Olympus OM-D E-M1 II: impressioni

In occasione del Photovideo Show organizzato dal noto negozio romano La Placa il 7-8 maggio scorsi ho avuto occasione finalmente di vedere e provare brevemente la nuova versione dell’Olympus OM-D E-M1, la II
Questa versione aggiornata della E-M1, ammiraglia delle mirrorless Olympus, propone significativi miglioramenti. Il primo è il nuovo sensore da 20 Mpx che incorpora 121 punti AF a rilevamento di fase. Contemporaneamente è stato notevolmente potenziato anche l’elaboratore d’immagine, ora il TruePic VIII. Questo ha consentito, oltre al miglioramento della velocità operativa e dell’autofocus, una notevole velocità di raffica che raggiunge i 18 fg/s e addirittura 60 fg/s in AF-S. Rimane la stabilizzazione sul sensore a “5 assi” che si integrga con quella eventualmente presente sugli obiettivi per raggiungere i 6,5 stop di efficacia. Il corpo è protetto da polvere ed acqua e dotato di schermo sensibile al tocco. Inoltre è stato aggiunto un otturatore elettronico con tempi da 8 secondi a 1/32000 utile sia per scattare in modo totalmente silenzioso, sia per poter scattare con i diaframmi aperti per limitare la profondità di campo in condizioni di forte luminosità.

Le sue principali caratteristiche sono:

– sensore Live MOS di formato M43 (17,4×13 mm) con 20 Mpx
– processore d’immagine TruePic VIII
– funzione High Res per scatti da 50 Mpx
– corpo in lega di magnesio protetto da polvere ed acqua
– innesto obiettivi Micro 4/3
– schermo da 3″ con 1,037 Mpx totalmente orientabile e sensibile al tocco
– mirino elettronico con 2,36 Mpx, copertura del 100 % e ingrandimento 0,74x
– autofocus ibrido a rilevamento difase e di contrasto con 121 punti AF tutti a croce
– modalità di esposizione completamente automatica, Program, a priorità e manuale
– sensibilità automatica o manuale da 200 a 25600 Iso espandibile a 64 Iso
– otturatore meccanico con tempi da 60 secondi ad 1/8000
– otturatore elettronico con tempi da 8 secondi a 1/32000
– stabilizzazione integrata sul sensore a “5 assi”
– disponibilità di numerosi effetti speciali e filtri
– ripresa video 4K a 4096×2160 pixel 24p, 3840×2160 pixel 30/25/24p e Full HD
– velocità di raffica fino a 60 fg/s con AF singolo (48 raw o jpeg) e 18 fg/s con AF continuo (84 raw, jpeg illimitati)
– sistema di pulizia del sensore a vibrazione ultra sonica
– flash rimovibile in dotazione
– controllo di flash esterni senza fili
– connessione wi-fi
– usa schede SD/SDHC/SDXC
– doppio alloggiamento per schede di memoria
– batteria agli ioni di litio BLH-1 per 440 scatti
– dimensioni 134,1×90,9×68,9 mm
– peso 574 grammi

Costa circa 1.950 € solo corpo e 2.550 con lo zoom M.Zuiko 12-40/2,8 Pro.

Una delle caratteristiche di spicco della E-M1, come da tradizione Olympus, sono le dimensioni contenute del corpo e la sua leggerezza, unite ad un’elevata robustezza ed una costruzione e finitura di elevata qualità.
La Mk II è molto simile per forma e dimensioni al precedente modello, da cui si distingue solo per lo schermo, ora completamente orientabile invece che ribaltabile, e per l’impugnatura leggermente più pronunciata, oltre che per pochi dettagli estetici.


Le sue dimensioni la pongono in vantaggio sulle concorrenti reflex APS con caratteristiche paragonabili per Mpx, velocità di raffica ed autofocus come le Canon EOS 7D II e Nikon D500.

OM-D E-M1 II – Canon EOS 7D II
OM-D E-M1 II 12-40/2,8 – Canon EOS 7D II 17-55/2,8 IS
OM-D E-M1 II – Nikon D500
OM-D E-M1 II 12-40/2,8 – Nikon D500 17-55/2,8

Anche a confronto con una una mirrorless APS come la Fujifilm X-T2 si vede che l’Olympus è in vantaggio per le dimensioni degli obiettivi.

OM-D E-M1 II – Fujifilm X-T2
OM-D E-M1 II 12-40/2,8 – Fujifilm X-T2 16-55/2,8

L’altra sua concorrente Micro 4/3 invece è più grande e pesante, pur avendo obiettivi paragonabili e in qualche caso anche più compatti.

OM-D E-M1 II – Panasonic GH5
OM-D E-M1 II 12-40/2,8 – Panasonic GH5 12-35/2,8

L’unica che è decisamente più piccola e leggera, mantenendo il primato Sony anche fra queste fotocamere, è la A6500, che però ha una gamma di obiettivi più limitata.

OM-D E-M1 II – Sony A6500
OM-D E-M1 II 12-40/2,8 – Sony A6500 16-70/4,0

La E-M1 ha un aspetto  molto rifinito e professionale e nonostante la sua leggerezza da  un’impressione di solidità. Le manopole e ghiere, tutte in metallo, hanno una rotazione precisa e sicura, con movimenti ben definiti e senza possibilità di spostamenti inavvertiti.
I comandi, quasi identici alla precedente versione sono comodi e funzionali, salvo che per l’interruttore di accensione sul lato sinistro, scomodo da azionare se si tiene la macchina con la mano destra per l’impugnatura.
Il mirino è ottimo, grande e chiaro, con una copertura totale del campo inquadrato e con la possibilità di visualizzare in tempo reale gli effetti delle regolazioni di esposizione e bilanciamento del bianco, come tutti i mirini elettronici. La risoluzione è buona, ma non ai livelli più alti visto che ormai incominciano ad essere disponibili fotocamere, anche di medio livello come la Panasonic GH5, con mirini con 3,68 Mpx di risoluzione.
L’innesto obiettivi M43 consente di scegliere fra oltre 60 obiettivi di Olympus, Panasonic ed altri. C’è da notare però che la correzione di eventuali distorsione, vignettatura ed aberrazioni può avvenire automaticamente solo per gli obiettivi Olympus. L’autofocus a rilevamento di fase e la stabilizzazione invece funzionano per tutti gli obiettivi.
Come su tutte le mirrorless poi si possono montare molti obiettivi di reflex o fotocamere a telemetro con opportuni anelli adattatori, perdendo però gli automatismi di esposizione e l’autofocus.
La stabilizzazione sul sensore, già a “5 assi” nel modello precedente, è stata migliorata ed ora può funzionare in combinazione con quella sugli obiettivi che ne sono dotati, come il 12-100/4,0 provato, garantendo un guadagno fino a 6,5 stop.

L’autofocus ibrido, a rilevamento di fase e di contrasto, dispone di 121 punti AF, tutti a croce, che coprono buona parte dell’area inquadrata.

Nel poco tempo in cui l’ho avuta a disposizione ho potuto effettuare pochi scatti in esterni, alcuni per valutarne il comportamento all’aumentare della sensibilità Iso ed alcuni alla gentile modella Giorgia Proietti, nel set di prova allestito presso i locali della La Palca Academy. Ho anche effettuato una serie di scatti in raffica a soggetti in movimento (auto) per valutarne approssivamente le capacità di messa a fuoco ed inseguimento
Ho usato l’obiettivo M Zuiko 12-100 mm f/4,0 Pro stabilizzato equivalente ad un 24-200 mm.

Rumore

Per valutare il comportamento della E-M1 nel rapporto segnale/rumore al variare della sensibilità ho scattato delle foto all’interno dei locali della La Placa Academy, variando la sensibilità da 200 a 25600 Iso. Le foto raw sono state convertite con Olympus Viewer 3 e con Adobe Lightroom.

Foto Olympus Viewer 3

Come al solito questo software fornisce delle foto molto pulite, e anche se si imposta a Spento la riduzione di rumore e si esclude l’eliminazione dei falsi colori, evidentemente attua una qualche sorta di ripulitura che però non fa perdere dettaglio, almeno fino alla sensibilità di 6400 Iso. Il rumore comincia ad essere percepibile a 3200 Iso, solo come una lieve granulosità. Così è anche alle sensibilità più alte, dove si percepiscono dei puntini neri molto fini. La nitidezza si mantiene buona fino a 6400 Iso, poi si ha una perdita di dettaglio.

Foto Lightrrom

Con Lightroom le cose vanno diversamente e a 3200 Iso si vede un po’ di rumore in forma anche di puntini colorati. Questo aumenta a 6400 Iso, sensibilità a cui, usando Lightroom, sarebbe necessario attivare una riduzione di rumore. Alle sensibilità più alte, specialmente a 25600 Iso, il rumore è elevato e le foto più difficilmente recuperabili.

In sostanza usando Olympus Viewer 3 con le foto raw si guadagna circa uno stop rispetto ad altri convertitori e si può scattare fino a 6400 Iso.
Le foto jpeg prodotte direttamente dalla macchina, con la riduzione di rumore impostata su Spento, sono molto simili a quelle di Olympus Viewer.
In complesso un’ottima prestazione, da verificare meglio in sede di prova.

Le foto scattate in esterni, convertite sempre con Olympus Viewer, presentano un’ottima nitidezza, come pure quelle alla modella, anche se la luce nello studio non era molto favorevole, con un insieme di luce artificiale e naturale. In questo caso ho cercato di mettere a fuoco sempre gli occhi, anche se i tempi di scatto sono stati da 1/60 a 1/100, non molto adatti a mantenere una buona nitidezza.

Comunque grazie alla bravura della modella a posare senza muoversi ed al sistema di stabilizzazione le foto sono piuttosto nitide. La resa dell’incarnato è buona, anche se l’insieme delle due luci ha procurato qualche effetto strano, mentre il bilanciamento del bianco è buono.

In raffica sono riuscito a scattare fino a 16 fg/s con foto quasi sempre a fuoco, ma è una prestazione che dovrò sottoporre a prova in modo più preciso e sistematico.

In conclusione la Olympus OM-D E-M1 II si conferma un’ottima fotocamera per tutti i generi fotografici e, grazie alla sua velocità dovuta ai miglioramenti dell’autofocus e dell’elaboratore d’immagine, diventa una seria concorrente per le fotocamere APS, reflex e non, che sono dedicate alle riprese sportive e di soggetti in movimento veloce.

Ringrazio nuovamente La Placa per l’organizzazione del Photovideo Show e la possibilità di prova di fotocamere ed obiettivi.

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4 pensieri su “Olympus OM-D E-M1 II: impressioni”

  1. 3 anni fa Nikon 1 V3 arrivò a 20 fps con AF su ogni fotogramma poi vai a capire perché cestinare quel futuro… oggi ci arriva Sony A9 (ma oltre 5000€ solo corpo) e quasi Olympus con questa OMD È-M1 II . La gamma obiettivi m4/3 è molto vasta e c’è pure un professionale 300mm (600mm eq) che a Sony E manca. Considerando l’ottima resa anche a 3200 ISO, l’AF su quasi tutto il fotogramma ed il prezzo inferiore ai 2000€ mi sà che Olympus abbia creato un qualcosa che può anche seriamente attaccare le PRO APS-C e non solo, per chi non dispone delle super cifre richieste per le super top Full Frame.

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  2. 3 anni fa Nikon 1 V3 arrivò a 20 fps con AF su ogni fotogramma poi vai a capire perché cestinare quel futuro… oggi ci arriva Sony A9 (ma oltre 5000€ solo corpo) e quasi Olympus con questa OMD È-M1 II . La gamma obiettivi m4/3 è molto vasta e c’è pure un professionale 300mm (600mm eq) che a Sony E manca. Considerando l’ottima resa anche a 3200 ISO, l’AF su quasi tutto il fotogramma ed il prezzo inferiore ai 2000€ mi sà che Olympus abbia creato un qualcosa che può anche seriamente attaccare le PRO APS-C e non solo, per chi non dispone delle super cifre richieste per le super top Full Frame.

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    1. Michele,
      i punti AF delle Sony A6300/A6500 coprono leggermente meglio il fotogramma di quelli dell’Olympus E-M1 II in quanto più numerosi. per valutare l’efficacia dell’autofocus però questo non basta. Si deve valutarne la sua velocità, precisione e capacità di tenere agganciato un soggetto in movimento, anche in presenza di eventuali ostacoli temporanei, o di agganciarlo se compare all’improvviso. I sistemi AF più sofisticati consentono di regolare i parametri di velocità e attesa per adeguarsi alle diverse condizioni.
      Non ho ancora provato la E-M1 a fondo e quindi non so ancora bene come reagisce il suo AF, ma dal suo manuale non risultano particolari regolazioni se non la priorità al fuoco o allo scatto in AF-S e AF-C. Ugualmente le Sony non hanno regolazioni specifiche oltre a queste. Alcune reflex, Canon EOS D7 II, D5 IV, D1X II, Nikon D500 e D5, e mirrorless, Fujifilm X-T2 invece hanno regolazioni di questo tipo.
      Ciao, Francesco

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