Nikon Z5 II: impressioni

La Z5 II è l’ultima novità di Nikon, presentata all’inizio di aprile. Alla Fiera della Fotografia di Caserta ho potuto vederla e provarla però senza la possibilità di salvare foto.
La Z5 II presenta notevoli miglioramenti rispetto al precedente modello. Il primo è il nuovo sensore BSI-CMOS da 24 Mpx analogo a quello della Zf e della Z6 II. Ugualmente la Z5 II adotta l’elaboratore d’immagine Expeed 7, il più avanzato di Nikon. Questi miglioramenti consentono una migliore qualità d’immagine con una sensibilità massima di 64000 ISO, un autofocus migliore, al livello della Z6 III, con riconoscimento dei soggetti e una ripresa video 4K/30p finalmente a pieno formato. Anche la velocità di raffica migliora, 11 fg/s in raw e jpeg con otturatore meccanico e 30 fg/s, solo jpeg, con quello elettronico.
L’aspetto della Z5 II, come le dimensioni e la disposizione dei comandi sono invariati rispetto alla precedente Z5.

Ci sono però alcune particolarità esclusive ed introdotte per la prima volta da Nikon su questo modello. La prima è la stabilizzazione collegata al punto AF: la funzione punto AF VR di Nikon integrata riduce al minimo la sfocatura di mosso attorno al punto AF attivo, offrendo una stabilizzazione dell’immagine fino a 7,5 stop al centro dell’inquadratura e fino a 6 stop ai bordi.
La seconda è l’introduzione di un pulsante Picture Control one-touch, posizionato sulla calotta superiore, per visualizzare l’anteprima e passare in tempo reale da un Picture Control all’altro.
Infine è stata introdotta una nuova modalità di funzionamento dell’autofocus, AF-A che individua anche il movimento più sottile per passare da AF-S (per soggetti fermi) ad AF-C (per soggetti in movimento) a seconda delle necessità.
Migliora anche il mirino che, pur mantenendo la stessa risoluzione di 3,69 Mpx e lo stesso ingrandimento 0,8x, aumenta la sua luminosità fino a 3.000 cd/m che consente di vedere bene anche in condizioni di luce molto intensa. Lo schermo raddoppia la sua risoluzione, ora 2,1 Mpx, ed è orientabile in tutte le direzioni invece che ribaltabile in alto ed in basso.
I video possono essere registrati anche in 4K N-Raw anche direttamente sulla scheda SD della fotocamera e si può usare la RED-LUT e salvare in N-Log.
Restano i due alloggiamenti per schede di memoria SD UHS II. La batteria EN-EL15c è la stessa delle altre Nikon fullframe e garantisce circa 330 scatti. Se si vuole aumentare l’autonomia è disponibile l’impugnatura MB-N14, la stessa delle Z6 II e III, con una batteria supplementare e la duplicazione dei comandi per gli scatti in verticale. Ovviamente, infine, il corpo è protetto da polvere ed acqua.
Analizzando le caratteristiche della Z5 II ci si rende conto facilmente che sono le stesse della Zf. L’unica differenza sono le schede di memoria: nella Zf c’è una sola SD più una Micro SD per motivi di spazio. Tutte le altre prestazioni sono uguali, compreso il sensore, l’autofocus, la raffica e la ripresa video. La differenza la fanno solo la forma esterna, i comandi ed il prezzo, superiore per la Zf.

Esaminando la fotocamera si nota che l’aspetto esterno è invariato rispetto alla precedente Z5 tranne per il pulsante sulla calotta che consente di scegliere direttamente i Picture Control (profili colore) invece che passare tramite menu. Le novità, come detto, sono tutte interne.

La vista frontale non è cambiata e presenta sul lato desto dell’innesto obiettivi il pulsante di sblocco, mentre sulla sinistra ci sono due pulsanti, molto comodi, Fn1 per regolare il bilanciamento del bianco e Fn2 per regolare le modalità di funzionamento dell’autofocus con la ghiera posteriore e dell’area di messa a fuoco con quella anteriore. In alto sull’impugnatura si vede la ghiera di comando anteriore.

Sulla calotta superiore non c’è alcun comando sulla sinistra del mirino. Su questo c’è la slitta con i contatti per il flash su cui si può inserire anche un microfono. A destra del mirino c’è la manopola delle modalità di funzionamento con le posizioni Auto per il funzionamento totalmente automatico, P per la modalità a programma, S per la priorità dei tempi, A per quella dei diaframmi, M per il funzionamento manuale più tre posizioni U1, U2 e U3 per il funzionamento personalizzato. A fianco c’è la novità, un piccolo pulsante che consente di scegliere fra i vari Picture Control disponibili. All’estrema destra si vede la ghiera di comando posteriore. Sull’impugnatura c’è il pulsante di scatto circondato dall’interruttore di accensione, nella posizione più comoda e facilmente azionabile con l’indice. Questo è circondato da tre pulsanti: quello rosso sulla sinistra serve per iniziare e terminare la ripresa video se la fotocamera è impostata su video. Per il funzionamento foto può essere assegnato ad altre funzioni.  Al centro c’è il pulsante per l’impostazione della sensibilità ISO e a destra quello per la compensazione dell’esposizione. Manca il piccolo pannello LCD presente nelle Z6 II e III con le indicazioni delle impostazioni principali della fotocamera.

Nella parte posteriore, dove i comandi sono concentrati in alto e a destra nulla è cambiato salvo l’articolazione dello schermo ch ora è sul lato sinistro e consente di orientarlo in tutte le direzioni, compreso avanti. In alto da sinistra si vede il pulsante che serve ad impostare le modalità di scatto: singolo, continuo a varie velocità, bracketing ed autoscatto. Accanto c’è quello per la cancellazione delle foto. Poi c’è il mirino con sopra il sensore per il rilevamento dell’occhio del fotografo e la commutazione automatica con lo schermo.  A destra del mirino c’è un pulsante per la scelta delle informazioni da visualizzare nel mirino o nello schermo circondato da una levetta che serve per commutare il funzionamento da foto a video. Più a destra c’è il pulsante AF-ON per attivare l’autofocus indipendentemente dal pulsante di scatto. Subito in basso si vede il joystick e poi il pulsante i che consente di visualizzare un menu rapido, molto comodo, con il quale è possibile impostare quasi tutte le regolazioni della fotocamera. Più sotto si vede il pad a quattro vie che serve per navigare fra i menu e per scorrere la visualizzazione delle foto scattate in alternativa a sfogliarle sullo schermo col tocco. Al centro c’è il pulsante d conferma che consente anche di posizionare il punto o l’area di messa a fuoco al centro dell’inquadratura, una funzione veramente comoda. Sotto a questo ci sono sulla sinistra due pulsanti + e – che servono per ingrandire la visualizzazione, nel mirino o nello schermo, quando si mette a fuoco in manuale o quando si rivedono le foto. Quello – serve anche per scegliere la modalità di misura dell’esposizione, Matrix, pesata al centro o spot che è possibile associare anche al punto di messa a fuoco. A destra ci sono il pulsante per il richiamo dei menu e quello per la visualizzazione delle foto. Sarebbe stato preferibile però che questo fosse stato scambiato con quello in alto a sinistra che serve a scegliere le modalità di scatto.

Come detto è stato possibile vedere e maneggiare la fotocamera, provare lo scatto, la messa a fuoco e tutti i comandi, ma non è stato possibile salvare le foto su una scheda in quanto si trattava di un esemplare di preserie con firmware non definitivo e quindi non ho foto da pubblicare anche se spero di averne presto una in prova.
L’impressione generale è molto buona con un mirino ancora migliore di quello del precedente modello, un autofocus veloce e preciso anche nell’individuazione di volti ed occhi.
Con questa versione Nikon ha ovviato ai limiti del precedente modello Z5 con un autofocus all’altezza di quello della Z6 III, la velocità di raffica che passa da 4,5 a 11 fg/s con otturatore meccanico e 30 fg/s con quello elettronico, però solo in questo caso per jpeg e la ripresa video che utilizza tutto il sensore evitando il ritaglio 1,7x della Z5. Tutto questo senza aumentare eccessivamente il prezzo che è di 1.899 € solo corpo, poco di più di quello che era il prezzo della precedente Z5 al lancio.
Con queste caratteristiche la Z5 II diventa un modello molto interessante ed una delle migliori fullframe di prezzo accessibile. Infatti nell’ultimo mese Nikon h preso la testa delle vendite di mirrorless fullframe in Giappone grazie alla Z5 II. Resta da chiedersi a questo punto se sia preferibile orientarsi su questo modello piuttosto che sulla Z6 III. Quest’ultima offre prestazioni superiori per la raffica e per la ripresa video ed ha un mirino con maggior risoluzione, ma è molto simile alla Z5 II per le altre prestazioni.
In conclusione la Z5 II mi è piaciuta molto e la inserirò fra le fotocamere consigliate.

Rispondi