Fujifilm GFX 100S: test

La GFX 100S è una fotocamera medio formato con sensore da 44×33 mm e 101 Mpx. Riprende quasi tutte le caratteristiche della GFX 100 presentata 2 anni fa, ma con dimensioni, peso e prezzo più contenuti, portandosi molto vicina alle mirrorless fullframe di fascia alta per caratteristiche, portabilità e maneggevolezza.
E’ una fotocamera adatta a tutti gli usi in particolare quando si richiede la massima qualità d’immagine per risoluzione, gradazione tonale e gamma dinamica, quindi paesaggio, ma anche eventi, cerimonie, moda, pubblicità, still life e altro, fuori dallo studio ed anche in situazioni dinamiche. Pesa infatti solo 900 grammi, ma ha un sensore 1,7 volte più grande di una fullframe, uno stabilizzatore che garantisce un guadagno fino a 6 stop, un autofocus veloce e preciso che copre quasi il 100 % dell’inquadratura e i profili colore Fujifilm a cui si aggiunge il nuovo Nostalgic Neg che aggiunge un tono ambrato alle alte luci, per un aspetto più morbido, e aumenta la saturazione delle ombre, preservando i dettagli.

Il corpo è più compatto di quello della GFX 100 grazie all’otturatore e allo stabilizzatore IBIS riprogettati con dimensioni più ridotte e l’uso di una batteria più compatta, è costruito in metallo con protezione per polvere ed acqua. Lo schermo da 3,2″ è orientabile in alto e in basso e lateralmente ed è integrato da un piccolo pannello LCD sulla calotta in cui sono riportate le principali impostazioni della fotocamera e che può essere impostato anche per riprodurre le ghiere dei tempi e della sensibilità per i nostalgici di queste regolazioni.
La ripresa video Cine 4K (17:9) e 4K (16:9) 30p dispone di profili F-Log 10 bit 4:2:0 su scheda SD e 10 bit 4:2:2 e 12 bit ProRes RAW tramite l’uscita HDMI.
Dispone anche di una gamma di obiettivi di alta qualità.

Le principali caratteristiche della GFX 100S sono:

– sensore BSI-CMOS medio formato (44×33 mm) retroilluminato senza filtro antialias con 101 Mpx (il fattore moltiplicativo per gli obiettivi è 0,8x)
– processore d’immagine X Processor 4
– corpo in lega di magnesio protetto da polvere ed acqua
– innesto obiettivi Fujifilm G
– stabilizzazione integrata sul sensore
– mirino elettronico con 3,69 Mpx, copertura 100% e ingrandimento reale 0,77x
– schermo da 3,2″ e 2.360.000 pixel orientabile in alto, in basso e lateralmente verso destra, sensibile al tocco
– autofocus ibrido a rilevamento di fase e di contrasto con 425 punti AF
– modalità di esposizione completamente automatica, Program, a priorità e manuale
– sensibilità automatica o manuale da 100 a 12800 ISO espandibile a 50 e a 102400
– otturatore meccanico e elettronico con tempi da 30 secondi ad 1/16000
– ripresa video Cine 4K a 4096×2160 pixel 29,97/25/24/23,98 p, 4K a 3840×2160 pixel 29,97/25/24/23,98 p, più Full HD in formato MOV con audio stereo
– presa per microfono esterno e cuffia stereo
– velocità di raffica fino a 5 fg/s
– sistema di pulizia del sensore a vibrazione ultra sonica
– doppio alloggiamento per schede SD/SDHC/SDXC di tipo UHS-II
– batteri agli ioni di litio NP-W235 per 460 scatti
– dimensioni 150x104x87 mm
– peso 900 grammi

La Fujifilm GFX 100S costa 6.200 € solo corpo.

Descrizione

Le dimensioni del sensore della GFX 100S sono notevolmente superiori a quelle dei sensori fullframe e a quelli delle APS come si può vedere in figura.

Questo comporterebbe per conseguenza che i corpi macchina siano molto più grandi e pesanti e così gli obiettivi e questo era stato fino a prima della presentazione delle Fujifilm GFX, che per ridurre gli ingombri hanno adottato il formato mirrorless, e in particolare della GFX 100S.

Fujifilm ha fatto un notevole lavoro per ridurre le dimensioni della GFX 100S ed i risultati si vedono con dimensioni e peso paragonabili a quelle di alcune mirrorless fullframe e inferiori a quelle di analoghe reflex. Un po’ meno ha potuto fare su alcuni obiettivi, ma anche in questo caso alcuni risultati si cominciano a vedere sia con obiettivi fissi come il 50/3,5 piccolo e leggero o l’80/1,7, sia con il nuovo zoom 35-70.

GFX 100S con GF 50 mm f/3,5 (40 mm eq.) 1235 g

Propongo alcuni confronti con delle mirrorless di elevata risoluzione, da 45 a 61 Mpx, sempre molti di meno di quelli della GFX 100S ed anche con la Fujifilm X-T4 APS. Nel confronto si deve considerare che la lunghezza focale degli obiettivi Fujifilm di medio formato equivale a quella degli obiettivi per fullframe con un fattore di moltiplicazione 0,8x, mentre ad un obiettivo per APS si applica un fattore 1,5x e che dal punto di vista PdC e qualità d’immagine alle alte sensibilità si ha più o meno lo stesso rapporto; in pratica un obiettivo per medio formato f/1,7 può essere considerato equivalente ad un f/1,4 per fullframe e a un f/1,0 per APS.
Per il confronto sono stati usati obiettivi per quanto possibile approssimativamente equivalenti.

Sony A7R IV FF 61 Mpx

900-665 g s.c. |1695-1443 g 80/1,7-50/1,2 |1290-970 g 35-70/4,5-5,6 28-70/3,5-5,6

Canon EOS R5 FF 45 Mpx

900-738 g s.c. |1695-1688 g 80/1,7-50/1,2 | 1290-1133 g 35-70/4,5-5,6 24-105/4-7,1

Nikon Z7 II FF 46 Mpx

900-705 g s.c. | 1695-1795 g 80/1,7 50/1,2 | 1290-1205 g 35-70/4,5-5,6 24-70/4,0

Fujifilm X-T4 APS 26 Mpx

900-605 g s.c. | 1695-1452 80/1,7 50/1,0 | 1290-1262 g 35-70/4,5-5,6 16-55/2,8

Come si vede il confronto dimostra che le differenze fra la GFX 100S è le alternative fullframe o addirittura APS, con risoluzioni tutte inferiori, sono molto ridotte o annullate. Rimane la differenza di prezzo, ma per questa ha già risposto Fujifilm con la nuova GFX 50S II che ha un sensore medio formato da 51 Mpx e un prezzo allo stesso livello delle sue alternative fullframe.

Inizio la descrizione dal frontale:

Sulla sinistra dell’innesto obiettivi in basso si vede il pulsante di sblocco dell’obiettivo. Sempre sulla sinistra c’è un pulsante personalizzabile Fn4 che serve, per impostazione predefinita, a impostare il funzionamento normale o potenziato (boost): AF per la velocità di autofocus, Ris per la risoluzione del mirino e Fps per la sua velocità di rinnovo dell’immagine al secondo. sulla destra in alto si vede l’illuminatore ausiliario per l’autofocus che funziona anche come segnalatore dell’autoscatto. Sull’impugnatura in alto c’è la ghiera di comando anteriore.

Sulla calotta superiore c’è da sinistra, davanti, un interruttore per scegliere la modalità foto oppure la ripresa video.  Subito dietro la manopola per le modalità di funzionamento: P Program, S priorità dei tempi, A priorità dei diaframmi, M manuale più 6 posizioni C1-6 personalizzabili.

Sulla sporgenza del mirino si trova la slitta per flash, mentre sul suo fianco sinistro c’è la rotella per la regolazione diottrica.

A destra del mirino si trova un pannello LCD che riporta tutte le impostazioni della fotocamera illuminabile con il piccolo pulsante posto sul fianco del mirino.

Chiudono a destra due pulsanti personalizzabili Fn2 verso l’impugnatura e Fn3 più indietro. Il primo serve, per impostazione predefinita, ad attivare il rilevamento dei volti, il secondo a modificare la funzionalità del pannello LCD che può mostrare, in alternativa alle impostazioni, l’istogramma o delle ghiere virtuali per la sensibilità ISO ed i tempi di scatto che richiamano quelle fisiche esistenti in molte fotocamere Fujifilm.

Sull’impugnatura si vedono il pulsante di scatto e l’interruttore di accensione coassiale, nella posizione più comoda. Accanto, all’estrema destra, un pulsante per la correzione dell’esposizione.

Nella parte posteriore i comandi sono tutti in alto e alla destra dello schermo ribaltabile.

A sinistra del mirino ci sono il pulsante per la scelta dei modi di scatto e di bracketing: singolo, raffica ad alta o a bassa velocità, bracketing ISO, WB, esposizione multipla e scatto pixel shift. Accanto il pulsante per la cancellazione delle foto.

Poi si vede il mirino con la grande conchiglia in gomma di protezione e sotto il sensore per l’occhio del fotografo.

A destra un piccolo interruttore a tre posizioni per le modalità di messa a fuoco: singola, continua e manuale. Un classico Fujifilm che di solito si trova sul davanti a sinistra. Poi il pulsante AF-ON per attivare la messa a fuoco indipendentemente dal pulsante di scatto. Segue la ghiera di comando posteriore. Scendendo si trova il joystick cliccabile che consente di spostare il punto o l’area di messa a fuoco, navigare nei menu e in quello rapido. Sulla piccola sporgenza all’estrema destra, che serve per l’appoggio del pollice c’è il pulsante per il richiamo del menu rapido che consente di modificare rapidamente quasi tutte le impostazioni.

 

Poi il pulsante per bloccare l’esposizione, quello per il richiamo dei menu, quello per scegliere le informazioni da visualizzare nello schermo o variare l’ingrandimento di quella del mirino e infine quello per la revisione delle foto.

Sul lato destro c’è l’alloggiamento delle due schede di memoria SD UHS II protetto da uno sportellino.

Sul quello sinistro dietro due sportelli in gomma ci sono, in alto le prese per microfono e cuffia, in basso quelle USB, HDMI e la presa sincro per flash esterni.

Nella parte inferiore troviamo l’innesto per il treppiedi coassiale con l’obiettivo e lo sportello dell’alloggiamento della batteria.

In dotazione, insieme alla macchina sono forniti:
– batteria ricaricabile NP-W235
– Adattatore AC per ricarica AC-5VJ con adattatore per la presa
– Un cavo USB
– tappo del corpo
– la cinghia a tracolla
– il manuale di istruzioni base

Il manuale di istruzioni completo e il software, per Windows e Mac, Fujifilm Raw File Converter per importare, visualizzare, modificare e convertire le foto da raw, MyFinePix Studio per organizzare, visualizzare e stampare le immagini sono scaricabili dal sito Fujifilm. Inoltre dal sito PhaseOne è possibile scaricare gratuitamente CaptureOne for Fujifilm per la conversione delle foto raw.

Come accessori sono disponibili:
– Caricabatterie BC-W235 per due batterie
– batterie supplementari NP_W235
– Telecomando RR-100
– vari flash esterni Fujifilm dedicati e comandabili senza cavi
– microfono stereo MIC-ST1
– tubi di prolunga per macro MCEX-18G WR/MCEX-45G WR
– adattatore per obiettivi medio formato CM Fujinon
– impugnatura MGH-GFX S
– cinghia impugnatura GB-001

Schermate

Modalità di funzionamento

Menu rapido

Menu

Uso in pratica

Per la prova ho avuto a disposizione una GFX 100S dotata degli obiettivi GF 30/4,0, 80/1,7, 32-64/4,0 e 250/4,0.

Corpo

La GFX 100S segue lo schema della maggior parte delle mirrorless ed ad un primo sguardo potrebbe essere confusa con una fullframe. L’opera di miniaturizzazione rispetto alla precedente GFX100 è infatti notevole. E’ costruita molto bene, in lega di magnesio, con un grado di finitura eccellente. Il corpo, ovviamente protetto da polvere ed acqua, è rivestito totalmente, tranne la calotta superiore ed il fondello, con una superficie in gomma morbida zigrinata, piacevole al tatto, che ne facilita l’impugnatura evitando che possa essere scivolosa.

Comandi

I comandi seguono uno schema diverso da quello tradizionale Fujifilm ed invece sono simili allo standard seguito da tutte le altre mirrorless. Qui sono sparite le ghiere presenti negli altri modelli per i tempi e la sensibilità che devono essere regolati tramite le ghiere di controllo anteriore e posteriore. Solo il diaframma può essere regolato con la ghiera presente in tutti gli obiettivi GFX. Questo richiede un po’ di apprendistato da parte dei fotografi che fossero abituati allo schema Fujifilm. Perdipiù non c’è un pulsante esplicito per la sensibilità ISO che invece si regola tramite la ghiera anteriore. Questa è facilmente raggiungibile con l’indice o il medio e abbastanza comoda e premendola sequenzialmente può assumere ruoli diversi per comandare il program shift o anche l’apertura. Il bilanciamento del bianco può essere impostato dal menu rapido oppure deve essere assegnato ad un pulsante personalizzabile, ad esempio Fn3 quello che modifica il comportamento del pannello LCD in realtà poco utile. La compensazione può anche essere regolata con l’occhio al mirino su un’apposita scala entro +/- 5 stop che è utilizzata anche per la regolazione manuale.
La modalità di messa a fuoco può essere scelta facilmente con l’apposita levetta sul dorso, anche se la posizione frontale, consueta nelle altre Fujifilm, sarebbe stata più comoda. Invece l’area di messa a fuoco, intera inquadratura, zona o punto può essere scelta solo dal menu rapido, a meno di assegnarla ad un pulsante personalizzabile.
In complesso quindi ho trovato i comandi un po’ sparsi, con qualche assenza significativa per quelli diretti e con la necessità della lettura del manuale e soprattutto di un apprendistato pratico prima di poterli usare con facilità e rapidità in particolare con l’occhio al mirino.

Menu

I menu seguono lo schema semplice e pratico comune a tutte le Fujifilm. Sono suddivisi in: Impostazione qualità d’immagine (3 schermate), Impostazione AF/MF (3 schermate), Impostazione ripresa (2 schermate), Impostazione flash, Impostazione filmato (3 schermate), Qualità filmato (2 schermate), Impostazione AF/MF (2 schermate), Impostazione suoni, Impostazione Time Code, Revisione (3 schermate), Set Up con Impostazioni utente (2 schermate), Impostazione suono, Impostazione schermo (3 schermate), Impostazioni pulsanti/ghiere (2 schermate), Gestione energia, Impostazione salvataggio dati (2 schermate), Impostazioni di connessione.
Sono chiari, semplici e facilmente comprensibili, fra i migliori disponibili.

Mirino

Il mirino è uno schermo OLED con una risoluzione di 3,69 Mpx da considerare media, copertura del 100 % e ingrandimento reale di 0,77x. E’ ampio e luminoso e non presenta riflessi o ritardi. E’ possibile aumentare le sue prestazioni agendo sul comando Boost che permette di migliorarne la risoluzione o la frequenza di rinnovo. Questo però comporta un aumento del consumo della batteria.
Nel mirino possono essere visualizzate le regolazioni effettuate per l’esposizione e il bilanciamento del bianco e anche l’effetto dei profili colore applicati. E’ pure possibile valutare con facilità la profondità di campo.
Sia nel mirino che nello schermo è possibile visualizzare tutte le impostazioni della fotocamera e la scelta di quali vedere può essere personalizzata da menu. E’ possibile poi se visualizzarle lungo i quattro lati sovrapposte all’immagine o esternamente riducendo leggermente in questo caso le dimensioni dell’immagine visualizzata. E’ anche possibile visualizzarle diverse griglie per la guida dell’inquadratura ed una livella orizzontale, utile per evitare foto storte.
Complessivamente è un ottimo mirino.

Schermo

Lo schermo di tipo sensibile al tocco da 3,2″ con 2,36 Mpx ribaltabile il alto fino a 90°, in basso fino a 45° e verso destra di 60° ha un’elevata nitidezza, ma come tutti gli schermi non consente una visione ottimale in condizioni di forte illuminazione, specialmente in controluce. La possibilità di orientarlo però è molto comoda per riprese dal basso e dall’alto, anche in verticale e per il video.
Con il tocco si può selezionare e spostare l’area AF e mettere a fuoco, selezionare nel menu rapido, ma non scattare. In revisione ingrandire la visualizzazione, scorrere le immagini, inserire caratteri.
Nello schermo possono essere visualizzate tutte le informazioni che sono visibili nel mirino, comprese le griglie e la livella.

Otturatore

La GFX 100S è dotata di un otturatore meccanico ed uno elettronico e può funzionare in cinque differenti modalità: meccanica con tempi da 60 minuti a 1/4000, elettronica da 60 minuti a 1/16000, meccanico con prima tendina elettronica da 60 minuti a 1/1250, meccanico più elettronico, fino a 1/4000 funziona quello meccanico poi quello elettronico e meccanico con tendina frontale elettronica più elettronico, fino a 1/1250 prima tendina elettronica, poi fino a 1/4000 meccanico e oltre elettronico. In tutte le modalità di funzionamento in Program l’otturatore può arrivare al massimo ad un tempo di 4 secondi.
Usando l’otturatore con la prima tendina elettronica è possibile annullare le sue vibrazioni prima dello scatto, mentre usando quello esclusivamente elettronico si può scattare in modo totalmente silenzioso (eliminando anche il “bep” al raggiungimento della messa a fuoco) cosa molto utile se si deve scattare in un ambiente che richiede assoluto silenzio.

Stabilizzazione

La GFX 100S è dotata di uno stabilizzatore sul sensore (IBIS) a “5 assi” che consente, secondo Fujifilm, un guadagno fino a 6 stop stabilizzando i movimenti di beccheggio, imbardata, rollio, spostamento orizzontale e verticale. Lo stabilizzatore è stato completamente riprogettato rispetto a quello della GFX 100 diminuendone le dimensioni per alloggiarlo in un corpo più piccolo e migliorandone l’efficienza.
Per le prestazioni vedere l’apposita pagina.

Autofocus

La GFX 100S dispone di un autofocus ibrido a rilevamento di fase e di contrasto. Il sensore infatti è dotato di 3,76 Mpx adatti per l’autofocus a rilevamento di fase su circa il 100 % della superficie. I punti AF sono 425 e coprono quasi tutta l’inquadratura. Si può scegliere un singolo punto di AF, oppure una zona con sei differenti dimensioni o infine la zona ampia con copertura di quasi tutta l’inquadratura. I punti AF possono essere scelti in una griglia di 425 (25×17) come singolo punto oppure in un’area più ampia fino a 5×5 punti. Se si vuole una zona più grande si passa ad una griglia di 117 punti (13×9) con la possibilità di scegliere tre zone da 3, 5 o 7 punti per lato; infine si può scegliere l’intera area di messa a fuoco. Con il joystick è possibile spostare il punto o la zona su tutta l’inquadratura, mentre premendolo è possibile riportarlo al centro. Le zone o i punti AF sono individuati nel mirino o nello schermo con un quadrato bianco e si illuminano di verde quando è raggiunta la messa a fuoco. L’autofocus può essere singolo S, oppure continuo C. Per i ritratti è disponibile anche una funzione per il rilevamento del volto o degli occhi del soggetto, si può definire una priorità per l’occhio destro o sinistro e passare con il joystick da uno all’altro.
La messa a fuoco manuale è impostabile con l’apposito comando sul dorso. Può essere assistita in diverse modalità: ingrandimento della zona di messa a fuoco, immagine spezzata in orizzontale colorata o monocromatica, simulazione elettronica dei microprismi (come nelle vecchie reflex manuali) in un cerchio ampio al centro dell’inquadratura e infine evidenziazione dei contorni con colore a scelta. In tutti i casi quando si aziona la ghiera di messa a fuoco sull’obiettivo viene ingrandita un’area, spostabile con il joystick, su cui può essere effettuata la messa a fuoco. L’ingrandimento si può ottenere anche cliccando la ghiera di comando posteriore.
Per le prestazioni vedere l’apposita pagina.

Esposizione

L’esposizione può essere regolata in program, a priorità dei tempi o diaframmi e in manuale. La lettura esposimetrica può essere valutativa su 256 zone, media, media pesata al centro o spot.
L’esposizione si è dimostrata sempre corretta sia con molta luce sia in presenza di forti contrasti e solo in casi veramente al limite ho dovuto apportare delle correzioni. Tendenzialmente opera in modo equilibrato, cercando di salvare le luci; in qualche caso quindi le ombre possono risultare un po’ scure e si deve intervenire con la compensazione dell’esposizione. Scattando in raw e usando CaptureOne per la conversione in jpeg è possibile correggere ampiamente l’esposizione e recuperare le luci e le ombre anche in situazioni difficili. Nelle foto notturne con presenza di forti luci con misurazione valutativa è necessario sottoesporre di 2/3 di stop, come per quasi tutte le fotocamere.

Sensibilità ISO

L’impostazione automatica della sensibilità ISO può essere personalizzata definendo il tempo più lungo di scatto oltre il quale questa va aumentata ed i suoi valori minimo e massimo. Il tempo minimo di scatto può anche essere impostato automaticamente in funzione della lunghezza focale dell’obiettivo in uso. Questo è un notevole miglioramento rispetto alla GFX 100 che consente di usare la funzione ISO auto senza problemi e limitazioni. Si possono impostare e memorizzare tre profili ISO auto con diverse gamme di sensibilità e tempi minimi di scatto.

Bilanciamento del bianco

Il bilanciamento del bianco può essere regolato automaticamente o su 7 valori predefiniti. Può anche essere effettuata una taratura personalizzata, oppure essere impostato direttamente in gradi Kelvin.
In auto si è dimostrato quasi sempre corretto sia di giorno che di notte, in esterni ed interni e non ho mai dovuto apportarvi correzioni se non in situazioni difficili di luce mista, anche se in situazioni di luce notturna ha mostrato qualche incertezza..

Formato foto

Le foto possono essere salvate in sette rapporti di aspetto: 4:3, 3:2, 16:9, 1:1, 65:24, 5:4 e 7:6 in Jpeg con qualità Super Fine, Fine o Standard, in raw (RAF) e in raw più jpeg. Le foto possono essere salvate in diverse dimensioni: per il rapporto 4:3 L 101 Mpx, M 51 Mpx e S 12 Mpx.

Profili colore

La fotocamera dispone, come tutte le Fujifilm, di numerosi profili colore che richiamano i colori delle più famose pellicole dia e negative Fuji: Provia (standard), Velvia (vivace), Astia (morbida), Classic Chrome (neutra), Pro Neg. Hi, Pro Neg Standard, Classic Neg, Nostalgic Neg, Eterna (per le riprese video),Eterna Bleach Bypass consentono di ottenere foto jpeg con caratterizzazione colore diverse da usare secondo i soggetti ed i gusti del fotografo. Oltre a questi esistono i profili per bianconero e Across (bianco e nero dettagliato) anche con filtri giallo, rosso e verde e sepia. Questi profili possono essere applicati, oltre che alle foto jpeg al momento dello scatto, anche alle foto in formato raw tramite il software CaptureOne for Fujifilm o Raw File Converter e quindi è possibile cambiarli a posteriori per trovare quello più adatto a ciascuna foto.
In questo modo è possibile caratterizzare le foto con il profilo più adatto al soggetto ed alle intenzioni del fotografo.
Oltre ai profili di simulazione film CaptureOne offre un’ulteriore serie di profili colore con cui possono essere personalizzate le foto convertite da raw.

Effetti e scene

In una fotocamera di taglio professionale come la GFX 100S non sono previsti effetti o scene predisposte.

Profondità di campo

Una caratteristica importante delle medio formato è l’estremo controllo che consentono sulla profondità di campo. Infatti a parità di f/stop (cioè di numero di diaframma) una medio formato ha una profondità di campo inferiore ad una fullframe, un’APS o a una Micro 4/3 rispettivamente di uno stop, due stop o tre stop. Usando quindi gli obiettivi alla massima apertura, in particolare con i focale fissa di grande luminosità, si può isolare il soggetto dallo sfondo con una profondità di campo ridottissima, cosa impossibile o quasi con i formati più piccoli. Se invece serve una profondità di campo elevata si può chiudere il diaframma, allungando il tempo di posa per i soggetti statici, oppure aumentando la sensibilità ISO, senza rischi di penalizzazioni per la qualità d’immagine entro certi limiti.

Flash

La GFX 100S non dispone di flash integrato. Questa scelta, fatta perché si pensa che chi usa una fotocamera di questo livello abbia anche un flash esterno e anche per rendere la fotocamera impermeabile a polvere ed acqua, è però penalizzante perché non sempre ci si porta il flash se non si prevede di usarlo e, senza flash integrato, non si può usufruire di questo tutte le volte in cui servirebbe un semplice flash di schiarita, ad esempio per un ritratto al volo in esterni con il sole alto.

Connessione

Come tutte le ultime fotocamere anche la GFX 100S è dotata di connessione Wi-Fi e Bluetooth. Tramite l’App Fujifilm Camera Remote, disponibile per Android e iOS, è possibile connettersi alla fotocamera per il trasferimento delle foto o per il suo controllo remoto, compreso lo scatto a distanza.

Altre caratteristiche

La fotocamera consente di modificare la gamma dinamica delle foto aumentandola fino al 400 % in modo automatico o manuale. Questo comporta però un aumento della sensibilità usata con la possibile presenza di rumore se si arriva a sensibilità molto alte.

Dispone inoltre della funzione Pixel Shift Multi Shot che combina 16 file RAW per creare un’unica immagine da 400 MP che riproduce i minimi dettagli con la massima precisione del colore. Le immagini vengono create spostando il sensore per registrare i dati rossi, verdi e blu da ogni pixel. Questo processo si traduce in una riproduzione dei colori senza precedenti, annullando i falsi colori, ed è perfetto per l’archiviazione di opere d’arte, per preservare beni culturali o per qualsiasi applicazione che richieda un’immensa fedeltà dei colori e dettagli elevatissimi.
E’ possibile usarla solo con la fotocamera su treppiedi e per soggetti assolutamente fermi perchè un minimo movimento, anche una foglia o un ramo d’albero, potrebbe rovinare l’immagine.

La GFX 100S consente cinque tipi di bracketing: esposizione, sensibilità ISO, simulazione film, bilanciamento del bianco, gamma dinamica e messa a fuoco.

E’ disponibile un intervallometro per effettuare degli scatti ad intervallo fisso, fino a 999, entro 24 ore. E’ anche possibile effettuare esposizioni multiple.

Infine è possibile visualizzare, nel mirino o nello schermo, una livella utile per foto di architettura e di paesaggio.

Raffica

La GFX 100S dispone di due velocità di raffica: 2 fg/s e un numero illimitato di foto jpeg, 45 in raw compresso, 22 con compressione senza perdita e 16 senza compressione, e 5 fg/s per 42 jpeg, 16 raw compressi o 15 raw non compressi. Si possono usare tutte le modalità di funzionamento, ma se il tempo di scatto è troppo lento la velocità sarà rallentata.
L’esposizione è determinata scatto per scatto a meno che si verifichino certe condizioni per impedirlo. La messa a fuoco ugualmente scatto per scatto se è impostata su AFC (autofocus continuo).
Non è una prestazione particolarmente brillante, ma si deve tenere conto della grande dimensione delle immagini.

Video

La ripresa video consente di riprendere video Cine 4K a 4096×2160 pixel o 4K a 3840×2160 pixel, 29,97/25/24/23,98 p a 400/200/100 Mbps per 120 minuti oppure Full HD a 2048×1080 o 1920×1080 pixel 29,97/25/24/23,98p a 200/100 Mbps per 120 minuti. Il formato è MOV MPEG-4 AVC/H.264 o HEVC/H.265 con audio Linear PCM Stereo a 24bit e campionamento a 48 KHz. Le compressioni video sono All intra e Long-GOP.
Il video è registrato 4:2:0 a 10 bit con il codec H265 e a 8 bit con l’H264 per tutti i formati. Sull’uscita HDMI è disponibile il segnale 4:2:2 a 12 bit per un registratore esterno.
La fotocamera utilizza tutta la larghezza del sensore per registrare i formati 17:9 e 16:9 43,8×23,19 mm (diagonale 49,56 mm) mantenendo così quasi invariato l’angolo di campo degli obiettivi e la profondità di campo che consente quindi di avere soggetti nitidi e sfondi sfuocati, ampia gamma tonale ed elevata sensibilità.

Questo consente un elevato dettaglio ed un’alta tridimensionalità della scena. Usa poi un sovra campionamento equivalente a 50,5 Mpx e supporta il codec H.265/HEVC, le curve F-Log, per un’elevata gamma dinamica, e HLG per la registrazione di filmati HDR.
Per la ripresa si possono usare tutte le modalità di funzionamento, Program, priorità e manuale, come per le foto e lo stesso per tutte le altre regolazioni e per le simulazioni pellicola. La messa a fuoco può essere continua o manuale.

Batteria e caricamento

La GFX 100S è dotata di una batteria agli ioni di litio NP-W235 che consente, secondo Fujifilm, circa 460 scatti oppure la ripresa video per 95-110 minuti a secondo del formato e dell’attivazione del riconoscimento dei volti.
Il consiglio è comunque di munirsi di una seconda batteria e di ricaricarle spesso se si prevede di scattare molte foto o riprese video lunghe.
La batteria può essere caricata anche tramite la connessione USB.
Inoltre Fujifilm non fornisce più con la fotocamera il caricabatterie (come purtroppo sta diventando uso comune anche per gli smartphone) e quindi si deve usarne uno di cui si è già in possesso o acquistarne uno e questa è una cosa assolutamente inaccettabile per una fotocamera che costa oltre 6.000 €.
Questo preclude l’uso della macchina mentre si carica la batteria.
Fujifilm fornisce a parte un caricabatterie esterno, ma sarebbe opportuno che lo fornisse con la macchina come standard.

Obiettivi

La GFX 100S ha l’innesto obiettivi Fujifilm G. Questo innesto con un diametro di 65 mm consente una distanza della flangia dal piano del sensore molto ridotta, 26,7 mm, e una distanza minima della lente posteriore di solo 16,7 mm consentendo una migliore progettazione di obiettivi compatti e luminosi. Il collegamento col corpo macchina è solo elettrico con 12 contatti.
Gli obiettivi sono tutti del tipo Weather Resistent, cioè protetti da polvere ed acqua.
Il fattore moltiplicativo della focale per calcolare quella equivalente nel formato fullframe è circa 0,8x.
Il corredo attualmente comprende 13 obiettivi, nove a focale fissa e quattro zoom. I focale fissa sono GF 23 mm f/4,0 LM WR (18 mm eq.) 2.840 €, GF 30 mm f/3,5 WR (24 mm eq.) 1.830 €, GF 45 mm f/2,8 WR (36 mm eq.) 1.830 €, GF 50 mm f/3,5 WR (40 mm eq.) 1.070 €,GF 63 mm f/2,8 WR (50 mm eq.) 1.620 €, GF 80 mm f/1,7 WR (64 mm eq.) 2.340 €, GF 110 mm f/2,0 LM WR (87 mm eq.) 3.050 €, GF 120 mm f/4,0 LM OIS WR Macro (95 mm eq.) 2.950 € e GF 250 mm f/4,0 WR OIS (200 mm eq.) 3.350 €. Gli zoom sono il GF 32-64 mm f/4,0 LM WR (25-51 mm eq.) 2.540 €, il GF 35-70 mm f/4,5-5,6 WR 1.025 €, il GF 45-100 mm f/4,0 WR OIS (36-80 mm eq.) 2.440 € e il GF 100-200 mm f/5,6 WR OIS (80-160 mm eq.) 2.030 €. Infine è disponibile anche un moltiplicatore di focale 1,4x GF1 TC WR 870 €; con il 250 mm ed il moltiplicatore si potrà arrivare ad una focale di 350 mm f/5,6 equivalente ad un 280 mm.
Per il futuro è stato promesso per il 2022 un 55 mm f/1,7 WR (45 mm eq.), un supergrandangolo e un obiettivo decentrabile e basculabile.
E’ un corredo abbastanza completo, adatto per riprese in studio e interni, ma anche in esterni di paesaggio, architettura, moda, ritratti, macro, ma anche di strada.
Si tratta di obiettivi di elevata qualità, ma costosi anche se proporzionati al costo della macchina e più economici di altre alternative.
Fujifilm rende disponibile infine un anello adattatore per gli obiettivi per la Fujifilm GX645AF, medio formato a pellicola.

Impressioni d’uso

La GFX 100S è una fotocamera speciale in tutti i sensi. prima di tutto è una fotocamera pensata e progettata per essere usata anche a mano libera. La si può prendere prendere e portare fuori tutto il giorno o in qualunque occasione senza problemi in particolare scegliendo l’obiettivo adatto fra quelli più compatti come il 50/3,5, lo zoom 35-70, ma anche il 30 e l’80. E’ difficile però che si possa prenderla in ogni occasione perché forse si potrà fare qualche scatto, ma si deve uscire con la GFX 100S con uno scopo mirato, scegliendo accuratamente le ottiche anche perché è difficile portarsene dietro più di due, tre al massimo, visto il peso e le dimensioni.
Gli ambiti di utilizzo di questa fotocamera sono naturalmente il ritratto, sia in studio che in esterni, lo still life, la moda, le cerimonie e soprattutto il paesaggio e l’architettura. Volendo con il 50 mm si può pure usarla per la foto di strada.
Dal punto di vista dell’uso pratico molte considerazioni le ho già fatte. Dopo aver personalizzato alcuni comandi secondo le proprie esigenze l’uso è facile e rapido, anche con l’occhio al mirino. L’interruttore di accensione è molto comodo, coassiale al pulsante di scatto nella posizione che preferisco, anche perché la macchina si impugna bene ed è rapidissimo accenderla e portarla all’occhio. Anche il joystick è molto comodo e di rapido azionamento sia per regolare le dimensioni delle aree di messa a fuoco, cliccandolo con uno scatto secco e preciso, sia per spostare il punto o l’area AF, cosa preferibile piuttosto che lo spostamento tramite lo schermo sensibile al tocco anche mentre si è con l’occhio al mirino.
Si deve però stare attenti ad alcune particolarità del funzionamento delle Fujifilm in generale e di questo modello in particolare.
Per quanto riguarda la fotometria non è consentito passare dalla misurazione a matrice a quella a prevalenza centrale o spot se è attivo il rilevamento automatico dei volti. Questa è una caratteristica comune a tutte le Fujifilm, ma per capirlo è necessario leggere il manuale.
Altra caratteristica particolare è che perché la fotocamera adegui l’esposizione scatto per scatto durante la raffica è necessario che la funzione OTTURATORE AE nel menu IMPOSTAZIONI-PULSANTI/GHIERE sia in OFF.
La qualità d’immagine pero è superba, come si vedrà nella galleria e nella pagina delle prestazioni. Quello che impressiona di più, oltre all’elevata risoluzione, è la tridimensionalità delle foto e il controllo che si può ottenere sulla profondità di campo anche con obiettivi non particolarmente luminosi.

Le foto pubblicate sono suddivise in foto di test, scattate a tutte le sensibilità, da 100 a 12800 ISO, in luce naturale di giorno e di notte e in interni ed a vari diaframmi per valutare anche gli obiettivi, e foto di esempio, a varie sensibilità a secondo delle situazioni, anche se di giorno sono stati usati possibilmente i 100 ISO. Tutte le foto sono state salvate sia nel formato jpeg come salvato dalla macchina, sia nel jpeg convertito dal raw con CaptureOne for Fujifilm.

=====>>  Prestazioni & conclusione

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