Sony A9 II: test

La Sony A9 II è un’evoluzione della A9 presentata, circa 2 anni fa, da Sony con il preciso scopo di superare le prestazioni delle reflex professionali dedicate alla fotografia sportiva e naturalistica e candidarsi come la migliore scelta per questo scopo.
Le sue caratteristiche all’avanguardia per molti aspetti sono ancor oggi insuperate. La prima è il sensore da 24 Mpx BSI-CMOS “stacked”, poi l’otturatore elettronico che grazie al sensore “stacked” e in unione all’elaboratore Bionz X raggiunge un’elevata velocità di lettura e infine l’autofocus ibrido con 693 punti AF. Il tutto si traduce in una prestazione di 20 fg/s in raffica senza oscuramento del mirino che consente di seguire il soggetto in live view. Completano il tutto la stabilizzazione integrata sul sensore a “5 assi”, il doppio alloggiamento per schede SD UHS II, la ripresa video 4K, l’autonomia di 690 scatti ed il corpo sigillato e protetto, pur mantenendo le ridotte dimensioni della serie A7.

La A9 II quindi ha notevoli caratteristiche e si propone come valida alternativa alle più blasonate reflex professionali come la Canon 1DX III e la Nikon D6.
Rispetto a queste propone una maggiore velocità di scatto in raffica (20 fg/s contro 14-16) in modalità totalmente silenziosa e priva di vibrazioni e sopratutto senza il minimo oscuramento del mirino. Il corpo però è di dimensioni ridotte e questo le consente una flessibilità d’uso negata alle reflex quando non serve di fotografare con supertele grandi e pesanti, ma magari con un piccolo e leggero grandangolo per foto di strada. Volendo però quando si vuole maggiore autonomia e migliorarne l’impugnabilità con obiettivi grandi e pesanti è disponibile un’impugnatura (VG-C4EM) con un secondo pulsante di scatto e che può contenere due batterie raddoppiando l’autonomia.

Alle dimensioni ridotte dei corpi macchina però non corrisponde necessariamente una dimensione ridotta degli obiettivi che, dovendo coprire il formato fullframe, sono per forza di cose in molti casi più grandi e pesanti, a parità di focale equivalente e luminosità’, rispetto a quelli delle fotocamere con sensore più piccolo. C’e’ da considerare pero’ che le fotocamere con sensore più piccolo devono usare obiettivi con luminosità’ maggiore per poter avere la stessa qualità d’immagine e la stessa profondità’ di campo di una fullframe. In pratica per avere gli stessi risultati ottenibili, ad esempio, su una fullframe con un 24-70/4,0 su una APS si deve usare un 16-50/2,8. Questo compensa in parte il maggior peso e le maggiori dimensioni degli obiettivi per fullframe, anche se per ottenere il massimo della qualità’ e’ sempre preferibile usare gli obiettivi della massima luminosità.
L’innesto obiettivi è il Sony E, lo stesso delle mirrorless APS, ma gli obiettivi per fullframe sono denominati FE.
La A9 II comunque può anche montare con appositi adattatori gli obiettivi con innesto A destinanti alle reflex fullframe di Sony mantenendo l’autofocus.
Le novità della A9 II rispetto alla A9 riguardano principalmente la comunicazione e la gestione del flusso di lavoro: connettività e invio dei file ottimizzati, scatto continuo fino a 10 fps con otturatore meccanico, prestazioni AF evolute con nuovi algoritmi migliorati, struttura dal design più resistente e pratico e molto altro ancora. La A9 II include un’uscita Ethernet integrata, che consente di trasferire i dati in maniera ultrarapida e stabile. È inoltre incluso il supporto alla cifratura FTPS per una maggiore sicurezza dei dati, mentre le riprese in remoto dal PC sono state ottimizzate con tempi di ritardo ridotti e un minore ritardo nella visualizzazione della scena in tempo reale, grazie all’app per desktop “Remote Camera Tool”. Con l’aggiunta di una banda stabile e veloce da 5 GHz; anche la velocità della funzionalità WLAN integrata aumenta notevolmente. La A9 II vanta una nuova funzione Voice Memo, che consente di allegare alle immagini informazioni sotto forma di messaggi vocali, riproducibili durante la visualizzazione delle foto. È inoltre possibile inserire memo vocali nelle immagini inviate agli editor Combinando il trasferimento wireless di voce/immagine e la conversione automatica dei memo vocali in testo, con l’opzione di trasferire automaticamente le immagini con nota vocale tramite FTP, è possibile scattare e inviare i risultati finali a un server FTP, senza l’utilizzo dello smartphone.
La A9 II introduce anche ulteriori miglioramenti nella velocità dell’autofocus, già ai vertici nella versione precedente, nella gestione del rumore, nel design esterno, nella manovrabilità dei comandi, alcuni più grandi ed altri riposizionati e nella memorizzazione, ora entrambi gli alloggiamenti sono compatibili con le schede SD UHS II.

Le principali caratteristiche della A9 II sono:

– sensore BSI-CMOS “stacked”, cioè con memoria DRAM integrata, ExmorRS retroilluminato di formato fullframe (36×24 mm) con 24 Mpx e senza filtro antialias
– processore d’immagine Bionz X
– corpo totalmente in lega di magnesio protetto da polvere ed acqua
– innesto obiettivi Sony E (gli obiettivi fullframe sono però contraddistinti dalla sigla FE
– mirino elettronico OLED con 3,69 Mpx, copertura del 100 % e ingrandimento reale 0,78x
– schermo da 3″ e 1.440.000 pixel basculabile in alto e in basso
– stabilizzazione sul sensore a “5 assi” per foto e video
– autofocus ibrido con 693 punti AF a rilevamento di fase e 425 a rilevamento di contrasto selezionabili automaticamente o manualmente
– modalità di esposizione completamente automatica, Program, a priorità e manuale
– sensibilità automatica o manuale da 100 a 51200 ISO espandibile a 50 e 204800
– otturatore meccanico e elettronico con tempi da 30 secondi ad 1/32000
– slitta per flash esterno (la A9 II non dispone di flash integrato)
– ripresa video 4K QFHD a 3840×2160 pixel 30/25/24p, e Full HD 1920×1080 pixel 120/100/60/50p in formato MP4 o AVCHD con codec XAVC S e audio stereo
– uscita video HDMI
– ingresso per microfono esterno e cuffia
– velocità di raffica 20 fg/s con live view
– connessione Wi-Fi, Bluetooth, NFC ed Ethernet
– sistema di pulizia del sensore a vibrazione ultra sonica
– usa schede SD/SDHC/SDXC UHS II
– batteria agli ioni di litio NP-FZ100 per 690 scatti
– impugnatura verticale supplementare portabatteria per raddoppiare l’autonomia (1300 scatti)
– dimensioni 129x96x76 mm
– peso 678 grammi

La Sony A9 II costa 5.000 € solo corpo. Lo zoom GM 24-70 mm f/2,8 in prova costa 2.200 €.

Descrizione e Comandi

La A9 II come detto è una fotocamera molto compatta per una fullframe. Confrontandola con le sue concorrenti d’elezione, le Canon 1DX II (non è disponibile la foto della III, ma sono esternamente praticamente uguali) e Nikon D6 questo si vede facilmente questa differenza.

Le dimensioni dei corpi macchina sono molto maggiori per le due reflex con pesi di circa 1500 g contro il 678 della A9 II. Gli obiettivi 24-70/2,8 pesano invece in tutti i casi più o meno 900 g in quanto non è possibile miniaturizzare le lenti, la cui dimensione è rapportata a quella del sensore ed alla luminosità.

Fra le mirrorless l’unica fotocamera che può offrire prestazioni paragonabili per autofocus e velocità di raffica è le Fujifilm X-T4. E’ però di formato APS, per quanto la qualità dei sensori Fujifilm è quella che consente, fra le fotocamere di questa categoria, la qualità d’immagine più vicina alle fullframe. La X-T4 raggiunge i 20 fg/s e 30 fg/s con un ritaglio di 1,25x (16 Mpx).

Le dimensioni del corpo sono leggermente inferiori per la A9 II ed il peso vicino 678 contro 607 g, mentre con obiettivi di focale equivalente (24-70/2,8 per Sony, 16-55/2,8 per Fujifilm) e di uguale luminosità le dimensioni sono vicine e i pesi appena inferiori solo a causa dell’obiettivo che pesa 200 g in meno. A vantaggio della Fujifilm però c’è il prezzo molto più contenuto.

Il corpo della A9 II ha un’estetica piacevole con spigoli vivi tranne nell’impugnatura che è arrotondata. L’aspetto è comunque quello di una reflex e solo lo spessore più ridotto fa capire che non si tratta di una piccola reflex APS. Il mirino quindi, pur essendo elettronico, sporge al centro sopra il corpo macchina. Questo è costruito totalmente in lega di magnesio, protetto da polvere ed acqua. L’impugnatura e la parte destra posteriore dove sono i comandi è rivestita di materiale morbido zigrinato antiscivolo. Lo schermo pur essendo orientabile in alto e in basso non sporge quasi per niente dalla parte posteriore.
La A9 II è venduta solo corpo. L’obiettivo standard, con cui conviene dotarla è il GM 24-70 mm f/2,8.

Inizio la descrizione dal frontale:

Sulla sinistra dell’innesto obiettivi (guardando la fotocamera frontalmente) si vede il pulsante di sblocco dell’obiettivo e più in alto l’illuminatore a led di ausilio per l’autofocus che funziona anche come segnalatore dell’autoscatto. Sull’impugnatura la ghiera di comando anteriore con sotto il ricevitore per il telecomando.

Sulla calotta superiore si vedono al centro la sporgenza del mirino con la slitta porta accessori per un flash.

A sinistra una doppia ghiera, con pulsante di blocco al centro: quella superiore serve ad impostare le modalità di scatto: foto singola, velocità di raffica alta H, media M e bassa L, autoscatto e bracketing. quella inferiore, visibile meglio nella foto del dorso, le modalità di messa a fuoco: autofocus singolo AF-S, continuo AF-C, autofocus con correzione manuale DMF e messa a fuoco manuale MF.

A destra la manopola delle modalità di funzionamento con pulsante di blocco al centro: P Program, A priorità dei diaframmi, S priorità dei tempi, M manuale, 1,2 e 3 per il richiamo di impostazioni personalizzate, filmato, Scene ed effetti e Auto. Più a destra due pulsanti personalizzabili, C1 e C2 che per impostazione predefinita servono a impostare C1 i segnali sonori o il funzionamento silenzioso e C2 l’area di messa a fuoco, con dietro la ghiera di compensazione dell’esposizione. a fianco di questa si vede anche la ghiera di comando posteriore.

Davanti sull’impugnatura il pulsante di scatto, con coassiale l’interruttore di accensione, nella posizione più pratica per la rapidità di funzionamento.

Nella parte posteriore tutti i comandi sono concentrati in alto e sulla destra.

In alto a sinistra c’e’ un pulsante C3 personalizzabile che per impostazione predefinita serve per scegliere il formato file: jpeg, raw o raw più jpeg. Alla sua destra c’e’ il pulsante per il richiamo dei menu.

Al centro si vede il grande oculare del mirino con sopra il sensore per la commutazione automatica fra schermo e mirino e di fianco la rotella per la regolazione diottrica. Alla sua destra il pulsante rosso per le riprese video.

Proseguendo verso destra c’e’ il pulsante Af-On per attivare la messa a fuoco indipendentemente dal pulsante di scatto e poi quello per il blocco dell’esposizione AEL. Sopra questi la ghiera di comando posteriore. Scendendo verso il basso si vede il joystick che serve sia per spostare la zona o il punto AF, sia per navigare nei menu e nei pannelli di comando; premendolo si riportano il punto o l’area di messa a fuoco al centro. Poi un pulsante Fn personalizzabile che per impostazione predefinita richiama il menu rapido.

Segue una ghiera di comando personalizzabile, ma a cui normalmente non è assegnata alcuna funzione; consiglio di lasciarla così perché si può facilmente spostare involontariamente. Questa ghiera funziona anche come pad a quattro vie premendola in alto o in basso, a sinistra o a destra. Dall’alto in senso orario comanda, in collaborazione con il joystick o una delle ghiere, anteriore o posteriore, in alto le informazioni visibili nello schermo e nel mirino, a destra l’impostazione della sensibilità’ ISO, verso il basso e a sinistra nulla (ma sono posizioni personalizzabili); in basso ho infatti assegnato il bilanciamento del bianco e a sinistra la scelta fra otturatore meccanico, elettronico o a scelta automatica; infine quando si attiva una regolazione o si richiamano i menu consente la navigazione e la scelta dell’impostazione. Sotto infine il pulsante per la revisione delle foto e quello per la loro cancellazione che in modalità’ scatto e’ anche un pulsante C4 personalizzabile che come impostazione predefinita serve ad attivare il funzionamento tattile dello schermo, ma a cui ho assegnato la scelta del profilo colore.

Sul lato destro si vede l’alloggiamento per le 2 due schede di memoria SD UHS II protetto da uno sportellino.

Sul lato sinistro ci sono le prese USB, HDMI, quelle per cuffia e microfono e quella per l’alimentazione esterna ricoperte da due sportellini;Sotto un terzo sportellino ci sono la presa Ethernet e quella per la sincronizzazione dei flash esterni.

Nella parte inferiore troviamo l’innesto per il treppiedi coassiale con l’obiettivo e uno sportello che protegge l’alloggiamento della batteria ricaricabile agli ioni di litio.

In dotazione, insieme alla macchina sono forniti:

– batteria ricaricabile FZ100
– caricabatterie esterno
– un cavo USB
– la cinghia a tracolla
– il coperchio per l’innesto obiettivi, e quello per la slitta accessori
– il manuale di istruzioni sintetico plurilingue

Come accessori sono disponibili:

– impugnatura verticale portabatteria VG-C4EM per 2 batterie
– telecomandi e comandi via cavo
– numerosi flash Sony dedicati
– due adattatori per obiettivi Alpha LA-EA3 che mantiene l’autofocus solo con gli obiettivi SAM/SSM e LA-EA4 dotato di un autofocus interno e molto costoso che la mantiene l’autofocus con tutti gli obiettivi Alpha.

Modalità’ di funzionamento

Schermate

Menu rapidi

Menu

Uso in pratica

Per la prova ho avuto a disposizione una A9 II dotata dell’obiettivo Sony GM 24-70/2,8.

Corpo e obiettivo

Il corpo macchina e’ piccolo e compatto, inferiore come dimensioni e peso anche ad alcune mirrorless APS e M43, come già descritto in precedenza. E’ realizzato in lega di magnesio e protetto da acqua e polvere. Con lo zoom 24-70 l’insieme macchina-obiettivo ha un aspetto abbastanza importante, sopratutto per la sproporzione fra le dimensioni contenute del corpo e quelle abbondanti dell’obiettivo. Il peso non e’ eccessivo, circa 1500 grammi, considerata la focale e la luminosità’ dell’obiettivo, e l’insieme si trasporta abbastanza agevolmente anche se e’ opportuno usare una borsa apposita.
Sia il corpo che l’obiettivo presentano un elevato livello di costruzione e finitura.

Comandi

I comandi sono completi e tutto può essere regolato con l’occhio al mirino. Ci sono pulsanti e ghiere predefiniti o dedicabili per tutte le funzioni più importanti: sensibilità ISO, compensazione dell’esposizione, bilanciamento del bianco, tipo di autofocus e area di messa a fuoco, modalità di scatto, ma anche modalità di misurazione della luce, tipo file (jpeg, raw, raw+jpeg), otturatore meccanico, elettronico o scelto automaticamente, funzionamento normale o silenzioso.
In tutte le modalità la ghiera posteriore comanda la compensazione dell’esposizione, in aggiunta all’apposita ghiera dedicate, mentre quella anteriore in Program comanda il program shift, in priorità comanda i tempi o i diaframmi. In manuale la ghiera anteriore comanda i tempi, quella posteriore i diaframmi. Il joystick consente di spostare i punti e le aree AF, oltre che di navigare nei menu e nei pannelli di comando. Molto pratiche le due ghiere sulla sinistra per le modalità di scatto e di autofocus. Le altre impostazioni possono essere regolate tramite il menu rapido anche da mirino.
Quello che non è previsto con i comandi diretti è possibile regolarlo con il menu rapido che è personalizzabile.
Complessivamente quindi tutti i comandi più importanti sono disponibili ed accessibili direttamente. L’unico appunto è che sono un po’ sparsi e non è facile memorizzarli senza una certa pratica. Sarebbe preferibile che Sony facesse uno sforzo per razionalizzarne la disposizione rendendo inoltre facilmente distinguibili i pulsanti l’uno dall’altro come hanno fatto altri produttori.

Menu

I menu sono molto estesi e un po dispersivi. Possono essere navigati con il joystick, con le ghiere di comando e con i tasti del pad. Consentono di personalizzare nei minimi dettagli ogni aspetto del funzionamento della fotocamera. Quando si aprono però non mantengono il posizionamento ed ogni volta si inizia dal “My menu” nel quale quindi potrebbe essere opportuno riportare le regolazioni usate più frequentemente. Per fortuna dopo avere effettuato le impostazioni iniziali non e’ necessario entrarvi quasi mai.

Mirino

E’ ottimo, con un pannello OLED con una risoluzione elevata di 3,69 Mpx, anche se attualmente la stessa Sony ne offre una maggiore sulla A7R IV.

La sua copertura è del 100 % con un ingrandimento reale di 0,78x. E’ luminoso (la luminosità è regolabile) e non presenta scie o perdite di nitidezza se si muove velocemente l’inquadratura.
Nella visualizzazione si può richiedere che siano applicate le regolazioni di esposizione, bilanciamento del bianco e profili colore. Consente inoltre un’ottima visualizzazione della profondità di campo e una facile messa a fuoco manuale. In conclusione è un piacere guardarvi dentro.

Schermo

Lo schermo da 3″ con 1.440.000 pixel ha una buona nitidezza. E’ orientabile in alto e in basso, utile su treppiede o se si vuole fotografare senza farlo vedere, e sensibile al tocco, con la possibilità’ di disattivare questa funzione rapidamente tramite il pulsante C4, se non personalizzato diversamente.

Consente anche di spostare il punto di messa a fuoco, mettere a fuoco anche mentre si guarda nel mirino, scegliendo se usare tutta la superficie, oppure il lato destro o quello sinistro, oppure di scattare toccandolo. E’ abbastanza luminoso e brillante da essere visibile bene anche al sole.

Otturatore

La A9 II è dotata di un otturatore meccanico con tempi da 30 secondi a 1/8000 più la posa B che funziona in modo classico con l’apertura della prima tendina per iniziare l’esposizione e la chiusura della seconda e di uno elettronico con tempi fino a 1/32000. L’otturatore elettronico è la caratteristica con la quale la A9 II può permettersi la prestazione di 20 fg/s. Infatti grazie alla memoria DRAM integrata nel sensore la lettura dell’intera immagine è molto veloce ed elimina i problemi di deformazione dei soggetti in movimento (rolling shutter) che si verificano di solito con gli otturatori elettronici. Questo consente di scattare a 20 fg/s mantenendo contemporaneamente il live view. Inoltre l’otturatore elettronico consente lo scatto totalmente silenzioso in tutte le condizioni compresa la raffica. Scattare a 20 fg/s senza il rumore di mitragliatrice dello specchio reflex è una sensazione unica. Questa possibilità è estremamente utile quando si deve scattare in ambienti che richiedono il massimo silenzio, come conferenze, teatro, concerti di musica da camera ed altro. Inoltre i rapidissimi tempi di scatto consentono di scattare a tutta apertura anche in pieno giorno per limitare la profondità di campo.

Stabilizzazione

La A9 II e’ dotata di stabilizzazione sul sensore a “5 assi” che può’ collaborare con quella eventualmente presente nell’obiettivo.

Della sua efficacia parlerò nella pagina delle prestazioni.

Autofocus

L’autofocus e’ uno dei punti di forza della A9 II. E’ del tipo ibrido, a rilevamento di fase con 693 punti sul sensore che coprono il 93 % dell’area inquadrata e si aggiungono ai 425 punti a rilevamento di contrasto.

(1) Punti AF a rilevamento di fase (2) Punti AF a rilevamento di contrasto

Questo consente grazie alla elevata velocità di lettura del sensore retroilluminato una messa a fuoco veloce anche per soggetti in movimento ed un efficace inseguimento del soggetto (tracking). Ugualmente l’autofocus è efficace per le riprese video sfruttando il sistema Fast Hybrid AF.
I punti AF sono selezionabili automaticamente se si sceglie l’area completa. In alternativa si può scegliere la messa a fuoco a zona spostabile nell’inquadratura,  oppure un singolo punto AF, spostabile con il joystick o con il tocco sullo schermo in qualunque parte dell’inquadratura, o un’area più’ espansa della precedente sempre spostabile e infine sempre un’area spot espansa agganciata al soggetto. La messa a fuoco può essere singola AF-S, continua, AF-C,  e manuale. E’ disponibile anche una modalità DMF che consente, dopo la messa a fuoco automatica, di intervenire manualmente in modo assistito. Nella messa a fuoco manuale una parte dell’inquadratura viene ingrandita per agevolarla e si attiva la funzione di evidenziazione dei contorni (focus peaking) a fuoco, con possibilità di scegliere il colore; si possono regolare l’ingrandimento e spostare l’area con il joystick. Veramente comodo. Quando c’è poca luce si attiva automaticamente l’illuminatore ausiliario.

Sono anche disponibili le funzioni di rilevamento del volto e Eye AF che per le foto di ritratto è in grado di individuare e mettere a fuoco l’occhio più vicino del soggetto e seguirlo in AF-C e la funzione Lock-on-AF che può individuare un soggetto in movimento e restringere ad esso l’area di messa a fuoco per seguirlo mantenendolo nitido.

Per le prestazioni vedere la prossima pagina.

Esposizione

L’esposizione può essere totalmente automatica in Auto. In questo caso la fotocamera esegue tutto automaticamente. Per una fotocamera di questa classe pero’ e’ meglio usare il programma P, eventualmente impostando la sensibilità ISO se non è su Auto premendo e ruotando la ghiera di comando posteriore. La compensazione dell’esposizione può essere modificata con l’apposita ghiera dedicata; le impostazioni del programma possono essere modificate con le ghiere superiori anteriore o posteriore senza variare l’esposizione. Le priorità ai tempi o diaframmi si usano regolando il relativo parametro con la ghiera anteriore. Infine l’esposizione manuale nella quale si regolano i tempi e i diaframmi alternativamente con le due ghiere e gli ISO in manuale, facendo riferimento ad una scala graduata, sullo sullo schermo o nel mirino, che indica l’esposizione corretta e la sovra o sottoesposizione; in questo caso se la sensibilità ISO è su auto questa viene variata per ottenere l’esatta esposizione con il tempo e il diaframma scelto, funzionando come una priorità combinata tempi/diaframmi. La sovra o sottoesposizione in tutte le modalità è indicata sulla ghiera e da una scala graduata a 1/3 di EV fino a +/- 3 EV.
La lettura esposimetrica può essere valutativa, con prevalenza al centro o spot, in questo caso opzionalmente connessa al punto di messa a fuoco.

L’esposizione funziona in modo eccellente e si è dimostrata sempre corretta anche in situazioni difficili e in controluce fornendo sempre immagini ben esposte e bilanciate. Se si attiva anche la compensazione DRO per il recupero delle ombre si possono anche ottenere esposizioni corrette in condizioni estreme di forti contrasti senza dover ricorrere alla correzione del raw. Di notte e in ambienti piuttosto bui invece è preferibile sottoesporre di circe 1/3 o 2/3 di stop rispetto alla misurazione valutativa, come in quasi tutte le fotocamere, per non avere foto troppo chiare e che non rispecchiano l’atmosfera del soggetto.

Bilanciamento del bianco

Il bilanciamento del bianco può essere automatico che da quasi sempre buoni risultati, oppure su 10 diversi valori prefissati compreso uno per foto subacquee (si richiede una custodia impermeabile!). E’ possibile anche effettuare e memorizzare tre tarature personalizzate ed effettuare una regolazione in gradi Kelvin.
Una funzione utile è la possibilità di scegliere se preservare il bianco, oppure l’atmosfera o un giusto compromesso.

Sensibilità’ ISO

La sensibilità può essere regolata, automaticamente o manualmente da 100 a 51200 ISO a passi di 1 stop o di 1/3 di stop e può essere estesa a 50 e 204800 ISO sia per le foto jpeg che per le raw. In modalità ISO Auto la macchina regola il tempo minimo di scatto in funzione della lunghezza focale impostata sull’obiettivo con una scala che può’ essere personalizzata da menu e, coadiuvata dallo stabilizzatore sul sensore e sull’obiettivo, se presente, consente di evitare foto mosse (per soggetti statici!).

Formato foto

Le foto possono essere salvate in formato 3:2 o 16:9 e in varie dimensioni, L a 24 Mpx, M a 10 Mpx, S a 6 Mpx. Si possono anche registrare le foto in formato APS: L a 10 px, M a 6 Mpx e S a 2,6 Mpx. Possono essere salvate in Jpeg con qualità Extra Fine, Fine o Standard, in raw (ARW), compresso o non compresso e in raw più jpeg.

Profili colore

Si possono scegliere vari stili per le foto oltre allo standard con la funzione “Stile personale” con la quale si possono selezionare diversi profili: standard, vivace, neutra, trasparente, cupa, chiara, ritratti, paesaggi, tramonto, scena notturna, foglie d’autunno, bianco nero, seppia. Si possono regolare il contrasto, la saturazione e la nitidezza e creare dei profili personalizzati. Naturalmente tutte queste regolazioni valgono per le foto salvate in jpeg, quelle raw devono essere regolate durante la fase di conversione sul pc. Possono essere usati in tutte le modalità di funzionamento.

Flash

La A9 II non dispone di flash integrato, e non ne viene fornito uno esterno come per altre mirrorless. Sulla sporgenza del mirino è disponibile una staffa per flash esterno da scegliere fra quelli Sony o compatibili. Sul fianco sinistro c’e’ la presa di sincronizzazione per flash da studio. Il tempo di sincronizzazione è di 1/250.

Raffica

Questa e’ la caratteristica principale della A9 II. Come detto grazie al sensore “stacked” ed al velocissimo otturatore elettronico la A9 II è in grado di scattare a 20 fg/s, alla velocità H, con live view e autofocus continuo per 361 fotogrammi in jpeg Extra Fine, Fine o standard, 239 raw, 226 raw più jpeg, 131 raw non compresso e 120 raw non compresso più jpeg. Alla velocità M scatta 10 fg/s ed a quella L 5 fg/s, senza oscuramenti nel mirino.

(A) Sony A9 (B) Reflex

Con l’otturatore meccanico invece scatta a 10 fg/s alla velocità H, 8 fg/s a quella M e 3 fg/s a quella L.
E’ una prestazione molto elevata, superiore a qualsiasi reflex. Per i risultati delle prestazioni reali vedere l’apposita pagina.

Video

La ripresa video consente di riprendere video 4K QFHD a 3840×2160 pixel 30/25p oppure Full HD a 1920×1080 pixel 120/10060p/50p in formato AVCHD o MP4.
La fotocamera non effettua pixel binning, ma usa tutti i pixel del sensore per produrre un’immagine corrispondente a 6K e poi ridurla a 4K. Ciò vuol dire che l’angolo di campo degli obiettivi non cambia per le riprese video.
Durante la ripresa la messa a fuoco può essere automatica o manuale. La ripresa può essere effettuata in totale automatismo, oppure usando le impostazioni a priorità o manuali. E’ disponibile un’uscita audio per cuffia stereo e un ingresso microfono.
Per produzioni con audio professionale è disponibile un adattatore (opzionale) con ingressi XLR. E’ infine disponibile un’uscita HDMI per il segnale non compresso 4:2:2 8 bit per la registrazione su un dispositivo esterno.  Inoltre si possono registrare video HD 1280×720 pixel a 120 fg/s.
I video sono salvati in formato XAVC S con campionamento 4.2:0 per il salvataggio sulla scheda a 60-100 Mbps. Per registrare video 4K è però richiesto l’uso di schede SD particolarmente veloci UHS I da 95 Mb/s o UHS II.

Connessione

La fotocamera dispone di connettività Wi-Fi, NFC e Bluetooth e può essere controllata remotamente da uno smartphone con l’applicazione Play Memories disponibile per iOs e Android. Inoltre dispone di una presa Ethernet per la connessione diretta ad una LAN e la trasmissione delle foto via FTP.

Schede di memoria

La A9 II dispone di un doppio alloggiamento per schede SD entrambi compatibili con le UHS II, la versione più’ veloce delle schede SD.
Si può scegliere la modalità’ d’uso delle due schede: sequenziale, backup oppure un tipo di file su una e un altro su un’altra, es raw su 1 e jpeg su 2, o foto su 1 e video su due o viceversa.

Obiettivi

La A9 II ha l’innesto obiettivi Sony E. Gli obiettivi Sony E sono divisi in due serie: quelli marcati E sono per le fotocamere con sensore APS, mentre quelli FE sono per le fullframe. Naturalmente le fullframe possono montare entrambi i tipi di obiettivi, come le APS, ma nel caso che si monti un obiettivo E su una fulframe l’immagine sara’ ritagliata al corrispondente formato APS.
Attualmente il corredo e’ composto da 50 obiettivi più due moltiplicatori di focale 1,4x e 2x e due convertitori ottici. Gli obiettivi FE sono 30, 15 focali fisse compresi due macro e 15 zoom. Gli obiettivi sono poi suddivisi in diverse serie: i G Master, quelli con la più’ alta qualità’ e luminosità’, che comprendono i focale fissa ultraluminosi 24/1,4 (1.380 €), 85/1,4 (1.750 €) e 135/1,8 (2.000 €), il 100/2,8 STF OSS adatto per ritratti con un piacevole sfuocato e stabilizzato (1.580 €), il leggero 400/2,8 (12.000 €) che può diventare un 560/4,0 o un 800/5,6 con i moltiplicatori 1,4 e 2x e il nuovo 600/4,0 (14.000 €) che può diventare con i moltiplicatori un 840/5,6 o un 1200/8,0; fra gli zoom il 16-35/2,8 (2.280 €), 24-70/2,8 (2.5000 €), il 70-200/2,8 OSS (2.500 €) e il 100-400/4,5-5,6 OSS (2.480 €). La serie G, composta sempre da obiettivi di alta qualità, comprende il 90/2,8 Macro (990 €) e gli zoom 12-24/4,0 (1.700 €), 24-105/4,0 OSS (1.100 €), 70-200/4,0 OSS (1.300 €), 70-300/4,5-5,6 OSS (1.240 €), il 200-600/5,6-6,3 (1.850 €) e il 28-135/4,0 PZ OSS con zoom motorizzato e adatto per riprese video (2.200 €). Gli obiettivi marcati Zeiss comprendono i focale fissa 35/1,4 (1.480 €), 35/2,8 (800 €), 50/1,4 (1.540 €) e 55/1,8 (860 €) e gli zoom 16-35/4,0 OSS (1,210 €) e 24-70/4,0 OSS (800 €). Infine c’e’ una serie di obiettivi più economici, ma non per questo meno validi, marcata semplicemente Sony: 28/2,0 (390 €), 35/1,8 (600 €), 50/1,8 (190 €), 85/1,8 (550 €), 28-70/3,5-5,6 (270 €) e 24-240/3,5-6,3 (840 €). Il corredo e’ quindi ampio e adatto a tutte le esigenze.
Sony fornisce anche, in opzione, un anello di raccordo per obiettivi Alpha, LA-EA4, che mantiene tutti gli automatismi, compreso l’autofocus, ma che costa quasi 400 € in quanto è dotato di uno specchio semiriflettente e di un autofocus autonomo a rilevamento di fase. In questo modo è possibile usare sulla A9 II l’intera gamma di obiettivi Sony A più tutti quelli dei produttori di obiettivi universali. C’è anche un anello LA-EA3 senza motore e autofocus, meno costoso che però può essere usato solo con gli obiettivi SSM dotati di motore di messa a fuoco. Certamente però questi obiettivi saranno un po’ sproporzionati come dimensioni rispetto al corpo macchina della A9 II, ma la soluzione può essere interessante per chi già possiede un corredo Sony o Minolta e vuole riutilizzare i suoi obiettivi anche su questa macchina più compatta.
Oltre a questi sono ormai disponibili numerosi obiettivi autofocus di produttori terzi, in particolare Sigma, Samyang, Tamron e Tokina. Sigma in particolare propone tutta la sua line ART costituita prevalentemente di focali fisse di alta luminosità e qualità, mentre Tamron propone quattro zoom f/2,8, 17-28, 28-75, 70-180  e un 28-200/2,8-5,6 particolarmente compatti, oltre ad alcuni grandangoli, 20, 24 e 35 , tutti a prezzi molto convenienti.
Per la A9 II sono consigliati gli obiettivi della migliore qualità’ cioè’ i GM, G e Zeiss, ma anche qualche obiettivo della serie più’ economica a focale fissa può essere all’altezza e lo stesso i migliori Sigma, Samyang, Tamron e Tokina.

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Nella pratica la A9 II si è dimostrata una fotocamera fantastica. Con l’obiettivo in dotazione è necessario portarla in una borsa, ma non pesa eccessivamente e sicuramente molto meno di una reflex fullframe con simili prestazioni, se ce ne sono.
I comandi sono comodi e tutti disponibili con pulsanti e ghiere esterne, anche se è necessario un minimo di apprendistato per usarli rapidamente, visto che sono sparsi un po’ dappertutto sul corpo e non identificati da sigle esplicite.
La qualità del mirino e la prontezza di messa a fuoco e di scatto la rendono molto piacevole da usare. Anche l’accensione, coassiale al pulsante di scatto, è immediata e questo consente di essere pronti immediatamente e di scattare al volo. Quando non ci si vuole fare notare è poi possibile usare lo schermo, inclinato verso l’alto, per inquadrare, anche se andando in giro con un insieme A9 II più 24-70/2,8 è difficile non farsi notare.
In ogni situazione la A9 II è stata all’altezza, esterni, paesaggi, ritratti, interni scuri, soggetti in movimento, ha sempre prodotto foto corrette, piacevoli e perfettamente a fuoco. Da questo punto di vista non ci sono sorprese: l’autofocus mi ha consentito di scattare sempre con la sicurezza di ottenere foto perfette.
La cosa più stupefacente e che da maggiori soddisfazioni però è lo scatto a raffica silenzioso. L’ho usato non solo per foto di soggetti in movimento veloce, ma anche nelle circostanze più diverse. In alcuni casi ho usato una raffica breve anche per scatti di ritratto, usando l’autofocus continuo e la rilevazione degli occhi ed ho ottenuto foto sempre perfettamente a fuoco.

Per tutte le foto di prova ho usato il formato 3:2 nativo del sensore.
Le foto sono suddivise in foto di test, scattate a tutte le sensibilità, da 50 a 204800 ISO, in luce naturale di giorno e di notte e in interni ed a vari diaframmi per valutare l’obiettivo, e foto di esempio a varie sensibilità a secondo delle situazioni, anche se di giorno sono stati usati possibilmente i 100 ISO. Tutte le foto sono state salvate sia nel formato jpeg come salvato dalla macchina, sia nel jpeg convertito dal raw con CaptureOne.

===> Prestazioni & Conclusione

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