telemetro o a mirino galileiano che per anni hanno dominato il mercato, è l’unicità del loro mirino. Infatti attraverso lo specchio reflex, posto dietro l’obiettivo, e il pentaprisma che raddrizza l’immagine e la devia verso l’oculare con una reflex è possibile vedere con precisione ed immediatezza quello che è inquadrato con qualunque obiettivo o sistema ottico (telescopi, microscopi) gli si ponga davanti. Nemmeno gli attuali mirini elettronici, seppur perfezionati, sono riusciti a soppiantare il mirino ottico reflex che consente sempre una visione precisa del soggetto senza ritardi, riflessi e scie. Questo vale soprattutto per i mirini delle reflex fullframe, decisamente più grandi di quelli delle APS. Infatti le dimensioni del mirino dipendono fortemente dalla grandezza del sensore. Per questo le reflex APS sono un po’ svantaggiate e le più economiche con mirini piccoli e meno luminosi anche per motivi di costo subiscono un po’ la concorrenza delle mirrorless con mirino elettronico. Ma se si guarda nel mirino di una fullframe non si avranno dubbi sul fatto che sia il migliore. L’unico limite di questo mirino è che non può essere usato per le riprese video: infatti in questo caso, come in live view, lo specchio deve rimanere alzato per consentire alle immagini di raggiungere il sensore, quindi si perde la visione reflex. In questo caso le mirrorless con mirino elettronico sono in vantaggio. Sony ha cercato di ovviare a ciò montando sulle sue reflex uno specchio semitrasparente che serve solo per mandare luce al sistema autofocus e che manda sempre l’immagine al sensore. Ha dovuto però sostituire il mirino reflex con uno elettronico, anche se di ottima qualità. Queste macchine sono quindi un ibrido, ma vanno molto bene per fare contemporaneamente foto e video.
Le reflex hanno un’elevata velocità operativa, a cominciare dall’accensione quasi istantanea. La messa a fuoco è la più veloce disponibile, funziona bene anche in poca luce, ed è in grado, più o meno, a secondo del livello della reflex, di inseguire soggetti in movimento. Anche il ritardo di scatto è minimo e non si corre mai il rischio di perdere l’attimo.
La qualità d’immagine e ottima per le reflex con sensore APS ed eccellente per le fullframe, grazie ai sensori di grandi dimensioni. Le fullframe in particolare sono utilizzabili senza problemi anche ad altissime sensibilità e consentono un controllo della profondità di campo più preciso e selettivo di qualunque altra macchina con sensore di dimensioni inferiori. Inoltre gli obiettivi che possono funzionare sue entrambe le tipologie di sensore, fullframe e APS, lavorano meglio sul sensore più grande in quanto devono riprodurre frequenze spaziali inferiori. La loro nitidezza è quindi maggiore che se usati su APS.
Ogni marca di reflex ha un vasto corredo di obiettivi, dai supergrandangoli ai lunghi tele ed agli zoom. In questo caso però non sono disponibili zoom con escursione focale megagalattica come quella delle bridge. Al massimo si possono trovare dei 15-16x. I corredi più completi sono quelli di Canon e Nikon, ma anche Pentax e Sony hanno una buona scelta. Si trovano poi numerosissimi obiettivi universali di fornitori terzi.
Il loro uso è facile come quello delle compatte e forse di più visto che molto spesso dispongono di comandi esterni, mentre con le compatte si è costretti a navigare nei menu. Si possono usare in automatismo completo, in program o a priorità ed in manuale. Anche la messa a fuoco può essere manuale o automatica. Tutte ormai sono in grado di riprendere video Full HD con possibilità di regolazione manuale e con i vantaggi sul controllo della profondità di campo e della qualità d’immagine dovuti al grande sensore. Come detto però in questo caso si perde la visione reflex e si deve inquadrare con lo schermo posteriore, in alcuni casi orientabile.
In conclusione le reflex sono fotocamere adatte per tutti i tipi di fotografia e per tutti i fotografi, compresi i professionisti che infatti universalmente le usano. La sclta è vasta anche a livello di prezzo, si parte dai circa 400 € delle più economiche APS per arrivare ai 6000-7000 delle fullframe professionali.
L’unico loro limite è il peso ed ingombro maggiore delle altre fotocamere, un aspetto che non è stato più curato dai produttori con l’avvento del digitale, anche se le più economiche e piccole APS non diffeiscono se non per pochi mm e grammi dalle mirrorless dotate di mirino. Solo recentissimamente un produttore, Canon, si è svegliato e sotto la spinta della concorrenza delle mirrorless ha presentato finalmente una reflex con dimensioni e peso più ridotti della media a parità di caratteristiche. Speriamo che altri lo seguano su questa strada e che si torni ad avere la possibilità di comprare delle reflex, magari fullframe, con le dimensioni ed il peso ridotto raggiunti dalle famose Olympus OM e Pentax M degli anni 70-80.

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5 pensieri su “Classificazione e tipi di fotocamere – 2013”

  1. Letto tutto, c’è un errore “ambiata” 😛 Io posso solo dire che con una reflex in caso di concerti, manifestazioni, eventi vari si è agevolati ad ottendere spazio per fare la foto, chi ha una piccola compatta si sposta subito 🙂

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  2. Ciao Francesco, approfitto per un consiglio. Vorrei prendere una bridge per le passeggiate pru sapendo che le prestazioni sono inferiori, putroppo ho problemi di atrosi alla mano destra. Pensavo alla Nikon Coolpix P510 (o P520) ma l’inuco riferimento che ho è un breve periodo con una Fuji HS10 a cui trovai sostnzialmente tre difetti:
    1 – lentezza nel AF
    2 – scarsa nitidezza
    3 – tendenza a macchie tipo acquarello nelle zone con colori scuri.
    Rispetto a questa come si comporta la Nikon?
    O è meglio che lascio perdere le Bridge?
    Grazie
    Umberto

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    1. Umberto,
      “errare umanum est, perseverare diabolicum”.
      I difetti che hai riscontrato con la Fujifilm HS10 sono quelli di tutte le bridge. Man mano che vengono presentati nuovi modelli si attenuano un po’, ma rimangono.
      Se vuoi migliorare, eliminando questi difetti, la scelta migliore è una reflex, anche base oppure, se vuoi una macchina più leggera, una mirrorless, che rispetto alle reflex è solo un po’ meno veloce con l’autofocus.
      Ciao, Francesco

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  3. Ciao francesco solo oggi ho scoperto il tuo interessante blog: notevole, chiaro e esaustivo; complimenti davvero! Ora voglio essere breve perche’ sono gia’ le 2’15 di notte e domani devo lavorare..:)
    Ho gia’ avuto diverse macchine, cominciando con una reflex manuale olympus om1, passando ad una compatta sempre a pellicola olympus micro II e poi approdando al digitale con una canon ixus II e in seguito ixus 7. A questo punto una volta guastatasi ho abbandonato la fotografia: mi ero accorto che avevo rinunciato a vivere bene i momenti e gli attimi che la Vita mi offriva, scegliendo piuttosto di immortalare attimi, situazioni e momenti che colpivano la mia attenzione..
    Solo ultimamente ho riaquistato una compatta digitale panasonic dmc FS 18, che usavo sopratutto per documentare e archiviare il mio corredo di attrezzi da lavoro, ferramenta, utensili manuali e elettrici. Sinceramente nonostante la differenza di anni con il progresso di questa, comparando ad essa la mia ultima ixus 7, mi sono reso conto di perdere in qualita’ e piacere del risultato. Cio’ nonostante ho il rammarico che mi si sia guastata, se non altro per il fatto che non mi sarei trovato ora con il dilemma su che fotocamera comprare. Help-my :)) !
    La maneggievolezza di una compatta se ci si lascia prender la mano puo’ portare a dimenticarci di vivere il proprio tempo.. Pur cosi risciando, per questioni di praticita’ non la cambierei con altro tipo piu’ articolato come per esempio una reflex: tanto e’ per me fondamentale la praticia’ cosi come anche la discretezza necessa:ria per fotografare determinate situazioni, che se avessi la possibilita’ di possedere un oggetto ibrido per fotografare, lo sceglierei preferendolo a qualsiasi altro.. 😉
    A tal proposito ho scoperto su youtube un video su un nuovo concetto di un oggetto digitale tutto in uno componibile secondo le proprie esigenze che cio’ potrebbe esser reale. L’ogetto si chiama PhoneBloks e seppur non e’ propriamente una fotocamera come origine, potrebbe corredarsi di obbiettivo fotografico modulare portando tale apparecchio ad esser orientato maggiormente, tra tute le funzioni, a quella fotografica.. Per in quanto mi adeguo secondo le mie modeste possibilita’ finanziare a ricercare una soluzione piu’ prossima alle mie necessita’ che sia anche piu’ fattibile.
    Considerando la tua competenza Francesco, vorrei se possibile un tuo suggerimento!
    Come posso orientarmi nel mondo delle compatte digitali? Mi sono informato sopratutto sulle canon e considerando che potrebbe farmi comodo anche un bello zoom sento una certa predilizione su modelli quali la Sx 230-240-260-270-280, considerando tra queste la piu’ conveniente in termini di rapporto qualita’ e prezzo: stando d’occhio anche a eventuali promozioni.. 😉
    Ti ringrazio anticipatamente
    Marioandrea

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    1. Marioandrea,
      se usavi una Olympus OM1 fotografi da molto, come me che ho ancora la OM1 e la OM2, anche se non le uso più.
      Lasciando stare il PhoneBlocks che è un progetto forse interessante, ma ancora non sul mercato, l’idea di una compatta per avere una macchina sempre a disposizione è buona.
      Le compatte però hanno di solito sensori molto piccoli da 1/2,3″, in particolare quelle con zoom molto estesi, che penalizzano la qualità d’immagine in tutte le condizioni di luce. Se si vuole qualcosa di qualitativamente migliore è quindi bene scegliere quelle poche che hanno sensori un po’ più grandi ed obiettivi di qualità, ma questo vuol dire rinunciare a zoom con escursione molto ampia.
      Te ne elenco alcune:
      Canon PowerShoot S110, sensore da 1/1,7″ e 12 Mpx, zoom 24-120 eq. f/1,8-5,7, dimensioni ridotte, circa 300 € (è in arrivo però la S120)
      Canon PowerShot G15, sensore da 1/1,7″ e 12 Mpx, zoom 28-140 eq. f/1,8-2,8, mirino ottico (poco usabile), circa 400 € (è in arrivo però la G16)
      Fujifilm XF1, sensore da 2/3″ e 12 Mpx con tecnologia Fuji EXR, zoom 25-100 eq. f/1,8-4,9, dimensioni ridotte
      Fuhifilm X-20, sensore da 2/3″ e 12 Mpx con tecnologia Fuji X-Trans2, zoom 28-112 eq. f/2,0-2,8, mirino ottico
      Nikon Coolpix P7700, sensore da 1/1,7″ e 12 Mpx, zoom 28-200 eq. f/2,0.4,0, schermo orientabile, circa 400 € (è in arrivo però la P7800 con mirino elettronico)
      Sony Cybershot RX100, sensore da 1″ e 20 Mpx, zoom 28-100 eq. f/1,8-4,9, dimensioni ridotte, circa 500 € (è in arrivo però la RX100 II con mirino elettronico opzionale a circa 600 €)

      La migliore è la Sony RX100 (o RX100 II) per il sensore più grande e con più pixel, per l’ottimo obiettivo Zeiss e per l’estrema compattezza, ma se vuoi uno zoom più esteso l’unica scelta è la Nikon, buona anche se non come Sony e con un ottimo obiettivo. Molto buone anche le Fujifilm per il sensore grande (anche se non come quello di Sony) e con tecnologie proprietarie per migliorare la qualità e con ottimi obiettivi. La X-20 è anche l’unica con mirino ottico veramente usabile. Le Canon che ti ho indicato sono ugualmente buone, anche se non al livello di Sony, la S110 si distingue per la compattezza, la G15 per la luminosità dell’obiettivo.
      Tutte sono migliori della serie Canon SX-2×0.
      Ciao, Francesco

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