Olympus E-P2 e obiettivi OM

Nel 1972 Olympus, nota fino a quel momento in campo fotografico per le sue ottme Pen mezzoformato, presentò un nuovo sistema reflex, fotocamera ed obiettivi, di livello professionale che si poneva in concorrenza diretta con l’affermato sistema Nikon e con il nascente Canon. La OM1, prima fotocamera del sistema, stupì per la compattezza, leggerezza e le linee purissime, in contrasto con l’ingombro, la pesantezza e le linee disarmoniche della Nikon F2, regina delle professionali dell’epoca. Anche la Canon F1, sua concorrente, era grande e pesante. Inoltre il sistema Olympus era composto di oltre 30 obiettivi, diventati 50 in seguito, che coprivano tutte le esigenze e di un innumerevole quantità di accessori compresi quelli per macrofotografia, foto astronomica ed al microscopio. Due anni dopo si aggiunse la OM2 che con un corpo immutato offriva l’esposizione automatica, a prorità dei diaframmi, e la rivoluzionaria misurazione dell’esposizione in “real time”, direttamente sul piano pellicola durante l’esposizione, ancora oggi eguagliata da nessuna reflex digitale. Il successo fu grandissimo e le Olympus OM1 e OM2, a cui poi si aggiunsero Om3, Om4 e OM10 ebbero una grandissima diffusione fra amatori e professionisti fino all’avvento dell’autofocus. A questo punto Olympus non sviluppò più il sistema, abbandonando praticamente il settore reflex. Questo generò grandi rimpianti fra tutti i possessori e fans di Olympus che hanno in gran parte conservato i loro corredi, troppo belli e validi per darli via, con la speranza di poterli in futuro usare anche in digitale.

Olympus ha poi ripreso la produzione di reflex con il digitale, lanciando il sistema 4/3 che prometteva reflex ed obiettivi di alta qualità ma più compatti e leggeri della concorrenza. La promessa purtroppo è stata mantenuta solo in parte e le reflex serie E non sono poi molto differenti per dimensioni e peso da quelle concorrenti. E’ disponibile anche un adattatore per gli obiettivi OM, ma poichè il mirino delle reflex digitali Olympus, a causa delle piccole dimensioni del sensore 4/3, non è molto grande e poco luminoso creando difficoltà per la messa a fuoco manuale, non c’è stato grande entusiasmo per usare questa possibilità.
Poi lo scorso anno Olympus, insieme con Panasonic, ha lanciato il nuovo formato Micro 4/3 che prevede fotocamere ad obiettivi intercambiabili, ma prive di specchio reflex. Il primo modello Pen E-P1 aveva ottime caratteristiche, ma il difetto, da me subito segnalato, di non disporre del mirino. Olympus ha corretto subito questo errore presentando la E-P2, uguale alla precedente, ma corredata di un ottimo mirino elettronico e la E-PL1, più economica, ma dotabile pure lei di mirino elettronico. La serie Pen dispone ovviamente della possibilità di montare, tramite adattatore gli obiettivi OM. A questo punto la cosa è diventata interessante.
Ho avuto occasione di provare la E-P2 con il mirino elettronico all’ultimo Photo Show ed ho constatato che la sua qualità è elevatissima. La risoluzione (800×600 punti per tre colori per un totale di 1.440.000 pixel) consente di vedere bene il soggetto e di valutare la sua messa a fuoco. Naturalmente con gli obiettivi Micro 4/3 c’è la messa a fuoco automatica, ma ho provato a montare sulla E-P2 un obiettivo OM 50/1,8 ovviamente con messa a fuoco manuale. Con il mirino della E-P2 è facilissimo ed immediato regolare manualmente la messa a fuoco, come avveniva sulle reflex OM a pellicola.
A questo punto è possibile pensare, per tutti i possessori di obiettivi Olympus OM di riutilizzarli con un corpo E-P2 e l’apposito anello adattatore. Il vantaggio, oltre a quello ovvio di riutilizzare obiettivi che già si possiedono, è che nello sterminato corredoo OM c’erano ottiche con caratteristiche che oggi è difficilissimo o impossibile trovare. Inoltre esiste una vasta disponibilità di questi obiettivi sul mercato dell’usato a prezzi abbastanza accessibili, almeno per le focali più normali.
Ma quali obiettivi sono i più adatti ad essere utilizzati sulla E-P2?
Per rispondere si deve tener conto che un obiettivo per fullframe utilizzato su una Micro 4/3 è come se raddoppiasse la sua focale. In realtà la focale rimane la stessa, quello che si riduce è l’angolo di campo abbracciato a causa del sensore la cui superficie è molto più piccola (circa 1/4) di quella della pellicola. Non sarà possibile quindi usare gli obiettivi OM come grandangoli anche se nel corredo erano disponibili numerose focali da 18 mm in su.
Gli obiettivi più interessanti sono quelli a focale fissa: le OM disponevano di una serie di obiettivi luminosi f/2,0 dal grandangolo 21 mm al tele 250 mm che nessun altro al mondo aveva.  Considerando che la E-P2 dispone di stabilizzazione interna sul sensore questi obiettivi saranno tutti stabilizzati consentendo riprese in condizioni di scarsa luce, senza alzare troppo la sensibilità, che con i moderni zoom poco luminosi sono impossibili.

Obiettivi Olympus OM

Vorrei far notare l’estrema leggerezza della maggior parte di questi obiettivi (esclusi i “mostri”) costruiti interamente in metallo, e non in plastica come oggi, con una precisione ed una solidità eccezionali. Se poi si considera che le reflex OM1 e OM2 a formato pieno (fullframe come si dice oggi) pesavano solo 510 e 520 grammi (la E-P2 pesa 335 grammi più 32 il mirino V-F2, totale 367, ma ha un sensore con una superficie pari a 1/4 del fullframe) ed erano completamente in metallo ci si rende conto di quanto fossero all’avanguardia e il perchè del loro successo. Un corredo OM a parità di prestazioni pesava la metà di un Nikon o un Canon e ingombrava di meno.

Scendendo nel dettaglio possiamo considerare i grandangoli, i normali e i tele.
I grandangoli 21/2,0, 24/2,0 e 28/2,0 potrebbero essere molto interessanti perchè la loro lunghezza focale corrisponde, per il formato 4/3 a qualla di un obiettivo normale. Però la loro copertura del formato pieno e la costruzione retrofocus per poter lasciare spazio allo specchio li rende più ingombranti e pesanti del necessario per il 4/3. Quindi se qualcuno ne possiede un esemplare farà benissimo ad usarlo, ma non conviene cercarne uno sul mercato dell’usato per montarlo su una E-P2. Se si vuole un normale luminoso è meglio prendere l’ottimo Panasonic-Leica 20/1,7 che è oltretutto AF e con l’Olympus guadagna la stabilizzazione. La situazione è diversa invece per il 35/2,0 che diventa un piccolo tele da ritratto di grande luminosità.
Eccezionale è poi il 40 mm f/2,0 compatto come i normali Micro 4/3 (in più c’è l’anello adattatore) che diventa un tele 80 mm di alta luminosità, adattissimo per i ritratti, con un peso irrisorio.
Interessantissimi sonoanche i normali 50 mm, per la loro luminosità e per il basso costo (30 € per il 50/1,8). I migliori sono i due 50 e 55 f/1,2 dall’elevatissima luminosità che però sono i più cari e abbastanza rari, quindi difficili da trovare. Più facile trovare il f/1,4 e ancora di più il f/1,8 che costa anche veramente poco. Tutti possono diventare degli ottimi tele 100 mm leggeri e poco ingombranti per ritratti, paesaggi, still life, ecc. con un’elevatissima luminosità e una ridotta profondità di campo a tutta apertura (ovviamente la PdC rimane quella degli obiettivi originali, quindi in questo caso quella di un 50 su fullframe, non quella di un tele 100).
Altrettanto interessanti sono i tele. Lasciando da parte alcuni “mostri” come il 180 e il 250 f/2.0 o il 350 f/2,8, penso impossibili da trovare e dal costo proibitivo, sono sicuramente molto interessanti l’85 e il 100 f/2,0. Con questi si ottiene un 170 o un 200 di elevatissima luminosità per la focale, da usare in poca luce e, perchè no, anche per foto sportiva focheggiando manualmente (una volta si faceva solo così e non è che non si facessero foto sportive perchè non si aveva l’AF veloce come la luce e la raffica a nmila fg/sec). Interssanti anche il 135/2,8 (270 mm) e il 200/4,0 (400 mm) meno luminosi ma compatti e leggeri.
Anche fra i numerosi zoom è possibile trovare degli obiettivi interessanti. Da notare che quasi tutti presentano una luminosità costante. Il più corto, 28-48/4,0 (56-96) può sembrare poco interessante, ma per chi come me lo ha può diventare un piccolo zoom tele. Ci sono poi diversi 35-70 (70-140) con varie luminosità. Il più interessante è l’originale f/3,6. Notevole poi per la sua luminosità il 35-80/2,8 (70-160) e per la qualità il 35-105 equivalente al classico 70-210.
Anche in questo caso i più interessanti sono gli zoom tele, a cominciare dal compatto 75-150/4,0 che diventa un interessantissimo 150-300. Poi c’è il 65-200/4,0 (130-400), l’economico 100-200/5,0 (200-400) e infine i due notevolissimi 85-250/5,0 (170-500) e 50-250/5,0 (100-500).
Tutti gli obiettivi dispongono di ghiera del diaframma e di messa a fuoco. Acuni zoon hanno un unica ghiera scorrevole per fuoco e zoom mentre altri ne hanno due separate. Non ci sono ovviamente contati elettrici e quindi l’obiettivo non trasmette nessuna informazione alla fotocamera per l’esposizione e per i dati exif.
La messa a fuoco come ho già detto nel mirino è molto facile, sullo schermo molto di meno a causa della sua minor risoluzione e dell’interferenza della luce ambiente.
L’esposizione si regola a priorità dei diaframmi (posizione A della ghiera), agendo direttamente sulla ghiera dei diaframmi e chiudendo fisicamente il diaframma. La fotocamera adeguerà di conseguenza il tempo di esposizione e nel mirino si vedrà direttamente l’effetto che fa.

Pubblico alcune foto scattate con la E-P2 e l’obiettivo Zuiko 50 mm F/1,8 al Photo Show. Le foto sono state salvate in raw e convertite con Adobe Camera Raw in quanto anche questa volta Lightroom non mi ha soddisfatto. Le foto sono state scattate a tutta apertura f/1,8. Chiudendo il diaframma i risultati avrebbero potuto essere ancora migliori, ma volevo valutare la resa dell’insieme in queste condizioni che mi sembra davvero buona. da notare la ridotta profondità di campo.

Foto formato A3

Foto originali

In conclusione la E-P2 con l’anello adattatore OM (ma anche la E-PL1 comprando il mirino elettronico aggiuntivo) può ridare vita a questi ottimi obiettivi e permettere ai tanti che hanno ancora un corredo Olympus OM di riutilizzarli nel mondo digitale. Inoltre la loro disponibilità consente di ampliare notevolmente il corredo di obiettivi disponibile per le nuove Pen, attualmente molto limitato, con ottiche di notevole qualità, luminose, leggere e compatte ed a prezzi accessibili. In questo modo si potrà disporre di un corredo leggero e compatto e di ottima qualità, con obiettivi di elevata luminosità e in aggiunta la stabilizzazione offerta dal corpo macchina. Questa è senz’altro un mossa vincente di Olympus, che non è presente invece sulle Panasonic Micro 4/3, sulle quali questi obiettivi possono essere ugualmente montati, ma senza stabilizzazione.

Sulle Olympus è possibile, sempre tramite un anello adattatore fornito in opzione, montare anche gli obiettivi Leica M. Per chi ne possiede qualcuno può essere un’ottima occasione di usarli in digitale senza dover accendere un mutuo per comprare la M9, altrimenti sono obiettivi eccezionali, ma troppo costosi anche da usati.
Infine, facendosi realizzare opportuni adattatori, o cercandoli in rete già pronti, sarebbe possibile montare sulle Micro 4/3 obiettivi di qualsiasi marca, ma la maggior parte, salvo i Pentaz, sono troppo pesanti ed ingombranti per adattarsi bene alla E-P2: non hanno lo spirito Olympus.

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41 pensieri su “Olympus E-P2 e obiettivi OM”

  1. interessantissimo veramente…..

    Penso che quando la gente si sveglierà i prezzi deglio obbiettivi Om schizzeranno verso l’alto…..considerati anche i prezzi assurdi di certi obbiettivi moderni studiati appositamente per le 4/3

    davvero una chicca questo articolo! Complimenti

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    1. Albert, vero quello che dici. Penso che chi è interessato farebbe bene a procurarsi subito qualche obiettivo Olympus OM. Per fortuna ne ho già quattro.
      Ciao, Francesco

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  2. Bellissimo articolo. Effettivamente ho tentato di montare sul 4/3 i vecchi OM ma la messa a fuoco è risultata quasi impissibile.
    Considererò seriamente l’acquisto di una EP-2, anche se avrei di gran lunga preferito il mirino integrato.
    Piuttosto esiste un adattatore che consente di montare sulle PEN le ottiche 4/3 semza perdere gli automatismi?
    Ciao
    Carmine

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    1. Carmine, la E-P2 è venduta di serie con il mirino elettronico aggiuntivo. In questi giorni sto provando la E-PL1 con lo stesso mirino elettronico (su questa però è optional a 200 €) e devo dire che è ottimo e comodissimo. E’ il miglior mirino elettronico che abbia provato ed anche se non è ottico non fa rimpiangere quelli delle reflex.
      Per le Micro 4/3 esistono adattatori preaticamente per tutti gli obiettivi. Olympus ha in catalogo l’adattatore per 4/3.
      Ciao, Francesco

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    1. Carmine, si l’adattatore Olympus per 4/3 mantiene l’autofocus e l’esposizione automatica.
      Quello per obiettivi OM ovviamente richiede la focheggiatura manuale, molto agevole col mirino elettronico che fornisce un ingrandimento fino a 7x, mentre l’esposizione si regola impostando la macchina su priorità dei diaframmi (A) e chiudendo manualmente il diaframma.
      Ciao, Francesco

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  3. Ciao Francesco,
    complimenti per il sito e l’articolo. io ho una olympus e-620 e speravo di potergli montare i vecchi obiettivi della mia OM ed eventualmente prenderne altri solo che mi sembra che non sia molto indicato per la difficoltà di messa a fuoco. devo perdere le speranze o ci sono metodi (tipo live view o altro) che possano aiutare la messa a fuoco? e nel caso quali sarebbero gli obiettivi (OM) più facili da mettere a fuoco con la mia 620?
    Mi sembra strano visto quanti adattatori om su 4/3 vendono che gli obiettivi om funzionino bene solo sulle pen!!
    Grazie per l’aiuto, ciao.

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  4. In conclusione quali obiettivi della vecchia om consiglieresti di acquistare per la ep2? Diciamo i migliori 3 ( e a cosa corrisponderebbero).

    In Casa ho una vecchia om1, ma purtroppo solo il 50mm 1,8

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    1. Dario,
      di solito si fa il contrario: si compra una Olympus PEN perchè già si possiedono degli obiettivi OM.
      Se però sei interessato a dotare la tua E-P2 di qualche obiettivo OM la cosa migliore è quella di prendere qualche focale fissa luminosa. Considerando che col fattore moltiplicativo 2x anche il grandangolo più corto disponibile nel sistema OM, il 18 mm, diventa un grandangolo molto moderato (36 mm), conviene orientarsi sulle focali medie o medio lunghe per farne dei fantastici tele luminosi. Potresti cominciare proprio dal 50/1,8 che si può trovare sui 50 € e che diventa un ottimo 100/1,8 equivalente per ritratto. Un altro obiettivo interessante è l’85/2,0, equivalente ad un 170 mm. E’ interessante anche il 35/2,0 che diventa un 70 mm f/2,0. Un’altra possibilità è puntare sui tele zoom. Il 75-150/4,0 (equivalente ad un 150-300, il 100-200/5,0 equivalente ad un 200-400 e l’85-250/5,0 equivalente ad un 170-500, tutte focali non disponibili o costose.
      Ciao, Francesco

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  5. Scusa se approfitto della tua disponibilità:

    avrebbe senso montare un 24mm zuiko om oppure un 28mm om sulla e-p2, visto che si trovano a molto poco? In tal modo dovrei ritrovarmi un classico 50mm circa (con cui tanto mi trovavo bene sulla olympus om1). Sbaglio qualcosa?

    grazie

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  6. Ciao Francesco,
    quest’articolo mi ha aperto un mondo…
    io sono molto poco esperta ma mi sono regalata una PEN-3 LITE solo dopo ho scoperto di avere a casa una decina di obiettivi om che usava mio padre… ora Voglio l’adattarore!!!!
    secondo te posso usarlo sulla mia pen anche se ho una lite?
    mi sembra di aver capito che serve obbligatoriamente il mirino elettronico, sbaglio?
    ma sorattutto … come lo trovo ? sai dirmi se quest’adattatore come si chiama o dove lo posso trovare online?
    spero che questo post sia ancora aperto
    grazie della tua pazienza… Alessia

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    1. Alessia,
      quale modello di PEN hai? Forse la E-PL3?
      Comunque su tutte le PEN si possono montare quasi tutti gli obiettivi OM. L’anello adattatore è quello fornito dalla Olympus stessa, il modello MF-2 http://www.olympus.it/consumer/pen-camera_pen_21693_pen-camera_mf-2_21785.htm .
      Il mirino non è obbligatorio, ma molto utile, quasi indispensabile, per la messa a fuoco. Quello migliore è il VF-2 che costa circa 200 € http://www.olympus.it/consumer/pen-camera_pen_21693_pen-camera_vf-2_22807.htm
      Ciao, Francesco

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      1. Grazie Francesco per la tua disponibilità, hai risolto tutti i miei dubbi, credo proprio che affronterò la spesa.
        Ciao e grazie ancora, alessia

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  7. Io ho sia l’adattatore che il mirino su una E-PL2.
    L’adattatore è sol un anello (non c’è alcun automatismo trasmesso) per cui comprare quello originale non serve (se non a spendere un sacco di soldi). Si trovano anelli a poche decine di euro tipo questo
    http://www.ebay.it/itm/120600733029
    oppure questo
    http://www.ebay.it/itm/251007380481
    Io ne ho comprati un paio (sono fatti di metallo per cui robustissimi) per obiettivi pentax e uno per contax.
    Funzionano perfettamente.

    Sull’utilità del mirino elettronico non ci piove.
    Il VF-2 costa ma è il miglior mirino elettronico in giro. Il VF-3 costa di meno (ma neanche tanto di meno) ma è di qualità inferiore.
    Per chi vuole fotografare seriamente è quasi obbligatorio comprarlo in quanto ti permette di avere l’inquadratura precisissima, cosa che non lo schermo lcd per me risulta più difficile.
    A maggior ragione se vuoi utilizzare delle ottiche con le quali non avrai l’ausilio dell’AutoFocus.

    Ciao
    Andrea

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  8. Ciao Francesco, volevo domandarti se pensi che l’adattatore possa diminuire la luminosità dell’obiettivo o se non influisca.
    Ciao e grazie.

    Matteo

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    1. Mattero,
      l’adattatore è solo un componente meccanico che consente di montare l’obiettivo alla giusta distanza (tiraggio) dal sensore e non ha alcuna influenza ottica.
      Ciao, Francesco

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  9. Sono molto interessato atutto questo , e mi stavo chiedendo com’é possibile che un 50mm diventa un 100 mm e così via.
    Non sarà che cambia l’angolo di ripresa e quindi non un vero ingrandimento ?
    Posseggo un 24mm Zuiko-35/70 e 70/210 Vivitar serie 1, che utilizzavo summa mia OM40Program, li posso quindi utilizzare sulla 4/3 ?

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    1. Mario,
      è proprio come dici, cambia l’angolo di ripresa perchè il sensore è più piccolo.
      Purtroppo però gli obiettivi sono sempre stati indicati e classificati con la lunghezza focale e non in base all’angolo di ripresa. La maggiore parte dei fotografi quindi riesce a capire se un obiettivo è un grandangolo, un normale o un tele in base alla sua lunghezza focale per il formato 35 mm perchè questo ai tempi della pellicola era di gran lunga il più diffuso. Se dico che un obiettivo ha un angolo di campo di 76° pochi mi capiscono, se dico che è un 28 mm mi capiscono tutti.
      I produttori perciò con l’apparizione delle prime digitali si sono riferiti alla focale dei loro obiettivi indicando la focale “equivalente” nel formato 35 mm, sia per farsi capire dai fotografi sia per nascondere la vera lunghezza focale degli obiettivi usati, molto ridotta e rapportata alle ridotte dimensioni dei sensori, che almeno agli inizi preferivano non pubblicizzare.
      Ormai questa abitudine è entrata nell’uso e per farsi capire purtroppo è necessario usare questa modalità.
      Potrei scrivere che usando un 50 mm OM su una PEN micro 4/3 l’angolo di campo, che è di circa 47 ° sulle reflex OM, diventa circa 24° sulle mirrorless PEN, ma ripeto pochi capirebbero di cosa si parla.
      Tornando alla tua domanda puoi certamente usare i tuoi Zuiko e il Vivitar su una Micro 4/3, in particolare sulle Olympus che hanno la stabilizzazione sul sensore. La messa a fuoco sarà ovviamente manuale, ma assistita dall’ingrandimento di una zona dell’inquadratura nel mirino o sullo schermo, l’esposizione con priorità ai diaframmi, chiudendo il diaframma al valore di lavoro o manuale. L’angolo di campo abbracciato sarà la metà.
      Ciao, Francesco

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      1. Caro Francesco volevo ringraziarti per il tuo eccellente articolo circa gli obiettivi Olympus OM e la possibilità di tornare ad impiegarli con la nuova Pen. Mi sono sentito riportare indietro di decenni e già questo è un buon motivo per esserti grato. Venendo al sodo, io in realtà avevo giurato di non acquistare più Olympus, mi sentivo infatti tradito (per la seconda volta, dopo Topcon)trovandomi un ricco corredo di obiettivi (cito ad es. 35 decentrabile, 80 macro con tubo prolunga)con la prospettiva però di non poterli usare se nuovi corpi aggiornati (autofocus ecc). Ora la lettura di quanto hai scritto in proposito, e con la rabbia ormai sbollita, mi ci fa ripensare. Mi rimane un dubbio: certamente l’autofocus me lo devo scordare ma perlomeno la chiusura automatica del diaframma viene conservata con l’adattatore? Altrimenti dovrei tornare all’età della pietra!! Grazie ancora e saluti Mario A.

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        1. Mario,
          anche tu sei passato da Topcon a Olympus come me! Io ho però avuto anche Minolta.
          Effettivamente l’abbandono di Topcon e il quasi abbandono di Olympus mi hanno deluso. Ora Olympus punta molto sul Micro 4/3 che però con l’avanzazre di nuovi modelli mirrorless APS e fullframe incomincia a mostrare i suoi limiti. Purtroppo questa marca con la sua scelta di puntare su un sensore piccolo, per il quale ha costruito un sistema di corpi ed obiettivi notevole, si è chiusa la strada per nuovi sviluppi e miglioramenti.
          Gli obiettivi OM funzionano con un adattatore su tutti i corpi Micro 4/3, ovviamente senza autofocus. Il diaframma si comanda manualmente esponendo a priorità dei diaframmi o in manuale e va chiuso all’effettiva apertura di lavoro. Poichè si usa lo schermo o il mirino elettronico si vedrà l’immagine esposta correttamente prima dello scatto. L’inconveniente però è che a causa del sensore piccolo (17x 13,5 mm invece che 36×24) l’angolo di campo abbracciato è circa la metà, cioè è come se la focale degli obiettivi fosse raddoppiata (il famoso fattore moltiplicativo 2x), quindi un 35 inquadra come un 70, un 50 come un 100 e così via.
          Ciao, Francesco

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          1. Grazie, Francesco. Mi dici che un sensore 4/3 è piccolo, ma forse tu ti riferisci al fatto che le ottiche OM erano progettate per il formato 35 mm, non per il digitale. Io il 4/3 lo giudicherei almeno…”grandicello”, sbaglio? La prossima macchina mi servirà, penso, per un uso strettamente turistico o per foto ai nipotini. Sono troppo anziano per pensare ad architettura o macrofoto! Ancora grazie, ciao. Mario

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            1. Mario,
              il sensore Micro 4/3 è relativamente grande rispetto ai sensori delle compatte medie, ma è veramente piccolo rispetto alle fullframe in particolare confrontando Sony A7 e Olympus OM-D E-M1 che hanno anche prezzi simili.
              Esistono però tutta una serie di mirrorless Micro 4/3 di costo più basso, valide e che fanno buone foto. Esistono anche altrettante mirrorless con sensore APS, 1,5 volte più grande del Micro 4/3, altrettanto piccole e valide agli stessi prezzi. Al Micro 4/3 rimane per ora il vantaggio del numero di obiettivi disponibili.
              Gli effetti fotografici del sensore Micro 4/3 più piccolo di quello del fotogramma 24×36 o fullframe sono comunque quelli che ho detto. Un 21 mm si comporterà come un 42, un 35 come un 70, un 100 come un 200. Si ha quindi un vantaggio per i tele e una penalizzazione per i grandangoli.
              Ciao, Francesco

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  10. ciao francesco, non capito se con l’anello adattatore poi si ha l’autofocus o se si deve focheggiare in manuale…io ho una olympus epl1 e sto cercando l’equivalente di un 50mm luminoso da montare per fotografie street, grazie, stefania

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    1. Stefania,
      con gli obiettivi OM, che non sono autofocus, la messa a fuoco è esclusivamente manuale sulle PEN come su qualsiasi altra macchina.
      Se vuoi ub obiettivo che copra l’angolo di campo corrispondente ad un 50 mm su una PEN devi usare un 24 o 25 mm. Un 50 mm sulle PEN, che sono delle Micro 4/3, corrisonde ad un 100 mm.
      Ciao, Francesco

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  11. scusatemi, ma un obiettivo per PEN FT a pellicola, studiato per il mezzo formato pellicola, resta quindi invariato?perchè, ad esempio, il mio piccolissimo 38f1,8 sarebbe un’ottica stupenda e molto meno costosa delll’equivalente m4/3!

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    1. Stefano,
      la PEN FT usava un vormato 24×18 mm, la metà del formato pieno 24×36 mm. Rispetto a questo il suo fattore moltiplicativo è 1,44 quindi il 38 mm equivale, sulla PEN FT, ad un 54 mm sul formato pieno. Sul formato Micro 4/3 che ha un fattore moltiplicativo 2 equivarrebbe invece ad un 76 mm. Gli obiettivi per Olympus PEN FT si possono usare con un anello adattatore sulle fotocamere Micro 4/3. L’esposizione però sarebbe manuale o a priorità dei diaframmi chiudendo manualmente il diaframma all’apertura desiderata.
      Ciao, Francesco

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  12. Ciao Francesco, a proposito di ” vecchi” obiettivi adattati su mft c’è un dubbio che mi assilla da tempo: supponiamo di montare con apposito adattatore un 100mm f. 2.8 su una olympus em1, questo obiettivo si comporterà come un 200mm ma non di apertura 2.8 bensì superiore forse f. 2 se non addirittura f. 1.4 questo dovuto al fatto che il diametro di apertura del diaframma ( che si riferisce al 24×36 ) e’ molto più grande del valore f. 2.8 riferito al sensore mft.
    Mi piacerebbe sapere se condividi il mio ragionamento o se è errato.
    Ciao e grazie, Rino.

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    1. Rino,
      la lunghezza focale degli obiettivi per fullframe usati su Micro 4/3 non cambia perchè è una lunghezza fisica. L’effetto di raddoppio della focale è dato dal fatto che il sensore più piccolo riceve la luce solo nella zona centrale della copertura dell’obiettivo e quindi copre un angolo di campo inferiore, in questo caso la metà.
      Lo stesso vale per l’apertura dell’obiettivo che è fissa e non può variare. Il valore f è dato dal rapporto della lunghezza focale e del diametro dell’apertura dell’obiettivo quindi è invariabile. L’obiettivo avrà sempre la stessa luminosità indipendentemente dalle dimensioni del sensore usato. Quindi f/2,8 è sempre f/2,8 sia per il fullframe che per il Micro 4/3.
      Ciao, Francesco

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  13. Ciao Francesco, volevo dirti che l’articolo è molto bello e molto interessante. Ho ritrovato degli obiettivi della vecchia Olympus om 1 e vorrei adattarli alla mia pen epl5 sprovvista di mirino. Secondo te si riesce ad utilizzare questi obiettivi avendo solo lo schermo con il live view? La messa a fuoco è difficile?
    Grazie

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    1. Leiteribeiro,
      usare lo schermo per mettere a fuoco è possibile in interni ed in condizioni di poca luce. In esterni, specialmente col sole, certe volte è difficile perfino inquadrare, a maggior ragione mettere a fuoco. Il mirino elettronico sarebbe in questo caso molto utile.
      Ciao, Francesco

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    1. Emilio,
      usare lo schermo per mettere a fuoco è possibile in interni ed in condizioni di poca luce. In esterni, specialmente col sole, certe volte è difficile perfino inquadrare, a maggior ragione mettere a fuoco. Il mirino elettronico sarebbe in questo caso molto utile.
      Ciao, Francesco

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  14. Ciao, ho letto il tuo articolo. Era proprio quello che cercavo, perché sto facendo i primi passi nel mondo della fotografia, e mi sono regalato una e-p3 usata (ma come nuova), in modo da riutilizzare le vecchie ottiche OM ereditate. Oltre alle ottiche ho anche il flash T32. Mi stavo chiedendo se anche questo fosse possibile usarlo sulla Olympus e-p3.

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    1. Giovanni,
      il flash T32 era dedicato alle Olympus OM ed era controllato dalle OM2 e OM4. Non credo che la sua elettronica sia in grado di dialogare con la E-Pl3. Probabilmente però montato sulla slitta della E-Pl3 dovrebbe poter scattare, ma la regolazione dell’esposizione sarà manuale.
      Una prova, visto che hai macchina e flash, dovrebbe consentirti di capire se e come funziona.
      Ciao, Francesco

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  15. Molto interessante questo articolo per un vecchio amatore che aveva in soffitta alcuni vecchi zuiko.
    Mi interessa acquistare la Olympus OMD micro.
    Con essa posso utilizzare i consigli di questa sua descrizione?

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    1. Attilio,
      intendi l’Olympus OM-D E-M10 o E-M10 II?
      Gli obiettivi Olympus OM Zuiko si possono usare con tutte le mirrorless Olympus con l’apposito anello adattatore venduto da Olympus stessa.
      Ciao, Francesco

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  16. Ciao. Grazie per l’interessantissimo articolo, che mi ha aperto nuovi orizzonti. Negli anni 70 facevo moltissima macro e devo dire che l’OM2 era fantastica. Visti i prezzi dei prodotti Olympus, comperavo gli accessori (tubi, soffietto,adattatore per microscopio) con attacco a vite e li collegavo al corpo macchina tramite un anello adattatore che avevo comperato per posta da Benatti. La presenza di questo anello, che e’ largo 4-5 mm, puo’ impedire una corretta messa a fuoco da parte della E-P2 ? Grazie.

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    1. Enzo,
      mer montare questi accessori sulla E-P2 puoi prendere un anello adattatore per montare direttamente gli obiettivi ed accessori 42×1 sui corpi Micro 4/3. In questo modo non avrai alcun problema per la messa a fuoco, che comunque sarà manuale.
      Ciao, Francesco

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