Fujifilm X-T50: test

La nuova X-T50 è l’ultimo modello della serie X-Tx0 che si era fermata qualche anno fa alla X-T30 II. Questa nuova versione, pur rifacendosi alle precedenti come dimensioni del corpo e aspetto complessivo, ha una linea più arrotondata nella parte superiore ed il corpo leggermente più spesso.
La novità maggiore però è l’adozione del sensore da 40 Mpx della X-T5 e X-H2 e della relativa elettronica, compreso l’elaboratore d’immagine, l’autofocus e la stabilizzazione. Ciò pone la X-T50 in una categoria particolare, quella delle fotocamere ad alta risoluzione anche per il costo, sensibilmente più elevato dei precedenti modelli X-Tx0, ma non per le dimensioni e il peso, che rimangono ai minimi fra le mirrorless e la trasportabilità che, con gli obiettivi adeguati, è ai vertici.
Insieme alla X-T50 infatti Fujifilm ha presentato un nuovo zoom standard l’XF 16-50 mm f/2,8-4,8 R LM WR di peso e dimensioni contenute, fornito in kit con la fotocamera, che ne fa un insieme veramente interessante per chi cerca leggerezza e qualità.

Esteticamente la X-T50 non si differenzia molto, come detto, dai modelli precedenti. Fujifilm ha mantenuto nella X-T50 le manopole di comando esterne per i tempi di scatto e la compensazione dell’esposizione, ma con una differenza: la manopola a sinistra del mirino ora serve per la scelta dei profili pellicola con cui salvare le foto invece che per la scelta delle modalità di scatto.
Il sensore X-Trans CMOS 5 HR retroilluminato con 40 Mpx di quinta generazione privo di filtro antialias è montato su diverse fotocamere Fujifilm come la X-T5 e la X-H2. Questo sensore si caratterizza per la disposizione aperiodica dei filtri colorati, rossi, verdi e blu davanti ai pixel che consentono di minimizzare gli effetti “moirè” riprendendo soggetti a trama fine come tessuti, ma anche persiane di edifici visti da lontano. Al sensore in questo caso è accoppiato il nuovo elaboratore d’immagine X Processor 5 introdotto sulle X-H2S, X-H2 e X-T5. Questo consente di utilizzare gli algoritmi autofocus dell’ultima generazione di fotocamere Fujifilm che, con l’ausilio anche dell’intelligenza artificiale, migliorano l’efficienza dell’autofocus nell’individuazione ed inseguimento dei soggetti, non solo persone, volti, occhi, ma anche veicoli come auto, moto, bici, treni, animali e uccelli. Anche la stabilizzazione con il nuovo elaboratore è migliorata ed ora arriva a 7 stop.
Altro settore in cui la X-T50 ha fatto grandi progressi rispetto alla X-T30 II è la ripresa video. Questa ora arriva al 6.2K/30 senza ritaglio, oltre che DCI4K e 4K/60p e FHD/240p ed è provvista di compressione All Intra/Long-GOP. La raffica arriva a 8 fg/s con l’otturatore meccanico, a 13 fg/s con l’otturatore elettronico e a 20 con un ritaglio 1,29x equivalente a 24 Mpx.

In sintesi le caratteristiche principali della X-T50 sono:

– sensore APS X-Trans CMOS 5 da 40,2 Mpx
– processore X Processor 5
– innesto obiettivi Fujifilm X
– autofocus ibrido con 425 Punti AF a rilevamento di fase e di contrasto
– assistenza alla messa a fuoco manuale con evidenziazione dei contorni
– sensibilità ISO da 125 a 12800 ISO con estensioni a 64 e fino a 51200
– mirino elettronico con 2,36 Mpx, copertura 100 % e ingrandimento 0,62x
– schermo da 3″ con 1.840.000 pixel orientabile in alto e in basso
– otturatore a funzionamento meccanico con tempi da 30 secondi a 1/4000 e elettronico con tempi fino a 1/180000 di secondo
– stabilizzazione integrata sul sensore a “5 assi” con un massimo di 7 stop di guadagno
– comandi con manopola dei tempi di scatto e diaframmi sugli obiettivi
– flash integrato
– raffica fino a 13 fg/s e 20 fg/s con ritaglio 1,29x (24 Mpx)
– video 6.2K 6240×4160 pixel 30/25/24p, Cine 4K a 4096×2160 pixel o 4K 3840×2160 pixel pixel 60/50/30/25p/ 24p o Full HD 240/200/120/100/60/50/30/25/24p con audio stereo
– ingresso microfono e uscita HDMI
– modalità di simulazione pellicola avanzata
– sistema di pulizia del sensore a vibrazione Ultra Sonica
– connessione wi-fi e Bluetooth
– batteria NP W126 S per 380 scatti
– dimensioni 124x84x49 mm
– peso 438 grammi

La X-T50 costa 1.529 € solo corpo, 1.679 e con lo zoom 15-45/3,5-5,6 PZ e 1.929 € con il 16-50/2,8-4,8.

La X-T50 è disponibile con tre tipi di finiture: nera, argento e grigio grafite, molto bello.

Descrizione

La X-T50 ha un’estetica molto lineare con un corpo piccolo, specialmente in spessore con il mirino elettronico sporgente al centro, anche se meno di altre realizzazioni, e solo un accenno di impugnatura sulla destra che consente di tenere la fotocamera anche con una sola mano se monta un obiettivo leggero.
La costruzione e la finitura sono ottime, sicuramente superiori a quelle della media delle fotocamere della categoria. Il corpo è in lega di magnesio con un rivestimento zigrinato che lo rende molto piacevole al tatto. Le ghiere e le manopole di comando sono in metallo.
Confrontando la X-T50 con la x-T30 si vede che la X-T50 è appena più grande, di pochi mm, ma che mantiene lo stesso schema dei comandi.

Se la si confronta con una concorrente di caratteristiche simili la Sony A6700, si vede che quest’ultima è più piccola in altezza soprattutto per l’assenza della sporgenza del mirino, ma in compenso è dotata di una pronunciata impugnatura che ne aumenta le dimensioni in profondità. L’obiettivo della Sony, in entrambi i casi 16-50, è più piccolo perché meno luminoso, f/3.5-5,6 contro f/2,8-4,8 del Fujifilm.

Inizio la descrizione dal frontale.

A sinistra dell’innesto obiettivi in basso c’è il pulsante di sblocco dell’obiettivo. In alto, sempre sulla sinistra, l’illuminatore ausiliario per l’autofocus che funziona anche da indicatore dell’autoscatto e la ghiera di comando anteriore. A desta dell’innesto ottiche, in basso, c’è il classico manettino Fujifilm per commutare l’autofocus da singolo a continuo o manuale, molto comodo e raggiungibile con l’indice della mano sinistra.

Sulla calotta superiore troviamo, da sinistra una ghiera multifunzione Fn personalizzabile che, per impostazione predefinita, comanda la scelta di alcune simulazioni film; impostandola in C si potranno scegliere tutte le simulazioni via menu o ghiere di comando, come spiegato più avanti. Coassiale a questa ghiera c’è un interruttore a levetta che serve ad aprire il flash integrato sopra il mirino.

Sulla sporgenza del mirino elettronico c’è la slitta per flash o altri accessori.

Poi, proseguendo verso destra c’è la manopola per la regolazione dei tempi di scatto con coassiale un interruttore per impostare la macchina in automatismo totale. A destra c’è la ghiera per la compensazione dell’esposizione.

Davanti il pulsante di scatto con coassiale l’interruttore di accensione nella posizione migliore e più rapida per l’azionamento. Accanto c’è un piccolo pulsante personalizzabile che per impostazione predefinita serve ad attivare il rilevamento di volti ed occhi..

Nella parte posteriore i comandi sono tutti in alto e a destra. In alto da sinistra c’è il pulsante Drive che serve per impostare le modalità di scatto: scatto singolo, raffica veloce e lenta, ISO Bracketing, WB Bracketing, altri tipi di Bracketing, funzione HDR, Panorama, video e esposizione multipla. In revisione questo pulsante serve anche per la cancellazione delle foto. Accanto c’è il pulsante per la loro revisione.

Al centro l’oculare del mirino con conchiglia in gomma con sotto il sensore per la commutazione automatica fra mirino e schermo, a sinistra la rotella per la correzione diottrica e a destra un pulsante funzione Fn che per impostazione predefinita serve per la scelta della simulazione pellicola.

Andando verso destra c’è il pulsante AF-ON per attivare la messa a fuoco indipendentemente dal pulsante di scatto. Tutti questi pulsanti possono essere personalizzati con l’assegnazione di funzioni diverse da un lungo elenco tramite menu. Accanto la ghiera di comando posteriore.

Di fianco allo schermo c’è il pulsante di blocco dell’esposizione e sotto il joystick: questo serve per spostare il punto o l’area di messa a fuoco e, se premuto, per selezionarli; può servire anche per navigare nei menu in alternativa alle ghiere anteriore e posteriore. sotto c’è il pulsante per il richiamo dei menu e per la conferma delle scelte. Infine quello per la scelta delle informazioni da visualizzare nello schermo o nel mirino e per il ritorno indietro nei menu. All’estrema destra c’è il pulsante Q per il menu rapido personalizzabile con cui è possibile impostare quasi tutte le funzioni della fotocamera, raggiungibile con il pollice.

Sul lato destro non c’è nulla.

Su quello sinistro ci sono, coperte da uno sportellino, le prese per microfono o il telecomando remoto, HDMI e USB.

Sul fondello c’è l’attacco a vite per treppiedi allineato con l’obiettivo e, a sinistra l’alloggiamento per la batteria agli ioni di litio NP W126S e quello per la scheda SD compatibile UHS II entrambi coperti da uno sportello in plastica.

Come accessori sono forniti:
– batteria ricaricabile NP W126S
– tappo del corpo
– un cavo USB
– adattatore per cuffia
– cinghia a tracolla

Il software per visualizzare le foto e quello per la conversione raw, Raw File Converter 3, deve essere scaricato dal sito Fujifilm.

Come accessori opzionali si possono avere:
– batteria supplementare NP W126S
– caricabatteria BC-W126S
– telecomando a filo RR-100
– microfono stereo MIC-ST1
– tubi di estensione macro MCEX-11/16
– vari flash esterni dedicati
– anello adattatore per obiettivi con innesto Leica M
– treppiede impugnatura con comandi TG-BT1
– connettore wireless per stampanti Instax SP-1/SP-2/SP-3

Modalità di funzionamento

Schermate

Menu rapido

Menu

Uso in pratica

La X-T50 che ho avuto a disposizione era dotata dello zoom XF 16-50 mm f/2,8-4,8 R LM WR.
Tutti gli obiettivi Fujinon della serie XF sono dotati di una ghiera dei diaframmi che consente di regolare il diaframma, verificandone l’impostazione direttamente oltre che nello schermo o nel mirino e che comprende anche la posizione A per l’impostazione automatica del diaframma o in alternativa, come in questo caso, di una ghiera senza indicazioni che può essere impostata per regolare il diaframma se l’interruttore sull’obiettivo non è in posizione A, altrimenti il diaframma si regola con una delle ghiere di comando sulla fotocamera.
La X-T50 è piccola e leggera ed è un piacere portarla in giro con il 16-50.

Corpo macchina

Come detto nell’introduzione è di dimensioni ridotte e abbastanza leggero. E’ ben costruito in lega di magnesio e con un’ottima finitura.
Non è però protetto da infiltrazioni di polvere ed acqua.

Comandi

I comandi sono semplici anche se un po’ ridotti.
L’impostazione delle modalità di funzionamento si fa regolando la manopola dei tempi e la ghiera dei diaframmi (o l’apposito comando) sull’obiettivo. Se sono entrambi in A si ottiene il funzionamento Program con cui la fotocamera regola automaticamente tempo, diaframma ed anche la sensibilità ISO se questa è su Auto; se si regola manualmente il tempo di scatto e il diaframma è in A si ha la priorità dei tempi, se si regola manualmente il diaframma ed il tempo è in A si ha la priorità dei diaframmi; se si regolano entrambi si ha la regolazione manuale. In Program, priorità o anche in manuale se si è in ISO auto si può compensare l’esposizione con l’apposita ghiera.
Non c’è il pad a quattro vie per la navigazione nei menu e al suo posto si deve usare il joystick che non ne fa sentire la mancanza. Questo è ottimo per lo spostamento dei punti o aree AF cosa che può essere fatta anche con il tocco sullo schermo pure mentre si guarda nel mirino. Premendo il joystick si può selezionare il punto AF e ruotando la ghiera posteriore se ne può ampliare le dimensioni su 6 valori. Le aree AF invece possono essere scelte fra tre diverse dimensioni. Premendo il pulsante Disp/Back si può riportare il punto o l’area AF al centro dell’inquadratura.
Con l’interruttore sul frontale si può scegliere la modalità autofocus o quella manuale.
Se non si personalizza uno dei die pulsanti disponibili la sensibilità ISO si può regolare solo dal menu rapido, lo stesso vale per il bilanciamento del bianco.
Le modalità di scatto si selezionano rapidamente con l’apposito pulsante. Tutto quello che non è possibile regolare in modo diretto con i pulsanti disponibili può essere impostato tramite il menu rapido.
Tutti i pulsanti disponibili possono essere personalizzati per richiamare le funzioni preferite.
In conclusione i comandi sono pochi e semplici, e si sente la mancanza di comandi diretti, ma viste le dimensioni ridotte della X-T50 forse sarebbe stato difficile fare di più.
Segnalo però alcune particolarità riscontrate in tutte le Fujifilm che possono mettere in difficoltà chi non le conosce.
L’impostazione delle modalità di misurazione dell’esposizione per impostazione predefinita usa la misurazione multizona. Se si vuole cambiare il metodo di misurazione in media, media pesata al centro o spot è necessario che le impostazioni per la messa a fuoco con il rilevamento dei volti e degli occhi siano impostate in OFF, altrimenti la misurazione esposimetrica rimane impostata su multizona e non è possibile modificarla su un altro valore. Cosa c’entri la rilevazione dei volti/occhi con la misurazione esposimetrica lo sa solo Fujifilm (sarebbe utile invece averla associata al rilevamento degli occhi); questa è una cosa che mi ha fatto perdere tempo, avviene solo in queste fotocamere ed l’ho scoperto solo leggendo il manuale.
Infine quando si scatta in raffica, a qualunque velocità, se si vuole che la fotocamera regoli l’esposizione fotogramma per fotogramma invece che mantenerla fissa al primo scatto è necessario che nel menu IMPOSTAZIONI nel sottomenu IMP. PULSANTI/GHIERE sia impostato OTTURATORE AE in ON. Anche questa impostazione è strana, mi ha creato inizialmente difficoltà e si può scoprire solo leggendo attentamente il manuale.

Menu

Sono suddivisi nei sottomenu: Impostazione Qualità d’immagine, Impostazioni AF/MF, Impostazione Ripresa, Impostazione Flash, Impostazione Filmato e SET UP. Molto spazio, 3 pannelli, è dedicato alla messa a fuoco che si può impostare nei minimi particolari. Alcune opzioni però, come la formattazione delle schede di memoria sono nascoste, in questo caso fra le impostazioni utente. Altre impostazioni come quelle dell’otturatore meccanico ed elettronico o del salvataggio e numerazione delle foto richiedono un attento studio.

Mirino

Il mirino ha una risoluzione di 2,36 Mpx e un ingrandimento di 0,62x. La risoluzione ed il dettaglio sono discreti e l’ingrandimento sufficiente per vedere bene l’immagine anche se inferiore a quello delle X-T5 e X-H2. Nel mirino è possibile vedere tutto quello che si vede sullo schermo, compresi tutti i menu, quindi anche in questo caso operare tutte le regolazioni senza staccare l’occhio. Inoltre si ha una copertura del 100 % utile se si ha la necessità di inquadrare con estrema precisione, come in macro. Altro vantaggio di questo mirino, come di tutti gli elettronici, è quello di poter vedere in anticipo l’esposizione e correggerla se del caso. Infine quando si gira la fotocamera per un’inquadratura verticale le informazioni nel mirino si spostano rimanendo sempre sul lato in basso e in alto come per le inquadrature orizzontali.
Nel mirino come nello schermo è possibile visualizzare l’istogramma e una livella elettronica a tre dimensioni.
Non ho mai notato anche nelle inquadrature più scure segni di rumore.

Schermo

Lo schermo da 3″ con 1.040.000 pixel è sufficientemente nitido e abbastanza visibile anche in piena luce attivando in questo caso da menu la funzione di visualizzazione al sole. Può essere utile per inquadrare e utilizzare i menu o quando si usa la macchina su treppiede. E’ orientabile in solo in alto e in basso, cosa utile specialmente per le foto di strada, meno per i video.
E’ sensibile al tocco e questo consente oltre che mettere a fuoco e scattare toccandolo ed alcune altre funzioni interessanti. E’ possibile infatti, come detto, quando si è con l’occhio al mirino, spostare il punto o l’area di messa a fuoco selezionati toccando lo schermo e spostandoli con il dito. E’ anche possibile selezionare se per questa funzione si userà la metà destra o sinistra dello schermo. Inoltre è possibile attivare quattro tasti virtuali assegnati al movimento del dito dal centro dello schermo in quattro direzioni. Per impostazione predefinita si ha, dall’alto in senso orario: visualizzazione dell’istogramma, regolazione livello del microfono, visualizzazione della livella elettronica e anteprima profondità di campo.

Otturatore

La X-T50 dispone di otturatore meccanico ed elettronico. L’otturatore meccanico prevede tempi da 30 secondi a 1/4000 più il tempo di sincronizzazione flash a 1/180 e le pose B e T. Quello elettronico con tempi da 30 secondi a 1/180000 è utile se si vuole scattare con diaframmi aperti per ridurre la profondità di campo in scene molto luminose, oppure per scattare in modo totalmente silenzioso o infine per ottenere la massima velocità di raffica.

Stabilizzazione

Le X-T50 è dotate di stabilizzazione integrata sul sensore a “5 assi” con un guadagno, secondo le specifiche Fujifilm, di 7 stop. Il sistema di stabilizzazione è diverso da quello adottato sulla X-T5 ed ha dimensioni più ridotte.
Per le prestazioni vedere l’apposita pagina.

Autofocus

L’autofocus della X-T50 è ibrido, a rilevamento di fase e di contrasto, direttamente attuato dal sensore che è dotato di pixel mascherati adatti al rilevamento di fase. Dispone di 425 punti AF a rilevamento di fase, su una matrice di 25×17 e 425 punti a rilevamento di contrasto con una copertura quasi totale del formato. I punti possono essere scelti ed usati in modo singolo, a zone di 3×3, 5×5 e 7×7 punti, su tutta l’area allargata per un inseguimento ampio o con scelta automatica su quasi tutta l’area inquadrata. I singoli punti o le zone possono essere scelti con il joystick predisposto, oppure direttamente sullo schermo. Di base la X-T50 propone la scelta fra una matrice di 117 punti, ma volendo si possono attivare tutti i 425 punti. Le modalità di funzionamento possono essere: singola AF-S, continua AF-C o manuale, selezionabili con l’apposito comando sul frontale. Via menu si può scegliere se dare la priorità alla messa a fuoco o allo scatto sia in AF-S che in AF-C. In AF-C (continuo) è possibile regolare alcuni parametri di funzionamento dell’autofocus: sensibilità dell’inseguimento, sensibilità alla velocità del soggetto inseguito e zona dell’inquadratura a cui dare la priorità. Sono disponibili cinque profili predefiniti per varie situazioni: base con impostazioni standard per soggetti in movimento, ignora ostacoli, soggetti in accelerazione/decelerazione, soggetti che appaiono all’improvviso, soggetti con movimenti irregolari più un’impostazione personalizzata. L’autofocus dispone inoltre della funzione per il rilevamento dei volti e degli occhi del soggetto e il riconoscimento di soggetti come animali, uccelli, bici, moto, veicoli e treni. La sua sensibilità è elevata anche senza la luce ausiliaria, -4 EV a rilevamento di contrasto e -7 EV a rilevamento di fase con il 50 mm f/1,0.
Se si vuole mettere a fuoco manualmente apparirà nello schermo o nel mirino una scala delle distanze e, se si è attivata da menu la funzione Controllo fuoco, l’immagine sarà automaticamente ingrandita. In questo caso la messa a fuoco può essere assistita con l’evidenziazione dei contorni (focus Peaking) per la quale si può scegliere il colore.

Esposizione

La misurazione può essere a zone multiple (matrice), media, media con prevalenza centrale e spot. Ho già detto che per poter variare la zona di misurazione è necessario che la messa a fuoco con il riconoscimento dei volti e del viso deve essere disattivata.
L’esposizione è stata corretta in esterni con buona luce. Nelle situazioni di forte contrasto tende a sottoesporre per salvaguardare le luci. In questo caso usando il raw è però possibile un ottimo recupero delle ombre grazie alla buona gamma dinamica consentita dal sensore. In luce scarsa, esterni illuminati di notte ad esempio o interni bui, invece con la misurazione a matrice tende a sovraesporre di circa 2/3 di stop. E’ facile comunque correggere questa differenza con l’apposita la ghiera di regolazione, controllando direttamente nel mirino elettronico il risultato.

Sensibilità ISO

La sensibilità può essere regolata, automaticamente o manualmente, da 125 a 12800 ISO a passi di 1 stop o di 1/3 di stop e può essere estesa verso il basso fino a 64 e verso l’alto fino a 51200 ISO sia per le foto jpeg che raw.
La regolazione automatica della sensibilità ISO consente di impostare un valore limite fisso del tempo di scatto oltre il quale la sensibilità deve essere aumentata oppure di farlo scegliere automaticamente in funzione della lunghezza focale dell’obiettivo anche zoom. Sono disponibili tre profili di regolazione automatica per ciascuno dei quali è possibile definire le sensibilità minima e massima e il tempo di scatto limite, sia fisso che automatico. La sensibilità reale però è inferiore a quella nominale di circa 2/3 di stop, come in molte altre Fujifilm.
La sensibilità nominale impostata sulla fotocamera è però inferiore a quella reale di 2/3 di stop, come avviene anche in molte altre Fujifilm.

Bilanciamento del bianco

Può essere automatico oppure selezionato su sette valori prefissati compreso uno per riprese subacquee. Si può anche impostare una regolazione personalizzata basata su una misurazione (se ne possono memorizzare tre nella X-T50) oppure regolarlo in gradi Kelvin.
In esterni si è dimostrato sempre corretto, sia di giorno che di notte, mentre in interni con luce artificiale la regolazione automatica non è stata sempre corretta, con toni un po’troppo caldi, ed ho dovuto correggere manualmente le foto raw.

Formato foto

Le foto possono essere salvate in formato 3:2, 16:9 e 1:1 e in varie dimensioni per il formato 3:2 L a 40 Mpx, M a 20 Mpx e S a 10 Mpx per il formato jpeg; in raw le dimensioni sono sempre 7728×5152 cioè 40 Mpx. Le foto possono essere salvate in Jpeg con qualità Fine o Normal, in HEIF 4:2:2 a 10 bit, in raw (RAF) anche compresso senza perdite e in raw più jpeg o HEIF.

Profili colore

La X-T50 dispone, come tutte le Fujifilm di numerosi profili colore che richiamano i colori delle più famose pellicole dia e negative Fuji: Provia (standard), Velvia (vivace), Astia (morbida), Classic Chrome (neutra), Reala Ace, Pro Neg. Hi, Pro Neg Standard, Classic Neg, Nostalgic Neg che consentono di ottenere foto jpeg con caratterizzazione colore diverse da usare secondo i soggetti ed i gusti del fotografo. Oltre a questi esistono i profili per bianconero, Acros (drammatico) e Monocromatico entrambi in bianconero anche con filtri giallo, rosso e verde e Sepia. Infine ce ne sono alcuni dedicati alle riprese video: Eterna che simula le caratteristiche della pellicola cinematografica con colori tenui e toni intensi nelle ombre e con la possibilità di usare una gamma dinamica del 400 % equivalente circa a 12 stop per ottenere riprese adatte ad una facile postproduzione e Eterna Bleach Bypass.
Questi profili possono anche essere applicati alle foto in formato raw tramite i software Raw File Converter 3 scaricabile gratuitamente, o con CaptureOne e quindi è possibile cambiarli a posteriori per trovare quello più adatto a ciascuna foto.
Nelle foto pubblicate si possono vedere i risultati dei diversi profili.

Flash

La X-T50 dispone di un flash integrato alloggiato sopra la sporgenza del mirino. Per azionarlo è necessario sollevarlo manualmente, con la piccola levetta sulla sinistra della calotta coassiale alla manopola per la scelta dei profili colore. Il flash ha una potenza ridotta adatta ad illuminare piccoli ambienti o gruppi oppure come luce di schiarita in esterni.

Raffica

Una caratteristica interessante della X-T50 è la raffica. Questa può arrivare, alla velocità più alta H e usando l’otturatore elettronico a 20 fg/s con un ritaglio di 1,29x (24 Mpx) o a 13 fp/s a formato pieno, in entrambi i casi con la disponibilità del live view, cioè la visualizzazione del soggetto in tempo reale nel mirino. Usando l’otturatore meccanico si arriva a 8 fg/s. Alla velocità più bassa L si hanno 5 fg/s con la disponibilità del live view.
L’autofocus può essere singolo, continuo o manuale, su un singolo punto, un’area o su tutta la zona di punti AF per l’inseguimento.
Per le prestazioni vedere la rispettiva pagina.

Video

Altro settore in cui la X-T50 ha fatto grandi progressi rispetto ai precedenti modelli della serie X-Tx0 è la ripresa video. Questa ora arriva al 6.2K/30 p 4:2:2 a 10 bit senza ritaglio, oltre che C4K e 4K/60p e FHD/240p. Inoltre in unione ad un dispositivo esterno Atomos HDMI o Blockmagic Design Video Assist può registrare fino a 6.2K in formato raw.
Le regolazioni principali, diaframma, tempo di scatto e sensibilità possono essere attuate in modo silenzioso mediante lo schermo sensibile al tocco. La registrazione video continua può arrivare fino a 70 minuti per il 6.2K e 4K, 80 minuti per tutte le velocità Full HD. La ripresa rallentata arriva a 3 minuti per il 240p e 6 minuti per il 120p.
Durante la ripresa la messa a fuoco può essere automatica, singola o continua, o manuale, ma non è attiva la funzione di inseguimento. Si possono regolare anche i diaframmi, il bilanciamento del bianco e l’esposizione, comprese le eventuali compensazioni. La ripresa si attiva tramite il pulsante delle modalità di scatto e premendo il pulsante di scatto.
I video possono essere salvati in MOV HEVC/H.265 Linear PCM o MPEG-4 AVC/H.264 Linear PCM. Il video può usufruire dello stabilizzatore sul sensore
Fujifilm inoltre rende disponibili due ottiche cinematografiche MXK con innesto X, MKX8-55 T2.9 e MKX 50-135 T2.9 particolarmente adatte alle riprese video, ma molto costose.

Connessione

Sono disponibili le connessioni wifi e Bluetooth. Con il wifi è possibile controllare la fotocamera da remoto tramite l’app Fujifilm X e uno smartphone o tablet e di trasferire le foto scattate. Il Bluetooth consente di mantenere attiva una connessione con uno smartphone, tablet o computer per il trasferimento continuo delle foto.

Funzioni speciali

Modalità HDR

E’ possibile impostare da menu la modalità HDR che consente di compensare differenze di luminosità della scena ripresa che non sarebbero completamente registrabili dal sensore. La modalità HDR può funzionare in modo automatico oppure essere impostata come percentuale: 100 % (nessuna compensazione), 200 %, 400 % e 800 %. Quando la si imposta al 200, 400 o 800 % la sensibilità minima utilizzabile aumenta rispettivamente a 250, 500 o 1000 ISO. Questa modalità può essere usata sia per le foto che per i video.

Panorama

Si può scattare una foto panoramica in orizzontale o in verticale, con un angolo di copertura di 120°, 180° o 360° gradi. La macchina scatta automaticamente una serie di foto che poi collega per ottenere una foto panoramica.

Filtri avanzati

Sono disponibili una serie di filtri per modificare l’aspetto delle foto: Toy camera, Miniatura, Colore pop, High-key, Low-key, Toni dinamici, Soft focus e vari effetti di colore.

Batteria e caricamento

La X-T50 adotta la batteria NP-W126S invece della più capace NP-W235, come i modelli superiori, per motivi di spazio e questo consente un’autonomia di circa 380 scatti.
Il consiglio è quindi di munirsi di una seconda batteria e di ricaricarle spesso se si prevede di scattare molte foto o riprese video lunghe.
La batteria può essere caricata anche tramite la connessione USB.
A sfavore invece il fatto che la X-T50 è fornita solo di un alimentatore USB che richiede, per caricare la batteria, che questa sia montata sulla macchina collegata al cavo. Questo preclude l’uso della macchina mentre si carica la batteria. Fujifilm fornisce a parte un caricabatterie esterno, ma sarebbe opportuno che lo fornisse con la macchina come standard.

Obiettivi

il corredo Fujifilm comprende attualmente 45 obiettivi.
La loro scelta dipende dal fatto che si voglia privilegiare la scelta di obiettivi piccoli e leggeri, adatti alle dimensioni ridotte della macchina, oppure che si voglia il massimo della luminosità, un po’ a scapito delle dimensioni, peso ed anche costo.
In ogni caso se la si prende con l’obiettivo in kit è consigliabile il 16-50/2,8-4,8, molto migliore del 15-45 e di tutti gli obiettivi kit di questa focale.
Della prima scelta fanno parte i focale fissa XF 8/3,5 WR 860 €, XF 14/2,8 849 €, XF 27/2,8 WR “pancake” 460 €, XF18/2,0 529 €, XF 23/2,0 439 €, XC 35/2,0 225 €, XF 35/2,0 399 € e XF 50/2,0 469 €, tutti piccoli e compatti. Fra gli zoom segnalo, oltre al 16-50 già menzionato, il XF 18-55/2,8-4,0, XF 18-135/3,5-5,6 II OIS 749 €, XF 18-120/4,0 WR 990 €, XF 10-24/4,0-5,6 OIS WR 1.035 €, XC 50-230/4,8-6,7 OIS 355 €, XF 55-200/3,5-4,8 OIS 680 € e 70-300/4,5-5,6 OIS 815 €.
Fra quelli più luminosi sono disponibili gli XF 16/1,4 WR 925 €, XF 18/1,4 WR 969 €, XF 23/1,4 799 €, XF 33/1,4 WR 830 €, XF 50/1,0 1.489 €, XF 56/1,2 WR 1.199 €, XF 56/1,2 APD 1.290 €, adatto particolarmente per ritratto, XF 90/2,0 885 €, XF 200/2,0 4.990 € e XF 500/5,6 3.449 €.
Fra gli zoom l’XF 8-16/2,8 1.780 €, XF 16-55/2,8 1.090 €, XF 16-55/2,8 II 1.399 €, XF 50-140/2,8 OIS WR 1.335 €. Poi ci sono i due supertele zoom XF 100-400/4,5-5,6 OIS WR 1.680 e XF 150-600/5,6-8 OIS WR 2.099 €.
Infine i macro XF 30/2,8 WR 699 €, XF 60/2,4 610 € e XF 80/2,8 OIS 1.159 €.
Inoltre sono reperibili molti obiettivi di altri produttori come Zeiss con i Touit 12/2,8 949 €, 32/1,8 655 € e 50/2,8 910 €, Samyang 12/2,0 399 €, Sigma, 16/1,4 415 €, 30/1,4 345 € e 56/1,4 440 €, 10-18/2,8, 18-50/2,8 530 €; Tamron 11-20/2,8 899 €, 17-70/2,8 890 €, 18-300/3,5-6,3 820 €, 150-500/5-6,7 1.630 €; Viltrox 13/1,4 495 €, 23/1,4 329 €, 27/1,2, 33/1,4 289 €, 56/1,4 370 €, 75/1,2 589 e 85/1,8 395 €.
Ci sono poi diversi obiettivi a fuoco manuale di Meike, Samyang, Laowa, 7artisans e TTartisans.
Il fattore moltiplicativo per la lunghezza focale degli obiettivi è 1,5.
Fujifilm fornisce un adattatore per obiettivi Leica M, ma sul mercato si trovano praticamente per tutte le fotocamere.

La X-T50 quindi è stata piacevole da usare in tutte le occasioni. Richiede un minimo di adattamento ai suoi comandi, ma la macchina è veloce e reattiva in ogni circostanza. Le sue dimensioni e peso contenuti grazie anche alle dimensioni degli obiettivi APS permettono di portare la macchina senza problemi. Quando si vuole passare inosservati è possibile farlo tenendo la macchina all’altezza vita e usando per inquadrare lo schermo, sfruttando la possibilità di scatto assolutamente silenzioso.

Per tutte le foto di prova ho usato il formato 3:2.
Le foto di prova sono suddivise in due gruppi: foto di test, scattate a tutte le sensibilità, da 64 a 51200 ISO, in luce naturale di giorno e di notte e in interni e foto di esempio a varie sensibilità a secondo delle situazioni, anche se di giorno sono stati usati possibilmente i 125 ISO. Tutte le foto sono state salvate sia nel formato jpeg come salvato dalla macchina, sia raw compresso senza perdite che ho convertito con CaptureOne.

====>>>  Prestazioni&Conclusione

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