Sony A6300: test

dsc06911La A6300 è un’evoluzione della precedente A6000. Apparentemente i miglioramenti sembrerebbero marginali, ma ad un’analisi più approfondita si rivelano consistenti e fanno della A6300 una fotocamera tutta nuova.
La A6300 monta un nuovo sensore di dimensioni APS-C CMOS Exmor con 24 Mpx e un elaboratore d’immagine Bionz-X per il quale Sony non dichiara differenze particolari con quello della A6000, anche se in realtà le prestazioni sono migliori come vedremo nella prova. Un miglioramento notevole è l’autofocus ora con 425 punti AF a rilevamento di fase e la tecnologia 4D Focus. Altra innovazione è la ripresa video 4k con funzioni molto complete. E’ infine migliorata la risoluzione del mirino ora da 2,36 Mpx.
Il corpo è sempre di dimensioni molto contenute, praticamente uguali a quelle della A6000, ma protetto da polvere ed acqua, con uno schermo da 3″ e dispone di mirino e di flash integrato. Lo schermo è basculabile in alto ed in basso. L’innesto obiettivi è il Sony E che dispone di un discreto numero di obiettivi in continua crescita. Con un adattatore si possono montare gli inoltre gli obiettivi con innesto Sony Alpha mantenendo anche l’autofocus.
La A6300 è una mirrorless con un corpo molto compatto. Questa è la sua caratteristica fondamentale che, in unione allo zoom 16-50 mm (24-75 mm eq.) altrettanto compatto e rientrante, ne fa una fotocamera praticamente tascabile in grado però di produrre immagini di elevata qualità. Il modello che ho avuto in prova però disponeva dello zoom Zeiss 16-70 mm f/4,0 OSS stabilizzato, di qualità migliore, ma anche più lungo e pesante, oltre che molto più caro. La A6300 non dispone di uno stabilizzatore integrato (è stato introdotto sulla A6500), ma alcuni dei suoi obiettivi sono stabilizzati. Un’altra sua caratteristica fondamentale è il sistema autofocus ibrido. Il sensore infatti comprende un certo numero di pixel che consentono di realizzare la messa a fuoco a rilevamento di fase, tipica delle reflex e più veloce di quella a rilevamento di contrasto. In questo caso la messa a fuoco è però anche integrata con quella a rilevamento di contrasto, attuata su tutto il sensore, che consente anche un’elevata precisione e con la tecnologia 4D Focus che consente di prevedere i movimenti del soggetto e seguirlo nei suoi spostamenti. Altra caratteristica di spicco è l’elevata velocità di raffica, 11 fg/s, che insieme alla velocità di autofocus ne fa una fotocamera adatta anche alla ripresa di soggetti in movimento veloce.

Le sue principali caratteristiche sono:

– sensore CMOS di formato APS-C (23,5×15,6 mm) con 24 Mpx
– processore d’immagine Bionz X
– corpo lega di magnesio
– innesto obiettivi Sony E
– mirino elettronico con 2,366Mpx, copertura del 100 % e ingrandimento reale 0,7x (come una reflex fullframe)
– schermo da 3″ e 921.000 pixel
– autofocus ibrido con 425 punti AF a rilevamento di fase e 25 a rilevamento di contrasto selezionabili automaticamente o manualmente
– modalità di esposizione completamente automatica, Program, a priorità, manuale e con scene predisposte
– sensibilità automatica o manuale da 100 a 25.600 Iso espandibile fino a 51200
– otturatore con tempi da 30 secondi ad 1/4000
– disponibilità di effetti creativi e funzione panorama
– flash integrato
– ripresa video 4K UHD a 3840×2160 pixel 30/24p in formato MPEG-4, AVCHD o XAVC S e Full HD 1920×1080 pixel 120/60/30/24p o 60i con audio stereo
– velocità di raffica fino a 11 fg/s
– sistema di pulizia del sensore a vibrazione ultra sonica
– usa schede SD/SDHC/SDXC
– corpo protetto da polvere ed acqua
– batteria agli ioni di litio NP-FW50
– dimensioni 120x67x49 mm
– peso 404 grammi

La Sony A6300  costa circa 1.270 € in kit con lo zoom Sony 16-50 mm f/3,5-5,6 stabilizzato e garanzia italiana, 1.160 € solo corpo. Lo zoom Zeiss 16-70 mm f/4,0 OSS costa 900 €.

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Descrizione & uso
Prestazioni
Galleria
Conclusioni
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37 pensieri su “Sony A6300: test”

    1. Bariom,
      pensavo anche io così prima di provarla, ma il nuovo sensore e l’elaboratore d’immagine evidentemente molto migliorato fanno una grande differenza sia per il rapporto segnale/rumore che per la gamma dinamica. Una differenza di 2 EV con la A6000 per la gamma dinamica è notevole e così pure il fatto che supera una fullframe come la Canon 6D. L’autofocus poi è ancora migliore e effettivamente riesce a seguire ancora meglio i soggetti in movimento.
      Se la confronti con mirrorless con prestazioni analoghe come la Fujifilm X-T2 o X-Pro2 il prezzo è allineato, in confronto poi con l’Olympus OM-D E-M1 che ha una raffica ancora più veloce si vede che quest’ultima costa molto di più.
      Ciao, Francesco

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      1. Grazie Francesco, sempre puntuale e preciso…
        Ho commentato di getto ma devo ancora leggere per intero la prova.

        Beh, ormai mi dovrò “accontentare” (si fa per dire) della mia A6000, per me già un bel salto qualitativo e di investimento.

        Bene comunque che ci sa un’evoluzione, così so cosa prendere volessi proprio cambiare 😉
        L’A600 in effetti era “ferma” da un po’ se non sbaglio…

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  1. Una eccellente mirrorless che a mio avviso sconta una notevole mancanza per quanto concerne obiettivi a lunga focale; la fotocamera ha un AF ed un buffer adeguati per fotografie sportive, però da effettuarsi generalmente a distanza non troppo ravvicinata dall’azione, così come nel caso di fotografia naturalistica, ed avere al più un obiettivo di fascia economica che arriva al più a 315mm eq è cosa un pò limitante; vero che comunque con 24MPx si può lavorare di ritaglio, tuttavia va anche detto che il corpo delle Sony a6xxx non si presta molto ad essere dotato di obiettivi grandi e pesanti come potrebbero essere degli equivalenti 6-800mm anche se progettati specificatamente per APS-C (il Fujinon 100-400 ad esempio è enorme), comunque difficilmente gestibili negli spazi offerti dagli spalti di un avvenimento sportivo. Detto ciò continuo a ribadire che, a mio parere, in buona luce per utilizzo amatoriale-appassionato nelle condizioni che ho citato, le Nikon 1 Vx continuano ancora ad essere le numero 1 della lista, una Nikon 1 V dotata di 70-300 (189-810eq) rimane forse un poco più piccola anche della a6300 con lo Zeiss di questo test; ad esempio con la mia 1 V1 ed il 70-300 ho potuto scattare da affollate tribune ad eventi di salto con gli sci avendo pure un poco di spazio per poter seguire l’atleta e non disturbare gli altri, senza Nikon 1 niente foto… così pure dalle lontane tribune degli autodromi.

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    1. @Diego io sono solo un amatore e neppure troppo “tecnico”…
      Provengo dalla V1 (che comunque ho tenuto) e sono passato alla A600 non avendo alcuna intenzione di acquistare una reflex.

      Lasciami dire che come qualità di immagine (c’è ovviamente un bella differenza di sensore e di numero di pixel) e disturbo anche a ISO medio alto, c’è una bella differenza tra la V1 e la A6000 (questa A6300 da quanto ci dice Francesco migliora ancora) rimanendo in ingombri molto ridotti.

      Di fatto, sono stra-soddisfatto del cambio… sebbene come ho detto, non ho voluto disfarmi della V1 che ho lasciato ai miei figli (problema 1 sola x 2) , perché facessero un passo avanti dalle loro bridge.

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      1. Bariom, non dubito certo sul fatto che la qualità d’immagine delle Nikon 1 sia inferiore rispetto alle altre mirrorless con sensore più grande, tuttavia consentono di scattare foto dove con altre non è possibile… in tribuna affollata penso che non mi azzarderei ad andarci con una APS-C (reflex o Fuji X-T1) dotata di Sigma 150-600 (o Fujinon 100-400), anche perché poi va portata appresso tutto il giorno… Con le Sony a6xxx il problema si pone ancor meno, manca l’obiettivo, quindi per foto di avvenimenti sportivi o di animali o di soggetti che non è possibile avvicinare, a mio avviso, le Nikon 1 sono le uniche alternative alle giganti reflex, alle m4/3 dotate di zoom 100-400, esclusa la Olympus OMD E M1-2, manca qualcosa in termini di AF. Per foto non specialistiche questa Sony è sicuramente ottima, anche se 2000€, pur con il meraviglioso Zeiss, sono una spesa assai consistente.

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          1. Ciao Francesco, con un 70-300, che ha comunque dimensioni contenute se è versione con luminosità f4,5-5,6, la cosa è certamente meno problematica che con un 150-600.

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            1. Diego,
              credo che la soluzione migliore per riprese sportive da lontano potrebbe essere una Micro 4/3 con lo zoom Leica 100-400 mm (equivalente a un 200-800 mm) che sto provando adesso. Non è troppo grande e abbasatanza leggero. L’unico difetto è il prezzo.
              Ciao, Francesco

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              1. Sono d’accordo Francesco, forse più su Panasonic che Olympus, eccetto la Olympus OMD E M1 gli AF delle m4/3 parrebbero un pò meno idonei a riprese di soggetti in rapido movimento, il DFD di Panasonic comunque dovrebbe essere più prestante del classico semplice a contrasto delle altre Oly. Tuttavia è circa il 50% in più in dimensioni, peso e prezzo rispetto all’equivalente Nikkor 1 70-300 , però se Nikon ha messo in letargo la serie 1 e si guarda con più interesse ad altro la responsabilità è solo che sua. Ciao.

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        1. Beh Diego, certo se ne fai una questione di utilizzo particolarissimo, ognuno può trovare specifiche motivazioni… Io che scatto migliaia di foto non così “spinte”, mi accontendo di avere l’obiettivo “kit” e un medio tele (così era per la V1 e così per l’A600O) e faticherei a tornare indietro proprio per il fattore qualità d’immagine.

          Ciao

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          1. Sono d’accordo, i miei commenti riguardano proprio specifiche situazioni che risultano più fattibili con una Nikon 1 che non con una macchina APS-C è relativo obiettivo. Per tutto il resto credo che non ci sia confronto tra la qualità offerta da una buona fotocamera APS-C e le Nikon 1.

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    2. Diego,
      in realtà la A6300 può montare il Sony FE 70-300 per fullframe, come sulle reflex Canon e Nikon APS tutti i tele chepossono usare sono per fullframe, e così arrivare ad una focale equivalente di 450 mm. Perchè poi non si possa usare una reflex in uno stadio di calcio o di qualsiasi altro sport o sulle tribune di un autodromo non lo capisco, io l’ho fatto senza problemi.
      Capisco che sei affezionato alle Nikon 1, ma non sono l’unica scelta.
      Ciao, Francesco

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      1. Ciao Francesco, non voglio dire che una reflex non si possa usare, dico che in tribuna risulta alquanto laborioso scattare con un 150-600 , perlomeno per le esperienze che ho avuto io sarebbe stato difficile avere lo spazio minimo per muoversi. Con un 70-300, che è molto più piccolo di un 150-600 a seconda della distanza si può essere corti, poi si che si può lavorare di ritaglio e compensare. Una Sony a6xxx così come una reflex sono certamente migliori di una Nikon 1 in tutte quelle situazioni nelle quali dimensioni e pesi sono poco rilevanti.

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  2. Una cosa che mi chiedo, per quanto riguarda la qualità di immagine, è se con una reflex entry si possano ottenere risultati paragonabili ad una macchina di fascia alta come questa, o se effettivamente siamo su livelli diversi e non c’è partita. Su dxomark ad esempio la nikon d3400 si trova addirittura sotto la d7200 e sopra le sony a6300 e a6500, ma il costo è nettamente a favore della Nikon. E’ il sito che è ottimistico o davvero i sensori montati sulle entry nikon sono così performanti, forse anche per la mancanza del filtro aa che le sony mi pare continuano a mantenere nonostante il trend di molte concorrenti??

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    1. Michele,
      il fattore principale che determina la qualità d’immagine è la dimensione del sensore, poi il numero di Mpx e la qualità degli obiettivi. Naturalmente poi ci sono differenze tecnologiche fra i sensori e una loro evoluzione nel tempo insieme agli elaboratori d’immagine per cui con una fotocamera del 2016 si ottengono risultati migliori di quelli ottenibili con una di 5-6 anni fa.
      Le differenze fra sensori di dimensioni diverse però sono molto più grandi e vistose di quelle fra sensori delle stesse dimensioni con diversi livelli tecnologici.
      In linea di massima quindi con una reflex base APS è possibile ottenere, dal punto di vista qualità d’immagine, risultati vicini a quelli di una reflex APS di fascia media o alta. Di solito le differenze fra queeste fotocamere sono più nel corpo, nelle funzionalità, nell’autofocus piuttosto che nella qualità d’immagine.
      Ciao, Francesco

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      1. Grazie, è quello che volevo sapere dato il mio scarso budget non potei permettermi questa a6300 e quindi devo puntare su una reflex entry ma non voglio io rinunciare alla qualità di immagine. In questi giorni la Nikon d3300 la danno a 350 euro mi sembra un ottimo prezzo vista la qualità che può regalare nonostante sia una entry appunto

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    1. Michele,
      sei sicuro? Sono andato a vedere i test di DXOMark, ma da questi risulta il contrario di quello che dici.
      La Sony A6300 ha un rapporto segnale rumore uguale alla Nikon D5500 fino a 3200 e poi migliore, la gamma dinamica della A6300 è superiore alla D5500 a partire da 400 Iso, la gamma tonale è migliore da 6400 Iso e la sensibilità al colore è sempre migliore.
      Nemmeno nella valutazione globale risulta che la d5500 sia superiore, infatti è valutata 84 contro 85 di A6330 e A6500, 86 di D3400 e 87 della defunta Samsung NX500 (che a me non è piaciuta per niente) e della D7200.
      Ciao, Francesco

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      1. Allora ho visto male io. Ma Non ti sembra sorprendente che due macchine così diverse per prezzo e tecnologia a 3200 Iso sono identiche e che abbiano un solo punto di differenza fra l una e l’altra come punteggio? Che poi 3200 Iso mi pare sono più che sufficienti per la maggior parte delle situazioni o ne servono di più?

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        1. Michele,
          non mi sembra sorprendente perche i sensori di Nikon sono prodotti da Sony.
          Riguardo alla sensibilità questa dipende dalle situazioni di luce, ma anche dalla luminosità dell’obiettivo. I 3200 Iso quindi potrebbero essere troppi o troppo pochi.
          Se hai o sei orientato su una Nikon ti consiglio oltre ad uno zoom in kit di prendere anche l’AF-S DX 35 mm f/1,8, abbastanza economico sui 200 € o poco più, ma di ottima qualità e utile quando c’è poca luce.
          Ciao, Francesco

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          1. Mi hai proprio letto nel pensiero infatti oltre ad uno zoom tuttofare il 35 mm era proprio il fisso che volevo prendere. Comq sono ancora in bilico fra Nikon e Sony a6000 voglio aspettare dopo natale sperando in un calo di prezzo della d5500 e della a6000. La d3300 a 350 euro certo è allettante ma voglio prendere un prodotto leggermente migliore e mi pare che la d5500 sia migliore almeno al livello della a6000

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          2. Ciao Francesco, sempre molto interessante leggere i tuoi test e i commenti di quanti ti seguono.
            Mi chiedevo la specificità dell’obbiettivo che hai suggerito, ’AF-S DX 35 mm f/1,8. Ho letto e visto qualcosa in giro ma non sono riuscito a farmi un’idea chiara. Ovviamente parto dal presupposto che da qualche giorno ho iniziato a usare la mia reflex d5300 con l’obbiettivo 18-140. Quindi mi anche per questo mi chiedevo la specificità dell’obbiettivo da te suggerito.
            Auguri a tutti!!!!
            Nico
            Monza

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            1. Nico,
              l’AF-S DX 35 mm f/1,8 è un obiettivo specificamente progettato per il formato DX e quindi di dimensioni e costo più contenuti dell’analogo AF-S 35/1,8 per FX. Nel formato DX equivale ad un 52 mm cioè la lunghezza focale dell’obiettivo normale con cui erano equipaggiate le reflex a pellicola prima che incominciassero a essere vendute con gli zoom. Questo obiettivo può essere usato per quasi tutti i tipi di foto e grazie alla sua luminosità anche in condizioni di poca luce in cui consente di non aumentare troppo la sensibilità Iso. E’ quindi un utile complemento ad uno zoom ad ampia escursione come il 18-140.
              Ricambio gli auguri.
              Ciao, Francesco

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  3. Ciao Francesco,
    possiedo una Canon G7X con cui mi trovo molto bene ma vorrei passare ad un APSC. Sto valutando vari modelli ma non sono ancora arrivato ad una conclusione. Voglio acquistare una macchina fotografica che mi permetta di sperimentare manualmente e “non far decidere tutto a lei”. Già lo faccio con la G7x, scatto solitamente in T-A-M con fuori l’istogramma.
    Mi hanno prestato una X-T1 e mi è piaciuta molto perchè tutto è a portata di mano. La 6300 mi intriga ma mi spaventa la poca presenza di ghiere e comandi “fisici” per accedere alle varie impostazioni. Questa cosa l’ho letta anche se altre recensioni ed effettivamente ci può stare, es. manca la ghiera dedicata alla regolazione dell’esposizione! Come hai fato ? 😀 Dalla tua recensione questa “mancanza di comandi fisici” non emerge, anzi sembra che ti sei trovato bene, nell’utilizzo. Me lo confermi ?
    Tanto dipende anche dall’impostazione dei menu, es. sulla G7X puoi personalizzare il menu rapido e quindi quando premi “func” puoi modificare al volo lettura esposimetrica, rapporto immagine o altro, sulla sony com’è ?
    La “paura” di prendere la sony è che poi sia poco “accessibile” (ancora meno della mia) e quindi di dover fare “mille click” per personalizzarla ad ogni foto.

    Ti chiedo anche un consiglio sulla Fuji X-T2 (altra papabile contro la 6300), tra le altre cose a me piace molto fare paesaggi (faccio anche selvatici, notturno, ecc mi piace un po tutto) ma vorrei avere come obiettivo principale uno zoom per avere flessibilità e non dover sempre cambiare obiettivo. In casa Sony c’è l’ottimo Zeiss eq. 24-104 che hai usato in prova tu mentre in Fuji scartando il 16-55 F2.8 che è grosso come un lanciamissili, dovrei prendere XC 16-50 3.5-5.6. Seconto te ha senso tenerlo come obiettivo principale oppure “non sfrutterebbe” il bel sensore della X-T2 ? Non vorrei prendere una Ferrari e poi mettergli le gomme ricostruite eheh

    Grazie e Buon Natale !!!

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    1. Ciao, il Fujinon 16-55 è obiettivo di fascia professionale, un prodotto al massimo livello, il più idoneo per utilizzo con fotocamera top come la X-T2, l’XC è invece obiettivo di fascia economica, ideale per corpi X-A o al più X-T10; ovviamente la qualità costruttiva tra i due non è comparabile, le prestazioni del primo sono superiori ed avere da un minimo di 2/3 di stop ad un massimo di 2 stop di vantaggio sul fronte luminosità, oltre alla tropicalizzazione, comporta l’aggrqvio dimensionale e di peso. Per avere un obiettivo comunque adeguato ad un corpo X-T2 ci si potrebbe accontentare anche del buon XF 18-55 f2,8-4 .

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    2. Matteo,
      la Sony A6300 ha un comando per la regolazione della compensazione dell’esposizione facile e rapido. Come puoi vedere in questa foto premendo la parte inferiore della ghiera di regolazione posteriore, che funge anche da pad a quattro vie, si attiva la compensazione dell’esposizione, visualizzata con questa schermata nel mirino o nello schermo, che si può regolare poi ruotando la tessa ghiera posteriore o con quella superiore visibile in quest’altra foto. La regolazione come ho detto è facile e rapida e si può fare con l’occhio al mirino come con le ghiere diirette che alcune fotocamere hanno, comprese alcune Sony. Inoltre la A6300 dispone di due pulsanti personalizzabili C1 e C2 e molti dei comandi e pulsanti sono personalizzabili, quindi non c’è da preoccuparsi per la sua regolazione che nella maggior parte dei casi può essere fatta con comandi diretti o eventualmente con il menu rapido attivabile con il pulsante Fn (personalizzabile) visibile nella prima foto.
      Per la scelta dell’obiettivo per la Fujifilm X-T2 non ti consiglio di prenderla con lo zoom XC 16-50 che, pur essendo un buon obiettivo, è inferiore per qualità e luminosità al XF 18-55, non è impermeabilizzato come il corpo X-T2 e non ha come gli obiettivi XF la ghiera dei diaframmi facendoti perdere una delle migliori caratteristiche delle Fujifilm cioè la possibilità di impostarle in Program, priorità dei tempi, priorità dei diaframmi o manuale spostando semplicemente la ghiera dei tempi o dei diaframmi o entrambe dalla posizione A. Se non vuoi lo XF 16-55/2,8, ottimo e pesante per la sua luminosità e l’impermeabilizzazione, e ti dedichi ai paesaggi la cosa migliore sarebbe prendere, oltre allo zoom standard 18-55, un vero grandangolo come lo XF 14 mm f/2,8 o lo zoom XF 10-24 mm o anche lo Zeiss Touit 12 mm f/2,8. Infatti la differenza di campo inquadrato da un 18 mm (27 mm eq.) e da un 16 mm (24 mm eq.) è poca, mentre un 10, 12 o 14 mm avrebbero un angolo di campo ben differente.
      Ciao, Francesco

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  4. @Bariom
    Ovviamente mi riferivo ad una ghiera dedicata, non ad una multifunzione che in base a dove premi hai un comportamento. Fidati che nell’uso sono due cose diverse.

    @Diego
    Il 18-55 lo scarto perchè facendo paesaggi vorrei avere un eq.24mm ovvero 16 mm e per Fuji hai solo quei due obiettivi zoom…
    So bene che XC è della fascia più economica, vorrei appunto capire se ha senso metterlo sulla X-T2 oppure no perchè non riusicirebbe a sfruttare la qualità del sensore.

    Ciao

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    1. Matteo,
      come ti ho già risposto la ghiera della A6300 non è un pulsante multifunzione e il suo uso è immediato e preciso.
      Per gli obiettivi vedi l’altra risposta.
      Ciao, Francesco

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    2. @Matteo, io mi fido, ma nell’uso pratico non vedo tutta questa differenza (vedi anche la risposta di Francesco), come non vedo la necessità di una sola ghiera per questa unica funzione… quante ghiere dovrebbe assommare di conseguenza una fotocamera?

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  5. Grazie 1000 delle risposte esaurienti, gentilissimi ! 🙂
    “…quante ghiere dovrebbe assommare di conseguenza una fotocamera?”
    Guarda le Fuji 😀 In effetti dopo che ho l’ho provata devo dire che è diverso scattare ed avere tutto a portata di mano con ghiere fisiche. Solo che corpo ed obiettivi costano un bel po !
    Sono indeciso sul da farsi…

    Io abito tra Milano e Varese, sapete se la Sony organizza degli “open day” tipo Canon/Nikon dove provare le macchine e lenti ?

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    1. Matteo,
      come consiglio personale ti dico che è importante usare una fotocamera con cui ci si trova bene, quindi se ti senti a tuo agio con i comandi e lo schema delle Fujifilm prendi una di queste. Gli obiettivi costano comunque molto sia per Fujifilm che per Sony, ma sono un investimento nel senso che quando fra qualche anno vorrai cambiare il corpo macchina per uno nuovo e con migliori prestazioni gli obiettivi invece rimarranno e potrai usarli sulla nuova macchina.
      Sicuramente Sony organizza delle giornate dimostrative a Milano, come fa a Roma, presso negozi locali. Per essere aggiornato ti conviene iscriverti al sito MySony e consultare la comunità degli utenti Sony.
      Ciao, Francesco

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  6. Io vorrei prendere una Sony a6000 per la sua compattezza e leggerezza ma a primo impatto non mi trovo a mio agio con la forma che ha, mi trovo meglio a maneggiare una a forma di reflex. Ed infatti non so ancora che fare. L’alternativa è una reflex nikon

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    1. @Michele, con “la forma che ha” penso ti riferisca principalmente al mirino che è decentrato tutto a sinistra.

      Molto più simile a tante copatte che non alle reflex o bridge…

      Nelle immagini istituzionali poi, viene quasi sempre la A6000 viene sempre mostrata “appoggiata” all’occhio destro e la fotocamera appare tutta spostata alla destra del volto.

      Io provengo dalla Nikon V1 – mirino centrale tipo reflex – e avevo le stesse tue perplessità, prima dell’acquisto, ma ti posso assicurare che è un problema da poco e che nulla ti impedisce di inquadrate con appoggio sull’occhio sinistro con la fotocamera più “centrata”.

      Per il resto l’ergonomia è ottima e l’impugnatura molto salda anche ad una sola mano (se prorpio fosse ecessaria).

      L’unico comando non sempre rapidamente individuabile con fotocamera al viso, è quello di avvio della registrazione filmata.

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  7. Ciao Francesco, mi chiedevo come posso fare ad aggiungere il mio nome di default nei dati exif della camera. Con la Canon mi ricordo che era stato molto facile (tramite PC, non sul menù della camera) ma con la Sony non riesco a trovare la funzione.
    Grazie mille
    Marco

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    1. Marco,
      per impostare le informazioni di copyright sulle foto con la SOny A63000 devi andare nel menu Impostazioni
      MENU→ (Impostazione)→[Informaz. copyright]→ impostazione desiderata
      Ciao, Francesco

      Mi piace

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