Canon EOS R1: approfondimento

Dopo la presentazione della EOS R1 scrivo alcune considerazioni sulle caratteristiche e le particolarità di questo nuovo modello, basandomi ovviamente sulle specifiche dichiarate da Canon visto che la fotocamera non è ancora disponibile e non ho potuto ancora provarla.

La Canon EOS R1 è una fotocamera prettamente professionale pensata e progettata per l’azione e la velocità. Quindi è adatta per riprese sportive, naturalistiche di animali e uccelli liberi, ma anche di moda e di cronaca.
La sua forma e le dimensioni sono ispirate a precedenti modelli reflex Canon, sia dell’era a pellicola come la EOS 1, sia di quella digitale, in particolare la EOS 1D e le sue varianti. Infatti assomiglia alla EOS 1D X III con dimensioni e peso solo leggermente più ridotte.
La EOS R1 quindi dispone di un’impugnatura per gli scatti in verticale integrata con l’alloggiamento per due batterie. Questa configurazione è molto apprezzata da certi fotografi professionisti, che si dedicano ai generi per i quali la fotocamera è progettata, elencati in precedenza, per la robustezza e l’affidabilità del corpo macchina e per la maggiore stabilità e il maggiore equilibrio nell’uso con obiettivi grandi e pesanti.

Questo è almeno quanto molti affermano, anche se io non ne sono del tutto convinto. Infatti esistono fotocamere professionali che però non dispongono di impugnatura anche per gli scatti in verticale integrata, ma eventualmente ne possono montare una aggiuntiva, e che per questo non sono meno apprezzate dai fotografi.
Oltretutto una configurazione come quella della EOS R1 penalizza, per peso e dimensioni, quando per il tipo di foto che si scatta, magari usando obiettivi di corta focale, non si ha necessità di certe caratteristiche, mentre una configurazione con impugnatura aggiuntiva si dimostrerebbe più flessibile.
Di seguito un confronto fra la EOS R1, la EOS 1D X Mk III reflex.

Qui con la Nikon Z9 e la Sony A9 III, sue concorrenti dirette con il 70-200/2,8.

Andando oltre a questo problema, che appare quasi filosofico, si deve riconoscere però che la EOS R1 ha delle eccellenti caratteristiche.
Prima di tutto la EOS R1 è dotata di un sensore BSI-CMOS (retroilluminato) di tipo stacked e di un elaboratore d’immagine Digic X coadiuvato da un secondo elaboratore denominato Digic Accelerator.

Questo consente un’acquisizione velocissima delle immagini registrate dal sensore minimizzando il rolling shutter. L’acquisizione è talmente veloce che il tempo di sincronizzazione flash con l’otturatore elettronico arriva a 1/400. Nonostante questo la EOS R1 è dotata sia di otturatore meccanico, con tempi da 30 secondi a 1/800, sia di otturatore elettronico con tempi da 30 secondi a 1/64000. Questo a differenza della Nikon Z9 dotata solo di otturatore elettronico, oltretutto più lento perché arriva a sincronizzare il flash solo fino a 1/250.
Durante la presentazione è stato osservato che la EOS R1 non dispone di “global shutter”. La risposta di Canon è stata che non ce n’era bisogno per raggiungere le sue prestazioni. Al di la della risposta ufficiale, che non poteva che essere questa, c’è da considerare che la funzione di “global shutter”, attualmente disponibile solo nella Sony A9 III, è realizzata tramite uno specifico sensore in grado di leggere contemporaneamente tutti i pixel, a differenza dei sensori tradizionali, anche di tipo “stacked” che leggono il sensore riga per riga. Canon, a differenza di altri marchi fotografici, produce internamente i suoi sensori ed evidentemente ancora non dispone di un sensore di questo tipo. Il “global shutter” però annulla totalmente il rolling shutter con qualunque tempo di scatto, mentre senza questo è presente anche se l’uso di un sensore stacked ne riduce l’entità.
Altra caratteristica di spicco della EOS R1, questa esclusiva, è il sensore con tecnologia “Dual Pixel AF” che prevede tutti i pixel sdoppiati per l’autofocus a rilevamento di fase.

Nel sensore della EOS R1 i pixel filtrati con il verde (il 50 %, il 25 è con il rosso e il rimanente 25 con il blu) sono in parte sdoppiati in verticale ed in parte in orizzontale.

Questo fa in modo che la fotocamera possa vantare punti AF a croce e che l’autofocus sia sensibile sia alle linee verticali che a quelle orizzontali per una maggiore precisione. La sua sensibilità poi arriva a -7,5 EV, praticamente al buio.
L’autofocus della EOS R3 prevede anche la possibilità di scelta del punto di messa a fuoco direttamente con l’occhio del fotografo che guarda attraverso il mirino. Questa funzione, già introdotta con la R3 e ancora prima con una EOS a pellicola, in questo caso però senza grosso successo, è stata ulteriormente perfezionata tramite dei sensori più sensibili, ed è un’altra esclusiva di questo modello.

Il suo utilizzo però richiede una taratura specifica sull’occhio del fotografo e sicuramente un allenamento anche da parte sua per utilizzarlo.
Oltre all’individuazione dei volti, occhi, animali, uccelli, auto, moto, bici ed aerei la EOS R1 offre la possibilità di essere impostata per alcuni specifici sport come calcio, pallavolo e basket in modo da individuarne gli atleti e gli specifici movimenti. Il sistema AF della EOS R1 è in grado di riconoscere e distinguere automaticamente soggetti diversi e di seguirli, anche se vengono temporaneamente nascosti o risultano molto piccoli all’interno del fotogramma.
La ripresa video è un altro punto di forza della EOS R5. Arriva a 6K DCI (17:9) 6000 x 3164 (59,94, 50, 29,97, 25, 24, 23,98 fps) RAW, Light RAW oltre che a 4K DCI e UHD con profili LGOP, High Quality Intra, Intra, Light Intra. Sono disponibili inoltre diversi profili di personalizzazione come C1: Canon 709 C2:Canon Log 2 C3: Canon Log 3 C4: PQ C5: HLG C6: BT.709 Standard C7 – C20: Definito dall’utente.
La durata massima della ripresa arriva a 6 ore grazie al sistema specifico per la dissipazione del calore.

E’ prevista anche la registrazione proxy. La EOS R1 offre anche la possibilità di scattare contemporaneamente foto e video Full HD.
La velocità di raffica arriva a 40 fg/s con autofocus ed esposizione continua e senza oscuramento del mirino, sia in jpeg che in raw con la funzione di prescatto continuo.
La connessione della fotocamera è garantita sia dal wi-fi 6E che da una presa Ethernet 2,5G.
Ovviamente il corpo è protetto da polvere ed acqua, come in tutte le professionali.

Lo schema dei comandi segue lo schema standard Canon per le professionali, come si può vedere dalle foto.

Il corredo obiettivi con baionetta RF è infine ormai molto completo.

In conclusione la EOS R1 è per molti aspetti una fotocamera eccellente e dovrebbe mantenere quello che promette ai fotografi sportivi, naturalisti e di cronaca.

Infine concludo con due immagini: una, fornita da Canon scattata con EOS R1 e RF 70-200 mm f/2,8 L IS USM, è quella di una tennista alla battuta colta nel momento in cui colpisce la palla, l’altra è stata scattata da me a Roma sul campo di tennis allestito a Piazza del Popolo in concomitanza con i campionati internazionali di tennis di Roma e riguarda sempre una tennista, in allenamento, che alla battuta colpisce la palla ed è stata scattata con una più modesta Nikon Z f e 24-70 mm f/4,0 S.

Canon EOS R1 RF 70-200/2,8 f/2,8 1/6400 ISO 250
Nikon Z f Z 24-70/4,0 S f/4,0 focale 70 mm f/4,0 1/1000 ISO 140

Questo, al di la del fatto che non vuole dimostrare se sia meglio Canon o Nikon, sono buone entrambe, significa che per ottenere buoni risultati non è sempre necessario disporre della fotocamera specialistica di ultima generazione, ma che è importante saper sfruttare la propria attrezzatura ed è di incoraggiamento per chi non può permettersi fotocamere costose come la EOS R1 o simili, ma usa fotocamere più alla portata anche di un fotoamatore.

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