Classificazione e tipi di fotocamere – 2015

In molti casi mi arrivano richieste, tramite commenti o email, per chiedere quale il tipo di fotocamera più adatto per le proprie esigenze e per il tipo di fotografia che si vuole fare. Ho quindi sintetizzato in questo articolo quali sono le caratteristiche principali ed i pregi e difetti dei principali tipi di fotocamere ed indicato per cosa sono adatte.
Prima di leggere gli articoli dedicati alle fotocamere consigliate è opportuno leggere questo articolo per capire meglio qual è il tipo più adatto di fotocamera per le proprie esigenze e per il genere di foto che si predilige.
Infatti l’offerta di fotocamere digitali si è ampliata enormemente negli ultimi anni, sono sorte nuove categorie di macchine, oltre le tradizionali compatte e reflex, come le bridge o le mirrorless e non è facile orientarsi.
C’è anche da considerare che mentre fino a qualche anno fa esisteva una netta distinzione di caratteristiche e di prezzo fra le economiche compatte e le costose reflex oggi non è più così. Le categorie si sono mescolate e le classificazioni saltate. Ci sono compatte fullframe che costano migliaia di euri, reflex che ne costano poche centinaia e mirrorless di tutti i tipi, da quelle con sensori piccolissimi alle fullframe, da quelle da qualche centinaio di euri a quelle da migliaia.
Anche le caratteristiche di usabilità non sono più così rigidamente divisibili, compatte per amatori e dilettanti, reflex per i professionisti. Ci sono compatte e mirrorless con caratteristiche professionali e reflex con caratteristiche tipicamente amatoriali.
In questa situazione non è più possibile per i miei articoli sulle fotocamere consigliate mantenere una classificazione in base alla destinazione d’uso ed al prezzo di vendita che porterebbe ad ingiuste esclusioni ed a confusione. Classificherò quindi le fotocamere nei nuovi articoli che presto pubblicherò secondo le categorie di appartenenza per il tipo di costruzione, quindi:

– compatte

– bridge

– mirrorless

– reflex

– medio formato

senza che questo voglia significare una differenza qualitativa delle une rispetto alle altre. Forse l’unica categoria che è rimasta tipicamente amatoriale è quella delle bridge, che però si sono evolute tecnicamente e qualitativamente.

Questo articolo è in parte anche un aggiornamento di quello pubblicato lo scorso anno. Per chi è interessato a leggere i commenti annessi a quell’articolo includo qui il link.

Compatte

Sono fotocamere con obiettivo non intercambiabile. In genere è un obiettivo zoom, ma ci sono alcune eccezioni di compatte con obiettivi a focale fissa. Come suggerisce la loro stessa denominazione sono macchine di ingombro e peso tendenzialmente ridotti (anche se c’è qualche eccezione), da portare facilmente con se, anche se in realtà le dimensioni possono essere abbastanza variabili e ce ne sono di piccolissime e altre che non sono assolutamente tascabili.
Fino a poco tempo fa era facile definire le compatte come fotocamere che montavano sensori piccoli, il sensore più diffuso era di dimensioni 1/2,3″ corrispondenti a 6,17×4,55 mm. Questo consentiva di costruire macchine di dimensioni ridotte sia per il corpo che per gli obiettivi. L’aspetto negativo era che sensori così piccoli non consentono di ottenere un buon rapporto segnale/rumore, specialmente aumentando la sensibilità della fotocamera (che vuol dire amplificare il segnale in uscita dal sensore) quando si fotografava in poca luce, con un peggioramento molto visibile della qualità d’immagine. Un altro aspetto negativo delle piccole dimensioni del sensore è che gli obiettivi non riescono spesso riprodurre con buona nitidezza i dettagli più fini. Alcuni modelli sono stati dotati anche di zoom ad ampia escursione, fino a 30x consentendo di avere in una fotocamera tascabile degli zoom equivalente ad un 24-720 mm di focale.
Oggi non è più così. La diffusine degli smartphone, usati in modo ormai generalizzato per fotografare (basta andare in qualsiasi luogo turistico per rendersene conto) ha ucciso il mercato di queste compatte economiche. Molti si sono accorti che la qualità delle foto prodotte non era superiore a qella ottenibile dagli smartphone e con questi era molto più facile fotografare in quanto sono sempre disponibili e oltretutto consentono di condividere sui social network le foto molto più facilmente. Il fatto che le compatte avessero degli zoom, mentre gli smartphone hanno una focale fissa. Fino a due anni fa ad ogni cambio di stagione, gennaio e agosto, i produttori presentavano valanghe di nuove compatte di questo tipo, che si rinnovavano ogni sei mesi. Da un anno circa non succede più, sopravvivono solo poche superzoom e le novità si contano sulle dita di una mano.

I produttori di fotocamere a questo punto hanno cambiato strategia cercando di rivolgersi a chi richiede migliore qualità perchè appassionato di fotografia o che comunque la vuole per l’uso che fa delle foto. Sono incominciate cosi a comparire compatte di migliore qualità, cosiddette “premium”, con sensori più grandi, obiettivi zoom con ampiezza di focali meno estrema, ma di migliore qualità e in molti casi il mirino, componente essenziale per ottnere buone foto. Queste nuove fotocamere mantengono però le qualità delle compatte, leggerezza e piccole dimensioni, compatibilmente con le dimensioni del sensore per rimanere l’alternativa “leggera” quando si vuole usare una fotocamera non impegnativa come dimensioni e peso, in molti casi facilmente tascabile. Inoltre fotocamere di questo tipo sono meno vistose, non danno l’aspetto del “fotografo” a chi le usa e quindi sono più facilmente usabili in molti ambienti e situazioni.
Le compatte di questo tipo sono facili da usare e funzionano in automatismo completo, oltre che consentire le regolazioni manuali, compresa la messa a fuoco, e a priorità. Tutte ormai riprendono video Full HD (1920×1080 pixel), alcune anche 4K (3840×2160 pixel) e molte offrono funzioni speciali come scene, panorama o filtri particolari.
Queste compatte con quindi consentono  buoni o anche eccellenti risultati, a livello di qualità d’immagine sia in buona luce che quando è scarsa. La qualità d’immagine può variare da buona per quelle con sensori da 1″ a ottima per le Micro 4/3 e le APS ad eccellente per le fullframe, in funzione delle dimensioni dei sensori, considerando che hanno un rapporto segnale rumore che migliora all’aumentare delle loro dimensioni e che il funzionamento degli obiettivi anche questo migliora con l’aumento delle dimensioni del sensore.. La loro velocità operativa e di messa a fuoco, dipendente dalle caratteristiche è buona con alcuni livelli di eccellenza. Quasi tutte sono dotate di mirino elettronico e queste sono preferibili come scelta.
Sono adatte quindi per foto generiche in esterni e in interni, in viaggio, vacanza, oppure per eventi ed occasioni familiari, e quando si vuole una fotocamera piccola e poco ingombrante da portare sempre con se.
Naturalmente queste compatte costano di più dei precedenti modelli, si può partire da 300 €, ma si arriva anche a 4.000 €. Offrono però una qualità ed una funzionalità superiore alle precedenti ed a qualsiasi smartphone.

Bridge

Sono classificate in questo modo, forse impropriamente, delle fotocamere che presentano una forma esterna simile alle reflex, anche se in alcuni casi in dimensioni leggermente più contenute, e che montano degli obiettivi zoom ad ampia escursione. Offrono anche un mirino elettronico e la possibilità di funzionamento a priorità di tempi o diaframmi e manuale, oltre che a programma automatico.
In realtà alcune di queste fotocamere, quelle con zoom ad amplissima escursione, usano un’elettronica uguale a quella delle compatte di tipo base e montano dei sensori di solito della dimensione piccola da 1/2,3″. Solo in questo modo è possibile infatti costruire degli obiettivi che arrivano a delle escursioni focali fino a oltre 80x senza che assumano dimensioni mostruose e costi improponibili. La qualità d’immagine di queste bridge quindi non è diversa da quella delle compatte base, discreta in esterni con buona luce, scarsa quando c’è poca luce. L’uso di obiettivi di così lunga focale è poi molto difficoltoso a causa della loro scarsa luminosità che spesso costringe a scattare con tempi troppo lunghi, ottenenso foto mosse, o aumentando molto la sensibilità e ottenendo foto con rumore elevato. La qualità di questi obiettivi è poi in genere scarsa specialmente ai massimi della focale. Anche la velocità operativa non è elevata, quindi ritardo di scatto, autofocus non particolarmente veloce e sensibile, lentezza nel salvare le foto, difficoltà nel seguire il soggetto nel mirino per gli scatti a raffica.
Queste fotocamere però attraggono molti proprio per il loro zoom spropositati che consentono di riprendere, quando ci si riesce, particolari distanti o di fotografare senza essere visti. Per foto sportive o di animali in libertà sono però assolutamente sconsigliabili.
In linea di massima sconsiglio quindi questo tipo di bridge, a meno che non le si scelga per divertirsi a fare qualche scatto con focali estreme, equivalenti a 1000 e più mm, che mai si potrebbero avere su una reflex o mirrorless, consapevoli però dei loro limiti.

Anche in questo campo l’offerta sta assistendo ad una profonda evoluzione. Attualmente, terminata la corsa allo zoom con maggiore escursione focale, sono state presentate alcune bridge con sensori di maggiori dimensioni, obiettivi con escursione focale inferiore e più luminosi per consentire una migliore qualità d’immagine, autofocus e velocità operativa migliorata.
Il loro uso è ugualmente facile in automatismo, ma è possibile usarle impostando diaframmi o tempi anche in modo manuale. Anche la messa a fuoco può essere manuale. La presenza del mirino garantisce di poter inquadrare senza problemi anche in pieno sole. Tutte riprendono video Full HD (1920×1080 pixel), qualcuna 4K (3840×2160 pixel) e molte offrono funzioni speciali come quella panorama o filtri particolari.
Queste bridge, definiamole anche loro “premium”, offrono una buona qualità d’immagine e possono essere una buona scelta per chi vuole una fotocamera che si adatti a tutti gli usi o quasi, dalle foto ricordo e di famiglia a paesaggi, viaggi, vacanze, eventi, senza doversi porre problemi per la scelta e l’acquisto e il trasporto di obiettivi supplementari come avviene per le mirrorless e le reflex.
I prezzi possono variare dai 300 ad oltre 1.000 €.

Mirrorless

E’ la categoria venuta più recentemente alla ribalta ed in forte crescita come numero di modelli, interesse del pubblico e vendite. Anche questo nome è strano ed improprio: si riferisce al fatto che sono sprovviste di specchio, a differenza delle reflex. C’è anche chi le definisce CSC, Compact System Camera.
Sono fotocamere ad obiettivo intercambiabile con sensori di varia misura, ma sempre abbastanza grande, salvo una curiosa eccezione. I sensori vanno dalla dimensione di 1″ corrispondente a 13,2×8,8 mm al Micro 4/3, 17×13,5 mm all’APS 23,50×15,60 mm al fullframe 36×24 mm. La loro forma è di due tipi diversi. Ci sono mirrorless che assomigliano alle comapatte, anche nelle dimensioni, spesso senza mirino, anche se molte lo possono avere in opzione, oppure con mirino elettronico. Altre invece riprendono la forma delle reflex, con però dimensioni e pesi inferiori e sono dotate di mirino elettronico.
Nell’ambito della categoria si possono individuare alcune suddivisioni. Quella principale è costituita dalla famiglia delle mirrorless Micro 4/3. Queste corrispondono ad uno standard concordato da vari produttori, ma seguito in pratica solo da Olympus e Panasonic, che consente di scambiare senza alcun problema corpi di una marca con obiettivi dell’altra e viceversa. Il corredo di obiettivi Micro 4/3 è quindi molto ampio e consente di soddisfare tutte le esigenze. Le altre mirrorless seguono invece il loro sistema di obiettivi ed accessori e non c’è interscambiabilità fra una marca e l’altra ed i loro corredi sono meno ampi, anche se in via di espansione. Ci sono però obiettivi universali, prodotti da fabbricanti terzi, che possono essere forniti con innesto per differenti fotocamere. Sono disponibili numerosi obiettivi zoom, ma non se netrovano con escursione focale estrema come per le bridge: il massimo è 10-11x.
Le mirrorless, come tutte le fotocamere odierne, possono essere usate in completo automatismo, ma le loro numerose possibilità di regolazione e i funzionamenti a priorità e manuale le rendono adatte a qualsiasi uso.
La loro velocità operativa è alta per quanto riguarda l’accensione, il ritardo di scatto e la memorizzazione. L’autofocus ha recentemente subito notevoli evoluzioni. Inizialmente le mirrorless hanno usato un autofocus a rilevamento di contrasto, attuato direttamente dal sensore d’immagine, preciso, ma non molto veloce. Questo pone dei limiti, per le mirrorless che dispongono solo di questo sistema, nella messa a fuoco dei soggetti in movimento e negli scatti in raffica.
Negli ultimi anni però sono state presentate diverse mirrorless con autofocus cosiddetti “ibridi”, cioè in grado di usare per la messa a fuoco sia il rilevamento di contrasto che quello di fase molto più veloce, attuato con appositi pixel sdoppiati direttamente dal sensore. In questo modo si sono ottenute fotocamere che hanno una velocità di messa a fuoco analoga a quella delle migliori reflex senza presentare i problemi di taratura ottico meccanica necessari nelle reflex e che spesso rendono imprecisa la messa a fuoco. Queste mirrorless sono quindi in grado di mettere a fuoco anche soggetti in movimento veloce e di inseguirli mantenendoli a fuoco.
Il mirino, quando presente, è elettronico e la maggior parte ne ha uno di elevata qualità. Rispetto a quello delle reflex gli unici limiti sono il leggerissimo ritardo con il quale si percepisce l’immagine inquadrata (importante erò solo per i soggetti in movimento veramente veloce) che però nelle più recenti realizzazioni è praticamente scomparso, la presenza di qualche scia quando muove velocemente l’inquadratura e la sensazione di “immagine elettronica” che ad alcuni può dare fastidio. Il grande vantaggio dei mirini elettronici è però la possibilità di vedere anticipatamente l’effetto delle regolazioni di esposizione e di bilanciamento del bianco, consentendo eventuali correzioni in anticipo sullo scatto anche quando si opera in automatismo Program o a priorità. Lo stesso si potrebbe fare con lo schermo, ma in questo caso l’effetto è meno attendibile perchè inflenzato dalla luce esterna. I mirini elettronici inoltre funzionano anche per le riprese video, cosa non possibile per i mirini reflex.
Tutte riprendono video Full HD (1920×1080 pixel), alcune arrivano anche a 4K (3840×2160 pixel), con possibilità di regolazione manuale e con i vantaggi sul controllo della profondità di campo e della qualità d’immagine se dotate di sensore fullframe. Molte offrono funzioni speciali e filtri creativi.
I corpi macchina sono più compatti e leggeri di quelli delle reflex, anche se le mirrorless di fascia alta si stanno avvicinando quasi alle dimensioni delle reflex APS, e anche gli obiettivi, per i formati Micro 4/3 e APS, sono più piccoli e leggeri in quanto progettati specificamente per il formato del relativo sensore e non destinatia coprire il formato fullframe come avviene per molti obiettivi usati per le reflex APS.
La qualità d’immagine delle mirrorless può variare da buona per quelle con sensori da 1″ a ottima per le Micro 4/3 e le APS ad eccellente per le fullframe, in funzione delle dimensioni dei sensori, considerando che hanno un rapporto segnale rumore che migliora all’aumentare delle loro dimensioni e che il funzionamento degli obiettivi anche questo migliora con l’aumento delle dimensioni del sensore. Le fullframe in particolare sono utilizzabili senza problemi anche ad altissime sensibilità e consentono un controllo della profondità di campo più preciso e selettivo di qualunque altra macchina con sensore di dimensioni inferiori. Inoltre gli obiettivi che possono funzionare sue entrambi i tipi di sensore, fullframe e APS, lavorano meglio sul sensore più grande in quanto devono riprodurre frequenze spaziali inferiori. La loro nitidezza è quindi maggiore che se usati su APS.
Una caratteristica interessante delle mirrorless è che, grazie al loro corpo sottile, possono montare, tramite appositi anelli di raccordo, quasi tutti gli obiettivi per fotocamere reflex o a telemetro compresi i famosi Leica. Con tutti questi obiettivi la messa a fuoco è manuale, salvo l’eccezione di alcuni anelli dedicati per gli obiettivi della stessa marca. L’esposizione si regola invece manualmente o a priorità dei diaframmi, chiudendo il diaframma alla effettiva apertura desiderata e lasciando che la macchina determini il tempo di scatto.
La scelta delle mirrorless è in costante aumento ed ormai tutte le marche hanno almeno un proprio modello. I prezzi variano da circa 300 € fino a oltre 4.000 per le più costose.
Sono in conclusione fotocamere adatte a tutti gli usi, anche professionali, pure per foto sportive ed ad animali in libertà, e indicate quando si vuole una macchina e un corredo obiettivi di peso ed ingombro relativamente limitati, anche in alcuni casi tascabile.

Reflex

Le reflex sono state le regine della fotografia amatoriale di alto livello e professionale degli ultimi 50 anni. E’ cambiato il mezzo con cui si registrano le immagini, una volta la pellicola, ora il sensore elettronico, ma non è cambiata la reflex per tanti buoni motivi. La ragione principale per cui questo tipo di fotocamere ha soppiantato, nel campo delle fotocamere portatili, quelle a telemetro o a mirino galileiano che per anni hanno dominato il mercato, è l’unicità del loro mirino. Infatti attraverso lo specchio reflex, posto dietro l’obiettivo, e il pentaprisma che raddrizza l’immagine e la devia verso l’oculare con una reflex è possibile vedere con precisione ed immediatezza quello che è inquadrato con qualunque obiettivo o sistema ottico (telescopi, microscopi) gli si ponga davanti.
Nemmeno gli attuali mirini elettronici, seppur perfezionati, sono riusciti a soppiantare del tutto il mirino ottico reflex che consente sempre una visione precisa del soggetto, senza ritardi e scie, anche se hanno su di esso dei vantaggi per le informazioni per possono visualizzare e perchè possono fare vedere in anteprima l’effetto delle regolazioni. Questo vale soprattutto per i mirini delle reflex fullframe, decisamente più grandi di quelli delle APS. Infatti le dimensioni del mirino dipendono fortemente dalla grandezza del sensore. Per questo le reflex APS sono un po’ svantaggiate e le più economiche con mirini piccoli e meno luminosi anche per motivi di costo sono spesso in condizioni di inferiorità rispetto alle fotocamere con mirino elettronico.
L’unico limite di questo mirino è che non può essere usato per le riprese video: infatti in questo caso, come in live view, lo specchio deve rimanere alzato per consentire alle immagini di raggiungere il sensore, quindi si perde la visione reflex. In questo caso le mirrorless con mirino elettronico sono in vantaggio. Sony ha cercato di ovviare a ciò montando sulle sue reflex uno specchio semitrasparente che serve solo per mandare luce al sistema autofocus e che manda sempre l’immagine al sensore. Ha dovuto però sostituire il mirino ottico con uno elettronico, anche se di ottima qualità. Queste macchine sono quindi un ibrido, ma vanno molto bene per fare contemporaneamente foto e video.
In conclusione attualmente esistono fotocamere con eccellenti mirini elettronici ed altre con altrettanto validi mirini ottici e la scelta è spesso una questione di preferenze personali.
Altri vantaggi da sempre delle reflex sono l’elevata velocità operativa, a cominciare dall’accensione quasi istantanea e la messa a fuoco fino a poco tempo fa la più veloce disponibile, che funziona bene anche in poca luce, ed è in grado, più o meno, a secondo del livello della reflex, di inseguire soggetti in movimento. Anche il ritardo di scatto è minimo e non si corre mai il rischio di perdere l’attimo.
Attualmente però esistono alcune mirrorless che usando sistemi di messa a fuoco ibrida eguagliano la velocità di autofocus delle reflex e la loro capacità d’inseguimento del soggetto, spesso offrendo anche una maggiore copertura di punti AF sull’inquadratura, e che sfruttando l’assenza dello specchio ribaltabile consentono elevate velocità di raffica uguali o superiori a quelle delle reflex superprofessionali specializzate.
La qualità d’immagine è ottima per le reflex con sensore APS ed eccellente per le fullframe, grazie ai sensori di grandi dimensioni. Le fullframe in particolare sono utilizzabili senza problemi anche ad altissime sensibilità e consentono un controllo della profondità di campo più preciso e selettivo di qualunque altra macchina con sensore di dimensioni inferiori. Inoltre gli obiettivi che possono funzionare sue entrambi i tipi di sensore, fullframe e APS, lavorano meglio sul sensore più grande in quanto devono riprodurre frequenze spaziali inferiori. La loro nitidezza è quindi maggiore che se usati su APS.
Ogni marca di reflex ha un vasto corredo di obiettivi, dai supergrandangoli ai lunghi tele ed agli zoom. In questo caso però non sono disponibili zoom con escursione focale megagalattica come quella delle bridge. Al massimo si possono trovare dei 15-18x. I corredi più completi sono quelli di Canon e Nikon, ma anche Pentax e Sony hanno una buona scelta. Si trovano poi numerosissimi obiettivi universali di fornitori terzi.
Il loro uso è facile come quello delle compatte e forse di più visto che molto spesso dispongono di comandi esterni, mentre con le compatte si è, in alcuni casi, costretti a navigare nei menu. Si possono usare in automatismo completo, in program o a priorità ed in manuale. Anche la messa a fuoco può essere manuale o automatica. Tutte ormai sono in grado di riprendere video Full HD con possibilità di regolazione manuale e con i vantaggi sul controllo della profondità di campo e della qualità d’immagine dovuti al grande sensore, ma nessuna per il momento riprende video 4K, tranne la Canon EOS 1D C. Come detto però in questo caso si perde la visione reflex e si deve inquadrare con lo schermo posteriore, in alcuni casi orientabile o con uno schermo esterno.
L’unico loro limite è il peso ed ingombro maggiore delle altre fotocamere, un aspetto che non è stato più curato dai produttori con l’avvento del digitale. Da questo punto di vista sono in particolare svantaggio le reflex APS, specialmente quelle di classe più elevata, con dimensioni e pesi simili alle fullframe, anche perchè molti degli obiettivi disponibili sono quelli per fulframe. Solo recentissimamente un produttore, Canon, si è svegliato e sotto la spinta della concorrenza delle mirrorless ha presentato finalmente una reflex con dimensioni e peso più ridotti della media a parità di caratteristiche. Speriamo che altri lo seguano su questa strada e che si torni ad avere la possibilità di comprare delle reflex, magari fullframe, con le dimensioni ed il peso ridotto raggiunti dalle famose Olympus OM e Pentax M degli anni 70-80, anche se crdo che questo si stia già verificando con le mirrorless.
In ogni caso la categoria delle reflex APS si sta dividendo in due gruppi: quelle più semplici ed economiche per un pubblico amatoriale e quelle più complete e prestazionali che stanno cercando spazio accanto alle fullframe meno costose, di prezzo simile, specializzandosi nella precisione e velocità di autofocus e di raffica per offrire un’alternativa più economica alle reflex super professionali per la foto sportiva e naturalistica. In questo campo però sono insidiate anche da alcune recentissime mirrorless.
Fra le fullframe invece c’è stata l’introduzione di alcuni nuovi modelli relativamente economici che hanno spostato dalle APS a queste l’interesse di molti fotoamatori e professionisti.
In conclusione le reflex sono fotocamere adatte per tutti i tipi di fotografia e per tutti i fotografi, compresi i professionisti che infatti universalmente le usano. La scelta è vasta anche a livello di prezzo, si parte dai circa 400 € delle più economiche APS per arrivare ai 6000-7000 delle fullframe professionali.

Telemetro

In realtà sono un caso particolare di mirrorless.
Parlare di fotocamere a telemetro oggi vuol dire parlare di Leica. Questa casa che attualmente offre una gamma completa di fotocamere, dalla compatta tascabile alla medio formato professionale è però per la maggioranza dei fotografi sinonimo di fotocamera a telemetro.
Infatti Leica continua a produrre e ad evolvere le fotocamere della serie M, nata nel 1953 con la pellicola e approdata al digitale nei primi anni 2000.
Le Leica M sono attualmente fotocamere fullframe, ma conservano il mirino a telemetro e l’innesto obiettivi M che consente di usare tutti gli obiettivi Leica prodotti negli ultimi 60 anni.
Naturalmente Leica ha aggiunto tutte le funzioni e caratteristiche che ci si possono apettare oggi da una digitale. C’è così la possibilità di usare un mirino elettronico per poter utilizzare i teleobiettivi con innesto R o altri con appositi adattatori, la ripresa video Full HD, il live view. Le fotocamere però conservano intatto il feeling ed il fascino delle Leica, per alcuni suoi fan irrinunciabile.
La gamma di obiettivi poi è molto ampia e completa, sopratutto per i grandangoli e per gli obiettivi normali, mentre per i tele si ferma a 135 mm, massima focale usabile col telemetro. Questi obiettivi sono noti per l’elevatissima qualità che offrono anche in formato digitale.
I costi sono ovviamente elevati: per acauistare una Leica M con obiettivo ci vogliono al minimo oltre 6.000 €.

Medio formato

Fanno parte di questa categoria le fotocamere con sensori più grandi del fullframe 36×24 mm. Si tratta quindi di sensori da almeno 45×30 mm o più con un numero di pixel elevato, da 38 fino a 60 Mpx.
Il loro schema costruttivo è sempre quello della reflex con mirino ottico, ma la conformazione varia.
Alcune hanno anche l’aspetto simile alle reflex tradizionali, altre hanno un aspetto che ricorda un cubo. In alcune il mirino è fisso, in altre può essere cambiato con altri tipi e lo stesso si può fare con i sensori contenuti in moduli separati.
Ognuna ha una gamma di obiettivi dedicati, meno vasta di quella delle reflex fullframe anche se sempre di alta qualità.
Tutte dispongono di autofocus, cosa non scontata per l’uso a cui sono destinate, ed alcune sono anche in grado di effettuare riprese video Full HD.
La loro caratteristica principale è l’elevatissima qualità d’immagine con un estremo livello di dettaglio, un’elevata gamma dinamica, un ottimo rapporto segnale/rumore e una gradazione tonale finissima e progressiva.
Sono fotocamere specializzate per la foto in studio, ma anche in esterni per cerimonie, eventi, paesaggi e architettura, magari usandole su treppiede anche se alcune sono molto adatte anche all’uso a mano libera.
I prezzi sono adegauti alla qualità costruttiva e d’immagine: si parte da almeno 8.000 € per arrivare a prezzi da auto media.

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12 pensieri su “Classificazione e tipi di fotocamere – 2015”

    1. Giustino,
      euri, non euro. Si dice dollari e non dollaro. In paesi anglofoni dicono “iuros” e non “iuro”. E non ti permettere più certe espressioni!!!!!
      Francesco

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  1. ciao, possiedo una Pentax me super analogica di mio padre con obiettivo 50mm, volevo sapere se posso riutilizzare l’obiettivo con gli adattatori su una refllex digitale tipo nikon d3200 o su una mirrorless con sensore m4/3 o Apsc. Quale delle due tipologie di macchina e quale tipo di sensore è più adatto a supportarlo? grazie

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    1. Michele,
      la scelta migliore se vuoi utilizzare il 50 mm della ME Super è quello di montarlo su una reflex digitale Pentax che ha lo stesso innesto, non richiede adattatori e su cui funziona perfettamente, mantenendo anche l’automatismo di esposizione.
      Ciao, Francesco

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      1. Lo so però non voglio prendere una Pentax solo per poterci montare su l’unico obiettivo vintage che ho. Girando sul web ho visto alcune foto scattate col mio obiettivo 50mm montato addirittura su mirrorless tipo fuji ex1 sony nex e sony a6000 e il risultato era ottimo.

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        1. Michele,
          non ci sono dubbi che il Pentax 50 mm della MX dia ottimi risultati montato su tutte le mirrorless, comprese le fullframe A7. Però per montarlo dovresti comrare oltre alla fotocamera un apposito anello di raccordo. Inoltre per regolare l’esposizione dovresti chiudere manualmente il diaframma. Qualsiasi mirrorless in questo caso va bene. Con una reflex Pentax, sono ottime, avresti invece l’innesto nativo e la piena funzionalità del diaframma.
          Ciao, Francesco

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  2. ok grazie, l’anello di raccordo mi pare costa sui 35 euro. poi Il mio obiettivo ha la regolazione del diaframma manuale quindi sempre dall’obiettivo dovrei regolarlo assieme alla messa a fuoco sia se compro una Pentax sia se prendo una mirrorless o sbaglio? sono molto combattuto, la Pentax, la k50 che è quella più abbordabile per me è carina ma non mi ispira molto per via delle lenti in kit , del peso e del sensore. Preferirei una nikon anche perchè in kit potrei prendere già un obiettivo valido a cui affiancare la mia lente pentax, e poi ci sono le mirrorless come la fuji ex1 molto bella e la a6000 che mi sembra molto valida anche se esteticamente non mi piace. Sono molto combattuto. Vorrei fare un acquisto a lungo termine e contenere la spesa il più possibile quindi sto valutando anche i costi degli obiettivi in base alle tipologie e alle marche

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  3. ps caspita ho visto che gli obiettivi per a6000, almeno quelli che interessano a me, sono tutti molto più cari di pentax e nikon. I più economici sono i nikon (e c’è più scelta) poi vengono i pentax. Mi sa che dovrò rinunciare alla a6000

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  4. Possiedo una Nikon D300 e una fuji Finepix HS50EXR che trovo eccezionale (la Fujki) che con lo zoom a 1000 faccio delle foto a mano libere con ferma fotogramma eccezionale. Fammi sapere il tuo parere sulla Fuji e Nicon obb. 16×85. Grazie a presto.

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    1. Willy,
      la Nikon D300, reflex APS o DX come le chiama Nikon era, quando fu presentata nel 2007, il secondo modello della linea di reflex Nikon dopo la professionale e costosa D3, aveva caratteristiche professionali e infatti fu adottata da molti professionisti oltre che da numerosi fotoamatori. Già l’anno dopo però Nikon presentò la D700 fullframe su cui si orientarono la maggior parte dei professionisti e molti amatori per la sua migliore qualità d’immagine. La D300 è comunque una reflex molto robusta e ben costruita e per alcune sue caratteristiche valida ancora oggi. Certo il suo sensore da 12 Mpx e l’elaboratore d’immagine Expeed sono inferiori al sensore da 21 Mpx e all’Expeed 5 della D500 attuale, ma il corpo macchina, il mirino, l’autofocus, l’otturatore e la velocità di raffica sono ancora validi. Le manca inotre la ripresa video che però per molti non è essenziale e la connessione wi-fi, anche questa non indispensabile.
      La Fujifilm HS50EXR è una bridge diciamo “vecchia maniera”, cioè con sensore piccolo e zoom ad amplissima escursione. Queste fotocamere ormai sono state abbandonate da tutti i produttori per la loro scarsa qualità d’immagine in favore di fotocamere con sensori più grandi anche se con zoom con escursione più limitata, ma che forniscono una qualità d’immagine decisamente superiore. La HS50EXR usa poi una tecnologia per il sensore proprietaria Fujifilm che però è stata abbandonata. E’ comunque molto ben costruita, ha ottimi comandi e l’esclusività del comando manuale dello zoom molto più comodo di quello elettrico.
      Se vuoi leggere in dettaglio cosa ne pensavo quando l’ho provata puoi leggere il mio test.
      Ciao, Francesco

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