Olympus è diventata famosa negli anni 70 per le sue reflex OM. La OM1 capostipite della famiglia ha stupito alla sua presentazione il mondo dei fotografi per le sue ridotte dimensioni a confronto con le quelle massicce dellereflex dell’epoca, Canon F1 e Nikon F2 in primo luogo, per la sua qualità e quella degli obiettivi. Il suo grande successo ha rivoluzionato il mondo della fotografia
In questi ultimi due anni Olympus ha rinnovato la sua tradizione con una nuova serie di fotocamere di alta classe che si richiama esplicitamente a questa tradizione: la serie infatti si chiama OM-D, il cui primo modello è stato la E-M5 provata a fine 2012. A fine 2013 si è aggiunta la E-M1 protagonista di questa prova. La OM-D E-M1 usa tecnologie aggiornatissime e già sperimentate nella serie PEN e nella E-M5, la configurazione mirrorless ed il sensore Micro 4/3e il mirino elettronico ulteriormente perfezionate. Il sensore è sempre da 16 Mpx, ma l’elaboratore d’immagine TruePIC VII è ulteriormente migliorato. Così pure il mirino elettronico ora da2,36 Mpx e con un ingrandimento di 1,48x e l’autofocus ibrido a rilevamento di fase e contrasto. Questo insieme al corpo interamente metallico a prova di spuzzi e polvere, al sistema di stabilizzazione estremamente efficace e ai comandi esterni abbondanti ed ottimamente disposti ne fanno uno strumento professionale che si pone in concorrenza oltre che con le migliori reflex APS anche con alcune fullframe dell’ultima generazione grazie anche alla qualità degli obiettivi ed alla vastità del corredo Micro 4/3.
E’ il momento quindi di verificare se la qualità della E-M1 sia all’altezza di quella delle sue blasonate concorrenti reflex, visto che si colloca nella fascia di prezzo delle APS di classe alta e delle fullframe reflex o mirrorless di classe media. Continua la lettura di Olympus OM-D E-M1: test