DXOMark prova le Nikon V1 e J1

Il noto sito DXOMark che effettua attendibili e rigorose prove strumentali delle più note ed interessanti fotocamere ed obiettivi ha recentemente pubblicato la prova delle nuove Nikon V1 e J1, le mirrorless presentate dalla casa gialla poche settimane fa che hanno suscitato molto interesse e opinioni discordanti. La caratteristica principale che differenzia queste nuove Nikon dalle altre mirrorless concorrenti è che adottano un sensore più piccolo delle Micro 4/2 e delle APS. Solo la Pentax Q ne ha uno più piccolo. Questo sensore di formato denominato CX misura solo 13,2×8,8 mm, circa la metà del Micro 4/3. Questo si dovrebbe tradurre in un vantaggio per le dimensioni delle macchine ed obiettivi, ma ha fatto pensare a molti che sarebbe stato un grosso svantaggio per la resa fotografica, soprattutto per il rapporto segnale/rumore e per la gamma dinamica.
DXOMark ha provato negli ultimi giorni tuttr lr principali novità che si sono avute in questi mesi fra le mirrorless. In particolare ha provato, oltre alle nuove Nikon, anche la Olympus E-P3 e la Sony NEX-5N.
E’ con queste due fotocamere, fra le migliori rappresentanti del segmento, che ho quindi messo a confronto le Nikon V1 e J1 per verificare come si erano comportate.
Tutte e quattro le fotocamere sono dotate di sensori CMOS. Le Nikon ne hanno uno di formato CX delle dimensioni di 13,2×8,8 mm fattore moltiplicativo 2,7x e 10 Mpx , l’Olympus con il formato Micro 4/3 da 17,3×13 mm fattore moltiplicativo 2,x ha 12 Mpx e la Sony con formato APS da 23,4×15,6 mm fattore moltiplicativo 1,5x ha 16 Mpx. La Nikon V1 è dotata anche di mirino elettronico integrato mentre la J1 non lo prevede neanche come accessorio. Olympus e Sony ne possono montare uno accessorio venduti entrambi però a caro prezzo (l’Olympus VF-2 costa circa 200 € e da Sony non mi aspetto di meno). Nel confrontare i prezzi quindi si deve tenere conto anche del costo del mirino.
La Nikon V1 dovrebbe costare con lo zoom 10-30 circa 900 € di listino, quindi circa 800 scontata, la J1 sempre col 10-30 650 di listino, quindi circa 600 scontata. La Olympus E-P3 con il 14-42 costa circa 900 € più 300 per il mirino, la Sony con il 18-55 circa 670 € più il mirino. Considerando quindi anche il mirino il prezzo della V1 è allineato a quello della Sony e la J1 è leggermente meno costosa della NEX-5N. La Olympus è decisamente più cara. Nel catalogo Olympus esistono però anche la E-PL3 con lo stesso sensore a 550 € sempre con il 14-42 e la E-PM1, stesso sensore e 460 € col 14-42. Entrambe sono senza mirino (opzionale) ma meno care della J1.
Dal punto di vista dimensioni e peso La Nikon J1 (106x61x30 mm e 234 grammi) batte di poco le Olympus E-PM1 (110x64x34 mm e 263 grammi) e E-PL3 (110x64x37 e 313 grammi) mentre la E-P3 è più grande (122x39x64 mm e 369 grammi). La Sony stupisce per le dimensioni minime del corpo, quasi come la J1 (111x59x38 mm e 269 grammi) nonostante il sensore molto più grande; peccato che gli obiettivi siano più ingombranti. La V1 a causa della presenza del mirino è in posizione intermedia per le dimensioni ma è la più pesante (113x76x44 mm e 383 grammi). In pratica quindi il sensore più piccolo non ha portato vantaggio per le dimensioni. Anche gli obiettivi Nikon 1 sono di dimensioni simili a quelli Olympus, a parità di focale equivalente.
Si potrebbe pensare quindi che il sensore più piccolo porti solo svantaggi, m in realtà non è proprio così. Infatti stando alle misure di DXOMark le Nikon V1 e J1 ottengono una valutazione complessiva di 54, superiore a quella della Olympus E-P3 che è 51. La Sony NEX-5N è su un altro livello, con una valutazione di 77 a livello delle migliori reflex. La Nikon D7000, con lo stesso sensore, è a 80 e la Pentax K-5 a 82.
Scendendo in dettaglio a livello di rapporto segnale/rumore sulle misure normalizzate a 8 Mpx di DXOMark la Olympus ha un vantaggio di circa 1/2 stop sulla V1 (e J1) alle basse sensibilità che però si annulla a quelle più alte, mentre la Sony mantiene il suo vantaggio di oltre uno stop, come è giusto visto le dimensioni del sensore, a tutte le sensibilità.
Quello che stupisce è invece la gamma dinamica. qui le Nikon battono l’Olympus a tutte le sensibilità con un vantaggio che parte da 1/2 EV ed a quelle più alte supera 1 EV, avvicinando la Sony che partendo da 2 EV di vantaggio alle basse sensibilità (eccezionale a queste il sensore Sony!) ne mantiene solo mezzo EV a 6400 Iso. E’ un risultato certamente inaspettato.
Le altre misure, Tonal Range e Color Sensitivity si mantengono nella normalità con le Nikon molto vicine all’Olympu e la Sony ad un livello superiore.
In conclusione la Sony dimostra una qualità d’immagine superiore, come ci si poteva aspettare visto il sensore APS più grande di quello delle concorrenti, ma le Nikon escono molto bene dalla prova, con prestazioni molto vicine all’Olympus e decisamente superiori per la gamma dinamica, molto importante per la qualità e la naturalezza delle foto. Insomma ancora una volta Nikon (e Sony che presumibilmente produce il sensore CX) ha dimostrato la sua capacità nel gestire i sensori e nella produzione del software di elaborazione dei loro segnali.

I diagrammi riportati si riferiscono solo alla V1, ma le misure della J1 sono identiche.

Rapporto segnale/rumore
Gamma dinamica
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15 pensieri su “DXOMark prova le Nikon V1 e J1”

  1. Macchine diverse con obiettivi diversi e sensori diversi, difficile un raffronto e non sempre i dati di laboratorio riescono a rendere l’idea dell’insieme, poi ogni fotografo ha un suo range di valori preminenti rispetto ad altri, a chi interessa l’alta sensibilità a tutti i costi, a chi la definizione rinunciando a tutto il resto. Di certo è che sono ottime macchine anche se francamente le Sony mi imbarazzano molto con quelle ottiche mostruose rispetto al corpo macchina. Viene voglia di rifugiarsi fra le materne braccia delle reflex.

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  2. Per ingombro, qualità, prezzo, prestazioni e compromessi connessi direi che ancora le olympus ne escono vincitrici. Le 1 di nikon come la Q di pentax (sembra debba arrivare una seconda evil forse con il sensore medesimo delle nikon 1) sono macchine non tagliate per un vero e proprio segmento ma come fotocamera di complemento di un corredo digitale professionale. In primis per il prezzo e in secondis per il fatto che abbinate a teleobiettivi effettuano dei crop ottendendo focali equivalenti estremamente spinte. Del resto sopra i 500 mm non si vendono obiettivi per gli eccessivi costi, a questo punto meglio sfruttare la parte centrale e ottenere così prestazioni “simili”. Dopo questi esperimenti, debbo dire, che Pentax e Nikon (e sicuramente anche Canon tra poco) avrebbero fatto meglio (visto a chi è destinata la fotocamera) a proporre soluzioni simili a quelle di Ricoh con la sua GXR ossia con dorsi (e relativi sensori) intercambiabili. Diversi sensori, diversi crop per diversi usi.

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    1. Christian,
      gli obiettivi sono l’unica cosa stabile e l’unico investimento nel mercato della fotografia che cambia i corpi con cabenza da 1 a 3 anni. Ricoh è riuscita abbinando obiettivi e sensori a fare in modo che anche gli obiettivi invecchino in poco tempo, come i corpi macchina e debbano essere cambiati con lo stesso ritmo.
      E’ un’assurdità e per questo non ne ho mai parlato e mi rifiuto di parlarne. Anzi sconsiglio caldamente a tutti la GXR se non vogliono buttare i loro soldi.
      Ciao, Francesco

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      1. forse non ho capito bene la fotocamera, ma perché gli obiettivi dovrebbero finire “obsoleti”? la macchina è composta di 3 parti (innesto obiettivo, corpo, dorso) – parlo della gxr a12 – , se si hanno obiettivi che gestiscono grandi formati, basta cambiare il dorso per effettuare dei ritagli… il mio discorso era che Nikon e prossimamente Canon dovrebbero dotarsi di una evil con il dorso intercambiabile, dato che il costo indica (probabilmente) l’uso che ho sopra descritto… se trovo il link posto come è già stata usata la Q per fare astrofotografia

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        1. Ciao Christian, guarda che ci deve essere un equivoco, con questa Ricoh i sensori sono solidali all’obiettivo e dunque non sono utilizzabili per niente altro. Quello che tu chiami dorso non esiste, esiste il corpo che però è solo una scatola che porta la batteria, i comandi e lo schermo posteriore. Mi par di capire che tu pensassi che il sensore fosse intercambiabile indipendentemente dal resto. magari! allora il giudizio cambierebbe radicalmente, anche quello di Francesco, azzardo.

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          1. Capitano,
            hai chiarito quello che stavo per fare io.
            La GXR è composta di solo DUE parti: obiettivo con sensore integrato e corpo.
            Con il sensore collegato all’obiettivo quando il sensore diventa obsoleto, cioè molto presto con i ritmi di oggi, lo diventa anche l’obiettivo. Certo se la GXR avesse i dorsi intercambiabili sarebbe un’altra cosa. Ma attualmente il corpo contiene solo lo schermo, la batteria e alcuni comandi.
            Allo stato attuale quindi è una soluzione assolutamente sconsigliabile.
            Ciao, Francesco

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            1. ah si vero, avete ragione, solo 2 parti, ma io pensavo a questo:
              http://www.dpreview.com/products/ricoh/slrs/ricoh_gxrmounta12

              e non a questo:
              http://www.dpreview.com/products/ricoh/slrs/ricoh_gxr_a12_28

              mi sembra di capire che (il primo) abbia si l’innesto obiettivo collegato al sensore, ma poi da lì ci attacchi quello che vuoi (obiettivi e adattatori)

              aldilà di questo, penso, che se l’idea è quella di promuovere una compatta evil a completamento di un corredo professionale, tanto vale che sia il più flessibile possibile

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              1. Christian,
                la macchina è sempre la stessa. In aggiunta ai moduli con obiettivo integrato ne è stato aggiunto uno con innesto Leica M. Questo trasforma la GXR in una mirrorless senza autofocus e senza corredo di obiettivi, ad un prezzo piuttosto alto sommando corpo e modulo. Potrebbe andare bene per chi possiede obiettivi Leica e volesse utilizzarli in digitale, ma questo tutte le mirrorless lo possono fare avendo un corredo di obiettivi più ampio, meno costoso e meno obsolescente perche non ti costringe a comprare insieme anche il sensore.
                Ciao, Francesco

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  3. Le Nex5n si conferma la migliore del lotto con un sensore degno delle migliori reflex con un corpo compatto degno delle migliori 4/3. Ha preso il meglio delle due, saluti!!!

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    1. Peccato che se decidi di montare un teleobiettivo perdi ogni possibilità di compattezza a differenza delle olympus che hanno lavorato invece sul ridimensionamento degli obiettivi, proponendo un validissimo zoom 14-150 dalle dimensioni molto contenute!

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      1. Sono d’accordo con Marco, con un tele non ho trovato nulla ma con il 18-55 hanno dimensioni simili e un centimetro in meno o più non è che faccia una grande differenza, non stiamo parlando di fotocamere tascabili.

        Rimanendo in tema con il topic mi è parso che dai primi test effettuati la Nikon V1 ha sfornato un sensore eccellente con risultati molto vicini a Olympus.

        Ciao

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  4. Ciao a tutti e moltissimi complimenti a Francesco per la sua competenza e il suo impegno.
    Premetto che attualmente sono un felice possessore di una Oly Pen Epl-1.
    Tornando in topic, come nel precedente intervento di Daniele, osservo che la Nikon 1 man mano che salgono gli iso, il che per me è importante fotografando molto spesso in condizioni di scarsa luce, avvicina fino ad eguagliare le prestazioni delle Pen come rapporto S/N e incrementa la superiorità su di esse quanto a gamma dinamica. Certo a costo di una risoluzione inferiore e probabilmente di un intervento maggiore dell’elettronica già sui file Raw. Il raffronto sulla scena in studio pubblicata da Dpreview recentemente, in cui si possono cambiare a piacimento le 4 macchine da raffrontare, è molto significativa. Provate a ingrandire particolari abbastanza bui della scena presi ad alti Iso e vedrete che la nikon avvicina la Sony, supera nettamente le Olympus e supera pure le Panasonic col nuovo sensore, la G3 ad esempio.
    A questo punto, benchè le dimensioni non siano molto inferiori, sto valutando se restare su Olympus o provare questo nuovo sistema, visto che quello sony a causa delle dimensioni e dello scarso numero di ottiche, benchè sia superiore come corpi, per le mie esigenze è inaccettabile.

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  5. Personalmente ritengo che Nikon sia stata quasi obbligata ad un sensore così diverso rispetto DX ed FX, perché se le altre case ormai vivono solo di mirrorless (vedi panasonic, olympus, samsung e probabilmente a breve anche sony) Nikon, insieme a Canon, continuano giustamente a puntare sulle DSLR. Per cui serviva qualcosa di diverso che non si facesse concorrenza in casa. Oltretutto c’è il discorso ottiche: cambiando il tiraggio vanno riprogettate e a quel punto non hai più il vincolo dell’APS-C. Il sensore piccolo è certamente un tallone d’Achille rispetto molte altre EVIL, tuttavia non si comporta così male come la dimensione farebbe credere. Il vero problema a mio avviso sono i corpi. Posso capire la J1, relativamente economica, che punta tutto sulla semplicità. Ma nella V1 dovevano osare a mio avviso un layout più classico, dando diretto accesso ai metodi PASM e con qualche ghiera e pulsante in più.

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