Canon RP: test

La EOS RP è la seconda mirrorless proposta da Canon e si pone alla base della sua offerta. E’ piccola e compatta ed anche molto leggera. Dispone di un sensore CMOS da 26 Mpx, analogo, ma non uguale, a quello della EOS 6D II e dotato della tecnologia Dual Pixel AF per la messa a fuoco ibrida. L’elaboratore d’immagine è il Digic 8. L’innesto obiettivi è il nuovo Canon RF con baionetta di grande diametro e tiraggio ridotto. Dispone di mirino elettronico con 2,36 Mpx e di schermo orientabile in tutte le direzioni.
Le sue caratteristiche sono valide ed interessanti ed unite al prezzo del corpo ridotto ne fanno una fotocamera adatta ad iniziare nel mondo delle mirrorless fullframe sia per nuovi utenti sia per chi già possiede fotocamere ed obiettivi del sistema Canon.

La EOS RP e’ una fotocamera molto compatta e leggera. Rispetto ad altre mirrorless fullframe il corpo è poco sviluppato in altezza, anche abbastanza sottile, con spigoli arrotondati, solo un’impugnatura piuttosto pronunciata sulla destra e molto leggero, anzi il più leggero fra tutte le fullframe. Questo contrasta un po’ con gli obiettivi RF attualmente disponibili che tendono ad essere grandi e ingombranti e fanno quasi passare in secondo piano il corpo rispetto alle loro dimensioni. C’è da dire però che Canon sta presentando nuovi obiettivi di dimensioni, peso e costi più contenuti e quindi più adatti ad una fotocamera come questa RP.

Le caratteristiche principali della RP sono:

– sensore fullframe CMOS da 26 Mpx
– processore Digic 8
– innesto obiettivi Canon RF
– corpo in materiale composito, policarbonato, con struttura interna metallica
– autofocus ibrido a rilevamento di fase e di contrasto con 4779 punti AF suddivisi in 143 zone e rilevamento volti ed occhi
– sensibilità da 100 a 40000 ISO con estensioni a 50 e 102400
– mirino elettronico con 2,36 Mpx, copertura 100 % e ingrandimento 0,7x
– schermo da 3″ con 1.040.000 pixel orientabile in tutte le direzioni
– otturatore a funzionamento meccanico a controllo elettronico con tempi da 30 secondi a 1/4000
– raffica a 5 fg/s a pieno formato
– video 4K a 3840×2160 pixel con ritaglio 1,625x e Full HD con audio stereo
– prese per microfono, cuffia, HDMI e USB
– assenza di flash
– sistema di pulizia del sensore a vibrazione ultra sonica
– connessioni wi-fi e Bluetooth
– dimensioni 133x85x70 mm
– peso 485 grammi

La EOS RP costa circa 1.180 € solo corpo, 1450 € con lo zoom 24-105/4,0-7,1 IS, 1.850 con il 24-240/4,0-6,3 IS e 2.150 con il 24-105/4,0 L IS.

Descrizione

L’aspetto della EOS RP è particolare: è molto bassa con una sporgenza del mirino centrale appena accennata che sembra appiattita appena sopra il grande innesto RF che ad obiettivo smontato domina il frontale. Questo però non ha influito sulla disposizione dei comandi che seguono i classici schemi Canon e rendono disponibili due ghiere di comando come nei modelli superiori.
Questo appare evidente in confronto con la EOS R, la prima mirrorless fullframe di Canon.

Se la si confronta con la Sony A7C si vede però che questa è molto più piccola e compatta, anche se non più leggera per la sua costruzione totalmente metallica.

Inizio la descrizione dal frontale.

A destra del bocchettone d’innesto degli obiettivi c’è il pulsante di sblocco. A sinistra in alto si vede il led che funziona da illuminatore ausiliario per l’autofocus, indicatore per l’autoscatto e ricevitore per il telecomando. In cima all’impugnatura il pulsante di scatto.

Sulla calotta superiore a sinistra c’è l’interruttore di accensione in una posizione piuttosto scomoda in quanto se si tiene la macchina per l’impugnatura con la mano destra si deve intervenire anche con la sinistra per accenderla, in alcuni casi perdendo tempo e la possibilità di qualche scatto al volo.  Al centro sopra la piccola sporgenza del mirino c’è la slitta per il flash o altri accessori.

Proseguendo verso destra troviamo la manopola delle modalità di funzionamento: A* totalmente automatico con scelta automatica delle scene, Fv a priorità flessibile che consente di impostare tempo di scatto, diaframma, sensibilità più la compensazione dell’esposizione regolando automaticamente il parametro o i parametri non scelti, P esposizione programmata, Tv priorità dei tempi, Av priorità dei diaframmi, M manuale, B posa, C1 C2 C3 modalità di scatto personalizzate, Video e SCN per scegliere le scene.

Poi c’è la ghiera di comando posteriore con coassiale l’interruttore Lock per il blocco dei comandi che evita di modificarli inavvertitamente.

Davanti a questa c’è il pulsante rosso per la ripresa video. Sull’impugnatura c’è la ghiera di comando anteriore e un piccolo pulsante M-Fn che visualizza, nello schermo o nel mirino, un piccolo menu rapido per impostare sensibilità ISO, modalità di scatto, bilanciamento del bianco e compensazione esposizione per il flash. Il pulsante di scatto si intravede sulla punta dell’impugnatura.

Nella parte posteriore, dove i comandi sono tutti concentrati in alto e a destra, in alto a sinistra c’è solo il pulsante di richiamo dei menu.

Poi al cento il mirino con sulla sinistra la rotella per la correzione diottrica e a destra il sensore per rilevare l’occhio del fotografo. A destra del mirino i forellini dell’altoparlante.

Sul lato desto in alto c’è il pulsante per l’attivazione dell’autofocus indipendentemente dal pulsante di scatto. Poi all’estrema destra il pulsante * per il blocco dell’esposizione e messa a fuoco e sotto quello per selezionare e poi spostare il punto o la zona AF con le ghiere di comando o con i tasti del pad.

Scendendo in basso a fianco dello schermo c’è il pulsante Info che consente di modificare le informazioni visualizzate nello schermo o nel mirino. Scendendo si trova il pad a quattro vie con al centro il pulsante per la conferma delle scelte e per richiamare il menu rapido. I tasti servono solo per spostare il punto di messa a fuoco, spostarsi nei menu, fra le opzioni del menu rapido e per spostarsi sull’ingrandimento di una foto visualizzata. Infine in basso ci sono i pulsanti per la revisione delle foto e per la loro cancellazione.

Sul lato destro non c’è nulla.

Sul lato sinistro ci sono dietro tre sportellini gommati in alto la presa per il telecomando, in basso quelle per microfono e cuffia e dietro quelle HDMI e USB.

Sul fondello c’è l’attacco a vite per il treppiedi allineato con l’obiettivo e lo sportello dell’alloggiamento della batteria agli ioni di litio e della scheda SD.

In dotazione, insieme alla macchina sono forniti:

– batteria ricaricabile LP-E17
– caricabatteria LC-E17E con cavo
– il tappo di copertura del bocchettone di innesto ottiche
– la cinghia a tracolla

Il software per visualizzare le foto e quello per la conversione raw, Digital Photo Professional, deve essere scaricato dal sito Canon.

Come accessori opzionali si possono avere:
– batteria supplementare LP-E17
– impugnatura EG-E1
– vari flash Canon
– microfono stereo direzionale DM-E1
– trasmettitore per flash esterni Speedlite ST-E3_RT

Schermate

Menu rapido

Menu

Uso in pratica

La EOS RP che ho avuto a disposizione era dotata dello zoom RF 24-105 mm f/4,0 L IS. E’ uno degli obiettivi con cui è venduta in kit ed è anche quello di qualità più alta fra i tre.
A prima vista la EOS RP sembra una fotocamera economica e le sue dimensioni fanno pensare più ad una APS che ad una fullframe. Anche il rivestimento esterno del corpo, in plastica, non depone a suo favore. Le sue caratteristiche tecniche però la pongono su un livello superiore e come vedremo nella prova ha delle buone qualità:
L’insieme della RP con lo zoom 24-105 è anche questo un po’ strano e fuori dai canoni consueti. Il corpo macchina, come detto, è piccolo e leggero e l’obiettivo in proporzione è grande e più pesante del corpo, anche se in realtà non è più massiccio degli altri obiettivi con queste caratteristiche. Questo sbilancia un po’ l’insieme ed è difficile impugnare la macchina con una sola mano quando si scatta, anche se questo non si dovrebbe fare. Anche il numero di comandi presenti sul corpo non è elevato e questo può essere motivato dalle dimensioni ridotte e dal fatto che si tratta di una fotocamera orientata più ai fotoamatori che ai professionisti. Vediamo comunque in dettaglio come si presenta nell’uso pratico.

Corpo macchina

Ha un aspetto particolare con dimensioni più o meno standard il larghezza e profondità per una mirrorless fullframe, ma con un’altezza ridotta. E’ costruito con un telaio interno metallico e un rivestimento esterno in plastica, policarbonato, liscio con un trattamento zigrinato dove cadono le dita del fotografo, cioè sull’impugnatura e sulla parte posteriore destra dove ci sono i principali comandi.
Il tutto da una sensazione di economicità che non si addice ad una fotocamera del suo costo e del suo livello.

Comandi

I comandi sono abbastanza semplificati anche se alla fine, con un po’ di pratica, si riesce ad impostare la fotocamera abbastanza rapidamente secondo le proprie esigenze.
Le modalità di scatto si impostano con l’apposita manopola, come in quasi tutte le digitali, e i tempi, diaframmi o il “program shift” si possono regolare con le due ghiere di comando. Non ci sono però comandi diretti per sensibilità ISO, bilanciamento del bianco e compensazione dell’esposizione e non è possibile personalizzare per questo uso i pulsanti del pad a quattro vie che servono solo per navigare nei menu e per spostare i punti AF. Le uniche possibilità sono quella di usare il pulsante M-Fn per richiamare, nello schermo o nel mirino, un piccolo pannello menu che consente di regolare Sensibilità, bilanciamento del bianco, modalità di scatto e compensazione esposizione flash, oppure in alternativa premere il pulsante SET che attiva il menu rapido. In questo sono disponibili tutti i principali controlli. Per spostarsi da un controllo all’altro è necessario usare i tasti alto/basso del pad, mentre per regolare i singoli valori si devono usare i tasti destra/sinistra. E’ un modo di impostazione lento e macchinoso che in certe circostanze potrebbe far perdere qualche occasione fotografica. Lo stesso si deve fare per impostare la modalità di scatto, singola, a raffica o autoscatto o per la modalità autofocus, spot AF più piccolo di un punto, punto AF, punto AF espanso, Zona AF o rilevamento dei volti ed occhi. Per lo spostamento del punto di messa a fuoco invece si può usare l’apposito pulsante all’estrema destra del dorso che consente poi di spostare i punti AF con i tasti del pad; anche qui però è necessari compiere una doppia azione.
In conclusione l’assenza di comandi diretti e di un joystick si fa sentire e le impostazioni della fotocamera risultano poco pratiche e macchinose. Sembra che la EOS RP sia stata progettata per un uso prevalente in totale automatismo.

Menu

I menu sono quelli classici Canon, un po’ semplificati rispetto alle fotocamere professionali. Sono suddivisi in quelli relativi all’immagine, 9 pagine, alla visualizzazione ed elaborazione, 4 pagine, alle impostazioni e personalizzazione della fotocamera, 6 pagine e una pagina per la personalizzazione del menu attivabile col tasto MFn. Infine è possibile definite un menu utente. I menu si navigano con le ghiere di comando i tasti del pad muovendosi orizzontalmente tra le pagine e verticalmente tra le singole opzioni.
Complessivamente sono abbastanza chiari e comprensibili, anche se mancano le opzioni per la personalizzazione dell’autofocus in modalità continua e non ci sono menu separati per foto e video.

Mirino

Il mirino, di tipo OLED, ha una risoluzione di 2,36 Mpx e un’estrazione pupillare di 22 mm. La correzione diottrica varia da -4 a +1 diottrie. La risoluzione ed il dettaglio sono buoni e l’ingrandimento adeguato per vedere bene l’immagine che è grande quanto quella di un mirino di una reflex fullframe. Nel mirino è possibile vedere tutto quello che si vede sullo schermo, compresi tutti i menu, quindi anche in questo caso operare tutte le regolazioni senza staccare l’occhio. Inoltre si ha una copertura del 100 % utile se si ha la necessità di inquadrare con estrema precisione, come in macro. Altro vantaggio, come di quasi tutti gli elettronici, è quello di poter vedere in anticipo l’esposizione e la sua compensazione, il bilanciamento del bianco e gli eventuali profili colore applicati e correggerli se del caso. Infine ha una caratteristica molto utile: quando si gira la fotocamera per un’inquadratura verticale le informazioni nel mirino si spostano rimanendo sempre sul lato in basso e in alto come per le inquadrature orizzontali. Il mirino non presenta scie o rallentamenti anche nel caso di soggetti in movimento veloce ne rumore bell’inquadrare scene in poca luce. E’ possibile visualizzare anche una livella elettronica.

Schermo

Lo schermo da 3″ con 1.040.000 pixel è sufficientemente nitido e abbastanza visibile anche in piena luce. Può essere utile per inquadrare e utilizzare i menu o quando si usa la macchina su treppiede. E’ orientabile in tutte le direzioni e anche verso l’avanti.
E’ sensibile al tocco e questo consente oltre che mettere a fuoco e scattare toccandolo ed alcune altre funzioni interessanti. E’ possibile infatti, quando si è con l’occhio al mirino, spostare il punto o l’area di messa a fuoco selezionati toccando lo schermo e spostandoli con il dito. E’ anche possibile selezionare se per questa funzione si userà la metà destra, sinistra, in alto o in basso dello schermo.

Otturatore

La RP dispone di otturatore meccanico a controllo elettronico con tempi da 30 secondi a 1/4000 collaudato per 100.000 scatti. La modalità silenziosa per non far sentire lo scatto dell’otturatore può venire impostata purtroppo solo nella modalità di funzionamento “Scene” utilizzando la scena silenziosa.

Stabilizzazione

Le RP non è dotate di stabilizzazione sul sensore e si affida a quella sugli obiettivi come è stato tradizione per Canon fino alla presentazione delle EOS R5 e R6. Il 24-105 provato è però dotato di stabilizzazione ottica.
Per le prestazioni vedere l’apposita pagina.

Autofocus

L’autofocus della RP è ibrido, a rilevamento di fase e contrasto che usa la tecnologia Canon Dual Pixel CMOS AF. Ha 4779 punti AF che coprono orizzontalmente l’88 % dell’inquadratura e verticalmente il 100 % divisi in 143 aree. Per la selezione automatica. sono selezionabili singolarmente in AF Spot, con la possibilità però di cambiare la dimensione del riquadro AF oppure con espansione ai 4 o 9 circostanti o di selezionare una zona AF. Lo spostamento dei punti o delle zone AF può essere fatto premendo l’apposito tasto all’estrema destra del dorso e poi con le ghiere di comando anteriore e posteriore, oppure meglio con i tasti del pad o infine ancora meglio con il tocco sullo schermo che alla fine si rivela l’opzione più rapida e comoda.
Le modalità di funzionamento possono essere AF One-Shot singola, AF Servo continua. La scelta può essere effettuata tramite il piccolo menu rapido che si attiva premendo il tasto MFn. L’autofocus dispone anche della rilevazione dei volti e degli occhi sia in modalità singola che continua.
La sensibilità dell’autofocus è elevata arrivando a -5 EV, praticamente al buio, e dispone anche di un illuminatore ausiliario.
La messa a fuoco manuale può essere attivata solo agendo sull’apposito interruttore sull’obiettivo. In questo caso quando si agisce sulla ghiera di messa a fuoco l’immagine nel mirino o sullo schermo viene ingrandita per facilitare la messa a fuoco ed è disponibile l’evidenziazione dei contorni (focus peaking).
Per le prestazioni vedere l’apposita pagina.

Esposizione

La EOS RP può funzionare in totale automatismo di esposizione usandola in modalità A+. In alternativa ha i classici modi Program, priorità dei tempi e manuale. A questi si aggiunge la modalità Fv flexible. In questa modalità è possibile lasciare scegliere alla fotocamera i tre parametri di esposizione, tempi diaframmi e sensibilità e in questo modo il funzionamento sarà come in Program, oppure sceglierne uno, tempo diaframma o sensibilità e lasciare che la fotocamera imposti gli altri due, o sceglierne due e lasciare che la fotocamera decida il terzo o infine impostarli tutti e tre e in questo caso si lavora in manuale. Non c’è molta differenza con quello che si può ottenere spostando l’apposita manopola su una delle varie modalità disponibili: con la modalità Fv l’unico vantaggio è che non si deve più spostare la manopola. Mi sembra un sistema che aggiunge poco alle funzionalità della macchina e forse anche questo pensato per chi ha poca esperienza.
La misurazione può essere valutativa collegata ai punti AF, media pesata al centro, parziale al centro (circa 5,5 %) e spot (2,7 % al centro).
L’esposizione è stata sempre corretta in quasi tutte le situazioni con foto ben esposte e equilibrate sia con molta luce che di notte. In questa situazione ha mostrato di sovraesporre poco le foto, usando la misurazione valutativa, con una correzione al massimo di 2/3 di stop. In situazioni di forte contrasto come i controluce privilegia le luci salvaguardando le ombre. Questo produce in alcuni casi dei jpeg con ombre poco leggibili, ma se si usa il raw è possibile recuperarle facilmente senza perdere dettagli sulle alte luci che con una esposizione per le ombre andrebbero irrimediabilmente persi.

Sensibilità ISO

La sensibilità può essere regolata, automaticamente o manualmente, da 100 a 40000 ISO a passi di 1 stop o di 1/3 di stop e può essere estesa verso il basso fino a 50 e verso l’alto fino a 102400 ISO.
La regolazione automatica della sensibilità ISO consente di impostare un valore limite fisso del tempo di scatto oltre il quale la sensibilità deve essere aumentata oppure di farlo scegliere automaticamente in funzione della lunghezza focale dell’obiettivo anche zoom. Quando si usa la modalità di funzionamento Fv o quella manuale e si imposta la sensibilità automatica questo consente di impostare manualmente tempi e diaframmi affidando alla fotocamera la regolazione dell’esposizione agendo sulla sensibilità.

Bilanciamento del bianco

Può essere automatico, con prevalenza ambiente o bianco, oppure selezionato su sette valori prefissati. Si può anche impostare una regolazione personalizzata basata su una misurazione memorizzabile oppure regolarlo in gradi K°.
Si è dimostrato sempre corretto, sia di giorno che di notte e non ho dovuto mai apportare correzioni alle foto raw.

Formato foto

Le foto possono essere salvate in formato 3:2, 4:3, 16:9 e 1:1 e in varie dimensioni. Per il 3:2 L a 6240×4160 26 Mpx, M1 a 4160×2768 11,5 Mpx, S1 a 3120×2080 6,5 Mpx e S2 a 2400×1600 3,8 Mpx. E’ possibile anche usare un formato ritagliato di dimensioni APS (1,6x) a 3888×2592 10 Mpx o 2400×1600 3,8 Mpx.
Le foto possono essere salvate in Jpeg con qualità Fine o Normal, in raw CR3 a 14 bit e in raw più jpeg.

Profili colore

La RP dispone di alcuni profili colore che possono anche essere selezionati automaticamente: Standard, Ritratto, Paesaggio, Dettaglio fine, Neutro, Immagine fedele, Monocromatico più tre impostazioni definite dall’utente e memorizzabili.

Scene

Sano disponibili diverse scene selezionate automaticamente nella modalità di funzionamento A+ oppure manualmente nella modalità SCN. Sono: Ritratto, Foto di gruppo, Panorama, sport, Bambini, panning, Macro, Cibo, Ritratto notturno, Notturno senza treppiedi, Controllo retroilluminazione HDR, Modalità silenziosa.

Flash

La RP non dispone di un flash integrato. Questo come sempre può costituire una limitazione in quanto non si ha disponibile un piccolo flash da usare in situazioni di emergenza o come luce di schiarita in esterni.

Raffica

La EOS RP dispone di uno scatto continuo in raffica con la velocità di 5 fg/s per un numero illimitato di jpeg fino ad esaurimento della scheda di memoria o per un massimo di 50 raw. Se si usa l’autofocus continuo AF Servo però la velocità scende a 4 fg/s.
Per le prestazioni vedere la rispettiva pagina.

Video

La ripresa video consente di riprendere video 4K a 3840×2160 pixel 25/24p con un bit rate massimo di 120 Mbps e un fattore di ritaglio 1,625x, quasi pari al valore di ritaglio per l’APS Canon. Questo vuol dire che l’angolo di campo degli obiettivi in video viene ridotto e ad esempio il 24-105 in prova per le riprese video si comporta come un 39-170 mm. Questo può essere un grosso svantaggio se si vogliono effettuare delle riprese grandangolari. In questo caso sarebbe opportuno usare degli obiettivi EF-S specifici per il formato APS, anche se in questo caso è disponibile solo la ripresa 4K o HD, ma non la Full HD. E’ poi disponibile una ripresa Full HD a 1920×1080 pixel 60/50/30/25p e HD a 1280×720 pixel.
Il formato è MP4 con codec AVC/H264. La durata massima della registrazione è di 29 minuti e 59 secondi. I video possono essere salvati internamente su scheda a 8 bit 4:2:0 mentre tramite l’uscita HDMI possono essere salvati su un dispositivo esterno a 8 bit in 4:2:2 non compresso.
Nella registrazione l’esposizione può essere automatica o manuale e si può usare anche la funzione HDR. La messa a fuoco sfrutta il Dual Pixel AF ed è continua AF Servo con anche l’individuazione di volti ed occhi, oppure può essere manuale con l’ausilio dell’evidenziazione dei contorni.
La ripresa si attiva posizionando la manopola delle modalità nella posizione video e premendo il pulsante rosso, ma può essere attivata anche nelle altre modalità di scatto. C’è anche la possibilità di estrarre una foto jpeg da 8,3 Mpx dal video 4K.

Connessione

Sono disponibili le connessioni wifi e Bluetooth. Con il wi-fi è possibile controllare la fotocamera da remoto tramite l’app Canon Camera Connect e uno smartphone o tablet e di trasferire le foto scattate sia con la connessione wi-fi che con quella Bluetooth. Il Bluetooth consente di mantenere attiva una connessione con uno smartphone, tablet o computer per il trasferimento continuo delle foto.

Batteria e caricamento

Le RP è dotata di una batteria agli ioni di litio LP-E17 con una capacità di circa 250 scatti, abbastanza pochi.
Il consiglio è quindi di munirsi di una seconda batteria e di ricaricarle spesso se si prevede di scattare molte foto o riprese video lunghe. La ricarica può essere effettuata con il caricabatteria LC-E17E fornito in dotazione.
La batteria può essere caricata anche tramite la connessione USB.

Obiettivi

Il corredo obiettivi Canon con innesto RF comprende per adesso 15 obiettivi, ma va ampliandosi progressivamente con nuove ottiche.
Attualmente sono disponibili 8 obiettivi a focale fissa e 7 zoom. Fra quelli a focale fissa ci sono obiettivi di alta qualità appartenenti alla serie l come il 50 mm f/1,2 L (2.140 €) e 85 mm f/1,2 L in due versioni, normale (2.750 €) e DS (3.500 €), più altri più “normali” anche se sempre di ottima qualità come il 35 mm f/1,8 IS (520 €) uno dei pochi grandangoli stabilizzati, il 50 mm f/1,8 (240 €) e l’85 mm f/2,0 IS Macro (730 €), oltre a due particolari tele il 600 mm f/11 IS (840 €) e l’800 mm f/11 IS (1.100 €) caratterizzati da dimensioni e peso ridotto per la focale.
Anche fra gli zoom si può distinguere fra la serie L di alto pregio e qualità e gli altri obiettivi. Nella serie L ci sono il 15-35 mm f/2,8 L IS (2.310 €), il 24-70 mm f/2,8 L IS (2.400 €), il 28-70 mm f/2,0 L (2.970 €) notevole per l’elevata luminosità, il 70-200 mm f/2,8 L IS (2.600 €) particolarmente compatto e leggero in rapporto alla focale ed alla luminosità e il 100-500 mm f/4,5-7,1 L IS (3.350 €). Fra gli altri il 24-105 f/4,0 IS (1.120 €) e il più economico 24-105 mm f/4,0-7,1 IS (500 €), infine lo zoom ad ampia escursione 24-240 mm f/4,0-6,3 IS (880 €).
Sono disponibili anche due moltiplicatori di focale RF 1,4x (630 €) e 2x (790 €).
Sulla RP come su tutte le altre mirrorless serie R è poi possibile montare tutti gli obiettivi per reflex Canon EF tramite un anello adattatore fornito da Canon in tre versioni: un modello semplice, uno con ghiera di comando analoga a quella disponibile su molti obiettivi RF ed uno con un filtri ND variabile o con un polarizzatore circolare.
Sulla RP poi è possibile montare obiettivi di reflex diverse dalle Canon o di altre fotocamere con appositi anelli adattatori, grazie allo spessore ridotto del corpo. Naturalmente si perde l’autofocus e l’esposizione deve essere regolata in manuale o a priorità dei diaframmi.
Per la EOS RP che è un modello base fra le mirrorless fullframe di Canon sono naturalmente più adatti gli obiettivi più leggeri ed economici, sia ovviamente per motivi di costo, sia perché sono di dimensioni e peso più ridotto e si adattano meglio al corpo della fotocamera.

Per tutte le foto di prova ho usato il formato 3:2.
Le foto di prova sono suddivise in due gruppi: foto di test, scattate a tutte le sensibilità, da 100 a 25600 ISO, in luce naturale di giorno e di notte e in interni ed a vari diaframmi per valutare l’obiettivo, e foto di esempio a varie sensibilità a secondo delle situazioni, anche se di giorno sono stati usati possibilmente i 100 ISO. Tutte le foto sono state salvate sia nel formato jpeg come salvato dalla macchina, sia raw compresso senza perdite che ho convertito sia con Digital Photo Professional fornito da Canon sia con Adobe Lightroom.

====>   Prestazioni & conclusione

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