Photokina 2016 – Sony

OLYMPUS DIGITAL CAMERALo stand di Sony era uno degli ultimi da raggiungere dall’ingresso Sud, ma non per questo era meno interessante. La novità era la reflex A99 II, nuova versione dell’ammiraglia reflex di Sony con tali e tanti miglioramenti da farne in pratica un nuovo modello. Forse questa è la novità più interessante della Photokina, e nell’articolo ne spiegherò il motivo. Ad essa era dedicato un banco per osservarla e provarla, ma senza poter scattare con la propria scheda. Erano poi esposte tutte le altre fotocamere della marca, la linea A7 al completo, le bridge “premium” RX10 e le compatte RX100, mentre scarsa evidenza era date alle compatte e bridge superzoom ed ai moduli QX per smartphone.

All’ingresso dello stand era visibile anche una piccola mostra fotografica.

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Il banco principale era dedicato alle fotocamere Alpha, in particolare alla A99 II.

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Nello stand, molto ben illuminato a differenza di altri piuttosto scuri, era anche allestito un bel set di scatto con piante fiori ed alcune modelle che vi si alternavano.

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In una galleria sopraelevata erano predisposti molti teleobiettivi, abbinate alle fotocamere reflex e mirrorless della casa dedicati alla prova.

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C’era anche un palco con un set di illuminazione adibito a workshop, spettacoli e presentazioni.

A99 II

Questa nuova reflex deriva dalla precedente A99, ma ne differisce per le componenti fondamentali.

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Lo schema costruttivo è sempre lo stesso: tutte le reflex Sony adottano uno specchio fisso semitrasparente che riflette parte della luce, il 30 %, verso il sensore autofocus, mentre il resto arriva al sensore d’immagine. In questo modo si ottiene che l’autofocus reflex funziona anche in live view e per i video ed il mirino funziona anche per le riprese video. Un ulteriore vantaggio è dato dall’assenza di vibrazioni dovute al movimento dello specchio. Naturalmente il mirino deve essere di tipo elettronico.
Il nuovo sensore di formato fullframe è lo stesso della A7R II. Si tratta di un sensore BSI-CMOS, cioè retroilluminato per la prima volta adottato su una reflex, da 42 Mpx. L’autofocus è ibrido, unendo la funzionalità dell’autofocus reflex con 79 punti AF, che coprono prevalentemente il centro dell’inquadratura, con la funzionalità dell’autofocus a rilevamento di fase sul sensore con 399 punti AF che la coprono quasi completamente.

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L’insieme dei due autofocus costituisce anche una zona di punti totalmente a croce. In questo modo è possibile garantire una messa a fuoco molto accurata ed un efficace funzione di inseguimento del soggetto che si muove nell’inquadratura. Sfruttando le capacità dell’autofocus la A99 II garantisce una raffica che arriva fino a 12 fg/s, superiore a oltre il doppio della velocità raggiungibile da altre reflex o mirrorless con simile risoluzione, e a 8 fg/s con il live view attivo. Ciò vuol dire che il suo elaboratore d’immagine Bionz X è in grado di gestire un flusso elevatissimo di dati, molto superiore a quello delle reflex professionali più veloci che per arrivare a simili velocità di raffica usano sensori con risoluzione limitata a 20 Mpx. L’autofocus ibrido inoltre garantisce un’elevatissima sensibilità che arriva a -4 EV.
La A99 II guadagna anche la stabilizzazione a “5 assi” già utilizzata dalle A7 II, migliorando quella precedente della A99, con un guadagno di 4,5 stop.

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Il corpo e i comandi sono simili a quelli del precedente modello, ma le dimensioni sono state ridotte e la A99 II ha quasi le stesse dimensioni e lo stesso peso della A77 II di formato APS. Rimane però sempre più grande delle A7, ma questo vale per il corpo macchina. Infatti se si aggiunge al corpo un obiettivo le differenze si riducono di molto, come si vede nel confronto fra la A99 II, la A7R II, la Canon 5DSR e la Nikon D810 con gli zoom professionali 24-70 mm f/2,8.

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Lo zoom Sony G montato sulla A7 è addirittura più lungo dello Zeiss sulla A99 II e del Canon, ma solo perchè la A7 ha un corpo più sottile che comporta una maggiore lunghezza del barilotto per portare le lenti alla giusta distanza. Infatti la lunghezza complessiva è uguale per le tre fotocamere e solo l’obiettivo Nikon è ancora più grande evidentemente perchè stabilizzato.
La A99 II a questo punto è l’unica reflex che mette insieme le esigenze di elevata risoluzione richieste per alcuni tipi di foto, paesaggio in primo luogo, con la velocità di autofocus e di raffica richiesta da altri generi fotografici come la foto sportiva e quella di animali ripresi nel loro ambiente. In questo senso è la novità più interessante presentata nella manifestazione.
Viene solo da chiedersi perchè gli stessi risultati non possano essere ottenuti anche da una mirrorless pura come la A7R II che invece ha una velocità di raffica limitata a soli 5 fg/s, ma comunque un autofocus con 399 punti AF. Evidentemente però l’insieme di autofocus reflex e di quello sul sensore garantiscono prestazioni ancora migliori e questo, oltre al corredo di obiettivi più ampio per l’innesto Sony A piuttosto che per quello Sony FE, giustificano l’esistenza di questa A99 II che è in realtà un ibrido fra reflex e mirrorless.
Questa presentazione è comunque un’ottimo segnale per i tanti possessori di reflex Sony che la casa non sta abbandonando questa linea di fotocamere, ma continua ad investirvi e a sviluppare nuovi modelli.
Gli esemplari presenti alla Photokina erano però di preserie e quindi non mi è stato possibile provarla con una mia scheda per valutarne la qualità, anche se indubbiamente dal punto di vista qualità d’immagine è sicuramente allo stesso elevatissimo livello della A7R II.

L’altro modello abbastanza nuovo presente nello stand, oltre ovviamente alla A6300 che avevo al collo, era la bridge “premium” RX10 III.

RX10 III

Questa fotocamera mi incuriosiva dopo gli ottimi risulatati otteneuti nella prova dalla RX10 II.

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In pratica è una RX10 con un po’ di steroidi: è più grande, sembra quasi pantografata, ed ha un nuovo zoom 25x 24-600 mm equivalente f/2,4-4,0.

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RX10 II – RX10 III
RX10 II - RX10 III
RX10 II – RX10 III

Il sensore è lo stesso BSI-CMOS stacked (a strati) da 1″ (13,2×8,8 mm) e 20 Mpx. Invariati pure il mirino con 2,36 Mpx, copertura del 100 % e ingrandimento 0,7x e lo schermo basculabile da 1,228 Mpx. Anche il resto delle caratteristiche e funzioni non cambia, compreso l’otturatore meccanico/elettronico che arriva a 1/32000, la velocità di raffica fino a 14 fg/s, con la possibilità di ripresa rallentata, la ripresa video 4K e la connesiione wi-fi e NFC.
Purtroppo però nonstante la RX10 III sia stata presentata diversi mesi fa gli esemplari esposti avevano l’alloggiamento della scheda di memoria bloccato e quindi non ho potuto osservarla e provarla, ma non ho potuto scattare foto da portare via.

Non ho dedicato tempo alla RX100 IV, già da me provata ed oggi affiancata dalla RX100 V di cui pubblicherò le caratteristiche appena riceverò il relativo comunicato stampa, ne alla A6300 che avevo in prova e che ho usato per la maggior parte delle foto in Photokina, anche questa affiancata oggi dalla A6500.

Le compatte e bridge superzoom non erano in evidenza nemmeno nelle postazioni attorno al set fotografico al centro dello stand e così pure i moduli QX che evidentemente con il progresso delle fotocamere degli smartphone e con la possibilità di collegare facilmente una fotocamera al proprio smartphone per chi vuole un obiettivo zoom o una maggiore qualità d’immagine interessano ormai poco.

Fra gli obiettivi non c’erano novità. Gli ultimi due presentati da Sony per integrare il corredo delle sue mirrorless sono il Sony FE 50 mm f/1,8 Macro e lo Zeiss Planar T* FE 50 mm f/1,4 ZA.

Infine c’era un settore dedicato alle videocamere professionali.

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Un pensiero su “Photokina 2016 – Sony”

  1. Sony è fin troppo attiva nel presentare novità! I prodotti quasi fanno giusto in tempo ad arrivare in commercio o ad essere testati che già vengono sostituiti; presenta la RX10 3 alla quale forse manca giusto un AF migliore di quello a semplice rilevamento di contrasto e ora presentano RX 100 5 con super AF e iper velocità grazie a nuovissimo processore, quindi a breve queste novità arriveranno anche sulla futura RX 10 e cosa succede? A mio parere Che uno non compra e aspetta l’evoluzione, perlomeno poi potrà eventualmente acquistare il vecchio ad un prezzo più abbordabile. Altro che obsolescenza programmata!

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