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Olympus E-PL1: test

Olympus è, insieme a Panasonic, uno dei fondatori dello standard Micro Four Thirds e negli ultimi due anni ha presentato alcune interessanti fotocamere in questo formato che prevede le ottiche intercambiabili, ma l’assenza dello specchio che caratterizza le reflex. Come si vede dalla figura questo consente di montare il sensore più vicino all’obiettivo e così di avere un corpo di dimensioni più ridotte, anche per l’assenza del pentaprisma.
Questo standard promette fotocamere più compatte e leggere delle reflex, ma con una qualità d’immagine analoga in quanto usa sensori delle stesse dimensioni 4/3, molto più grandi di quelli delle compatte o delle bridge, anche se inferiori a quelli delle APS. Oltre ad Olympus anche Panasonic ha presentato diverse fotocamere in questo standard, mentre i concorrenti Samsung e Sony hanno presentato fotocamere analoghe ma che usano un sensore di dimensioni APS. Come si vede Olympus è l’unico produttore di materiale fotografico presente in questo segmento di mercato, gli altri sono giganti dell’elettronica.
Ero interessato quindi a valutare quale fosse la funzionalità e la qualità di queste fotocamere e verificare se effettivamente mantenevano le loro promesse, soprattutto di qualità e maneggevolezza in confronto alle reflex, visto che il loro prezzo è sugli stessi livelli (ma per i produttori è inferiore). Continua a leggere Olympus E-PL1: test

Olympus E-P2 e obiettivi OM

Nel 1972 Olympus, nota fino a quel momento in campo fotografico per le sue ottme Pen mezzoformato, presentò un nuovo sistema reflex, fotocamera ed obiettivi, di livello professionale che si poneva in concorrenza diretta con l’affermato sistema Nikon e con il nascente Canon. La OM1, prima fotocamera del sistema, stupì per la compattezza, leggerezza e le linee purissime, in contrasto con l’ingombro, la pesantezza e le linee disarmoniche della Nikon F2, regina delle professionali dell’epoca. Anche la Canon F1, sua concorrente, era grande e pesante. Inoltre il sistema Olympus era composto di oltre 30 obiettivi, diventati 50 in seguito, che coprivano tutte le esigenze e di un innumerevole quantità di accessori compresi quelli per macrofotografia, foto astronomica ed al microscopio. Due anni dopo si aggiunse la OM2 che con un corpo immutato offriva l’esposizione automatica, a prorità dei diaframmi, e la rivoluzionaria misurazione dell’esposizione in “real time”, direttamente sul piano pellicola durante l’esposizione, ancora oggi eguagliata da nessuna reflex digitale. Il successo fu grandissimo e le Olympus OM1 e OM2, a cui poi si aggiunsero Om3, Om4 e OM10 ebbero una grandissima diffusione fra amatori e professionisti fino all’avvento dell’autofocus. A questo punto Olympus non sviluppò più il sistema, abbandonando praticamente il settore reflex. Questo generò grandi rimpianti fra tutti i possessori e fans di Olympus che hanno in gran parte conservato i loro corredi, troppo belli e validi per darli via, con la speranza di poterli in futuro usare anche in digitale. Continua a leggere Olympus E-P2 e obiettivi OM