Reflex, bridge, mirrorless, compatte … che confusione!

Fino a poco tempo fa, due anni non di più, le categorie di fotocamere erano ben definite ed identificate come si può leggere nel mio articolo “Classificazione e tipi di fotocamere“.
Le reflex erano le fotocamere per i professionisti e per gli amatori esperti ed esigenti, col le migliori caratteristiche e qualità d’immagine, ma con i prezzi più alti e dimensioni e pesi importanti. Le compatte erano per gli amatori poco esigenti ed i principianti, con caratteristiche semplificate e prestazioni scarse. Poi c’erano le bridge, con aspetto importante e professionale, simili esteticamente alle reflex, ma con il cuore interno da compatta, salvo che per gli zoom con escursione focale stupefacente. Le mirrorless? Non c’erano o erano agli inizi, poco considerate ed apprezzate.

Oggi tutto è cambiato e le carte si sono rimescolate. Chi vuole scegliere una fotocamera, per iniziare o sostituire una precedente, non
sa bene come orientarsi, come effettuare la scelta. Ci sono compatte che costano più delle reflex, bridge di nuovo tipo senza zoom megagalattici e mirrorless costose o meno che promettono prestazioni superiori alle reflex.
A questo punto cosa scegliere? Come impiegare nel modo migliore i propri sudati risparmi? Qual è la fotocamera migliore? Qual è la più adatta per le proprie esigenze?
Non è facile rispondere a queste domande, ma ci si può provare basandosi sulla conoscenza del mercato su alcuni criteri di base: importo da spendere, qualità d’immagine, praticità e esigenze fotografiche.

Molta dellla confusione e delle perplessità sono crate dal fatto che fino a poco tempo fa esistevano anche dei confini ben precisi di costo fra i vari tipi di fotocamere. Le compatte erano economiche, le bridge costavano poco di più mentre le reflex erano costose.
Oggi invece si può acquistare una reflex base al prezzo di una compatta, mentre ci sono delle mirrorless, categoria ancora poco conosciuta, che costano quanto le reflex professionali. Poi non c’è più quell’ampia scelta di compatte economiche, con sensori piccoli come un’unghia, che i produttori rinnovavano ogni sei mesi. Ormai sono quasi scomparse perchè la maggior parte delle persone ha in tasca uno smartphone che fa foto e si è accorta che in molti casi queste sono migliori di quelle fatte con una compattina base. Inoltre lo smartphone è sempre disponibile e consente di condividere immediatamente le foto sui social network sui quali molti amano rendere pubblico minuto per minuto quello che fanno o dove sono. Gli smartphone non dispongono di zoom, ma ai loro utilizzatori importa poco, si accontentano di quello elettronico.
I produttori quindi per cercare di rivitalizzare il mercato delle compatte hanno deciso di puntare sulla qualità per attirare almeno il pubblico un po’ più smaliziato che sii rende conto della qualità delle foto, della praticità ed efficacia di un zoom e non usa le foto solo per i social network. Sono comparse così compatte con sensori più grandi e obiettivi di qualità. Per compatte in questo caso non si intende solo fotocamere di piccole dimensioni, ma macchine con obiettivo fisso, non intercambiabile, di forma vagamente somigliante alle vecchie telemetro, dotate o meno di mirino. Si è arrivati così ad avere delle compatte di qualità, ma ancora tascabili, come le Sony RX100, ma altre ben più grandi con sensori M43, Panasonic LX100 e Leica D-Lux, APS, Fujifilm X100 e Leica X e addirittura fullframe come la Sony RX1 e la Leica Q che costano oltre 3.000 €.
Anche per le bridge si è avuta un’evoluzione analoga, anche se meno accentuata per motivi fisici e di costo. Sono stati introdotti sensori un po’ più grandi, da 1″ (13,2×8,8 mm) e zoom con escursione meno spinta e più luminosi. Anche in questo caso però i prezzi sono più alti e le nuove bridge “premium” si sovrappongono a reflex base e mirrorless.
Le mirrorless nel frattempo si sono evolute. Sono stati introdotti mirini elettronici di qualità molto elevata e sopratutto è stato superato il loro “tallone d’Achille”, cioè la scarsa velocità di messa a fuoco. Con l’introduzione dei sensori con pixel in grado di effettuare la messa a fuoco a rilevamento di fase oggi le migliori mirrorless sono in grado di compatere con le reflex più avanzate. Non avendo poi parti mobili durante lo scatto come lo specchio spesso anche  modelli relativamente economici arrivano a superare le prestazioni delle reflex per la velocità di raffica. L’unica cosa che non hanno superato sono i livelli di prezzo che rimngono relativamente elevati anche se pure in questo campo qualcosa si sta muovendo.
E le reflex? Sono morte? No assolutamente. imangono delle ottime fotocamere anche se sono sempre uguali a se stesse con grandi pregi ed alcuni difetti che, a quanto sembra i produttori hanno difficoltà a correggere, condizionati anche dal mercato. Le prestazioni sono sempre elevate, sia per rapidità operativa e di autofocus, sia per qualità d’immagine, per le APS e per le fullframe. I mirini sono ottimi per le fullframe, un po’ meno per le APS. Consentono sempre un’immediatezza di visione che solo i migliori elettronici possono raggiungere, ma incominciano a scontare il fatto che su un mirino elettronico si possono vedere le correzioni di esposizione e bilanciamento del bianco prima di scattare la foto, in quelli reflex no. Rimane poi il problema di dimensioni e peso. Sulle professionali c’è poco da fare e per ragioni di robustezza queste sono pesanti ed ingombranti, ma per quelle di fascia più bassa si potrebbe fare molto. Infine da molti, specie i giovani, le reflex sono viste come macchine del passato e fuori mode.
Le reflex al momento possono essere suddivise in varie categorie sia per il formato del sensore che per le dimensioni e la tipologia d’uso: base APS, semiprofessionali APS, semiprofessionali fullframe e professionali fullframe.

In base a tutte queste considerazioni come orientarsi per la scelta di una fotocamer?
La prima considerazione è che le migliori fotocamere per rapporto qualità prezzo sono le reflex base: offrono un’ottima qualità d’immagine, autofocus e operatività velode, dimensioni e peso no eccessivi, una quantità immensa di obiettivi da montare per tutte le esigenze fotografiche al prezzo di una compatta economica. Per chi inizia seriamente a fotografare sono una delle migliori scelte.
Qualcuno potrebbe pensare che sia meglio una mirrorless ed in parte avrebbe ragione: ci sono alcune mirrorless, dotate di mirino, con dimensioni e pesi inferiori alle reflex bè ovase, prestazioni analoghe e tanti obiettivi disponibili. Le mirrorless inoltre hanno due vantaggi rispetto alle reflex: sono molto silenziose a causa dell’assenza dello specchio in movimento (possono addirittura non emettere nessun rumore durante lo scatto) e questo si rivela molto utile in particolari riprese, teatri, concerti. Per lo stesso motivo introducono meno vibrazioni e quindi si può scattare con tempi più lunghi con meno pericoli di mosso. L’unica controindicazione è che costano di più delle reflex di prestazioni paragonabili. Sembra paradossale, ma è così: la meccanica (specchio) e l’ottica (pentaprisma) costano meno dell’elettronica. In alternativa si può pensare che i produttori vogliano rientrare dei costi di sviluppo delle mirrorless, mentre quelli delle reflex sono ben ammortizzati.
Se invece si cerca la massima praticità, con dimen sioni e pesi ridotti al minimo, si impone la scelta di una compatta. Non necessariamente questo vuol dire una macchina tascabile, anche se ce ne sono di buona qualità. Una compatta però, a parità di dimensioni del sensore, è più piccola e leggera di una reflex o di una mirrorless. Lo svantaggio viamente il fatto che l’obiettivo è fisso, anche se di ottima qualità, e spesso nemmeno zoom. Questo presuppone un modo diverso di fotografare, in molti casi più libero e creativo.
Le bridge invece sono un po’ le cnerentole di questa rassegna. Quelle con zoom ad amplissima escursione focale (50-60x e più) e sensore piccolo da 1/2,3″ sono in grado di fornire foto di discreta qualità solo in buone condizioni di luce e se non si usa lo zoom alla massima focale. Spesso però attirano le attenzioni dei neofiti, e non solo, perchè sulla carta le loro caratteristiche sembrano interessanti e i loro zoom attirano irresistibilmente per fotografare da lontano. Il divertimento però dura poco e presto ci si accorge dei loro limiti. Anche come dimensioni e peso offrono pochi vantaggi rispetto ad una relex base dotata di uno dei nuovi economici zoom 18-200. Possono essere utili come seconda macchina quano si voglia disporre saltuariamente di un tele di focale elevata, e di costo altrettanto elevato per una reflex, dato il loro basso prezzo.
Le nuove bridge “premium” sono molto migliori e possono competere quasi con le reflex e mirrorless base, ma anche i loro prezzi, dimensioni e pesi sono allo stesso livello. Resta il vantaggio, ma anche il limite, di non doversi preoccupare di ulteriori obiettivi.
Infine ritorno sulle mirrorless in relazione alle riprese video. Per un uso misto, foto e video, queste fotocamere sono l’ideale. Rispetto alle reflex hanno il vantaggio di mantenere l’uso del mirino anche durante le riprese video, così come il sistema autofocus basato sul sensore. Le reflex invece possono usare solo loschermo in quanto il mirino durante la ripresa è oscurato dal sollevamento dello specchio. Solo le reflex Sony mantengono l’uso del mirino in quanto sono reflex molto particolari avendo il mirino elettronico. Anche l’autofocus veloce, a rilevamento di fase, delle reflex è inutilizzabile durante le riprese videoytranne come al solito nel caso delle Son , . Questo ha poca importanza per i professionisti che mettono a fuoco i video manualmente, ma molta di più per gli amatori che effettuano le riprese di famiglia.

Per la scelta infine si  deve considerare l’uso che si vuole fare della fotocamera. Per riprese sportive o di animali in libertà sarà indispensbile una reflex o una mirrorless con autofocus veloce e un buon teleobiettivo. Per foto di viaggio una macchina leggera e flessibile con uno zoom di buona escursione ed eventualmente anche un fisso luminoso. E’ inutile elencare i vari tipi di foto e di uso, ma in funzione di questi, del preventivo di spesa e delle considerazioni precedenti si potrà operare la scelta, selezionando i modelli d’interesse e magari verificandone le prestazioni attraverso i test licati.
Ricordo infine che fare buone foto non dipende dalla mcchina, ma dal fotografo.

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9 pensieri su “Reflex, bridge, mirrorless, compatte … che confusione!”

  1. Eh si, caro Francesco, è proprio “un casino”. Poi bisogna considerare che ognuno di noi lettori e fotografi della domenica siamo vittime di una continua evoluzione del pensiero fotografico che ci spinge a continui salti della quaglia da una categoria all’altra. Personalmente ho trovato la pace dei sensi fotografici prima con la Fuji x100 e poi con la X100s attratto dal particolare sensore. Consiglio a tutti di evitare il salto perchè il miglioramento è trascurabile. Comunque il 35mm fisso mi basta ed avanza. E’ verissimo quello che dici: si diventa più creativi nelle ristrettezze di focale; addirittura c’è più libertà d’espressione. Provare per credere.
    ciao

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    1. Una informazione, ma con un obiettivo a unica focale come fai quando devi scattare a un soggetto in lontananza al quale non ti puoi avvicinare? secondo me è più creativo e da maggior libertà uno zoom perchè puoi innanzitutto decidere se usarlo o no e poi puoi cogliere un dettaglio della scena che con focale fissa si perde nell’insieme. Almeno per le mie esigenze di viaggiatore lo zoom è irrinunciabile, ho un 28-280 e mi va anche stretto a volte

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      1. Fulvio,
        devi distinguere tra la situazione di quando si deve portare a casa delle fotografie, indipendentemente se si è professionisti o amatori e quando si va in giro per fare belle foto, liberi da ogni vincolo.
        Nel primo caso è necessario usare le focali adatte e gli zoom in questo caso sono molto utili. Quando facevo i reportage del Motor Show di Bologna (purtroppo quello vero non lo fanno più) usavo sempre uno zoom 18-200 su APS per riprendere panoramiche di stand ed auto e contemporaneamente dettagli delle auto o ritratti delle modeelle.
        Se però si esce per piacere, per cercare di fare qualche bella foto secondo il proprio stile, non si ha necessariamente l’esigenza di riprendere dettagli lontani, ma ci si concentra sulla composizione, sulla luce, sull’inquadratura. In questo caso una focale fissa, 35 o 50 mm equivalente ad esempio aiuta moltissimo a concentrarsi su quello che conta veramente in fotografia. Si elimina l’incertezza su quale focale utilizzare e si impara a muoversi nelle tre dimensioni cercando la migliore composizione. Provare per credere, non immagini quanto si può fare con un, per alcuni, modesto 35 mm. I viaggi possono essere uandi queste occasioni.
        Poi se invece vuoi riprendere soggetti lontani senza muoverti molto nessuno zoom potrebbe mai bastari.
        Ciao, Francesco

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  2. Ciao Francesco sono un tuo follower recentissimo 😀Uso una compattina Panasonic (SZ7) e da vari mesi ho già deciso di prendere una mirrorless. Unico ostacolo è l’erede della Sony a6000 che non è uscita ancora 😊 Per comprare la nuova se il prezzo sarà abbordabile o la precedente se il prezzo dovesse scendere abbastanza. Solo che questa nuova Sony sono mesi che è solo nei rumors e mai sugli scaffali! 😊 Cari saluti ti leggo con molto piacere!

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    1. Ogni produttore quando immette una fotocamera sul mercato ha in fase avanzata di progettazione o addirittura di realizzazione il modello successivo. Ciò vale anche per la Sony A6000: è da un po’ di tempo che in rete si parla di una mirrorless che la sostituirà o le si affiancherà ad un livello più alto. C’è anche chi indica anche alcune sue caratteristiche, facili ad immaginare. Sicuramente il nuovo modello sarà presentato, forse fra poco, forse fra qualche mese, Allora dopo un po’ si inizierà a parlare del successivo, i siti che pubblicano voci (rumors, sic!) vivono così.
      Aspettare un nuovo modello però non è mai una cosa positiva: si aspetta e nel frattempo non si fsnno foto oppure si usa una fotocamera non soddisfacente.
      L’attuale Sony A6000 è una delle migliori mirrorless APS, compatta, con un’alta qualità d’immagine, un ottimo mirino elettronico, un autofocus ed una velocità di raffica che solo reflex che costano 7-8 volte tanto possono vantare.
      Prendila pure senza farti problemi se la vuoi adesso, l’uscita del nuovo modello non ne sminurà le qualità.
      Ciao, Francesco

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  3. Egr. Francesco mi chiamo Paolo e ti avevo già chiesto un’opinione a proposito della Sony RX100 I (di cui ho poi letto la tua recensione). All’epoca (inizio 2014) non l’ho acquistata perché il prezzo era troppo elevato ma ora, finalmente, è sceso intorno ai 350 euro (on-line) quindi nei miei limiti di spesa.
    La macchina mi convince: prima di tutto ha dimensioni contenute e poi produce ottime foto e video, ha funzioni per me utili (come ad es. la memorizzazione di 3 tipi di impostazioni predefinite) e una interessante varietà di modalità fotografiche. Sono un fotografo occasionale, come avrai capito, e sfrutto molto le funzioni auto e normalmente faccio le foto per fissare un ricordo di una gita o della partita di mio figlio quindi senza pretese; vorrei però anche cominciare a lavorare un po’ in manuale e riuscire a “costruire” qualche foto più ricercata (ritratti, foto in interno, luoghi) e mi è sembrata fin da subito la macchina giusta.
    Tutto ok quindi? Non proprio. E qui entri in gioco (ancora) tu. Ho visto che addirittura ad un prezzo inferiore si può acquistare la sony alpha 5000. Dovrei rinunciare alla portabilità (non è enorme, ma di certo in tasca non la metti) ma avrei, e mi fa molto gola, il display orientabile: sbaglierò ma non avere la macchina davanti alla faccia quando scatti o meglio fai riprese, mi sembra molto comodo. E poi: meno zoom ma un sensore più ampio e un processore più evoluto, anche la possibilità di cambiare obiettivi (anche se non credo che la sfrutterò, troppi soldini) oltre ad una migliore ergonomia. Detto questo non so se la 5000 lavora bene, se nonostante la dotazione hardware la resa fotografica sia, a parità di condizioni, effettivamente migliore della RX100. Ho letto la tua recensione della 5T ma immagino non si possano confrontare. Ti chiedo quindi, cortesemente, una tua valutazione sia sulla resa delle due macchine, sia sulla praticità d’uso.
    Grazie in anticipo Paolo

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    1. Paolo,
      le Sony RX100 e A5000 sono fotocamere molto differenti per tipologia e destinazione d’uso. La R100 è la migliore compatta tascabile, specialmente nelle versioni III e IV dotate di mirino ed è una fotocamera che si può portare sempre con se in tasca idipendentemente che si esca per fotografare o meno. E’ infatti scelta da molti che hanno reflex o mirrorless grandi come seconda macchina, è adatta a foto ricordo, famiglia, amici, foto di strada, paesaggi, ritratti, paesaggio urbano. La A5000 è una mirrorless base, piccola e leggera (con il 16-50 in dotazione è quasi tascabile, almeno entra in una tasca di una giacca invernale e consente, aggiungendo gli opportuni obiettivi, quasi ogni tipo di fotografia; l’unico suo limite è l’assenza del mirino, come d’altra parte per la RX100 base, anche se lo schermo orientabile in alcune situazioni aiuta..
      Dal punto di vista della qualità fotografica la A5000 (con cui ho effettuato un po’ di scatti, ma non una prova completa) è certamente superiore alla RX100 per il sensore più grande, a parità di Mpx (20), che le conferisce una migliore nitidezza e un migliore rapporto segnale/rumore alle alte sensibilità usate in condizioni di luce scarsa. Per la ripresa video sono equivalenti. Lo zoom in kit della A5000 16-50/3,5-5,6 equivalente ad un 24-75 è un po’ più corto del 28-100 della RX100, ma abbraccia alla minima focale un campo più ampio, utile in interni. E’ però meno luminoso alla minima focale (f/3,5) di quello della RX100 (f/1,8) e questo pareggia i conti per la qualità d’immagine in scarsa luce alla minima focale. Alla massima la RX100 perde molto in luminosità (f/4,9) e quindi la resa della A5000 sarà migliore.
      Per la praticità non c’è dubbio che la RX100 è più comoda nel trasporto. La A5000 ha dalla sua la possibilità di gestire meglio la profondità di campo, per il suo sensore più grande e la possibilità di chiudere di più il diaframma, consentendo di ottenere più facilmente il soggetto a fuoco e lo sfondo sfocato, ad esempio nei ritratti.
      A questo punto sei tu che devi scegliere, in base alle tue esigenze e gusti, quella che ti piace di più.
      Infine un consiglio: fare foto migliori e più “ricercate” non si ottiene usando la fotocamera in manuale. Si ottiene invece curando di più la luce, la composizione, le proporzioni degli oggetti che compaiono nella foto ed i loro rapporti, il colore, l’inquadratura e la semplificazione eliminando tutto il superfluo. Per l’esposizione conviene usare la Program e correggerla in più o meno se necessario con l’apposito comando visualizzando il risultato sullo schermo o dopo un primo scatto di prova.
      Ciao, Francesco

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      1. Grazie mille, Francesco, sei stato di grande aiuto. Ora devo solo decidere e . . . leggere con attenzione il tuo spazio dedicato alla tecnica fotografica (qualcosa ho già letto in realtà).
        Buon lavoro Paolo

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