Nuove misure per i test

I test delle fotocamere finora pubblicati sono sempre stati orientati ad un approccio pratico. La fotocamere è stata sempre valutata nell’uso quotidiano, in varie situazioni fotografiche ed in diverse condizioni di luce. Quest ha sempre consentito di darne una valutazione sulla sua usabilità, comodità e facilità d’uso ed anche sulla qualità fotografica, osservando le foto scattate nelle diverse condizioni.
Per valutare meglio le fotocamere, ora che l’attività di test ha assunto una certa regolarità è però opportuno fare anche delle rilevazioni oggettive che ne misurino alcune caratteristiche importanti ai fini della qualità fotografica. Queste rilevazioni poi si tradurranno in numeri e grafici. In questo modo si potrà avere un’idea migliore della qualità delle macchine ed anche fare raffronti fra fotocamere diverse.
Ho quindi predisposto alcuni test specifici che introdurrò nelle prossime prove.

Risoluzione:

con questo test si misura la risoluzione del sistema fotocamera/obiettivo al variare dell’apertura del diaframma, dal valore minimo al massimo, sia per il centro del fotogramma, sia per i bordi. Nel caso di fotocamere ad obiettivi intercambiabili la misura sarà effettuata pergli obiettivi disponibili e per gli zoom alla focale minima, a quella massima (non superiore a 100 mm equivalenti) ed ada una intermedia. I risultati saranno presentati in uno o più grafici che per ogni apertura di diaframma indicherà la risoluzione espressa in coppie di linee per mm.
Questa misura non rappresenta però la risoluzione dell’obiettivo, ma dell’insieme obiettivo/fotocamera e quindi i valori rilevati non potranno essere estesi ad altre combinazioni con fotocamere diverse. Inoltre la misura della risoluzione in coppie di linee per mm non dice tutto sulla qualità di un obiettivo in quanto non indica con che differenza di contrasto le linee vengono rappresentate e come questo varia in funzione della posizione nel fotogramma ed in funzione dell’apertura del diaframma. Questo si può rilevare facendo un’analisi della funzione MTF (Modulation Transmission Function) dell’obiettivo, ma richiede appositi banchi di prova ed una strumentazione non ancora per me disponibile.

Gamma dinamica:

questo test indica la massima differenza di luminosità fra il livello del nero e quello del bianco che il sensore della fotocamera può registrare. Il risultato sarà espresso in valori EV (stop) sia per la sottoesposizione che per la sovraesposizione e la loro somma rappresenterà la gamma dinamica registrabile dal sensore. Questa varia in funzione della sensibilità Iso impostata, diminuendo man mano che questa aumenta quindi la misura sarà rappresentata da un grafico che indicherà la gamma dinamica in funzione della sensibilità Iso.

Rumore:

in realtà si dovrebbe parlare di rapporto segnale/rumore. Per averne una rappresentazione semplice è possibile sfruttare la compressione jpeg. Si fotografa una superficie assolutamente bianca salvando le foto in formato raw (questa misura quindi non può essere effettuata per le fotocamere che salvano solo in jpeg), poi si convertono le foto in jpeg, ridimensionandole ad un valore di pixel predefinito ed uguale per tutte. Io ho scelto 10 Mpx in modo da poter confrontare tutte le macchine attualmente disponibili. Si salvano le foto in jpeg applicando la minima compressione jpeg (100 %). In questo modo poichè il rumore crea delle differenze di colore e delle disomogeneità nei pixel che dovrebbero rappresentare solo bianco, l’algoritmo jpeg comprimerà di più le foto in cui c’è poco rumore e di meno quelle in cui c’è più rumore. Si potrà quindi rappresentare un grafico della rumorosità in funzione della sensibilità Iso. Le misure saranno effettuate convertendo le foto con il software fornito a corredo della fotocamera e con Lightroom per avere un termine di confronto uguale per tutte le fotocamere.
Questo test è già stato pubblicato per alcune fotocamere.

Stabilizzazione:

questo test seve a valutare l’efficacia dei sistemi di stabilizzazione della fotocamera o degli obiettivi. Si effettua fotografando a mano libera un oggetto illuminato e riducendo man mano il tempo di scatto a partire da un valore considerato di sicurezza (il reciproco della lunghezza focale equivalente dell’obiettivo). In questo modo, confrontando le foto e valutandone la nitidezza e l’eventuale mosso, si potrà valutare quanti EV (stop9 si potranno guadagnare con lo stabilizzatore.

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