Zeiss 85/1.4

La Zeiss è nota a tutti per la qualità dei suoi obiettivi. Alcuni hanno una fama universale come il famoso Tessar, detto “occhio d’aquila” per la sua incisione tagliente il cui progetto data di più di un secolo, i Planar normali di altissima risolvenza e luminosità, i tele Sonnar e i grandangoli Distagon. Zeiss ha fornito obiettivi ai maggiori produttori di macchine fotografiche di grande nome come Rollei e Hasselblad e fino ad una ventina d’anni fa produceva anche reflex e telemetro di eccellente livello qualitativo. Insieme a Leitz è stata sempre considerata il massimo della qualità per gli obiettivi per reflex 35 mm.
Oggi, nell’era digitale, Zeiss produce una linea di obiettivi di altissima qualità con copertura del pieno formato e innesti per Canon, Nikon, Pentax e Leica M.

La linea Zeiss prevede cinque grandangoli Distagon dal 18 mm al 35/1,4, un normale Planar 50/1,4, un tele da ritratto Planar 85/1,4 e due macro 50 e 100 mm. Non sono disponibili con innesto Sony/Minolta in quanto alcuni sono già previsti nel catalogo Sony. Tutti questi obiettivi, tranne quelli specifici per Sony, sono a fuoco manuale ma questo, come vedremo, non ha presentato problemi, almeno per la mia prova.
La Fowa, importatrice e distributrice di questi obiettivi, li ha resi disponibili per la prova durante l’ultimo Pentax day.
Nella gamma disponibile ho deciso di provare il Planar 85/1,4 per la sua eccezionale luminosità e perchè potevo sperimentarlo nella sua applicazione preferita il ritratto visto che era disponibile un set con una modella. Ho preferito provarlo con innesto Nikon sulla mia D7000 piuttosto che sulla pentax K5 in quanto conoscendo la qualità della macchina mi sarebbe stato più facile fare dei confronti e per non avere problemi di operatività su un modello che non sono abituato ad usare. Sul formato APS l’85 diventa u 127,5, una focale ancora da ritratto. La differenza è che con l’85 si possono fare dei ritratti ambientati ed inquadrare anche parte della persona, il cosiddetto “piano americano”, col 135 di solito si riprende prevalentemente il viso.

L’obiettivo ha un elevato levello di costruzione: il barilotto è interamente in metallo, lo scorrimento della ghiera di messa a fuoco molto fluido. Il peso seppure elevato non sbilancia la macchina.
La qualità maggiore di questo obiettivo è l’elevata luminosità che consente di scattare anche in condizioni di scarsa luce senza aumentare troppo la sensibilità Iso e senza dover usare tempi troppo lunghi con il pericolo di mosso. Inoltre la grande apertura consente di isolare il soggetto in primo piano sfocando lo sfondo.

Ho effettuato la prova quindi usando sensibilità relativamente basse, 200 e 400 Iso alle quali con la D7000 non esiste problema di rumore, compatibilmente con il livello di illuminazione presente non elevato, e diaframmi aperti. Tranne qualche foto fatta a f/3,5 ho usato prevalentemente f/2,0 e f/1,4 per verificare la qualità a questa apertura estrema per la focale. Sarebbe stato interessante effettuare la prova anche su una fullframe per verificare la vignettatura, ma Pentax non ne produce e io non ne ho una. Comunque la prova su APS è molto significativa in quanto con questo formato più piccolo gli obiettivi devono lavorare a frequenze spaziali più elevate alle quali di solito la loro resa è inferiore anche se se ne sfrutta solo la parte centrale.
Per mettere a fuoco ho utilizzato le indicazioni AF disponibili nel mirino della D7000 che segnala quando il soggetto è a fuoco, usando solo il punto centrale e poi eventualmente ricomponendo l’immagine. Infatti mettere a fuoco ad occhio direttamente sullo schermo sulle reflex attuali è quasi impossibile, nonostante il grande mirino della D7000. All’inizio ero preoccupato di non ottenere buoni risultati e di avere molte foto fuori fuoco, invece esaminando le foto sul pc al 100 % ho fatto la piacevole scoperta che la maggior parte delle foto era perfettamente a fuoco, con una percentuale fuori fuoco trascurabile e per la maggior parte dovuta al fatto che non sono più abituato a modificare la messa a fuoco per seguire gli spostamenti del soggetto e quindi mi dimenticavo di farlo. Molte volte invece ho rimesso a fuoco con rapidità quasi come se fossi in autofocus. Inoltre se la modella non si spostava avevo la sicurezza che la messa a fuoco ottimale non sarebbe cambiata ad ogni scatto. In certi casi potrebbe essere preferibile fotografare in manuale anche con gli obiettivi AF.
Per l’esposizione non ci sono stati problemi in quanto l’obiettivo usato era dotato di CPU secondo gli standard Nikon e quindi ho potuto usare la modalità Program variando il diaframma con l’apposito comando sulla macchina.
Ho scattato salvando in raw e convertendo poi le foto con Capture NX con la riduzione di rumore a zero. Le foto viste sul video al 100 % avrebbero una dimensione di circa 130×85 cm. Passando il mouse sulle foto è possibile vedere la sensibilità e l’apertura di diaframma a cui sono state scattate.
Le foto hanno una nitidezza e risoluzione eccellente già a f/1,4. Chiudendo il diaframma a f/2,0 questa aumenta ancora per raggiungere poi valori spettacolari a f/2,8 f/3,5. Non ho usato valori più chiusi perchè altrimenti avrei dovuto aumentare la sensibilità per evitare foto mosse, ma credo che se si usa questo obiettivo quello che interessa sia la sua qualità alle grandi aperture e questo Zeiss risponde in modo spettacolare.
A f/1,4 la profondità di campo è minima e questo si può notare in alcune foto dove gli occhi della modella sono a fuoco ed i capelli no, oppure in qualcuna con ripresa laterale dove un occhio è a fuoco e l’altro no. Si deve perciò essere molto precisi con la messa a fuoco se si vogliono foto nitide. Questa scarsissima profondità consente però di isolare perfettamente il soggetto dallo sfondo, con un bokeh molto piacevole come si può vedere in alcune foto dove il viso, in qualche caso solo gli occhi, è a fuoco e il resto del corpo sfocato. Questo dona una grande profondità e piacevolezza alle foto, qualità non ottenibili con gli zoom che hanno diaframmi molto più chiusi.

In conclusione un obiettivo eccellente con una luminosità che consente di scattare alle basse sensibilità anche in condizioni di luce scarsa mantenendo una notevole nitidezza e di isolare i piani in modo eccezionale con uno sfocato di alta qualità.
Il prezzo di circa 1.100 € in montatura Nikon o Canon non è certo economico, ma nemmeno eccessivamente caro. Il Nikon 85/1,4 autofocus costa infatti circa 1.450 € e il Canon 85/1,2 autofocus e un po’ più luminoso circa 2.000 €.
L’unica alternativa economica è il Samyang 85/1,4 a fuoco manuale come lo Zeiss che costa solo 315 € e che a giudicare dalle prove di DXOMark sembra sia all’altezza del Nikon 85/1,4 per qualità ottica.

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11 pensieri riguardo “Zeiss 85/1.4”

  1. Il miglior obiettivo che ho mai usato è l’80 mm planar che ho su una vecchia Rolleiflex 3,5 F, foto “taglienti” anche sul negativo e con il vecchio Ekta 100 le diapositive erano tridimensionali. Non mi stupisco quindi del risultato, peccato non poterlo provare su una FF, grazie per aver rispolverato le ottiche a focale fissa, come al solito sei preciso e competente.

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  2. Di fronte a questi vetri bisogna togliersi il cappello, anche se nella fattispecie (il ritratto) l’eccessiva risolvenza nuoce perchè evidenzia il minimo difetto dell’epidermide; in questo caso la morbidezza sarebbe un pregio.

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  3. Ciao Francesco, un paio di domande.
    Sulle lenti Zeiss, il diaframma può essere regolato dalla macchina o solo manualmente?
    La ghiera dei diaframmi ha scorrimento a scatto oppure continuo? (mi sembra di vedere dalla foto dell’obiettivo la dentellatura per il controllo manuale del diaframma utilizzato dai videomaker)

    Quando mi deciderò a compiere finalmente il passo verso la reflex digitale, nella mia borsa ci sarà sicuramente almeno una lente Zeiss. Imparando a fotografare su una vecchia reflex a pellicola (quindi con vecchi obiettivi), al momento per me è impensabile di utilizzare obiettivi dalla ghiera di messa fuoco in plastica e senza la scala della profondità di campo (quali sono la stragrande maggioranza degli obiettivi autofocus moderni).

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    1. Il diaframma negli obiettivi per Canon o per Nikon dotatti di CPU (ZF.2) non hanno la ghiera dei diaframmi e sono regolabili dalla macchina come gli obiettivi originali. I precedenti obiettivi per Nikon senza CPU (ZF) avevano la ghiera dei diaframmi e quindi si regolavano dall’obiettivo come gli Ai Nikon. La foto che ho scaricato dal sito Fowa non è aggiornata, infatti sul sito Zeiss è diversa .(http://lenses.zeiss.com/photo/en_DE/products/slr/planart1485.function.html). Gli obiettivi sono in metallo ed hanno la scala delle profondità di campo.
      Io ho provato un obiettivo della nuova serie con CPU quindi non so come funzionava la ghiera dei diaframmi nella serie precedente.
      Ciao, Francesco

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  4. Ho l’85/1.8 della AshaiPentax di cui sono davvero entusiasta (in pratica se posso tengo montato questo anche se è completamente manuale e a vite con adattatore), ma questo vetro è davvero una favola… C’è anche un 85/1.4 che dicono fantastico sempre della AshaiPentax, probabilmente il paragone va fatto con questo… Comunque taglia e morde…

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    1. Francesco,
      non considerando il prezzo certamente il nikon, anche se il Sigma è buono. L’85/1,8 è otticamente allo stesso livello degli altri due. Valuta tu se 2/3 di diaframma valgono la differenza di prezzo. per qualche professionista si.
      Ciao, Francesco

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