Olympus OM-D E-M5

Olympus ha presentato oggi la sua nuova mirrorless semiprofessionale la OM-D E-M5. La nuova fotocamera riprende la sigla OM, icona gloriosa della sua storia che ricorda le eccellenti reflex supercompatte degli anni 70 e 80 che facevano impallidire Canon Nikon e tutti gli altri per il loro design, compattezza efficienza ed innovazione. La OM-D E-M5 ne riprende la linea e le ricorda molto. La nuova fotocamera ha un nuovo sensore CMOS da 16 Mpx,uno stabilizzatore integrato, uno schermo OLED touch screen, e dimensioni molto contenute. Può montare tutti gli obiettivi Micro 4/3.

Aggiornato con schema e spiegazione del funzionamento del sistema di stabilizzazione su 3 assi ed un piano

Le caratteristiche principali della OM-D E-M5 sono:

– sensore Live MOS da 16 Mpx
– elaboratore d’immagine TruePic VI
– corpo in lega di magnesio sigillato contro infiltrazioni di polvere ed acqua
– mirino elettronico, che simula il disegno del pentaprisma delle reflex OM, con 1.440.000 pixel, ingrandimento 1,15x, copertura del 100 % e frequenza di 120 fg/s per movimenti fluidi e nitidi
– doppia ghiera per il controllo delle impostazioni
– innesto obiettivi Micro 4/3, si possono montare anche gli obiettivi 4/3 con l’adattatore MMF-3 (179 $))
– otturatore con tempi da 60 secondi ad 1/4000
– velocità di raffica di 4 fg/s con autofocus e 9 fg/s con AF congelato
– schermo da 3″ articolato con tecnologia OLED, 610.000 pixel e funzioni touch screen
– touch screen per messa a fuoco, scatto e revisione
– sistema di stabilizzazione su 3 assi ed un piano, stabilizza i movimenti di rotazione sui 3 assi, verticale, trasversale e longitudinale e sul piano del sensore, contro gli spostamenti trasversali e verticali, questo vuol dire, componendo le due correzioni sul piano. Non sono corretti invece i movimenti di traslazione lungo l’asse dell’obiettivo.
– gamma di sensibilità Iso 200-25600
– autofocus veloce con funzione di inseguimento 3D
– flash esterno incluso, può essere usato per controllare senza fili altri flash; slitta a contatto caldo sulla calotta
– disponibilità di Art Filter e effetti creativi
– disponibilità di livella elettronica
– ripresa video Full HD 1080/60i a 1920×1080 pixel con audio stereo e compressione H.264
– usa schede SD/SDHC/SDXC
– batteria agli ioni di litio BLN-1
– disponibilità di impugnatura portabatteria opzionale (299 $), divisa in due parti, una portabatteria e una impugnatura
– disponibile in due colori: nero o argento
– dimensioni 122x89x43 mm
– peso 425 grammi

Sarà disponibile da aprile. I prezzi previsti in USA sono:

Olympus OM-D E-M5 solo corpo $ 999
Olympus OM-D E-M5 con zoom 14-42mm $ 1099
Olympus OM-D E-M5 con zoom 12-50mm $ 1299

Insieme alla OM-D E-M5 sono stati annunciati due nuovi obiettivi con innesto Micro 4/3, un 60 mm f/2,8 macro e un 75 mm f/1,8 interamente in metallo e sigillato ideale per ritratti (equivale ad un 150 mm) e un flash FL-600R (299 $)

Per maggiori informazioni questo è il link a Olympus Italia OM-D e al sito dedicato alla OM-D

Inserisco anche il link ad un interessante video sulla E-M5

La nuova OM-D E-M5 richiama chiaramente alla mente le gloriose reflex degli anni 70 OM1 e OM2 anche se non è la stessa cosa. Le sue caratteristiche però sembrano molto interessanti, con un sensore che finalmente supera, per Olympus, la barriera dei 12 Mpx, un autofocus veloce, un corpo piccolo e compatto secondo tradizione, un insieme completo di funzioni, un mirino di qualità anche se elttronico, un corredo di obiettivi ampio e di qualità. I prezzi sono allineati a quelli delle reflex di pari categoria concorrenti. Se anche i risultati per prestazioni, usabilità e qualità d’immagine lo saranno potrebbe essere una alternativa interessante.

 

Stabilizzazione su 3 assi ed un piano

 

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45 pensieri su “Olympus OM-D E-M5”

  1. Interessante il confronto di dimensione con una reflex entry level come la Canon 1100D

    [img]http://i42.servimg.com/u/f42/16/32/06/05/compar10.jpg[/img]

    [img]http://i42.servimg.com/u/f42/16/32/06/05/compar11.jpg[/img]

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  2. Per adesso possiamo giudicare solo il lato estetico, mi ha colpito l’altezza esagerata del bitorzolo che imita il pentaprisma e la complessità del disegno posteriore del medesimo; qualche mm in meno in altezza avrebbe certamente giovato molto all’estetica generale del prodotto. Il disegno complessivo è comunque un po’ rigido, per adesione quasi pedissequa alla nonna OM.
    Quanto alla presentazione, è bizzarro che in presenza di eccellenti fissi abbiano applicato il buio 12-50 che ha come caratteristica preminente la tropicalizzazione.

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    1. Capitano,
      effettivamente il finto pentaprisma sporge troppo, nelle OM quello vero era quasi annegato nel corpo e si vedeva appena. Purtroppo non c’è più Maitani!
      Ciao, Francesco

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    2. Analizzando la disponibilità di obiettivi per Micro 4/3 mi sembra che la scelta migliore per la OM-D E-M5 potrebbe essere lo zoom Olympus 14-150 abbinato al Panasonic 20/1,7 per le riprese in poca luce. Certo che il costo complessivo sale abbastanza, fra corpo ed obiettivi ci si avvicina ai 2000 €, allineato a quello di una Nikon D7000 con 18-200 VR e 35/1,8. Il target di Olympus comunque sembra essere questo.
      Il 12-50 effettivamente è troppo buio, non mi sembra adatto alla macchina.
      Ciao, Francesco

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      1. Aggiungo che se non fosse per i 1500 $ un pensierino al nuovo Voigtländer Nokton 17,5 mm f/0,95 lo farei anche. Con questo più il 14-150 sarebbe un’accoppiata vincente.
        Francesco

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  3. Ok, non siamo mai contenti….uno fa la mirrorless senza mirino e non va bene….poi esce la macchina col mirino ed è troppo alto……poi c’ha gli obiettivi bui….poi è grande come una reflex….ecchecc@22@!!!!

    Scherzi a parte, Io la vedo così: va bene la 4/3, ma se uno si adatta a usarla con la focale fissa, pancake o come diavolo si chiamano, altrimenti ormai con meno soldi hai una reflex e zoom superluminosi anche a dimensioni relativamente contenute e allo stesso prezzo.

    Io di avere queste nuove macchine altrettanto ingombranti, con zoom da f3.5 in su non me ne faccio niente.

    Compattina di qualità + reflex di qualità media, e sei coperto.

    Non ci credo molto sulla moda mirrorless, soprattutto sulla strada intrapresa delle ottiche intercambiabili…..

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    1. E’ ovvio che si deve criticare… altrimenti questo blog (e molti forum) sarebbero troppo aridi :-)))))

      Su un’unica cosa non concordo riguardo a questa mirroless.

      Tu dici “Io di avere queste nuove macchine altrettanto ingombranti, con zoom da f3.5 in su non me ne faccio niente.”

      Le dimensioni non mi sembrano assolutamente comparabili… guarda il confronto tra questa Olympus e una Canon 1100D (che è una delle reflex “piccole”) a parità di zoom (stessa focale / stessa luminosità)

      E anche facessero ottiche più luminose non sarebbero mai grandi come quelli delle reflex

      Diverso è per le mirroless con APS-C che effettivamente equivalgono ad una reflex e allora anch’io lì rimarrei su una reflex. 😉

      E adesso continuiamo a criticare che altrimenti mi annoio :-))))))))

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      1. La differenza fra la OM-D e le reflex indubbiamente c’è. La riduzione dell’ingombro e del peso di corpi ed obiettivi a parità di prestazioni fu a suo tempo l’arma vincente delle Olympus OM per battere la concorrenza. Anche io sotituii la mia Topcon RE Super (meno ingombrante comunque di una Nikon F) con le Olympus per questo motivo. Allora però il sensore era ugauale per tutti e delle stesse dimensioni: la pellicola. Adesso la OM-D è si più piccola e leggera, ma ha anche un sensore più piccolo, non dico delle fullframe, ma delle APS. Mi sarebbe piaciuto vedere una reflex o anche mirrorless piccola almeno come le Olympus OM originali con un sensore almeno APS, anche se secondo me se si volesse si potrebbe fare pure con sensore fullframe. Ogni volta che guardo gli spazi vuoti dentro le mie OM1 e OM2 penso che lì ci entrerebbe tanta elettronica, motori e batteria.
        Per spiegarmi meglio questo è il confronto fra la OM4 a pellicola e quindi fullframe e la OM-D E-PM5.

        Non ci starebbe la sua elettronica nel corpo della OM4. Per gli obiettivi basterebbe adottare il ring ultrasonico. Purtroppo non sarà mai così.
        Sono curioso di vedere quale sarà la qualità d’immagine della E-PM5. Se sarà abbastanza buona la prenderò in considerazione come macchina da viaggio.
        Ciao, Francesco

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        1. bello il confronto… purtroppo il formato leica non tornerà… ci sono dei problemi di elettronica che occupa spazio (una volta non facevano video e raffiche così spinte), inoltre il sensore scalda e necessita di spazio… poi se si vuole la stabilizzazione sul sensore anche i magneti hanno il loro ingombro…
          infine oramai gli zoom hanno una qualità elevata, non si ragiona più con il trio 28-50-135, ma si usano zoom e il loro ingombro tende a sbilanciare o meglio allungare la macchina…

          insomma forse un giorno ci sarà un nuovo formato, più grande dell’aps-c e più piccolo del fullframe, ma non lo sognerei troppo.

          comunque anche se in una fotocamera così ci sarebbe potuto andare il sensore aps-c, di certo olympus nel suo piccolo ha bisogno di essere conosciuta come la promotrice di un nuovo standard a cui aderisce globalmente (appunto il m4/3), direi che la scelta è giusta

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          1. Vero, aggiungo che i possessori di obiettivi m4/3 sono moltissimi, e questi obiettivi, soprattutto i fissi, sono di eccellente qualità; sarebbe stato un tremendo autogol cambiare le dimensioni del sensore e perdere tutta la platea che vorrebbe riutilizzare le proprie ottiche (io sono fra questi, ed in particolare ritengo obbligatori l’olympus 45mm 1.8 e il Panasonic 20-1.7 per la loro elevata qualità oltretutto ad un prezzo più che onesto).

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      1. E perché mai?
        Dipende da che punto di vista guardi la cosa.
        Io stavo argomentando sotto l’aspetto della praticità: nessuno può dire che lo zoom è pratico per fotografare, e quindi usare una focale fissa diventa limitante.
        Certo la qualità è (può essere) milgiore.
        Ma anche qui c’è da discutere, a guardare alla spoporzione tra corpo macchina e e tele di certe mirrrorless…………

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  4. Ciao Francesco, quando la provi la Olympus OM-D E-M5 (e non vedo l’ora che tu lo faccia!) assicurati che … la rotazione delle foto sia veramente automatica! Io avrei già lo zoom Olympus 14-150 abbinato al Panasonic 20/1,7 per le riprese in poca luce…Grazie! Ne riparliamo, comunque tu sei sempre all’avanguardia ed esaustivo. Ti leggo e ti … propongo a chi mi chiede di macchine fotografiche. Grazie per l’attenzione sr Maria Chiara fdm

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    1. Maria Chiara,
      la proverò se e quando Olympus Italia me ne manderà una, oppure organizzerà una manifestazione di prova, ma in questo caso con molto minori possibilità ed efficacia.
      A questo proposito subissate di e-mail Olympus Italia, a cui ho già fatto richiesta, all’indirizzo olympus.italia@olympus-europa.com
      perchè questo avvenga.
      Ciao, Francesco

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  5. Ciao Francesco, scusami ma non riesco a capire a cosa serve la grossa ruota zigrinata sul lato destro, visto che non riporta indicazioni. Tu sai dedurre a cosa serve?
    ciao
    carlo

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    1. Carlo,
      è una ghiera di regolazione che, in unione all’altra più piccola attorno aò pulsante di scatto, serve a regolare i vari parametri della macchina.
      Ciao, Francesco

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  6. La sporgenza sopra all’EVF che imita il pentaprisma secondo me è cosa ben fatta, spero vivamente che con qualche mm in + il piccolo flash in dotazione non proietti ombre utilizzato in combinazone col lo zoom 10.7X 14-150mm cosa che invece le pen e ance la G3 fanno (ma la G3 ha anche uno zoom decisamente + grosso e pesante). Certo uno può sempre montare un flash + grande ma il piccolo FL-LM2 in dotazione (GN10@ISO200) essendo tiltabile credo si possa tenere sempre montato anche solo come fill-in come sulle PEN…
    Ciao, Andrea

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    1. Limitatamente a questo aspetto, potevano ottenere lo stesso risultato aggiungendo uno zoccolo al corpo del flash e lasciando il finto pentaprisma un cm più basso. Avrebbe cambiato completamente (in meglio) l’armonìa della macchina che per altro riconosco molto interessante.

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  7. “essendo tiltabile credo si possa tenere sempre montato anche solo come fill-in….” ….magari era più semplice dire “si può lasciarlo disattivato” cosicché tutti avrebbero capito. P.S. L’apparecchio è interessante anche se potevano farlo più grintoso, come lo erano le OM 1 e 2, questo secondo me lo avranno pensato un pò tutti.

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  8. Siccome quella alta piramide finto-pentaprisma non ha colpito solo me ed altri qui nel blog, mi sono informato meglio e sotto quella cupola non si nasconde solo il mirino elettronico tipo Vf-2 ma anche i sensori dello stabilizzatore a cinque assi (una primizia mondiale). Per questo l’allineamento simil-pentaprisma/obiettivo è perfetto, perchè potesse rappresentare il miglior luogo di rilevazione degli spostamenti anche sull’asse verticale.
    Noto inoltre che la versione nero/metallo è più accettabile (a mio giudizio) perchè la slitta per gli accessori resta comunque nera ed otticamente fa apparire leggermente più bassa e meglio rifinita la cupola.

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    1. Capitano,
      in relazione al sistema di stabilizzazione su “cinque” assi ho aggiornato l’articolo con una spiegazione più rigorosa e corretta di quelle che si trovano in giro. Già prima dell’annuncio avevo manifestato dei dubbi che si potesse effattuare una stabilizzazione su “cinque” assi in uno spazio tridimensionale, poi qualcuno mi ha fatto notare che si era possibile e anzi si sarebbe potuto anche su sei assi. Non avendo approfondito l’argomento non ho insistito.
      Ora però, avendo visto lo schema di come lavora lo stabilizzatore della OM-D E-PM5, mi è chiaro che “cinque assi” è un’espressione sbagliata, non so se dovuta ad una sbagliata traduzione dall’inglese o da scarsa conoscenza. In realtà lo stabilizzatore della E-PM5 contrasta cinque movimenti: tre rotazioni sui tre assi, longitudinale, trasversale e verticale (e NON ce ne sono altri) e i movimenti sul piano del sensore, dei quali si possono individuare due componenti, orizzontale e verticale. Non contrasta invece i movimenti lungo l’asse dell’obiettivo, cioè nella terza dimensione.
      Mi ricordavo bene la geometria tridimensionale quando mi ha colpito l’affermazione dei “cinque assi”!
      Ciao, Francesco

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      1. Ciao Francesco,
        l’espressione “su 5 assi” è corretta, perché è il termine tecnico utilizzato in geometria, meccanica e fisica per indicare 5 gradi di libertà di movimento. Appunto le rotazioni sui due assi e i movimenti lineari su due assi (perché il terzo, quello perpendicolare al piano del sensore, come hai fatto osservare ha poco senso).

        Una curiosità: nelle macchine a controllo numerico si possono superare i 6 assi o gradi di libertà. Non è un superamento reale: semplicemente si intende una semplificazione ottenuta dalla proiezione di un movimento in uno spazio a più di tre dimensioni su uno spazio a tre dimensioni. Sembra fantascienza, ma i tortellini si fanno così. 🙂

        Simone

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        1. Simone,
          mettetela come vi pare e chiamate pure i movimenti come volete.
          Resta la realtà che nello spazio a tre dimensioni ci possono essere tre movimenti lungo tre assi e tre rotazioni attorno agli stessi. Tutti gli altri si compongono con questi. Questo è geometria, il resto e divulgazione o marketing.
          Secondo me poi avrebbe senso anche una stabilizzazione sull’asse longitudinale (quello dell’obiettivo per intenderci) solo che è difficile da realizzare. Significherebbe una stabilizzazione completa nello spazio a tre dimensioni.
          Poi potremmo considerare anche una stabilizzazione nella quarta, il tempo, ma la vedo difficile. A meno che non intervengano anche gli “strighisti” e allora dovremmo stabilizzare su 10 dimensioni almeno, di cui 6 arrotolate.
          Ciao, Francesco

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  9. Sono d’accordo sui commenti espressi e che riguardano i 5 assi, tuttavia non ho mai trovato sui testi di fisica l’equivalenza asse = grado di libertà. Nello spazio i gradi di libertà di un corpo rigido sono esattamente 6, se se ne vuole studiare il moto occorre studiare 6 parametri al variare del tempo. Nel caso specifico di questa macchina, di gradi se ne controllano solo 5, manca lo spostamento lungo l’asse dell’obiettivo (forse si sarebbe anche potuto aggiungere, visto che la stabilizzazione ha effetto sui piccoli spostamenti). Torniamo però a parlare di fotografia.

    Maurizio.

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    1. Guarda non ne ho idea, ma penso ci sia un limite nel gestire gli spostameni verso l’asse dell’obiettivo, cioè c’è pur sempre la luce da dover lasciar entrare, si forse si possono montare dei magneti ai bordi in modo tale che facciano da “freno”, ma a quel punto aumenterebbe la complessità degli algoritmi
      In ogni caso lo spostamento lungo l’asse crea problemi back/front focus e non problemi di mosso, quindi per alcuni generi di scatto (quelli in iperfocale) il problema non si presenta, resta ovviamente per quando si scatta in gestione della profondità di campo

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      1. Si d’accordo, mi incuriosisce però il discorso stabilizzazione rispetto agli assi verticale e orizzontale, se questa viene controllata il sensore verrà ruotato immagino rispetto a tali assi (nei limiti consentiti).

        Maurizio.

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        1. nello specifico non so come funzioni da un punto di vista ingegneristico
          so all’atto pratico (su pentax) che i magneti lavorano in base all’angolo di campo a cui si scatta, infatti il software chiede la focale quando si inserisce un obiettivo manuale (in questo modo sa come compensare sul lato dei magneti gli eventuali movimenti).
          il sensore ha un range di movimento, ma in genere non viene ruotato, viene frenato nella sua libertà o meglio i movimenti provenienti dal corpo (quelli generati dalle mani) vengono compensati dai magneti che stabilizzano il sensore.
          In linea teorica può essere mosso come immagini, anche se finora solo Pentax l’ha fatto, infatti con il gps-astrotracer si possono fotografare gli astri e usare i magneti di stabilizzazione per inseguire i minimi movimenti del soggetto (pianeti e stelle…), in questo caso si usa la mobilità del sensore per inseguire il soggetto.
          Sono 2 approcci diversi nell’uso, ma il più diffuso e richiesto è il primo (poter usare tempi alti di esposizione ed avere un servo aiuto nella stabilizzazione, ossia questi magneti), nel secondo caso l’uso è limitatamente utile solo nell’astrofotografia

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    2. Ciao Monty,
      semplificando, puoi considerare la fotografia come una proiezione su un piano (il sensore) attraverso un punto focale. Le rotazioni intorno al piano ortogonale all’asse focale Z e intorno all’asse focale vengono amplificate dalla proiezione, le traslazioni sul piano vengono riportate fedelmente, mentre le traslazioni lungo l’asse focale Z vengono attenuate.

      I metodi di stabilizzazione più semplici (esempio: sensor shift) si limitano a contrastare le rotazioni intorno al piano e le traslazioni lungo il piano, trattandole tutte allo stesso modo, come se fossero traslazioni.

      Simone

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    1. Veramente interessanti le conclusioni. Se i prezzi si abbasseranno (e secondo me lo faranno come per tutti i prodotti tecnologici, dopo il primo momento di “euforia”) potrebbe diventare un prodotto da considerare.

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  10. Da Dphoto: “Il prezzo della Olympus EM-5 – che sarà in vendita dal mese di aprile 2012 – è di 1.100 euro per il solo corpo macchina e di 1.300 euro per il kit con lo zoom M.Zuiko 12-50 mm f3.5-6.3 ED EZ.” ….La vogliono vendere veramente? A questi prezzi se la possono tenere, in giro c’è di meglio.

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    1. Concordo, anche se penso che dopo qualche tempo i prezzi si abbasseranno.
      Di certo è una macchina che ha caratteristiche semiprofessionali.
      Avesse avuto il sensore più grande anche nessuno si sarebbe stupito (anzi sarebbe stato sotto costo).

      Come caratteristiche per me siamo ai livelli della 7D canon e della Nikon D300 e acnhe li non mi sembra che te le regalino 😉

      Ciao
      Andrea

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    1. ciao a tutti,
      sono un possessore di una reflex olympus e-300 dal 2005, inutile dire che sono sempre rimasto molto soddisfatto da questa macchina e dalle relative ottiche due zoom zuiko 14 -45 mm e 45 -150 mm, l’unica cosa che non mi e’ mai piaciuta di questa macchina sono state le foto scattate con iso superiori a 400, davvero inguardabili e piene di rumore, ora da quello che ho potuto vedere con la nuova om-d mirror less siamo davanti
      a un apparecchio davvero molto interessante , seriamente candidato all’upgrade del mio equipaggiamento fotografico ((sperando di riutilizzare le vecchie ottiche zuiko in mio possesso acquistando il relativo adattatore da 4/3 a micro 4/3)) cosa ne pensate ????
      o e’ meglio acquistare subito le ottiche di questo formato ??
      vedi zoom 12 – 50 mm
      qualcuno di voi ha avuto modo di vederla funzionare alla fiera di roma ((photoshow )) ???
      una cosa che mi ha particolarmente colpito dai sample trovati in internet e’ la qualita’ anche con iso elevati, roba impensabile per la tipologia del formato e la dimensione del sensore.
      a voi i commenti .
      grazie marco

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  11. Ciao Francesco, sono Roberto Forti di Modena, ho 44 anni e sono un tuo “lettore” da diverso tempo.

    Dico brevemente quale è la mia situazione “fotografica” attuale: fotografo occasionalmente durante l’anno, per il 50 per cento durante l’estate in vacanza e il rimanente 50 durante l’anno nelle occasioni familiari e poco altro. In totale circa 2000 scatti o poco più.

    Il tempo per fare PP con qualsivoglia programma non ne ho, ogni tanto ci provo con quelli che dicono siano veloci e ottimizzati per il fotografo (LR4 e SNAPSEED, no PS), ma mi ci vuole tempo ugualmente, troppo, e non ne ho (ho moglie, 3 figli piccoli, il quarto in arrivo e un lavoro che non c’entra con la fotografia). Quindi se si potesse usare il JPG sarebbe meglio.

    Spesso mi capita di fotografare con poca luce, in interni, e quindi ricorro agli ISO alti (1600 o 3200, occasionalmente 6400).
    Prediligo i grandangolari estremi (15mm-30mm equiv.) con anche “puntate” però sui tele (200-300mm equiv.) oltre al classico 28-70, quindi ho bisogno di tutto il range di focali.

    Cosa mi consiglieresti fra queste 2 opzioni:

    NIKON D7000 + SIGMA 10-20/4-5.6 accoppiata a NIKON V1 con 10-30 + 30-110 (che possiedo attualmente, quindi tenere tutto) o OLYMPUS OM-D + 12-50 kit + ZUIKO 9-18 + LUMIX X 45-150 o ZUIKO 40-150/4-5.6 (vendendo tutto il resto….) ?

    Purtroppo non posso affiancare alla D7000 anche la OM-D, non ho budget sufficiente, nemmeno fra un pò di tempo.

    So che sono le domande che uno non vorrebbe mai sentirsi fare, perchè le valutazioni sono tante, però l’ultima prova della OM-D su FOTOCULT di settembre mi ha messo un pò in subbuglio, per l’idea di usare il JPG, il peso ridotto (faccio trekking con zaino fotografico e zaino “tradizionale”) e la qualità molto migliorata del m4/3.

    Ieri mi sono anche sentito telefonicamente con Giancarlo Farina di deSHOP.it, che mi ha ovviamente decantato le lodi della nuova Olympus, con tutto il kit di ottiche.

    La D7000 (che prediligo per l’ergonomia e la qualità complessiva) e la V1 (maneggevole e divertente) sinceramente hanno bisogno della PP e al momento i miei scatti rimangono archiviati sui miei hard disk in attesa della mia pensione (fra 25 anni forse) quando avrò tempo di lavorarli un pò (lo scrivo ridendo…). La OM-D potrebbe essere l’uovo di Colombo?

    Grazie in anticipo per la risposta.

    Complimenti per il lavoro svolto sul blog, che leggo sempre volentieri.

    Roberto Forti, Modena

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    1. Roberto,
      da quello che scrivi non mi è ben chiaro se la Nikon D7000 la hai già o devi comprarla. nel primo caso ti sconsiglio assolutamente di venderla per una OM-D. E’ vero la OM-D pesa meno ed è più compatta, ma ti pentiresti subito del cambio.
      Se la devi acquistare non capisco perchè vorresti prenderla con il Sigma 10-20. La scelta più logica, per il tipo di foto che fai, sarebbe il Nikon 18-200 VR o il Tamron 18-270 PZD.
      A proposito della Olympus OM-D E-M5, questa è un’ottima macchina, ma prendi con le pinze i test di Fotocult che mi sembra molte chiacchere e pochi fatti, e quelli confusi.
      Olympus ha avuto sempre la capacità di produrre dalle sue macchine ottimi jpeg, ma questo non vuol dire che con le altre macchine non si possa afre altrettanto. Basta ottimizzare i parametri di ripresa secondo i propri gusti ed esigenze e si ottengono ottimi jpeg dalla D7000, la V1 e tutte le altre macchine. Il vantaggio del raw è principalmente che consente di correggere erroi o variare dei parametri come esposizione e bilanciamento del bianco, ma se la foto è già corretta non c’è questa necessità.
      Non capisco infatti perchè dici cne D7000 e V1 hanno bisogno di post produzione e OM-D no. Non è assolutamente vero. Tutte possono farne a meno e a tutte può essere utile, ma necessità non c’è mai.
      Ciao, Francesco

      Mi piace

      1. Grazie della risposta.
        Scusa ma il mio post lo avevo scritto di getto e con poco tempo, quindi sono stato in effetti un pò confuso… Ho attualmente D7000 con sigma 10-20 e ho venduto qualche mese fa il NIKKOR 16-85VR (sigh..) per acquistare la NIKON V1 + 10-30 + 30-110, essendomi fatto prendere dalla “mania” delle mirrorless (leggerezza ma qualità allo stesso tempo).
        Riguardando le foto che ho fatto in queste vacanze con la V1 (circa 300 in agosto e altre 200 tra maggio e luglio), non mi hanno soddisfatto pienamente, mi sembrano un pò “piatte” e non particolarmente nitide, almeno rispetto alla D7000 alla quale sono abituato. Ovvio che il paragone non regge…. sono macchine completamente diverse. Ma tant’è che sono in questa situazione.
        Per questo mi è girata in testa l’idea di vendere la V1 e D7000 e prendere con il ricavato un corredo OM-D completo, nuovo e di qualità (mi sembra) e leggero per le mie escursioni e tutto il resto.
        Ho voluto precisare meglio, per correttezza, viste le tue risposte sempre precise e cordiali.

        Intanto ti ringrazio e mediterò sul da farsi.
        Ciao.
        Roberto

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        1. Roberto,
          prendere una Olympus OM-D E-M5 potrebbe essere una buona idea. La qualità c’è, però prima di farlo cerca di provare la macchina per vedere come ti trovi con il mirino elettronico, diverso da quello ottico della D7000. C’è chi vi si adatta senza problemi e chi invece non lo apprezza molto.
          Ciao, Francesco

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