La seconda novità che Fujifilm ha presentato il 16 maggio scorso è la GFX100S II.
Questa fotocamera fa parte della serie di medio formato che Fujifilm ha presentato a partire dal 2017 e che ha rivoluzionato il modo di immaginare ed usare questo tipo di fotocamere.
La GFX100S II è una fotocamera abbastanza piccola, leggera e compatta da poter essere portata ed usata in ambienti esterni, come tutti i precedenti modelli medio formato Fujifilm. In precedenza il medio formato era visto solo come fotocamera da studio, ora per merito di Fujifilm (e anche di Hasselblad) non è più così.
La GFX100S II ha un nuovo sensore da 102 Mpx e un corpo machina uguale a quello della precedente GFX100S, ma con notevoli miglioramenti funzionali. Insieme è stato presentato un nuovo teleobiettivo GF 500 mm.
Dopo la presentazione le fotocamere e gli obiettivi sono stati messi a disposizione dei giornalisti per una prova pratica, insieme a tutta la gamma di obiettivi disponibili per entrambi i formati, comprese le ultime novità.
Come già riportato nel precedente articolo riguardante la X-T50, la presentazione si è svolta a Milano in un giorno purtroppo caratterizzato da fitta pioggia come si può vedere dalla foto scattata a piazza del Duomo.
Questo ha praticamente impedito di scattare foto all’esterno, come inizialmente era previsto e ci si è dovuti accontentare di scatti in interno, con un’illuminazione abbastanza sfavorevole.
Prima di passare alle impressioni pratiche ed agli scatti realizzati è opportuno però riassumere le caratteristiche della nuova GFX100S II e del nuovo tele GF 500 mm f/5,6 R LM OIS WR con l’ausilio delle slide della presentazione.
La GFX100S II è l’ultimo modello di una serie iniziata nel 2017 con la GFX50s con 50 Mpx e che ha visto raddoppiare la propria risoluzione con la GFX100 nel 2019.
Questa nuova GFX100S II ha un sensore da 102 Mpx CMOS II retroilluminato con una resa dei fotodiodi migliorata e le microlenti ottimizzate per una migliore resa nelle zone periferiche.
Questo sensore è diverso da quello della GFX100 II, presentata lo scorso anno, denominato CMOS II HS ed ha una velocità leggermente inferiore, il che spiega la raffica a 7 fg/s invece che 8 come nella GFX100 II.
L’autofocus dispone del rilevamento dei soggetti, animali, uccelli, auto, moto e bici, aeroplani e treni, oltre a quello di volti ed occhi e dispone della tecnologia AI Deep-learning.
La raffica, come già detto, arriva a 7 fg/s, un valore notevole per una fotocamera da 102 Mpx.
La GFX100S II è dotata della stabilizzazione d’immagine sul sensore, come il precedente modello, ma con un’efficacia migliorata.
Il nuovo mirino ha una risoluzione migliore, 5,76 Mpx invece di 3,69 ed un ingrandimento maggiore.
Non c’è nessuna novità invece per l’aspetto della fotocamera ed i comandi, con l’eccezione appunto del mirino.
Fra le simulazioni pellicola è stata aggiunta la nuova REALA ACE raggiungendo così il numero di 20 simulazioni.
Per quanto riguarda il video la GFX100S II ora può registrare in ProRes su SSD esterno, raggiunge un bit rate di 720 Mbps e dispone di F-Log2.
L’autonomia arriva a 530 scatti per carica di batteria ed il peso scende, seppur di poco da 900 a 883 g.
Il prezzo della GFX100S II di 5.595 € è inferiore a quello di listino della GFX100S che costa 6.090 €, ma questa è attualmente offerta con un cashback di 1600 e per cui verrebbe a costare 4.490 €, un prezzo interessante per chi non ha necessità delle funzioni migliorate della versione II, essenzialmente velocità di autofocus e raffica.
La GFX100S II si rivolge quindi a chi vuole la massima qualità per risoluzione, gamma dinamica e tonale d’immagine insieme alla versatilità di una fotocamera ad alta portabilità
Insieme alla GFX100S II è stato presentato un interessantissimo nuovo teleobiettivo il GF 500 mm f/5,6 R LM OIS WR. Questo tele, equivalente ad un 396 mm nel formato fullframe, è compatibile con il moltiplicatore di focale GF 1,4X TC WR con il quale diventa un 700 mm f/8,0 ed equivale ad un 554 mm in fullframe.
Questo tele, composto da 21 elementi di cui 5 ED e 2 Super ED è caratterizzato da un peso particolarmente ridotto, 1375 g, anche per la costruzione in lega di magnesio e inoltre per la disposizione delle lenti, con solo due nel gruppo anteriore, ha un baricentro spostato verso l’innesto che contribuisce a squilibrare il meno possibile l’insieme macchina e obiettivo.
Le due lenti anteriori pesano infatti solo 158 g e il gruppo di messa a fuoco solo 11,37 g, mentre quello del GF 250/4,0 25,57.
Da questo confronto si vede come il 500 mm sia composto da elementi più leggeri del 250 mm.
La messa a fuoco è comandata da un motore lineare che dovendo spostare lenti interne piccole e leggere garantisce la massima velocità.
Il teleobiettivo è dotato di un sistema di stabilizzazione ottico interno che garantisce un guadagno di 6 stop. Non è stato però detto nulla sulla collaborazione fra questo sistema di stabilizzazione e quello interno sul sensore della fotocamera
Il prezzo di 3.965 € è abbastanza sostenuto, ma si deve considerare che è un obiettivo per il medio formato, di caratteristiche tecniche molto avanzate e di uso non comune.
Infine Fujifilm ha presentato la sua nuova roadmap per gli obiettivi di medio formato GF nella quale anticipa la presentazione di un nuovo zoom da 30 a 100 mm motorizzato e quindi particolarmente adatto per le riprese video.
Dopo la presentazione siamo passati all’esame delle novità ed alla loro prova pratica. Erano disponibili un buon numero di GFX100S II e di tele 500 mm ed anche quasi tutti gli altri obiettivi GF.
La GFX100S II non è per me una novità in quanto ho provato a lungo la precedente GFX100S nel 2021 con grande soddisfazione. Non c’è nessuna novità nei comandi e poche nei menu quindi sono subito operativo.
Il maggior pregiò della GFX100S II è che dal punto di vista uso, manovrabilità e trasportabilità e come qualsiasi Fullframe, anzi meno ingombrante e pesante di qualcuna di esse.
I comandi che seguono quello che è lo standard della maggior parte delle fotocamere digitali, quindi senza ghiere esplicite per tempi e sensibilità, sono ottimamente disposti e facili da individuare e da azionare. Il mirino è molto valido, con una risoluzione adeguata, anche se non ai massimi livelli e con un buon ingrandimento.
Vediamo innanzitutto come si posiziona la GFX100S II in termini di dimensioni e di peso con le migliori fullframe. Per il confronto ho scelto di equipaggiare la GFX100S II con lo zoom GF 32-64/4,0 equivalente ad un 26-52 mm mentre per le fullframe ho ipotizzato un 24-70/2,8. Visto che la differenza fra questa medio formato ed una fullframe dal punto di vista profondità di campo, ma anche gamma dinamica e rumore è di circa uno stop il paragone è sensato tranne per le leggera differenza di focale.
Come si vede la GFX100S II è appena più grande e pesante della Canon EOS R5, 883 g contro 738 che però diventano 1758 contro 1638 con l’obiettivo.
E’ invece più piccola e leggera della Nikon Z8, 883 g contro 910 che diventano 1758 contro 1715 con l’obiettivo.
Invece è più grande e pesante della Sony A7R V, 883 g contro 695 e 1758 contro 1418 con l’obiettivo. Le dimensioni ed il peso della GFX100S II sono quindi in linea con quelle delle fullframe con la più alta risoluzione disponibile.
Nel confronto interno con la GFX100 II si vede invece che la GFX100S II è decisamente meno ingombrante e anche un po’ più leggera, 883 g contro 958. Certo non ha il mirino amovibile ed orientabile, la possibilità di un’impugnatura supplementare porta batterie ed è leggermente meno veloce nella raffica, ma è molto più maneggevole e costa sensibilmente di meno.
Prima di passare alle impressioni vediamo la descrizione e la distribuzione dei comandi.
Sul frontale alla sinistra dell’innesto obiettivi in basso c’è il pulsante di sblocco dell’obiettivo. Sempre sulla sinistra c’è un pulsante personalizzabile Fn4 che serve, per impostazione predefinita, a impostare il funzionamento normale o potenziato (boost): AF per la velocità di autofocus, Ris per la risoluzione del mirino e Fps per la sua velocità di rinnovo dell’immagine al secondo. sulla destra in alto si vede l’illuminatore ausiliario per l’autofocus che funziona anche come segnalatore dell’autoscatto. Sull’impugnatura in alto c’è la ghiera di comando anteriore.
Nella parte posteriore i comandi sono tutti in alto e alla destra dello schermo ribaltabile.
A sinistra del mirino ci sono il pulsante per la scelta dei modi di scatto e di bracketing: singolo, raffica ad alta o a bassa velocità, bracketing ISO, WB, esposizione multipla e scatto pixel shift. Accanto il pulsante per la cancellazione delle foto. Poi si vede il mirino con la grande conchiglia in gomma di protezione e sotto il sensore per l’occhio del fotografo. A destra un piccolo interruttore a tre posizioni per le modalità di messa a fuoco: singola, continua e manuale. Un classico Fujifilm che di solito si trova sul davanti a sinistra. Poi il pulsante Af-ON per attivare la messa a fuoco indipendentemente dal pulsante di scatto. Segue la ghiera di comando posteriore. Scendendo si trova il joystick cliccabile che consente di spostare il punto o l’area di messa a fuoco, navigare nei menu e in quello rapido. Poi il pulsante per bloccare l’esposizione, quello per il richiamo dei menu, quello per scegliere le informazioni da visualizzare nello schermo o variare l’ingrandimento di quella del mirino e infine quello per la revisione delle foto. Sulla piccola sporgenza all’estrema destra, che serve per l’appoggio del pollice c’è il pulsante per il richiamo del menu rapido che consente di modificare rapidamente quasi tutte le impostazioni.
Sulla calotta superiore c’è da sinistra, in avanti, un interruttore per scegliere la modalità foto oppure la ripresa video. Subito dietro la manopola per le modalità di funzionamento: P Program, S priorità dei tempi, A priorità dei diaframmi, M manuale più 6 posizioni C1-6 personalizzabili. Sulla sporgenza del mirino si trova la slitta per flash, mentre sul suo fianco sinistro c’è la rotella per la regolazione diottrica. A destra del mirino si trova un pannello LCD che riporta tutte le impostazioni della fotocamera illuminabile con il piccolo pulsante posto sul fianco del mirino. Chiudono a destra due pulsanti personalizzabili Fn2 verso l’impugnatura e Fn3 più indietro. Il primo serve, per impostazione predefinita, ad attivare il rilevamento dei volti, il secondo a modificare la funzionalità del pannello LCD che può mostrare, in alternativa alle impostazioni di impostazione, l’istogramma o delle ghiere virtuali per la sensibilità ISO ed i tempi di scatto che richiamano quelle fisiche esistenti in molte fotocamere Fujifilm. Sull’impugnatura si vedono il pulsante di scatto e l’interruttore di accensione coassiale, nella posizione più comoda. Accanto, all’estrema destra, un pulsante per la correzione dell’esposizione l’esposizione.
Sul lato destro c’è l’alloggiamento delle due schede di memoria SD UHS II protetto da uno sportellino.
Sul quello sinistro dietro due sportelli in gomma ci sono, in alto le prese per microfono e cuffia, in basso quelle USB, HDMI e la presa sincro per flash esterni.
Nella parte inferiore troviamo l’innesto per il treppiedi coassiale con l’obiettivo e lo sportello dell’alloggiamento della batteria.
L’aspetto della fotocamera è piacevole e la finitura del corpo ricoperto in un materiale chiamato Bishamon Tex ne consente un’impugnatura sicura senza pericolo che scivoli. Le dimensioni impressionano considerando il sensore e sono certamente inferiori a qualche fullframe. Anche il peso non sembra eccessivo.
I comandi sono pratici e ben disposti con tutto quello che serve a portata di mano tranne, come per la X-T50 di cui ho appena pubblicato le impressioni, di un pulsante esplicito per l’impostazione della sensibilità ISO. Sembra un problema delle ultime Fujifilm. Comunque ho rimediato assegnando assegnando al pulsante Fn2, che per impostazione predefinita serve a modificare la modalità di visualizzazione sul LCD, la funzione più utile di impostazione della sensibilità.
Ho iniziato la prova con il nuovo tele 500 mm. A dispetto delle sue dimensioni questo si è rivelato molto leggero, non più pesante del XF 100-400 mm per le X APS che ho provato a lungo e questo è un gran pregio. L’insieme macchina ed obiettivo risulta maneggevole e si può impugnare facilmente per il trasporto con la mano destra tramite la pronunciata impugnatura, oppure al collo con la tracolla senza rischiare la schiena.
Approfittando di una pausa della pioggia sono riuscito ad uscire per fare qualche scatto nelle vie adiacenti. Non è facile fare qualche scatto con un 500 (400) mm in una stradina affollata e quindi mi sono limitato a qualche auto o bus di passaggio.
Tutti gli scatti presentati, compresi alcuni in raffica, sono stati scattati in raw più jpeg.
Poi ho approfittato per provare le capacità dell’autofocus e della raffica sui veicoli in movimento e le capacità di individuazione dei soggetti, auto e moto. Nelle raffiche di prova la GFX100S II ha sempre scattato a 7 fg/s con il soggetto sempre ben a fuoco.
Propongo i ritagli di una raffica su una moto in avvicinamento con tutte le foto a fuoco.
Purtroppo subito dopo ha iniziato a piovere e sono dovuto rientrare. All’interno le condizioni d’illuminazione del ristorante in cui si è svolta la presentazione, oltre che gli spazi ristretti non consentivano una buona illuminazione. A disposizione per la prova c’erano un modello ed una modella che per quanto possibile si sono prodigati per metterci nelle condizioni migliori per scattare.
A questo punto ho preferito cambiare obiettivo e prendere il favoloso GF 110 mm f/2,0 già provato in numerose occasioni e che è eccellente per i ritratti.
Ho fatto qualche scatto d’ambiente e poi mi sono dedicato ai modelli, riuscendo a fare anche qualche scatto sulla terrazza esterna nonostante la pioggia ancora però leggera. le altre foto le ho scattate in interni. alcune a luce ambiente, ma in situazione di forte controluce, quindi non ottimale. Altre sono state scattate con l’ausilio di un flash da studio opportunamente posizionato.
I risultati, considerate le condizioni di illuminazione per le foto scattate senza l’ausilio del flash, sono ottimi. In tutte si riscontra una risoluzione incredibile e in quelle scattate senza flash una capacità del sensore tale da consentire un ottimo recupero delle giuste luminosità da raw con l’aiuto di CaptureOne.
Ho ripreso poi il 500 mm per vedere se riuscivo a fare qualche scatto anche in interni ed ho ripreso la modella illuminata in luce naturale.
I risultati, viste le condizioni di illuminazione e il poco spazio a disposizione (un 500 mm non è certo un obiettivo da interni) sono ottimi. In conclusione è chiaro che lavorando in condizioni migliori si potrebbero ottenere risultati superiori.
La GFX100S II è comunque una fotocamera eccezionale. A suo tempo avevo già provato la precedente GFX100S in moltissime situazioni, paesaggio, architettura, foto notturne, ritratto, ma anche strada, eventi e cerimonie con risultati sempre eccellenti. E’ stupefacente, quando si apre una foto fatta con una GFX100S al 100 %, vedere la quantità di dettagli registrati, ad esempio la possibilità di distinguere le fisionomie delle persone in foto fatte da centinaia di metri.
La GFX100S II aggiunge alle già ottime prestazioni del modello precedente la velocità, sia di autofocus, ora in grado di seguire soggetti anche in movimento veloce, sia quella di raffica. I 7 fg/s non sono trascurabili per foto da 102 Mpx in raw più jpeg ed aprono l’uso di questa fotocamera a Riprese sportive e naturalistiche di animali e uccelli che prima le erano precluse.
L’usabilità della fotocamera è ottima, il peso e le dimensioni analoghe a quelle di molte fullframe, consentono di portarsela in giro facilmente con tutti gli obiettivi a disposizione, sembra incredibile anche col 500 mm, che hanno dimensioni non eccessive anche nei casi di elevata luminosità. Sono poi disponibili alcuni obiettivi come il XF 50/3,5 o lo zoom XF 35-70 particolarmente piccoli e leggeri con cui esaltare le diti di maneggevolezza di questa fotocamera. Si tratta quindi di una macchina per uso in esterno ed in mobilità e non solo in studio come era consuetudine prima della presentazione delle Fujifilm GFX per il medio formato.
Come già detto anche i comandi e la loro disposizione sono adatti ad un uso dinamico e non prestano il fianco a critiche se non quanto già osservato.
E’ quindi una fotocamera adatta agli usi professionali anche intensi, ma anche ai fotoamatori esigenti che vogliono qualcosa di ancora migliore delle pur ottime fotocamere fullframe già disponibili.
L’unico limite, almeno per i fotoamatori, è il prezzo. Non che sia eccessivo, è allineato a quello delle migliori fullframe ed in alcuni casi inferiore. Anche quello degli obiettivi non è necessariamente elevato: ce ne sono alcuni relativamente economici, mentre gli altri sono allineati a quanto richiesto per le migliori ottiche sul mercato.
Spero quanto prima di provarla approfonditamente e di confermare quanto di buono le prime impressioni mi hanno mostrato.







































































