La Z f ha un aspetto ed un’estetica ispirata alle reflex Nikon a pellicola dei primi anni 80, in particolare alla FM2. E’ la seconda mirrorless di Nikon che segue questi canoni estetici e disposizione dei comandi, preceduta dalla Z fc di formato APS. Si tratta di un scelta che va incontro ai gusti ed alle preferenze di un pubblico di fotografi, prevalentemente amatori, ma non solo, che sente in parte la nostalgia delle reflex meccaniche di una volta. Anche i fotografi che hanno iniziato con il digitale però spesso sono attratti da questo tipo di estetica e comandi come esemplifica il successo di molte fotocamere di Fujifilm precorritrice di questo tipo di fotocamere.
Dietro però l’aspetto vecchio stile la Z f nasconde una tecnologia avanzatissima con sensore, elaboratore d’immagine, autofocus e stabilizzazione di ultima generazione che la mettono ai primissimi posti per funzionalità ed efficienza.
Il corpo della Z f è abbastanza grande in rapporto alle dimensioni delle attuali mirrorless, ma ha un aspetto piatto, senza la sporgenza dell’impugnatura e questo complessivamente ne fa sembrare le dimensioni più ridotte di quanto siano realmente. Ha un aspetto ben costruito e rifinito e da un’impressione di solidità.
In sintesi le caratteristiche principali della Z f sono:
– sensore fullframe BSI-CMOS da 25 Mpx
– elaboratore d’immagine Expeed 7
– innesto obiettivi Nikon Z
– possibilità di montare gli obiettivi Nikon F con l’adattatore FTZ
– autofocus a rilevamento di fase con 273 punti AF e copertura verticale e orizzontale del 90 %
– assistenza alla messa a fuoco manuale anche con evidenziazione dei contorni
– sensibilità ISO da 100 a 51200 ISO con estensioni a 50 e 204800
– mirino elettronico con 3,69 Mpx, copertura 100 % e ingrandimento 0,8x
– schermo da 3,2″ orientabile in alto e in basso e sensibile al tocco con 2.100.000 pixel
– sistema di stabilizzazione integrato sul sensore con stabilizzazione a “5 assi”
– otturatore meccanico a controllo elettronico con tempi da 900 secondi a 1/8000
– possibilità di usare la prima tendina elettronica con tempi limitati a 1/2000
– velocità di raffica fino a 14 fg/s con otturatore meccanico, 30 con quello elettronico
– ripresa video 4K 3840×2160 pixel 60/50/30/25/24 in formato MOV o MP4 con compressione H.264/MPEG4
– possibilità di stabilizzazione elettronica del video
– ingresso microfono, uscita cuffia e video HDMI con uscita N-log a 10 bit
– connessione wi-fi e Bluetooth
– una scheda SD UHS II e una Micro SD
– corpo protetto da polvere ed acqua
– dimensioni 144x103x49 mm
– peso 710 grammi con batteria
La Z f costa 2.479 € solo corpo e 2.749 € con il 40 mm f/2,0.
Descrizione e comandi
La Z f pur essendo una mirrorless ha un aspetto, come detto, di una reflex degli anni 80 e se si gira lo schermo posteriore per non renderlo visibile potrebbe essere scambiata da molti per una reflex a pellicola.
Il corpo in lega di magnesio è rivestito da una morbida gomma zigrinata frontalmente e nelle parti dove ci sono comandi. Questi seguono lo schema delle più recenti reflex Nikon, ma con alcune varianti.
Confrontando la Z f con il modello più vicino e da cui in parte deriva, la Z6 II, si vede che il suo corpo macchina è più largo, ma più sottile e privo completamente di impugnatura. Nella parte posteriore si vede che lo schema dei comandi ricalca solo in parte quello della Z6 II, comune invece ad altre mirrorless Nikon.
Inizio la descrizione dalla parte frontale.
Sul frontale a destra dell’obiettivo c’è il pulsante di sblocco. Sulla sinistra un pulsante personalizzabile che per scelta predefinita serve a regolare il bilanciamento del bianco. Più in alto si vede la ghiera di comando anteriore che serve per selezionare il diaframma visto che gli obiettivi Z non dispongono dell’apposita ghiera. In realtà però in questi obiettivi è disponibile una ghiera che, se per impostazione predefinita è assegnata alla messa a fuoco manuale, può essere assegnata, via menu, anche al comando del diaframma.
Sulla calotta superiore sulla sinistra troviamo la manopola delle sensibilità, da 100 a 51200 ISO che, se impostata su C, attiva la sua impostazione automatica. Coassiale a questa c’è una leva a 5 posizioni che serve ad impostare le modalità di funzionamento: Auto (modalità totalmente automatica), P (Program), S (priorità dei tempi), A (priorità dei diaframmi), M (manuale).
A destra del mirino c’è la manopola dei tempi di scatto, da 4 secondi ad 1/8000 più le pose B e T e il tempo di sincronizzazione X per il flash. Impostata su 1/3 STEP consente di selezionare il tempo di scatto con la ghiera di comando posteriore. Coassiale a questa manopola c’è una levetta per selezionare la modalità di funzionamento foto, video o foto bianconero. Al suo fianco ci sono un piccolo pannello LCD che visualizza il diaframma impostato e il pulsante di scatto con la filettatura per lo scatto flessibile, come si usava una volta. Coassiale al pulsante di scatto c’è l’interruttore di accensione.
All’estrema desta infine ci sono la ghiera per la compensazione dell’esposizione e il pulsante, rosso, per la ripresa video.
Nella parte posteriore troviamo sulla sinistra in alto il pulsante per la revisione delle foto e quello per la loro cancellazione.
A sinistra del mirino c’è un piccolo pulsante che serve per sbloccare la conchiglia di gomma dell’oculare del mirino. Questo è corredato, nella parte superiore del sensore per la commutazione automatica della visione fra il mirino e lo schermo.
Sulla sua destra c’è una rotella per la correzione diottrica.
A destra del mirino c’è un pulsante per il blocco dell’esposizione e della messa a fuoco. Il blocco della messa a fuoco funziona quando l’autofocus è continuo, AF-C. All’estrema destra si vede la ghiera di comando posteriore che in modalità S o M comanda l’impostazione dei tempi di scatto. Scendendo verso il basso troviamo il pulsante “i” (Info) che attiva un menu rapido comodissimo che consente di regolare molto rapidamente tutte le impostazioni della fotocamera.
Poi c’è il pad a quattro vie, utile per la navigazione nei menu, ma essenziale per spostare il punto o l’area di messa a fuoco visto che non è disponibile il joystick, con al centro il pulsante OK di conferma. Infine in basso quattro pulsanti. A sinistra in alto il pulsante per ingrandire le foto in revisione, in basso quello per rimpiccolirle che, quando compare nello schermo o nel mirino l’icona “?”, può servire per fare comparire un pannello di spiegazioni. Questi pulsanti servono anche, nella modalità di messa a fuoco manuale per ingrandire o rimpicciolire l’immagine vista nello schermo o nel mirino per facilitare la messa a fuoco. A destra in alto il pulsante per modificare le informazioni visibili nello schermo nel mirino, a scelta fra cinque configurazioni diverse, compresa una con una livella. L’ultima con un pannello nero con solo le informazioni di scatto è ovviamente disponibile solo per lo schermo. In basso il pulsante per il richiamo dei menu.
Sul lato destro non c’è nulla.
Su quello sinistro, dietro una copertura in gomma ci sono le prese mini HDMI, USB C, per microfono e cuffia.
Sul fondello c’è l’attacco a vite per il treppiede, coassiale con l’obiettivo, e lo sportello dell’alloggiamento della batteria e delle due schede di memoria, una SD compatibile UHS II ed una Micro SD.
Come accessorio della Z f è possibile avere un’impugnatura supplementare SmallRig.
Questa si innesta sul fondo della fotocamera fissandola con l’attacco a vite per treppiedi e consente di aggiungere un’impugnatura sulla destra della fotocamera utile per tenerla in modo più saldo quando si usano obiettivi lunghi e pesanti. sul suo fondo c’è un’apertura che consente di cambiare la batteria o le schede di memoria senza smontarla.
In dotazione, insieme alla macchina sono forniti:
– batteria ricaricabile EN-EL15c
– il tappo di copertura del bocchettone di innesto ottiche
– la cinghia a tracolla
– Il manuale sintetico
– un cavo USB
– il copri slitta accessori
Il manuale completo è disponibile, solo in inglese, su sito di Nikon da cui deve essere scaricato.
Anche il software per visualizzare le foto e convertire quelle in formato raw deve essere scaricato dal sito. Sono disponibili due programmi: View NX-i un visualizzatore dell’archivio fotografico con la capacità anche di convertire le foto raw con una limitata possibilità di modifica; Capture NX-D più completo ed efficace che consente di operare sulle foto raw e convertirle con molte più possibilità.
Modalità di funzionamento
Schermate
Menu rapidi
Menu
Personalizzazione
Uso in pratica
La Z f provata era dotata degli zoom Nikkor Z 24-70 mm f/4,0 S rientrante e Nikkor Z 40 mm f/2,8 SE molto compatto e leggero.
Corpo e obiettivo
Dell’estetica e costruzione del corpo ho già detto. La costruzione è ottima e impugnando la fotocamera si ha una sensazione di robustezza e qualità. La fotocamera si impugna bene e si può tenere saldamente sfruttando anche l’accenno di impugnatura sulla destra. Le sue dimensioni estese più della media in larghezza, ma poco in profondità la rendono facilmente trasportabile, specialmente con il 40 mm. Se però si usa con un obiettivo più grande e pesante è preferibile montare l’impugnatura SmallRing. Questo l’appesantisce un po’, senza alterarne di molto l’ingombro, ma rende più salda la presa con la mano destra.
Gli obiettivi invece mi hanno impressionato meno. Per poter fotografare con il 24-70 infatti è necessario portarlo in posizione operativa, con un allungamento di 2 cm alla minima focale; questo può far perdere rapidità all’azione, ad esempio nella foto di strada o di viaggio se prima dell’accensione l’obiettivo è rientrato e quindi deve essere estratto per poter scattare. Lo scorrimento delle ghiere zoom è però fortunatamente abbastanza dolce e presenta una giusta resistenza.
Il 40 mm invece è abbastanza piccolo e leggero anche per la sua costruzione, in buona parte in plastica, compreso l’innesto, ben lontana dai livelli qualitativi degli obiettivi Nikon; ha il pregio però di un prezzo ridotto.
Comandi
I comandi hanno come abbiamo visto uno schema particolare. A prima vista potrebbe sembrare che questa fotocamera si possa regolare con le ghiere esterne per sensibilità, tempi e diaframmi… ops… quella dei diaframmi non c’è, ma non è così.
In realtà tutto dipende dal posizionamento della leva delle modalità di funzionamento. Se è su Auto non si può regolare nulla e la fotocamera regola l’esposizione, l bilanciamento del bianco e i profili colore totalmente da sola. In P si può regolare la sensibilità, agendo sull’apposita manopola, oppure metterla in auto. Con A si può impostare il diaframma con la ghiera di comando anteriore o con quella attorno all’obiettivo se lo si è personalizzata per questo e, come per il P la sensibilità. Solo in S si può regolare con l’apposita manopola il tempo di scatto, ma in alternativa si può farlo anche con la ghiera di comando posteriore. Solo in M infine si possono fare tutte le regolazioni manualmente, sia con manopola dei tempi e ghiera per i diaframmi sull’obiettivo che con le ghiere di comando anteriore e posteriore oltre che la sensibilità.
Questo differisce molto da altre fotocamere che offrono realmente la possibilità di regolazione con manopole esterne e ghiera diaframmi, consentendo di scegliere cosa regolare manualmente e cosa affidare all’automatismo a seconda della loro posizione. Qui invece tutto dipende dalla posizione della leva di comando delle modalità. A questo punto infatti ho preferito lasciare le manopole della sensibilità e dei tempi nelle posizioni che consentono la regolazione tramite le ghiere di comando e gestire la fotocamera come qualsiasi altra dotata di manopola con le funzioni PASM. In questo modo le regolazioni sono semplici e rapide e simili in tutto a quelle di tutte le altre mirrorless Nikon come quelle che ho già.
In pratica le manopole tempi e sensibilità servono più per dare un’estetica “vintage” alla Z f più che per motivi pratici.
Per il resto i comandi sono facilmente accessibili e dopo un po’ci si abitua al loro uso. L’assenza del joystick può sembrare grave, ma in realtà alla fine non se ne sente troppo la mancanza in quanto il pad consente di fare le stesse funzioni sia per lo spostamento del punto o dell’area di messa a fuoco sia per la navigazione nei menu.
Infine il menu rapido si è rivelato molto pratico e comodo per la maggior parte delle regolazioni.
Menu
I menu sono nello stile Nikon, molto semplici e chiari e senza troppe nidificazioni.
Mirino
Il mirino è molto buono. E’ grande, luminoso e nitido anche se la risoluzione è ormai nello standard medio. Consente di inquadrare curando tutti i particolari. Nella visualizzazione si può richiedere che siano applicate le regolazioni di esposizione, bilanciamento del bianco e profili colore. Consente inoltre un’ottima visualizzazione della profondità di campo. Molto utile inoltre la possibilità di differenziare le informazioni visibili nel mirino e nello schermo, ad esempio la livella nel mirino e l’istogramma nello schermo o qualsiasi altra combinazione. Ovviamente nel mirino però non si può vedere il pannello con le impostazioni della fotocamera riservato solo allo schermo.
Schermo
E’ orientabile in tutte le direzioni e questo lo rende utile anche per le riprese video e per i selfie, e sensibile al tocco. Consente anche di spostare il punto di messa a fuoco, mettere a fuoco e scattare toccandolo. E’ abbastanza luminoso e brillante da essere visibile abbastanza bene anche al sole. A scelta è possibile visualizzare sullo schermo un pannello con solo le impostazioni, ma senza inquadratura; da questo è possibile, con il tocco, accedere a tutte le impostazioni del menu rapido e regolarle.
Stabilizzazione
La Z f è dotata del sistema di stabilizzazione integrato sul sensore a “5 assi” come i modelli superiori Z8 e Z9. Della sua efficacia parlerò nella pagina delle prestazioni. Può funzionare con tutti gli obiettivi compresi i Nikon F per reflex usati con l’adattatore FTZ. Non ci sono però informazioni relativamente al comportamento dello stabilizzatore in presenza della stabilizzazione sull’obiettivo, presente in molti obiettivi Nikon F, anche se dalle mie prove sembra che se l’obiettivo è stabilizzato la stabilizzazione sul sensore non si attiva.
Autofocus
L’autofocus è a rilevamento di fase con pixel appositi sul sensore. Dispone di 273 punti AF che coprono il 90 % dell’inquadratura sia in orizzontale che in verticale. Può funzionare su AFS autofocus singolo, AFC autofocus continuo da quando si preme a metà il pulsante di scatto e AFF autofocus sempre attivo, adatto per le riprese video. La messa a fuoco può essere effettuata con la scelta automatica dei punti AF su tutta l’area dell’inquadratura, oppure su varie zone spostabili a piacere, da una più ampia ad una piccola ed infine su un singolo punto anche questo rilocabile. Le zone o il punto di messa a fuoco possono essere spostate col pad, ma non con il tocco sullo schermo; con questo è solo possibile selezionare un punto da mettere a fuoco sull’inquadratura e poi immediatamente si attiva lo scatto. Premendo il pulsante OK al centro del pad il punto o la zona sono riposizionate al centro dell’inquadratura. Le dimensioni delle zone sono fisse e mentre quella più ampia ha un senso quella più piccola non è molto più ampia del singolo punto.
Si può anche usare la messa a fuoco manuale. In questo caso alla base del mirino o dello schermo è visualizzata una scala di messa a fuoco senza però indicazioni metriche. Come assistenza alla messa a fuoco manuale è possibile attivare l’ingrandimento dell’immagine inquadrata con il pulsante + in più livelli ed è possibile spostarla con il pad; per ritornare all’inquadratura completa è necessario usare il pulsante -. Per agevolarla è anche presente l’evidenziazione dei contorni con un colore a scelta. La messa a fuoco manuale è abbastanza agevole ingrandendo l’immagine, ma l’operazione è macchinosa e si rimpiange la mancanza di un ingrandimento automatico quando si aziona la ghiera di messa a fuoco.
Otturatore
E’ meccanico a controllo elettronico con tempi da 30 secondi a 1/8000 più la posa B, oppure elettronico. Anche in modalità elettronica il tempo massimo di scatto e 1/8000, ma l’uso dell’otturatore elettronico consente di scattare senza rumore nelle situazioni che lo richiedono.
Si può scegliere anche il funzionamento con la prima tendina elettronica per azzerare completamente le vibrazioni allo scatto, ma in questo caso il tempo più veloce è 1/2000. E’ inoltre possibile far scegliere alla macchina se scattare con la prima tendina elettronica o con l’otturatore meccanico oppure scegliere la prima tendina elettronica. Per usare l’otturatore elettronico è però necessario scegliere da menu l’opzione fotografia silenziosa.
Esposizione
L’esposizione può essere totalmente automatica in Auto, ma per una fotocamera di questa classe sarà preferibile usare le modalità Program o a priorità dei tempi o dei diaframmi se non il manuale quando necessario.
E’ sempre molto equilibrata anche in condizioni di forte contrasto o controluce come ho potuto verificare con molti dei miei scatti, anche a confronto con altre fotocamere, privilegiando le luci che non sono quasi mai bruciate anche se a scapito delle ombre che però sono ampiamente recuperabili se si salva in raw vista l’ottima gamma dinamica del sensore. Nelle scene notturne la tendenza a sovraesporre, usando la misurazione Matrix, rispetto alla luminosità reale della scena è ridotta ed al massimo basta una correzione di 2/3 di stop.
Bilanciamento del bianco
Prevede le classiche posizioni per luce diurna, ombra, nuvoloso, flash e innumerevoli posizioni per vari tipi di luci artificiali. Si può anche effettuare una misura e memorizzarne, fino a 6, o tararlo in gradi Kelvin.
Una funzione utile è la possibilità di scegliere se preservare il bianco, oppure l’atmosfera o un giusto compromesso.
Nella pratica è stato sempre corretto senza la necessità di modifiche manuali.
Sensibilità ISO
La sensibilità può essere regolata, automaticamente o manualmente da 100 a 64000 ISO a passi di 1 stop o di 1/3 di stop e può essere estesa a 50 e 204800 ISO sia per le foto jpeg che per le raw. In modalità ISO Auto la sensibilità minima usata è quella impostata sulla fotocamera prima di attivare la funzione automatica. Il tempo di scatto oltre il quale la sensibilità deve essere aumentata può essere fisso, scelto dal fotografo, oppure automatico. In questo caso la macchina regola il tempo minimo di scatto in funzione della lunghezza focale impostata sull’obiettivo con una scala e una sensibilità che può essere personalizzata da menu e, coadiuvata dallo stabilizzatore sul sensore consente di evitare foto mosse (per soggetti statici!).
Formato foto
Le foto possono essere di formato 3:2 nativo del sensore, oppure 16:9 e 1:1, sia a formato pieno che DX. Nel caso del rapporto 3:2 possono avere le dimensioni L 24,2 Mpx, M 13,6 Mpx, S 6 Mpx. Si può anche fotografare in formato DX a L 10,3 Mpx M 5,8 Mpx e S 2,6 Mpx. Nel mirino o nello schermo viene visualizzata l’area effettivamente inquadrata nei formati 1:1 o 16:9, mentre nel formato DX l’inquadratura è a pieno schermo, ma ingrandita secondo il fattore di ritaglio relativo al formato di 1,5x.
Il formato può essere jpeg o Heif con tre livelli di qualità, fine. normal e basic, dando la priorità alla qualità dell’immagine se con * o alla compressione del file se senza, oppure o anche contemporaneamente, raw a 12 o a 14 bit non compresso, con compressione senza perdita o compresso.
Profili colore
Nikon li chiama “picture control”. Se ne possono impostare diversi: Automatico, Standard, Neutro, Saturo, Monocromatico, Ritratto, Paesaggio e Uniforme. Inoltre sono disponibili una serie di effetti: Sogno, Mattino, Pop, Festa, Crepuscolo, Sbiadito, Solitudine, Sbiancato, Malinconia, Purezza, Denim, Vivace, Seppia, Blu, Rosso, Rosa, Carboncino, Matita, Bitonale, Nero. Per ciascuno è possibile regolare la nitidezza, la chiarezza, il contrasto, la luminosità, la saturazione e la tinta.
Se ne possono poi creare altri personalizzati.
Flash
La Z f non dispone di un flash integrato. Si possono però utilizzare tutti i flash del sistema Nikon CLS con cui è perfettamente integrata. Sul sito Nikon sono elencati i modelli compatibili, ma in realtà l’ho provata anche con un modello, l’SB100, non elencato ed ha funzionato benissimo.
Il tempo di sincronizzazione flash è di 1/200 di secondo.
Questa assenza del flash per le fotocamere professionali è giustificata di solito con la necessità di protezione del corpo da acqua e polvere. L’aspetto negativo però è che per avere disponibile un flash di schiarita o per comandare senza fili dei flash esterni è necessario avere, e portarsi dietro, un flash esterno da inserire nella slitta sopra il mirino.
Raffica
La Z f dispone di diverse velocità di raffica: bassa L regolabile da 1 a 7 fg/s, alta H che arriva a 9,4 fg/s con otturatore meccanico e 10 con l’elettronico sia per jpeg/heif che raw e raw più jpeg/heif e alta H+ estesa che arriva a 14 fg/s con il meccanico e 15 con l’elettronico solo per jpeg. Sono, tutte con live view, l’esposizione per ciascun fotogramma e autofocus continuo. C’è poi l’opzione C30 che consente di scattare a 30 fg/s con l’otturatore elettronico per circa 4 secondi, ma solo in jpeg. Per le prestazioni vedere la relativa pagina.
Video
E’ possibile riprendere video 4K a 3840×2160 pixel 60/50/30/25/24p. In alternativa si può riprendere in Full HD a 1920×1080 pixel 120/100/60/50/30/25/24p. Il formato può essere MOV con codec H.264/HEVC (8/10 bit) oppure MP4 con codec H264/AVC 8bit) solo per il full HD. E’ supportato il formato HLG e disponibile la curva di profilo N-Log.
La ripresa è effettuata in formato DX per il 4K 60/50p e il FX o DX per le altre velocità e per il Full HD. La durata massima della ripresa arriva a 125 minuti.
Ovviamente si possono effettuare tutte le regolazioni ed usare tutte le modalità di funzionamento. La messa a fuoco è continua in AFF, oppure può essere manuale. Si può registrare il timecode.
La Z f dispone di un’uscita HDMI per inviare il segnale video a 10 bit ad un dispositivo esterno, ma in questo caso non si può contemporaneamente registrare il segnale anche sulla scheda.
Connessione
La fotocamera dispone di connettività Wi-Fi e Bluetooth e può essere controllata remotamente da uno smartphone con l’applicazione Nikon Snapbridge disponibile per iOs e Android.
Schede di memoria
La Z f dispone di due alloggiamenti per le schede di memoria e adotta una una SD anche UHS II e una Micro SD. Le schede sono accessibili dal fondello e quindi non possono essere sostituite con la fotocamera su treppiede.
Batteria ed alimentazione
La Z f è dotata di una batteria EN-EL15c che garantisce un’autonomia di 380 scatti, abbastanza buona per una mirrorless, ma non al livello delle migliori. Per la ricarica non è fornito il caricabatterie ed è necessario ricaricare la batteria tramite un caricatore USB cosa che impedisce di usare la fotocamera durante la ricarica. In alternativa è fornito, in opzione, un carica batteria esterno MH-25a che consente anche di ricaricare una batteria mentre si usa la fotocamera con un’altra.
In realtà in una sessione fotografica in autodromo sono arrivato a scattare, con raffica e otturatore elettronico a 15 fg/s, 5600 foto con una sola batteria.
Obiettivi
La Z f ha un innesto obiettivi Nikon Z. Questo innesto ha un elevato diametro (54 mm) necessario, a detta di Nikon, per poter realizzare anche obiettivi di elevatissima luminosità. Il tiraggio, cioè la distanza fra la flangia d’innesto e il piano del sensore è solo di 16 mm.
Obiettivi: la gamma di obiettivi Z per fullframe comprende per il momento 39 ottiche. Sono disponibili obiettivi professionali e costosi ed altri di costo più accessibile, anche se sempre di qualità Nikon. Ad esempio fra gli zoom ad alta luminosità f/2,8 c’è la serie professionale S e la serie più economica che somiglia molto agli analoghi Tamron, ma è marcata e garantita da Nikon.
Fra i focale fissa ci sono gli Z 20/1,8 S 1.280 €, Z 24/1,8 S 1.239 €, Z 26/2,8 599 €, Z 28/2,8 289 €, Z 35/1,4 749 €, Z 35/1,8 S 975 €, Z 40/2,0 295 €, Z 50/1,8 S 699 €, Z 85/1,8 S 920 €.
Fra gli zoom ci sono gli Z 14-30/4,0 S 1.499 €, Z 17-28/2,8 1.376 €, Z 24-50/4,0-6,3 499 €, Z 24-70/4,0 S 799 €, Z 24-120/4,0 S 1.279 €, Z 28-75/2,8 1.059 €, Z 70-180/2,8 1.479 €, Z 24-200/4,0-6,3 VR 989 € e Z 28-400/4,0-8,0 1.549 €. Ci sono anche due macro: Z MC 50/2,8 755 € e Z MC 105/2,8 VR S 1.180 €.
Poi ci sono i professionale. Zoom: Z 14-24/2,8 S 2.699, Z 24-70/2,8 S 2.599 €, Z 70-200/2,8 S 2.870 €, Z 100-400/4,5-5,6 VR S 2.980 € e Z 180-600/5,6-6,3 VR 2049 €. Fra i focale fissa: Z 50/1,2 S 2.670 €, Z 85/1,2 S 3.399 € e Z 135/1,8 S Plena 2.999 €, Z 400/2,8 TC VR S 15449 €, Z 400/4,5 S 3789 €, Z 600/4,0 TC VR S 16900 € e Z 800/6,3 VR S 7490 €. Infine è disponibile il fantastico (anche nel prezzo!) Z 58/0,95 S Noct a fuoco manuale 9.180 €.
Attualmente sono disponibili obiettivi di altri produttori con innesto Z come i Tamron 28-75/2,8 G2 949 €, 35-150/2,0-2,8 1.990€, 70-300/4,5-6,3 VC 870 €, 50-400/4,5-6,3 e 150-500/5,0-6,7 VC 1.630 €; i Viltrox 16/1,8 599 €, 20/1,8 399 €, 24/1,8 435 €, 35/1,8 409 €, 50/1,8 395 € e 85/1,8 II 395 €. Sono poi disponibili alcuni obiettivi a fuoco manuale di Laowa, Meike Samyang, 7artisan e TTartisan.
Se si ha la necessità di altri obiettivi autofocus si può usare l’anello adattatore Nikon FTZ o FTZ 2 e gli obiettivi per reflex F con i quali è mantenuta la piena compatibilità secondo una tabella pubblicata sul sito Nikon..
L’anello FTZ è un po’ ingombrante ed anche pesante, sia per la sua lunghezza, circa 20 mm, sia perché include alla sua base una filettatura per treppiedi che è più adatta di quella della fotocamera se si montano obiettivi pesanti e distribuisce meglio il peso. Il nuovo FTZ2, presentato per potersi adattare alla Z9 h però eliminato l’innesto per treppiedi rendendo l’anello un po’ più leggero.
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Nell’uso la Z f si è dimostrata una sorpresa. Inizialmente ero scettico sui comandi con ghiere per tempi e sensibilità insieme alla presenza della leva delle modalità PASM. Mi sembrava una complicazione inutile, come se Nikon fosse stata indecisa se fare una fotocamera controllabile totalmente con ghiere esterne, come quelle a pellicola, oppure ancorata ancora allo schema classico di comando di quelle attuali. Sembra una pura operazione “nostalgia” per attrarre che è ancora ancorato o nostalgico di questo sistema con una scelta solo estetica e di facciata.
Poi iniziando ad usarla e trovando il modo giusto di regolarla mi sono ricreduto. In realtà però non ho mai usato le ghiere tempi ed ISO che ho subito impostato in modo da regolare i tempi con la ghiera di comando posteriore e la sensibilità ISO o in auto oppure tramite il menu rapido, molto pratico. A questo punto ho usato sempre la leva PASM (trascurando ovviamente la posizione Auto) per scegliere la modalità di funzionamento Program, a priorità o manuale. In priorità dei diaframmi ho regolato l’apertura con la ghiera di comando anteriore e in manuale con quella posteriore i tempi e con quella anteriore i diaframmi. Operando in questo modo mi sono trovato benissimo e ho sempre potuto impostare la fotocamera con rapidità. Le Manopole tempi ed ISO sono servite solo per far credere di avere una fotocamera a pellicola!
Usando la fotocamera con il suo 40 mm f/2,0 SE o anche con il 24-70 questa si può impugnare bene, in modo saldo, così com’è, sfruttando il lieve accenno di impugnatura sul lato destro. Tutti i comandi si raggiungono facilmente con il pollice e l’indice della mano destra; mi ha solo creato qualche problema il pulsante frontale a destra che serve per regolare il bilanciamento del bianco, un po’ troppo esposto, in quanto spesso lo premevo inavvertitamente impugnandola. Quando però ho usato un tele zoom come l’AFS 70-300 (con FTZ) ho preferito innestare l’impugnatura supplementare SmallRing che aggiunge solo qualche grammo in più di peso e qualche mm di ingombro, ma fornisce un’impugnatura che consente di tenere più saldamente la macchina. Questa impugnatura si rivela poco pratica solo per l’estrazione delle schede di memoria.
L’unica cosa che ogni tanto mi ha creato qualche fastidio è che non sono riuscito ad infilare la Z f nella mia borsa piccola, quella che uso quando voglio viaggiare leggero, con il 24-70, cosa che invece sono riuscito a fare con le Z5, Z6 II e Z7; con il 40 mm ovviamente non c’è stato problema.
Viste le sue qualità tecniche la Z f può dare grandi soddisfazioni e fornire ottimi risultati in tutti i campi di applicazione. L’ho usata per tanti generi fotografici dal paesaggio all’ambiente urbano, alla foto di strada, eventi, ritratti ed anche foto sportiva (auto e tennis) e in tutte le circostanze non ha mancato un colpo producendo ottime foto.
Gli obiettivi provati si sono dimostrati validi con il 40 mm molto leggero e che fa veramente credere che la fotocamera sia una FM2 a pellicola se se ne gira lo schermo in modo che non lo si veda, mentre il 24-70 è ormai per me ben conosciuto. Ha funzionato bene anche con l’AFS 70-300 che ho nel mio corredo, adattato tramite l’anello FTZ. Con gli obiettivi AFS DX funziona, ma la risoluzione è limitata a 10 Mpx, Le foto hanno dimensioni di 3936×2624 pixel e la Z f si è commutata automaticamente per questo formato. Il mirino rimane invariato e l’inquadratura è visualizzata a tutto schermo.
Le prestazioni saranno trattate in dettaglio nella prossima pagina.
Le foto di prova sono suddivise in due gruppi: foto di test, scattate a tutte le sensibilità, da 50 a 204800 ISO, in luce naturale di giorno e di notte e in interni e foto di esempio a varie sensibilità a secondo delle situazioni, anche se di giorno sono stati usati possibilmente i 100 ISO. Tutte le foto sono state salvate sia nel formato jpeg come salvato dalla macchina, sia raw compresso senza perdite che ho convertito con CaptureOne.
====> Prestazioni & conclusione
























































































































































