Nikon Df : impressioni

Df_BK_50_1.8_SE_frt34lIn occasione del Nikon day della scorsa settimana presso il negozio romano Ottica Universitaria ho potuto provare le ultime novità del marchio giapponese. Presento qui per prime le impressioni della reflex Df.
La Df è una fullframe che combina un’estetica di tipo classico e una tecnologia moderna e aggiornata. L’aspetto della Df richiama le Nikon F, Fm e Nikkormat degli anni 60/70 con ghiere per tempi e sensibilità. All’interno il sensore fullframe è lo stesso della D4 con 16 Mpx abbinato all’elaboratore d’immagine Expeed 3, l’autofocus è a 39 punti come sulla D610, il mirino pentaprisma con copertura del 100 %. La Df non prevede la ripresa video. Insieme alla Df Nikon ha presentato un nuovo obiettivo normale AF-S 50 mm f/1,8 rivisto esteticamente per adeguarsi all’estetica della Df.
Ricordo le principali caratteristiche della Df:

– sensore fullframe CMOS da 16 Mpx (come la D4)
– elaboratore d’immagine Expeed 3
– sensibilità Iso da 100 a 12800 espandibile a 50 e fino a 204800 Iso
– raffica fino a 5,5 fg/s
– autofocus con 39 punti AF di cui 9 a croce (come la D610)
– schermo da 3,2″ con 921.000 pixel
– ghiere per la regolazione del tempo di scatto, della sensibilità e della compensazione dell’esposizione
– innesto obiettivi compatibile con tutti gli obiettivi Nikon F compresi i precedenti agli Ai
– disponibilità della funzione live view
– unico alloggiamento per schede di memoria SD
– batteria EN-EL14 per circa 1400 scatti
– assenza della funzione video
– dimensioni 144x110x67 mm
– peso 770 grammi inclusa batteria

La Df costa 2850 € con il 50 mm f/1,8.
La Df è una reflex particolare, diversa da quelle digitali a cui siamo abituati. La sua estetica e i suoi comandi infatti sono chiaramente ispirati alle reflex a pellicola degli anni 70-80 del secolo scorso.
La prima impressione è positiva: la costruzione e la finitura sono ottime e in livrea nera anodizzata è molto elegante. Il corpo è ovviamente in metallo e protetto da polvere ed acqua. Le dimensioni sembrano abbastanza ridotte, anchese poi a confronto con altre reflex non è così.

Df-D610-front

Df-D610-obt

Come si vede dalla foto a confronto la Df è praticamente idendica per dimensioni alla D610, solo il pentaprisma è meno sporgente per la mancanza del flash integrato (moltoo comodo, e le Nikon fullframe fino ad oggi erano le uniche ad averlo!) Anche il peso non è molto differente, 951 grammi contro 1036 con il 50/1,8.

Df-A7r-front

Df-A7r-ob

A confronto con la Sony A7 o A7R ci si rende conto meglio delle dimensioni della Df. Con il 50/1,8 e la A7 con lo Zeiss 55/1,8 i pesi sono rispettivamente 951 contro 746 grammi.
La Df vanta poi una serie di regolazioni esterne attuate con ghiere metalliche a rotazione per tempi, sensibilità Iso e compensazione dell’esposizione. A detta di Nikon ciò consentirebbe di comandarla e regolarla come le reflex analogiche.
Ciò purtroppo non è vero. Infatti le reflex analogiche di una volta avevano gli obiettivi con una ghiera dei diaframmi, cosa che gli obiettivi Nikon attuali non hanno più, nemmeno il 50/1,8 ridisegnato per la Df (non rappresentato nella foto, ma l’ho provato) e la regolazione della sensibilità non era di uso frequente, ma eventualmente necessaria solo ad un cambio di rullino. Questo rende impossibile una regolazione semplice di tempi, diaframmi e priorità, come avviene ad esempio nelle Fujifilm X-E1/2 e X-Pro1 che dispongono della ghiera diaframmi sugli obiettivi. Nella Nikon Df infatti c’è anche una manopola, piccola e scomoda, per l’impostazione delle modalità di funzionamento, Program, priorità dei diaframmi, priorità dei tempi e manuale. Senza di questa sarebbe impossibile il suo funzionamento. Se si imposta la priorità dei tempi o il manuale poi si possono regolare i tempi con lag hiera, dopo però aver premuto il pulsante al suo centro, quindi con due mani. Scomodissimo! I diaframmi però si possono regolare solo con la ghiera frontale. Anche le altre due ghiere, per sensibilità e compensazione dell’esposizione, possono essere ruotate solo dopo avere premuto il relativo pisante di sblocco, quindi con due mani e ovviamente senza potere tenere la macchina con l’occhio al mirino. E non si creda di poter regolare la sensibilità semplicemente ruotando la relativa ghiera dopo averla sbloccata. Per poterlo fare prima si deve premere il pulsante Info sul dorso che attiva la visualizzazione delle impostazioni sullo schermo e poi si può effettuare la regolazione. In pratica si deve interrompere l’inquadratura col mirino, premere un pulsante, poi tenerne premuto un secondo per poter ruotare la ghiera. Non c’è confronto con la regolazione delle reflex Canon attuata premendo un pulsante accanto a quello di scatto e poi ruotando una ghiera a portata di indice o di pollice destro, senza dovere continuare a premerlo, mantenendo l’occhio al mirino, oppure anche con quella della altre reflex Nikon nelle quali il pulsante sul lato sinistro è più scomodo e deve essere tenuto premuto durante la regolazione, ma dopodichè basta ruotare una ghiera a con l’indice destro e con un po’ di abitudine e contorsionismo manuale si riesce a farlo mantenendo l’inquadratura. Nelle Fujifilm, ma ugualmente in molte altre fotocamere, basta premere un pulsante e ruotare una ghiera.
La stessa scomodità si ha per la regolazione dei tempi, in priorità dei tempi, mentre solo i diaframmi sono facilmente regolabili con la ghiera anteriore priva di pulsante di blocco.
In conclusione mi pare che le ghiere di comando siano messe li solo per fare sembrare la fotocamera un modello “vintage” senza preoccuparsi minimamente della loro praticità d’uso.
Che differenza con Fujifilm in cui con pochi movimenti, effettuabili con l’occhio al mirino, si passa da Program alle priorità ed al manuale con a disposizione anche la compensazione dell’esposizione e la regolazione Iso!
Ho potuto effettuare alcuni scatti con la Df e il mio zoom Nikon 70-300 VR nello sala di posa messa a disposizione d Ottica Universitaria. Come al solito ho provato a scattare a quasi tutte le sensibilità a partire dalla minima che le condizioni di luce consentivano per valutare anche la qualità delle foto e quelle più elevate.
Il mirino è ottimo come solo in una fullframe può essere. La messa a fuoco può funzionare con la scelta automatica dei 39 punti AF, ma in questo caso ho scelto quella fissa sul punto centrale per mettere a fuoco con precisione gli occhi della modella. La messa a fuoco è veloce e precisa, ma su questo non c’erano dubbi, l’autofocus Nikon è sempre uno dei migliori.
Per l’esposizione ho usato la misura Matrix che è stata sempre precisa e corretta. Il bilanciamento del bianco automatico si è impostato su un valore un po’ troppo basso, con foto jpeg troppo fredde, ma questo è stato corretto nella conversione impostandolo sul giusto valore. Non è un problema preoccupante, quasi tutte le fotocamere non riescono ad impostare automaticamente il giusto valore di bilanciamento in luce artificiale, quindi o si scatta in raw o si imposta il WB personalizzato per la luce presente.
La conversione è stata effettuata con Nikon Capture NX2, con la riduzione ri rumore azzerata.

Le foto si presentano molto nitide e dettagliate con un’ottima gamma dinamica e resa dei colori dell’incarnato. Il rumore comincia ad essere percepibile nelle zone più scure a 6400 Iso, ma è molto ridotto e non influenza minimamente la nitidezza. A 12800 il rumore è maggiormente percepibile, anche nelle zone illuminate, ma la nitidezza non ne risente ed è ancora buona. A 25600 il rumore è maggiormente presente, ma le foto rimangono ancora abbastanza nitide ed usabili con un’eventuale leggera riduzione. Ho scattato anche a sensibilità superiori: a 51200 Iso le foto rimangono ancora abbastanza nitide e con un’opportuna riduzione del rumore sono utilizzabili. Oltre, fino a 204800 Iso il rumore pervade la foto distruggendo dettagli e colore e queste sensibilità appaiono veramente poco usabili.
Per avere un riferimento pubblico anche alcune foto scattate con la Canon 5D Mk III e il Canon 70-200/4,0 L IS ridotte alle dimensioni di quelle della Df, 16 Mpx, fino alla sensibilità di 25600 Iso (con la 5D III non sono andato oltre).
Come si può vedere le foto della 5D III reggono perfettamente il confronto sia come nitidezza che rumore e si deve considerare che le foto nativa della Canon sono da 22 Mpx, quindi con un po’ di dettaglio in più. Questo è valido anche per la Canon 6D che nelle mie prove è risultata pari alla 5D III per il rapporto segnale/rumore.
In complesso quindi la qualità d’immagine della Df è ottima anche alle altissime sensibilità, ma si deve tenere conto del fatto che le sue foto sono da solo 16 Mpx con una risoluzione ed un dettaglio inferiori a quelle delle consorrenti che vanno dai 20 Mpx fino a 36 Mpx.

Come ho già scritto la Nikon Df mi fa l’impressione di un’operazione “nostalgia” per attirare i fotografi che ancora non hanno ben accattato le nuove reflex digitali e che rimpiangono le reflex “del buon tempo antico”.
Anche il prezzo mi pare più proporzionato a questo che al valore della macchina, visto che la D610 con 24 Mpx, flash integrato e molto migliore ergonomia costa 1000 € in meno. L’unica cosa che si può dire a favore della Df è che con questa si può avere il sensore della D4, indubbiamente ottimizzato per le alte sensibilità, a metà prezzo. Ma la D4 scatta a 11 fg/s e può effettuare riprese video, la Df no e come si è visto altre reflex possono offrire prestazioni analoghe alle alte sensibilità con un’ergonomia molto migliore ed anche ad un prezzo più basso.
Oltretutto con le altre fullframe, Nikon o di altre marche, si ha a disposizione la possibilità di effeuare riprese video di alta qualità adatte anche per esigenze professionali, cosa che la Df non prevede.
L’unico motivo di acquisto potrebbe quindi essere la possibilità di usare gli obiettivi Nikon precedenti agli Ai, quelli con la “forchetta” per intendersi, ma mi pare una ragione un po’ debole.

 

P.S: solo dopo avere scritto questo articolo ho letto il test della Df su DPReview.  Noto con soddisfazione che le loro critiche e le loro conclusioni sono analoghe alle mie. Loro aggiungono anche la scarsa copertura e sensibilità dell’autofocus, cosa che io non ho potuto provare in una sessione di solo ritratto. Nelle conclusioni anche loro citano il termine “nostalgia”. Per una volta siamo d’accordo!

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2 pensieri su “Nikon Df : impressioni”

  1. Grazie come sempre…
    Critiche ben esposte e molto circostanziate. Decisamente sorge più di qualche perplessità.
    A mio giudizio poi, inspiegabili (e direi inaccettabili…) le complicazioni delle varie ghiere di comando che descrivi.

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    1. Bariom,
      io dopo averla provata ho scritto l’articolo. Poi ho visto le prove pubblicate da DPReview e Ken Rockwell ed entrambe riportano osservazioni sulle ghiere analoghe alle mie, aggiungendo anche critiche all’autofocus per la scarsa sensibilità in luce scarsa dovuta alla mancanza della luce ausiliaria e per la scarsa copertura del formato con i 39 punti AF. DPReview cita anche la parola “nostalgia” come ho fatto io.
      Ciao, Francesco

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