Le fotocamere della serie A7C sono le più piccole fotocamera fullframe disponibili, fatta eccezione per la molto particolare Sigma Fp.
Sony in pratica è riuscita a montare un sensore fullframe in un corpo APS uguale a quello delle sue mirrorless della serie A6x00. La A7CR ha quindi le caratteristiche di compattezza e leggerezza proprie delle fotocamere APS unite alle qualità d’immagine delle fullframe per gamma dinamica, rapporto segnale/rumore e controllo della profondità di campo.
Il sensore ha 60 Mpx, come quello della A7R V, così come l’elaboratore d’immagine Bionz XR , la stabilizzazione sul sensore e l’autofocus, sono gli stessi con la stessa efficacia. La ripresa video è 4K e dispone di profili colore S-Cinetone.
La forma del corpo ricorda le fotocamere a telemetro, col mirino all’estrema sinistra, mentre lo schermo è orientabile in tutte le direzioni.
L’innesto obiettivi è il Sony E che dispone di un grande numero di obiettivi in continua crescita e di numerosi obiettivi di altri produttori. Per sfruttare il sensore fullframe è però necessario usare gli obiettivi specifici contrassegnati dalla sigla FE. Sony ha introdotto nel corredo di obiettivi FE alcuni modelli di ingombro e peso ridotto, sia a focale fissa che zoom, per adeguarsi a quelli delle A7C, sulla quale però ovviamente possono essere montati tutti gli obiettivi Sony e compatibili.
Con alcuni di questi obiettivi la A7CR diventa una fotocamera di dimensioni estremamente ridotte per il formato del suo sensore, anche se non proprio tascabile
Le sue principali caratteristiche sono:
– sensore BSI-CMOS retroilluminato di formato fullframe con 60 Mpx
– processore d’immagine Bionz XR
– corpo lega di magnesio
– innesto obiettivi Sony E
– mirino elettronico con 2,36 Mpx, copertura del 100 % e ingrandimento reale 0,7x
– schermo da 3″ e 1.030.000 pixel
– autofocus ibrido con 693 punti AF a rilevamento di fase e 425 a rilevamento di contrasto selezionabili automaticamente o manualmente
– sistema di stabilizzazione sul sensore a “5 assi”
– modalità di esposizione completamente automatica, Program, a priorità, manuale
– sensibilità automatica o manuale da 100 a 32000 ISO espandibile a 50 e fino a 102400
– otturatore meccanico con tempi da 30 secondi ad 1/4000 e elettronico da 30 secondi a 1/8000
– ripresa video 4K UHD a 3840×2160 pixel 60/5030/25/24p in formato MOV o MP4, AVCHD o XAVC S con audio stereo
– velocità di raffica fino a 8 fg/s
– sistema di pulizia del sensore a vibrazione ultra sonica
– usa schede SD UHS II
– corpo protetto da polvere ed acqua
– connessione wi-fi e Bluetooth
– batteria agli ioni di litio NP-FZ100 per 520 scatti
– dimensioni 124x71x63 mm
– peso 515 grammi
La Sony A7CR costa 3.700 € solo corpo.
Descrizione e comandi
Il corpo ha spigoli arrotondati tranne che nella calotta superiore, c’è anche una piccola impugnatura rivestita in materiale morbido antiscivolo, ed è molto ben costruito, in metallo e ben finito. Il mirino è nell’angolo superiore sinistro, a differenza delle mirrorless che hanno la forma di reflex, in modo da evitare qualsiasi sporgenza sulla calotta superiore. Lo schermo da 3″è orientabile in tutte le direzioni. I comandi sono quasi tutti concentrati sul dorso alla destra dello schermo. L’obiettivo zoom con cui l’ho provata è il classico 24-105 mm f/4,0 G OSS non molto adatto, per le dimensioni, alla fotocamera; inoltre ho avuto in prova un altro obiettivo della serie compatta il 24 mm f/2,8 G.
Per valutare le dimensioni della A7CR propongo il confronto con la A7R V che ha lo stesso sensore, entrambe con il nuovo 24-50 mm f/2,8 G.
Come si vede la A7CR è molto più piccola della A7R V che ha già di suo dimensioni compatte per una fullframe. Nella foto dall’alto la differenza dimensionale risalta anche la differenza di spessore dovuta all’impugnatura.
A confronto con una delle più piccole mirrorless disponibili, la Fujifilm X-E4, la A7CR non sfigura, anzi frontalmente è leggermente più piccola. mentre vista dall’alto con il Sonnar T* 35 mm f/2,8 ZA e con il 40 mm f/2,5 G ha dimensioni maggiori della X-E4 con il Fujinon 27 mm f/2,8 WR (41 mm eq.) soprattutto a causa dell’impugnatura e degli obiettivi che, per quanto compatti, sono pur sempre ottiche fullframe.
Inizio la descrizione dal frontale:
Sulla sinistra dell’innesto obiettivi (guardando la fotocamera frontalmente) si vede il pulsante di sblocco dell’obiettivo e più in alto l’illuminatore a led di ausilio per l’autofocus che funziona anche come segnalatore dell’autoscatto. Sulla parte alta dell’impugnatura si vede la ghiera di comando frontale non presente invece sulla precedente A7C.
Sulla calotta superiore si vedono al centro la slitta porta accessori per un flash esterno o microfono.
A destra la manopola delle modalità di funzionamento: P Program, A priorità dei diaframmi, S priorità ei tempi, M manuale, 1, 2 e 3 richiamo di modalità personalizzate e Auto. Sotto c’è, coassiale, una levetta che commuta la ripresa da foto a filmato e a S&Q filmati accelerati e rallentati. All’estrema destra la ghiera di compensazione dell’esposizione senza però le indicazioni graduate.
Davanti, sull’impugnatura, il pulsante di scatto con coassiale l’interruttore di accensione e dietro il pulsante per la ripresa video.
Nella parte posteriore dominata dal grande schermo ribaltabile i comandi sono tutti concentrati in alto e sulla destra.
In alto all’estrema sinistra c’è il mirino elettronico con accanto il sensore per la commutazione automatica con lo schermo ed a destra la rotella di correzione diottrica.
Andando verso destra troviamo il pulsante per il richiamo dei menu, piuttosto scomodo in questa posizione, un pulsante C1 personalizzabile e la ghiera di comando posteriore.
A destra dello schermo ci sono dall’alto: il tasto AF-ON per l’attivazione dell’autofocus indipendentemente dal pulsante di scatto, quello Fn personalizzabile che per impostazione predefinita richiama un menu rapido a scorrimento per l’impostazione di tutte le principali regolazioni, il pad a quattro vie che funziona anche da terza ghiera rotante. Le funzioni del pad sono, dall’alto e in senso orario: scelta delle informazioni da visualizzare nello schermo o nel mirino, sensibilità ISO, tipo di misurazione esposizione e infine autoscatto e raffica. Al suo centro il pulsante di conferma. Sotto infine ci sono il pulsante per la revisione delle foto e un pulsante C2 personalizzabile che in revisione serve a cancellare le foto.
Sul lato destro nulla da segnalare
Sul lato sinistro ci sono le prese USB C, HDMI, l’ingresso microfono e l’uscita cuffia ricoperti da due sportellini; fra queste c’è l’unico alloggiamento per schede SD ricoperto da un altro sportellino.
Nella parte inferiore troviamo l’innesto per il treppiedi coassiale con l’obiettivo e uno sportello che protegge l’alloggiamento della batteria ricaricabile agli ioni di litio.
Insieme alla fotocamera è fornita una base supplementare che aumenta l’altezza del corpo i circa 1,5 cm, utile per equilibrare meglio la macchina ed agevolarne l’impugnatura quando la si utilizza con obiettivi lunghi e pesanti. La base che si fissa al corpo tramite l’innesto a vite per il treppiedi è provvista di un’apertura sul fondo per consentire il cambio della batteria senza smontarla
In dotazione, insieme alla macchina sono forniti:
– batteria ricaricabile
– caricabatteria da collegare direttamente all’ingresso USB della fotocamera
– un cavo USB
– la cinghia a tracolla
– un manuale sintetico, quello completo è disponibile online o come pdf sul sito Sony.
Il software per visualizzare le foto e quello per la conversione delle foto raw View, Edit e Remote devono essere scaricati dal sito Sony come indicato nel manuale.
Come accessori sono disponibili:
– telecomandi
_ batterie supplementari
– caricabatteria con cavo
– flash dedicati
– borse pronto e per il trasporto
– due adattatori per obiettivi Sony Alpha: LA-EA3 che mantiene l’autofocus solo con gli obiettivi SAM/SSM e LA-EA4 che la mantiene con tutti gli obiettivi Alpha
Schermate
Modalità di funzionamento
Menu rapidi
Menu
Descrizione & uso
Per la prova ho avuto a disposizione una A7CR dotata degli obiettivi Sony 24-105 mm f/4,0 e G 24 mm f/2,8. Con quest’ultimo obiettivo l’insieme mantiene dimensioni e peso abbastanza ridotti che non si sentono al collo e si trasporta facilmente con una piccola borsa. Con il 24-105 invece la fotocamera è abbastanza sbilanciata verso l’avanti.
Corpo macchina
Il corpo macchina è compatto, a forma di parallelepipedo senza sporgenze tranne la piccola impugnatura ed è realizzato in lega metallica. E’ ben costruito e rifinito, rivestito sulla destra e sull’impugnatura da una superficie zigrinata e rugosa antiscivolo che consente di impugnarlo con sicurezza. E’ anche protetto da polvere ed acqua.
Comandi
I comandi sono ben disposti e permettono agevoli regolazioni in tutte le modalità di scatto anche se si sentono alcune assenze. In primo luogo il joystick per il posizionamento del punto o della zona AF invece presente nelle sorelle a forma di reflex; si può supplire con lo schermo sensibile al tocco, ma è una mancanza che si sente. Poi la terza ghiera di controllo posteriore è scomoda e si rischia di muoverla inavvertitamente e quindi è meglio disabilitarla. Infine l’assenza di alcuni pulsanti Cn personalizzabili, ne sopravvivono solo due. Molto comodo invece il pulsante per la ripresa video ora sulla calotta vicino a quello di scatto.
Menu
Seguono il nuovo schema standard Sony. Sono suddivisi per argomenti da scorrere verticalmente: Qualità d’immagine 1 (10 pagine) suddivisa in: Qualità im./Reg., Supporti, File, Modo ripres, Modo avanzam., Scatto/Silenz., Stabilizz. imm., Zoom, Visualizz. ripresa, Visualizz. simbolo; Esposizione/Colore (7 pagine) suddivisain: Esposizione, Comp. esposiz, Misurazione esp., Flash, Bilanc. bianco,
Colore/Tonalità, Vis. mot. zebrato; Messa a Fuoc (5 pagine) suddivisa in: AF/MF, Area mes. a fuo., Ricon. soggetto, Assis. mes. a fuo., Visula. eff. cont.; Riproduzione (7 pagine) suddivisa in: Des.riproduz., Ingrandimento, Selez./Promem., Elimina, Modifica, Visualizzazione, Opzione ripr.; Rete (8 pagiene) suddivisa in: CI./Ct. rem. PC, Trasferimento FTP, Streaming, Wi-Fi, Bluetooth, LAN via cavo, USB-LAN/Teth., Opzione rete; Impostazione (13 pagine) suddivisa in: Fuso orario/Data, Reim./Salva imp., Funz. personaliz., Personalizz. man., Funzion. tattile, Accessibilità, MMirino/Monitor, Opzione visualiz., Opzione imp. al., Opzione suono, USB, Uscita esterna, Opzione imp. Infine c’è la possibilità di impostare un menu personalizzato Mio Menu.
Sono un po’ complessi e dispersivi, alcune funzioni sono difficili da individuare, anche per la traduzione e le abbreviazioni approssimative ed è spesso necessario scorrerli per trovarle. Per essere usati richiedono un po’ di apprendistato e di abitudine.
Mirino
Il mirino è stato inserito nel corpo senza alterare la linea compatta della macchina che è poco più grande della A5100 che ne è priva. Questo è un grosso vantaggio a confronto con mirrorless a forma di reflex, per quanto piccole, che presentano comunque una sporgenza per alloggiare il mirino nella calotta superiore. Il mirino ha una risoluzione di soli 2,36 Mpx, anche se oggi sono disponibili mirini elettronici con risoluzione molto maggiore e ci si chiede perché non ne sia stato adottato uno con risoluzione superiore, considerando il livello ed il prezzo della fotocamera. Forse l’unico motivo è dovuto al contenimento delle dimensioni. La sua copertura è del 100 % con un ingrandimento reale di 0,7x. La sua luminosità è regolabile e non presenta scie o perdite di nitidezza se si muove velocemente l’inquadratura grazie alla frequenza di scansione di 120 fg/s. Non presenta nemmeno il fenomeno del rumore quando si inquadrano scene in poca luce.
Schermo
Lo schermo da 3″ con 1.030.000 pixel ha una buona nitidezza, ma come tutti gli schermi non consente una visione ottimale in condizioni di forte illuminazione, specialmente in controluce. Comoda la possibilità di ribaltarlo in tutte le direzioni utile per scattare da posizioni non consuete e per le riprese video.
Molto utile inoltre la funzione “touch” che consente di scegliere e spostare il punto o l’area di messa a fuoco anche con l’occhio al mirino, vista anche l’assenza del joystick.
Otturatore
L’otturatore meccanico prevede tempi da 30 secondi a 1/4000, mentre quello elettronico arriva a 1/8000, sarebbe stato meglio almeno fino a 1/16000 o 1/32000 come in molte concorrenti, ma Sony riserva questi tempi di scatto solo ai modelli con le maggiori prestazioni come le A9 e A1. E’ possibile attivare la prima tendina elettronica e lo scatto silenzioso. La sincronizzazione flash è a 1/160.
Stabilizzazione
La A7CR è dotata di stabilizzatore integrato sul sensore a “5 assi”. Per i risultati della stabilizzazione vedere la pagina delle prestazioni.
Autofocus
La messa a fuoco è ibrida con 693 punti AF a rilevamento di fase e 425 a rilevamento di contrasto selezionabili automaticamente o manualmente. Se il soggetto è statico la A7CR sceglie i punti a rilevamento di contrasto, mentre se è in movimento quelli a rilevamento di fase che ricoprono quasi tutta l’inquadratura. In alternativa si può scegliere la messa a fuoco a zone selezionabili e spostabili nell’inquadratura, solo sull’area centrale, oppure spot su un punto ristretto in qualunque parte dell’inquadratura, spostabile con la ghiera superiore o con il tocco e regolabile in dimensione con la ghiera posteriore. Sono anche disponibili le funzioni Eye AF, anche per gli animali, che per le foto di ritratto è in grado di individuare e mettere a fuoco l’occhio più vicino del soggetto e la funzione Lock-on-AF che può individuare un soggetto in movimento e restringere ad esso l’area di messa a fuoco per seguirlo mantenendolo nitido. Con l’assistenza dell’intelligenza artificiale l’autofocus è anche in grado di individuare i soggetti dalla loro forma e seguirli anche quando si muovono, ad esempio una persona che si volta, oppure di individuare veicoli, animali ed insetti.
La messa a fuoco può essere singola AF-S, continua AF-C, automatica AF-A e a inseguimento tramite un riquadro di puntamento da agganciare al soggetto. E’ disponibile anche una modalità DMF che consente, dopo la messa a fuoco automatica, di intervenire manualmente. Nella messa a fuoco manuale una parte dell’inquadratura viene ingrandita per agevolarla e si attiva la funzione di “focus peacking” (evidenziazione dei contorni a fuoco): si possono regolare l’ingrandimento con la ghiera anteriore e spostare l’area con la ghiera posteriore o con il tocco. Quando c’è poca luce si attiva automaticamente l’illuminatore ausiliario. Per le prestazioni vedere l’apposita pagina.
Esposizione
La modalità di funzionamento si sceglie tramite la manopola di comando sulla calotta. L’esposizione può essere totalmente automatica in Auto. In questo caso la fotocamera esegue tutto automaticamente. In alternativa si può usare il programma P, eventualmente impostando la sensibilità ISO se non è su Auto con il pad posteriore e la ghiera di regolazione sulla calotta e la compensazione dell’esposizione allo stesso modo; le impostazioni del programma possono essere modificate con la ghiera posteriore senza variare l’esposizione. Le priorità ai tempi o diaframmi si usano regolando il relativo parametro con la ghiera posteriore. Infine l’esposizione manuale nella quale si regolano i tempi e i diaframmi con la ghiera anteriore e con quella posteriore e gli ISO come visto precedentemente, facendo riferimento ad una scala graduata, nello schermo o nel mirino, che indica l’esposizione corretta e la sovra o sottoesposizione; in questo caso se la sensibilità ISO è su auto questa viene variata per ottenere l’esatta esposizione con il tempo e il diaframma scelto, funzionando quindi in automatismo con priorità tempi/diaframmi. La sovra o sottoesposizione in tutte le modalità è indicata da una scala graduata a 1/3 di EV fino a +/- 3 EV. La lettura esposimetrica può essere valutativa, con prevalenza al centro o spot ed è attuata tramite il sensore a 1200 zone.
L’esposizione si è dimostrata sempre corretta anche in situazioni difficili e in controluce e solo in casi veramente al limite ho dovuto apportare delle correzioni. Di notte invece è preferibile sottoesporre di 1/3 o 2/3 di stop rispetto alla misurazione a zone, come in quasi tutte le fotocamere, per non avere foto troppo chiare e che non rispecchiano l’atmosfera del soggetto.
Sensibilità ISO
La sensibilità ISO può essere regolata automaticamente o manualmente, a passi di 1/3 EV, da 100 a 51200 ISO e può essere estesa a 50 e 102400 ISO. In modalità ISO Auto la macchina regola il tempo minimo di scatto in funzione della lunghezza focale impostata sull’obiettivo e, coadiuvata dallo stabilizzatore consente di evitare foto mosse (per soggetti statici!). E’ possibile regolare la sensibilità di questo automatismo per privilegiare tempi più lenti o più veloci in rapporto alla focale.
Bilanciamento del bianco
Il bilanciamento del bianco può essere automatico, con prevalenza dell’ambiente, che da quasi sempre buoni risultati, o del bianco oppure su 9 diversi valori prefissati. E’ possibile anche effettuare e memorizzare una taratura personalizzata ed effettuare una regolazione fine oppure stabilirlo in gradi Kelvin.
Formato foto
Le foto possono essere salvate in formato 3:2, 4:3, 16:9 e 1:1 e in varie dimensioni: per il formato 3:2 L a 60 Mpx, M a 26 Mpx e S a 15 Mpx; si possono salvare anche in formato APS, nel caso di uso di un obiettivo per questo formato con dimensioni M 26 Mpx e S 15 Mpx. Possono essere salvate in Jpeg con qualità Extrafine, Fine o Standard, in HEIF e in raw (ARW) e in raw più jpeg. Il formato raw può essere salvato compresso o non compresso.
Profili colore
Si possono scegliere vari stili, o profili colore, per le foto: ST standard, PT ritratto, NT neutro, VV vivace, VV2 vivace, FL malinconico, IN opaco, SH trasparente, BW bianconero e SE seppia. Naturalmente tutte queste regolazioni valgono per le foto salvate in jpeg, quelle raw devono essere regolate durante la fase di conversione sul pc
Scene
E’ possibile poi scegliere numerosi effetti scena, sia in modo automatico, sia a scelta del fotografo, ponendo la fotocamera in Auto: Ritratti, Eventi sportivi, Macro, Paesaggi, Tramonto, Scena notturna e Ritratto notturno.
Funzioni speciali
DRO
Esiste una funzione DRO per ottimizzare la gamma dinamica, schiarendo le ombre, automatica o regolabile su due livelli.
Pixel Shift
Lo scatto multiplo con Pixel Shift sfrutta la precisione del sistema di stabilizzazione dell’immagine integrata per catturare più immagini con Pixel Shift da comporre in un secondo momento su un PC creando una singola immagine dalla risoluzione incredibile. Crea composizioni da 16 immagini con circa 240,8 milioni di pixel (19008 x 12672 pixel) dai dati equivalenti a circa 963,2 milioni di pixel.
Flash
La A7CR non è dotata di flash come le serie A7 e A9. questo come sempre può costituire una limitazione in quanto non si ha disponibile un piccolo flash da usare in situazioni di emergenza o come luce di schiarita in esterni. La scelta di non dotare la fotocamera di un flash estraibile può essere valida per le fotocamere tipicamente professionali, ma non del tutto condivisibile in una fotocamera piccola e leggera come la A7CR, anche se c’è da considerare che Sony la colloca per utilizzo e per prezzo fra le professionali e che la scelta di non dotarla di flash estraibile è dovuta anche a questioni di spazio ed alla necessità di dotarla di protezione da polvere ed acqua cosa che forse un flash avrebbe impedito.
Connessioni
La fotocamera dispone di connettività Wi-Fi, NFC e Bluetooth e può essere controllata remotamente da uno smartphone con l’applicazione Play Memories disponibile per iOs e Android.
Raffica
La A7CR dispone di ripresa a raffica a bassa velocità L 2,5 fg/s, media M 5 fg/s, alta velocità H 6 fg/s o altissima H+ 8 fg/s con l’otturatore meccanico o 7 con quello elettronico. L’esposizione e la messa a fuoco sono regolate scatto per scatto impostando AF continuo o automatico. La A7CR è in grado di effettuare raffiche prolungate a 8 fg/s per 320 jpeg fine o più di 1000 heif, 36 raw compresso, 32 raw compresso più jpeg/heif, 14 raw non compresso, 13 raw non compresso più jpeg/heif, 16 raw compresso senza perdita e 15 raw compresso senza perdita più jpeg/heif. Alla velocità più alta H+ a 8 fg/s non è disponibile il live view e nel mirino o nello schermo si vedranno le immagini appena scattate.
Video
La A7CR consente la ripresa video 4K QFHD a 3840×2160 pixel 60/5030/25/24p o Full HD a 1920×1080 pixel 120/100/60/50/30/25p con codec XAVC HS, XAVC S-I 4:2:2 con un bit rate di 600 Mbps, 4:2:0 a 10 bit o S 4:2:0 a 8 bit e formato MP4 con un bit rate di 150 Mbps. Si possono anche registrare video Full HD rallentati fino a 120/100 fg/s o accelerati a 1/2/4/8/15 fg/s.
La ripresa è effettuata in formato fullframe o Super 35. La lettura completa dei pixel in modalità Super 35 mm senza pixel binning rende possibile condensare circa 2,6 volte il numero di dati richiesti per i film 4K. Per la ripresa è possibile usare il profilo immagine S-Cinetone. La compensazione dell’effetto breathing elimina il breathing della messa a fuoco (variazione dell’angolo di visione di un obiettivo con variazioni di messa a fuoco) quando si riprende video.
Insieme al video possono essere registrate le informazioni Time Code per la sincronizzazione ed il montaggio anche da più videocamere e dati utente quali data, ora e numero di scena.
Per l’audio è disponibile un ingresso per microfono esterno e un adattatore opzionale XLR per il collegamento di microfoni professionali.
Infine la A7CR dispone di un’uscita video 4K o Full HD, tramite la presa HDMI, per registrare video 4:2:2 a 10 bit su un dispositivo esterno o verificarlo su un monitor.
Per registrare video 4K è necessario usare una scheda UHS II. Si possono usare tutte le impostazioni disponibili per l’esposizione, Program, priorità e manuale e tutti gli effetti. La messa a fuoco può essere manuale o automatica. L’autofocus consente, nelle riprese video, di regolarne la velocità di azionamento e la sensibilità di inseguimento.
Una serie di funzioni molto completa che fa della A7CR, in unione agli obiettivi cine Sony, una delle migliori fotocamere per la ripresa video.
Batteria e caricamento
La A7CR è dotata di una batteria NP-FZ100 più grande di quelle dei modelli precedenti e che consente fino a 530 scatti, un buon valore per le fotocamere mirrorless sia APS che fullframe.
A sfavore invece il fatto che la A7CR è fornita di un alimentatore USB che richiede, per caricare la batteria, che questa sia montata sulla macchina collegata al cavo. Questo preclude l’uso della macchina mentre si carica la batteria. Sony fornisce a parte un caricabatterie esterno, ma sarebbe opportuno che lo fornisse con la macchina come standard visto il prezzo di acquisto.
Obiettivi
le mirrorless Sony sono quelle con la maggiore disponibilità di obiettivi sia originali che di altri produttori.
La gamma di obiettivi per le mirrorless Sony comprende 67 ottiche di cui 46 per le fullframe contraddistinte dalla sigla FE.
Quelli particolarmente adatti per la A7CR però , per motivi di dimensioni e peso, sono quelli della serie compatta: G 24/2,8 640 €, G 40/2,5 540 €, G 50/2,5 589 € e Gli zoom G 28-60/4,0-5,6 379 € e G 24-50/2,8 1.300 €.
In aggiunta segnalo anche gli G 20/1,8 985 €, 28/2,0 410 €, 35/1,8 599 €, 50/1,8 199 € e 85/1,8 575 € e gli zoom G 12-24/4,0 1.770 €, 16-35/4,0 PZ motorizzato 1.399, 20-70/4,0 1.390 €.
Inoltre sono disponibili i Sigma compatti della serie Contemporary 20/2,0 DG DN 755 €, 24/2,0 C DG DN 660 €, 24/3,5 C DG DN 559 €, 35/2,0 C DG DN 659 €, 65/2,0 C DG DNN 749 € egli zoom 16-28/2,8 DG DN 970 € e 28-70/2,8 C DG DN 910 €; i Tamron 20/2,8 359 €, 24/2,8 310 € e 35/2,8 310 €; zoom 17-28/2,8 929 €, 20-40/2,8 e 28-75/2,8 G2 1020 €, 70-180/2,8 1.570 €, 28-200/2,8-5,6 880 €; infine i Samyang AF 14/2,8 690 €, AF 18/2,8 399 €, AF 24/1,8 489 €, AF 24/2,8 280 €, AF 35/1,8 379 €, AF 35/2,8 290 €, AF 45/1,8 379 € e AF 75/1,8 369 € .
Naturalmente sulla A7CR si possono montare tutti gli obiettivi disponibili con innesto FE compresi i più luminosi e i più lunghi tele e tele zoom.
Come per tutte le mirrorless è poi possibile montare tutti gli obiettivi per reflex, vecchi e nuovi, e per Leica M con appositi adattatori.
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La A7CR nell’uso suscita opinioni contrastanti. Al primo approccio fa una buona impressione per le dimensioni ridotte: non si crederebbe quasi che sia una fullframe. Poi però esaminandola nei dettagli ed analizzando i comandi si incomincia ad avere qualche dubbio. Infatti per contenere le dimensioni Sony ha dovuto eliminare alcuni comandi presenti invece in tutte le sue mirrorless fullframe e quindi ci si accorge che si deve fare qualche rinuncia. Mancano infatti due pulsanti funzione sopra la calotta, e soprattutto il joystick. Questa è la mancanza più vistosa e in un primo momento porta a chiedersi come si possa senza spostare i punti o le aree di messa a fuoco. Inoltre il mirino, posto all’estrema sinistra del corpo macchina ha una risoluzione ridotta.
Superato il primo momento e incominciando a fare pratica con la fotocamera però ci si accorge che la situazione è migliore di quanto sembrava. Infatti a secondo della modalità di funzionamento la ghiera di comando posteriore consente di attuare in Program il program shift, in priorità dei tempi o diaframmi il relativo parametro mentre in manuale la ghiera posteriore comanda i tempi e quella anteriore i diaframmi o viceversa. Per la compensazione dell’esposizione c’è l’apposita ghiera all’estremità destra della calotta. Per i punti o le aree di messa a fuoco il loro spostamento è possibile assegnando preventivamente ad un tasto funzione la funzionalità “Mes. fuoco standard” la cui attivazione consente di spostarli premendo i tasti superiore/inferiore/sinistro/destro della ghiera di controllo posteriore. Un altro metodo, ancora più rapido è quello di spostare il punto o la zona con lo schermo sensibile al tocco che può essere attivato per questa funzione sull’intera superficie o meglio sul lato destro o sinistro. In entrambi i casi lo spostamento può essere fatto anche con l’occhio al mirino. L’area di messa a fuoco può invece essere modificata premendo il tasto inferiore della seconda ghiera posteriore.
La sensibilità ISO, se non è impostata in automatico, si modifica invece premendo il tasto destro della suddetta ghiera, mentre le modalità di scatto, il bracketing e l’autoscatto si comandano premendone il tasto sinistro.
Per la maggior parte delle altre impostazioni, modalità autofocus, bilanciamento del bianco, misurazione esposizione, profilo colore, qualità immagine e altro si possono regolare tramite il menu rapido.
Superato il primo momento di perplessità e cominciando a scattare si iniziano ad apprezzare le notevoli qualità della A7CR. La prima è diciamo la sua “invisibilità” nel senso che pesa poco, è piccola e quindi si può portare in giro sempre o quasi, in una piccola borsa se dotata di un obiettivo della serie compatta (io ho ne ho usata una con cui di solito portavo le compatte o al massimo le Micro 4/3 più piccole) e non ci si accorge quasi di averla. Se si usa invece un obiettivo più grande e pesante, come lo zoom 24-105 non ci sono grandi differenze rispetto alle altre mirrorless della serie A7.
Le altre qualità della A7CR sono quelle di tutte le mirrorless fullframe Sony, in particolare quelle della A7R V della quale riprende quasi tutte le caratteristiche. Quindi si ha un’ottima qualità d’immagine con alta risoluzione, un’ampia gamma dinamica e un ottimo rapporto segnale/rumore alle alte sensibilità. L’autofocus è efficiente, veloce e preciso e non sbaglia un colpo anche su soggetti in movimento veloce, con una funzione per il rilevamento dei volti e degli occhi, degli animali, veicoli, treni ed aerei veramente efficace.
Insomma si ha a disposizione una fotocamera con elevate prestazioni con la portabilità di una compatta o poco più. Questo fa passare in secondo piano dei alcuni limiti evidenziati per i comandi ed il mirino e ha fatto si che la A7CR fosse la fotocamera che prendevo e portavo più volentieri in giro nel periodo in cui l’ho provata. Effettivamente dopo averla usata per un po’ non se ne può più fare a meno.
Per tutte le foto di prova ho usato il formato 3:2 nativo del sensore.
Le foto sono suddivise in foto di test, scattate a tutte le sensibilità, da 100 a 102400 ISO, in luce naturale di giorno e di notte e in interni ed a vari diaframmi per valutare l’obiettivo, e foto di esempio a varie sensibilità a secondo delle situazioni, anche se di giorno sono stati usati possibilmente i 100 ISO. Tutte le foto sono state salvate sia nel formato jpeg come salvato dalla macchina, sia nel jpeg convertito dal raw con CaptureOne.
====>> Prestazioni & Conclusione































































































































