OM System OM-5 II: test

La OM System ha acquisito qualche anno fa le attività fotografiche di Olympus per continuarne la produzione. La OM-5 II infatti non è un modello del tutto nuovo, ma riprende molte caratteristiche dell’Olympus OM-D E-M5 III, poi evolutasi  in OM-5, aggiornandola all’evoluzione tecnologica.
La OM-5 II è il modello base fra le fotocamere dell’offerta OM System, ma le sue caratteristiche sono valide è ne fanno una fotocamera interessante.
Ha un sensore M43 da 20 Mpx, non del tipo stacked come le OM-1 II e OM-3, ma semplicemente BSI-CMOS retroilluminato. E’ dotata di un sistema di stabilizzazione sul sensore molto efficace, l’Olympus a suo tempo fu la prima (insieme a Pentax) ad introdurre la stabilizzazione sul sensore. L’autofocus è invece rimasto un po’ indietro, con solo 121 punti AF a rilevamento di fase e non raggiunge il livello della OM-1 II, anche se l’elaboratore d’immagine riesce a garantire una buona velocità di raffica.

Il pregio maggiore della OM-5 II è la leggerezza e la compattezza che, unita anche alla compattezza degli obiettivi, ne fa una fotocamera facile da portare in giro. Sembra una reflex in miniatura. Olympus infatti è diventata famosa negli anni 70 per le sue reflex OM che univano le dimensioni contenute a confronto con le quelle massicce delle reflex dell’epoca con la qualità delle fotocamere e degli obiettivi. I primi modelli di mirrorless Olympus hanno seguito questa strada con corpi macchina abbastanza compatti e leggeri. Poi con l’evoluzione le dimensioni di alcuni modelli, come la OM-1 II, sono un po’ aumentate, così il peso, per consentire una migliore ergonomia ed accessibilità ai comandi e per rendere meglio bilanciata la fotocamera con l’uso di tele e zoom lunghi e pesanti. Questa però non è la strada seguita da OM System per la OM-5 II di cui  ha ragionevolmente contenuto le dimensioni e il peso.

Le principali caratteristiche della OM-5 II sono:

– sensore M43 (17,3×13 mm) BSI-CMOS da 20 Mpx
– processore d’immagine TruePic IX
– innesto obiettivi M43
– mirino elettronico con 2,36 Mpx, ingrandimento di 0,68x reali
– schermo da 3″ con funzione touch con 1.040.000 pixel orientabile in tutte le direzioni
– autofocus a rilevamento di fase e contrasto con 121 punti AF selezionabili automaticamente o manualmente
– stabilizzatore d’immagine a “5 assi” sul sensore
– modalità di esposizione completamente automatica, Program, a priorità, manuale e con scene predisposte
– sensibilità automatica o manuale da 200 a 25.600 ISO espandibile a 64
– otturatore meccanico e elettronico con tempi da 60 secondi ad 1/32000
– disponibilità di filtro ND graduale fino a ND16
– disponibilità di effetti e filtri
– ripresa video C4K a 4096×2160 pixel 24p, 4K a 3840×2160 pixel 30p in formato MP4 H264 con audio stereo
– velocità di raffica fino a 6 fg/s con AFC e otturatore meccanico, 10 fg/s con AFC e otturatore elettronico e 30 fg/s con AFS e otturatore elettronico
– Sistema di pulizia del sensore a vibrazione ultra sonica
– connessione Wi-Fi e Bluetooth
– dimensioni 125x85x50 mm
– peso 414 grammi

La OM-5 II costa 1.289 € solo corpo, 1.299 € con la finitura argento o sabbia beige, 1.499 con il 9-18/4,0-5,6 II, 1.589/1599 con lo zoom 12-45/4,0 Pro o con il 14-150/4,0-5,6, 1.999 € con il 12-40/2,8 Pro II e 2.099 con i 12-45/4,0 Pro e 40-150/4,0 Pro.

Descrizione

La OM-5 II, come detto, ha dimensioni abbastanza contenute, ma consente una buona impugnabilità.

La confronto con alcune delle possibili alternative.
La prima è la Fujifilm X-T50.

Le dimensioni dei due corpi macchina sono quasi identiche così come la forma, simile a piccole reflex. Anche con gli obiettivi standard offerti con le macchine le dimensioni non si discostano, anche se la OM-5 II ha un 12-45/4,0 e la X-T50 un 16-50/2,8-4,8. Il peso è simile, 414 g per la Om-5 e 438 per la X-T50.
Un’altra alternativa interessante è la Sony A6700.

Questa ha una forma totalmente diversa, simile ad una compatta o una telemetro, senza nessuna sporgenza sulla calotta che rende il corpo frontalmente più piccolo. In compenso la A6700 è dotata di un’impugnatura abbastanza sporgente. L’obiettivo standard fornito in dotazione è però molto compatto, anche se poco luminoso. Il peso, 493 g è leggermente superiore a quello della OM-5 II.
Infine si potrebbe considerare come alternativa la Canon EOS R10.

Questa, a forma di reflex, appare leggermente più grande della OM-5 II, con un’impugnatura pronunciata, ma il suo obiettivo standard 18-45/4,5-6,3 è molto compatto e leggero anche se poco luminoso. Il peso, 429 g, è simile a quello della OM-5.

Inizio la descrizione dal frontale:

Sulla destra dell’innesto obiettivi si vede il pulsante di sblocco; in alto c’è il led di segnalazione dell’autoscatto che funziona anche come illuminatore ausiliario per l’autofocus.

Alla sinistra in basso c’è un pulsante che chiude il diaframma all’apertura di lavoro per valutare la profondità di campo.

Sulla calotta superiore c’è a sinistra l’interruttore di accensione in forma di levetta coassiale con un doppio comando a forma rotonda e diviso in due parti a mezzaluna. Questa posizione dell’interruttore di accensione è piuttosto scomoda e richiede l’intervento di due mani se si tiene la macchina con l’impugnatura, rallentando l’accensione nel caso si abbia la necessità di cogliere una foto al volo. I due comandi a mezzaluna in cui è divisa la pseudo ghiera vanno premuti per azionarli. Quella verso dietro serve per impostare le modalità autofocus e la misurazione dell’esposizione, attivando due menu rapidi di selezione nella zona superiore e inferiore dello schermo o del mirino nei quali si può scegliere il valore desiderato ruotando la ghiera di comando anteriore o quella posteriore. La mezzaluna anteriore serve per l’impostazione, con le stesse modalità, delle modalità di scatto (singolo, raffica a varie velocità), per l’autoscatto e per lo scatto in HDR.
Al centro c’è la slitta porta accessori per flash o microfono. Proseguendo verso destra c’è la ghiera delle modalità di funzionamento con al centro il pulsante di blocco, molto comodo per evitare spostamenti non intenzionali. Sono previste le modalità P program, A priorità dei diaframmi, S priorità dei tempi, M manuale, C per memorizzare impostazioni utente, Video, ART per gli Art Filter, SCN per le scene e Auto per il funzionamento totalmente automatico. Più a destra in avanti il pulsante di scatto coassiale alla ghiera di comando anteriore, più indietro la ghiera di comando posteriore. All’estrema destra tre pulsanti: quello avanti serve per il richiamo delle modalità di fotografia computazionale, quello centrale per la ripresa video e quello dietro per la sensibilità ISO.

Nella parte posteriore, dominata dal grande schermo sensibile al tocco ed orientabile in tutte le direzioni, troviamo al centro il mirino con sulla sinistra una rotella per la correzione diottrica e dotato di sensore di prossimità che lo accende, spegnendo lo schermo, quando vi si accosta l’occhio.

A destra dell’oculare c’è il pulsante AF-ON per attivare l’autofocus indipendentemente dal pulsante di scatto, circondato da un interruttore a levetta Fn con le posizioni 1 e 2 che serve per invertire la funzionalità delle ghiere di comando anteriore e posteriore, ma a cui possono essere assegnate altre funzioni. All’estrema destra si vede il pulsante ISO.

In basso ci sono quattro pulsanti: attivazione dei menu, scelta delle informazioni visibili nello schermo o nel mirino, richiamo delle foto per la visualizzazione e cancellazione delle foto. Al centro il pad a quattro vie per spostare il punto o l’area di messa a fuoco e navigare nei menu con al centro il pulsante Ok per la conferma delle scelte.

Sul lato destro c’è l’alloggiamento per la scheda di memoria SD compatibile UHS II protetto da uno sportellino.

Sul lato sinistro, sotto tre diversi sportellini in gomma ci sono una presa per microfono, una per cuffia, la presa HDMI tipo D e la presa USB C.

Nella parte inferiore troviamo l’innesto per il treppiedi coassiale con l’obiettivo e lo sportello che protegge il vano batteria.

In dotazione, insieme alla macchina sono forniti:
– batteria ricaricabile BLS-50
– un cavo USB C
– il tappo di copertura del bocchettone di innesto ottiche
– la cinghia a tracolla
– Oculare EP-15
– coperchio protezione slitta accessori
– un piccolo e sintetico manuale plurilingue. Il manuale completo è disponibile come pdf sul sito OM System
Il software OM Workspace per la visualizzazione delle foto e lo sviluppo raw, OM Capture per il tethering, OM Webcam (beta) per abilitare le funzioni webcam, per Windows e Mac e OI.Share per collegare la fotocamera ad uno smartphone per trasferire ed editare le foto e come telecomando, per Android e iOs, sono scaricabili dal sito OM System.

Come accessori sono disponibili:
– caricabatterie BCS-5
– batteria BLS-50
– vari flash esterni OM System dedicati e comandabili senza cavi
– telecomando RM-WR2
– adattatore per obiettivi Quattro terzi MMF-2/MMF-3
– convertitori fish-eye FCON-P01 e macro MCON-P02 per obiettivo
– oculare supplementare EP-16/EP-15

Schermate

Modalità di funzionamento

Menu rapido

Menu

Uso in pratica

Per la prova ho avuto a disposizione una OM-5 II dotata degli obiettivi M.Zuiko 12-45/4,0 Pro,  12-100/4,0 IS Pro, 12-200/3,5-6,3 e 20/1,4 Pro.

Corpo

Il corpo, di dimensioni contenute, ha una forma con spigoli arrotondati ed è rivestito sull’impugnatura e nella parte inferiore di un materiale zigrinato che evita che scivoli impugnandolo. Il rivestimento esterno è in policarbonato mentre la struttura interna è in magnesio.
E’ disponibile in nero, o con calotta argento o sabbia.
La costruzione è di buona qualità e il corpo è ben rifinito. Le ghiere sono metalliche e scorrono con precisione. L’assemblaggio non si presta a critiche.

Comandi

I comandi principali sono quasi tutti a portata dell’indice o del pollice della mano destra. Le due ghiere di comando consentono di variare la combinazione tempo diaframma in program (program shift) oppure a regolare i diaframmi e i tempi nei funzionamenti a priorità e manuale e sono facilmente raggiungibili col pollice e l’indice. La sensibilità ISO, se non è in auto si può variare tramite l’apposito pulsante. Per il bilanciamento del bianco, la compensazione dell’esposizione, l’area e le modalità di messa a fuoco, le modalità di scatto ed il funzionamento del flash ci si deve affidare al menu rapido. In questo modo si possono regolare quasi tutti i parametri di funzionamento compresi i profili colore il formato delle foto, la modalità di salvataggio e la modalità di ripresa video.
Molte di queste regolazioni possono essere fatte anche usando il tocco sullo schermo.
In complesso tutti i disponibili comandi sono facilmente accessibili, ma mancano alcuni comandi diretti il che non consente di regolare sempre la fotocamera con l’occhio al mirino.

Menu

I menu, con impostazione a scorrimento orizzontale e a due livelli, sono articolati in Menu di ripresa 1 e 2, Autofocus, Video, Riproduzione, Personalizzazione, Impostazione fotocamera (e menu personalizzato. Consentono un’estesa e precisa impostazione della fotocamera e sono molto migliorati rispetto ai modelli Olympus OM-D E-M-1 e successivi. Le voci sono abbastanza chiare, anche se alcune sono un po’ disperse fra varie pagine e alcune hanno un significato poco chiaro (Es. Modalità computazionali) che si spiega però esaminando le singole voci.

Mirino

Ha una risoluzione di 2,36 Mpx, un po’ scarsa per gli standard attuali ed un ingrandimento 0,68x. E’ un po’ piccolo, ma non presenta ritardi apprezzabili e scie fastidiose quando si sposta rapidamente l’inquadratura o si seguono soggetti in movimento veloce. La copertura è del 100 %. Il mirino si avvale della tecnologia Adactative Brightness che consente di variarne automaticamente la luminosità in funzione di quella esterna in modo di avere una percezione corretta della luminosità dell’immagine inquadrata e non effettuare correzioni di esposizione errate.
Nel mirino possono essere visualizzate tutte le informazioni visibili sullo schermo e si possono effettuare tutte le regolazioni. E’ possibile anche visualizzare una livella su due assi. C’è infine un sensore che commuta automaticamente la visione da schermo a mirino quando si avvicina l’occhio, disabilitabile se si preferisce la commutazione manuale.

Schermo

Lo schermo da 3″ con 1.040.000 pixel è orientabile in tutte le direzioni. Questo è molto comodo per riprese dal basso o dall’alto e per fotografare senza farsi notare. E’ sensibile al tocco e questo facilita la revisione delle foto con il loro scorrimento e ingrandimento. La visibilità è buona nei limiti consentiti in esterni luminosi da qualsiasi schermo

Otturatore

E’ meccanico con tempi da 60 secondi a 1/8000 più la posa B fino a 30 minuti, più elettronico da 60 secondi a 1/32000. Può funzionare con la prima tendina elettronica, ma solo fino a 1/320.
Quello elettronico consente di scattare con tempi di scatto velocissimi per usare diaframmi aperti anche in condizioni di forte luce per limitare la profondità di campo e, cosa più importante, consente di scattare in modo completamente silenzioso in situazioni in cui non si deve produrre alcun rumore e disturbo come teatro, conferenze e concerti di musica da camera.
L’inconveniente dell’otturatore elettronico può essere la deformazione di oggetti in movimento laterale veloce nell’inquadratura.

Stabilizzazione

Lo stabilizzatore d’immagine è sul sensore, a “5 assi”. L’integrazione dello stabilizzatore nel corpo consente di stabilizzare tutti gli obiettivi montati, anche quelli a focale fissa e pure quelli di altre macchine o reflex montati con adattatori. In questo caso occorre informare la macchina sulla focale utilizzata. Se si usa un’obiettivo con stabilizzazione ottica questa può collaborare con quella sul sensore.
OM System dichiara un guadagno fino a 6,5 stop e 7,5 se anche l’obiettivo è dotato di stabilizzazione. Per le prestazioni vedere la relativa pagina.

Autofocus

La messa a fuoco è a rilevamento di fase e contrasto con 121 punti AF tutti selezionabili automaticamente o manualmente con il pad che consente anche di spostarli. Si può anche scegliere una zona di messa a fuoco di varie ampiezze spostabile a piacere sullo schermo col tocco o con il pad. Infine è possibile attivare la funzione di riconoscimento dei volti e degli occhi, abbastanza efficace anche se non al livello delle migliori realizzazioni compresa la OM-1 II.
Le modalità di funzionamento sono quelle classiche, AF-S (singolo), AF-C (continuo,) AF ad inseguimento (tracking), manuale e singola più manuale. In modalità AF-S è possibile anche intervenire manualmente, usufruendo anche dell’ingrandimento nel mirino o sullo schermo e aiutati dalla funzione “Focus peaking”.  Quando c’è poca luce si attiva automaticamente l’illuminatore ausiliario; è disponibile anche la funzione di individuazione di volti ed occhi, ma non quella di altri tipi di soggetto. Fra le funzioni definite “computazionali” è compresa la funzione di focus stacking.
Per le prestazioni vedere l’apposita pagina.

Esposizione

La misurazione dell’esposizione può essere del tipo a matrice, cioè misurata da tutto il sensore su 324 aree ed ottimizzata per la scena ripresa, oppure media con prevalenza centrale, spot su un’area del 2 % al centro o ottimizzata per le alte luci o per le ombre.
L’esposizione può essere totalmente automatica con il programma P con la possibilità di cambiare la coppia tempo/diaframma (program shift), le priorità ai tempi o diaframmi o l’esposizione manuale. In questo caso su un’apposita scala viene indicata la differenza fra l’esposizione impostata e quella misurata fino a +/- 3 EV. L’esposizione può essere compensata fino a +/- 5 EV. In tutte le modalità è molto facile e rapido regolare la macchina con le due ghiere disponibili.
L’esposizione si è dimostrata corretta con molta luce, normalmente esponendo per le luci per salvaguardarle. Questo può portare a immagini jpeg eccessivamente scure e con ombre poco leggibili. Se si usa il raw però le foto sono facilmente recuperabili, senza il rischio di trovarsi con luci bruciate e senza alcun dettaglio. Ovviamente se si vuole lavorare solo in jpeg è possibile compensare rapidamente l’esposizione. Solo in casi veramente al limite ho dovuto apportare delle correzioni. Di notte o in ambienti scuri in presenza di forti contrasti tende a sovraesporre da 2/3 a 1 stop usando la misurazione a matrice. Questo è un comportamento abbastanza frequente e può essere facilmente corretto, se necessario, con l’apposito comando per la compensazione.

Sensibilità ISO

La sensibilità si può regolare con facilità, se non si usa in Auto, con l’apposito pulsante o richiamando il menu rapido. In modalità ISO Auto, che può arrivare fino a 6400 ISO, la macchina regola il tempo minimo di scatto in funzione della lunghezza focale impostata sull’obiettivo e, coadiuvata dallo stabilizzatore, consente di evitare foto mosse (per soggetti statici!).

Bilanciamento del bianco

Il bilanciamento del bianco può essere automatico o prefissato su 7 valori predefiniti: sole, nuvoloso, ombra, flash, fluorescente, tungsteno e subacquea; è anche possibile preservare i toni caldi in WB Auto. Inoltre si può impostare un bilanciamento personalizzato in base ad una misurazione ed è possibile memorizzarne quattro. Ogni posizione predefinita permette una regolazione fine.
Nella pratica il bilanciamento ha funzionato bene per tutti gli scatti in luce solare, con tempo nuvoloso e in interni e negli scatti notturni in cui ha prodotto delle foto con bianchi nonostante la presenza di luci con diversa temperatura di colore.

Flash

La fotocamera non dispone di un flash integrato. In precedenza per l’Olympus OM-D E-M1 veniva fornito un piccolo flash che poteva essere usato come soluzione di fortuna e per schiarire le ombre in caso di necessità. Purtroppo questa tradizione si è persa con i nuovi modelli.

Formato foto

Le foto possono essere salvate in formato 4:3, 3:2, 16:9, 3:4 e 1:1 e in varie dimensioni, L a 20 Mpx, M1 a 8 Mpx, M2 a 2,8 Mpx, S1 a 1,3 Mpx e S2 a 0,8 Mpx e possono essere salvate in Jpeg con qualità super Fine, Fine o Normal, in raw con compressione senza perdite (ORF) e in raw più jpeg. Le foto raw sono registrate con una profondità di colore di 12 bit.

Profili colore

Sono disponibili diversi profili colore: i-Enhance, Vivido, Naturale, Smorzato, Ritratto, Monocromatico, Personalizzato, e-Ritratto, Subacqueo e Creatore colore per definire un’immagine con colore personalizzato fra 30 tonalità e 8 livelli di saturazione.

Ogni profilo può essere personalizzato per nitidezza, contrasto e saturazione.

ART filter ed effetti

OM System è stata la prima a dotare le sue fotocamere di effetti artistici applicati alle foto denominati ART Filter.
Sono disponibili numerosi effetti:

Pop Art I e II, Soft Focus, Colori chiari e leggeri I e II, Toni Leggeri, Grana Pellicola I e II, Foro Stenopeico I, II e III, Diorama I e II, Cross Process I e II, Seppia chiaro, Toni drammatici I e II a cui si possono aggiungere effetti (soft focus, stenopeico, white edge, cornice o star light), filtri colore di colore(giallo, arancione, rosso o verde) e effetti monocromatici (seppia, blu, porpora o verde), Key Line I e II, Acquerello I e II, Vintage I, II e II, Colore parziale I, II e III a cui si può variare il colore, Ignora sbiancamento e Pellicola istantanea. E’ possibile fare il bracketing di tutti i filtri con un solo scatto e poi, premendo il pulsante Info, selezionare quello da registrare.

Funzioni avanzate

La OM-5 II dispone anche di alcune particolari funzioni chiamate “computazionali”.

Scatto ad alta risoluzione

La OM-5 II può riprendere foto ad alta risoluzione da 50 Mpx, anche a mano libera, o da 80 se su treppiedi.
Per farlo la fotocamera effettua una serie di scatti in sequenza spostando per ciascuno il sensore di un mezzo pixel alla volta per ottenere una foto da 50 Mpx o da 80 Mpx. Gli scatti sono poi combinati per ottenere una foto jpeg e, impostando la qualità d’immagine raw+jpeg, anche un file raw, con una profondità di colore a scelta fra 12 o 14 bit con estensione .ORI di circa 64 Mb apribile con OM Workspace.
Per effettuareg li scatti da 80 Mpx è necessario utilizzare un treppiede ed è opportuno fotografare solo soggetti statici (paesaggi, edifici) evitando per quanto possibile dettagli in movimento, non solo persone, ma anche ad esempio foglie mosse dal vento che producono effetti fantasma poco piacevoli ottenendo foto da 10368×7776 pixel. Se si vuole scattare a mano libera invece le foto saranno da 50 Mpx con una risoluzione di 8160×6120 pixel.
Nei test con il formato a 50 Mpx stranamente ho ottenuto migliori risultati nelle foto scattate a mano libera che in quelle su treppiedi.

A mano libera, 12-200/3,5-6,3, 12 mm, f/8,0, 1/400, ISO 200

Su treppiede, 12-100/4,0, 12 mm, f/8,0, 1/200, 200 ISO

Su treppiede, 12-100/4,0, 100 mm, f/8,0, 1/160, 200 ISO

Ripresa ND Live

La fotocamera combina una serie di esposizioni per creare un’unica foto, dando l’impressione di una singola foto scattata con bassa velocità di otturazione. Questa funzione simula quindi l’uso di un filtro ND e può essere regolata da ND2 (1 EV) a ND16 (4EV). L’effetto può essere visualizzato in anteprima nello schermo o nel mirino.

Ripresa Live Composite

sfruttando la posa B la fotocamera lascia l’otturatore aperto per un’esposizione prolungata, scattando diverse foto senza cambiare l’esposizione dello sfondo. Questa funzione può essere usata per fotografare le scie luminose dei fuochi artificiali o il movimento delle stelle.

Focus staking

Combina più immagini per una profondità di campo maggiore di quella ottenibile con un singolo scatto. La fotocamera scatta una serie di scatti, da 3 a 8 a secondo delle impostazioni, a distanze di messa a fuoco più vicine e più lontane rispetto alla posizione di messa a fuoco corrente e crea una singola immagine dalle aree messe a fuoco in ogni scatto.
Questa opzione consente dimettere a fuoco tutte le aree del soggetto nelle fotografie scattate a distanze ravvicinata, macro, o anche lontane con aperture di diaframma ampie. Le foto vengono scattate in modalità silenziosa usando l’otturatore elettronico.

Immagini HDR

La fotocamera varia l’esposizione in una serie di scatti, seleziona da ogni gamma di toni con il livello più alto di dettagli e li combina per creare una singola immagine con un ampio range dinamico. Se la foto presenta un soggetto a contrasto elevato, verranno conservati i dettagli che altrimenti andrebbero persi in ombre o alte luci. Per questo tipo di scatti è opportuno usare un treppiedi.

Esposizioni multiple

Scatta due foto e le combina in un’unica immagine. In alternativa, si può scattare una foto e combinarla con un’immagine esistente memorizzata sulla scheda di memoria.
L’immagine combinata viene registrata con le impostazioni correnti della qualità dell’immagine. Solo le immagini RAW possono essere selezionate per esposizioni multiple che includono un’immagine esistente.

Zoom digitale

Questa opzione consente di ritagliare al centro del fotogramma le stesse dimensioni dell’opzione di dimensione attualmente selezionata per la qualità dell’immagine e ingrandirla per riempire il fotogramma.
Ciò consente di eseguire lo zoom oltre la massima lunghezza focale dell’obiettivo, rendendola una buona scelta quando non si ha la possibilità di cambiare obiettivo o quando è difficile avvicinarsi al soggetto.

Ripresa intervallata o Time lapse

Si può impostare la fotocamera per scattare automaticamente fotogrammi ad un predeterminato intervallo di tempo. I fotogrammi possono anche essere registrati come video singolo.

Correzione linee cadenti

La distorsione effetto delle linee cadenti dovuta all’influenza della lunghezza focale, dall’inclinazione della fotocamera e della prossimità del soggetto può essere corretta o aumentata per esagerare gli effetti della prospettiva. La compensazione delle linee cadenti può essere visualizzata in anteprima sul monitor durante lo scatto. L’immagine corretta viene creata da un ritaglio più piccolo, aumentando leggermente il rapporto di zoom effettivo.

Correzione distorsione fish-eye

Si può correggere la distorsione causata dagli obiettivi fisheye per dare alle foto l’aspetto di immagini scattate con un obiettivo grandangolare. La quantità di correzione può essere selezionata da tre diversi livelli. Si può anche scegliere contemporaneamente l’opzione per correggere la distorsione nelle foto scattate sott’acqua.

Wi-fi

La OM-5 II è dotata di connessione Wi-fi. Con questa la macchina può essere connessa ad uno smartphone o a un tablet, iOS o Android, su cui è stata installata l’apposita app OI.Share e controllata da questo in tutte le sue funzioni usando lo schermo touch del dispositivo come fosse quello della macchina. Si possono scegliere le modalità di funzionamento, i tempi, diaframmi, la sensibilità, il WB, le scene, gli Art Filter ed ogni altra regolazione. Si può mettere a fuoco con il tocco su qualsiasi punto e scattare foto. Oltre a ciò si possono rivedere le foto sulla fotocamera, selezionarle e trasmettere quelle selezionate sul dispositivo. Si potranno inoltre inserire inserire nelle foto le coordinate GPS rilevate dal dispositivo. Una serie completa di funzioni quindi.

Raffica

La OM-5 II dispone di differenti velocità di raffica a secondo che si usi l’otturatore meccanico o quello elettronico.
Con l’otturatore meccanico la velocità massima è di 6 fg/s selezionabile da 1 a 6 con messa a fuoco AFC ed esposizione scatto per scatto se così selezionato e senza oscuramento del mirino.
Con quello elettronico scatta a 10 fg/s con AFC, esposizione scatto per scatto se selezionato e senza oscuramento del mirino o a 30 fg/s con AFS ed esposizione al primo scatto.
C’è poi la possibilità acquisire le immagini registrate prima dell’inizio della raffica, funzione ProCap, quando si preme a metà il pulsante di scatto; si potranno acquisire da 1 fino a 99 scatti a scelta con le stesse velocità impostate per la raffica.
Per le prestazioni vedere l’apposita pagina.

Video

La OM-5 II riprende video in formato MOV MPEG-4 AVC/HH.264 con modalità Flat, OM-Log400, OM-Cinema1 o OM-Cinema2. La risoluzione video può essere C4K 4096×2160 pixel 24p, 4K 3840×2160 pixel 30/25/24p o Full HD 1920z1080 pixel 60/50/30/25/24p. Può anche riprendere ad alta velocità in Full HD a 120/100 fps. Il tempo massimo di registrazione è illimitato, fino alla capacità della scheda di memoria o della batteria.
Può riprendere anche  su dispositivi esterni compatibili come ATOMOS NINJA, attraverso l’uscita HDMI e può trasmettere il timecode al dispositivo esterno. L’audio stereo PCM lineare a 24 bit ha una frequenza di campionamento di 96 khz.
La registrazione video può essere attivata in tutte le modalità di scatto, ma posizionando la manopola delle modalità di funzionamento su Video si hanno delle opzioni in più e si può scegliere la modalità di ripresa indipendentemente da quanto impostato precedentemente nel menu. E’ possibile regolare la maggior parte delle impostazioni, ISO, tempo di posa, apertura, compensazione esposizione, livello di registrazione del suono, zoom elettrico tramite lo schermo sensibile al tocco.
Per la ripresa si possono usare tutte le modalità di esposizione PASM, compensazione e bilanciamento del bianco. La messa a fuoco è automatica continua, ma può essere modificata toccando lo schermo.
In modalità video sono disponibili tutti gli effetti Art Filter.

Obiettivi

La OM-5 II è dotata di innesto obiettivi M43. queto vuol dire che può montare tutti gli obiettivi per M43 disponibili, indipendentemente dal produttore, mantenendo tutti gli automatismi previsti. Ricordo che il fattore moltiplicativo degli obiettivi 4/3 e M43 è 2, quindi per conoscere la focale equivalente in termini di formato 35 mm o fullframe basta raddoppiare la focale reale
Complessivamente sono disponibili oltre 97 obiettivi con innesto M43.
Come Olympus o OM System M43 sono disponibili 37 obiettivi suddivisi in due fasce: M.Zuiko Pro di livello professionale e M.Zuiko, sempre di ottima qualità più due moltiplicatori di focale 1,4x e 2x. l’elenco degli obiettivi Olympus è disponibile qui.
Da Panasonic invece sono disponibili altri 45 obiettivi elencati qui.
Oltre a questi sono disponibili alcuni Sigma e Tamron. Fra quelli a fuoco manuale sono disponibili molti da 7artisans, Kamlan, Laowa, Samyang, Tokina e Voigtlander.
Sulle M43 poi è possibile montare, con opportuni adattatori, praticamente tutti gli obiettivi disponibili per fotocamere reflex o a telemetro grazie al ridotto tiraggio della montatura, naturalmente con messa a fuoco manuale, ma con automatismo di esposizione a priorità dei diaframmi.

Impressioni d’uso

Nell’uso la OM-5 II si è dimostrata una fotocamera piacevole da usare. Le sue dimensioni e la leggerezza dell’insieme fotocamera/obiettivo invitano a portarla sempre con se. La sua accensione è pronta, ritardato solo un poco dalla posizione dell’interruttore sulla sinistra della calotta. Per me che tengo la fotocamera dall’impugnatura con la destra richiede un intervento in più che ritarda un po’ l’operazione. Le regolazioni sono abbastanza pratiche, anche se ci sono pochi comandi diretti con l’ausilio del menu rapido LV onnicompressivo; questo richiede un passaggio in più e di staccare l’occhio dal mirino, ma per una fotocamera di questa categori, non pensata certo per riprese sportive può andar bene.
Il corpo macchina, abbastanza piccolo e leggero si armonizza particolarmente bene con molti obiettivi Olympus anche loro altrettanto piccoli come ad esempio il 12-200 mm equivalente ad un 24-400 mm, ma a nche con obiettivi luminosi come il 20/1,4. Con tutti gli obiettivi la OM-5 II pesa meno di un’equivalente fullframe, anche le più compatte.
Se poi ci si vuole avventurare nell’uso dei teleobiettivi fissi o zoom spinti questi vantaggi di peso e dimensioni si rivelano importanti. Il tutto coadiuvato dalla stabilizzazione  sul sensore ed eventualmente sugli obiettivi, che si rivela efficace e consente di stabilizzare anche gli obiettivi a focale fissa che di solito non sono dotati di stabilizzatore.
Dal punto di vista video la OM-5 II offre ugualmente buone prestazioni.  Durante le riprese è possibile usare il mirino elettronico, ma naturalmente è stato molto più comodo usare lo schermo anche per tenere la macchina in modo più stabile.
L’ho usata molto spesso in situazioni anche personali oltre che nelle consuete riprese di paesaggio urbano e notturne e mi sono sempre trovato molto bene. I risultati sono buoni anche per le foto in poca luce, cosa che mi ha un po’ meravigliato visto il sensore più piccolo di quello fullframe a cui sono abituato in particolare con il 20/1,4.
E’ una fotocamera che va bene per molti tipi di fotografia, in particolare viaggio, famiglia, strada.

Per tutte le foto di prova ho usato il formato 4:3.
Le foto sono suddivise in foto di test, scattate a tutte le sensibilità, da 100 a 25600 ISO, in luce naturale di giorno e di notte e in interni ed a vari diaframmi per valutare gli obiettivi, e foto di esempio, a varie sensibilità a secondo delle situazioni, anche se di giorno sono stati usati possibilmente i 200 ISO. Tutte le foto sono state salvate sia nel formato jpeg come salvato dalla macchina, sia nel jpeg convertito dal raw con CaptureOne.

====>>>  Prestazioni e conclusione

3 commenti su “OM System OM-5 II: test”

  1. Salve Francesco. Lego sempre molto volentieri le tue recensioni molto interessanti e ben fatte. Sono possessore di una Olympus oms-e 5 mkII, Leggo nella tua recensione che “La OM-5 II è il modello base fra le fotocamere dell’offerta OM System”, ponendola in quanto a caratteristiche un gradino sotto la OM system 3, dotata di un sensore stacked, e non BSI. Che io ricordi, ai tempi della Olympus giapponese, la OM-D-5 era considerata dalle caratteristiche inferiori all’ ammiraraglia OM-D1, ma superiore alla OM-D 3, più economica e entry level. È cambiato qualcosa nella nomenclatura e classificazione dei modelli OM system in occasione del cambio di proprietà?

    1. Dario,
      si è cambiato qualcosa con OM System. Il modello top è la OM-1 II, con sensore stacked e una raffica velocissima. Poi viene la nuova OM-3 con un design nostalgico (è praticamente uguale alla Olympus OM-1 a pellicola), ma con un aggiornatissimo sensore stacked, uguale a quello della OM-1 II, che le garantisce le stesse prestazioni della OM-1 II. Poi c’è la OM-5 II, con sensore non stacked, che ho definito modello base perché avevo scritto prima della presentazione della nuova PEN che si colloca leggermente sotto alla OM-5 II almeno come prezzo.
      Ciao, Francesco

  2. Edit al mio commento precedente. Perdona la mia imprecisione presente nel commento precedente. Devo evidentemente avere confuso il modello OM-D3 citato nell’introduzione dell’articolo con il modello olympus OM-D10. Non tenerne conto. Grazie

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